Maxi operazione antimafia nella Sibaritide, dove i carabinieri del ROS hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro nei confronti di 41 persone. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata dal procuratore Salvatore Curcio, punta a ricostruire assetti, ruoli e collegamenti delle cosche operanti tra Cassano allo Ionio, Sibari e Corigliano Rossano, con ramificazioni in diversi centri del territorio ionico cosentino. Tra i destinatari delle misure figura Damiano Pepe, ritenuto dagli inquirenti una figura centrale negli equilibri della criminalità organizzata locale, attualmente ricoverato all’ospedale di Cosenza dopo essere rimasto ferito in un agguato nei giorni scorsi. Nell’inchiesta compare anche la sua compagna, Silvana Sibarelli, rimasta uccisa. Tra i provvedimenti eseguiti figurano inoltre gli arresti domiciliari per il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, esponente del centrosinistra al secondo mandato, e per Pietro Lucisano, consigliere comunale di opposizione.
I reati contestati
Le contestazioni formulate nell’ambito dell’indagine comprendono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto di armi da fuoco, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le ipotesi di reato sarebbero aggravate, secondo le contestazioni, dal metodo e dalle finalità mafiose. Tra gli addebiti figura anche il presunto patto elettorale politico-mafioso. Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.
La rete criminale e il ruolo attribuito a Damiano Pepe
L’indagine ricostruisce, secondo l’impostazione accusatoria, la struttura organizzativa e la distribuzione delle aree di influenza dei gruppi criminali attivi nella fascia ionica settentrionale della Calabria. Il territorio interessato comprende, oltre a Cassano allo Ionio e Corigliano Rossano, anche Cariati, Mandatoriccio, Villapiana, Trebisacce e Castrovillari. Tra i nomi indicati nell’inchiesta figurano esponenti della criminalità organizzata del comprensorio, tra cui i coriglianesi Vincenzo Guidi, Rocco Azzaro, Carmine Ginese, Giorgio e Giovanni Arturi, il rossanese Salvatore Galluzzi e il cassanese Aldo Abbruzzese, appartenente all’omonima famiglia. Tra i destinatari del provvedimento compare inoltre Carmine Morello, assassinato il 9 agosto 2023. Al centro della ricostruzione investigativa vi è Damiano Pepe, che, secondo gli inquirenti, avrebbe assunto un ruolo di riferimento nella rete di relazioni tra le cosche. Dopo aver trascorso 26 anni in carcere, negli anni scorsi era tornato in libertà e avrebbe progressivamente riacquisito una posizione di rilievo negli equilibri criminali della fascia ionica.
L’agguato nel quale è rimasto ferito nei giorni scorsi si inserisce in un contesto segnato da tensioni e rivalità per il controllo del territorio, aspetti sui quali si concentrano gli approfondimenti investigativi. L’operazione rappresenta un nuovo sviluppo nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata nella Sibaritide, un’area strategica della Calabria nella quale gli investigatori stanno cercando di fare luce sui rapporti tra gruppi mafiosi, interessi economici e presunte relazioni con ambienti istituzionali e politici.

