HomeAttualitàBlocchi dei tir nel Mezzogiorno, Lollobrigida lancia l’allarme: Rischio di infiltrazioni criminali

Blocchi dei tir nel Mezzogiorno, Lollobrigida lancia l’allarme: Rischio di infiltrazioni criminali

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio finisce al centro dell’attenzione anche per il possibile rischio di infiltrazioni criminali. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida richiama l’attenzione sulla presenza, tra alcune persone coinvolte nei presidi, di soggetti con precedenti penali, sottolineando la necessità di distinguere le rivendicazioni legittime dalle condotte illegali. In serata il Ministro Piantedosi ha convocato una riunione in collegamento con prefetti e questori delle province interessate anche al fine di sollecitare la massima attenzione su possibili infiltrazioni criminali.

L’allarme del ministro sulle possibili infiltrazioni

Lollobrigida ha evidenziato il rischio che le proteste possano essere strumentalizzate da persone con precedenti penali, richiamando l’attenzione sulle conseguenze dei blocchi che impediscono il normale trasporto delle merci. Si tratta di valutazioni espresse dal ministro: non costituiscono, di per sé, la conferma di infiltrazioni criminali accertate giudiziariamente nell’ambito della mobilitazione. La posizione del titolare dell’Agricoltura è chiara: il diritto di manifestare e di avanzare richieste contro il caro carburante deve essere rispettato, ma non può giustificare comportamenti illegali capaci di danneggiare altre imprese, lavoratori e cittadini. Si tratta di valutazioni espresse dal ministro: non costituiscono, di per sé, la conferma di infiltrazioni criminali accertate giudiziariamente nell’ambito della mobilitazione. La posizione del titolare dell’Agricoltura è chiara: il diritto di manifestare e di avanzare richieste contro il caro carburante deve essere rispettato, ma non può giustificare comportamenti illegali capaci di danneggiare altre imprese, lavoratori e cittadini.

Caro gasolio, resta aperto il confronto con gli autotrasportatori

Accanto alla questione della sicurezza, rimane centrale il problema dell’aumento dei costi del carburante, indicato dagli operatori come una delle principali ragioni della protesta. Lollobrigida ha ribadito la disponibilità ad ascoltare le istanze legittime del comparto, insistendo però sulla necessità di ripristinare la circolazione delle merci e garantire la continuità degli approvvigionamenti. Le conseguenze dei blocchi preoccupano soprattutto per i prodotti agricoli deperibili, che rischiano di non raggiungere i mercati in tempo, provocando perdite economiche alle aziende del Sud. A essere coinvolte sono anche la distribuzione, le attività commerciali e i consumatori, esposti a possibili difficoltà nel reperimento dei prodotti e a ulteriori rincari.