“Manifestare è lecito e degno di rispetto… bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato. Rispetto le istanze di tutti, ma considero grave e intollerabile che milioni di italiani rischino, a causa di blocchi stradali, di vedere negozi privi di merce o con prezzi molto più alti che aggravano la condizione di molte famiglie”. Parole affidate ai social dal ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, in relazione alle proteste che da giorni si stanno registrando in Calabria e nelle altre regioni del Sud da parte di agricotori e autotrasportatori contro il caro carburante e il caro vita.
“Invito a garantire la circolazione e gli approvvigionamenti. Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto. Molti prodotti presenti sui camion, fermati contro la volontà di chi li conduce, saranno inutilizzabili, arrecando un danno economico alle imprese, ai lavoratori del settore e ai cittadini tutti. Non c’è mai alcuna giustificazione nel violare le leggi e, soprattutto, nel danneggiare altri cittadini”- ha aggiunto Lollobrigida.
Queste affermazioni, postate sul profilo persoinale di Lollobrigida, hanno scatenato una valanga di reazioni, nella stragrande maggiioranza di critica verso le posizioni espresse dal ministro. Eccone una brevissima serie.”...Anche non rispondere da una settimana alle proteste delle persone che stanno manifestando è un reato e zittire tutti i mezzi di informazione nazionali per non far vedere quello che sta succedendo in Italia!”…è uno dei primi commenti postati da una utente.
Un altro aggiunge “Esasperare le persone senza degnarle di un cenno per settimane ed oscurarne le ragioni nei media è da miserabili“.
E ancora “fosse solo una settimana, gli agricoltori calabresi stanno manifestando ormai da almeno 10 giorni e loro non li hanno minimamente calcolati”- “ora sono gli scioperanti a recare in danno ai cittadini? Siete senza vergogna. Almeno abbiate la decenza di rimanere in silenzio”- “
Ministro Lollobrigida, ma non prova un minimo di imbarazzo? Prima di liquidare come ingiusti i blocchi e le proteste, si chieda perché agricoltori e produttori siano arrivati a questo punto. La sovranità alimentare non si difende a parole, mentre chi produce in Italia deve fare i conti con costi insostenibili e con la concorrenza di prodotti importati a condizioni spesso diverse dalle nostre. Il Made in Italy non può diventare uno slogan da esibire mentre si rischia di mettere in ginocchio chi quel Made in Italy lo produce davvero. Prima di condannare chi protesta, dimostrate di saper difendere chi lavora. Se non avete risposte concrete, almeno abbiate il buon gusto di tacere”– spiega un ennesimo contestatore del ministro.

