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Caro carburanti, in Calabria la protesta si allarga ai pescatori: barche ferme per i costi insostenibili

La protesta contro il caro carburanti e l’aumento generalizzato dei costi per le imprese coinvolge anche il settore della pesca in Calabria. Questa mattina, lungo la Statale 106, a Corigliano-Rossano, pescatori, agricoltori e allevatori si sono ritrovati insieme per chiedere interventi urgenti al Governo. A pesare maggiormente sul comparto ittico è il costo del gasolio, che, secondo quanto denunciato da uno dei manifestanti, è triplicato e rappresenta circa l’80% delle spese operative. Una situazione sempre più difficile da sostenere, che costringe molti operatori a lasciare le imbarcazioni ormeggiate in banchina, non riuscendo più a far fronte ai costi di gestione.

Alla protesta ha partecipato anche Mario Oliveto, agricoltore e allevatore di Corigliano-Rossano, che ha denunciato la scarsa attenzione riservata alle rivendicazioni delle categorie produttive. «Siamo da 15 giorni al freddo, al vento e sotto la pioggia, nei vari sit-in in Calabria, Puglia, Sicilia e a livello nazionale, ma di tutto questo non si sta parlando», ha dichiarato.

Oliveto ha ribadito la necessità di un intervento immediato da parte del Governo, chiedendo accordi con Paesi fornitori di petrolio per ottenere prezzi calmierati. «Noi non siamo in guerra con nessuno. La guerra la stanno facendo a noi agricoltori e alle nostre famiglie», ha aggiunto, sottolineando le difficoltà crescenti che minacciano la sostenibilità delle attività produttive.

Al fianco dei manifestanti sono arrivati anche diversi rappresentanti istituzionali, tra cui la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, e il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che hanno espresso solidarietà alle categorie coinvolte nella mobilitazione.