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Guzzi (Unilavoro Pmi), carburante alle stelle, famiglie e agricoltori in difficoltà: In Calabria cresce la protesta

Il caro carburante torna a pesare sulla vita quotidiana di famiglie, lavoratori e imprese. A sottolinearlo è Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale di Unilavoro Pmi, che evidenzia come l’aumento dei costi di benzina e diesel rappresenti un ulteriore aggravio soprattutto in una regione come la Calabria, dove l’automobile resta per molte persone uno strumento indispensabile per gli spostamenti quotidiani. “In Calabria, sottolinea l’imprenditore lametino, per molte famiglie rinunciare all’auto non è una scelta facilmente praticabile. C’è chi deve raggiungere ogni giorno il posto di lavoro, chi accompagna i figli a scuola e chi deve affrontare ulteriori spostamenti per attività sportive, musica, ripetizioni o altri impegni extrascolastici. Anche la diffusione dello smart working, che in alcuni casi ha ridotto gli spostamenti casa-lavoro, non ha eliminato il problema: non tutti i lavoratori possono operare da remoto e, per molte attività professionali, la presenza fisica resta indispensabile”.

L’aumento del prezzo del carburante incide anche sul comparto agricolo. Trattori, macchinari e mezzi utilizzati per il trasporto dei prodotti richiedono infatti un impiego significativo di carburante e l’incremento dei costi energetici si riflette direttamente sulle spese necessarie per coltivare, raccogliere e distribuire le produzioni. “È in questo contesto, continua Guzzi, che si inserisce la protesta degli agricoltori calabresi, che stanno portando all’attenzione delle istituzioni il peso crescente dei costi e le difficoltà economiche con cui il settore deve confrontarsi. Il problema non riguarda soltanto il prezzo del carburante, ma un insieme di fattori: dall’aumento generalizzato dei costi di produzione ai prezzi riconosciuti alle aziende agricole, dai danni provocati dalla fauna selvatica alla concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero”. La mobilitazione degli agricoltori diventa così anche una richiesta di attenzione e di interventi capaci di garantire alle aziende condizioni economiche sostenibili e la possibilità di continuare a operare sul territorio. Un comparto che, soprattutto in Calabria, rappresenta una componente importante dell’economia regionale. Sul fronte delle famiglie, il caro carburante si inserisce invece in un quadro già caratterizzato dall’aumento di numerose altre spese. Quando gli spostamenti sono legati al lavoro, alla scuola o alle esigenze dei figli, ridurre i chilometri percorsi non è sempre possibile. Il costo dell’auto diventa quindi una voce difficilmente comprimibile del bilancio familiare.

“Il tema, prosegue, va ben oltre il semplice prezzo alla pompa. Quando aumentano contemporaneamente il carburante, la spesa alimentare, le utenze, i prodotti per la casa e quelli destinati ai bambini, gli effetti finiscono per sommarsi e ridurre progressivamente le disponibilità economiche delle famiglie”. Una situazione particolarmente delicata per i nuclei nei quali a lavorare è una sola persona e tutte le necessità familiari devono essere sostenute attraverso un unico reddito. In questi casi, anche aumenti contenuti delle singole voci di spesa possono trasformarsi, nel corso dei mesi, in una difficoltà concreta nel far quadrare i conti. “È necessario, conclude Guzzi, mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà che stanno affrontando sia le famiglie sia le imprese agricole. Il costo della mobilità e l’aumento delle spese quotidiane non sono problemi isolati, ma elementi che incidono sulla capacità di spesa e sulla sostenibilità economica di numerosi nuclei familiari e attività produttive”.