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Addio ad Abbe Lane, regina del cha cha cha con Totò, De Sica e Sordi

(Adnkronos) – Addio a Abbe Lane, attrice, cantante e showgirl statunitense che negli anni Cinquanta e Sessanta conquistò Hollywood, Broadway e il pubblico italiano, diventando uno dei volti più popolari dello spettacolo internazionale. Protagonista dei film con Totò, Vittorio De Sica e Alberto Sordi e regina del cha cha cha al fianco di Xavier Cugat, si è spenta a Los Angeles per cause naturali il 25 aprile scorso nella sua casa di Los Angeles, ma la notizia è stata diffusa solo in queste ultime ore dal figlio Steven Leff, che ha confermato la scomparsa a "The Hollywood Reporter"  Con la sua chioma rossa, il temperamento esuberante e una sensualità che all'epoca fece discutere, Abbe Lane – il cui vero nome era Abigail Francine Lassman – fu una delle grandi protagoniste dell'intrattenimento del secondo dopoguerra. Attrice, cantante, ballerina e personaggio televisivo, costruì una carriera che attraversò cinema, teatro, televisione e musica, lasciando un segno particolare anche in Italia, dove fu accolta come una vera star. Nata nel quartiere newyorchese di Brooklyn il 14 dicembre 1932 e cresciuta a Manhattan in una famiglia ebrea, Lane mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo ancora bambina come interprete radiofonica. Successivamente studiò musica e arte e debuttò a Broadway con il nome d'arte di Abbe Marshall, imponendosi rapidamente come cantante e ballerina grazie alla sua presenza scenica e a una voce capace di spaziare dal repertorio pop ai ritmi latinoamericani. La svolta arrivò quando fu notata dal celebre direttore d'orchestra Xavier Cugat, leggenda della musica latina negli Stati Uniti. Lui aveva quasi cinquant'anni, lei non aveva ancora compiuto vent'anni. Dopo averla vista esibirsi in un numero di calypso a Broadway, Cugat la volle come cantante della sua orchestra. I due si sposarono nel 1952, dando vita a una delle coppie più celebri dello spettacolo internazionale. Per oltre un decennio Abbe Lane fu la voce dell'orchestra di Cugat, esibendosi in tournée in Europa e negli Stati Uniti e contribuendo alla diffusione del mambo, del cha cha cha e della rumba presso il grande pubblico. La loro immagine elegante e sofisticata diventò sinonimo di mondanità e glamour, ma dietro il successo si nascondeva un rapporto difficile. Molti anni dopo, nel romanzo autobiografico "But Where Is Love?", pubblicato nel 1993, Lane raccontò gli aspetti più dolorosi del matrimonio. In un'intervista al "Chicago Tribune" dichiarò di aver subito per anni "continue violenze psicologiche", descrivendo un marito estremamente controllante che decideva ogni aspetto della sua vita quotidiana. "Mi diceva quando mangiare, quando dormire e quando fare qualsiasi cosa. Non aveva senso discutere: la sua volontà prevaleva sempre", raccontò. Il matrimonio terminò con il divorzio nel 1964. Pochi mesi più tardi sposò l'agente artistico Perry Leff, con il quale rimase fino alla morte di lui, avvenuta nel 2020. Parallelamente alla carriera musicale, Abbe Lane costruì un importante percorso cinematografico. A Hollywood recitò accanto a interpreti del calibro di Glenn Ford, Cornel Wilde, Van Heflin, Audie Murphy, Julie Adams e Dennis O'Keefe. Tra i suoi film più noti figurano "Le ali del falco" (1953), uno dei primi western realizzati anche in 3D, "La mano vendicatrice" (1954), "Il sindacato di Chicago" (1955), "L'americano" (1955) e "Maracaibo" (1958), diretto e interpretato da Cornel Wilde. Fu però l'Italia a consacrarla definitivamente presso il grande pubblico europeo. A partire dalla metà degli anni Cinquanta partecipò a quasi due dozzine di produzioni italiane, lavorando con alcuni dei maggiori protagonisti del nostro cinema. Nel 1955 apparve nel ruolo di se stessa ne "Lo scapolo" di Antonio Pietrangeli, accanto ad Alberto Sordi e insieme a Xavier Cugat. Seguirono numerose interpretazioni che la videro condividere il set con Totò, Vittorio De Sica, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Louis de Funès e Mario Carotenuto. Tra i titoli rimasti nella memoria degli spettatori figurano "Totò, Vittorio e la dottoressa" (1957) di Camillo Mastrocinque, con Totò e Vittorio De Sica, "Parola di ladro" (1957), "Marinai, donne e guai" (1958), "Totò, Eva e il pennello proibito" (1959) di Steno, sempre con Totò, Louis de Funès e Mario Carotenuto, "Roulotte e roulette" (1959), "Il mio amico Jekyll" (1960), "I baccanali di Tiberio" (1960) e "Giulio Cesare contro i pirati" (1962). La sua immagine di "femme fatale", unita a un'eleganza internazionale poco comune per la televisione italiana dell'epoca, la trasformò rapidamente in un fenomeno di costume. Se da una parte conquistò il pubblico maschile, dall'altra suscitò anche polemiche per una sensualità giudicata eccessiva secondo i canoni del tempo. Il suo rapporto con l'Italia non si limitò al cinema. In televisione fu protagonista di programmi destinati a entrare nella storia del piccolo schermo, come "Casa Cugat" e "Il Giocondo" sulla Rai e nel 1960 fu partner di Corrado nel programma "Controcanale" per la regia di Vito Molinari. Nel 1981 interpretò inoltre "I Love New York", sigla finale del programma "Te la do io l'America" condotto da Beppe Grillo sulla Rai. Molti anni dopo, nel 2008, tornò sulla Rai come ospite d'onore della trasmissione "Tutti pazzi per la tele", ricevendo l'affetto del pubblico che non aveva mai dimenticato la sua stagione italiana. Negli Stati Uniti continuò parallelamente una brillante carriera televisiva. Partecipò a programmi di enorme successo come "The Ed Sullivan Show", "The Tonight Show Starring Johnny Carson", "The Hollywood Palace", "The Dean Martin Show" e "The Merv Griffin Show". Come attrice comparve inoltre in numerose serie televisive, tra cui "Burke's Law", "The Man from U.N.C.L.E.", "La famiglia Brady", "Vegas", "Cuore e batticuore" e "Amazing Stories". Anche Broadway occupò un posto importante nella sua carriera. Nel 1958 fu protagonista, insieme a Tony Randall, della commedia musicale "Oh, Captain!", diretta da José Ferrer. Negli stessi anni incise album con Tito Puente, Sid Ramin e per etichette prestigiose come Rca Victor e Mercury Records, affermandosi come una delle interpreti più apprezzate della musica leggera americana. La sua popolarità fu tale da entrare persino nella cultura popolare statunitense. Nel musical "Bye Bye Birdie", uno dei maggiori successi di Broadway, il suo nome veniva citato in una celebre canzone come simbolo dell'eleganza e del fascino latino. Negli anni successivi Lane continuò a esibirsi a Las Vegas e nei principali teatri americani, senza mai abbandonare del tutto il mondo dello spettacolo. Per il suo contributo alla televisione americana le era stata dedicata una stella sulla Hollywood Walk of Fame, riconoscimento riservato alle personalità che hanno lasciato un'impronta significativa nella storia dell'intrattenimento. Abbe Lane lascia i figli Steven e Andrew Leff e la nipote Kaia. (di Paolo Martini) 
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