(Adnkronos) – "I tumori neuroendocrini sono rari, ma sono tanti. Bisogna essere preparati al fatto che questo tipo di malattia può insorgere con sintomi molto variegati e molto diversi, poiché diversi sono gli organi in cui il tumore può avere origine. La parola chiave è quindi lo studio, l'informazione, la formazione del personale e, se vogliamo, il miglioramento degli strumenti diagnostici che oggi abbiamo a disposizione". Sono le parole di Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e direttore Dipartimento assistenziale integrato di Endocrinologia, Diabetologia, Andrologia e Nutrizione presso l'università degli Studi di Napoli 'Federico II', oggi al Senato nel corso dell'incontro 'Tumori neuroendocrini, oltre la rarità: dai reali bisogni alle possibili soluzioni', promosso dal senatore Guido Quintino Liris con il supporto non condizionante di Ipsen. "La fortuna – spiega – è che questi tumori esprimono praticamente sempre un recettore che appartiene alla famiglia dei recettori dei neurotrasmettitori – spiega – e quindi lo possiamo in qualche modo individuare e visualizzare. Questo ci è utile non solo per una diagnosi tempestiva, ma anche per una terapia che diventerà sempre più personalizzata". "Il cittadino – avverte Colao – deve sapere che tanti sintomi diversi, che possono andare dal banale ingombro addominale, con sintomi sfumati di cattiva digestione che si ripetono troppo spesso nel tempo, fino a un picco pressorio, a una vampata, a una sudorazione importante o a un rossore al volto, possono in realtà essere l'espressione di questi tumori".
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