Dopo quasi 24 ore di Camera di Consiglio la Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria, presieduta da Angelina Bandiera (a latere Caterina Asciutto), ha emesso il verdetto: condanna all’ergastolo per il boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano e per il mammasantissima di Melicucco Rocco Santo Filippone.
Entrambi sono ritenuti responsabili, in qualità di mandanti, di quegli attentati ed omicidi avvenuti tra il dicembre 1993 e il febbraio 1994, in cui persero la vita anche gli appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo (uccisi il 18 gennaio 1994 sull’autostrada Salerno-Reggio, ndr). La Cassazione, che aveva annullato con rinvio la precedente sentenza d’appello, aveva già sancito che questi delitti si inseriscono all’interno della strategia stragista di attacco allo Stato degli anni Novanta.
La Corte ha dunque accolto la richiesta della Procura generale, rappresentata dal Procuratore Giuseppe Lombardo (applicato al processo) che anche ieri nelle repliche aveva chiesto di confermare la sentenza di primo grado che fu emessa il 24 luglio 2020. La Corte ha anche disposto il risarcimento delle spese processuali e dei danni per le parti civili, tra cui il Comune di Rosarno e i familiari delle vittime, a cui sono state riconosciute provvisionali e rifusioni delle spese legali. Nelle repliche il procuratore Lombardo aveva evidenziato le criticità della sentenza della Cassazione spiegando che non erano stati considerati elementi importanti per individuare le responsabilità dei due imputati.
Non solo. Aveva ricostruito il percorso delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonino Lo Giudice e Consolato Villani, dimostrando che, contrariamente a quanto sostenuto dai supremi giudici e dalle difese, non vi era alcun “corto circuito”.
(Fonte: antimafiaduemila.com)

