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Gruppo Pd in Consiglio accusa: Case della Comunità di carta per salvare il Pnrr, non la sanità calabrese

Il Gruppo consiliare del Partito Democratico Calabria “denuncia l’ennesima forzatura della Giunta regionale: una delibera last minute che aggiunge nuove Case della Comunità in overbooking su poliambulatori, ex ospedali e strutture già esistenti, spinta dall’incombere delle scadenze PNRR senza un vero piano di rafforzamento del personale e senza un euro in più stanziato. Un escamotage reso possibile dall’uso strumentale di una norma voluta dal governo Meloni che trasforma l’autorizzazione all’esercizio in un atto quasi automatico al momento della domanda e rinvia di dodici mesi le verifiche sui requisiti. In pratica . si legge in una nota – si anticipano le insegne e si rinviano i controlli certificando come operative strutture che, senza personale adeguato e senza standard strutturali garantiti, rischiano di restare scatole vuote, utili solo a chiudere il file PNRR e a tenere in piedi la propaganda di chi governa. Ma gli escamotage normativi non curano le persone: servono solo a curare le statistiche. Ancora una volta la politica del presidente Occhiuto non si basa su un confronto con i territori per programmare con serietà la sanità di prossimità, ma insegue i target “formali” con decisioni calate dall’alto e operazioni che mettono in ansia famiglie, sindaci e operatori.

Un esempio concreto è la deliberazione n. 770 del 10 giugno 2026 dell’Asp di Catanzaro, che approva in forma unitaria i modelli organizzativi di 10 Case della Comunità, 2 Hub e 8 Spoke, nei distretti di Catanzaro, Soverato e Lamezia Terme. Si tratta di strutture quasi tutte ricavate dentro presidi già esistenti senza un vero piano di rafforzamento del personale e senza nuovi oneri di spesa, come la stessa delibera ammette espressamente. È la fotografia di una sanità che cambia nome alle corsie, ma non migliora i servizi e non rafforza l’assistenza territoriale. Il rischio è di promettere ai territori una nuova rete di prossimità, ma di fatto consegnare ai cittadini le stesse strutture di prima con una targa diversa sulla porta. Cosa rimane delle previste Case della Comunità con medici h24, infermieri h12, Punto Unico di Accesso, assistenza domiciliare, specialistica integrata ed équipe multi-professionali? Tutto è rimandato a futuri atti, come la definizione delle turnazioni e dell’assegnazione del personale. Tutto ciò mentre i Pronto Soccorso esistenti esplodono e i distretti territoriali restano sottorganico- sottolineano i dem.

Acu

Questo modo di procedere conferma tutte le preoccupazioni che avevamo già espresso mesi fa presentando una interrogazione sullo stato di attuazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, chiedendo dati e riscontri certi su strutture e personale. A quella interrogazione non è ancora arrivata una risposta formale. Nel frattempo, l’unica risposta politica che arriva ai calabresi è una sequenza di atti come la delibera dell’Asp Catanzaro che moltiplica Hub e Spoke sulla carta senza garantire un medico o un infermiere in più. Di fatto il contrario di ciò che il PNRR chiedeva alla Calabria: invece di Case della Comunità capaci di accorciare le distanze, alleggerire gli ospedali e abbattere le liste d’attesa, si stanno costruendo “Case della Comunità di carta”, buone solo per salvare i fondi e la propaganda della Giunta regionale. Mentre i cittadini continuano a fare la fila in corsia o la valigia per curarsi fuori regione”- conclude il Gruppo consiliare del Partito Democratico Calabria.

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