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Il centro sinistra continua a perdere perché non si distingue chiaramente…di Francesco Grandinetti*

Legge elettorale e preferenze: il centrosinistra capisca perché continua a perdere. Se non ti distingui chiaramente la gente continuerà a scegliere chi ha più forza e potere.  Le ultime elezioni comunali in Calabria dovrebbero fare riflettere profondamente il centrosinistra. Continuare a perdere consenso non può essere considerato soltanto un problema di candidature o alleanze. Esiste una distanza sempre più evidente tra politica e cittadini, e questa distanza cresce ogni volta che i partiti sembrano chiudersi dentro logiche autoreferenziali invece di combattere battaglie vere e comprensibili dalla gente. Per questo ritengo che la discussione sulla nuova legge elettorale sia un passaggio fondamentale.

Si continua a parlare di premi di maggioranza, soglie, equilibri interni e strategie parlamentari, evitando però il vero nodo democratico: restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti attraverso le preferenze. Sono contrario a qualsiasi riforma che continui a consentire alle segreterie dei partiti di nominare deputati e senatori. Gli eletti devono rispondere ai cittadini e ai territori, non ai capi corrente o ai dirigenti nazionali. E forse molti partiti comprendono benissimo che con il ritorno delle preferenze diminuirebbe fortemente il loro potere interno, a vantaggio di chi lavora realmente tra la gente, ascolta i problemi quotidiani e costruisce consenso sul territorio. È anche per questo che cresce l’astensionismo e al voto per convenienza personale. Se vogliamo non perdere anche alle elezioni nazionali dico che le persone sono stanche di votare candidati che spesso non conoscono, provenienti da territori lontani e totalmente assenti dalla vita reale delle comunità.

Acu

Con le preferenze cambierebbe tutto. Gli eletti smetterebbero di vivere soltanto dentro i palazzi o nelle fotografie con i leader nazionali e tornerebbero a bussare alle porte, ad ascoltare i cittadini, a conquistarsi il consenso casa per casa. Ed è proprio qui che il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di distinguersi davvero dal centrodestra. Non con flebili comunicati stampa o dichiarazioni di circostanza, ma con una battaglia concreta fatta di raccolte firme, banchetti nelle piazze, dibattiti pubblici e mobilitazione popolare. Perché questa non sarebbe soltanto una riforma elettorale. Sarebbe una vera inversione di rotta: dal potere autoreferenziale dei partiti al ritorno del potere al popolo. E forse proprio da qui potrebbe ripartire anche la credibilità di un centrosinistra che, se vuole tornare a vincere, deve ricominciare ad avere il coraggio di combattere battaglie chiare, popolari e profondamente democratiche.

*Presidente LAMETIA enonsolo

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