I Comuni capofila dei partenariati costituiti nell’ambito dell’Avviso pubblico per la realizzazione dei “Parchi Culturali Calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi” esprimono profondo rammarico per la revoca disposta con Decreto Dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026. La partecipazione all’Avviso ha comportato un impegno rilevante in termini di risorse umane, tecniche ed economiche. Le amministrazioni coinvolte hanno costruito progettualità articolate, frutto di un intenso lavoro di concertazione territoriale, del coinvolgimento di partner pubblici e privati e di approfondimenti coerenti con gli obiettivi strategici regionali. Pur prendendo atto della facoltà di revoca prevista dall’Avviso, i Comuni evidenziano come la decisione assunta rischi di determinare una significativa perdita di risorse, l’investimento profuso dagli Enti potrebbe essere completamente vanificato.
Le motivazioni alla base della revoca – tra cui il “riorientamento strategico, il coordinamento tra fondi e alcune criticità applicative” – non giustificano l’interruzione di una procedura già avviata. Inoltre, alla luce della recente nomina dei componenti della “Cabina delle Visioni Culturali”, chiediamo trasparenza sulle modalità della composizione e di funzionamento della stessa, al momento non definite né tantomeno condivise con gli stessi enti locali. Ulteriori perplessità, infine, riguardano l’avanzamento della procedura: la Regione aveva, infatti, già provveduto alla nomina di una Commissione di valutazione e avviato l’attività con il coinvolgimento di esperti esterni selezionati tramite manifestazione pubblica, senza che gli esiti siano mai stati resi noti. Un ulteriore aspetto che solleva nuovi interrogativi sul piano della trasparenza amministrativa e dell’utilizzo delle risorse pubbliche.
Per questi motivi, i Comuni capofila – rinnovando la disponibilità a collaborare con la Regione Calabria per la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario – chiedono l’annullamento in autotutela del Decreto di revoca e la sospensione dei suoi effetti; chiarimenti puntuali sulle reali motivazioni del provvedimento; informazioni sul ruolo e sull’operatività della “Cabina delle Visioni Culturali”; indicazioni su eventuali nuove misure che valorizzino il lavoro già avviato; trasparenza sugli esiti delle attività della Commissione e delle selezioni effettuate; forme di salvaguardia delle progettualità già elaborate.
In assenza di riscontri concreti e di un riesame del provvedimento, gli Enti non escludono il ricorso alle sedi competenti, anche in sede giurisdizionale, per accertare la legittimità del provvedimento di revoca e salvaguardare le progettualità elaborate.


















