Una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare e poi una proposta di legge per armonizzare lo strumento del referendum all’attuale formulazione dello Statuto. Sono queste le leve a cui l’opposizione di centrosinistra alla Regione intende ricorrere per eliminare la figura dei sottosegretari alla Presidenza approvata dalla maggioranza di centrodestra a gennaio e poi ulteriormente regolamentata con una legge votata nell’ultimo Consiglio. La linea del centrosinistra e’ stata presentata in una conferenza stampa a Lamezia Terme alla quale hanno partecipato i consiglieri regionali Ernesto Alecci e Giuseppe Ranuccio (Pd), Elisa Scutella’ e Elisabetta Barbuto (M5S), Enzo Bruno (Tridico Presidente), Filomena Greco (Casa Riformista), Francesco De Cicco (Democratici Progressisti). Secondo quanto riferito dagli esponenti dell’opposizione, al momento non e’ invece facilmente percorribile la strada del referendum perche’ la normativa su questo aspetto e’ nebulosa e inoltre il referendum comporterebbe una spesa di almeno 6 milioni, superiore al costo degli stessi sottosegretari, oltre a dispiegare i propri effetti eventualmente solo dopo due anni e mezzo.
L’opposizione ha poi evidenziato: “In Consiglio abbiamo tenuto una linea contro questo obbrobrio, alla fine il centrodestra l’ha votata e siamo usciti dall’aula. Poi abbiamo appreso che uno dei nostri emendamenti, teso a ridurre i costi – con la riduzione del numero delle strutture di supporto – e’ stato da loro approvato, probabilmente perche’ alla fine hanno avuto vergogna. La realta’ poi e’ che questa vicenda della moltiplicazione delle poltrone nasce dalla necessita’ della maggioranza e del presidente Roberto Occhiuto di sistemare i propri equilibri interni e dunque e’ una pura operazione di potere. Noi andremo fino in fondo comunque”.



















