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venerdì, 13 Febbraio, 2026
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Sanremo 2026, Carlo Conti: “Pucci l’ho scelto io, da governo nessuna interferenza”

(Adnkronos) – "Tutti noi che abbiamo fatto la direzione artistica abbiamo assoluta carta bianca. Nessuno si permette di interferire. Se facciamo degli errori, se ho fatto degli errori, sono soltanto per colpa mia. Nessuno si permette di dirmi chi prendere o chi non prendere, e lo dico con grande forza. Questo vale sia per le precedenti edizioni con altri governi, sia per questa con l'attuale". Così Carlo Conti ai microfoni di Rtl 102.5, durante ‘Giletti 102.5’, torna a parlare di Sanremo 2026 e del caso del comico Andrea Pucci. "Siamo dei professionisti e lavoriamo con autonomia. Possiamo sbagliare", dice. Anche nel caso di Pucci, aggiunge Conti, "ho fatto una scelta del tutto autonoma: è uno che è stato premiato all'Arena di Verona per gli incassi, è stato ospite in innumerevoli trasmissioni, è andato a Zelig e non è mai successo niente".  "È chiaro che il Festival di Sanremo è nell'occhio del ciclone e si viene tirati un po' tutti per la giacca. È un'occasione per parlare o sparlare. Spero che con l'inizio del Festival si torni a palare solo delle canzoni", sottolinea Conti ricordando che "l’intera edizione di quest’anno sarà dedicata a Pippo Baudo e lo scoprirete fin dalla sigla".   "Sono al quinto festival numero perfetto per smettere. Va bene così. Negli ultimi 12 anni la direzione artistica l'abbiamo fatta in 3, 10 anni tra me e Amadeus e due di Baglioni. Insomma, si può anche cambiare", per portare "nuove idee, nuova linfa. E' stato fatto un grande lavoro in questi 12 anni, però ogni tanto è bello anche cambiare", afferma poi Conti per il quale, riferendosi alle Olimpidi di Milano Cortina 2026, "sarebbe bello avere tutto un gruppo dei medagliati per celebrare anche sul palco di Sanremo questi risultati fantastici dei nostri atleti e delle nostre atlete".  "Per la prima volta i protagonisti di Sanremo, i cantanti in gara, io e Laura Pausini saremo ricevuti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È un momento importante non soltanto per il Festival ma proprio per la discografia italiana. Credo che sia un riconoscimento importante per questa discografia che sta andando sempre più forte", afferma ancora. "Soltanto 10-12 anni fa, nella hit parade nazionale, avevi 8 brani stranieri e 2-3 italiani. Oggi invece a fine anno troviamo tutti italiani e pochissimi stranieri. C'è un grande fermento, c'è un grande lavoro fatto dai discografici, dagli autori, dai cantanti e ogni anno arrivano anche nuove leve che portano nuova linfa alla musica italiana. Quindi è un momento di grandissimo splendore per la musica italiana", sottolinea.  
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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