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martedì, 13 Gennaio, 2026
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Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): Donne e lavoro, disuguaglianze di genere

Si è sempre parlato, con un certo riguardo, del ruolo delle donne nel mondo del lavoro. Continuiamo a farlo perché crediamo nel valore delle loro competenze. A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Unilavoro Pmi, per il quale “riconoscere i diritti delle donne, il loro valore e le loro straordinarie capacità, è un dovere fondamentale. Per farlo, è necessario soffermarsi sui cambiamenti avvenuti nel corso del tempo, e sul lungo e tormentato percorso che ha portato le donne verso la piena capacità giuridica. In Italia, esso si è tradotto in un cammino di battaglie e di conquiste legislative. Un percorso sancito dalla Costituzione (Art.3), e segnato da tappe fondamentali come la Legge del 1919, che eliminò l’autorizzazione maritale e aprì l’accesso a professioni e impieghi pubblici, la Legge del 1977 sulla parità nel lavoro, e quella che culminò nel diritto di voto e nell’autodeterminazione su istruzione, lavoro e corpo”.

“Oggi – evidenzia Guzzi- la condizione giuridica della donna è quella di cittadina e lavoratrice con pari diritti e pari doveri. Ora più che mai esse devono, non solo accrescere la consapevolezza delle proprie responsabilità, dei propri diritti, delle proprie capacità, ma devono anche, e costantemente combattere la disparità di genere: eliminare la violenza di genere rafforzando la legislazione; colmare i divari salariali e occupazionali; contrastare gli stereotipi sessisti, eliminando stereotipi e pregiudizi, e proponendo programmi e progetti educativi; garantire una piena soddisfacente partecipazione femminile nei processi decisionali cercando di raggiungere l’equilibrio di genere in più ambiti, e soprattutto in politica; promuovere, su più fronti, l’indipendenza economica”.

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“Sebbene si parli di parità la situazione è invece piuttosto critica. L’Italia, a differenza di altri paesi, è ancora, e fortemente caratterizzata da disuguaglianze di genere negli ambiti di lavoro, famiglia, istruzione e politica. Sussistono differenze, che non sono eticamente accettabili, e che richiedono attente e costanti riflessioni”- conclude Sebastiano Guzzi.

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