Riceviamo e pubblichiamo: “La Calabria può essere considerata sicuramente come una delle regioni più belle d’Italia dal punto di vista del paesaggio, delle tradizioni, dell’ospitalità, ma purtroppo i cittadini sia giovani che meno giovani si trovano spesso a scontrarsi con le grosse difficoltà dovute alla complicata ricerca del lavoro. Questo problema riguarda tutti, ma si avverte con maggiore vigore soprattutto tra coloro che hanno conseguito una laurea nella speranza di avere maggiori possibilità e, quindi, una marcia in più, specialmente se si vuole restare in Calabria. Il tema del lavoro, anche se di vitale importanza per la nostra regione, non viene mai trattato in maniera adeguata. Talvolta si parla di fuga di cervelli, ma non si pensa mai a mettere in atto tutte le misure possibili per arginare questo problema. Il desiderio dei calabresi di restare nella propria terra si evince in varie occasioni.
Il concorso pubblico per il reclutamento di n. 54 unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nei ruoli della Giunta della Regione Calabria, che si è tenuto a dicembre del 2024 è fonte di riflessione. In particolare, per il profilo di funzionario statistico, sono state assunte in Regione 5 unità e la graduatoria, formata da un totale di 50 idonei è stata oggetto ultimamente di uno scorrimento di 12 unità da inserire presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a Roma. Affinché il Ministero potesse coprire tale fabbisogno è stato necessario contattare ben 36 idonei a seguito di diversi scorrimenti, fino a raggiungere la posizione 42. Ciò evidenzia che 2 persone su 3 hanno preferito non spostarsi dalla propria terra e restare in graduatoria con la speranza di uno scorrimento in Calabria. Tutto ciò costituisce un forte segnale di cui la politica dovrebbe tener conto.
Molte persone, nonostante le grandi difficoltà stanno lottando con le unghie e con i denti per restare nella propria terra, rifiutando un lavoro di prestigio, non sempre è possibile lasciare tutto alle spalle e partire. Si tratta di persone che hanno dimostrato un forte legame con la propria terra e che, pertanto, dovrebbero essere supportate e aiutate. Viste le circostanze è opportuno appellarsi alle istituzioni e agli enti calabresi affinché mostrino interesse verso queste graduatorie e possano attingervi in modo da sfruttare queste professionalità all’interno della regione”.
Lettera firmata

















