“Vengo criticato perchè la comunicazione è la mia unica arma di difesa: io non sono rappresentato da una corrente, non ho centri di potere alle mie spalle, partiti. Se non avessi questa notorietà, questa comunicazione a quest’ora mi avrebbero fatto poltiglia“. Sono parole del procuratore della DDA di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di un’intervista a RaiNews24, parlando dell’ultimo libro “Non chiamateli eroi”, scritto insieme allo storico Antonio Nicaso.
In merito ai tanti attacchi ricevuti per la sue presenze mediatiche- ha aggiunto- “Più me lo dicono e più io vado perché la gente deve essere informata, la gente deve sentire anche la nostra campana perché ci sono giornali e giornalisti che la mattina si alzano e scrivono ogni giorno contro Gratteri, per l’80, 90 o 99% scrivendo il falso”.
Gratteri ha anche parlato del lavoro incessante, il suo e quello di tutta la Dda di Catanzaro, che sta portando i suoi frutti: “Ho visto dei cambiamenti, ho visto migliaia di persone incominciare a credere in noi. Ed è un crescendo ogni giorno sempre di più. La gente si sta aggrappando, sta avendo fiducia in noi e si è riaccesa la speranza”.
“Perchè continua ad andare avanti, sotto scorta, da oltre trent’anni?” chiede la giornalista di RaiNews24. “Non si può tradire, abbandonare, chi pone nella mie mani la loro vita. Chi viene a confessarsi, a denunciare da me – risponde il procuratore di Catanzaro – poi non può essere abbandonato: merita una risposta, fiducia, il nostro impegno. Questo ci fa superare qualsiasi dolore, sacrificio, rinuncia”.
E sulla paura: “C’è spazio per la paura ma bisogna addomesticarla, ragionarci”. Lei si sente un eroe? “No, assolutamente. Bisogna solo essere convinti che quello che si fa è giusto, necessario, importante. Per migliaia di persone noi siamo diventati l’ultima spiaggia, non possiamo deludere”.

