14enne perseguitata su WhatsApp: denunciati 3 minorenni, uno di Reggio Calabria

- Advertisement -
Slider

14enne perseguitata via WhatsApp: denunciati 3 minorenni. Avevano costretto una ragazzina di Cagliari a realizzare foto e video di autolesionismo e a sfondo sessuale e a mandarglieli, poi a sua insaputa li avevano condivisi via WhatsApp con compagni di scuola di lei. Per questo sono stati individuati e denunciati dalla polizia di Stato per detenzione di materiale pedopornografico tre minorenni di 15 anni: uno residente a Napoli, uno residente a Reggio-Calabria e una minorenne residente in provincia di Pesaro-Urbino. In questo modo è terminato un vero e proprio incubo per la vittima che era finita nella rete del gruppo di flamers.

Le indagini, svolte dalla polizia postale e delle comunicazioni di Cagliari, sono partite dopo che a fine 2019 le mamme di due 14enni compagni di scuola della vittima hanno denunciato che i figli avevano ricevuto via WhatsApp 13 file di natura pedopornografica, cioè precisamente cinque video e otto fotografie a sfondo sessuale, con la chiara indicazione che si trattava di materiale autoprodotto da una loro compagna di classe. È venuto fuori che i file erano stati inviati ai ragazzini da un profilo associato ad una numerazione fake (cioè da un account creato con una utenza telefonica estera generato tramite apposite App). I più attivi partecipanti alle chat si siano celati dietro degli account fake di WhatsApp, ma le indagini hanno permesso di identificare gli utilizzatori dei profili: avevano intrattenuto conversazioni virtuali (sia di gruppo che individuali) con la vittima. La minorenne ritratta nei video, quando è stata rintracciata, era in una situazione di grave disagio psicologico, motivo per cui sono state immediatamente allertate le competenti strutture di sostegno.

I flamers sono persone che, all’interno dei gruppi social, inviano messaggi volutamente offensivi, denigratori e umilianti nei confronti di uno o più partecipanti alla chat di gruppo, scelti come bersaglio, con l’obiettivo di annientarli psicologicamente, facendo leva sulle loro fragilità, fino ad indurli ad atti di autolesionismo e a intenzioni suicide. La procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Cagliari ha emesso i decreti di perquisizione personale, locale ed informatica nei confronti dei tre minorenni flamers e, con il coordinamento del servizio della polizia postale e delle comunicazioni di Roma e con la collaborazione dei compartimenti della polizia postale e delle comunicazioni di Napoli, Reggio Calabria e Pescara, è stata eseguita l’attività delegata che ha portato al sequestro di cinque telefoni cellulari e un notebook, dalla cui sommaria analisi iniziale si è avuta una prima conferma della presenza di materiale pedopornografico, di immagini e video di autolesionismo. LaPresse