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	<title>Unilavoro Pmi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Jul 2026 16:43:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Altre vittime sul lavoro, necessario trasformare tema sicurezza in priorità assoluta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:03:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora vittime nei luoghi di lavoro. In pochi giorni diversi operai hanno perso la vita in incidenti avvenuti da Nord a Sud del Paese: a Colico, nel Lecchese, a Galatone in provincia di Lecce, a Pontecorvo nel Frusinate e a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. Un bilancio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora vittime nei luoghi di lavoro. In pochi giorni diversi operai hanno perso la vita in incidenti avvenuti da Nord a Sud del Paese: a Colico, nel Lecchese, a Galatone in provincia di Lecce, a Pontecorvo nel Frusinate e a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano. Un bilancio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei cantieri, nelle fabbriche e in tutti gli ambienti di lavoro. A sottolinearlo è <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale di Unilavoro PMI</strong>, per il quale afferma: &#8220;<em>Ogni nuova tragedia riporta alla luce un problema che da anni continua a colpire il mondo del lavoro italiano. Le morti sul lavoro rappresentano una delle emergenze più gravi del Paese. Dietro ogni incidente sul lavoro ci sono persone che escono di casa per svolgere il proprio mestiere e che, purtroppo, non vi fanno più ritorno. Ci sono famiglie spezzate, affetti perduti e comunità profondamente segnate da tragedie che non possono essere considerate una tragica fatalità. Per questo è indispensabile trasformare la sicurezza sul lavoro in una priorità assoluta, superando la logica degli interventi adottati soltanto dopo l&#8217;ennesimo dramma. È tempo di riflettere, ma soprattutto di agire con responsabilità, giudizio e tempestività, individuando soluzioni efficaci e realmente adeguate a prevenire nuovi incidenti. Ogni tragedia impone una risposta chiara, concreta e determinata. Non possiamo permetterci di attendere il prossimo incidente per intervenire&#8221;.</em></p>
<p>È necessario, continua l’imprenditore lametino, &#8220;<em>rafforzare la prevenzione, intensificare i controlli, promuovere una diffusa cultura della sicurezza e garantire che ogni luogo di lavoro sia realmente conforme agli standard di tutela previsti. La sicurezza non può essere un costo o un obbligo formale: deve rappresentare un valore irrinunciabile e un impegno condiviso da istituzioni, imprese e lavoratori, affinché nessuno perda la vita semplicemente svolgendo il proprio lavoro. Il rispetto delle norme deve essere verificato con maggiore frequenza attraverso ispezioni costanti nei cantieri e nelle aziende, soprattutto nei settori caratterizzati da un elevato rischio di incidenti. L&#8217;obiettivo è individuare e correggere tempestivamente le situazioni di pericolo, evitando che possano trasformarsi in tragedie. Tra le priorità, continua l’imprenditore lametino, emerge anche la necessità di potenziare gli organici degli ispettori del lavoro, affinché le verifiche siano più capillari ed efficaci. A ciò si aggiunge l&#8217;importanza di promuovere una formazione continua per lavoratori e datori di lavoro, diffondendo una vera cultura della sicurezza che coinvolga tutti i soggetti presenti nei luoghi di lavoro. Non bastano interventi occasionali o misure adottate sull&#8217;onda dell&#8217;emozione. Servono scelte strutturali, capaci di incidere in modo duraturo sulle condizioni di sicurezza. Ciò significa investire stabilmente nella prevenzione, modernizzare impianti e attrezzature, garantire una manutenzione costante dei macchinari e destinare maggiori risorse agli organismi di vigilanza&#8221;. </em></p>
<p>&#8220;<em>La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un diritto fondamentale di ogni lavoratore. Nessuna esigenza produttiva o economica può giustificare il mancato rispetto delle norme poste a tutela della salute e della vita delle persone. Solo attraverso un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e lavoratori, conclude Guzzi, sarà possibile ridurre il numero degli incidenti e costruire ambienti di lavoro sempre più sicuri&#8221;.</em></p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Italia meta turistica preferita dagli europei grazie alla ricchezza dei suoi patrimoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:29:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia si conferma una delle destinazioni turistiche più amate d&#8217;Europa. A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Unilavoro Pmi, il quale “In vista dell&#8217;estate 2026, oltre la metà dei viaggiatori europei, pari al 54%, indica il nostro Paese tra le mete preferite per le vacanze, confermando il forte richiamo esercitato dal patrimonio artistico, culturale e paesaggistico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia si conferma una delle destinazioni turistiche più amate d&#8217;Europa. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Unilavoro Pmi,</strong> il quale “In vista dell&#8217;estate 2026, oltre la metà dei viaggiatori europei, pari al 54%, indica il nostro Paese tra le mete preferite per le vacanze, confermando il forte richiamo esercitato dal patrimonio artistico, culturale e paesaggistico nazionale. Tutto questo, evidenzia l’imprenditore lametino, grazie a un&#8217;offerta turistica ampia e diversificata che unisce cultura, natura, tradizioni ed eccellenze gastronomiche. La capacità di valorizzare il proprio patrimonio storico e paesaggistico, insieme alla crescente attenzione verso forme di turismo autentiche e sostenibili, rappresenta un importante punto di forza per il Paese.</p>
<p>Nonostante la forte concorrenza di altre destinazioni mediterranee, che continuano a registrare elevati livelli di attrattività turistica, l&#8217;Italia mantiene saldamente un ruolo di primo piano nel panorama turistico europeo, consolidando la propria attrattività e contribuendo in modo significativo all&#8217;economia nazionale. Dalle spiagge della Sardegna e della Sicilia, alle città d&#8217;arte come Roma, Firenze e Venezia, passando per i borghi storici, i laghi e le montagne alpine, l&#8217;offerta turistica italiana continua ad attrarre milioni di visitatori provenienti da tutto il continente. A favorire la scelta contribuiscono anche la qualità dell&#8217;enogastronomia, il clima favorevole e la varietà delle esperienze disponibili. Secondo le analisi del settore, gli europei mostrano una crescente preferenza per vacanze all&#8217;insegna dell&#8217;autenticità, della sostenibilità e della scoperta del territorio.</p>
<p>In questo contesto, l&#8217;Italia riesce a distinguersi grazie alla ricchezza delle sue tradizioni locali e alla capacità di offrire itinerari diversificati adatti a tutte le fasce di età. Tra i principali Paesi concorrenti figurano Spagna, Grecia, Francia, Croazia, Portogallo e Regno Unito, che continuano a registrare importanti flussi turistici durante la stagione estiva. Tuttavia, conclude Guzzi, il Bel Paese mantiene una posizione di leadership nelle preferenze dei viaggiatori europei, soprattutto per quanto riguarda il turismo culturale e quello balneare.</p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Caregiver, le colonne silenziose del welfare italiano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-caregiver-le-colonne-silenziose-del-welfare-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per anni il riconoscimento dei caregiver familiari è rimasto al centro del dibattito politico senza arrivare a una normativa organica. Decine di proposte di legge sono state presentate in Parlamento con l&#8217;obiettivo di garantire maggiori tutele, sostegni economici e diritti a chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente. Nel 2026 il Governo ha approvato un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per anni il riconoscimento dei caregiver familiari è rimasto al centro del dibattito politico senza arrivare a una normativa organica. Decine di proposte di legge sono state presentate in Parlamento con l&#8217;obiettivo di garantire maggiori tutele, sostegni economici e diritti a chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente. Nel 2026 il Governo ha approvato un Disegno di legge che punta a riconoscere ufficialmente la figura del caregiver familiare, introducendo nuove forme di tutela e un contributo economico destinato ai casi di maggiore impegno assistenziale. Il provvedimento rappresenta un primo passo verso il riconoscimento di un ruolo fondamentale per milioni di italiani, soprattutto donne, che per anni hanno sostenuto sulle proprie spalle il peso dell&#8217;assistenza senza un adeguato supporto da parte delle istituzioni. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi,</strong> a parere del quale <em>“l’assenza di una tutela giuridica organica del caregiver familiare viola, infatti, gli obblighi assunti con la ratifica della Convenzione ONU del 2026. Ovviamente, siamo in presenza di una proposta di legge che deve ancora affrontare tutto l’iter di approvazione in Parlamento. Il DDL prevede un sistema strutturato che istituzionalizza la figura del caregiver: riconoscimento ufficiale, sostegno economico, profili di cura, coinvolgimento assistenziale. Un percorso utile al riconoscimento giuridico di una figura essenziale e dignitosa. Sono milioni le donne che ogni giorno si prendono cura di genitori anziani, coniugi malati, figli con disabilità o familiari non autosufficienti. Un impegno spesso svolto nell&#8217;ombra, senza riconoscimento economico e con pesanti conseguenze sulla vita personale e professionale. In Italia il ruolo di caregiver ricade ancora prevalentemente sulle donne. Molte di loro, continua l’imprenditore lametino, lavorano a tempo pieno e, una volta terminata la giornata in ufficio, iniziano un secondo turno fatto di assistenza, cure, accompagnamenti a visite mediche e gestione della casa. Un carico che lascia poco spazio al riposo, al tempo libero e alla propria salute&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Le statistiche mostrano &#8211; </em>prosegue Guzzi <em>&#8211; come le donne caregiver siano costrette più frequentemente a ridurre l&#8217;orario di lavoro, rinunciare a opportunità di carriera o addirittura lasciare l&#8217;occupazione per assistere un familiare. Le conseguenze economiche possono durare per anni, incidendo sul reddito e sulla futura pensione. Ma il prezzo più alto è spesso quello psicologico. Stress, ansia, isolamento sociale e stanchezza cronica sono condizioni comuni tra chi presta assistenza continuativa. Molte caregiver raccontano di sentirsi sole e invisibili, nonostante il loro contributo sia fondamentale per il funzionamento del sistema di assistenza del Paese.  Gli esperti sottolineano la necessità di maggiori tutele: servizi territoriali più efficienti, sostegni economici adeguati, percorsi di supporto psicologico e misure che consentano di conciliare lavoro e cura familiare&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Senza questi interventi, il rischio è che il peso dell&#8217;assistenza continui a gravare quasi esclusivamente sulle spalle delle donne. Dietro ogni persona assistita-  </em>conclude Sebastiano Guzzi <em>-, ci sono spesso donne che rinunciano a una parte della loro vita per garantire dignità e cura a chi ne ha bisogno. Sono le caregiver invisibili: presenze silenziose ma fondamentali, che oggi chiedono non solo riconoscimento, ma anche tutele concrete, sostegno adeguato e il pieno riconoscimento dei propri diritti&#8221;.</em></p>
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		<item>
		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Overtourism è sfida del turismo moderno. Serve equilibrio tra accoglienza e sostenibilità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guzzi-unilavoro-pmi-overtourism-e-sfida-del-turismo-moderno-serve-equilibrio-tra-accoglienza-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:22:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l’Italia si è consolidata come una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo. Città d’arte, località balneari, paesaggi montani e borghi di straordinario valore storico e culturale attraggono ogni anno milioni di visitatori provenienti da ogni parte del pianeta. Tuttavia, la crescita costante dei flussi turistici ha favorito la diffusione di un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l’Italia si è consolidata come una delle destinazioni turistiche più ambite al mondo. Città d’arte, località balneari, paesaggi montani e borghi di straordinario valore storico e culturale attraggono ogni anno milioni di visitatori provenienti da ogni parte del pianeta. Tuttavia, la crescita costante dei flussi turistici ha favorito la diffusione di un fenomeno sempre più dibattuto: l’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico. A porre l’attenzione sulla questione è <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro PMI</strong>, il quale sottolinea come “<em>il termine overtourism identifichi una condizione nella quale l’afflusso dei visitatori supera la capacità di un territorio di accoglierli senza compromettere l’equilibrio sociale, ambientale e culturale della comunità locale</em>”. Si tratta, dunque, di una problematica complessa che rischia di incidere profondamente sulla vivibilità delle città, sulla tutela del patrimonio artistico e sulla qualità della vita dei residenti. In pratica, il turismo da risorsa economica diventa un elemento di disagio e di squilibrio. In Italia, continua l’imprenditore lametino, il fenomeno riguarda soprattutto città come Venezia, Firenze, Roma e alcune località balneari o montane molto famose. Ma quali sono le cause dell’eccesso di turismo? Sono tante e diverse. Innanzitutto, i voli low cost e le piattaforme online che hanno reso i viaggi più economici e più accessibili. Poi ci sono i social network che spingono molte persone a visitare gli stessi luoghi diventati “di moda”.</p>
<p>Anche le grandi navi da crociera contribuiscono al problema, soprattutto in città delicate e ambite come Venezia, dove migliaia di turisti arrivano contemporaneamente in poche ore. A ciò si aggiunge la crescita degli affitti brevi turistici, che spesso riducono le abitazioni disponibili per i residenti. L’eccesso di presenze turistiche, spiega Guzzi, provoca numerose conseguenze negative. Le città diventano più affollate, aumentano il traffico e l’inquinamento e si verificano danni ai monumenti storici e all’ambiente. Molti residenti sono costretti a lasciare i centri storici a causa dell’aumento degli affitti e del costo della vita. In alcuni casi, negozi tradizionali e servizi per i cittadini vengono sostituiti da attività dedicate esclusivamente ai turisti, come souvenir shop e fast food. Anche la qualità della visita peggiora: lunghe code, rumore e sovraffollamento rendono difficile apprezzare davvero i luoghi culturali e artistici. Quali soluzioni? Per affrontare il problema, evidenzia Guzzi, diverse città italiane stanno cercando nuove strategie. Alcune amministrazioni hanno introdotto limiti agli ingressi turistici, tasse di accesso o restrizioni alle grandi navi. Un’altra soluzione è promuovere il turismo sostenibile, invitando i visitatori a scoprire località meno conosciute e a viaggiare anche fuori stagione. È importante inoltre investire nei trasporti pubblici, nella tutela dell’ambiente e nella protezione dei centri storici.</p>
<p>Gli esperti sostengono che il turismo debba essere gestito in modo equilibrato: i visitatori rappresentano una risorsa economica fondamentale, ma è necessario garantire anche la qualità della vita dei residenti e la conservazione del patrimonio culturale italiano. L’overtourism è una delle grandi sfide del turismo moderno. L’Italia, con la sua immensa ricchezza artistica e paesaggistica, deve trovare un equilibrio tra accoglienza e sostenibilità. Solo attraverso regole adeguate e una maggiore consapevolezza- conclude Guzzi-  sarà possibile proteggere le città e i territori più fragili senza rinunciare ai benefici del turismo.</p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): Donne, casa e lavoro. Il doppio carico che alimenta il gender gap</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:21:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT e dalle principali organizzazioni internazionali, le donne continuano a sostenere il peso maggiore del lavoro domestico e di cura familiare. A livello globale, infatti, le donne svolgono almeno 2,5 volte più lavoro domestico non retribuito rispetto agli uomini: cucinare, pulire, occuparsi dei figli, assistere anziani e familiari. Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT e dalle principali organizzazioni internazionali, le donne continuano a sostenere il peso maggiore del lavoro domestico e di cura familiare. A livello globale, infatti, le donne svolgono almeno 2,5 volte più lavoro domestico non retribuito rispetto agli uomini: cucinare, pulire, occuparsi dei figli, assistere anziani e familiari. Un impegno invisibile ma fondamentale per il funzionamento della società e dell’economia. L’ultimo rapporto ISTAT restituisce il quadro di una profonda e persistente asimmetria di genere che continua a suscitare forte preoccupazione sociale, evidenziando quanto il traguardo di una piena ed effettiva uguaglianza tra uomini e donne sia ancora distante, soprattutto nella ripartizione del lavoro domestico e delle responsabilità di cura familiare.  A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale evidenzia come questo squilibrio produca quello che gli esperti definiscono “<em>doppio carico</em>”: molte donne, rimarca l’imprenditore lametino, oltre all’occupazione lavorativa, devono affrontare una seconda giornata fatta di faccende domestiche e responsabilità familiari.</p>
<p>Una condizione che incide profondamente sulla qualità della vita, sul tempo libero e sulle opportunità professionali. Le conseguenze sono evidenti anche nel mondo del lavoro. Il maggiore peso delle attività di cura contribuisce ad alimentare il gender gap, cioè il divario tra uomini e donne in termini di occupazione, stipendi e possibilità di carriera. Molte lavoratrici sono costrette a ridurre le ore di lavoro, rinunciare a incarichi di responsabilità o interrompere temporaneamente la carriera per dedicarsi alla famiglia. In Italia il fenomeno resta particolarmente marcato. Nonostante i cambiamenti culturali degli ultimi anni, la distribuzione dei compiti domestici continua a essere fortemente sbilanciata. Le donne dedicano quotidianamente molte più ore rispetto agli uomini alle attività non retribuite, mentre la partecipazione maschile alla cura della casa e dei figli cresce lentamente. Gli esperti sottolineano che il problema non riguarda soltanto la sfera privata, ma rappresenta una questione economica e sociale. Una più equa divisione del lavoro domestico, continua <strong>Guzzi</strong>, potrebbe favorire una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, aumentare l’autonomia economica delle donne e ridurre le disuguaglianze di genere.</p>
<p>Per affrontare il problema, secondo sociologi ed economisti, servono politiche concrete: congedi parentali più equilibrati, servizi per l’infanzia accessibili, maggiore flessibilità lavorativa e una trasformazione culturale che promuova la condivisione delle responsabilità familiari. Il lavoro domestico non retribuito resta dunque uno dei principali ostacoli alla piena parità tra uomini e donne. E finché il peso della cura continuerà a gravare soprattutto sulle donne, conclude <strong>Guzzi</strong>, il gender gap sarà destinato a rimanere una realtà difficile da superare.</p>
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		<title>Giovani e politica, Guzzi (Unilavoro Pmi): Tra disaffezione e nuove forme di partecipazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giovani-e-politica-guzzi-unilavoro-pmi-tra-disaffezione-e-nuove-forme-di-partecipazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 08:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il rapporto tra giovani e politica è diventato uno dei temi più discussi nel dibattito pubblico. Spesso si parla di apatia e disinteresse, ma i dati raccontano una realtà più complessa: i giovani non hanno abbandonato la politica, piuttosto ne stanno cambiando le modalità di partecipazione. A sottolinearlo, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il rapporto tra giovani e politica è diventato uno dei temi più discussi nel dibattito pubblico. Spesso si parla di apatia e disinteresse, ma i dati raccontano una realtà più complessa: i giovani non hanno abbandonato la politica, piuttosto ne stanno cambiando le modalità di partecipazione. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, per il quale “<em>secondo i dati dell’ISTAT, in Italia solo una minoranza dei giovani segue la politica con continuità: circa un terzo dei 18–24enni si informa almeno una volta a settimana, mentre una quota ancora significativa dichiara di non interessarsene mai.</em>” Questo dato, continua l’imprenditore, sembra confermare una crescente distanza tra le nuove generazioni e le forme tradizionali della politica, come i partiti e le istituzioni. Un ruolo centrale è giocato dal mondo digitale. I social network sono diventati il principale spazio di confronto politico per le nuove generazioni. Qui i giovani si informano, discutono e si mobilitano, soprattutto su temi come l’ambiente, i diritti civili e l’uguaglianza sociale. In Italia, la partecipazione politica online è addirittura superiore alla media europea, segno di una generazione connessa e pronta a esprimere le proprie opinioni, anche se spesso al di fuori dei canali istituzionali.</p>
<p>Non tutti i giovani, però, precisa l’imprenditore lametino, partecipano allo stesso modo. I dati mostrano che il livello di istruzione e la condizione lavorativa incidono molto: chi studia o lavora tende a essere più informato e coinvolto. Al contrario, tra chi ha minori opportunità educative o occupazionali si registra un maggiore distacco dalla politica. Anche il territorio conta: nelle aree economicamente più sviluppate la partecipazione è generalmente più alta. Parlare di giovani apatici è una semplificazione che non coglie la complessità del presente. Le nuove generazioni stanno infatti ridefinendo il concetto stesso di partecipazione politica: dai partiti alle reti, dalle strutture rigide alle iniziative spontanee, dal voto periodico a un impegno quotidiano e diffuso. La vera sfida oggi è comprendere se e in che modo le istituzioni sapranno intercettare questa energia, trasformandola in una partecipazione più stabile, consapevole e inclusiva. Accanto a questi aspetti, è importante sottolineare un elemento spesso trascurato: i giovani, rispetto agli adulti e ai cosiddetti “<em>veterani</em>” della politica, possono portare un valore aggiunto fondamentale.</p>
<p>Le nuove generazioni introducono idee innovative, una maggiore apertura al cambiamento e una sensibilità diversa verso temi emergenti come la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione e i diritti globali. Cresciuti in un contesto sempre più interconnesso, i giovani tendono ad avere una visione più ampia e internazionale dei problemi, oltre a una maggiore familiarità con le tecnologie. Questa combinazione permette loro di proporre soluzioni nuove e di immaginare modelli di partecipazione più dinamici e inclusivi. Ne deriva, conclude Guzzi, un paradosso evidente: mentre si amplia la distanza dalle istituzioni, si intensifica l’attivismo su singole cause. I giovani, infatti, non rifiutano la politica in quanto tale, ma prendono le distanze da una politica percepita come lontana, autoreferenziale e incapace di rappresentarli davvero.</p>
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		<title>Lamezia, I.C. &#8216;Ardito-Don Bosco&#8217; e Unilavoro Pmi: giornata dedicata all&#8217;autismo e bullismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:08:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di mercoledì 22 aprile 2026, la sala della Chiesa della Beata Vergine del Rosario, a Lamezia Terme, ha ospitato un incontro di grande spessore culturale e sociale, dedicato a due tra le più urgenti problematiche del nostro tempo: l’autismo e il bullismo. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Ardito Don Bosco, sotto la guida della dirigente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di mercoledì 22 aprile 2026, la sala della Chiesa della Beata Vergine del Rosario, a Lamezia Terme, ha ospitato un incontro di grande spessore culturale e sociale, dedicato a due tra le più urgenti problematiche del nostro tempo: l’autismo e il bullismo. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Ardito Don Bosco, sotto la guida della dirigente, la Dott.ssa Teresa Goffredo, si è svolta in sinergia con Unilavoro PMI, rappresentata dal Dott. Vito Frijia e dal Dott. Sebastiano Guzzi. L’evento ha registrato una partecipazione ampia da parte degli studenti, testimoniando un interesse vivo e consapevole verso tematiche che interpellano profondamente la coscienza collettiva. L’apertura dei lavori è stata affidata alla giovane studentessa Antonella Adamo, che ha dato voce al messaggio della Dirigente, esprimendone i saluti e i ringraziamenti.</p>
<p>A seguire, un articolato susseguirsi di interventi, ha delineato un quadro ricco e multidimensionale, capace di coniugare competenze scientifiche, esperienze educative e sensibilità artistiche. Tra i relatori, la Dott.ssa Anna Fazio, Chair Autismo Kiwanis Distretto Italia San Marino, che ha offerto un’approfondita disamina delle dinamiche legate ai disturbi dello spettro autistico, sottolineando la necessità di un approccio integrato tra scuola, famiglia e territorio, la Dott.ssa Catia Pulice, Addetto Stampa Unilavoro Pmi, che attraverso la presentazione del libro “<em>NOS</em>” -Storie di Autismo e di Bullismo &#8211;  ha invece richiamato l’attenzione sul ruolo della comunicazione nella costruzione di una cultura inclusiva, evidenziando l’urgenza di reti solidali e interventi mirati, e posto l’accento sull’importanza della scuola quale presidio educativo capace di promuovere inclusione, rispetto e cittadinanza attiva. A dare un contributo profondo e personale, Anna Maria Lucchino, Presidente dell’Associazione “<em>Oltre l’Autismo</em>”, la quale ha condiviso esperienze concrete maturate nel campo dell’associazionismo. Di particolare impatto l’intervento di Niccolò Storai, fumettista e autore dei disegni presenti nel libro, il quale, attraverso il linguaggio visivo e narrativo del fumetto, ha saputo coinvolgere emotivamente i giovani presenti, offrendo una prospettiva originale e accessibile su tematiche estremamente complesse. La moderazione dell’incontro è stata affidata al Dott. Marco Ruberto, che ha sapientemente orchestrato il dibattito, favorendo un dialogo fluido e partecipato tra relatori e studenti. A conferire ulteriore prestigio all’iniziativa, la presenza di autorevoli ospiti istituzionali e associativi: il Consigliere Regionale, Dott. Emanuele Ionà, il Governatore del Kiwanis Distretto Italia San Marino, Dott. Basilio Valente e il Presidente del Kiwanis Club di Prato Dott. Antonio Spadarella.</p>
<p>I loro contributi, contraddistinti da profondità e valore formativo, hanno impresso un significativo rigore educativo e arricchito il confronto con riflessioni di carattere istituzionale e sociale. L’incontro, coordinato dalla Professoressa Giovanna Costanzo, referente per l’Inclusione, si è configurato, dunque, come un autentico laboratorio di idee, capace di stimolare nei giovani una coscienza critica e una maggiore sensibilità verso il rispetto delle differenze. In un’epoca segnata da fragilità relazionali e sfide educative sempre più complesse, ha evidenziato Guzzi, iniziative di tale levatura rappresentano un presidio imprescindibile per la costruzione di una società più equa, inclusiva e consapevole. Faremo seguito, conclude l’imprenditore lametino, con ulteriori iniziative progettuali, convinti del valore della comunicazione, in collaborazione con associazioni e istituzioni scolastiche e grazie al contributo di professionisti di comprovata esperienza operanti in contesti di alto profilo, tra cui il Dott. Peppino Ruberto.</p>
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		<title>Economia, Guzzi (Unilavoro Pmi): dal carrello della spesa ai voli aerei, ecco le stangate 2026</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/economia-guzzi-unilavoro-pmi-dal-carrello-della-spesa-ai-voli-aerei-ecco-le-stangate-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I venti di guerra non soffiano solo sui confini geopolitici, ma arrivano dritti nelle tasche dei cittadini. Dai banchi del supermercato fino alle piste degli aeroporti, l’economia globale mostra i segni di una pressione crescente. Il primo impatto è visibile nel cosiddetto “carrello della spesa”. I prodotti alimentari di base, pane, pasta, olio, registrano aumenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I venti di guerra non soffiano solo sui confini geopolitici, ma arrivano dritti nelle tasche dei cittadini. Dai banchi del supermercato fino alle piste degli aeroporti, l’economia globale mostra i segni di una pressione crescente. Il primo impatto è visibile nel cosiddetto “<em>carrello della spesa</em>”. I prodotti alimentari di base, pane, pasta, olio, registrano aumenti costanti. Le ragioni sono molteplici: l’interruzione delle forniture di grano, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà nella logistica internazionale. Il pane, simbolo per eccellenza del consumo quotidiano, diventa così un indicatore economico: quando il suo prezzo sale, è spesso segno di tensioni più ampie nel sistema. L’energia gioca un ruolo centrale. Gas e petrolio più cari significano costi più elevati per produrre, trasformare e trasportare qualsiasi bene. Le imprese, soprattutto nel settore alimentare, si trovano a dover trasferire questi aumenti sui consumatori finali.</p>
<p>Il risultato è un’inflazione diffusa che erode il potere d’acquisto delle famiglie. A sottolinearlo, con estrema preoccupazione, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, a parere del quale  i rincari, particolarmente evidenti nel settore alimentare, si estendono anche al comparto industriale e a quello dei servizi. Nell’industria, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime riduce i margini delle imprese e spinge verso un rialzo dei prezzi. Nel settore dei servizi, e soprattutto nel turismo, gli effetti sono doppi: da un lato crescono i costi di gestione per trasporti, strutture e ristorazione, dall’altro diminuisce la domanda, poiché le famiglie, colpite dall’inflazione, riducono le spese non essenziali come viaggi e vacanze.</p>
<p>Il risultato è dunque un cambiamento nelle abitudini: si viaggia meno, si scelgono destinazioni più vicine, si accorciano le vacanze. Il comparto turistico, che aveva appena iniziato a riprendersi dopo la pandemia, si trova così ad affrontare una nuova fase di incertezza. Tra costi in aumento e domanda in calo, il rischio, <strong>conclude Guzzi</strong>, è quello di un rallentamento duraturo, che potrebbe ridefinire in profondità il modo di viaggiare e l’equilibrio stesso del settore.</p>
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		<title>Bullismo a scuola, Unilavoro Pmi: sfida complessa, principio chiaro: fermezza nelle regole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 09:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il bullismo continua a rappresentare una delle sfide educative più delicate. I dati più recenti, che sono estremamente significativi, pongono il nostro paese tra quelli più colpiti in Europa. Dati allarmanti che rendono quanto mai attuale la necessità di diffondere la consapevolezza del fenomeno. Proprio per questo motivo, nel 2017 è stata istituita la Giornata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il bullismo continua a rappresentare una delle sfide educative più delicate. I dati più recenti, che sono estremamente significativi, pongono il nostro paese tra quelli più colpiti in Europa. Dati allarmanti che rendono quanto mai attuale la necessità di diffondere la consapevolezza del fenomeno. Proprio per questo motivo, nel 2017 è stata istituita la Giornata Nazionale Contro il Bullismo e il Cyberbullismo, che ricorre ogni 7 febbraio. Per arginare questo problema ingente si ribadisce la necessità di un impegno collettivo che sia capace di garantire ovunque, soprattutto nelle scuole, ambienti sicuri, accoglienti e rispettosi</em>&#8220;. Lo si legge in una nota di Unilavoro Pmi Catanzaro.</p>
<p><em>&#8220;La nuova legge, approvata all’unanimità, che estende il perimetro d’azione della legge già in essere, introduce diverse misure di contrasto, ponendo un accento particolare sull’educazione e sulla sensibilizzazione. La scuola &#8211; </em>prosegue la nota<em> &#8211; diventa quindi luogo primario di prevenzione e contrasto, promuovendo, attraverso approcci educativi mirati, il rispetto della dignità personale, e l’inclusione. Tutto questo, attraverso la creazione di un clima sereno e sicuro. In quanto luogo di formazione, inclusione e accoglienza, la scuola pone dunque, tra i suoi obiettivi primari il raggiungimento del benessere di ciascun singolo studente. Compito specifico delle varie componenti scolastiche è quello di educare e di vigilare, in sinergia con le famiglie, in modo che ogni studente possa svolgere, con serenità, il proprio percorso scolastico, di crescita e di apprendimento. A tale scopo mette in atto azioni specifiche, e detta norme di comportamento per prevenire, arginare ed eliminare ciò che mina il benessere degli studenti. Obiettivo principale il Training dell&#8217;empatia, di cui parleremo in un nuovo articolo&#8221;-</em> si sottolinea da Unilavoro Pmi.</p>
<p><em>&#8220;Ovviamente la scuola non è un tribunale, pertanto è necessario che agisca con discrezione e in modo lecito. Il suo compito è educativo e non giudiziario. Anche nel rispetto della Legge 71/2017, che promuove la tutela dei minori e interventi tempestivi, le decisioni devono essere proporzionate e fondate su elementi attendibili. Un intervento mal gestito può generare infatti nuove tensioni: liti tra presunti accusatori e accusati, divisioni nel gruppo della classe, etichettature che cristallizzano i ruoli. La riservatezza non è solo un obbligo giuridico, ma una forma di tutela educativa. Ogni studente ha diritto alla presunzione di correttezza fino a chiarimento dei fatti e, soprattutto, ha diritto a non essere esposto a giudizi sommari e percezioni soggettive. Tutto questo potrebbe generare stigmatizzazione e disagio. La cautela non è solo pedagogica, ma anche giuridica&#8221;</em>&#8211; conclude Unilavoro Pmi Catanzaro.</p>
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		<title>Persone senza fissa dimora, Guzzi (Unilavoro Pmi): dramma sociale e una strage costante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/persone-senza-fissa-dimora-guzzi-unilavoro-pmi-dramma-sociale-e-una-strage-costante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 09:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[dramma]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I report recenti in Italia rivelano una situazione critica per le persone senza dimora, con dati che nel 2021 indicavano quasi 100.000 persone, la maggioranza uomini e con un’età media più bassa per gli stranieri, spesso concentrati in grandi città come Roma e Milano. Un aumento di decessi causati da freddo, malattie e solitudine. A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I report recenti in Italia rivelano una situazione critica per le persone senza dimora, con dati che nel 2021 indicavano quasi 100.000 persone, la maggioranza uomini e con un’età media più bassa per gli stranieri, spesso concentrati in grandi città come Roma e Milano. Un aumento di decessi causati da freddo, malattie e solitudine. A sottolineare tutto questo, è <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale rimanda la riflessione sull’aumento globale “nuovi report indicano che quasi 900.000 persone erano senza fissa dimora in Europa l’anno scorso. La situazione continua a destare preoccupazione. Storie recenti continuano a raccontare episodi di estrema disumanità. Uomini respinti da hotel durante il freddo gelido. Altri ammassati per strada come rifiuti. Luoghi freddi, sporchi, gelidi e poco sicuri.</p>
<p>La vita dei senzatetto al gelo, è un’emergenza sociale drammatica, che mette in luce una realtà cruda: temperature sotto zero, aree sporche e luoghi poco sicuri. Le vittime del freddo evidenziano una realtà cruda e costante in Italia, con decessi, continua Guzzi, che avvengono durante tutto l’anno, e non solo in inverno, e soprattutto negli spazi pubblici, nelle baracche e nei ripari di fortuna. Il Nord Italia è l’area più colpita, e le morti sono spesso causate da ipotermia o da altre patologie legate comunque all’esposizione. Genere, nazionalità ed età media, luoghi di decesso e cause di morte sono tratti distintivi. Un dramma inquietante che si consuma nell’indifferenza. Tra il 2022 e il 2023 a morire di stenti sono stati più di 700 senzatetto. Altri undici nella prima settimana del 2024. Un numero importante che fa riflettere, e che impone l’attuazione di interventi risolutivi. Non si tratta, precisa Guzzi, di intervenire soltanto con i servizi che prevedono dormitori e mense. Questo non basta.</p>
<p>E’ necessario agire con programmi seri, misure strutturali e piani organizzativi che prevedano il reinserimento in società e, laddove possibile, anche nel mondo del lavoro. E’ triste pensare che queste persone, prive di abitazione, debbano essere anche prive di un ambiente di vita, di un luogo di sviluppo delle relazioni sociali e affettive. Il fatto che vivano ai margini della società, conclude l’imprenditore lametino, non significa che debbano essere dimenticati.</p>
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