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	<title>Tumori Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 04 May 2025 15:50:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La prevenzione oncologica naviga insieme alla nave &#8220;Amerigo Vespucci&#8221;: tappa a Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In Calabria troppo pochi cittadini aderiscono ai programmi organizzati di screening anti-cancro. Sono esami fondamentali per aumentare le possibilità di guarigione e costituiscono il cardine della prevenzione secondaria, ma nella regione solo il 6,1% dei cittadini esegue il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per la diagnosi precoce del tumore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; In Calabria troppo pochi cittadini aderiscono ai programmi organizzati di screening anti-cancro. Sono esami fondamentali per aumentare le possibilità di guarigione e costituiscono il cardine della prevenzione secondaria, ma nella regione solo il 6,1% dei cittadini esegue il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto, collocandosi in fondo alla classifica di adesione a questo programma. Si tratta di una percentuale nettamente inferiore sia alla media italiana (34,9%) che a quella delle regioni meridionali (19,7%). La Calabria è indietro anche per il tasso di donne che eseguono la mammografia, indispensabile per individuare precocemente la neoplasia del seno: sono solo il 16,4% (Italia 55,4%; Sud e Isole 40,1%). Migliori, anche se nettamente inferiori alla media nazionale (41,5%), le percentuali di adesione al test Hpv o al pap test per il carcinoma del collo dell’utero, pari al 27,2%. Per migliorare il livello di consapevolezza dei calabresi, la prevenzione contro il cancro &#8220;naviga&#8221; insieme al &#8216;Tour Mediterraneo Vespucci&#8217;. L’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Fondazione Airc, Fondazione Aiom e la Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) saranno infatti presenti il 5 e il 6 maggio a Reggio Calabria al &#8216;Villaggio IN Italia&#8217; (banchina nuova di Levante) nella tappa del &#8216;Tour Mediterraneo&#8217; del veliero più bello del mondo, un vero e proprio orgoglio italiano. Gli oncologi per due giorni forniranno consigli ai cittadini e i volontari distribuiranno materiale informativo legato alla prevenzione. Ogni anno, in Calabria, si stimano oltre 10.000 nuovi casi di tumore. Il 40% può essere evitato con l’adozione di stili di vita sani, affiancata dall’adesione ai programmi di screening per la diagnosi precoce.  &#8220;Vogliamo sensibilizzare i cittadini anche sulle regole di prevenzione primaria, cioè sugli stili di vita sani – spiega Nicola Silvestris, segretario nazionale Aiom -. Nella Regione fuma il 20,6% degli adulti, una percentuale inferiore alla media italiana, che raggiunge il 24,5%. Coloro che bevono alcol sono il 29,5%. Anche in questo caso un dato inferiore rispetto a quello nazionale, pari al 58,4%.</p>
<p>Accanto a queste tendenze verso comportamenti attenti alla salute, si registrano però dati peggiori per quanto riguarda l’eccesso di peso e la mancanza di attività fisica&#8221;. Nella Regione, il 46% è in eccesso ponderale (35,7% in sovrappeso e 10,3% obeso) e il 44,5% è sedentario (Italia 28,1%). &#8220;La prevalenza di persone in eccesso ponderale cresce in relazione all’età, è più frequente fra gli uomini, fra i cittadini con basso titolo di studio e con difficoltà economiche – continua Silvestris -. Il grave eccesso ponderale è un fattore di rischio correlato a 12 diversi tipi di tumore. Però, è ancora scarsa l’attenzione non solo dei cittadini ma anche degli operatori sanitari nei confronti dei corretti stili di vita. In Calabria, solo il 32,2% delle persone in eccesso ponderale ha ricevuto, da parte dei camici bianchi, il consiglio di perdere peso e il 19,6% dei cittadini ha usufruito di indicazioni per svolgere attività fisica&#8221;.  I tumori del colon-retto e della mammella sono tra i più frequenti e tra le principali cause di morte oncologica. &#8220;Ciononostante, troppi cittadini in Calabria ignorano le regole fondamentali della prevenzione primaria e non aderiscono agli screening – sottolinea Salvatore Turano, coordinatore Aiom Calabria -. Fra i fattori di rischio del tumore del colon-retto, ricordiamo gli stili di vita scorretti, in particolare sedentarietà, sovrappeso, obesità, fumo di sigaretta, consumo eccessivo di farine e zuccheri raffinati, di carni rosse e insaccati, consumo di alcol e ridotta assunzione di fibre vegetali. La prevenzione primaria è fondamentale, così come riuscire ad ottenere l’eliminazione dei precursori e una diagnosi in stadio iniziale grazie allo screening. Se individuiamo la neoplasia durante le prime fasi, possiamo intervenire tempestivamente e raggiungere i migliori risultati in termini di guarigione&#8221;.  Quasi sempre il &#8220;cancro del colon-retto è preceduto da polipi adenomatosi, lesioni benigne che possono causare piccole perdite di sangue e che possono essere rimosse prima che diventino neoplastiche &#8211; aggiunge Turnao &#8211; Il Sof test, raccomandato ogni 2 anni nei cittadini tra i 50 e i 69 anni, è in grado di rilevare nelle feci tracce di sangue, non visibili ad occhio nudo, originate proprio da alterazioni benigne o maligne a carico dell’intestino. Gli stili di vita sani devono essere rispettati anche dopo l’eventuale diagnosi, sia per prevenire l’insorgenza di recidive che per migliorare l’efficacia dei trattamenti&#8221;. &#8220;Il test impiegato per lo screening del tumore del seno è la mammografia – afferma Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm -. Eseguita con regolarità, permette di individuare lesioni molto piccole, non ancora palpabili e indolenti che, quando necessario, possono essere rimosse con interventi chirurgici poco invasivi che preservano l’aspetto estetico e consentono elevate probabilità di guarigione. La mammografia va effettuata ogni due anni nelle donne fra i 50 e i 69 anni e alcune Regioni hanno esteso l’esame fino a 74 anni.</p>
<p>Anche per la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero, esistono esami di screening efficaci e garantiti dal Servizio sanitario nazionale come il pap test e l’Hpv test, che consentono di individuare lesioni in fase iniziale. L’esame di riferimento per le donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni è l’Hpv test, da ripetere ogni 5 anni, mentre per le donne tra i 25 e i 29 anni rimane il Pap-test da effettuare ogni 3 anni&#8221;. &#8220;I dati sulla scarsa adesione agli screening in Calabria sono particolarmente preoccupanti e ci confermano l’importanza di essere presenti al &#8216;Tour Mediterraneo&#8217; della Nave Amerigo Vespucci per fare squadra con Aiom, Fondazione Aiom e Sirm. Tutti insieme vogliamo sensibilizzare la cittadinanza sul valore della prevenzione nel contrasto del cancro – spiega Rosella Pellegrini Serra, presidente Comitato Calabria Fondazione Airc -. I più recenti studi scientifici ci dicono che il 40% dei tumori potrebbe essere evitato con uno stile di vita sano che si traduce in alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e stop al fumo. Ugualmente importante è partecipare ai programmi di screening oncologici gratuiti per la diagnosi precoce perché individuare un tumore in fase iniziale aumenta notevolmente le possibilità di cura e sopravvivenza. Fondazione Airc da sessant’anni sostiene la migliore ricerca oncologica indipendente e parallelamente promuove l’informazione scientifica e la cultura della salute nelle scuole, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione. Ricerca e prevenzione hanno prodotto risultati concreti: oggi si stima che la metà circa delle persone che ricevono una diagnosi di cancro potrebbe guarire, recuperando la stessa aspettativa di vita di chi non si è ammalato. Un traguardo importante che però non può bastare, il nostro obiettivo è quello di riuscire a trovare le giuste risposte per tutti i pazienti&#8221;. L’iniziativa Tour Mediterraneo Vespucci con il &#8216;Villaggio IN Italia&#8217; nasce da un’idea del ministro della Difesa Guido Crosetto &#8211; riporta una nota &#8211; ed è sostenuta dalla Difesa e da 12 ministeri, per raccontare e condividere l’esperienza internazionale del &#8216;Tour Mondiale&#8217; che per 20 mesi ha portato in 30 Paesi all’estero la cultura, la storia, l’innovazione, la gastronomia, la scienza, la ricerca, la tecnologia e l’industria che fanno dell’Italia un Paese universalmente apprezzato. Il progetto è una produzione in partenariato pubblico-privato di Difesa Servizi spa e Ninetynine. &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Report &#8216;I numeri del cancro&#8217;: Nel 2024 in Italia 390mila casi tumore. Oncologi, &#8216;la metà potrà guarire&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 10:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Aiom]]></category>
		<category><![CDATA[oncologi]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[Tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2024, in Italia sono stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore, numeri stabili rispetto al biennio precedente. Ma la metà dei cittadini che oggi si ammala è destinata a guarire perché, in base alle stime di sopravvivenza a lungo termine, avrà la stessa attesa di vita di chi non ha sviluppato il cancro. Una tendenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2024, in Italia sono stimate 390.100 nuove diagnosi di tumore, numeri stabili rispetto al biennio precedente. Ma la metà dei cittadini che oggi si ammala è destinata a guarire perché, in base alle stime di sopravvivenza a lungo termine, avrà la stessa attesa di vita di chi non ha sviluppato il cancro. Una tendenza favorevole con un altro dato positivo: la mortalità tra i 20-49enni in 15 anni (2006-2021) è scesa del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini. Significativa la riduzione dei decessi per carcinoma polmonare: -46,4% nelle donne e -35,5% nei maschi. E&#8217; la fotografia del rapporto Aiom &#8216;I numeri del cancro in Italia 2024&#8217;. Il volume &#8216;I numeri del cancro&#8217;, presentato oggi, è la pubblicazione ufficiale, giunta alla 14/ma edizione, che descrive gli aspetti relativi alla diagnosi e terapia delle neoplasie grazie al lavoro dell&#8217;Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio Nazionale Screening (Ons), Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d&#8217;Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (Siapec).</p>
<p>&#8220;Per stimare i numeri del cancro nel 2024 in Italia, sono stati raccolti i dati da 35 Registri Tumori che coprono una popolazione di oltre 44 milioni di persone, cioè l&#8217;80% dei cittadini&#8221;, sottolinea Fabrizio Stracci, Presidente Airtum. I dati dei Registri Tumori indicano anche un costante aumento della prevalenza, cioè del numero di persone che vivono dopo la diagnosi, circa l&#8217;1,5% l&#8217;anno nell&#8217;ultimo decennio (1,6% nelle donne e 1,3% negli uomini). &#8220;Oggi sono quasi 3,7 milioni (3.661.499) di cittadini, il 6,2% dell&#8217;intera popolazione &#8211; spiega Diego Serraino, Direttore Epidemiologia Oncologica e Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia, Centro di Riferimento Oncologico, Irccs, Aviano -. E la metà delle persone che si ammalano di cancro nel 2024 è destinata a guarire&#8221;. Per quanto riguarda i tumori ginecologici, afferma l&#8217;esperto, &#8220;la probabilità di guarigione per le donne colpite, nello scorso decennio, da tumore del corpo dell&#8217;utero è stata del 69%, per il collo dell&#8217;utero del 58%, per l&#8217;ovaio del 32%. È evidente il ruolo della diagnosi precoce nell&#8217;aumentare le probabilità di superare definitivamente la malattia. Nel carcinoma della mammella è pari complessivamente al 73%, ma passa dal 99% nello stadio I all&#8217;81% nello stadio II per scendere al 36% nel III e IV. Considerando tutti gli stadi, chi si è ammalato di tumore del colon-retto ha una probabilità di guarire del 56%, dal 92% se la malattia è diagnosticata in stadio precoce al 71% in stadio II&#8221;. </p>
<p><strong>In Italia calano decessi per tumore in fascia d&#8217;età 20-49 anni. In 15 anni diminuiti del 21% nelle donne e 28% negli uomini</strong><br />
Diminuiscono i decessi per cancro nei giovani adulti 20-49enni: complessivamente, in 15 anni (2006-2021) la mortalità è diminuita del 21,4% nelle donne e del 28% negli uomini. E si registra un costante incremento, grazie soprattutto ai progressi delle terapie, del numero di persone che vivono dopo la diagnosi di tumore: nel 2024 sono circa 3,7 milioni. Il dato, che lascia ben sperare, è contenuto nel rapporto &#8216;I numeri del cancro in Italia 2024&#8217;.<br />
&#8220;Anche se la stima del numero di nuovi casi di cancro è di poco inferiore a quelle del 2022 e del 2023 &#8211; afferma Francesco Perrone, presidente Aiom &#8211; non si può essere particolarmente ottimisti in un quadro più generale di prevalenza ancora alta di fattori di rischio comportamentali e ambientali che contribuiscono a causare il cancro. Si tratta di una materia in cui è necessario investire di più e a molteplici livelli, incluse, ad esempio, le riforme che Aiom sta promuovendo per rendere più efficace la lotta al tabagismo&#8221;. Emerge che il tumore più frequentemente diagnosticato in Italia, nel 2024, è il carcinoma della mammella (53.686 casi), seguito dal colon-retto (48.706), polmone (44.831), prostata (40.192) e vescica (31.016). La mortalità, soprattutto tra i giovani adulti, però, diminuisce: &#8220;In 15 anni, sono state 786 le vite salvate tra le donne e 939 tra gli uomini in questa fascia d&#8217;età &#8211; afferma Massimo Di Maio, presidente eletto Aiom &#8211; ed è importante la diminuzione nella mortalità per tumore del polmone tra gli under 50, se si considera che questa neoplasia rappresenta la prima causa di morte oncologica negli uomini giovani adulti e la seconda nelle donne dopo il tumore al seno.<br />
I dati sugli stili di vita degli italiani sottolineano tuttavia la necessità di rafforzare gli sforzi per la prevenzione attraverso la lotta al fumo, altrimenti si rischia nei prossimi anni un&#8217;inversione della tendenza&#8221;.    </p>
<p><strong>Sale adesione a screening ma ancora forte gap tra Regioni Oncologi, &#8216;male sugli stili di vita, in Italia boom di sedentari&#8217;</strong><br />
Nel 2023, rispetto agli anni precedenti, si registra una maggiore adesione degli italiani ai programmi di screening per la prevenzione oncologica: si raggiunge infatti il 49% per lo screening mammografico, il 47% per quello cervicale e il 32% per quello colorettale. Ciononostante, restano ancora notevoli differenze territoriali, con le Regioni meridionali che fanno registrare livelli di adesione inferiori rispetto alle altre aree in tutti e tre i programmi di screening. E serve più attenzione anche agli stili di vita: il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 18% consuma alcol in quantità a rischio e si registra un boom di sedentari, aumentati dal 23% nel 2008 al 28% nel 2023. E&#8217; il quadro delineato dal rapporto &#8216;I numeri del cancro in Italia 2024&#8217;, presentato oggi dall&#8217;Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).<br />
&#8220;I dati &#8211; afferma Paola Mantellini, direttrice Osservatorio Nazionale Screening &#8211; mostrano i progressivi miglioramenti dei programmi di screening, sia in termini di capacità di invito che di copertura. Nel 2023, quasi 16 milioni di persone, cioè oltre il 90% della popolazione italiana in età target per lo screening mammografico, colorettale e cervicale è stata regolarmente invitata. Vanno però ridotte le differenze nell&#8217;adesione, che restano ancora significative a livello territoriale. Per quanto riguarda la mammografia, la copertura ha raggiunto il 62% al Nord, il 51% al Centro e il 31% al Sud. Lo screening cervicale mostra un livello di copertura pari al 57% al Nord, al 45% al Centro e al 35% al Sud. Inferiori le percentuali di adesione allo screening colorettale: 45% al Nord, 32% al Centro e 15% al Sud&#8221;. Ma la prevenzione passa anche dagli stili di vita corretti, aspetto per il quale gli italiani non brillano. &#8220;Il fumo è più frequente fra gli uomini, fra i più giovani, fra i residenti nel Centro-Sud ed è fortemente associato allo svantaggio sociale &#8211; conclude Maria Masocco, responsabile scientifico dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi d&#8217;argento, coordinati dall&#8217;Iss -. Anche sovrappeso e obesità sono un importante fattore di rischio oncologico. E la sedentarietà è aumentata, passando dal 23% del 2008 al 28% nel 2023. L&#8217;incremento è stato più veloce fra i più giovani e fra le persone con maggiori difficoltà economiche, ed ha riguardato soprattutto il Meridione e il Centro, ampliando il gradiente geografico fra Nord e Sud&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Studio Ire-Cnr, crescono forme aggressive di tumori in giovani donne: stili di vita sotto accusa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/studio-ire-cnr-crescono-forme-aggressive-di-tumori-in-giovani-donne-stili-di-vita-sotto-accusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2024 09:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aggressivi]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[Tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più casi di tumori aggressivi nelle giovani donne, come il cancro al pancreas, ma anche allo stomaco o al colon-retto e mieloma. Uno studio promosso e coordinato dall&#8217;Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma e dall&#8217;Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbc-Cnr), pubblicato sulla rivista &#8216;Bmc Medicine&#8217; del gruppo Springer [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text"><strong><span id="U11815519472U1F">Sempre più casi di tumori aggressivi nelle giovani donne</span></strong>, come il cancro al pancreas, ma anche allo stomaco o al colon-retto e mieloma. Uno <span id="U118155194726nH"><strong>studio</strong> </span>promosso e coordinato dall&#8217;Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) di Roma e dall&#8217;Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibbc-Cnr), pubblicato sulla rivista &#8216;Bmc Medicine&#8217; del gruppo Springer Nature, <strong><span id="U11815519472NtB">evidenzia &#8220;un significativo aumento dell&#8217;incidenza di tumori aggressivi&#8221; nelle under 35</span></strong>. Un trend probabilmente legato alla diffusione di stili di vita poco sani, ipotizzano gli autori. Al lavoro hanno collaborato anche l&#8217;Istituto per le applicazioni del calcolo &#8216;Mauro Picone&#8217; del Cnr e l&#8217;Unità di Biostatistica, epidemiologia e sanità pubblica dell&#8217;università di Padova. L&#8217;analisi, basata su oltre 10 milioni di casi registrati nel database Seer (Surveillance, Epidemiology and End Results del National Cancer Institute Usa) tra il 2000 e il 2020 e relativa alla popolazione statunitense &#8211; riporta una nota &#8211; mostra <strong>un <span id="U11815519472SQF">incremento particolarmente rapido dell&#8217;incidenza di cancro al pancreas nelle donne tra i 18 e i 34 anni, con tassi di crescita quasi doppi rispetto agli uomini </span></strong>della stessa fascia di età. I dati indicano un tasso medio annuo di crescita del 9,37% tra le donne di età compresa tra i 18 e i 26 anni, rispetto al 4,43% tra gli uomini. Oltre al cancro al pancreas, si è registrato tra le giovani donne un aumento dei tassi di incidenza di altri tumori aggressivi, come quello gastrico, il mieloma e le neoplasie del colon-retto.</p>
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<div>Questa tendenza, secondo gli esperti, potrebbe essere spiegata da <strong><span id="U11815519472TkB">cambiamenti negli stili di vita delle nuove generazioni, con un aumento dell&#8217;esposizione precoce a fattori di rischio tipici della popolazione adulta</span></strong>, come obesità, diabete, eccessivo consumo di alcol e di sigarette. La crescita di questi tumori a esordio precoce richiede un&#8217;attenzione particolare da parte di ricercatori e medici, indirizzando ogni sforzo verso diagnosi precoce e terapie innovative. &#8220;I risultati della nostra ricerca &#8211; afferma Luca Cardone, ricercatore Ire e Cnr-Ibbc, responsabile e coordinatore dello studio &#8211; dimostrano che soprattutto negli ultimi 10 anni si è osservato un incremento generale dell&#8217;incidenza, tra i giovani, di alcuni tumori che presentano tassi di letalità elevati. Inoltre, i nostri studi rivelano una disparità di genere nei giovani sotto i 35 anni, con le donne che mostrano tassi di incidenza maggiori degli uomini per alcuni di questi tumori particolarmente aggressivi. Studi mirati sono attualmente in corso per indagare i trend di esposizione nei giovani adulti a fattori di rischio comuni per le neoplasie in aumento, come obesità, diabete, consumo di alcol e di sigarette&#8221;.</div>
</div>
</div>
<p class="art-text">&#8220;Alla luce di questi dati &#8211; sottolinea Gennaro Ciliberto, direttore scientifico Ire &#8211; è <span id="U11815519472a0B">fondamentale <strong>promuovere campagne di sensibilizzazione sui rischi associati a stili di vita non salutari </strong></span><strong>tra i giovani adulti</strong>, e considerare lo sviluppo di programmi di screening specifici per gruppi a rischio. Sebbene manchino ancora linee guida consolidate per la diagnosi precoce di tumori come quello pancreatico, soprattutto tra i giovani, una maggiore attenzione e consapevolezza dei sintomi potrebbe favorire la diagnosi precoce e migliorare significativamente gli esiti clinici di queste patologie aggressive&#8221;.</p>
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<div id="google_ads_iframe_/5966054,21738307588/Adnkronos/Adnkronos_intext_1__container__">Questi studi &#8211; conclude la nota &#8211; dimostrano quanto il sesso e il genere siano variabili chiave nella ricerca scientifica, per migliorare la precisione e l&#8217;equità delle cure. A questo proposito, è di recente pubblicazione sul &#8216;Journal of Personalized Medicine&#8217; il documento &#8216;Raccomandazioni per l&#8217;applicazione della medicina di genere nella ricerca preclinica, epidemiologica e clinica&#8217;, frutto del lavoro del gruppo Ricerca e innovazione dell&#8217;Osservatorio dedicato alla medicina di genere dell&#8217;Istituto superiore di sanità, coordinato da Marialuisa Appetecchia, in rappresentanza degli Irccs e responsabile dell&#8217;Endocrinologia oncologica Ire-Ifo.</div>
<div>(<em>Adnkronos)</em></div>
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		<title>Meno morti per tumori in Italia ma per i malati della Calabria crescono gli anni di vita persi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/meno-morti-per-tumori-in-italia-ma-per-i-malati-della-calabria-crescono-gli-anni-di-vita-persi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2024 13:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cala la mortalità per tumori in Italia, ma non al Sud dove si perdono più anni di vita per i tumori della mammella e del colon e i tassi di mortalità, che storicamente erano più bassi rispetto al Nord, ora sono paragonabili. Ed alcune regioni come la Calabria segnano risultati esigui nella lotta a queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cala la mortalità per tumori in Italia, ma non al Sud dove si perdono più anni di vita per i tumori della mammella e del colon e i tassi di mortalità, che storicamente erano più bassi rispetto al Nord, ora sono paragonabili. Ed alcune regioni come la Calabria segnano risultati esigui nella lotta a queste patologie. Lo afferma il primo rapporto del Gruppo di Lavoro su equità e salute nelle Regioni dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato oggi sul sito dell’Iss, secondo cui tra le cause c’è anche il minore ricorso agli screening: nelle aree dove si partecipa meno a questa forma di prevenzione, sottolineano gli autori, oltre ad avere una maggiore mortalità c’è anche un più alto l’indice di fuga, il numero cioè di pazienti costretto a spostarsi per potersi operare. Il gruppo, istituito dal presidente dell’Iss <strong>Rocco Bellantone</strong>, ha evidenziato che per il tumore della mammella e per il tumore del colon-retto, che rappresentano il 40% di tutte le diagnosi di tumore in Italia, sono forti le differenze regionali. “A questo rapporto, seguirà a breve, un lavoro simile sulle patologie cardiovascolari” afferma Bellantone. </p>
<p>In Italia, la mortalità per tumore della mammella dal 2001 al 2021 si è ridotta del 16%, ma con ritmi diversi nelle diverse aree del Paese: al Sud la riduzione di mortalità è stata inferiore rispetto a quanto osservato nel Nord (-6% contro -21%). In alcune Regioni del Sud, quali <strong>Calabria</strong>, Molise e Basilicata, si osservano addirittura degli incrementi rispettivamente pari al 9%, 6% e 0,8%. Anche per il tumore del colon gli andamenti sono simili: dal 2005 al 2021 risulta che nelle donne la mortalità si è ridotta di circa il 30% nelle aree del Nord (-29%) e del Centro (-27%) e molto meno al Sud (-14%). Il divario tra Nord e Sud risulta ancora più ampio fra gli uomini, dove la riduzione è stata pari a -33% nel Nord, -26% al Centro e solo -8% nel Meridione. La regione più critica è rappresentata dalla Calabria dove in 15 anni la riduzione è stata minima nelle donne (-2%) e praticamente nulla negli uomini (-0,9%). Per il tumore della mammella c’è stata una diminuzione progressiva degli anni di vita persi nelle regioni del Nord e in parte del Centro, ma, ed e’ questo il campanello d’allarme che preoccupa gli epidemiologi, le regioni del Sud non mostrano evidenti cambiamenti in questo parametro. </p>
<p>Ancora peggio va per il tumore del colon: il Sud mostra andamenti crescenti (quindi un aumento della mortalità prematura) in entrambi i sessi in contrasto con i valori del Nord e del Centro. La copertura totale dello screening mammografico disegna una chiara differenza Nord-Sud, ancora una volta a sfavore delle regioni meridionali con la percentuale di adesione che va dal 90% raggiunto in molte aree del Nord ad appena il 60% in alcune regioni meridionali. Ed infine ancora una conferma dell’importanza della diagnosi precoce. Nelle Regioni del Nord, dove la copertura di popolazione degli screening è elevata, la riduzione di mortalità per tumore della mammella tra il 2001 ed il 2021 è più forte (oltre il 35%) rispetto alle regioni del Sud.</p>
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		<title>Incidenza dei tumori in Calabria, Lo Schiavo: Appello presidente Iss Bellantone non cada nel vuoto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incidenza-dei-tumori-calabria-lo-schiavo-appello-presidente-iss-bellantone-non-cada-nel-vuoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 11:34:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Bellantone]]></category>
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		<category><![CDATA[Lo Schiavo]]></category>
		<category><![CDATA[Tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«La preoccupazione espressa nei giorni scorsi dal presidente dell&#8217;Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, rispetto all&#8217;incidenza dei tumori alla mammella e al colon retto nella nostra regione, va tenuta in estrema considerazione e niente affatto sottovalutata. Il presidente dell&#8217;Iss pone l&#8217;accento su quelle patologie tumorali per le quali la prevenzione è fondamentale. E rileva come, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«La preoccupazione espressa nei giorni scorsi dal presidente dell&#8217;Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, rispetto all&#8217;incidenza dei tumori alla mammella e al colon retto nella nostra regione, va tenuta in estrema considerazione e niente affatto sottovalutata. Il presidente dell&#8217;Iss pone l&#8217;accento su quelle patologie tumorali per le quali la prevenzione è fondamentale. E rileva come, dai dati elaborati dal gruppo di lavoro che monitora l&#8217;andamento della mortalità legata ai tumori nelle regioni italiane, in Calabria si ha un innalzamento di oltre il 20 per cento per il cancro alla mammella (a fronte di una riduzione a livello nazionale di circa il 20 per cento della mortalità), mentre per il retto, a fronte di una riduzione nazionale di circa il 20 per cento della mortalità, in Calabria ci fermiamo appena al 5 per cento». Lo afferma, in un comunicato stampa, il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo misto – Liberamente progressisti.</p>
<p> «Ho recentemente sollevato, anche attraverso un&#8217;interrogazione rivolta al presidente della Giunta e commissario alla sanità Roberto Occhiuto, la necessità di potenziare le Breast unit; di dare piena attuazione agli screening oncologici collo-utero, mammella e colon retto; di accelerare l&#8217;attuazione dei Molecolar Tumor Board e dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta) nonché l&#8217;istituzione di un numero verde usufruibile da pazienti, medici di medicina generale e strutture sanitarie. In particolare, come rileva Bellantone, è necessario insistere sulla prevenzione e sugli screening che in Calabria ancora sono molto residuali se si pensa che solo una donna su dieci partecipa agli screening regionali. Il tumore alla mammella oggi ha una sopravvivenza che raggiunge anche il 90 per cento nei casi presi in tempo, ricorda Bellantone. </p>
<p>Dunque emerge come la prevenzione sia un elemento decisivo e inderogabile per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Non posso, allora, non fare mia la proposta che viene dal presidente dell&#8217;Iss di creare in Calabria un polo d&#8217;eccellenza che possa attrarre professionisti medici anche attraverso incentivi economici e di carriera, in modo da richiamare le nostre migliori professionalità. La situazione sanitaria calabrese, nella sua estrema gravità, richiede sforzi e iniziative fuori dall&#8217;ordinario. Invito il presidente Occhiuto a riflettere seriamente su questa sollecitazione che proviene dalla massima espressione delle istituzioni sanitarie del nostro Paese che, peraltro, è un nostro conterraneo e dunque conosce estremamente bene il contesto e le sue ormai inderogabili necessità».</p>
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		<title>Tumori, una proteina alterata li fa crescere: sarà bersaglio per nuove cure</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tumori-una-proteina-alterata-li-fa-crescere-sara-bersaglio-per-nuove-cure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 12:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Nuove speranze contro il cancro da uno studio Italia-Usa firmato dai ricercatori dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia, guidato da Antonio Giordano, e dell&#8217;Istituto nazionale tumori di Napoli Fondazione Pascale. Il lavoro, pubblicato sulla rivista &#8216;Oncogene&#8217; (gruppo Nature) e coordinato da Luigi Alfano del Pascale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Nuove speranze contro il cancro da uno studio Italia-Usa firmato dai ricercatori dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine della Temple University di Philadelphia, guidato da Antonio Giordano, e dell&#8217;Istituto nazionale tumori di Napoli Fondazione Pascale. Il lavoro, pubblicato sulla rivista &#8216;Oncogene&#8217; (gruppo Nature) e coordinato da Luigi Alfano del Pascale, ha descritto un ruolo finora sconosciuto della proteina Cdk9 che il gruppo di Giordano ha scoperto nel 1994.  Nei malati di cancro l&#8217;espressione di Cdk9 è fortemente alterata e una sua particolare &#8216;versione&#8217; (l&#8217;isoforma 55) favorisce la crescita del tumore. Eliminandola attraverso le forbici molecolari Crispr/Cas9, gli autori hanno dimostrato che l&#8217;assenza di Cdk9-55 impatta negativamente su un meccanismo, detto di ricombinazione omologa, che riparando i danni al Dna permette alle cellule del cancro di sopravvivere e proliferare. In altre parole l&#8217;assenza di Cdk9, mutata nei tumori, aumenta la sensibilità delle cellule cancerose ai trattamenti chemioterapici.</p>
<p>&#8220;Abbiamo già generato una nuova generazione di inibitori&#8221; di Cdk9 &#8220;che andranno a potenziare quelli già esistenti e che stanno dando grandi risultati in clinica&#8221;, dichiara Giordano all&#8217;Adnkronos Salute.  Lo studio ha quindi evidenziato un nuovo ruolo di Cdk9 nella regolazione del riparo del Dna. &#8220;E&#8217; come se la proteina Cdk9&#8221;, quando è &#8216;sana&#8217;, &#8220;sorvegli il genoma della cellula per evitare la comparsa di errori nella sequenza genica &#8211; spiega Alfano, autore corrispondente dell&#8217;articolo &#8211; Di conseguenza, la sua alterazione all&#8217;interno dei tumori può essere importante per aumentare il carico mutazionale che è alla base della trasformazione e progressione tumorale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questa scoperta &#8211; commenta Giordano, responsabile del progetto di ricerca &#8211; ci permette di aggiungere un nuovo importante tassello alla comprensione di come le cellule scelgono i meccanismi di riparo favorendo la conservazione dell&#8217;informazione genetica e riducendo l&#8217;insorgenza di mutazioni predisponenti al cancro. Questo è un ottimo risultato, perché la descrizione del ruolo di Cdk9, gene scoperto da noi nel 1994, apre la strada alla generazione di nuovi inibitori farmacologici che potranno essere utilizzati sia in monoterapia che in combinazione con altri farmaci, già attualmente in uso, per potenziarne l&#8217;effetto antitumorale. Inoltre, questa scoperta apre la strada ad ulteriori studi per la valutazione di Cdk9 come possibile nuovo fattore predittivo della risposta a trattamenti farmacologici che agiscono sul riparo del Dna&#8221;. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Cura dei tumori, Bellantone (ISS): In Calabria minori possibilità di sopravvivere rispetto al Nord</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cura-dei-tumori-bellantone-iss-in-calabria-minori-possibilita-di-sopravvivere-rispetto-al-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 09:38:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Nord]]></category>
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		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Assurdo che vive in Calabria abbia meno possibilità di sopravvivere al cancro di un cittadino del nord Italia&#8221;. A due giorni dalla giornata mondiale contro il cancro, la 24esima dalla sua istituzione, il presidente dell&#8217;Istituto superiore di sanità, il calabrese Rocco Bellantone, pone l&#8217;attenzione sui divari esistenti fra i territori per quanto riguarda trattamenti, diagnosi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Assurdo che vive in Calabria abbia meno possibilità di sopravvivere al cancro di un cittadino del nord Italia&#8221;. A due giorni dalla giornata mondiale contro il cancro, la 24esima dalla sua istituzione, il presidente dell&#8217;Istituto superiore di sanità, il calabrese Rocco Bellantone, pone l&#8217;attenzione sui divari esistenti fra i territori per quanto riguarda trattamenti, diagnosi e risultati delle cure sul cancro. &#8220;Da uomo del meridione &#8211; ha precisato Bellantone &#8211; mi ferisce verificare che nel nostro stesso paese esistono discrepanze notevoli&#8221;. &#8220;Altro che articolo 32 della Costituzione &#8211; ha concluso il presidente dell&#8217;Istituto superiore di sanità &#8211; È necessario iniziare con un forte programma sugli stili di vita che parta dalle scuole elementari e che sicuramente porterà a risultati migliori: è infatti molto più facile convincere un bambino a non iniziare mai a fumare piuttosto che convincere un fumatore a smettere&#8221;.</p>
<p>Bellantone ha acceso il faro anche su aspetti più generali, in vista della Giornata Mondiale contro il Cancro che si celebra il 4 febbraio, nel Convegno nazionale &#8216;Close the Care Gap&#8217;, promosso dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità, Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione Aiom.  Non solo farmaci e strutture di eccellenza. Anche il grado di istruzione ha un peso nel percorso di cura di un paziente oncologico. In Italia circa un quarto delle morti per cancro è infatti riconducibile a bassi livelli di istruzione. Quasi 30mila (29.727) decessi oncologici nel 2019 nel nostro Paese, nella popolazione fra 30 e 84 anni, sono correlabili alla scarsa scolarità (22.271 morti negli uomini e 7456 nelle donne), come evidenziato in uno studio pubblicato sul Journal of Public Health. Tra i determinanti socioeconomici in grado di influire sulla mortalità da cancro rientra pertanto il livello del ciclo di studi, che spesso condiziona anche la successiva capacità di reddito.<br />
Va inoltre considerando che una diagnosi di cancro può causare ulteriori difficoltà economiche nei pazienti. È la cosiddetta tossicità finanziaria, che colpisce il 26% delle persone con neoplasia ed è legata a diversi fattori, tra cui i costi che i malati devono sostenere per recarsi nei luoghi di cura. Basti pensare che, nel 2022, quasi 28mila pazienti oncologici hanno cambiato Regione per curarsi, in particolare per un intervento chirurgico.</p>
<p>Nel 2023, in Italia, sono state stimate 395.000 nuove diagnosi di tumore. &#8220;Le persone con un alto livello di istruzione &#8211; afferma Saverio Cinieri, presidente Fondazione Aiom &#8211; dispongono di più strumenti per comprendere l&#8217;importanza della prevenzione, per interpretare le informazioni utili sui sintomi della malattia e per adottare comportamenti che possono influire sull’efficacia delle terapie. Da qui il tasso di mortalità per cancro più elevato nei cittadini meno istruiti&#8221;. La sedentarietà, ad esempio, presenta un gradiente sociale a svantaggio delle persone con maggiori problemi economici o bassa istruzione, fra le quali raggiunge il 43% rispetto al 25% dei cittadini che non vivono questa condizione. E l’obesità è pari al 17% fra gli individui con svantaggio sociale rispetto al 9% di chi non ne riferisce. Nel 2022, la prevalenza del fumo fra le persone con molte difficoltà economiche era pari al 37%, mentre fra chi non ha problemi finanziari la quota di fumatori è scesa dal 27% al 22% fra il 2008 e il 2022.  </p>
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		<item>
		<title>Tumori, dal 2000 boom casi nei giovani. Burioni: &#8220;Non sappiamo perché&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tumori-dal-2000-boom-casi-nei-giovani-burioni-non-sappiamo-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jan 2024 08:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[boom]]></category>
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		<category><![CDATA[Tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un dato inquietante: negli ultimi 20 anni si è registrato un netto aumento dell&#8217;incidenza di alcuni gravi tumori tra i giovani. E non sappiamo ancora il perché&#8221;. E&#8217; il commento a un servizio del &#8216;Wall Street Journal&#8217; postato sui social da Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all&#8217;università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tumori-dal-2000-boom-casi-nei-giovani-burioni-non-sappiamo-perche/">Tumori, dal 2000 boom casi nei giovani. Burioni: &#8220;Non sappiamo perché&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un dato inquietante: negli ultimi 20 anni si è registrato un netto aumento dell&#8217;incidenza di alcuni gravi tumori tra i giovani. E non sappiamo ancora il perché&#8221;. E&#8217; il commento a un servizio del &#8216;Wall Street Journal&#8217; postato sui social da Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all&#8217;università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che all&#8217;oncologia ha dedicato il suo ultimo libro &#8216;Match point &#8211; Come la scienza sta sconfiggendo il cancro&#8217;. Il cancro sta colpendo sempre più giovani negli Stati Uniti e in tutto il mondo, sconcertando i medici, si legge sul Wsj. Negli Usa, secondo dati federali, i tassi di diagnosi sono aumentati nel 2019 a 107,8 casi ogni 100mila persone under 50 anni, in crescita del 12,8% rispetto a 95,6/100mila del 2000. Anche uno studio apparso l&#8217;anno scorso su &#8216;Bmj Oncology&#8217; &#8211; ricorda il quotidiano &#8211; ha riportato un forte aumento globale dei tumori nelle persone sotto i 50 anni, con i tassi più alti in Nord America, Australia ed Europa occidentale. I medici stanno cercando di capire cosa li fa ammalare e come identificare i giovani ad alto rischio. Sospettano che i cambiamenti negli stili di vita &#8211; meno attività fisica, più alimenti ultra-processati, nuove tossine &#8211; abbiano aumentato il rischio per le generazioni più giovani.<br />
&#8220;I pazienti stanno diventando più giovani&#8221;, afferma Andrea Cercek che co-dirige un programma per pazienti con cancro gastrointestinale a esordio precoce presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, dove è stata curata Meilin Keen, una 27enne dalla cui vicenda parte l&#8217;articolo del Wsj. Nel giugno scorso Meilin stava studiando per l&#8217;esame di avvocato quando ha iniziato a vomitare sangue, scoprendo così di avere un cancro allo stomaco per il quale è stata operata. Cercek ritiene &#8220;probabile&#8221; che alla base del boom di tumori negli under 50 ci sia &#8220;qualche cambiamento ambientale, qualcosa nel nostro cibo, nei nostri farmaci o qualcosa che non abbiamo ancora identificato&#8221;.</p>
<p>Nel 2020 &#8211; prosegue il Wsj &#8211; la morte dell&#8217;attore Chadwick Boseman a 43 anni per cancro al colon ha acceso i riflettori sulla crescente prevalenza di questo tumore nelle persone sotto i 50 anni, un trend che già nel decennio precedente aveva allarmato gli oncologi. Gli esperti si resero conto presto che il fenomeno riguardava anche altre forme di cancro, dal tumore al pancreas a quello dell&#8217;appendice, dal cancro allo stomaco al tumore dell&#8217;utero. &#8220;Il cancro del colon-retto era il canarino nella miniera di carbone&#8221;, è la metafora usata da Timothy Rebbeck, epidemiologo dei tumori al Dana-Farber Cancer Institute di Boston.<br />
Il tasso di mortalità per cancro negli Stati Uniti è sceso di un terzo dal 1991 &#8211; rimarca il Wsj &#8211; grazie alla riduzione del fumo, a cure più efficaci e agli screening per la diagnosi precoce. Tuttavia l&#8217;aumento dei tumori a esordio precoce minaccia di frenare i progressi fatti nella lotta al cancro, anche se i tumori continuano a colpire molto più spesso gli anziani. Nel 2019 un quinto dei nuovi malati di cancro del colon-retto aveva meno di 55 anni, dato quasi raddoppiato rispetto al 1995. E i pazienti più giovani spesso ricevono la diagnosi quando il tumore è in fase avanzata, tanto che i tassi di mortalità per cancro del colon-retto tra gli over 65 stanno diminuendo, mentre crescono negli under 50.</p>
<p>&#8220;Stiamo vedendo sempre più giovani che contraddicono l&#8217;insegnamento classico secondo cui il cancro è una malattia dell&#8217;invecchiamento&#8221;, evidenzia Monique Gary, direttrice medica programma oncologico, Grand View Health Pennsylvania. Ma di fronte a un sintomo insolito, avere un tumore non è la prima paura di un ragazzo. Soffrendo fin da quando andava al liceo di bruciori allo stomaco e reflusso, e avendo assunto antiacidi per mesi mentre si preparava per l&#8217;esame di abilitazione, la stessa Meilin quando ha perso l&#8217;appetito e ha vomitato sangue inizialmente credeva di aver bevuto troppo caffè. E&#8217; andata al Pronto soccorso solo quando le si è oscurata la vista e si è sentita svenire. In ospedale i medici l&#8217;hanno stabilizzata e sottoposta a indagini, e quando uno di loro avanzò l&#8217;ipotesi di un batterio cancerogeno, Meilin quasi rise. &#8220;Non ho pensato mai al cancro finché non l&#8217;ho avuto&#8221;, confessa.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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