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	<title>striscione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 May 2026 20:03:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cosenza, 17enne cade e finisce al Pronto soccorso mentre steward tenta di levare striscione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Momenti di forte tensione si sono vissuti allo stadio &#8220;Marulla&#8221; di Cosenza durante l&#8217;evento di beneficenza la “Partita del cuore”, gara disputata tra gli studenti degli Istituti &#8220;Valentini&#8221; e &#8220;Fermi, il cui ricavato è stato devoluto all&#8217;Unicef. Nel momento in cui sugli spalti i ragazzi presenti hanno esposto uno striscione con la scritta &#8220;Guarascio vattene&#8220;, [&#8230;]</p>
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<p>Momenti di forte tensione si sono vissuti allo stadio &#8220;<em>Marulla</em>&#8221; di Cosenza durante l&#8217;evento di beneficenza la “<em>Partita del cuore</em>”, gara disputata tra gli studenti degli Istituti &#8220;<em>Valentini</em>&#8221; e &#8220;<em>Fermi</em>, il cui ricavato è stato devoluto all&#8217;<strong>Unicef</strong>. Nel momento in cui sugli spalti i ragazzi presenti hanno esposto uno striscione con la scritta &#8220;<strong>Guarascio vattene</strong>&#8220;, accompagnato da cori contro l&#8217;attuale patron del Cosenza e dell&#8217;amministratrice unica Rita Scalise, uno dei responsabili degli steward avrebbe tentato di impossessarsi dello striscione. Nella fase concitata del tentativo, per cause ancora tutte da chiarire, un <strong>17enne è caduto a terra</strong> ed è stato necessario l&#8217;intervento dei sanitari che gli hanno applicato un collare in attesa degli accertamenti avvenuti poi al Pronto soccorso dell&#8217;Annunziata.</p>
<p>Secondo quanto dichiarato a &#8216;<em>Gazzetta del Sud</em>&#8216; dalla <strong>madre del giovane</strong>: &#8220;<em>Mio figlio presenta un vistoso ematoma alla spalla, dovuto alla caduta. In seguito, è stato anche necessario un controllo in Pronto soccorso e la prognosi è di 10 giorni. Cosa è accaduto? Nella seconda parte della gara, i ragazzi hanno esposto uno striscione contro la società. Ci tengo a precisare che mio figlio, pur essendo d&#8217;accordo con il messaggio esposto sul lenzuolo, non è stato tra i fautori della scritta. Nonostante questo ha solidarizzato con i ragazzi presenti, manifestando un malcontento che non è solo dei giovani ma di tutta la città. D&#8217;altronde, uno striscione del genere lo abbiamo visto anche durante il passaggio del Giro d&#8217;Italia, non vedo quale problema potesse crearne uno esposto da studenti. Sono molto scossa anche io per ciò che è accaduto: credo che in questo modo si vada a sopprimere la libertà di opinione. <strong>Logicamente presenteremo denuncia ai carabinieri dopo quello che è accaduto</strong>. Poteva andare peggio&#8221;.</em></p>
<p>Sull&#8217;incresciosa vicenda è intervenuto con una nota anche il sindaco di Cosenza, <strong>Franz Caruso</strong>: “<em>Quanto verificatosi allo stadio durante una manifestazione sportiva riservata agli studenti</em> – ha affermato il primo cittadino – <em>non può essere sottovalutato, né archiviato come un episodio marginale. Quando un giovane finisce al Pronto Soccorso dopo momenti di tensione vissuti all’interno di uno stadio cittadino, è doveroso fermarsi a riflettere con grande senso di responsabilità. </em><em>Esprimo sincera vicinanza al ragazzo coinvolto e ai suoi familiari che hanno certamente vissuto momenti di particolare apprensione. <strong>Saranno, eventualmente, gli organi preposti a verificare con attenzione la dinamica dell’accaduto ed eventuali responsabilità</strong>. Quel che si è verificato, però, non ci esime dall’evidenziare il clima che da tempo si respira in città ed in tutta la provincia cosentina, attorno alle vicende del Cosenza Calcio e alla contestazione sempre più diffusa nei confronti della proprietà e dei vertici societari. <strong>Quel che più sorprende nella vicenda verificatasi durante una innocente partita di calcio tra studenti è il tentativo di soffocare un dissenso democratico affidato ad uno striscione che si voleva a tutti i costi rimuovere</strong>. È evidente che il rapporto ormai deteriorato con la tifoseria organizzata stia producendo effetti che travalicano l’ambito sportivo, incidendo sul clima sociale e civile della nostra comunità e lo testimonia una volta di più quanto si è verificato addirittura nel contesto sportivo di un torneo studentesco.</em></p>
<p><em><strong>Proprio per questo è necessario che attorno al Cosenza calcio e alle sue diverse componenti si recuperino senso di responsabilità, confronto civile e rispetto reciproco</strong>. La passione dei tifosi rappresenta un patrimonio della città e non può trasformarsi in terreno di tensione permanente o di esasperazione sociale. Ritengo del tutto evidente che la vicenda del Cosenza calcio coinvolga non soltanto l’aspetto sportivo, ma anche il sentimento collettivo di un’intera comunità che oggi vive un clima di forte esasperazione, polemiche e divisioni che rischia di compromettere ulteriormente la serenità e la coesione sociale della nostra città. <strong>Ecco perché è necessario compiere ogni sforzo e ogni azione utile affinché si esca da questa situazione di incertezza</strong>, in maniera tale da rasserenare gli animi e da indurre chi detiene la guida societaria a trarre le dovute conclusioni”.</em></p>
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		<title>Espose striscione contro violenza a donne, multata associazione nel Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/espose-striscione-contro-violenza-a-donne-multata-associazione-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 13:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Sant'Onofrio]]></category>
		<category><![CDATA[striscione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si torna a parlare del caso dello striscione contro la violenza sulle donne rimosso per ordine del sindaco di Sant&#8217;Onofrio, nel Vibonese, episodio che suscitò un certo clamore soprattutto perché si verificò nel periodo dell&#8217;omicidio di Giulia Cecchettin. Adesso, per i componenti dell&#8217;associazione &#8216;Bubini Aps&#8217; che lo aveva prodotto ed esposto, infatti, è arrivata una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si torna a parlare del caso dello striscione contro la violenza sulle donne rimosso per ordine del sindaco di Sant&#8217;Onofrio, nel Vibonese, episodio che suscitò un certo clamore soprattutto perché si verificò nel periodo dell&#8217;omicidio di Giulia Cecchettin.<br />
Adesso, per i componenti dell&#8217;associazione &#8216;Bubini Aps&#8217; che lo aveva prodotto ed esposto, infatti, è arrivata una sanzione comunale di oltre 300 euro per violazione del codice della strada.</p>
<p>Il fatto avvenne lo scorso 25 novembre in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, quando un gruppo di persone, appartenenti all&#8217;associazione che ha sede nella cittadina calabrese espose lo striscione con la scritta &#8220;Proteggi tua figlia, educa tuo figlio&#8221;. In poco tempo, però, il manifesto venne rimosso dall&#8217;amministrazione comunale di Sant&#8217;Onofrio a causa, scrisse l&#8217;associazione, di motivazioni &#8220;storiche ed estetiche&#8221;.<br />
&#8220;Siamo fuorilegge &#8211; fa sapere l&#8217;associazione Bubini Aps sui social &#8211; per aver sostenuto una causa importantissima come quella contro la violenza di genere. Lo siamo anche per aver seguito alla lettera le indicazioni dateci da un importante componente della nostra amministrazione. E come si sa, i fuorilegge vanno puniti. Siamo stati anche definiti ignoranti, perché la legge, giustamente, non ammette ignoranza. Quindi, in sintesi, siamo fuorilegge e ignoranti per aver seguito indicazioni da chi ci accusa di esserlo. Qualcosa non torna&#8221;.</p>
<p>&#8220;Né una multa, né il capriccio di qualcuno &#8211; fanno sapere dall&#8217;associazione Bubini Aps &#8211; ci fermeranno. Noi agiremo sempre in buona fede e per il bene del nostro paese, continuando ad organizzare tutto ciò che le nostre possibilità ci permettono di fare&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Striscione ricordo Falcone e Borsellino al Tribunale di Lamezia Terme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/striscione-ricordo-falcone-e-borsellino-al-tribunale-di-lamezia-terme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 07:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone e Borsellino]]></category>
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		<category><![CDATA[Tribunale di Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi ad accogliere chi entra nel Palazzo di Giustizia di Lamezia Terme ci sarà uno striscione che ricorda Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A srotolarlo i ragazzi che hanno partecipato all&#8217;estate della parrocchia di San Giuseppe Artigiano presenti all&#8217;iniziativa voluta dai magistrati insieme al parroco don Fabio Stanizzo ed al viceparroco don Francesco Benvenuto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi ad accogliere chi entra nel Palazzo di Giustizia di Lamezia Terme ci sarà uno striscione che ricorda Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. A srotolarlo i ragazzi che hanno partecipato all&#8217;estate della parrocchia di San Giuseppe Artigiano presenti all&#8217;iniziativa voluta dai magistrati insieme al parroco don Fabio Stanizzo ed al viceparroco don Francesco Benvenuto. Una posizione, ha detto il presidente del tribunale Giovanni Garofalo, non casuale &#8220;perché chi entra sappia che chiunque al suo interno esercita fino alla fine il suo ruolo. Falcone e Borsellino non sono stati gli unici colleghi morti per mano della mafia. Anche il nostro territorio ha avuto i suoi morti come il giudice Ferlaino, ma anche l&#8217;avvocato Francesco Pagliuso&#8221;. Quindi, ha ricordato i morti su lavoro dei quali, spesso, si dimenticano anche i nomi.</p>
<p>Per il procuratore Salvatore Curcio, &#8220;tanti, troppi, sono stati i magistrati assassinati. Tra questi il giudice Francesco Ferlaino ed il giudice Antonino Scopelliti&#8221; con questo correggendo una &#8220;informazione farlocca che qualcuno ha dato durante una manifestazione a Lamezia dicendo che la Calabria non ha avuto magistrati uccisi e facendo passare il messaggio che qui c&#8217;è una magistratura di secondo ordine. Non è vero. I caduti nell&#8217;adempimento del dovere non hanno bandiere ed etichette e non possono essere catalogati anche secondo la latitudine&#8221;. Per il procuratore, inoltre, &#8220;non c&#8217;è giustizia senza verità e la verità è una sola. Sono morti per noi, per i giusti e gli ingiusti ed anche per i loro carnefici. Bisogna onorarli facendo ogni giorno il nostro dovere. A voi ragazzi dico che la vostra presenza rappresenta la giusta motivazione per tutti noi, qualunque cosa accada&#8221;.<br />
Il vescovo, mons. Serafino Parisi, partendo dal brano del Vangelo riguardante il &#8220;porgere l&#8217;altra guancia&#8221;, ha sottolineato che dietro vi è un atteggiamento &#8220;positivo. Chi è malvagio ha bisogno di una lezione alternativa perché rispondere con la violenza significherebbe diventare come lui. Nell&#8217;offerta della guancia vi è uno stile diverso. Siamo qui a ricordare Falcone e Borsellino, il loro esempio, non quello del malvagio. Su questo dobbiamo impegnarci come Chiesa lametina sentendoci corresponsabili&#8221;.</p>
<p>Da qui la sollecitazione a &#8220;rifertilizzare il territorio come fa il contadino che, dopo aver lavorato la terra, utilizza terra buona che è capace di rendere fertile anche il deserto&#8221;. Non meno importante, poi, l&#8217;umanizzazione nei gesti che compiamo: &#8220;Siamo chiamati &#8211; ha aggiunto mons. Parisi &#8211; a riumanizzare la storia, i rapporti, le relazioni&#8221;. Ed in questo contesto la parrocchia può svolgere un ruolo importante facendo comprendere che &#8220;c&#8217;è una logica che va al di là del profitto&#8221; ponendo al centro delle relazioni l&#8217;amore. &#8220;Al di là della morte che è il punto più alto &#8211; ha concluso monsignor Parisi &#8211; Falcone e Borsellino hanno messo semplicemente umanità nella loro professione, nella loro azione<br />
e la giustizia divina altro non è che la umanizzazione della giustizia&#8221;. Presente all&#8217;incontro anche il sindaco Paolo Mascaro che ha evidenziato che &#8220;oggi qui c&#8217;è il presente ed il futuro che parte dal ricordo del passato&#8221;. Quindi, nel ringraziare don Fabio &#8220;per quello che fate come parrocchia con i ragazzi&#8221; si è rivolto a questi ultimi dicendo che &#8220;in questo Palazzo bisognerebbe entrare il meno possibile. Oggi è giusto ricordare chi ha dato la vita per ideali altissimi sapendo di rischiare la vita&#8221;, ma è &#8220;altrettanto giusto ricordare anche i due netturbini uccisi che dopo oltre trenta anni chiedono ancora giustizia&#8221;. A portare i saluti dell&#8217;ordine degli avvocati, è stata il presidente Dina Marasco, che, nel ricordare i tragici momenti di trenta anni fa, ha detto che &#8220;la mafia è altro da noi. La incontriamo ogni giorno &#8211; ha aggiunto &#8211; ed è lì che ognuno di noi deve scegliere da che parte stare&#8221;. Infine, ha rivolto un pensiero agli avvocati Francesco Pagliuso e Torquato Ciriaco, anch&#8217;essi vittime della criminalità. Presente, tra gli altri, il presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme, Giancarlo Nicotera ed il giudice Alessia Iavazzo. <em>(Fonte: Ansa)</em></p>
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		<item>
		<title>Diamante: esposto striscione di solidarietà alle donne e al popolo  afgano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/diamante-esposto-striscione-di-solidarieta-alle-donne-e-al-popolo-afgano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 07:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Diamante]]></category>
		<category><![CDATA[Diamante]]></category>
		<category><![CDATA[popolo afgano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato esposto sulla facciata principale del Palazzo di Città uno striscione di solidarietà alle donne e al popolo afgano ispirato al murale di Cristina Paladino,  realizzato nel corso della prima operazione murales del 1981. Il gesto simbolico di vicinanza agli afgani era stato deciso nell’ambito di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale dello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato esposto sulla <strong>facciata principale del Palazzo di Città</strong> uno striscione di solidarietà alle donne e al popolo afgano ispirato al murale di Cristina Paladino,  realizzato nel corso della prima<strong> operazione murales del 1981</strong>. Il gesto simbolico di vicinanza agli afgani era stato deciso nell’ambito di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale dello scorso 27 agosto, e presentata  su iniziativa del Presidente del Consiglio comunale, Francesco Bartalotta e dei due Capigruppo consiliari, Antonio Cauteruccio (Uniti per TE) e Marcello Pascale (Diamante e Cirella #Siamo Voi).</p>
<p>Con la mozione congiunta dei tre proponenti il Consiglio Comunale ha inteso esprimere <strong>solidarietà alle donne e al popolo afgano</strong>, che con la ripresa del potere da parte del regime talebano, vede nuovamente messa a repentaglio la concezione democratica per la tutela e la difesa dei diritti umani e di pensiero. La mozione, com’era stato sottolineato in una precedente nota, si richiamava alla cultura e all’arte, prendendo spunto dalla ricorrenza dei <strong>40 anni dalla prima operazione murales nella cittadina tirrenica</strong>, richiamandosi alla riproduzione del murale, poi, come detto, riprodotto sullo striscione esposto sulla facciata del Comune, e sito in Via XXIV Maggio, realizzato nel 1981 dall’artista Cristina Paladino l’opera raffigura un grande spazio oscuro che avvolge delle donne.</p>
<p>La riproduzione del dipinto è accompagnato da un messaggio in lingua pashtu di “<strong>solidarietà alle donne e al popolo afgano</strong>” insieme al logo del Comune di Diamante e alla bandiera dello stato dell’Afghanistan. Ricordiamo che nel corso dello stesso Consiglio Comunale era stata approvato la proposta del Consigliere con delega alle Pari Opportunità Roberta Marra, di  <strong>portare un aiuto concreto  alla popolazione afgana</strong>, promuovendo,  attraverso il sito istituzionale del Comune di Diamante (www.comune-diamante.it),  alcune organizzazioni non profit che operano sul campo e in favore degli uomini,  delle donne e dei bambini coinvolti nella tragedia che vive l&#8217;Afghanistan.</p>
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		<item>
		<title>Il Comune di Cinquefrondi espone striscione per i casi di Regeni e Zaki</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-comune-di-cinquefrondi-espone-striscione-per-i-casi-di-regeni-e-zaki/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 15:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[striscione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI &#8211; Il Comune di Cinquefrondi ricorda le vicende di Giulio Regeni e George Zaki. Sulla facciata della casa comunale compare infatti da oggi uno striscione con cui si chiede la verità per Giulio Regeni e la libertà per George Zaki. &#8220;Due eroi e martiri del nostro tempo &#8211; si afferma in una nota del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI &#8211; Il Comune di Cinquefrondi ricorda le vicende di Giulio Regeni e George Zaki. Sulla facciata della casa comunale compare infatti da oggi uno striscione con cui si chiede la verità per Giulio Regeni e la libertà per George Zaki.<br />
&#8220;Due eroi e martiri del nostro tempo &#8211; si afferma in una nota del Comune &#8211; che non possono essere dimenticati e che devono appartenere ai valori e alle coscienze di tutti gli uomini liberi. Crediamo quanto mai necessario far sentire la nostra voce insieme a tutto il Consiglio comunale che, all&#8217;unanimità, ha approvato un ordine del giorno sul tema. Sentiamo quel senso di dovere per la giustizia, di rispetto della Costituzione scritta col sangue di migliaia di uomini e di donne, della necessità di sentirci uniti a tutto il popolo italiano che deve trovare la forza di gridare con voce forte la richiesta di libertà per Zaki e di dignità della memoria di Regeni. Ovunque essi siano e contro ogni sorta di tortura e di limitazione della libertà di pensiero. Una città dei diritti, come vuole essere Cinquefrondi, non poteva non intraprendere anche questa comune battaglia di dignità e rispetto per i nostri connazionali&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-comune-di-cinquefrondi-espone-striscione-per-i-casi-di-regeni-e-zaki/">Il Comune di Cinquefrondi espone striscione per i casi di Regeni e Zaki</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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