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	<title>stipendio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Dec 2024 15:24:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>E&#8217; bufera sull&#8217;emendamento della maggioranza per aumento stipendio ai ministri non parlamentari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/e-bufera-sullemendamento-della-maggioranza-per-aumento-stipendio-ai-ministri-non-parlamentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 15:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aumento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua a far discutere l’emendamento alla manovra, presentato in Commissione Bilancio, che prevede un incremento degli stipendi per 17 membri del governo non eletti in Parlamento: otto ministri e undici tra viceministri e sottosegretari. I capi di dicastero a beneficiarne sarebbero quindi Abodi, Calderone, Crosetto, Giuli, Locatelli, Piantedosi, Schillaci, Valditara. Il ‘ritocco retributivo’ – circa 7.193 euro al mese, oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a far discutere l’emendamento alla manovra, presentato in Commissione Bilancio, che prevede un <strong>incremento degli stipendi per 17 membri del governo</strong> non eletti in Parlamento: <strong>otto ministri e undici tra viceministri e sottosegretari</strong>. I capi di dicastero a beneficiarne sarebbero quindi <strong>Abodi, Calderone, Crosetto, Giuli, Locatelli, Piantedosi, Schillaci, Valditara</strong>. Il ‘ritocco retributivo’ – circa <strong>7.193 euro al mese, oltre a 1.200 euro annui per spese di viaggio</strong> – punta a equiparare le loro retribuzioni a quelle dei colleghi parlamentari. Ma l’iniziativa, definita dall’opposizione come un <strong>“regalo di Natale” </strong>per pochi privilegiati, ha acceso le polemiche.</p>
<h3 id="h-le-posizioni-di-crosetto-e-valditara" class="wp-block-heading"><strong>LE POSIZIONI DI CROSETTO E VALDITARA</strong></h3>
<p>Mentre diversi esponenti governativi restano in silenzio, alcuni ministri hanno deciso di commentare. Il ministro della Difesa, <strong>Guido Crosetto</strong>, ha risposto in maniera diretta: “Mi è indifferente, ma quei parlamentari che criticano queste cifre mi fanno sorridere”. Crosetto ha aggiunto: “Chi rappresenta il popolo italiano deve essere tutelato anche economicamente, ma non sono stato io a chiedere questo emendamento”. Di opinione diversa è il ministro dell’Istruzione, <strong>Giuseppe Valditara</strong>, che ha scelto di non usufruire dell’aumento: “Non intendo utilizzare questa opportunità”. Anche il ministro dello Sport, <strong>Andrea Abodi</strong>, (uno dei potenziali destinatari della misura) ha espresso una posizione personale, definendo il tema tutt’altro che indifferente, ma preferendo non alimentare ulteriormente la polemica.</p>
<h3 id="h-dure-le-opposizioni" class="wp-block-heading"><strong>DURE LE OPPOSIZIONI</strong></h3>
<p>Dal fronte delle opposizioni, le critiche sono durissime. Tuona la segretaria del Pd, Elly Schlein: “Mentre con una mano aumentano gli stipendi ai ministri, con <strong>l’altra bloccano il salario minimo. </strong>Che non si dica che questo Governo non sa scegliere le priorità…”. “Il presidente del Senato, Ignazio La Russa- ha proseguito Schelin- ha detto di ‘aver sentito’ che il salario minimo danneggerebbe 20 milioni di lavoratori. Ma sentito da chi? La Russa esca dalle chat di fake news di Trump e Musk”.  <strong>Giuseppe Conte</strong> accusa la maggioranza di “gettare la maschera”, evidenziando l’apparente paradosso tra l’aumento degli stipendi per pochi e il rifiuto di misure più popolari, come l’aumento delle pensioni minime. “In che mondo vivono?” ha tuonato il leader dei Cinque Stelle. Il Co-Portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, <strong>Angelo Bonelli</strong>: “Il governo Meloni, con il favore delle tenebre, riscrive la manovra economica aumentando lo stipendio ai ministri e regalando alle società di distribuzione dell’energia elettrica la proroga della concessione per altri 40 anni: una vera beffa se si considera che le gare ci sarebbero dovute fare nel 2025”.</p>
<h3 id="h-la-posizione-di-palazzo-chigi" class="wp-block-heading"><strong>LA POSIZIONE DI PALAZZO CHIGI</strong></h3>
<p>A complicare il quadro, l’assenza di una posizione ufficiale da parte di Palazzo Chigi, che avrebbe preferito evitare un simile clamore mediatico. Secondo fonti vicine al governo, l’emendamento non sarebbe stato ideato dalla <strong>Presidenza del Consiglio, ma frutto di una spinta parlamentare. </strong>Alcuni ministri avrebbero appreso della misura direttamente dai giornali, sottolineando come<strong> l’argomento non sia mai stato discusso in Consiglio dei Ministri. </strong>Fonti del Ministero dell’Economia hanno confermato che il tema era in discussione da tempo, descrivendo la soluzione adottata come “la meno dispendiosa”. Tuttavia, il clima di incertezza e la pressione mediatica potrebbero spingere il Governo a valutare un possibile ritiro o una revisione dell’emendamento.<br />
(<em>Fonte Agenzia DIRE-www.dire.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Tavernise (M5S) denuncia: Regione Calabria non paga i giovani medici in corsia dal primo novembre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tavernise-m5s-denuncia-regione-calabria-non-paga-i-giovani-medici-in-corsia-dal-primo-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 13:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
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		<category><![CDATA[Tavernise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono in corsia dal primo novembre 2023 i giovani medici che hanno aderito alle borse di specializzazione in Medicina finanziate dalla Regione Calabria con 12 milioni di euro. Ma fino ad oggi non hanno ancora ricevuto il primo stipendio e non hanno neanche firmato il contratto. Una vergogna tutta calabrese che la dice lunga sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono in corsia dal primo novembre 2023 i giovani medici che hanno aderito alle borse di specializzazione in Medicina finanziate dalla Regione Calabria con 12 milioni di euro. Ma fino ad oggi non hanno ancora ricevuto il primo stipendio e non hanno neanche firmato il contratto. Una vergogna tutta calabrese che la dice lunga sul modus operandi della Regione a guida Occhiuto&#8221;. Parole di Davide Tavernise, Consigliere Regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle.</p>
<p>&#8220;Gli specializzandi si sono impegnati a lavorare in Calabria almeno per i primi 3 anni dopo i 4 di specializzazione, cercando di bloccare la costante emorragia di competenze e voglia di fare verso Regioni che hanno organizzazioni sanitarie più solide e soprattutto organizzate. Regioni che di solito poi riescono a trattenere a vita i medici che trovano condizioni di lavoro più vantaggiose, pur dovendo abbandonare la propria terra e i propri affetti&#8221; &#8211; prosegue Tavernise.</p>
<p>&#8220;Sono sicuro che queste modalità di azione non conferiscano il giusto avvio di prospettiva per questi ragazzi che iniziano a fare i conti da subito con lo sfacelo delle nostre aziende sanitarie. Quello che altrove sarebbe impensabile da noi diventa la triste realtà:  come per l&#8217;appunto far lavorare i giovani medici in corsia senza uno straccio di contratto, al pari dei lavoratori in nero, degli invisibili. Vogliamo pensare si tratti di un mero disguido burocratico ma chiediamo al commissario ad acta della Sanità, nonché presidente della Giunta Regionale, Roberto Occhiuto, di sbloccare immediatamente questa incresciosa situazione e renderla degna per giovani professionisti che, con coraggio e dedizione, hanno deciso di impegnarsi nella nostra Calabria&#8221;- conclude il Consigliere regionale M5S. </p>
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		<item>
		<title>Lavoro: 400 lavoratori catena di supermercati attendono pagamento stipendi e tfr, sit in a Cosenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lavoro-400-lavoratori-catena-di-supermercati-attendono-pagamento-stipendi-e-tfr-sit-in-a-cosenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Nov 2021 10:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[sit-in]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Sono circa quattrocento &#8211; tra Calabria e Sicilia &#8211; i lavoratori di una catena di supermercati in attesa delle retribuzioni di ottobre 2021 e delle spettanze di fine rapporto, dopo il passaggio di proprietà tra società. I sindacati chiedono l&#8217;intervento del Tribunale di Messina, per il tramite dei Commissari Giudiziali e una necessaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosenza &#8211; Sono circa quattrocento &#8211; tra Calabria e Sicilia &#8211; i lavoratori di una catena di supermercati in attesa delle retribuzioni di ottobre 2021 e delle spettanze di fine rapporto, dopo il passaggio di proprietà tra società.</p>
<p>I sindacati chiedono l&#8217;intervento del Tribunale di Messina, per il tramite dei Commissari Giudiziali e una necessaria chiarezza per l&#8217;individuazione certa e definitiva su quale, delle aziende coinvolte, ricade l&#8217;obbligo della retribuzione e contribuzione delle giornate che intercorrono tra la chiusura dei punti vendita da parte di Like Sicilia Srl e la relativa presa in carico da parte di Medial Franchising Srl.<br />
Stamani sit-in di una rappresentanza dei lavoratori davanti la Prefettura di Cosenza. &#8220;Una bagarre giudiziaria che si ripercuote esclusivamente sui lavoratori e che deve essere risolta a breve&#8221; ha spiegato Annalisa Assunto, della Filcams Cgil Cosenza. </p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Cgil all&#8217;attacco della Sacal: lavoratori non possono pagare crisi liquidità della società</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cgil-allattacco-della-sacal-lavoratori-non-possono-pagare-crisi-liquidita-della-societa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 13:53:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La situazione di crisi di liquidità della Sacal non può assolutamente mettere i lavoratori nella condizione di non percepire lo stipendio di giugno, anche perché hanno già subito una pesante decurtazione dovuta alla cassa integrazione che, per altro, sono ancora in attesa di ricevere dal mese di marzo&#8221;. Lo scrive la Segreteria regionale Filt-CGIL Calabria. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La situazione di crisi di liquidità della Sacal non può assolutamente mettere i lavoratori nella condizione di non percepire lo stipendio di giugno, anche perché hanno già subito una pesante decurtazione dovuta alla cassa integrazione che, per altro, sono ancora in attesa di ricevere dal mese di marzo&#8221;. Lo scrive la Segreteria regionale Filt-CGIL Calabria.</p>
<p>&#8220;Le Organizzazioni sindacali &#8211; aggiunge &#8211; durante la riunione hanno ribadito che non avrebbero firmato alcun accordo per la cassa integrazione proprio perché i dati sull’operatività degli scali sono già al 65% rispetto al mese di giugno 2019, con previsione di arrivare ad oltre l’80% nelle prossime settimane. In sostanza, l’incontro con l’Azienda dello scorso 22 giugno è stato praticamente inutile perché nessuna soluzione al problema finanziario è stata prospettata alle Organizzazioni sindacali. Ribadiamo la nostra richiesta rispetto ai dati certi di ripresa dell’operativa degli scali: assunzione degli stagionali da circa due anni senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e passaggio da part-time a full-time dei dipendenti della Sacal SpA che hanno già dovuto sostenere gran parte del peso della crisi Covid&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma su una cosa vogliamo essere chiari- prosegue la nota. La Filt-Cgil non assumerà il ruolo di utile idiota. La prima considerazione è relativa alla mancanza di volontà del Presidente De Metrio di incontrare le Organizzazioni Sindacali che più volte ne hanno fatto richiesta vista la gravità della crisi. Il Presidente non abbia timore di incontrarci perché non abbiamo malattie infettive ma siamo portatori sani di democrazia a salvaguardia del lavoro. Allo stesso tempo abbiamo inoltrato urgente richiesta di incontrare il Presidente ff della Regione e l’Assessore ai trasporti per capire la posizione dell’Ente nel doppio ruolo di socio e di massima espressione istituzionale. Chi ha taciuto fino adesso la situazione finanziaria della Sacal se ne deve assumere tutte le responsabilità. Quali sono i veri motivi di questa situazione? Si informino dunque le Organizzazoni sindacali e i calabresi sulla reale situazione e sulle scelte che i singoli soci vogliono assumere&#8221;- conclude Filt-CGIL Calabria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Regione, protesta dipendenti Corap: a Crotone 16 lavoratori saliti su tetto Agenzia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regione-protesta-dipendenti-corap-a-crotone-16-lavoratori-su-tetto-agenzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 14:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Corap]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono senza stipendio da sette mesi e per questo alcuni dei 16 dipendenti del Consorzio regionale attività produttive di Crotone sono saliti sul tetto dell&#8217;edificio che ospita la sede dell&#8217;agenzia regionale. Una situazione di difficoltà, quella del Corap, a livello regionale che va avanti da anni e che non ha trovato soluzioni. La Regione, nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono senza stipendio da sette mesi e per questo alcuni dei 16 dipendenti del Consorzio regionale attività produttive di Crotone sono saliti sul tetto dell&#8217;edificio che ospita la sede dell&#8217;agenzia regionale. Una situazione di difficoltà, quella del Corap, a livello regionale che va avanti da anni e che non ha trovato soluzioni.</p>
<p>La Regione, nel 2016, ha avviato una fusione tra le cinque Aree di sviluppo industriale e arrivato la procedura di liquidazione che, però, nel febbraio 2021 è stata dichiarata nulla.<br />
I dipendenti della sede di Crotone, spiegano, hanno &#8220;inscenato la protesta dopo l&#8217;ennesima promessa non mantenuta sul pagamento degli stipendi&#8221;. Attualmente vantano un credito di 7 stipendi. La situazione economica è drammatica e l&#8217;agenzia non è neppure in possesso del Durc per poter avere i pagamenti da parte della pubblica amministrazione o delle società a partecipazione pubblica. Il Corap di Crotone, che gestisce il depuratore industriale, per questo motivo non può ricevere il pagamento del servizio svolto per Syndial per smaltire le acque della falda contaminata e dal Comune di Crotone per la rete fognaria delle contrade nord. Il Corap Crotone gestisce anche le condotte per l&#8217;acqua potabile per la città capoluogo di provincia.</p>
<p>&#8220;Siamo ormai stanchi dei rinvii e delle continue riunioni inconcludenti &#8211; dicono gli impiegati del Corap Crotone -. La politica intervenga subito spostando i dipendenti e le funzioni in altri enti regionali. Noi siamo pronti ad azioni eclatanti&#8221;. La protesta è terminata dopo circa un&#8217;ora in attesa di notizie dalla riunione sindacale in corso a Lamezia Terme. </p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dipendenti Rsa rifiutano vaccino: niente stipendio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dipendenti-rsa-rifiutano-vaccino-niente-stipendio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 11:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Rsa]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ la decisione di un Giudice nei confronti di 10 operatori di una Rsa che avevano rifiutato la somministrazione.  Il giudice di Belluno, Anna Travia, ha respinto le richieste di 2 infermieri e 8 operatori sociosanitari che avevano rifiutato di sottoporsi alla somministrazione della dose lo scorso febbraio e che per questo erano stati sospesi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ la decisione di un Giudice nei confronti di <strong>10 operatori di una Rsa</strong> che avevano <strong>rifiutato la somministrazione</strong>.  Il giudice di Belluno, Anna Travia, ha respinto le richieste di <strong>2 infermieri </strong>e<strong> 8 operatori</strong> sociosanitari che avevano rifiutato di sottoporsi alla somministrazione della dose lo scorso febbraio e che per questo erano stati sospesi dal lavoro.<br />
I dieci sanitari lavoravano in due differenti case di riposo del Bellunese e, al rifiuto della somministrazione del vaccino, erano stati <strong>messi in ferie forzate</strong> dalle direzioni delle Rsa dichiarandoli  &#8220;<strong>inidonei al servizio</strong>&#8221; e per questo <strong>allontanati dal posto di lavoro e senza percepire stipendio</strong>.<br />
Il ricorso al Tribunale è stato pressoché immediato ma la risposta è stata tutt’altro che positiva per loro:<strong> sono &#8220;insussistenti&#8221; le ragioni dei ricorrenti</strong> “<strong>è ampiamente nota l&#8217;efficacia del vaccino</strong> nell&#8217;impedire l&#8217;evoluzione negativa della patologia causata dal virus come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire delle dosi, quali il personale sanitario, gli ospiti delle rsa e i cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui&#8221;.</p>
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