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	<title>sorella Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Sep 2025 11:13:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Mia sorella Isabel morta per ritardi nella diagnosi e cure: lo straziante racconto della sorella Ida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 11:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ida]]></category>
		<category><![CDATA[Isabel Desirè Porco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Resta l&#8217;alta la commozione ma anche lo sgomento per la morte, a soli 16 anni, di Isabel Desirè Porco, la studentessa che si è sentita male al liceo scientifico &#8216;Pitagora&#8217; di Rende e, deceduta, dopo una serie di passaggi sanitari al Policlinico ‘Gemelli’ di Roma,a causa di un&#8217;emorragia cerebrale. Dopo le toccanti parole del papà, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Resta l&#8217;alta la commozione ma anche lo sgomento per la morte, a soli 16 anni, di <strong>Isabel Desirè Porco</strong>, la studentessa che si è sentita male al liceo scientifico &#8216;Pitagora&#8217; di Rende e, deceduta, dopo una serie di passaggi sanitari al Policlinico ‘Gemelli’ di Roma,a causa di un&#8217;emorragia cerebrale. Dopo le toccanti parole del papà, adesso anche la sorella <strong>Ida</strong> ha voluto ricordare tutte le drammatiche fasi della tragedia:<br />
&#8220;Mi ha chiamata quel giorno (<em>il 18 settembre</em>) alle 11:52 dicendomi che stava poco bene e chiedendomi se potessi andare a prenderla perché accusava inattività di entrambi gli arti destri (<em>gamba e braccio</em>). Sono arrivata a scuola e Isabel capiva poco, non era in grado di muoversi se non dopo essere chiamata e stimolata in qualche modo. Sono passati i primi quindici minuti in classe, dove è stata soccorsa da un’<strong>ambulanza priva di medico e infermiere a bordo</strong>. Durante il tragitto mia sorella ha vomitato più volte ed io ho dovuto sorreggerle la testa. Stava morendo davanti ai miei occhi e loro mi rassicuravano dicendo: &#8216;Tranquilla, <strong>è solo un attacco di panico</strong>, la ragazza sta bene&#8217;. Arriviamo al <strong>pronto soccorso</strong> e mia sorella entra <strong>in codice giallo</strong>. Abbiamo perso altro tempo per compilare la cartella clinica. Successivamente entriamo in pediatria, dove la diagnosi cambia: &#8216;Un <strong>inizio di crisi epilettica</strong>&#8216;. Anche lì il tempo scorreva e mia sorella si dimenava sulla barella mentre quei &#8216;dottori&#8217; continuavano a perdere tempo. Poi hanno chiesto se ci fosse &#8216;<strong>per caso</strong>&#8216; un posto per effettuare un <strong>encefalogramma</strong>, e ripeto &#8216;se ci fosse&#8217;, perché evidentemente mia sorella non era considerata un &#8216;soggetto urgente&#8217;. Dopo aver effettuato l’encefalogramma, hanno escluso la crisi epilettica&#8221;- ricorda Ida.</p>
<p>&#8220;Dopo aver perso altro tempo, la portano in TAC dove scoprono che mia sorella aveva in corso un’emorragia cerebrale, dovuta a una MAV (<strong>malformazione artero-venosa congenita</strong>), un mostro che ti porti dietro sin dalla nascita, non ti avvisa, esplode quando e come vuole. Dopo aver riunito l’equipe con <strong>non so quanti dottori</strong>, è arrivato questo &#8216;<strong>verdetto</strong>&#8216; che ha tolto altro tempo prezioso a mia sorella. Successivamente è stata trasportata in sala operatoria, dove le hanno inciso il cranio inserendole un drenaggio che avrebbe dovuto aiutare con la fuoriuscita del sangue e l’abbassamento della pressione intracranica, <strong>che attenzione: per tre giorni non si è mai abbassata</strong>. I miei genitori e i miei familiari – scrive Ida – hanno chiesto più volte, dal primo giorno, di poterla trasferire da qualche altra parte, ma mia sorella ‘<strong>non era trasportabile</strong>’. Perché non era trasportabile e poi invece è stata trasportata? Perché non avete accettato, per l’ennesima volta, il vostro fallimento? <strong>Perché devo pensare di andar via dalla Calabria per poter assicurare una lunga vita ai miei figli?</strong> Perché ho dovuto perdere mia sorella a 16 anni? E se foste stati voi a perdere una figlia, una madre o una sorella, cosa avreste fatto? Perché altre persone sono nella mia stessa situazione e continuano ogni giorno ad esserci?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho dovuto scegliere il vestito dei 18 anni di mia sorella, vestito che avrebbe dovuto scegliere lei; i miei genitori hanno perso una figlia, io e mio fratello una sorella, i miei zii una nipote e i miei cugini una cuginetta, mia nonna ha preso la sua nipotina. <strong>E voi medici cosa avete perso?</strong> Evidentemente niente&#8221;- conclude lo straziante racconto Ida.</p>
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		<item>
		<title>Crotone, minaccia la sorella armato di un’ascia: 36enne arrestato dalla Polizia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-minaccia-la-sorella-armato-di-unascia-36enne-arrestato-dalla-polizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 12:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[ascia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, personale dipendente dell’Ufficio U.P.G. e S.P. &#8211; Squadra Volanti di Crotone, ha tratto in arresto un uomo crotonese P.F. di 36 anni, accusato dei reati di tentata estorsione e resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Alle ore 12.20, gli agenti della Volante si recavano in via Nazioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, personale dipendente dell’Ufficio U.P.G. e S.P. &#8211; Squadra Volanti di Crotone, ha tratto in arresto un uomo crotonese P.F. di 36 anni, accusato dei reati di tentata estorsione e resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Alle ore 12.20, gli agenti della Volante si recavano in via Nazioni Unite poiché era giunta una segnalazione che un soggetto in stato di agitazione, armato di un’ascia, minacciava la sorella, e con atti concreti tentava di incendiare l’autovettura di quest’ultima parcheggiata nel cortile di casa. Giunti sul posto, i poliziotti constatavano realmente la presenza di una persona che urlava frasi sconnesse e inveiva contro una donna identificata in un secondo momento per la sorella.</p>
<p>L’uomo già conosciuto dalle Forze dell&#8217;Ordine, poiché risulta essere assuntore abituale di sostanze stupefacenti, in preda ad una crisi di astinenza, si era recato a casa della sorella con lo scopo di obbligarla a concedergli l’uso della sua autovettura per potersi recare in una città fuori provincia per acquistare la sostanza stupefacente. Ricevuto il diniego perentorio da parte della donna, questo si infuriava e reagiva minacciandola con un’ascia. Inoltre, l’uomo in evidente stato di agitazione danneggiava il portone di casa e l’autovettura della stessa parcheggiata nel cortile condominiale, frantumando tutti i vetri e con liquido infiammabile cercando di incendiarla. L’aggressore, alla vista degli operatori, non desisteva dalla sua condotta e, al contrario armato di ascia si rivolgeva agli stessi minacciandoli con un atteggiamento aggressivo. Nonostante i numerosi tentativi di mediazione sperimentati dagli operatori volti a farlo desistere dall’intento criminoso, riuscivano lentamente ad avvicinarsi, nonostante questi avesse un atteggiamento aggressivo, brandendo l’ascia e proferendo frasi minacciose ed intimidatorie. Pertanto, l’operatore abilitato all’uso del taser, visto lo stato di grave alterazione del soggetto, considerato che egli non recedeva dai modi violenti glielo puntava.</p>
<p>Tale azione sortiva un effetto deterrente per l’aggressore che faceva cadere l’ascia e con un’azione fulminea, figlia delle tecniche operative, i poliziotti riuscivano ad immobilizzarlo e trarlo in arresto. Dopo le formalità di rito è stato associato alla locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operato evidenziava l’attento servizio di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato e la rapidità di intervento nelle situazioni ritenute pericolose per l’incolumità pubblica.</p>
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		<item>
		<title>Processo morte Bergamini, parla la sorella Donata: &#8216;emersa verità che doveva esserci nel 1989&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-morte-bergamini-parla-la-sorella-donata-emersa-verita-che-doveva-esserci-nel-1989/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 11:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Denis Bergamini]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[sorella]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono stata contenta della requisitoria perché sono emerse le verità che sia io che mio padre gridavamo sin dall&#8217;inizio. Queste verità dovevano emergere nel 1989, ma qualcuno non ha voluto farlo. Dopo così tanti anni la Internò poteva parlare e comportarsi in modo diverso&#8221;. Lo ha detto all&#8217;uscita del tribunale di Cosenza Donata Bergamini, sorella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono stata contenta della requisitoria perché sono emerse le verità che sia io che mio padre gridavamo sin dall&#8217;inizio. Queste verità dovevano emergere nel 1989, ma qualcuno non ha voluto farlo. Dopo così tanti anni la Internò poteva parlare e comportarsi in modo diverso&#8221;. </p>
<p>Lo ha detto all&#8217;uscita del tribunale di Cosenza Donata Bergamini, sorella di Denis, commentando la requisitoria dell&#8217;accusa che ha chiesto la condanna a 23 anni di reclusione per l&#8217;ex fidanzata del calciatore Isabella Internò.</p>
<p>Per l&#8217;avvocato di parte civile Fabio Anselmo &#8220;è vero che essere condannati dopo 35 anni può sembrare un atto ingiusto, ma è altrettanto vero che attendere giustizia per 35 anni lo è sicuramente di più&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="hHMuBBdceN"><p><a href="https://www.calabrianews.it/processo-morte-bergamini-pm-hanno-chiesto-condanna-a-23-anni-per-isabella-interno/">Processo morte Bergamini: Pm hanno chiesto condanna a 23 anni per Isabella Internò</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Processo morte Bergamini: Pm hanno chiesto condanna a 23 anni per Isabella Internò&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/processo-morte-bergamini-pm-hanno-chiesto-condanna-a-23-anni-per-isabella-interno/embed/#?secret=O7nItTUUNY#?secret=hHMuBBdceN" data-secret="hHMuBBdceN" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: A tre anni dalla scomparsa di Sara Pedri, parla la sorella</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-a-tre-anni-dalla-scomparsa-di-sara-pedri-parla-la-sorella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 14:36:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Pedri]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati tre anni dalla scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa trentunenne originaria di Forlì, di cui si persero le tracce il 4 maggio del 2021 in val di Non, nel Trentino, vicino al lago di Santa Giustina (specializzatasi presso l’UMG di Catanzaro, ndr). «Non aver mai potuto rivedere il suo corpo — racconta la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati tre anni dalla scomparsa di <strong>Sara Pedri</strong>, la ginecologa trentunenne originaria di Forlì, di cui si persero le tracce il 4 maggio del 2021 in val di Non, nel Trentino, vicino al lago di Santa Giustina (<strong>specializzatasi presso l’UMG di Catanzaro, ndr)</strong>. «Non aver mai potuto rivedere il suo corpo — racconta la sorella Emanuela — non ci ha permesso ancora di chiudere il cerchio. E nella sua stanza, qui a Forlì, c’è ancora il suo odore». Dal novembre del 2020 al febbraio del 2021 Sara Pedri aveva lavorato nel reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara di Trento. Qui sarebbe stata vittima di mobbing. La Procura trentina che ha indagato per maltrattamenti Saverio Tateo e Liliana Mereu ai tempi primario e vice primario del Santa Chiara, ora a processo.</p>
<p><strong>È stato un tempo breve o un tempo lungo?</strong><br />
«Lunghissimo, a volte sembrava infinito. All’inizio mettevamo in dubbio persino l’esistenza del futuro. Sapevamo che il tempo guarisce le ferite, ma nel nostro caso è stato complicato: noi non abbiamo mai visto il corpo di Sara e per questo stiamo ancora elaborando il lutto».<br />
<strong>Si rimane in un limbo?</strong><br />
«Si. A volte il tempo rallenta, sintomo dell’impazienza di avere risposte. Poi all’improvviso diventa veloce. Accade quando riusciamo a riempirlo di un senso. Lo stiamo facendo con una serie di progetti, perché il sacrificio di Sara non può essere stato vano. Poi entriamo nella sua stanza».</p>
<p><strong>Ed è identica a prima?</strong><br />
«Si. C’è ancora il suo odore. Sara è rimasta nel cuore di molti, tanto che abbiamo riposto qui tutte le lettere che le sono arrivate. <em>Cito un messaggio di una amica che aveva conosciuto quando studiava a Catanzaro. “Sara è nei miei pensieri tutti i giorni. In ogni donna dai capelli rossi, in ogni romagnolo che incontro. In ogni nuova amicizia. È in ogni mia scelta professionale e non, in ogni successo e insuccesso. Immagino spesso di raccontarle le mie cose e di chiederle consiglio. La porto con me, sempre”. A Catanzaro Sara visse un periodo felice. Catanzaro e Trento: la luce prima, il buio poi. Due destini diversi che la vita le aveva mostrato</em>».<br />
<strong>Ha parlato di progetti. Quali?</strong><br />
«Abbiamo costituito un’associazione nazionale antimobbing, l’Aps “Nostos”, parola greca che significa “viaggio”. Come quello di Ulisse nell’Odissea, un viaggio verso casa, verso il nostro io interiore, da ricercare quando il lavoro è logorante e ci sentiamo denigrati. Io sarò la presidente, la mia vice sarà Gabriella Marano, la psicologa che ha fatto la perizia di Sara. Sarà vice anche Nicodemo Gentile, il nostro legale».<br />
<strong>Torniamo a Sara. Il suo corpo non verrà più cercato?</strong><br />
«Non ci saranno più ricerche anche se il Capitano dei carabinieri di Cles Guido Quatrale ci ha promesso che nella zona del lago gli occhi saranno sempre aperti. Ecco, il calore delle persone ci ha permesso di trasformare l’assenza in presenza».<br />
(<em>Fonte: corriere.it</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HrHLBYOVrf"><p><a href="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/">VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;VIDEO-Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, colleghi e amici del &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; ricordano Sara Pedri&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/video-umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-colleghi-e-amici-del-pugliese-ciaccio-ricordano-sara-pedri/embed/#?secret=NIILEIuHxk#?secret=HrHLBYOVrf" data-secret="HrHLBYOVrf" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-a-tre-anni-dalla-scomparsa-di-sara-pedri-parla-la-sorella/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro: A tre anni dalla scomparsa di Sara Pedri, parla la sorella</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intimidazione alla sorella di Gattuso, le indagini rivelano: “Aveva paura di ritorsioni più gravi”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/intimidazione-alla-sorella-di-gattuso-le-indagini-rivelano-aveva-paura-di-ritorsioni-piu-gravi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 15:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Ida Gattuso]]></category>
		<category><![CDATA[intimidazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Gattuso]]></category>
		<category><![CDATA[sorella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sorella di Rino Gattuso aveva paura di successive e piu’ gravi ritorsioni. Il particolare emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di due esponenti della criminalità organizzata del Cosentino per minacce a scopo estorsivo nei confronti dei familiari del noto ex calciatore originario dello Jonio cosentino. Le indagini, partite dall’incendio di due auto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sorella di Rino Gattuso aveva paura di successive e piu’ gravi ritorsioni. Il particolare emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di due esponenti della criminalità organizzata del Cosentino per minacce a scopo estorsivo nei confronti dei familiari del noto ex calciatore originario dello Jonio cosentino. Le indagini, partite dall’incendio di due auto nella disponibilita’ della sorella di Gennaro Gattuso, hanno portato ieri all’arresto di due persone. In carcere sono finiti Aldo Abbruzzese, 51 anni, ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco della criminalita’ organizzata attiva nel territorio di Corigliano Rossano, e Mustapha’ Hamil, 43 anni, residente a Schiavonea, nel Cosentino.</p>
<p>In una conversazione, captata dagli inquirenti, lo scorso 10 gennaio e’ emerso come Ida Elvira Gattuso fosse “terrorizzata” dal comportamento di Abbruzzese anche se aveva gia’ ricevuto una somma di denaro che – secondo le indagine – sarebbe stata concordata tra un collaboratore di Rino Gattuso e lo stesso Abbruzzese. Ma la donna era comunque molto preoccupata perche’ – a suo dire – Abbruzzese avrebbe preteso una seconda tranche di denaro. Qualora non si fosse mantenuta questa promessa, secondo Ida Gattuso Abbruzzese si sarebbe vendicato con atti ancora piu’ cruenti.</p>
<p>Lo scorso ottobre e lo scorso dicembre furono bruciate due sue auto nei pressi dell’abitazione della donna causando incendi che avrebbero messo a repentaglio l’incolumita’ dei suoi figli, ma anche di tutti gli abitanti dei due edifici. E’ per questo motivo – e’ scritto nell’ordinanza – che la sorella di Gattuso stava pensando di allontanarsi da casa a Schiavonea per un periodo. Le preoccupazioni della donna emergono anche da alcune conversazioni Whatsapp in cui Ida Gattuso evidenzia il timore che i suoi familiari non riescano a pagare la somma dovuta mantenendo gli impegni presi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/intimidazione-alla-sorella-di-gattuso-le-indagini-rivelano-aveva-paura-di-ritorsioni-piu-gravi/">Intimidazione alla sorella di Gattuso, le indagini rivelano: “Aveva paura di ritorsioni più gravi”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giulia Cecchettin, la sorella Elena: &#8220;Un mese senza te, mi manchi&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giulia-cecchettin-la-sorella-elena-un-mese-senza-te-mi-manchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 11:17:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Cecchetin]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Cecchettin]]></category>
		<category><![CDATA[sorella]]></category>
		<category><![CDATA[ultimora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Un mese senza te, mi manchi&#8221;. Sono le parole con cui Elena Cecchettin, sorella di Giulia uccisa dall&#8217;ex fidanzato Filippo Turetta, ricorda la 22enne a un mese dalla morte. Era l&#8217;11 novembre quando Giulia uscì per trascorrere una serata con Filippo, poi la doppia aggressione armato di coltello, la fuga e l&#8217;abbandono del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Un mese senza te, mi manchi&#8221;. Sono le parole con cui Elena Cecchettin, sorella di Giulia uccisa dall&#8217;ex fidanzato Filippo Turetta, ricorda la 22enne a un mese dalla morte. Era l&#8217;11 novembre quando Giulia uscì per trascorrere una serata con Filippo, poi la doppia aggressione armato di coltello, la fuga e l&#8217;abbandono del corpo senza vita a più di 100 chilometri da casa a Vigonovo (Venezia). La frase è stata postata da Elena su Instagram e accompagnata da una foto in bianco e nero della sorella minore.  &#8220;Ho iniziato a piangere per Giulia già da domenica perché un padre certe le cose le sente, e ti viene quasi normale provare rabbia e odio&#8221;. Così Gino Cecchettin, padre di Giulia, intervistato ieri da Fabio Fazio a &#8216;Che Tempo che fa&#8217;. &#8220;Io ho detto &#8216;voglio essere come Giulia&#8217;, ho concentrato tutto il mio cuore e la mia forza su di lei, sono riuscito ad azzerare l&#8217;odio e la rabbia&#8221;, ha quindi aggiunto ammettendo di aver capito subito cosa era successo.  &#8220;Mi sono chiesto come&#8230; Però ancora oggi vedo con questo ragionamento che può sembrare troppo razionale. ma alla fine è molto umano, io voglio amare, non voglio odiare, comunque l&#8217;odio ti porta via l&#8217;energia&#8221;, ha sottolineato Gino Cecchettin che sta pensando di fondare una fondazione: &#8220;Mi impegnerò ancora in questa battaglia. Ora devo riprendere un po&#8217; di forza&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mi impegnerò ancora su questa battaglia, adesso devo cercare chiaramente di raccogliere un po&#8217; le forze perché è stato un mese molto pesante ma l&#8217;idea è di fondare un&#8217;associazione o una fondazione così come mi hanno consigliato. E&#8217; una cosa che sta nei nostri piani&#8221;, ha sottolineato. &#8220;Giulia e Monica&#8221;, la moglie di Gino Cecchettin morta un anno fa, &#8220;sono la mia luce che accompagneranno me, Davide ed Elena per il resto della nostra vita. E faremo di tutto per poter danzare sotto la pioggia per i giorni che ci restano in onore di Giulia&#8221;, ha spiegato aggiungendo che &#8220;Davide ed Elena stanno abbastanza bene. Chiaramente sono molto provati da queste settimane. Piangono una sorella che non hanno più ma sono forti&#8221;. &#8220;Adesso mi trovo senza una moglie, senza una figlia e con una possibilità, quella di gridare che dobbiamo fare tutti qualcosa&#8221;, ha aggiunto affermando che la violenza sulle donne &#8220;è un problema molto serio&#8221; che va risolto.</p>
<p>&#8220;Il patriarcato significa che c&#8217;è un concetto di possesso e forse è quello il cuore della faccenda: la donna vista come proprietà di qualcuno. Utilizziamo oggi espressioni come &#8216;la mia donna&#8217;. Sembra innocua, ma non è così. Anche nel quotidiano dobbiamo iniziare a cambiare il modo di intraprendere una visione della società&#8221;, ha affermato quindi. &#8220;Vorrei dire una cosa ai maschi: in questo momento vorrei invitarvi a dire ti amo alle compagne e alle moglie, non ti voglio bene. Ti amo: ditelo, ditelo spesso. Dovete dirlo, sempre, ogni volta. Fatelo in questo momento&#8221;, ha detto Gino Cecchettin.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Pugni e schiaffi per mesi contro madre, padre e sorella: Arrestato 28enne nel Crotonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pugni-e-schiaffi-per-mesi-contro-madre-padre-e-sorella-arrestato-28enne-nel-crotonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 13:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[28enne]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un quadro in vetro frantumato sulla testa del padre, schiaffi e pugni sul volto della madre fino a farla sanguinare e colpi alla schiena della sorella, intervenuta per difenderli, utilizzando un bastone: questo l’evento, che, a Melissa (KR), nella tarda serata di qualche giorno fa, ha fatto sì che venissero allertati i Carabinieri, che sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un quadro in vetro frantumato sulla testa del padre, schiaffi e pugni sul volto della madre fino a farla sanguinare e colpi alla schiena della sorella, intervenuta per difenderli, utilizzando un bastone: questo l’evento, che, a Melissa (KR), nella tarda serata di qualche giorno fa, ha fatto sì che venissero allertati i Carabinieri, che sono intervenuti rapidamente, e hanno arrestato un ragazzo di 28 anni. </p>
<p>Dopo l’intervento dei sanitari, le vittime hanno denunciato formalmente il ragazzo, descrivendo un triste quadro fatto di violenza fisica e psicologica, che andava avanti da almeno un paio di mesi: soltanto adesso, però, all’esito dell’episodio di violenza più grave mai subito, i genitori, esausti, dopo lunghe settimane di insulti, minacce di morte, mani alla gola e aggressioni di ogni genere, hanno trovato la forza di denunciare il figlio. </p>
<p>L’uomo è stato trasportato presso la Casa Circondariale di Crotone su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. </p>
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		<title>Corigliano-Rossano, nella notte incendio doloso distrugge auto della sorella di Rino Gattuso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corigliano-rossano-nella-notte-incendio-doloso-distrugge-auto-della-sorella-di-rino-gattuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 10:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Corigliano Rossano]]></category>
		<category><![CDATA[doloso]]></category>
		<category><![CDATA[Ida Gattuso]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Rino Gattuso]]></category>
		<category><![CDATA[sorella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;automobile di Ida Gattuso, sorella di Rino, ex calciatore ed attuale allenatore dell&#8217;Olympique Marsiglia Rino, é rimasta distrutta in un incendio di natura dolosa messo in atto la scorsa notte da persone non identificate a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza. Ida Gattuso é stata in passato consigliere comunale di Corigliano prima che il centro del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;automobile di Ida Gattuso, sorella di Rino, ex calciatore ed attuale allenatore dell&#8217;Olympique Marsiglia Rino, é rimasta distrutta in un incendio di natura dolosa messo in atto la scorsa notte da persone non identificate a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza. Ida Gattuso é stata in passato consigliere comunale di Corigliano prima che il centro del Cosentino si fondesse con quello di Rossano.</p>
<p>L&#8217;auto di Ida Gattuso, nel momento in cui é stata data alle fiamme, era parcheggiata nei pressi dell&#8217;abitazione dell&#8217;ex consigliere comunale. I vigili del fuoco sono intervenuti, ma non hanno potuto evitare che l&#8217;automobile venisse distrutta.</p>
<p>I carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano, che hanno avviato le indagini, riguardo il movente dell&#8217;intimidazione non escludono, al momento, alcuna ipotesi.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Vibo Valentia, cadaveri di fratello e sorella ritrovati in avanzato stato di putrefazione in un appartamento</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-cadaveri-di-fratello-e-sorella-ritrovati-in-avanzato-stato-di-putrefazione-in-un-appartamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 14:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[cadaveri]]></category>
		<category><![CDATA[fratello]]></category>
		<category><![CDATA[putrefazione]]></category>
		<category><![CDATA[sorella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due cadaveri, in avanzato stato di putrefazione, sono stati trovati all&#8217;interno di un appartamento della zona alta di Vibo Valentia. Ancora non è stata resa nota l&#8217;identità delle due persone decedute ma da quanto si è appreso si tratta di una donna di 69 anni e del fratello di 64 che vivevano in un&#8217;abitazione ubicata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due cadaveri, in avanzato stato di putrefazione, sono stati trovati all&#8217;interno di un appartamento della zona alta di Vibo Valentia. Ancora non è stata resa nota l&#8217;identità delle due persone decedute ma da quanto si è appreso si tratta di una donna di 69 anni e del fratello di 64 che vivevano in un&#8217;abitazione ubicata in una traversa di viale Accademie vibonesi.</p>
<p>Per accedere nell&#8217;abitazione é stato necessario l&#8217;intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale. Sarà ora il medico legale ad accertare le cause del decesso. Sulla drammatica vicenda sono in corso indagini da parte dei carabinieri di Vibo.  Secondo i primi riscontri, però, non sono stati rilevati segni di effrazione e, inoltre, nell&#8217;abitazione é stato trovato anche il gatto morto.</p>
<p>La drammatica scoperta è stata fatta quando qualcuno ha cercato di contattarli e, non ricevendo risposta, ha chiamato i vigili del fuoco. I pompieri del comando provinciale accorsi sul posto hanno dovuto forzare una finestra per entrare ma per i due fratelli era ormai troppo tardi. </p>
<p>Visto lo stato dei cadaveri, probabilmente la loro morte risale a diverso tempo fa. Sul posto sono accorsi anche carabinieri di Vibo, che hanno avviato subito le indagini per ricostruire l&#8217;accaduto, e il medico legale per un primo esame esterno dei corpi.</p>
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		<title>Bambina di 11 anni morta di covid a Palermo, i genitori: &#8220;avremmo dovuto vaccinarci prima&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bambina-di-11-anni-morta-di-covid-a-palermo-i-genitori-avremmo-dovuto-vaccinarci-prima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 08:51:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Ariele]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[morta]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[sorella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La variante Delta ha ucciso una bambina di 11 anni a Palermo. Ariele ha lottato per 16 giorni nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale dei bambini Di Cristina del capoluogo in Sicilia. Era stata ricoverata l&#8217;11 aprile in gravi condizioni ed era affetta da una malattia metabolica rara. Ariele è stata contagiata dalla sorella, che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La variante Delta ha ucciso una bambina di 11 anni a Palermo. <strong>Ariele</strong> ha lottato per 16 giorni nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale dei bambini Di Cristina del capoluogo in Sicilia. Era stata <strong>ricoverata l&#8217;11 aprile</strong> in gravi condizioni ed era affetta da una malattia metabolica rara. </p>
<p>Ariele è stata <strong>contagiata dalla sorella</strong>, che dal 30 giugno al 7 luglio aveva partecipato a una crociera nel Mediterraneo organizzata dalla sua scuola. Alla partenza la ragazza è stata sottoposta al tampone, <strong>all&#8217;arrivo nessuno screening</strong>: «Se avessero fatto il test come ci avevano assicurato – racconta la madre a Repubblica –, sarebbe risultata positiva e non sarebbe tornata a casa». E invece la ragazza di 16 anni ha contagiato la sorella, mentre il <strong>padre e la madre sono risultati sempre negativi</strong>. </p>
<p>Salvatore Requirez, direttore sanitario dell&#8217;ospedale dei bambini di Palermo, dove è morta la bambina di 11 anni, è sconvolto. «La piccola è rimasta per due settimane in terapia intensiva intubata, la situazione era compromessa da diversi giorni». E poi: «Sebbene la criticità della situazione era apparsa, da diversi giorni, in tutta la sua gravità questa morte ci colpisce forse più delle altre &#8211; dice -.<strong> L&#8217;infezione da Sars-CoV2 nella variante Delta ha definitivamente destabilizzato il precario equilibrio organico di una paziente che da anni soffriva di una patologia rara e congenita</strong>».</p>
<p>Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci che, riguardo ai genitori di Ariele, aveva dichiarato «Sono no vax». La coppia però, oggi, in un&#8217;intervista a Repubblica precisano: «È vero, abbiamo aspettato. Prima per le notizie contraddittorie sui rischi del vaccino, poi perché Ariele era stata male. Ma ci stavamo organizzando per farlo. <strong>Non siamo no vax come</strong> ci ha definiti il presidente della Regione Nello Musumeci», insiste mamma Rosalinda. E ora avvertono: «<strong>Dovete dire alla gente di andare a vaccinarsi e salvare i bambini fragili che non possono farlo</strong>». </p>
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