﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>saluto Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/saluto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/saluto/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Mar 2025 16:28:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
	<item>
		<title>E&#8217; calabrese la signora salutata da Papa Francesco. L’emozione di Carmela Mancuso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/e-calabrese-la-signora-salutata-da-papa-francesco-lemozione-di-carmela-mancuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 14:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Carmela Mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[Fiori]]></category>
		<category><![CDATA[gialli]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=304201</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mazzo di rose gialle che aveva portato al Papa, come ha fatto un’altra decina di volte in questi 38 giorni di degenza, ha dovuto prenderlo al volo un gendarme perché a Carmela quasi le stava cadendo dalle mani. Troppo grande l’emozione di sentire addosso lo sguardo di Francesco dal balcone del Gemelli, nella sua [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/e-calabrese-la-signora-salutata-da-papa-francesco-lemozione-di-carmela-mancuso/">E&#8217; calabrese la signora salutata da Papa Francesco. L’emozione di Carmela Mancuso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mazzo di rose gialle che aveva portato al Papa, come ha fatto un’altra decina di volte in questi 38 giorni di degenza, ha dovuto prenderlo al volo un gendarme perché a Carmela quasi le stava cadendo dalle mani. Troppo grande l’emozione di sentire addosso lo sguardo di Francesco dal balcone del Gemelli, nella sua prima apparizione dall&#8217;inizio del ricovero, e ascoltarlo mentre &#8211; con un filo di voce &#8211; diceva: “Vedo qui una signora con i fiori gialli. È brava!”. “Non so che dire. Grazie, grazie, grazie. Grazie al Signore e al Santo Padre. Non pensavo di essere così ‘vista’”. <strong>Carmela Mancuso</strong>, 78 anni, calabrese di Monterosso (VV) ma a Roma da sei anni, si sorregge alle braccia di chi scrive e tiene la testa rivolta verso il basso. Sembra che le pesino le lacrime. La voce trema come quella di chi ha vissuto un momento “troppo”. Troppo oltre le aspettative, troppo fuori portata. “Il Santo Padre doveva dare la benedizione e invece ha visto il mio fascio di rose. Gli auguro di guarire subito e tornare come prima tra noi”.</p>
<p><strong>I fiori come &#8220;terapia&#8221;</strong><br />
È probabile che il Papa – che poi ha portato il mazzolino a Santa Maria Maggiore per farli posare ai piedi dell’icona della Salus Populi Romani &#8211; abbia notato già in passato questa signora bassina, dai modi gentili e i capelli grigi arruffati dal vento, in una delle tante udienze generali del mercoledì dove lei si reca sempre a portare fiori: “Per me sono come una terapia”, dice ai media vaticani. Una cromoterapia, volendo, che si accompagna alle preghiere che rivolge a Dio per tutti i malati. Tanto più per il Papa.<br />
Da quando Francesco è stato ricoverato per la polmonite bilaterale, Carmela è partita “almeno 10-12 volte” dalla sua casa in zona Monteverde per prendere il treno fino alla fermata Gemelli. “Ho avuto questa gioia di portare i fiori al Santo Padre”.</p>
<p><strong>Il primo mazzolino al Bambino Gesù</strong><br />
La prima volta che Carmela ha usato i fiori come preghiera, messaggio e, appunto, terapia, è stata sempre in un ospedale, il nosocomio pediatrico Bambino Gesù. “Andavo spesso lì e c’era una bambina di 3 mesi che doveva fare un intervento delicato. Conoscevo la zia in un percorso alla Divina Misericordia (il santuario a pochi passi da San Pietro, ndr), recitavamo insieme la coroncina e un giorno mi ha raccontato: ‘Io adesso devo andare al Bambino Gesù, c’è mia nipote che si deve operare’. Era tutta preoccupata. ‘Non so come fare’, mi diceva. Ho risposto ‘ti accompagno io’ e allora l’ho accompagnata, ho fatto tutta la salita e l’intervento è stato fatto. Per fortuna, l’ha superato con successo! Allora il primo pensiero è stato quello di portare i fiori. Da lì ho incominciato sempre a portare fiori come segno di ringraziamento, difatti ogni volta che porto i fiori metto un bigliettino con tanti messaggi e chiedo la benedizione per i miei parenti, per i miei amici”. E da un mese anche per il Papa.</p>
<p><strong>Il saluto dal balcone del Gemelli</strong><br />
“Ma che emozione…”, commenta la donna, interrompendo il suo racconto, per ricordare quei brevi secondi vissuti al Gemelli. “Sventolavo così… L’ho fatto con questo pensiero: li sventolo come ho fatto tante volte all’udienza e lui, il Papa, ogni volta che mi vedeva lì faceva un gesto (apre le braccia). Ho tante foto. Oggi sono capitata in prima fila e ho pensato ‘vediamo se funziona ancora’. Mi ha visto. Non ci credo”.<br />
<strong>&#8220;Preghiamo per lui&#8221;</strong><br />
Carmela Mancuso dice di non aver mai temuto per la vita di Francesco: “No, no, sempre. Ho avuto sempre questa fiducia grande quando venivo qui”. Ora il Papa è uscito ed è tornato a Santa Marta, ma la convalescenza sarà lunga. Perciò, sottolinea la signora, non dobbiamo smettere di pregare: “Incoraggiamolo, accompagniamolo, ce la farà. Ce la farà come la bimba del Bambino Gesù che è guarita. Anche lui, sicuramente”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/e-calabrese-la-signora-salutata-da-papa-francesco-lemozione-di-carmela-mancuso/">E&#8217; calabrese la signora salutata da Papa Francesco. L’emozione di Carmela Mancuso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gratteri: Faccio il magistrato con passione e determinazione, lavoro con il codice in mano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gratteri-faccio-il-magistrato-con-passione-e-determinazione-lavoro-con-il-codice-in-mano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 08:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=220354</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi, nella sede della Procura della Repubblica a Catanzaro, si terrà l&#8217;incontro di commiato del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, che da venerdì 20 ottobre assumerà lo stesso incarico alla Procura della Repubblica di Napoli. Intanto oggi ha rilasciato un&#8217;intervista a &#8216;La Stampa&#8217; in cui tra l&#8217;altro ha detto: “Non mi sento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gratteri-faccio-il-magistrato-con-passione-e-determinazione-lavoro-con-il-codice-in-mano/">Gratteri: Faccio il magistrato con passione e determinazione, lavoro con il codice in mano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi, nella sede della Procura della Repubblica a Catanzaro, si terrà l&#8217;incontro di commiato del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, che da venerdì 20 ottobre assumerà lo stesso incarico alla Procura della Repubblica di Napoli. Intanto oggi ha rilasciato un&#8217;intervista a &#8216;La Stampa&#8217; in cui tra l&#8217;altro ha detto: “Non mi sento affatto un giustizialista. Lavoro sempre con il codice in mano. Se poi essere sceriffo significa circondarsi di ottimi investigatori, chiamatemi puro sceriffo. Io faccio il magistrato. E lo faccio con passione e determinazione. Ho scelto di fare questo lavoro, così come ho sempre scelto di rimanere in Calabria, la terra dove sono nato”. </p>
<p>Sulla riforma Cartabia Gratteri conferma le sue critiche: “Non rinnego nulla di quello che ho detto. Le riforme devono migliorare la situazione, non peggiorarla. Con la riforma Cartabia si rischia di tornare indietro – afferma – E poi ancora nessuno mi ha spiegato, rispetto alla improcedibilità, la creazione di corsie preferenziali solo per reati con detenuti come quelli mafiosi e non per quelli contro la pubblica amministrazione che non avendo imputati detenuti rischiano di non arrivare a processo”. </p>
<p>“Che mafia troverò in Campania? Una più visibile, che vive più per strada rispetto alla ‘ndrangheta. È la mafia più antica – sottolinea – che però in provincia non è poi molto diversa da quella calabrese. Ovviamente, mi metterò a studiare per non farmi trovare impreparato. Ma comunque potrò avvalermi di colleghi intelligenti e preparati e di investigatori capaci e tenaci. Il nostro è un lavoro di squadra”, ha aggiunto Gratteri. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gratteri-faccio-il-magistrato-con-passione-e-determinazione-lavoro-con-il-codice-in-mano/">Gratteri: Faccio il magistrato con passione e determinazione, lavoro con il codice in mano</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Lamezia, in pensione dopo 35 anni nei vigili del fuoco: il saluto al capo reparto esperto Gennaro Aiello</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-lamezia-in-pensione-dopo-35-anni-nei-vigili-del-fuoco-il-saluto-al-capo-reparto-esperto-gennaro-aiello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 07:52:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Aiello]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>
		<category><![CDATA[Vigili del fuoco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=216124</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Gennaro Aiello, capo reparto esperto, ha svolto l’ultimo turno di servizio ieri sera (lunedì 17 luglio), dopo 35 anni di servizio nei vigili del fuoco. Da oggi sarà in pensione per raggiunti limiti di età. Nella stessa serata, presso il distaccamento di Lamezia Terme, i colleghi del Comando provinciale di Catanzaro lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-lamezia-in-pensione-dopo-35-anni-nei-vigili-del-fuoco-il-saluto-al-capo-reparto-esperto-gennaro-aiello/">VIDEO-Lamezia, in pensione dopo 35 anni nei vigili del fuoco: il saluto al capo reparto esperto Gennaro Aiello</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-216124-1" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/Lamezia-Gennaro-Aiello-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/Lamezia-Gennaro-Aiello-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/Lamezia-Gennaro-Aiello-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Lamezia Terme &#8211; Gennaro Aiello, capo reparto esperto, ha svolto l’ultimo turno di servizio ieri sera (lunedì 17 luglio), dopo 35 anni di servizio nei vigili del fuoco. Da oggi sarà in pensione per raggiunti limiti di età.  Nella stessa serata, presso il distaccamento di Lamezia Terme, i colleghi del Comando provinciale di Catanzaro lo hanno voluto salutare ed omaggiare con una piccola cerimonia di commiato accompagnata dal tradizionale suono delle sirene. </p>
<p>Nella sua carriera Gennaro ha prestato servizio a Catanzaro presso il distaccamento di Lamezia Terme in qualità di Vigile, successivamente in qualità di Capo Squadra, ha prestato servizio presso il comando di Vibo Valentia per poi rientrare al comando di Catanzaro dove negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di Capo Reparto Esperto e capo turno presso il distaccamento di Lamezia Terme dove ha trascorso numerosi anni della sua vita operativa, indossando con professionalità e spirito di abnegazione la divisa del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sino all&#8217;ultimo giorno. </p>
<p>Il CRE Gennaro Aiello ha inoltre partecipato, con la colonna mobile regionale, a numerose emergenze a livello regionale e nazionale. Il personale tutto del Comando di Catanzaro augura sinceri auguri di un futuro prospero a lui e famiglia. Auguri a cui si unisce il nostro direttore responsabile e la redazione di calabrianews.it.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-lamezia-in-pensione-dopo-35-anni-nei-vigili-del-fuoco-il-saluto-al-capo-reparto-esperto-gennaro-aiello/">VIDEO-Lamezia, in pensione dopo 35 anni nei vigili del fuoco: il saluto al capo reparto esperto Gennaro Aiello</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/07/Lamezia-Gennaro-Aiello-calabrianews.it_.mp4" length="0" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Il messaggio di monsignor Serafino Parisi agli studenti  per l’inizio del nuovo anno scolastico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-messaggio-di-monsignor-serafino-parisi-agli-studenti-per-linizio-del-nuovo-anno-scolastico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2022 09:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor Serafino]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=196492</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Studentesse e studenti carissimi, mi rivolgo a voi perché siete esperti in percorsi di curiosità, di novità, di domande amorose. Voi che vorreste “bere la vita” a grandi sorsi, sapete bene quanto sia bruciante l’attesa delle risposte che cercate, soprattutto quando esse tardano ad arrivare o, peggio, quando non si intravvedono all’orizzonte, nonostante il vostro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-messaggio-di-monsignor-serafino-parisi-agli-studenti-per-linizio-del-nuovo-anno-scolastico/">Il messaggio di monsignor Serafino Parisi agli studenti  per l’inizio del nuovo anno scolastico</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Studentesse e studenti carissimi,</em><br />
<em>mi rivolgo a voi perché siete esperti in percorsi di curiosità, di novità, di domande amorose. Voi che vorreste “bere la vita” a grandi sorsi, sapete bene quanto sia bruciante l’attesa delle risposte che cercate, soprattutto quando esse tardano ad arrivare o, peggio, quando non si intravvedono all’orizzonte, nonostante il vostro ardente desiderio. Sono questi i momenti – lo sapete bene – in cui vorreste un aiuto dall’esterno, da un terzo che spunti e, magari, si proponga con una soluzione in mano, il più possibile rispondente ai vostri sogni, un “deus ex machina” risolutore. L’aspetto positivo di questa esigenza è la tacita dichiarazione del fatto che vorreste solo essere accompagnati in sicurezza per poter scegliere, in libertà, la vostra strada. E così oggi, alla chiusura della prima metà di settembre, tra esiti della pandemia, assurde guerre e probabile crisi energetica, mentre la società civile si ripensa e si riorganizza in più occasioni (a Cernobbio per l’economia e a Venezia per l’arte cinematografica) e le prossime elezioni incombono, mi ritrovo a inseguire il vostro sguardo cercando in esso spunti per riflettere e scrivere. Dunque, mi rivolgo non solo a voi e alle vostre famiglie, ma a tutto il mondo della scuola che, anch’esso, si prepara a un nuovo anno di lavoro, di attese, di speranze. Non mi propongo come il terzo che spunta dall’esterno quale ambasciatore di soluzioni pronte all’uso, ma come portatore di istanze sempre più urgenti, dettate dallo sguardo bruciante di molti di voi, carissimi giovani. A voi pesa, e non basta, una lista di cose e di contenuti da svolgere per essere allineati, alla fine dell’anno, in gelide griglie interessate all’espletazione asettica delle indicazioni ministeriali. Lo scopo e il senso del vostro itinerario di crescita e l’esigenza nascosta nelle vostre attese non si trovano nell’esecuzione servile dei programmi per il mero raggiungimento degli obiettivi ridondanti esposti con enfasi nei piani, a breve o a lungo termine, delle svariate offerte formative. I vostri insegnanti questo lo sanno bene. Come, del resto, loro sanno che voi siete giovani dallo sguardo “pathetico” nel senso originale della parola, cioè toccante, speranzoso e appassionato, che chiedete soprattutto di essere orientati, allenati ad affrontare le diverse situazioni che compongono la vostra quotidianità e che spesso vi trovano impacciati, o smarriti, o turbati, o sbigottiti, o perplessi, o poco reattivi, quasi foste assolutamente privi di resilienza e fantasia. Si tratta di un bisogno profondo, da non sottovalutare o da accantonare, ma da mettere al centro di una riprogrammazione della persona e della società. Vorrei tanto parlare con voi di “ri-fertilizzazione” del contesto socio-culturale e di “ri-umanizzazione” delle relazioni interpersonali, familiari e comunitarie. Ci prenderemo, eventualmente, tutto il tempo necessario. Ciò detto, questa succinta (o per meglio dire, “stringata e provocante”) silloge dei desideri profondi e veri, che supera la discutibile accondiscendenza alle avventure euforiche e alle esperienze effimere, dovrebbe farci riflettere su cosa mettere in quella “cassetta per gli attrezzi” da consegnare a voi studentesse e studenti, per dare a noi l’intima e serena convinzione di aver saputo cogliere le vostre richieste e le vostre attese, affinché possano erompere, alla fine di un percorso educativo – e non solo formativo –, delle “persone” mature e forti capaci di affrontare il difficile mondo che si staglia davanti ad esse.</em></p>
<p><em>È il tempo di consegnare a voi una bussola anziché una mappa da viaggio! </em></p>
<p><em>Consegnare una bussola a voi giovani significa darvi non solo un programma da svolgere, ma soprattutto un metodo di studio unito a un crescente senso critico, a un’abitudine all’esercizio di un’intelligenza vivida, pronta a leggere la realtà, a interpretarla, a risponderle, a interagire con essa. Per non soccombere sotto i suoi strali, per “continuare a vivere”, nonostante tutto, oltre tutto, attraversando tutto. Si comprende, dunque, che non è permesso più a nessuno “vivacchiare”, tutt’altro! Mai come ora, aggiungerei. È necessario vivere in pienezza, responsabilmente e così contribuire a migliorare quella stessa realtà che a volte vi/ci spaventa e nella quale, tuttavia, abitiamo. “Ma come si fa?”. Questo è il grande interrogativo che accomuna piccoli e grandi, studenti e docenti, giovani e anziani. Le rifrazioni e gli sviluppi di tale domanda hanno il potere di orientare e forgiare attori protagonisti del cambiamento della storia e non anonime comparse! Seguendo tutte le risposte possibili a questa domanda noi dovremmo, alla fine di un ciclo di studi, chiedere ai ragazzi, ai giovani: “Dunque, c’è solo un modo per risolvere la questione?”. E se spostassimo il nostro sguardo, il nostro punto di vista, cambiando prospettiva e approccio rispetto al problema, quante visioni nuove scopriremmo in merito, ad esempio, al rispetto per gli altri e per l’ambiente, oppure cosa emergerebbe relativamente alla vera necessità di produrre ciò che ci serve, alla cura delle ferite della storia e dell’anima, quale sarebbe il giudizio di valutazione corretto sul mondo? Carissimi giovani, alcuni con maggiore e altri con minore consapevolezza, voi chiedete a noi adulti – che siamo il vostro riferimento – di essere allenati a stare, a rotazione possibilmente, nella posizione di “ultimo” e imparare a venirne fuori. Ultimo non è solo chi non ha alle spalle reddito e famiglia solidi, ultimo è anche chi non conosce l’affetto vero, chi ha tutto ma non ha il senso del limite, chi non conosce il bisogno e alla prima difficoltà rischia di sciogliersi e sparire come neve al sole. Mi rivolgo, in questo contesto anche a voi, cari genitori: oggi è il compagno dei vostri figli. Domani potrebbe essere vostro figlio che ha tutto, ma non ha se stesso.</em></p>
<p><em>Questo problema profondo non è solo vostro, ma è anche mio, di me che sono adulto, che ho la responsabilità delle sorti della comunità tutta, anche di quella della quale lo studente fa parte viva. Per questo non è un affare privato quanto ho fin qui abbozzato, ma un problema generale, in particolar modo delle agenzie educative coinvolte dalla realtà: la famiglia, la scuola, la parrocchia. Tutte, chiamate e richiamate a sottoscrivere un patto educativo, per formare oggi degli “adulti” capaci di progettare e realizzare un domani migliore. Con quali sensibilità? Quelle cui si è fatto rifermento e che vanno, in altra sede, sviluppate. Con quali priorità? Certamente molte, ma con una in prima fila: quella di assicurare a tutti un’eguale educazione e pari opportunità. Una visione della vita adeguata anche alle esigenze e alle capacità di coloro che in un preciso momento storico ricoprono il ruolo dei più fragili. Il nostro passo dovrebbe muoversi al ritmo del respiro stanco ed esausto del più debole. Ripartire dagli ultimi, proprio nelle scuole, non è solo segno di civiltà, ma è soprattutto l’occasione per offrire quel “sostegno” di cui tutti abbiamo bisogno, e non solo le persone con disabilità. Dovremmo essere umani, anche per non passare alla storia – nonostante i PEI e i PDP, nonostante gli strumenti compensativi e le misure dispensative – come i barbari del terzo millennio. Coloro che credono in Cristo Gesù sanno che tutto ciò che è autenticamente umano è profondamente cristiano. “Insegnare e praticare umanità” in un contesto educativo realmente inclusivo, accogliente e cooperativo, anziché elitario, divisivo e competitivo, è il nostro compito da adulti, liberi, responsabili, interessati al bene integrale della persona umana e desiderosi di far emergere da ogni uomo la potenza inattaccabile della sua dignità insieme al caleidoscopio delle sue competenze, passioni e qualità. Così, seguendo l’orientamento di questa bussola, forse potremo incrociare il vostro sguardo, carissimi giovani e ragazzi, e sostenerlo senza timore di essere accusati di folle ignavia. Mi piace riprendere l’auspicio che lanciai in un’intervista in occasione del secondo mese del mio servizio come Vescovo di Lamezia Terme: vi auguro di avere “uno sguardo profetico e propositivo su tutto quello che vi circonda, senza cedere allo scoraggiamento e al pessimismo cronico, per essere voi stessi il primo contributo al cambiamento”. Con questa grande speranza, vi stringo tutti in un forte e appassionato abbraccio e vi auguro “buon lavoro”, seguendo sempre con lo sguardo quell’orizzonte dove, come le sentinelle, scorgeremo “in anticipo, con responsabile lungimiranza, i colori dell’aurora”. </em></p>
<p><em><strong>Vostro</strong>, <strong>X</strong> <strong>Serafino Parisi, vescovo</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-messaggio-di-monsignor-serafino-parisi-agli-studenti-per-linizio-del-nuovo-anno-scolastico/">Il messaggio di monsignor Serafino Parisi agli studenti  per l’inizio del nuovo anno scolastico</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monsignor Schillaci saluta Lamezia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/monsignor-schillaci-saluta-lamezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 08:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor Serafino Parisi]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>
		<category><![CDATA[Vescovo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=189836</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Insieme a Maria, anche io questa sera elevo al Signore il mio Magnificat. Il mio desiderio è quello di custodire nel mio cuore gli incontri, gli eventi e soprattutto le tantissime persone che in questi tre anni brevi, intensi e profondi hanno segnato in modo indelebile la mia vita. Sono stato ordinato Vescovo a Lamezia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/monsignor-schillaci-saluta-lamezia/">Monsignor Schillaci saluta Lamezia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Insieme a Maria, anche io questa sera elevo al Signore il mio Magnificat. Il mio desiderio è quello di custodire nel mio cuore gli incontri, gli eventi e soprattutto le tantissime persone che in questi tre anni brevi, intensi e profondi hanno segnato in modo indelebile la mia vita. <strong>Sono stato ordinato Vescovo a Lamezia Terme, il 6 luglio 2019</strong>: qui sono nato come Vescovo. Conservo tutto questo nel mio cuore. È un regalo che il Signore ha voluto farmi, senza nessun merito. Rendo grazie al Signore per quello che Lui ha voluto operare, per quello che Lui ha voluto donarmi attraverso l’affetto e la benevolenza di ciascuno di voi. Un pensiero a quanti non sono qui, a quanti sono nella sofferenza e nella solitudine, agli invisibili: sono loro che ci restituiscono il Vangelo.” Così monsignor Giuseppe Schillaci, amministratore apostolico della Diocesi di Lamezia Terme, nella celebrazione eucaristica di ringraziamento al Signore per il suo ministero episcopale nella comunità lametina, a pochi giorni dal suo insediamento come <strong>vescovo della Chiesa di Nicosia</strong>, il prossimo 11 giugno. “Guardiamo a Maria, la Credente, che si è consegnata pienamente al Signore e si è affidata a Lui perché in Dio ha capito sé stessa – ha proseguito Schillaci &#8211;  Anche quando non ha compreso tutto, perché a noi uomini non sempre è dato comprendere tutto. Proviamo a cambiare prospettiva: non siamo noi i protagonisti, capaci di muovere e smuovere tutto, ma è Dio che prende l’iniziativa. Lasciamo a Dio il primato. L’uomo spesso si lascia prendere da pensieri tristi, non sempre è capace di sperare nell’altro, soprattutto quando vede nell’altro un rivale, una minaccia. Pensiamo alla guerra assurda che si sta consumando nel cuore dell’Europa, pensiamo alle guerre dentro di noi.  Dio non dispera mai di nessuno, Dio è capace di rischiare, di scommettere, di coinvolgersi”.</p>
<p>Dal presule, il monito per “una Chiesa in uscita, come ci esorta Papa Francesco, una Chiesa che viva la comunione, la partecipazione, la missione. A questa Chiesa di Lamezia, a <strong>conclusione del mio cammino insieme a voi</strong>, dico: camminiamo insieme! La Chiesa in uscita non è una Chiesa preoccupata di sé stessa, sulla difensiva, ma una Chiesa che va incontro generosamente a tutti, con un abbraccio, come ci ricordava monsignor Serafino Parisi nel suo primo messaggio alla nostra Chiesa diocesana. Mettiamoci in piedi, andiamo con fiducia e coraggio a portare la Buona Notizia del Vangelo. Camminiamo insieme nella fede, nella carità, nella gioia. Guardiamo a Maria e torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza. Prendiamo l’iniziativa come comunità evangelica e andiamo incontro a tutti, soprattutto agli esclusi. Tenerezza e affetto non sono virtù dei deboli ma dei forti, di quelli che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti. A Maria affidiamo la nostra Chiesa di Lamezia e<strong> il nuovo pastore, monsignor Serafino Parisi</strong>, al quale auguriamo fede retta, speranza certa, carità operosa al servizio della nostra gente di Lamezia Terme e della Calabria. La concelebrazione eucaristica, animata dal coro della Cattedrale con i coristi della diocesi diretti dal maestro Attilio Lorenti, ha visto la partecipazione dell’arcivescovo di Catanzaro – Squillace monsignor Claudio Maniago e di numerosi sacerdoti da tutta la Diocesi.</p>
<p>Rivolgendosi a monsignor Schillaci a nome di tutto il clero diocesano, all’inizio della celebrazione,<strong> don Pino Angotti</strong>, delegato vescovile ad omnia, ha sottolineato alcuni tratti significativi del ministero di Schillaci che “resteranno nel nostro cuore incise come fuoco: la sua mitezza, il suo profondo rispetto dell’altro, di chiunque altro; il suo paziente attendere quando il passo di qualcuno di noi non era  abbastanza spedito perché appesantito dai lacci di logiche a volte non proprio evangeliche; il suo ostinato pensare positivo di chiunque; il suo amore per i più piccoli, i più fragili, per quelli che per gli altri non contano ma che sono preziosi davanti a Dio; il suo amore per questa chiesa che ha servito come un innamorato; il suo cercare la persona visitandola laddove essa vive; il suo desiderio di cercare soluzioni possibili e praticabili alle diverse necessità che si presentavano preoccupato unicamente di non  sacrificare  mai, nei limiti del possibile, il bene di tutte le persone in esse coinvolte; la disponibilità all’incontro e al dialogo sincero per trovare soluzioni capaci di risolvere efficacemente conflitti sociali nell’interesse del bene comune, atteggiamenti esistenziali che nascono da una sorta di regola di vita che lei si è dato … l’altro prima di me.”  Angotti ha ricordati gli anni difficili della pandemia e della sofferenza personale che ha toccato il vescovo Schillaci “anni in cui, senza fare alcun rumore ma rimanendo discreto fino al limite del silenzio, ci ha amati tutti di un amore che, come diceva monsignor Tonino Bello, è uscire da sé, dare senza chiedere, desiderare la felicità dell’altro”</p>
<p><strong>Donati al vescovo Schillaci un’icona e una croce pettorale</strong>, con sopra incisi i volti dei Santi Patroni Pietro e Paolo, “ piccoli segni – ha evidenziato don Pino Angotti &#8211; che però hanno la pretesa di voler essere testimonianza del grande affetto che sentiamo di portarle e della nostra gratitudine immensa”. Dal letto dell’ospedale dove si trova da domenica scorsa per un incidente domestico, il vescovo emerito monsignor Vincenzo Rimedio ha raggiunto monsignor Schillaci con un videomessaggio, parlando di “un momento inaspettato per me e per tanti lametini. Monsignor Schillaci ha fatto avvertire nella diocesi lametina un sussulto di spiritualità, sin dalla sua ordinazione episcopale il 6 luglio 2019.” Il vescovo emerito ha parlato del suo successore come “di un uomo spirituale, animato dal senso dell’umano e del trascendente, capace di dare a quanti l’hanno seguito a Lamezia &#8211; sono stati un buon numero &#8211; e a quanti lo seguiranno nella Diocesi di Nicosia e in Sicilia, orizzonti di senso. Di noi due vescovi qualcuno ha messo in risalto: questi due vescovi si vogliono bene. È stato così e sarà così.” In un telegramma, anche l’arcivescovo emerito monsignor Mario Milano ha salutato il vescovo Schillaci parlando di “anni che hanno lasciato un segno indelebile nella comunità lametina”. <strong>Presenti alla celebrazione</strong> i rappresentanti delle associazioni ecclesiali di volontariato, la deputazione lametina, il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro insieme alla giunta comunale. “In Monsignor Schillaci la nostra comunità ha scoperto la forza rivoluzionaria di un sorriso e la forza educativa delle parole” – ha detto il sindaco Mascaro a nome di tutti i sindaci della Diocesi ricordando l’ordinazione episcopale di monsignor Schillaci il 6 luglio 2019 &#8211;  da allora sono trascorsi anni difficili, anni difficili per la comunità e anni difficili per lei. Questa comunità, in questi anni, ha avuto la fortuna di incontrarla e di avere in lei un punto di riferimento. Lei ci ha mostrato la forza rivoluzionaria dell’ascolto”.  Saluto al vescovo anche da parte dei rappresentanti della società “Lamezia Europa”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/monsignor-schillaci-saluta-lamezia/">Monsignor Schillaci saluta Lamezia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;estremo saluto della politica calabrese alla Santelli (VIDEO)</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lestremo-saluto-della-politica-calabrese-alla-santelli-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 06:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Anci]]></category>
		<category><![CDATA[camera ardente]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadella]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>
		<category><![CDATA[santelli]]></category>
		<category><![CDATA[sindaci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=124457</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; di Nico De Luca &#8211; Un esercito di sindaci dietro il gonfalone ANCI, praticamente tutti e 404; rappresentanti delle istituzioni al ogni livello ed anche tanti comuni cittadini hanno portato l’ultimo saluto a Jole Santelli, la governatrice della Calabria, morta prematuramente a 51 anni. Nel grande piazzale della Cittadella regionale a Catanzaro la camera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lestremo-saluto-della-politica-calabrese-alla-santelli-video/">L&#8217;estremo saluto della politica calabrese alla Santelli (VIDEO)</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>di Nico De Luca &#8211; Un esercito di sindaci dietro il gonfalone ANCI, praticamente tutti e 404; rappresentanti delle istituzioni al ogni livello ed anche tanti comuni cittadini hanno portato l’ultimo saluto a Jole Santelli, la governatrice della Calabria, morta prematuramente a 51 anni.</p>
<p>Nel grande piazzale della Cittadella regionale a Catanzaro la camera ardente si è spostata all’esterno al termine della lunga notte di veglia all’ultimo piano dell’imponente edificio.</p>
<p>Dopo gli onori di governo a Cosenza l’omaggio dei suoi calabresi nel capoluogo di regione. In rappresentanza della conferenza stato regioni il presidente della Puglia Emiliano mentre il governatore De Luca ha inviato il Gonfalone della Campania ed il leader UDC Cesa è arrivato di persona</p>
<p>Tanti, tra cui gli assessori più stretti collaboratori fino all’ultimo, non se la sentono ancora di parlare. Come il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, fiero antagonista nelle fasi di candidatura alla presidenza ma amico personale, di partito e di famiglia che l’ha avuta come vice a Palazzo dei Bruzi. Gli altri primi cittadini hanno comunque voluto dedicare una riflessione personale alla figura di Santelli ed al momento molto più critico dopo la sua morte.</p>
<p>Ai nostri microfoni Vincenzo Voce – sindaco di Crotone;</p>
<p>Wanda Ferro – parlamentare FDI 3’40</p>
<p>Maria Limardo – sindaco di Vibo Valentia</p>
<p>Giuseppe Falcomatà – sindaco di Reggio Calabria</p>
<p>Sergio Abramo – sindaco e presidente amm. provinciale Catanzaro</p>
<p>Filippo Mancuso consigliere regionale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lestremo-saluto-della-politica-calabrese-alla-santelli-video/">L&#8217;estremo saluto della politica calabrese alla Santelli (VIDEO)</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
