Tag: russia

  • Crisi Russia-Ucraina: Tensione al largo tra Calabria e Sicilia, gli “occhi” della Nato sulle mosse delle navi di Putin

    Crisi Russia-Ucraina: Tensione al largo tra Calabria e Sicilia, gli “occhi” della Nato sulle mosse delle navi di Putin

    Il gruppo di navi da guerra russe nel Mediterraneo, “sta effettuando un transito in acque internazionali e non viola la sovranità degli Stati rivieraschi”. Lo specifica in una nota il ministero della Difesa, “in riferimento a quanto apparso su organi di stampa” secondo cui una formazione, composta da sei navi, ha varcato Gibilterra e ha attraversato il canale di Sicilia.

    La Nato, chiarisce la Difesa, “sta seguendo la navigazione del gruppo navale sin dalla partenza, avvenuta a metà gennaio dai porti di Severomorsk (Flotta del Nord) e da Baltijsk (Flotta del Baltico), e continuerà a monitorarne il transito. Né le Forze Nato e né la formazione navale russa hanno posto in essere comportamenti o volontà escalatorie”.
    «Le forze alleate monitorano abitualmente le navi russe che navigano vicino alle acque della Nato». Lo ha detto all’ANSA un funzionario dell’Alleanza atlantica interpellato sui possibili rischi derivanti dai vascelli di Mosca in prossimità dell’area in cui si tiene l’esercitazione alleata “Neptune Strike”, a sud della coste siciliane.

    «Neptune Strike – continua il funzionario – continua le sue attività di pattugliamento nel Mar Mediterraneo. Questo evidenzia la capacità della Nato di integrare le capacità marittime di alto livello di un gruppo d’attacco di portaerei per garantire un’elevata prontezza operativa e la difesa di tutti gli alleati. È la prima volta dai tempi della Guerra Fredda che un gruppo completo di portaerei statunitensi passa sotto il comando della Nato. Come ha già detto il segretario generale Jens Stoltenberg, la Nato farà sempre ciò che è necessario per proteggere e difendere tutti gli alleati».

  • Denise Pipitone: il caso si riaccende

    Denise Pipitone: il caso si riaccende

    A riaccendere il caso è stata una telespettatrice russa che lavora in Italia. Ha visto l’appello di Olesya Rostova e ha contattato la redazione di “Chi l’ha visto?”. La ragazza russa quando aveva 4 anni è stata rapita da una donna di etnia Rom. Ha vissuto qualche anno nel campo rom, fino a quando la “madre” è stata arrestata e lei è finita in un orfanotrofio. Dopo 17 anni cerca la sua vera mamma, con un appello in tv.

    La somiglianza ha fatto riaccendere qualche flebile speranza e lo stesso legale di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone dice: “Vogliamo rimanere con i piedi ben piantati a terra, cautamente speranzosi, ma senza illuderci più di tanto. Le segnalazioni passate ci hanno dimostrato che l’illusione non porta a nulla, ma sarà l’esame del Dna a fugare ogni dubbio (è stato già prelevato, ndr.). Vogliamo ringraziare quanti in questo momento ci sono vicini e sono solidali. Ci fa capire quante persone amino Denise e non l’abbiano dimenticata”.

    L’avvocato ha anche ribadito che Piera Maggio non si recherà in Russia perché  in convalescenza dopo un piccolo intervento.

  • Chi è più soggetto a forme gravi di covid? Uno studio lo dimostra

    Chi è più soggetto a forme gravi di covid? Uno studio lo dimostra

    La scoperta è di un team di ricerca russo che ha messo a punto un modello in grado di calcolare la gravità dell’infezione da coronavirus. Il test condotti a Mosca e poi in Spagna, a Madrid, hanno confermato che è possibile prevedere il rischio di malattia grave “con alta precisione”.
    L’incidenza all’infezione da coronavirus dipenderebbe dalla predisposizione genetica di ciascuna persona.
    Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Immunology:  “Uno dei meccanismi chiave utilizzati dall’uomo per combattere le infezioni virali – spiegano i ricercatori – è la risposta immunitaria mediata dalle cellule T. Lo sviluppo di questa immunità cellulare parte dal riconoscimento dei peptidi virali, una capacità per lo più determinata dalle molecole di HLA-1 responsabili di questo riconoscimento. Se rilevano bene il virus, le cellule T riconosceranno e distruggeranno rapidamente le cellule infette, altrimenti è più probabile che si sviluppi un caso di malattia più grave”.
    Sulla base di questi presupposti si è studiato la relazione tra il genotipo del sistema HLA-1 e la gravità di Covid-19.
    Gli autori dello studio spiegano che è stato sviluppato “un modello in grado di fornire una valutazione integrale della possibile efficienza del sistema HLA-1 e assegnato un punteggio da 0 a 100”, dove a valori più bassi corrispondeva un migliore riconoscimento dei peptidi virali e dunque un rischio inferiore di malattia grave. Per convalidare il modello, i ricercatori hanno analizzato i genotipi di oltre 100 pazienti con Covid-19 e confrontato i risultati con quelli di 400 persone sane, osservando che il punteggio di rischio “era altamente efficace” nel predire la gravità della malattia.
    Successivamente, gli studiosi hanno testato il modello su 45 pazienti di Madrid, in Spagna, confermando “l’alta precisione della previsione”. Il punteggio di rischio nei casi di Covid-19 grave è infatti risultato significativamente più elevato rispetto ai casi lievi o moderati.

  • Caso Navalny, lettera aperta di Vito Grittani

    Caso Navalny, lettera aperta di Vito Grittani

     
    Continua a tenere banco l’esposizione mediatica delle attività poste in essere dal politico Alexei Navalny, noto oppositore di Putin. Questi si era reso già noto alle cronache internazionali avendo pubblicamente denunciato di essere stato avvelenato dai servizi di sicurezza russi durante la sua permanenza in Germania. Diverse e fantasiose sono state le ricostruzioni sull’argomento.
    Già circa tali eventi abbiamo manifestato come tali attività sembrassero avere come unica finalità quella, non solo di infangare il buon nome della Russia, ma anche quella di spingere i Paesi dell’Unione Europea ad attuare pesanti sanzioni nei confronti della medesima nazione. Un atteggiamento che non solo si è dimostrato quale anti-patriottico ma, evidentemente, ispirato alle altissime aspirazioni di Navalny, fortemente incoraggiate da forze esterne alla Russia, notoriamente ostili a questa.
    Il Navalny, così come abbondantemente preannunciato, è stato tratto in arresto appena rientrato in suolo russo, poiché accusato di aver violato le condizioni di esecuzione di una vecchia condanna. Pertanto, è da ritenere ingiustificato il grande polverone alzato sull’argomento. La Federazione Russa è uno Stato che ha il diritto e il dovere di esercitare quella che è la funzione giudiziaria, senza che questa possa vedersi compromessa da ingerenze esterne. A questo, si aggiunga che il Navalny doveva essere giudicato anche in un processo nel quale veniva accusato di aver insultato un reduce della II guerra mondiale. Il Tribunale competente lo ha ritenuto colpevole e, pertanto, lo ha condannato ad una pena di 2 anni e 5 mesi, alla quale va aggiunto un anno da precedente condanna, per un totale di 3 anni e 5 mesi, al netto della pena presofferta.
    Immediatamente, i sostenitori di questo dissidente hanno urlato alla sentenza orientata politicamente. Non possiamo pensare che uno Stato possa cedere pezzi di giustizia o che possa concedere una sorta di immunità a determinate persone, soltanto perché politicamente attive. A questo si aggiunga che al processo hanno partecipato, in qualità di osservatori, anche dei diplomatici UE, i quali hanno giustificato la loro presenza poiché ritenevano il processo come strumento di repressione dei diritti umani. Nessuno si è opposto a tale presenza, ciò a dimostrare la completa e trasparente collaborazione con la Comunità Internazionale.
    Tuttavia, non possiamo non chiederci cosa sarebbe successo se ciò si fosse verificato in altri Stati. Si sarebbe gridato al golpe? Si sta delineando sempre più una politica fortemente anti-Russa, la cui ispirazione è notoriamente appannaggio di determinate potenze straniere. Si è per caso ingerita la Russia nei fatti che hanno visto il Parlamento statunitense occupato da manifestanti a favore dell’uscente Presidente Trump?
    Non è più comprensibile o giustificabile la condotta di Navalny, il quale evidentemente strumentalizza, in ogni occasione, quanto gli derivi dalla sua attività politica, a danno della nazione russa, invocando in ogni occasione sanzioni. Inoltre, è stato doloroso aver dovuto constatare la partecipazione di diplomatici tedeschi, polacchi e svedesi alle manifestazioni organizzate dai sostenitori di Navalny. È stato doloroso perché abbiamo assistito alla scelta di canali che nulla hanno a che fare con la Diplomazia, che deve seguire sempre canoni di rispetto ben precisi, nell’ottica di una proficua collaborazione fra popoli. Pertanto, in ottemperanza di quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna, non si poteva non espellere tali diplomatici.
    Non possiamo che rifarci, per riassumere la portata sconcertante delle azioni poste in essere da Navalny, alle parole che il presidente Putin ha pronunciato alla tv pubblica russa. I notevoli successi raggiunti dalla Russia, anche nella lotta contro il Coronavirus, con la predisposizione del vaccino “Sputnik V”, attraggono necessariamente le ire di avversari o potenziali tali, i quali adoperano personaggi quali Navalny, assetati di potere personale, per raggiungere finalità che, invece, intendono fiaccare e indebolire il prestigio internazionale e mondiale della Russia. E ciò è particolarmente grave se effettuato in un periodo storico dove i popoli sono già abbondantemente minati nella loro psiche e nei bisogni materiali a causa della pandemia.
    Vito Grittani – Ambasciatore a.d. della Repubblica di Abcasia