Tag: quarantena

  • Hantavirus, quarantena obbligatoria per il marittimo 25enne di Villa San Giovanni

    Hantavirus, quarantena obbligatoria per il marittimo 25enne di Villa San Giovanni

    La sindaca di Villa San Giovanni (Reggio Calabria), ha posto in quarantena obbligatoria Federico Amaretti, il marittimo di 25 anni che era a bordo del volo Klm dove si trovava anche la donna morta per Hantavirus.

    La sindaca Giusy Caminiti ha emesso l’ordinanza già sabato scorso ma Amaretti, rientrato la sera del 5, era già in isolamento volontario quando ha ricevuto la telefonata della Polizia locale e dell’Asp di Reggio.

    L’uomo dovrà restare in isolamento per 45 giorni ed è costantemente monitorato. La sindaca lo sente quotidianamente e le sue condizioni sono buone. Amaretti è asintomatico.
    (Ansa)

  • Hantavirus, il passeggero calabrese Federico Amaretti: “In quarantena, ma sto bene”

    Hantavirus, il passeggero calabrese Federico Amaretti: “In quarantena, ma sto bene”

    E’ il 25enne calabrese Federico Amaretti, uno tra i quattro italiani presenti sul volo dal Sudafrica all’Olanda sul quale viaggiava la donna poi deceduta per Hantavirus. “Faccio il marittimo, ho preso il volo il 25 sera da Johannesburg ad Amsterdam, poi Roma e infine Reggio Calabria”. Così ha detto al Tg1 aggiungendo “L’aereo doveva partire alle 23.30 ma era in ritardo. Intorno alle 22.55 il comandante ha spiegato che una donna era stata sbarcata perché si era sentita male”, racconta. “Io ero seduto negli ultimi sedili e non l’ho vista”.

    Il giovane è stato contattato dal Ministero della Salute e dall’Asp Calabria: “Mi hanno detto di stare in isolamento e di misurare la temperatura mattina e sera. Se dovessi avere sintomi, soprattutto febbre, devo ricontattarli. Lunedì verrà un medico per le analisi”.

    “Non sono preoccupato perché il contagio è basso. Non ho sintomi e sto bene”, ha concluso il giovane reggino.

  • Crotone, in quarantena i mezzi per la raccolta dei rifiuti: riscontrati alti livelli di radioattività

    Crotone, in quarantena i mezzi per la raccolta dei rifiuti: riscontrati alti livelli di radioattività

    “Akrea S.p.A. informa la cittadinanza che il regolare svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel territorio comunale sta subendo rallentamenti a causa del fermo operativo di alcuni automezzi. Tali mezzi, adibiti alla raccolta, sono stati posti in quarantena obbligatoria presso l’impianto regionale di destinazione di Ponticelli, in seguito al riscontro di livelli di radioattività superiori ai limiti di legge rilevati dai sistemi di controllo radiometrico presenti nello stesso impianto”. Lo si legge in una nota.

    Si precisa “che le procedure di messa in quarantena e il conseguente fermo dei mezzi sono obbligatorie per legge e sono strettamente finalizzate alla tutela della salute pubblica, degli operatori e dell’ambiente. L’inutilizzo di questi automezzi comporta e comporterà inevitabili difficoltà nella gestione ordinaria del servizio di raccolta. La Società sottolinea che tali criticità non sono in alcun modo imputabili all’organizzazione del servizio, ma sono riconducibili a conferimenti scorretti e non consentiti di rifiuti da parte di soggetti al momento ignoti, in particolare alla presenza di materiali anomali e pericolosi, o rifiuti sanitari, che sono classificati come rifiuti speciali e che non devono assolutamente essere immessi nel circuito dei rifiuti urbani. Il ritrovamento di questi materiali, individuati in fase di accettazione presso l’impianto finale, determina il blocco dei mezzi, con gravi ripercussioni sull’efficacia del servizio e sul decoro urbano”.

    Nella nota, inoltre, si evidenzia che “Akrea, in stretta collaborazione con gli enti competenti, ha immediatamente attivato tutte le procedure previste per il ripristino delle condizioni di sicurezza e per la progressiva normalizzazione del servizio. Akrea rinnova con forza l’invito alla cittadinanza a conferire correttamente i rifiuti, rispettando scrupolosamente le modalità previste, e a non introdurre in alcun modo nel circuito dei rifiuti urbani materiali pericolosi, speciali o sanitari il cui smaltimento segue canali specifici e regolamentati dalla legge.
    La Società assicura il massimo impegno supplementare per garantire il più rapido ripristino dei livelli standard di servizio”.

  • Quarantena Covid, la Corte Costituzionale “boccia” il tribunale di Reggio Calabria

    Quarantena Covid, la Corte Costituzionale “boccia” il tribunale di Reggio Calabria

    La quarantena Covid non viola la libertà personale. A chiarirlo definitivamente è la Corte Costituzionale che nelle motivazioni della sentenza 127 depositata oggi dichiara legittima l’incriminazione di chi esca di casa dopo un provvedimento dell’autorità sanitaria che glielo vieta a causa della positività al virus Sars-Cov-2.

    “La quarantena imposta ai malati di Covid-19, così come regolata dalle disposizioni impugnate, è una misura restrittiva di carattere generale, introdotta dalla legge per motivi di sanità, che limita la libertà di circolazione (articolo 16 della Costituzione), e non quella personale (articolo 13) – si legge in un passaggio della sentenza redatta da Augusto Barbera – . Essa infatti non implica alcun giudizio sulla personalità morale e la dignità sociale della persona risultata positiva, tale da richiedere la valutazione del giudice. Né l’applicazione della misura obbligatoria dell’isolamento, o il suo mantenimento, permette l’uso della coercizione fisica, perché, salve le eventuali conseguenze penali, chi è stato posto in quarantena è in condizione di sottrarsi alla misura senza che sia possibile impedirglielo fisicamente”.

    Il Tribunale di Reggio Calabria riteneva costituzionalmente illegittima la norma penale perché non prevede che il provvedimento dell’autorità sanitaria sia convalidato entro 48 ore dal giudice, come stabilisce l’articolo 13 della Costituzione sulla libertà personale, in applicazione della cosiddetta riserva di giurisdizione.

    “In alcun modo paragonabile agli arresti domiciliari”
    La censura non è stata accolta. La Corte ha anche escluso che la misura dell’isolamento sia in alcun modo paragonabile a quelle degli arresti domiciliari e della detenzione domiciliare, richiamate dal Tribunale di Reggio Calabria. Entrambe infatti – sottolinea la Consulta – sono instaurate, o ripristinate, anche con l’impiego della forza fisica, e appartengono alla sfera del diritto penale, mentre la circostanza di avere contratto il virus Sars-Cov-2 non comporta valutazioni sulla responsabilità personale.

    Pertanto, il fatto che la norma incriminatrice stabilisca che l’isolamento consegue a un provvedimento dell’autorità sanitaria non comporta la necessità costituzionale che tale provvedimento sia convalidato dal giudice ai sensi dell’articolo 13 della Costituzione.
    Anzi. Poiché siamo nel campo della libertà di circolazione, secondo la Corte la norma penale avrebbe anche potuto introdurre un reato che consiste nel circolare, benché consapevoli di essere positivi al virus Sars-Cov-2, senza necessità che l’obbligo dell’isolamento sia prescritto da un apposito provvedimento amministrativo.
    (Adnkronos)

  • Corte Costituzionale: Disposizioni sulla quarantena obbligatoria non violano libertà personale

    Corte Costituzionale: Disposizioni sulla quarantena obbligatoria non violano libertà personale

    La Corte costituzionale ha esaminato in camera di consiglio le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale penale di Reggio Calabria su alcune disposizioni del decreto legge n. 33 del 2020, che contiene misure per limitare la diffusione del Covid-19. In particolare sono state censurate le norme che introducono sanzioni penali nei confronti di chi, risultato positivo al Covid e sottoposto alla quarantena obbligatoria, lasci la propria dimora o abitazione.

    Il Tribunale ritiene che la quarantena obbligatoria incida non sulla libertà di circolazione dei cittadini (articolo 16 della Costituzione) ma sulla libertà personale (articolo 13 della Costituzione) e che, pertanto, i relativi provvedimenti debbano essere adottati dall’autorità giudiziaria o, nell’impossibilità, averne la convalida.

    In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni. La quarantena obbligatoria e le relative sanzioni penali, così come regolate dalle disposizioni impugnate, incidono sulla sola libertà di circolazione. Non comportano alcuna coercizione fisica, sono disposte in via generale per motivi di sanità e si rivolgono a una indistinta pluralità di persone, accomunate dall’essere positive al virus trasmissibile ad altri per via aerea.

  • Corigliano-Rossano: quarantena comunicata via sms

    Corigliano-Rossano: quarantena comunicata via sms

    E’ il Sindaco Flavio Stasi a comunicare il nuovo metodo che introduce la comunicazione di inizio e fine quarantena via sms da parte del Centro operativo comunale: “Si tratta della prima ordinanza in Calabria che va in questa direzione, un atto che ritengo necessario per adeguare il nostro Comune alla efficienza di altri territori italiani e, più in generale, per provare ad indirizzare anche le istituzioni extra-comunali in tal senso, convinto che sia necessario limitare al massimo i tanti disagi generali già causati dalla pandemia. Di concerto con il Dipartimento Prevenzione, in queste ore sarà attuato un diverso protocollo di comunicazione tra gli uffici sanitari ed il Centro operativo della Protezione civile, basato esclusivamente su dati elettronici”. “In altre regioni i Comuni non intervengono nemmeno nella gestione delle quarantene e delle revoche, comunicate direttamente dalle Aziende sanitarie”.

    L’ordinanza – conclude – ha efficacia immediata; tale modalità di comunicazione sarà attuata progressivamente per consentirne la corretta applicazione. Da questo punto di vista, ovviamente, è necessario che i cittadini che si sottopongono a tampone in uno dei luoghi stabiliti dalle disposizioni regionali (Asp, farmacie, laboratori, medici ecc.) forniscano recapiti corretti. Per quanto riguarda le revoche, si applicheranno le nuove modalità previste dall’ordinanza del presidente della Giunta regionale n. 5 del 10 gennaio 2022″.

  • Cambiano le regole anti-covid a scuola per docenti e alunni: con un solo positivo tutti in classe

    Cambiano le regole anti-covid a scuola per docenti e alunni: con un solo positivo tutti in classe

    L’Istituto superiore di sanità, Regioni e ministeri alla Salute e all’Istruzione hanno elaborato un nuovo documento con le regole da osservare durante la fase covid all’interno delle scuole dalle elementari in su. Secondo quanto si apprende sarà disposta la quarantena
    se ci sono tre alunni positivi in classe, tutti in aula, invece, se ce n’è solo uno. Il nuovo documento elaborato dovrebbe vedere la luce nelle prossime ore. Dieci giorni fa il testo sembrava essere pronto ma il Garante della privacy aveva chiesto alcuni cambiamenti ed adesso si è arrivati ad un nuovo testo che, salvo colpi di scena, dovrebbe essere quello definitivo.

    Anche per quanto riguarda i tamponi ci sono novità: in aggiunta a quelli già usati in caso di quarantena, ce ne sono altri due. Uno è denominato “T0” e va eseguito appena c’è un caso positivo, l’altro è il “T5”, da fare dopo cinque giorni. Possono essere eseguiti i test rapidi, molecolari oppure i salivari con analisi sempre molecolare. Ad esempio: appena viene segnalato un caso positivo in classe, i compagni dello studente (o del docente) che ha il Covid devono fare subito il “tampone 0” e rientrano subito in classe se il risultato è negativo. Dopo altri cinque fanno l’altro test. Diverso il discorso per i docenti che se sono vaccinati fanno il test e, se negativo, rimangono a scuola. Se invece non hanno ricevuto la somministrazione vanno in quarantena per 10 giorni anche se il primo test è negativo e rientrano soltanto se il nuovo tampone dà il via libera.

    Se invece in classe ci sono due casi positivi, conta se si è vaccinati. Esempio: gli alunni (per ovvie ragioni dalla seconda media in poi) vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi proseguono la sorveglianza con i due test, a zero e cinque giorni, mentre quelli non vaccinati vanno in quarantena 10 giorni anche se negativi al primo tampone. Stessa cosa per i docenti.
    Con tre casi positivi in classe si torna in Dad quindi sia gli alunni che i docenti, dopo aver fatto il primo tampone, anche se negativo, vanno in quarantena. Regole diverse poi per i vaccinati: l’isolamento dura 7 giorni, se invece non si è vaccinati ne servono 10.
    Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia che viene frequentata dai bambini senza dispositivi di protezione, se c’è un caso positivo all’interno della classe, dopo il tampone vanno tutti in quarantena 10 giorni e poi devono fare il test.
    Il dirigente scolastico, nell’eventualità di un caso Covid, “in via eccezionale ed urgente” può sospendere temporaneamente le attività didattiche e avviare le misure del protocollo, solo successivamente interviene la Asl di competenza, alla quale spetta l’individuazione dei contatti stretti e non.

  • Bozza ministero: a scuola niente quarantena con un caso covid, ma resta per i bambini 0-6 anni

    Bozza ministero: a scuola niente quarantena con un caso covid, ma resta per i bambini 0-6 anni

    Niente quarantena per gli studenti di una classe in cui c’è un caso positivo di Covid, ma sorveglianza con i test. Isolamento per tutta la classe, invece, se il virus colpisce un bambino da 0 a 6 anni.

    E’ la bozza con le “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid-19 in ambito scolastico” dell’Istituto Superiore di Sanità, dei ministeri della Salute e dell’Istruzione e delle Regioni, 7 pagine aggiornate al 7 ottobre. Nella bozza, anticipata da Repubblica, si parla di adottare una strategia di “sorveglianza con testing”: i contatti del contagiato potranno rientrare in classe se negativi.

    Il condizionale è d’obbligo, perché la nuova procedura sulle quarantene nei casi Covid a scuola non è ancora ufficiale: si tratta, comunque, di una proposta autorevole che ha buone possibilità di essere accolta, nella sostanza, perché a redigere la bozza sono stati, di concerto, l’Istituto Superiore di Sanità, i ministeri della Salute, dell’Istruzione e delle Regioni.

    Una volta approvate definitivamente, le disposizioni verrebbero indicate direttamente alle Asl, ovvero agli enti sanitari preposti a decidere sulle quarantene. Ai fini dell’accertamento del contagio, sembra che varrebbero anche i test salivari. Tamponi e test salivari dovrebbero poi ripetersi, dopo 4-5 giorni.

    Ma se i positivi sono due…
    Se però, nelle due tornate di tamponi, si trova un altro positivo, e quindi i casi in classe diventano due, le cose cambiano. In questo caso, se il caso non è più singolo, gli alunni non vaccinati, ma anche i docenti nella stessa situazione, andranno in quarantena per 10 giorni, come prevedono le regole sull’isolamento, mentre i vaccinati (ovviamente con tampone negativo) potranno restare ancora in classe.
    Se invece i casi trovati con i test sono due o più, e quindi il totale sale almeno a tre, tutti gli alunni andranno in quarantena, i vaccinati per 7 giorni e gli altri per 10..

  • Operazione “Aquila Omnia”, un centinaio di afghani in quarantena in Sila

    Operazione “Aquila Omnia”, un centinaio di afghani in quarantena in Sila

    Da Kabul all’Italia, militari dell’Esercito in prima linea per l’evacuazione. L’Esercito ha infatti messo a disposizione sei Basi Logistico-Addestrative e un centinaio di ospiti saranno sottoposti a quarantena anche in Sila, a Camigliatello, per poi essere trasferiti in altre strutture che saranno individuate sul territorio nazionale. In seguito al deterioramento delle condizioni di sicurezza dell’Afghanistan e sin dall’avvio dell’operazione “Aquila Omnia”, infatti, che prevede l’evacuazione dei collaboratori afghani e delle loro famiglie, del personale diplomatico italiano e dei nostri connazionali ancora presenti nel Paese asiatico, militari dell’Esercito Italiano sono impiegati in prima linea nell’Aeroporto Internazionale “Hamid Karzai” di Kabul.

    Sono operativi anche i nuclei accoglienza e trasporti che l’Esercito ha messo a disposizione del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e del Joint Force Headquarters (JFHQ) di Roma, per la gestione dell’accoglienza presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino e per il trasferimento del personale presso apposite strutture alloggiative individuate dai Ministeri della Difesa e dell’Interno e dislocate su tutto il territorio nazionale. In tale quadro, l’Esercito ha messo a disposizione sei Basi Logistico-Addestrative (con un totale, a oggi, di più di 820 posti letto) presso le quali il personale proveniente dall’Afghanistan verrà temporaneamente ospitato e sottoposto a quarantena, nell’ambito della mitigazione del rischio CoVid-19.

    Secondo quanto reso noto, sono 77 gli ospiti già presenti presso la Base dell’Esercito di Roccaraso (AQ), 120 in quella di Camigliatello Silano (CS), 80 a Colle Isarco (BZ), 104 a Edolo (BS) e 206 a Sanremo (IM); un’intera famiglia afghana si trova invece presso il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, nella città militare della Cecchignola.

    Il Comando Militare della Capitale, con il proprio personale, gestisce le molteplici attività delle dipendenti Basi Logistico Addestrative e presso l’aeroporto di Fiumicino, operazioni costantemente monitorate da una sala operativa. “Aquila Omnia” è l’operazione avviata dallo Stato Maggiore della Difesa, su richiesta del Ministro Lorenzo Guerini, pianificata dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e condotta dal Joint Force Headquarters (JFHQ). Essa prevede l’evacuazione dall’Afghanistan e il successivo trasferimento in Italia del personale diplomatico dell’Ambasciata italiana a Kabul, dei nostri connazionali e di tutti gli afghani che, a vario titolo, hanno collaborato con il Ministero della Difesa e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

    foto di repertorio

  • San Luca, fratelli positivi al Covid erano a spasso violando la quarantena

    San Luca, fratelli positivi al Covid erano a spasso violando la quarantena

    A San Luca, i Carabinieri, hanno denunciato in stato di libertà, alla Procura di Locri, per inosservanza di un provvedimento dell’autorità, F.S. ed E.S., fratello e sorella, rispettivamente di 24 e 29 anni: entrambi, infatti, pur positivi a tampone molecolare da Covid-19, erano usciti da casa normalmente, come se nulla fosse, non ottemperando così al provvedimento di quarantena domiciliare firmato dal sindaco, che avrebbero dovuto rispettare. A seguito di un controllo presso la loro abitazione, i due infatti non sono stati trovati in casa dai militari che dopo gli opportuni accertamenti, hanno verificato non avessero ricevuto autorizzazioni particolari ad uscire.

    Come ricordano i militari, “le misure di contenimento del contagio da covid-19 devono essere rispettate, senza abbassare la guardia contro un nemico invisibile che continua ad avere effetti devastanti sulle nostre vite”. È questo il messaggio che giunge dal comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria: “Il declassamento della Regione Calabria a zona gialla deve essere uno stimolo ad adottare, il più possibile, comportamenti responsabili, nel rispetto delle norme e a tutela della salute di tutti”.

    I controlli dell’Arma continueranno su tutta la provincia. Ma tra i vari compiti di cui si sono occupati i militari dell’Arma durante l’emergenza pandemia c’è stato anche quello di supportare e sensibilizzare la popolazione al rispetto delle prescrizioni, ma anche quello di ricostruire la “catena del contagio”, di verificare cioè con chi sono stati in contatto i positivi, così da avvisare le persone a rischio e rallentare i contagi. Queste precauzioni, tuttavia, devono essere sempre accompagnate dai comportamenti virtuosi di chi è stato già contagiato dal virus, così da evitare contagi ulteriori.