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	<title>policlinico Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Sep 2026 12:13:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tornati a Cosenza i due gemellini sottoposti a delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso con il rientro a casa, a Cosenza, il percorso assistenziale dei due gemellini sottoposti a un delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano. La vicenda ha avuto origine alla 25ª settimana di gestazione, quando un rapido aggravamento delle condizioni dei due feti, a causa della sindrome da trasfusione feto-fetale, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Si è concluso con il rientro a casa, a <strong>Cosenza,</strong> il percorso assistenziale dei due gemellini sottoposti a un delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano. La vicenda ha avuto origine alla 25ª settimana di gestazione, quando un rapido aggravamento delle condizioni dei due feti, a causa della sindrome da trasfusione feto-fetale, ha reso necessario il trasferimento urgente della madre dalla Calabria alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Grazie alla presa in carico da parte dell&#8217;équipe della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale, diretta da Nicola Persico, la gestante è stata sottoposta nella stessa giornata a un intervento di chirurgia in utero con laser, finalizzato a interrompere i vasi placentari responsabili dello squilibrio del flusso sanguigno tra i due gemelli. L&#8217;intervento è stato eseguito con successo e ha consentito di proseguire la gravidanza fino alla 29ª settimana.</p>
<p class="isSelectedEnd">I due gemellini sono nati nel mese di luglio e sono stati successivamente assistiti nella Terapia Intensiva Neonatale dell&#8217;ospedale di Cosenza. Dopo il periodo di degenza, nei giorni scorsi hanno fatto rientro a casa con i genitori, al termine di un percorso che ha visto la collaborazione tra le strutture sanitarie coinvolte e diverse istituzioni. La gravidanza era complicata dalla sindrome da trasfusione feto-fetale, una condizione rara e potenzialmente molto pericolosa che può verificarsi nelle gravidanze gemellari monocoriali biamniotiche, nelle quali i due feti condividono la stessa placenta ma crescono in due sacchi amniotici distinti.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;accesso al Pronto soccorso Ostetrico dell&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza e i primi accertamenti avevano evidenziato un rapido deterioramento delle condizioni cardiocircolatorie dei due gemelli, mettendone a rischio la sopravvivenza in utero. In queste gravidanze, in circa il 10-15% dei casi, può verificarsi uno squilibrio nel passaggio di sangue tra i due feti attraverso i vasi sanguigni presenti sulla placenta: un gemello, detto &#8216;donatore&#8217;, riceve una quantità insufficiente di sangue, mentre l&#8217;altro, il &#8216;ricevente&#8217;, è sottoposto a un afflusso eccessivo, con conseguenze anche molto gravi.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Questa situazione &#8211; ha detto Nicola Persico, direttore della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano e docente dell&#8217;Università degli Studi di Milano &#8211; porta a uno sbilanciamento del flusso sanguigno tra i due gemelli. La sindrome comporta una riduzione della produzione di urina fetale da parte del gemello donatore e quindi una diminuzione del liquido amniotico. Nelle fasi più avanzate, le complicanze coinvolgono l&#8217;apparato cardiovascolare e, se non opportunamente trattata, la sindrome può portare alla morte in utero di entrambi i gemelli o, in caso di sopravvivenza di uno dei due, al rischio di danni cerebrali&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Il dipartimento Area Materno Infantile, guidato da Ernesto Leva, della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, rappresenta un riferimento nazionale per il monitoraggio e il trattamento di questa patologia, con oltre 400 gestanti seguite. La sindrome da trasfusione feto-fetale viene generalmente individuata tra la 16esima e la 26esima settimana di gravidanza. La velocità e l&#8217;aggressività con cui può evolvere rendono fondamentale una diagnosi tempestiva e, nei casi più gravi, un intervento specialistico immediato. Valutata insieme al direttore della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano l&#8217;estrema urgenza del caso, i professionisti della Ginecologia e Ostetricia dell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza hanno organizzato in poche ore il trasferimento della paziente a Milano, grazie a un volo messo a disposizione dall&#8217;Aeronautica Militare, in sinergia con la Prefettura di Cosenza. Arrivata al Policlinico di Milano, la mamma dei gemellini è stata sottoposta nella stessa giornata all&#8217;intervento chirurgico. L&#8217;équipe multidisciplinare della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale ha eseguito una chirurgia in utero con laser, con l&#8217;obiettivo di separare i vasi sanguigni responsabili della trasfusione feto-fetale e ripristinare un corretto equilibrio del flusso sanguigno tra i due gemelli.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;intervento è perfettamente riuscito. La signora è stata quindi ricoverata per diversi giorni nella Clinica Mangiagalli, accompagnata dal marito, per consentire il monitoraggio e la stabilizzazione delle condizioni dei due bambini. Da qualche giorno i gemelli hanno fatto rientro a casa. Considerata la particolare evoluzione di queste gravidanze, caratterizzate frequentemente da un parto pretermine, è stato successivamente pianificato il rientro della famiglia a Cosenza. Anche in questa fase è stata fondamentale una rete di solidarietà: grazie all&#8217;attivismo dei sacerdoti del Policlinico di Milano è stato possibile garantire alla famiglia un rientro sicuro e sereno, in una situazione in cui i voli disponibili erano difficili da reperire e le alternative avrebbero comportato maggiori difficoltà e rischi per la madre. I due gemellini sono nati nel mese di luglio, alla 29ª settimana di gestazione, e sono stati successivamente assistiti nella Terapia Intensiva Neonatale dell&#8217;ospedale cosentino.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Questa storia &#8211; ha sottolineato l&#8217;assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso &#8211; dimostra ancora una volta il valore straordinario della sanità lombarda e delle sue eccellenze. Di fronte a un&#8217;emergenza complessa e delicatissima, una paziente è stata trasferita dalla Calabria a Milano e ha trovato al Policlinico un&#8217;équipe altamente specializzata, capace di intervenire immediatamente con una procedura di chirurgia fetale estremamente avanzata. È questo il significato più concreto di una sanità che mette competenze, tecnologia e professionalità al servizio della vita. Il caso della mamma dei gemellini dimostra inoltre quanto sia importante la collaborazione tra strutture sanitarie e istituzioni, anche quando è necessario superare tanti chilometri in poche ore. Ringrazio i professionisti del Policlinico di Milano, quelli dell&#8217;Ospedale di Cosenza, l&#8217;Aeronautica Militare e la Prefettura, insieme a tutti coloro che hanno contribuito al trasferimento e al rientro della famiglia. La nascita dei due gemellini alla 29ª settimana è il risultato di una straordinaria catena di competenze e solidarietà. A questi due piccoli e ai loro genitori va il nostro augurio più grande&#8221;.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Grazie all&#8217;expertise che rende il Policlinico di Milano un centro all&#8217;avanguardia nel trattamento di diverse patologie attraverso la diagnosi prenatale e la chirurgia fetale &#8211; ha concluso il direttore generale del Policlinico di Milano, Matteo Stocco &#8211; è possibile creare sinergie e rafforzare collaborazioni tra professionisti che superano le distanze, per un&#8217;assistenza e un&#8217;idea di cura volte a individuare sempre, di fronte a qualsiasi situazione, la risposta terapeutica più adeguata per la salute del paziente e, in questo caso specifico, di un&#8217;intera famiglia&#8221;.</p>
<p dir="ltr"><em>(LNotizie)</em></p>
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		<title>Morto il calabrese Giovanni Scambia, primario al Policlinico Gemelli Irccs di Roma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morto-il-calabrese-giovanni-scambia-primario-al-policlinico-gemelli-irccs-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 13:39:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il noto ginecologo Giovanni Scambia, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs, è morto. Nato a Catanzaro 66 anni fa, era primario al Policlinico Gemelli, autore di numerosi studi presentati in tutti i più importanti congressi internazionali. Nonostante la grave malattia che lo aveva colpito ha continuato a lavorare fino alla fine. “A nome [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il noto ginecologo <strong>Giovanni Scambia</strong>, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli Irccs, è morto. Nato a Catanzaro 66 anni fa, era primario al Policlinico Gemelli, autore di numerosi studi presentati in tutti i più importanti congressi internazionali. Nonostante la grave malattia che lo aveva colpito ha continuato a lavorare fino alla fine.</p>
<p>“A nome mio e della Giunta della Regione Calabria esprimo profondo cordoglio per la scomparsa del luminare della ginecologia oncologica, Giovanni Scambia&#8221;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.<br />
&#8220;Un’eccellenza calabrese, un grandissimo medico, dalle enormi qualità professionali ed umane, che ha dato prestigio alla nostra Regione e al sistema sanitario italiano. Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze”.<br />
&#8220;Con Giovanni Scambia la sanità italiana perde un luminare dell&#8217;oncologia ginecologica. Direttore Scientifico e Direttore dell&#8217;Uoc Ginecologia Oncologica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, il Prof. Scambia, ha accompagnato tantissime donne nel loro percorso di sofferenza, con grande competenza e umanità. Alla sua famiglia, alla comunità scientifica e clinica del Gemelli, giungano le condoglianze mie personali e di tutta la Giunta Regionale del Lazio&#8221;, afferma il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. </p>
<p>Anche il prof. Giovanni Cuda, Rettore dell&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro, ha espresso il suo cordoglio. &#8221; Con profonda tristezza apprendiamo della prematura scomparsa del Prof. Giovanni Scambia, professore ordinario di Ginecologia, direttore scientifico, presidente del Comitato esecutivo, direttore del Dipartimento Salute della donna e del bambino della Fondazione Policlinico Gemelli. Il professore Scambia è stato un eccellente ricercatore, medico e scienziato di straordinario valore. La sua dedizione per la ricerca e la medicina ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nel panorama scientifico e sanitario, contribuendo in modo significativo al progresso della conoscenza e alla cura dei pazienti. Giovanni Scambia è stato non solo un luminare nel suo campo, ma anche uno dei migliori figli di Catanzaro, portando con sé, ovunque andasse, l&#8217;eccellenza e l&#8217;orgoglio della sua terra.<br />
Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui,- conclude Cuda &#8211; esprimo le più sentite condoglianze da parte di tutta la comunità dell&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro.<br />
Il suo esempio continuerà a ispirare le future generazioni di studiosi e medici&#8221;.</p>
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		<title>Corruzione nella sanità a Catanzaro, il Gip: Esami ridotti a farsa per incarichi a parenti e amici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corruzione-nella-sanita-a-catanzaro-il-gip-esami-ridotti-a-farsa-per-incarichi-a-parenti-e-amici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 15:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo appalti, ma anche incarichi professionali all&#8217;Università Magna Graecia. Due imprenditori e un dirigente medico-docente universitario dell’Azienda «Dulbecco» sono stati messi ai domiciliari mentre 13 dipendenti di strutture sanitarie sono stati sospesi per un giro di appalti truccati a Catanzaro. &#8220;Un assoggettamento degli interessi pubblici per il miglior reclutamento di dipendenti o di contraenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo appalti, ma anche incarichi professionali all&#8217;Università Magna Graecia. Due imprenditori e un dirigente medico-docente universitario dell’Azienda «Dulbecco» sono stati messi ai domiciliari mentre 13 dipendenti di strutture sanitarie sono stati sospesi per un giro di appalti truccati a Catanzaro. </p>
<p>&#8220;Un assoggettamento degli interessi pubblici per il miglior reclutamento di dipendenti o di contraenti privati a interessi personalistici ed economici di cui gli odierni indagati e le società farmaceutiche di loro appartenenza sono titolari&#8221;. E’ quanto scrive il gip di Catanzaro, Gilda Danila Romano, nell’ordinanza cautelare eseguita questa mattina dalla Guardia di Finanza che ha portato a 15 misure cautelari per corruzione e truffa ai danni dello Stato nel settore della sanità.</p>
<p>&#8220;E&#8217; evidente come gli indagati &#8211; aggiunge il gip Romano &#8211; hanno asservito le loro cariche pubbliche e meri interessi economici, anche personali, imprenditoriali o i loro amici e protetti, come le vicende relative alle procedure di conferimento di incarichi professionali nell’università, quando gli esami vengono falsati o ridotti ad una farsa per aiutare i loro amici a superarli&#8221;.</p>
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		<title>Per una PET a Catanzaro bisogna attendere troppo o alla fine andare fuori regione&#8230;di Ernesto Alecci*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/per-una-pet-a-catanzaro-bisogna-attendere-troppo-o-alla-fine-andare-fuori-regione-di-ernesto-alecci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 14:37:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Alecci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho ricevuto numerose sollecitazioni da parte di pazienti che stanno combattendo con gravi patologie relativamente alle difficoltà ad effettuare una PET (Tomografia a Emissione di Positroni) presso l’azienda sanitaria di Catanzaro. Nonostante la gravità delle loro condizioni, vengono spesso rimandati, con l’unica scelta di effettuare l’esame in altre province o addirittura in strutture fuori regione, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ho ricevuto numerose sollecitazioni da parte di pazienti che stanno combattendo con gravi patologie relativamente alle difficoltà ad effettuare una PET (Tomografia a Emissione di Positroni) presso l’azienda sanitaria di Catanzaro. Nonostante la gravità delle loro condizioni, vengono spesso rimandati, con l’unica scelta di effettuare l’esame in altre province o addirittura in strutture fuori regione, con prenotazioni che a volte superano anche diverse settimane. Mi sono recato personalmente presso il Policlinico di Germaneto per approfondire la questione. La PET di questa struttura ha circa 20 anni, è un macchinario obsoleto dal punto di vista tecnologico e usurato dal tempo. Durante il mio sopralluogo ho, in effetti, trovato sul posto alcuni tecnici che stavano provando a rimettere in funzione la macchina e che hanno confermato le difficoltà delle sempre più frequenti riparazioni, anche per la scarsità di pezzi di ricambio ormai in disuso. A ciò si aggiunge la sospensione del servizio di PET Mobile proveniente dalla Campania attivo fino a qualche tempo fa presso l’Ospedale Pugliese di Catanzaro.</p>
<p>Una situazione davvero inaccettabile: la PET è una tecnica diagnostica capace di confermare una diagnosi di tumore o valutare l’efficacia di una terapia. Inutile sottolineare come la tempistica dell’esame e del relativo referto possa risultare fondamentale per salvare delle vite. Non è giusto che i pazienti di Catanzaro, Vibo e Crotone siano costretti ad aspettare mesi per una diagnosi così importante. In queste condizioni, come può la neonata Azienda Unica Renato Dulbecco candidarsi ad essere l’hub sanitario di riferimento per il Mezzogiorno e uno dei più importanti d’Italia, con oltre 800 posti letto, se non si procede a dotarla al più presto di strumentazioni e apparecchiature più efficaci? Per questo motivo chiedo che venga ripristinato al più presto il servizio di PET Mobile presso il Pugliese e si proceda all’acquisto di una nuova e moderna PET per il Policlinico di Germaneto, anche perché tre sole macchine (una è a Cosenza e una a Reggio Calabria) sono purtroppo già poche per l’utenza ordinaria. </p>
<p>Durante il mio sopralluogo ho incontrato il Primario del reparto di Medicina Nucleare e il personale sanitario che tra mille difficoltà con grande fatica cerca di dare risposte ai tanti pazienti. Successivamente ho anche chiesto un appuntamento al Commissario Straordinario della Dulbecco, Simona Carbone, con cui ho approfondito questo e altri importanti argomenti sul futuro della sanità catanzarese e calabrese. Anche se insediata da poche settimane, ho potuto apprezzarne l’approccio determinato e pragmatico, con la volontà di entrare nel profondo delle varie problematiche per trovare le soluzioni più valide e durature. All’interno di un dialogo franco e costruttivo ho ricevuto rassicurazioni sulla volontà di risolvere il problema della PET al più presto così come altre urgenze da me evidenziate. Rimango, dunque, fiducioso ma sempre attento, perché su certe questioni non è possibile più aspettare. In Calabria, un esame “salvavita” che dovrebbe essere la normalità per un malato oncologico è diventato un privilegio. Ritengo assurdo dover assistere ancora oggi a casi di questo tipo! Soprattutto in un periodo storico in cui, tra finanziamenti Covid e PNRR, le Regioni hanno avuto a disposizione fondi per la Sanità pubblica come mai nella storia del nostro Paese. Credo che i tempi degli annunci siano finiti, ora è tempo di dare risposte ai calabresi! </em><br />
*Consigliere regionale PD e Segretario Questore</p>
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		<title>Inaugurata la nuova risonanza magnetica al Policlinico “Renato Dulbecco” di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inaugurata-la-nuova-risonanza-magnetica-al-policlinico-renato-dulbecco-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 11:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata inaugurata questa mattina, 27 settembre 2023, la nuova risonanza magnetica nell&#8217;Area Radiologica del Policlinico “Renato Dulbecco”, presidio Mater Domini di Catanzaro, alla presenza del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e del direttore generale del Policlinico, Vincenzo La Regina. Dopo 18 anni dall’installazione del precedente apparecchio, con l’arrivo di questa risonanza magnetica di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata inaugurata questa mattina, 27 settembre 2023, la nuova risonanza magnetica nell&#8217;Area Radiologica del Policlinico “Renato Dulbecco”, presidio Mater Domini di Catanzaro, alla presenza del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e del direttore generale del Policlinico, Vincenzo La Regina. Dopo 18 anni dall’installazione del precedente apparecchio, con l’arrivo di questa risonanza magnetica di ultima generazione inizia concretamente il processo di rinnovamento tecnologico che incrementa e potenzia la strumentazione in dotazione nell’Area Radiologica del Policlinico Universitario “Renato Dulbecco”.</p>
<p>I dettagli tecnici sono stati illustrati da Umberto Sabatini, direttore della UOC di Neuroradiologia e responsabile della risonanza magnetica. Il modello è il “Magnetom Sola” prodotto dalla Siemens, apparecchio compatto, dotato di rapidi e innovativi programmi di acquisizione e di un più elevato comfort per il paziente: una maggiore ampiezza del gantry (foro di 70 cm di diametro), minore lunghezza del tubo (157 cm), lettino removibile per la preparazione del paziente e, al contempo, un’omogeneità elevata che permette l’esecuzione sia di esami tradizionali che di maggiore complessità con tecniche avanzate di qualsiasi distretto corporeo.</p>
<p>Infine, sempre in un’ottica innovativa e di miglioramento dell’accoglienza e della cura del paziente, adulto e bambino, l’apparecchio è inserito in un ambiente caratterizzato da un design innovativo: dalla completa trasparenza della porta di accesso e della parete operativa, per una completa visibilità del personale sanitario, alle pareti della sala dotate di paesaggio marino e di soffitto che richiama l’azzurro del cielo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inaugurata-la-nuova-risonanza-magnetica-al-policlinico-renato-dulbecco-di-catanzaro/">Inaugurata la nuova risonanza magnetica al Policlinico “Renato Dulbecco” di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Catanzaro, al Policlinico una Pet mobile: obiettivo azzerare liste d&#8217;attesa malati oncologici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 11:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un video pubblicato sui social del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, si apprende che il Policlinico “Mater Domini” di Catanzaro potrà disporre anche di una PET mobile: La Pet (acronimo italiano: tomografia a emissione di positroni) viene utilizzata per le diagnosi ai malati oncologici. Presso la struttura di Germaneto è già in attività una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-214858-1" width="696" height="1237" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/Policlinico-PetMobile.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/Policlinico-PetMobile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/06/Policlinico-PetMobile.mp4</a></video></div>
<p>In un video pubblicato sui social del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, si apprende che il Policlinico “Mater Domini” di Catanzaro potrà disporre anche di una PET mobile: La Pet (<em>acronimo italiano: tomografia a emissione di positroni</em>) viene utilizzata per le diagnosi ai malati oncologici.</p>
<p>Presso la struttura di Germaneto è già in attività una Pet fissa che spesso, purtroppo, subisce guasti creando notevoli disagi all&#8217;utenza e provocando un ulteriore incremento delle liste d&#8217;attesa dei pazienti.</p>
<p>Con la nuova macchina mobile si punta ad effettuare controlli su 20 utenti al giorno puntando, in una lasso ragionale di tempo &#8211; circa un mese- ad azzerare completamente le liste d&#8217;attesa. Considerato il contesto in cui la Pet viene utilizzata, quello oncologico, anticipare i tempi è di vitale importanze. </p>
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		<title>Migliorano le condizioni della neo mamma di 29 anni positiva al covid: E&#8217; uscita dalla terapia intensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2021 13:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Finalmente la buona notizia tanto attesa: non è più sottoposta a ventilazione assistita la neo mamma di 29 anni, originaria di Isola Capo Rizzuto (KR) che, dopo aver contratto il covid-19, era stata ricoverata nei primi giorni di novembre presso il policlinico universitario di Catanzaro. Nelle scorse ore, infatti, le sue condizioni sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Finalmente la buona notizia tanto attesa: non è più sottoposta a ventilazione assistita la neo mamma di 29 anni, originaria di Isola Capo Rizzuto (KR) che, dopo aver contratto il covid-19, era stata ricoverata nei primi giorni di novembre presso il policlinico universitario di Catanzaro.</p>
<p>Nelle scorse ore, infatti, le sue condizioni sono sensibilmente migliorate e i sanitari ne hanno disposto il trasferimento dall&#8217;unità di Terapia Intensiva e Rianimazione covid al reparto di Malattie Infettive.</p>
<p>La giovane, che non era vaccinata, aveva subito un pericoloso calo dello stato di salute per una grave crisi respiratoria appena arrivata all&#8217;ospedale &#8216;Pugliese-Ciaccio&#8217; di Catanzaro, dove le è stato praticato, con urgenza, un parto cesareo al settimo mese di gravidanza. Anche per il piccolo i sanitari disposero, a cause delle sue precarie condizioni, il ricovero in terapia intensiva neonatale. Ora mamma e neonato sono in costante e rapido miglioramento, entrambi sono fuori pericolo di vita.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Fp Cgil su Mater Domini: &#8220;E&#8217; un policlinico a gestione diretta&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-fp-cgil-su-mater-domini-e-un-policlinico-a-gestione-diretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 13:28:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta”. “Azienda Universitaria Mater Domini&#8221;: no, non è un refuso. In effetti istituzionalmente dovrebbe chiamarsi Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini. Tuttavia, dopo la proposta di atto aziendale che recepisce le ulteriori modifiche richieste dal Rettore, di ospedaliero è rimasto ben poco. Pertanto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta”. “Azienda Universitaria Mater Domini&#8221;: no, non è un refuso. In effetti istituzionalmente dovrebbe chiamarsi Azienda Ospedaliera Universitaria Mater Domini. Tuttavia, dopo la proposta di atto aziendale che recepisce le ulteriori modifiche richieste dal Rettore, di ospedaliero è rimasto ben poco. Pertanto, chiederemo al Commissario alla sanità regionale di cambiare nome all’Azienda e di ratificare quella che è già una situazione di fatto: la totale mortificazione della professionalità dei tanti medici ospedalieri che lavorano da diversi anni nella struttura e costituiscono la spina dorsale dell’assistenza prestata nell’azienda”. Lo affermano in una nota Franco Grillo segretario generale della FP &#8211; Cgil Area Vasta, Ivan Potente coordinatore della FP Cgil medici e dirigenza sanitaria Area Vasta, Anna Rotundo coordinatore FP cgil Medici e dirigenza sanitaria Aoumd, i quali intervengono sulla proposta dell’atto aziendale dopo le richieste del rettore dell&#8217;Umg, Giovambattista De Sarro.</p>
<p>“Infatti &#8211; sottolineano &#8211; gli stessi si vedono relegati a poter accedere ad appena 3 strutture complesse su 41 (38 sono ad esclusiva direzione universitaria), mentre le strutture cliniche a valenza dipartimentale riservate agli ospedalieri sono appena 2 su 10 (8 riservate agli universitari) e le 16 strutture semplici potranno essere a direzione universitaria o ospedaliera (bontà loro!). Vale a dire il nulla. Badiamo bene che non è affatto un problema di poltrone come si potrebbe pensare da un’analisi superficiale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dentro l’attività condotta dai medici ospedalieri dell’Azienda Mater Domini &#8211; afferma la FP Cgil &#8211; ci sono decine di migliaia di pazienti presi in carico, procedure assistenziali ad alta complessità, professionalità e competenze sviluppate negli anni. Non a caso la dinamica così preconfezionata discute di merito senza mai parlare di metodo. In base a quale dogma dovremmo accettare una simile stortura? Per cortesia &#8211; è scritto &#8211; non si citi la legge 517 o il vecchio accordo regione-università: difatti la legge dice tutt’altro e l’accordo è scaduto da oltre 10 anni senza che se ne sia fatto un successivo. Ci sarà un perché? L’atto aziendale così emanato dal commissario azzera ogni possibilità di sviluppo professionale dei medici ospedalieri e mortifica quelle competenze che potrebbero continuare a dare prospettiva di cura ai pazienti&#8221;.</p>
<p>&#8220;A perderci sarà l’assistenza medica &#8211; scrivono Grillo, Potente e Rotundo &#8211; Lo stesso Prof. Indolfi è intervenuto lamentando il declassamento della Emodinamica che si era certamente distinta, rispetto ad altre strutture a direzione universitaria, per qualità e quantità dell’assistenza prodotta&#8221;.</p>
<p>Un declassamento, secondo i sindacati, &#8220;inaccettabile specie se lo si rapporta, da quanto a noi risultante, anche al grande lavoro formativo svolto dal docente nel creare una squadra che potesse e sapesse intervenire anche in assenza del titolare con le medesime qualità nonché alle criticità indotte dalla questione S. Anna che obbligheranno le altre emodinamiche quindi anche quella universitaria ad un certo surplus. Questo a proposito di metodo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tal guisa &#8211; sottolineano ancora i sindacati &#8211; dà ragione, una volta ancora, del fatto che le tante modifiche siano senza un reale costrutto e nulla abbiano a che fare con l’impellente necessità di dare quelle risposte sanitarie di cui la regione ha bisogno. Sì proprio la regione. Questo perché, almeno fin quando la sede di Medicina di Cosenza non decollerà definitivamente, il Policlinico Mater Domini è ancora un’azienda che dovrebbe avere capacità attrattiva perlomeno regionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Quando si completerà il percorso di Medicina a Cosenza, prosegue la nota &#8211; fatto che non tarderà ad arrivare, conoscendo la capacità indiscussa dei vertici dell’Università della Calabria, vedasi classifiche nazionali e non, il Mater Domini potrebbe risvegliarsi, in un breve volgere di anni, come un’addormentata, non più bella, in un contesto cui sarebbe avulso. Il commissario straordinario non può accettare. Egli infatti è nominato dal Commissario alla sanità regionale d’intesa con l’Università, quindi non risponde in via esclusiva al Rettore ma deve, in prima istanza, tener conto elle logiche programmatorie regionali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo è il momento di gettare la maschera &#8211; concludono i sindacati &#8211; La Mater Domini non è un’azienda ospedaliera universitaria ma un policlinico a gestione diretta. Ne ha tutte le caratteristiche: dalla bulimia di incarichi riservata agli accademici al debito monstre che continua ad accumulare. La regione si attrezzi per imporre il cambiamento necessario”.</p>
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		<item>
		<title>Emodinamica al Policlinico di Catanzaro: &#8220;tagliata&#8221; o &#8220;potenziata&#8221;?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/emodinamica-al-policlinico-di-catanzaro-tagliata-o-potenziata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2021 12:59:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Sorprende e diventa incomprensibile la reazione del prof. Ciro Indolfi, davanti ad una scelta che non è una penalizzazione dell&#8217;emodinamica, ma che anzi potenzia la sicurezza dei pazienti. Desidero chiarire che nessuno ha mai messo in dubbio le qualità dal Prof Indolfi, che nella sua lettera non convince gli addetti ai lavori sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Sorprende e diventa incomprensibile la reazione del prof. Ciro Indolfi, davanti ad una scelta che non è una penalizzazione dell&#8217;emodinamica, ma che anzi potenzia la sicurezza dei pazienti. Desidero chiarire che nessuno ha mai messo in dubbio le qualità dal Prof Indolfi, che nella sua lettera non convince gli addetti ai lavori sulla &#8216;diminuzio&#8217; subita dalla emodinamica, mentre si prolunga in dichiarazioni autocelebrative senza spiegare i veri motivi della sua protesta&#8221;. E&#8217; quanto dichiara Giovambattista De Sarro, Rettore dell&#8217;Università della Magna Graecia di Catanzaro.</p>
<p>&#8220;Desidero precisare &#8211; prosegue &#8211; che l&#8217;emodinamica, che oggi è solo una struttura assistenziale diagnostico-terapeutica, diventerà nell&#8217;atto aziendale una struttura semplice dotata di una sua organizzazione e dunque, non viene soppressa e penalizzata, ma semmai potenziata. Il Prof. Infolfi, per ragioni davvero poco chiare, voleva sottrarre l&#8217;emodinamica al controllo del Primario di Cardiologia, facendola diventare una struttura semplice a valenza dipartimentale, che sarebbe passata sotto il controllo del Direttore del Dipartimento Cardio-vascolare e Terapia Intensiva che potrebbe non essere un cardiologo. Abbiamo ritenuto importante  per la sicurezza dei pazienti e la qualità delle prestazioni, mantenere l&#8217;emodinamica sotto il controllo diretto del primario di cardiologia (come è adesso) evitando pericolosi cambiamenti organizzativi e salti nel vuoto&#8221;.</p>
<p>Per il Rettore dell&#8217;Umg di Catanzaro: &#8220;È facile intuire infatti che la sicurezza dei pazienti cardiologici, specie se acuti, dipende da un&#8217;organizzazione ottimale dove il primario cardiologo e l&#8217;emodinamista lavorano a stretto contatto come avviene adesso. La struttura semplice, alle dirette dipendenze del primario, risponde perfettamente a questo scopo. Le proteste del Prof Indolfi appaiono pertanto davvero incomprensibili e francamente immotivate&#8221;.</p>
<p>A stretto giro ecco anche la risposta del prof. Ciro Indolfi, direttore dell’Unità complessa di Cardiologia del Policlinico di Germaneto e ordinario alla stessa univeristà.<br />
&#8220;Ho letto la dichiarazione apparsa sugli organi di informazione che il Rettore non solo ha effettuato una decisione sulla Cardiologia in modo unilaterale e non condiviso con i Docenti ma, savasandir, si sorprende pure della mia reazione&#8221; &#8211; spiega Indolfi.</p>
<p>&#8220;Lascio a chi legge le proprie considerazioni. Ovviamente giustifico le parole del Rettore che essendo un grande farmacologo e ricercatore non è un addetto ai lavori e ha poche conoscenze cliniche e di organizzazione nei sistemi sanitari complessi soprattutto quando si parla di sicurezza dei pazienti. Se il Rettore avesse avuto la cortesia di convocarmi prima di prendere una decisione unilaterale sarei stato ben lieto di dirgli a voce queste considerazioni:<br />
In linea generale, per “struttura” o “unità operativa” si intende l’articolazione interna dell’azienda, alla quale è attribuita con l’atto aziendale la responsabilità di gestione di risorse umane, tecniche o finanziarie (v. art. 27, co. 3, CCNL 8.6.2000).</p>
<p>L’articolo 15-quinquies, comma 6, D.lgs. 502/1992 prevede che “ai fini del presente decreto, si considerano strutture complesse i dipartimenti e le unità operative individuate secondo i criteri di cui all’atto di indirizzo e coordinamento previsto dall’articolo 8-quater, comma 3.</p>
<p>L’ipotesi del “controllo” (come il Rettore lo chiama) in medicina da parte del professore universitario è un concetto vecchio che negli Stati Uniti è stato superato da molti anni ed in Italia recentemente dalla storia e dalla normativa vigente in materia sanitaria&#8221;.</p>
<p>Secondo il prof. Indolfi &#8220;Oggi è necessario nelle programmazioni a breve-medio-lungo termine stabilire criteri di qualità, professionalità e valutazione periodica con indici attitudinali e di performance nei singoli processi diagnostici-terapeutici. Faccio solo alcuni esempi: Università di grandi tradizioni mediche come la Cattolica, la Sapienza, l’Università di Padova e l’Università di Pisa, Università Vita e Salute San Raffaele, solo per citarne alcune, hanno giustamente affidato l’emodinamica a strutture dipartimentali o addirittura UOC indipendenti. Mi meraviglio che il nostro Rettore di Catanzaro non ne sia a conoscenza.</p>
<p>Molti colleghi mi stanno chiedendo di riunire persone universitarie e ospedaliere in un incontro per condividere progetti e per un futuro migliore della nostra Università dove ovviamente il Rettore sarà gradito ospite.<br />
Appare disdicevole che un Rettore, la massima figura accademica, dica “per ragioni poco chiare”. Dante diceva ognun dal proprio cuor l’altrui misura. Come il Rettore sa, lo ho votato non appartengo a lobby accademiche locali, non ho nessun interesse particolare e soprattutto familiare se non quello di vedere continuare in futuro quello che ho creato con dedizione ed impegno in oltre 20 anni di duro lavoro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho come un sogno, quello di vedere il sorriso del compianto Prof. Venuta che non si sarebbe disturbato se un suo Docente gli avesse elencato i successi ottenuti e celebrativi della Sua Università, anzi sarebbe andato particolarmente fiero e orgoglioso di quello che lui chiamava intreccio dei saperi. Concludo dicendo che non voglio pensare neppure per un momento che anche per la sanità calabrese abbia ragione Corrado Augias…&#8221;- chiude amaramente Ciro Indolfi.</p>
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		<item>
		<title>Covid, neo-mamma cosentina lotta per la vita a Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-neo-mamma-cosentina-lotta-per-la-vita-a-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 15:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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		<category><![CDATA[policlinico]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(NDL) &#8211; Una giovane mamma cosentina versa in gravissime condizioni attaccata all&#8217;Ecmo presso la terapia intensiva covid del Policlinico di Catanzaro, &#160; La notte scorsa un&#8217;autoambulanza l&#8217;ha trasferita dall&#8217;Annunziata di Cosenza, dove due settimane fa ha dato alla luce la sua prima bimba. La donna, però, una 39enne dell&#8217;alto Jonio, nelle ultime settimane di gestazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(NDL) &#8211; Una giovane mamma cosentina versa in gravissime condizioni attaccata all&#8217;Ecmo presso la terapia intensiva covid del Policlinico di Catanzaro,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La notte scorsa un&#8217;autoambulanza l&#8217;ha trasferita dall&#8217;Annunziata di Cosenza, dove due settimane fa ha dato alla luce la sua prima bimba. La donna, però, una 39enne dell&#8217;alto Jonio, nelle ultime settimane di gestazione aveva contratto il covid. Una situazione  complicata dall&#8217;esigenza di praticare un taglio cesareo.</p>
<p>La puerpera è stata quindi ricoverata in malattie infettive e poi intubata quindi portata nel centro catanzarese. Un polmonite da covid importante che lascia fortemente preoccupati.</p>
<p>Il macchinario cui la neo-mamma  è attaccata (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) le fornisce infatti non solo un supporto respiratorio ma anche cardiologico.</p>
<p>Il personale medico del reparto intensivo, diretto dal prof. Federico Longhini, le riserva ogni particolare attenzione &#8211; umana e professionale-  affinché la donna possa presto dare il primo bacio alla sua bimba che non ha ancora visto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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