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	<title>Pnrr Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 17:25:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Strutture sanitarie del Pnrr, all&#8217;attacco il Pd Calabria: “Quante sono e come funzioneranno?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Se per le nuove strutture dell&#8217;assistenza territoriale sono state rispettate le scadenze del Pnrr, il commissario Roberto Occhiuto dica quante ne siano pronte, se abbiano problemi di personale e operatività e come voglia riprogrammare le reti dell&#8217;assistenza ospedaliera e territoriale&#8221;. Lo afferma il Pd Calabria a seguito delle rassicurazioni sulle scadenze del Pnrr date dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Se per le nuove strutture dell&#8217;assistenza territoriale sono state rispettate le scadenze del Pnrr, il commissario Roberto Occhiuto dica quante ne siano pronte, se abbiano problemi di personale e operatività e come voglia riprogrammare le reti dell&#8217;assistenza ospedaliera e territoriale&#8221;.</em> Lo afferma il Pd Calabria a seguito delle rassicurazioni sulle scadenze del Pnrr date dal dirigente generale del dipartimento regionale Tutela della salute, Ernesto Esposito.</p>
<p><em>&#8220;Il punto – </em>osservano i dem calabresi <em>– non è la realizzazione materiale delle strutture finanziate dal Pnrr. Dovremmo invece capire come si integreranno con gli ospedali, con la medicina territoriale, con l&#8217;assistenza domiciliare e con i servizi sociosanitari. L&#8217;integrazione tra ospedale e territorio non deve essere uno slogan, ma va fatta in modo da ridurre la pressione sui presidi ospedalieri e assicurare cure tempestive e appropriate ai cittadini. </em>Va inoltre chiarito – <em>evidenziano i dem</em> – quali benefici avranno da questa riorganizzazione le aree interne, montane e più scollegate della Calabria, che continuano a subire le maggiori diseguaglianze nell&#8217;accesso alle cure&#8221;.</p>
<p><em>&#8220;Anche per assicurare il funzionamento di queste nuove strutture, la Calabria –</em> afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd regionale<em> – deve avviare una battaglia sulla ripartizione del Fondo sanitario nazionale, che è molto più importante dell&#8217;autonomia differenziata. I criteri attuali di riparto vanno cambiati, perché da quasi 30 anni penalizzano il Sud e in particolare la Calabria, che dunque non può assumere i medici che servono e dare risposte adeguate all&#8217;utenza&#8221;. &#8220;Urge un&#8217;operazione di verità e giustizia. Senza personale, senza risorse adeguate e senza una programmazione coerente, rischiamo di avere strutture nuove ma – concludono i dem calabresi – inutili&#8221;.</em></p>
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		<title>Gruppo Pd in Consiglio accusa: Case della Comunità di carta per salvare il Pnrr, non la sanità calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gruppo consiliare del Partito Democratico Calabria &#8220;denuncia l’ennesima forzatura della Giunta regionale: una delibera last minute che aggiunge nuove Case della Comunità in overbooking su poliambulatori, ex ospedali e strutture già esistenti, spinta dall’incombere delle scadenze PNRR senza un vero piano di rafforzamento del personale e senza un euro in più stanziato. Un escamotage [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gruppo consiliare del Partito Democratico Calabria &#8220;<em>denuncia l’ennesima forzatura della Giunta regionale: una delibera last minute che aggiunge nuove Case della Comunità in overbooking su poliambulatori, ex ospedali e strutture già esistenti, spinta dall’incombere delle scadenze PNRR senza un vero piano di rafforzamento del personale e senza un euro in più stanziato. Un escamotage reso possibile dall’uso strumentale di una norma voluta dal governo Meloni che trasforma l’autorizzazione all’esercizio in un atto quasi automatico al momento della domanda e rinvia di dodici mesi le verifiche sui requisiti. In pratica . </em>si legge in una nota<em> &#8211; si anticipano le insegne e si rinviano i controlli certificando come operative strutture che, senza personale adeguato e senza standard strutturali garantiti, rischiano di restare scatole vuote, utili solo a chiudere il file PNRR e a tenere in piedi la propaganda di chi governa. Ma gli escamotage normativi non curano le persone: servono solo a curare le statistiche. Ancora una volta la politica del presidente Occhiuto non si basa su un confronto con i territori per programmare con serietà la sanità di prossimità, ma insegue i target “formali” con decisioni calate dall’alto e operazioni che mettono in ansia famiglie, sindaci e operatori.</em></p>
<p><em>Un esempio concreto è la deliberazione n. 770 del 10 giugno 2026 dell’Asp di Catanzaro, che approva in forma unitaria i modelli organizzativi di 10 Case della Comunità, 2 Hub e 8 Spoke, nei distretti di Catanzaro, Soverato e Lamezia Terme. Si tratta di strutture quasi tutte ricavate dentro presidi già esistenti senza un vero piano di rafforzamento del personale e senza nuovi oneri di spesa, come la stessa delibera ammette espressamente. È la fotografia di una sanità che cambia nome alle corsie, ma non migliora i servizi e non rafforza l’assistenza territoriale. Il rischio è di promettere ai territori una nuova rete di prossimità, ma di fatto consegnare ai cittadini le stesse strutture di prima con una targa diversa sulla porta. Cosa rimane delle previste Case della Comunità con medici h24, infermieri h12, Punto Unico di Accesso, assistenza domiciliare, specialistica integrata ed équipe multi-professionali? Tutto è rimandato a futuri atti, come la definizione delle turnazioni e dell’assegnazione del personale. Tutto ciò mentre i Pronto Soccorso esistenti esplodono e i distretti territoriali restano sottorganico-</em> sottolineano i dem.</p>
<p><em>Questo modo di procedere conferma tutte le preoccupazioni che avevamo già espresso mesi fa presentando una interrogazione sullo stato di attuazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, chiedendo dati e riscontri certi su strutture e personale. A quella interrogazione non è ancora arrivata una risposta formale. Nel frattempo, l’unica risposta politica che arriva ai calabresi è una sequenza di atti come la delibera dell’Asp Catanzaro che moltiplica Hub e Spoke sulla carta senza garantire un medico o un infermiere in più. Di fatto il contrario di ciò che il PNRR chiedeva alla Calabria: invece di Case della Comunità capaci di accorciare le distanze, alleggerire gli ospedali e abbattere le liste d’attesa, si stanno costruendo “Case della Comunità di carta”, buone solo per salvare i fondi e la propaganda della Giunta regionale. Mentre i cittadini continuano a fare la fila in corsia o la valigia per curarsi fuori regione&#8221;-</em> conclude il Gruppo consiliare del Partito Democratico Calabria.</p>
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		<title>La Finanza negli uffici Asp e di strutture convenzionate crotonesi: indagine su fondi Pnrr</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-finanza-negli-uffici-asp-e-di-strutture-convenzionate-crotonesi-indagine-su-fondi-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento senza indagati, sulle gestione dei fondi del Pnrr destinati all’assistenza domiciliare integrata nel territorio provinciale. A tal fine la Guardia di Finanza, su delega del procuratore Domenico Guarascio, nelle scorse ore, ha eseguito una vasta serie di acquisizioni documentali presso gli uffici [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-finanza-negli-uffici-asp-e-di-strutture-convenzionate-crotonesi-indagine-su-fondi-pnrr/">La Finanza negli uffici Asp e di strutture convenzionate crotonesi: indagine su fondi Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un <strong>fascicolo d’indagine</strong>, al momento senza indagati, sulle gestione dei f<strong>ondi del Pnrr</strong> destinati all’assistenza domiciliare integrata nel territorio provinciale. A tal fine la Guardia di Finanza, su delega del procuratore Domenico Guarascio, nelle scorse ore, ha eseguito una vasta serie di acquisizioni documentali presso gli uffici dell’<strong>Azienda sanitaria provinciale</strong> e alcune strutture private convenzionate con sedi <strong>a Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cotronei</strong>.</p>
<p>Obiettivo è quello di verificare la puntuale correttezza delle prestazioni erogate e dei rimborsi riconosciuti, accertando la congruità e la legittimità delle spese sanitarie nonché il corretto utilizzo dei fondi del Pnrr.  <strong>Al centro dell&#8217;indagine vi è il filone della sanità territoriale.</strong> L&#8217;attività in particolare riguarda la gestione e l&#8217;erogazione del servizio di Assistenza domiciliare integrata (Adi). L&#8217;approfondimento richiesto dalla magistratura crotonese si concentra sulla reale destinazione delle ingenti risorse finanziarie assegnate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L&#8217;obiettivo degli inquirenti è fare piena luce sui meccanismi di acquisto delle prestazioni di assistenza territoriale sociosanitaria affidate al privato accreditato, un comparto nel quale risultano assegnati all&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Crotone <strong>oltre 35 milioni di euro per il triennio compreso tra il 2022 e il 2024.</strong></p>
<p>La Procura intende accertare se i fondi europei destinati alla cura domiciliare dei soggetti più vulnerabili <strong>siano stati impiegati nella massima trasparenza</strong> e regolarità, escludendo eventuali anomalie o sproporzioni tra le prestazioni effettivamente erogate ai malati e i <strong>rimborsi economici riconosciuti</strong> dalla sanità pubblica alle strutture private.</p>
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		<item>
		<title>Regione incapace di spendere i fondi Pnrr, Cgil: Case di Comunità, solo 2 su 63 previste</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regione-incapace-di-spendere-i-fondi-pnrr-cgil-case-di-comunita-solo-2-su-63-previste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 08:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la Cgil Calabria la notizia della perdita dei finanziamenti per le Case di Comunità di Cariati e San Marco Argentano rappresenta in maniera chiara la distanza tra narrazione politica e realtà. &#8220;Si tratta di presidi strategici per la sanità territoriale- spiegano dal sindacato &#8211; pensati per garantire prossimità delle cure, presa in carico dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/regione-incapace-di-spendere-i-fondi-pnrr-cgil-case-di-comunita-solo-2-su-63-previste/">Regione incapace di spendere i fondi Pnrr, Cgil: Case di Comunità, solo 2 su 63 previste</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la Cgil Calabria la notizia della perdita dei finanziamenti per le Case di Comunità di Cariati e San Marco Argentano rappresenta in maniera chiara la distanza tra narrazione politica e realtà. &#8220;<em>Si tratta di presidi strategici per la sanità territoriale- </em>spiegano dal sindacato <em>&#8211; pensati per garantire prossimità delle cure, presa in carico dei cittadini e alleggerimento della pressione sugli ospedali. La loro mancata realizzazione non è solo un&#8217;occasione persa, ma l&#8217;ennesima conferma di un fallimento nella capacità di programmazione e gestione della sanità calabrese&#8221;.</em></p>
<p>Delle 63 Case di Comunità previste in Calabria nell&#8217;ambito del Pnrr- sottolinea la segreteria regionale Cgil &#8211; &#8220;<em>solo 2 hanno almeno un servizio dichiarato attivo, con una percentuale di attivazione del 3,2% contro una media nazionale del 45,5%. Altro che superamento del commissariamento: i numeri certificano un sistema ancora fermo e incapace di spendere le risorse disponibili. Eppure, la Regione prevede di rendere operativa la rete entro il 2026, con un investimento di circa 350 milioni di euro. In questi mesi abbiamo assistito a un susseguirsi di annunci, rivendicazioni e operazioni di comunicazione che oggi si scontrano con fatti concreti: opere mai avviate, risorse perdute, territori lasciati senza risposte. Non si può continuare a raccontare una sanità che migliora mentre, nei fatti, si perdono finanziamenti e si rinuncia a servizi essenziali per i cittadini&#8221;.</em></p>
<p>La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil &#8211; aggiunge il sindacato &#8211; <em>&#8220;va esattamente nella direzione opposta rispetto a quanto sta accadendo in Calabria: rafforzare la sanità territoriale e rendere pienamente operative le Case di Comunità come presidio fondamentale di prossimità. Il testo pone al centro il potenziamento dei servizi territoriali, con investimenti strutturali, più personale e un&#8217;organizzazione capace di garantire l&#8217;effettiva presa in carico delle persone, a partire dai soggetti più fragili&#8221;.</em></p>
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		<title>Pnrr, Azienda Zero: superato target per assistenza domiciliare, in arrivo 55mln di euro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pnrr-azienda-zero-superato-target-per-assistenza-domiciliare-in-arrivo-55mln-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Regione Calabria ha raggiunto e superato il target previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il sub‑investimento M6C1 – 1.2.1 “Assistenza Domiciliare”. Secondo i dati ufficiali Agenas aggiornati al 31 dicembre 2025, sono 44.506 gli over 65 presi in carico in Assistenza domiciliare integrata (ADI), un risultato che conferma l’impegno e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La Regione Calabria ha raggiunto e superato il target previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il sub‑investimento M6C1 – 1.2.1 “Assistenza Domiciliare”.</em><br />
<em>Secondo i dati ufficiali Agenas aggiornati al 31 dicembre 2025, sono 44.506 gli over 65 presi in carico in Assistenza domiciliare integrata (ADI), un risultato che conferma l’impegno e la capacità operativa delle Aziende sanitarie calabresi. Il traguardo conseguito consente alla Calabria di accedere ai 55 milioni di euro previsti dal Pnrr per il potenziamento delle cure domiciliari, rafforzando in modo strutturale la sanità territoriale&#8221;</em>. E&#8217; quanto si legge in una nota della Cittadella.</p>
<p><em>“Si tratta di un risultato ormai consolidato – </em>dichiara il direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino <em>– che per il terzo anno consecutivo dimostra come il lavoro congiunto tra Regione, Aziende sanitarie, professionisti e medici di medicina generale sia in grado di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone.</em><br />
<em>Rendere la casa il primo luogo di cura è una priorità strategica per una Regione caratterizzata da un’elevata presenza di popolazione anziana e da territori spesso distanti dai grandi ospedali.</em></p>
<p><em>Rafforzare l’assistenza domiciliare significa inoltre garantire cure più vicine ai cittadini, migliorare la qualità della vita degli anziani e ridurre i ricoveri impropri, contribuendo al miglioramento del sistema sanitario”- </em>conclude Miserendino<em>.</em></p>
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		<item>
		<title>Guccione (PD): il monitoraggio Agenas certifica il fallimento del Pnrr sanità in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guccione-pd-il-monitoraggio-agenas-certifica-il-fallimento-del-pnrr-sanita-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Bastava aspettare. Bastava avere pazienza e lasciare che i fatti parlassero al posto delle parole. Quel video del 30 settembre 2025 — Giorgia Meloni sul palco di Lamezia Terme, toni trionfali, promesse solenni, applausi — oggi è un documento politico di straordinaria importanza. Non perché testimoni un annuncio. Ma perché certifica una bugia. AGENAS — [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/guccione-pd-il-monitoraggio-agenas-certifica-il-fallimento-del-pnrr-sanita-in-calabria/">Guccione (PD): il monitoraggio Agenas certifica il fallimento del Pnrr sanità in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Bastava aspettare. Bastava avere pazienza e lasciare che i fatti parlassero al posto delle parole. Quel video del 30 settembre 2025 — Giorgia Meloni sul palco di Lamezia Terme, toni trionfali, promesse solenni, applausi — oggi è un documento politico di straordinaria importanza. Non perché testimoni un annuncio. Ma perché certifica una bugia. <strong>AGENAS</strong> — Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali — ha pubblicato il Report Nazionale di Monitoraggio DM 77/2022, II Semestre 2025 (<strong>vedi sotto documento integrale</strong>). Dati ufficiali. Dati certificati. Dati che il Governo non può smentire perché li ha prodotti il Governo stesso&#8221;.</em> Lo scrive Carlo Guccione, componente della Direzione Nazionale PD.</p>
<p>&#8220;<em>Ecco &#8211; specifica &#8211; cosa dicono quei dati sulla Calabria:<br />
<strong>Case della Comunità</strong>: 63 programmate. 2 aperte. ZERO conformi agli standard.<br />
<strong>Ospedali di Comunità</strong>: 20 previsti. 1 attivo. Dieci posti letto per tutta la Calabria.<br />
<strong>Cure palliative domiciliari</strong>: copertura al 36%. Tra le peggiori d&#8217;Italia.<br />
<strong>Migrazione sanitaria</strong>: 326 milioni di euro l&#8217;anno che escono dalla Calabria.<br />
<strong>Commissariamento</strong>: ancora in vigore.<br />
Presidente Meloni, i calabresi ricordano. Ricordano le sue parole a Lamezia Terme. Ricordano le promesse fatte in campagna elettorale. Ricordano l&#8217;annuncio dell&#8217;uscita dal commissariamento come se fosse già cosa fatta.<br />
Ma soprattutto, i calabresi vivono ogni giorno la realtà che lei ha promesso di cambiare. Vivono con ospedali che non funzionano, Case della Comunità che esistono solo nei decreti ministeriali, e treni e aerei pieni di malati costretti ad andare a curarsi al Nord — portando via 326 milioni di euro che potrebbero finanziare la sanità di questa regione&#8221;.</em></p>
<p>Guccione, inoltre, ricorda che &#8220;<em>le scadenze PNRR si avvicinano (<strong>mancano solo tre mesi alla scadenza</strong>). Quei soldi europei rischiano di andare perduti. E con loro l&#8217;ennesima occasione storica per la Calabria. Non bastano gli annunci. La Calabria ha bisogno di Case della Comunità aperte, non inaugurate con le telecamere e poi chiuse. Ha bisogno di Ospedali di Comunità funzionanti, non di annunci. Ha bisogno di uscire dal commissariamento con i fatti, non con le promesse. Il video di Lamezia Terme resterà agli atti. I dati AGENAS resteranno agli atti. E i calabresi — quelli che ogni anno emigrano per curarsi, quelli che aspettano mesi per una visita specialistica, quelli che muoiono aspettando un&#8217;ambulanza — hanno il diritto costituzionale ad avere una sanità pubblica efficiente&#8221;.</em></p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_200326.pdf">Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_200326</a></p>
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		<title>Fondi Pnrr nel mirino della &#8216;ndrangheta, Trotta (Cgil): &#8220;Necessaria una presa di posizione netta&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fondi-pnrr-nel-mirino-della-ndrangheta-trotta-cgil-necessaria-una-presa-di-posizione-netta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 09:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È allarmante quanto emerso dall&#8217;inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria Res Tauro. L&#8217;interesse dei tentacoli della &#8216;ndrangheta sui fondi Pnrr destinati ad opere strategiche per la Calabria merita una presa di posizione netta ed importante&#8221;. Lo afferma il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta. &#8220;Nelle tante promesse della campagna elettorale per le regionali, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;È allarmante quanto emerso dall&#8217;inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria Res Tauro. L&#8217;interesse dei tentacoli della &#8216;ndrangheta sui fondi Pnrr destinati ad opere strategiche per la Calabria merita una presa di posizione netta ed importante&#8221;. Lo afferma il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta.</p>
<p>&#8220;Nelle tante promesse della campagna elettorale per le regionali, è mancato un impegno sulla Legalità. E questo non può accadere. Nel nostro formulario di priorità inviato ai candidati alla Regione Calabria, abbiamo inserito al primo posto proprio la Legalità. Come organizzazione sindacale – aggiunge Trotta &#8211; ci siamo più volte costituiti parte civile nei processi di &#8216;ndrangheta perché riteniamo che la prima vittima sia il futuro dei calabresi&#8221;.</p>
<p>&#8220;I fondi Pnrr, riguardano lo sviluppo della regione, la prospettiva dei e per i nostri territori. Le cronache di queste ore mettono in luce una cruda realtà che atterrisce. Nel mirino della criminalità organizzata ci sarebbero opere chiave come Alta Velocità e rigassificatore. Non può essere la &#8216;ndrangheta a decidere le sorti di questa terra che merita di essere tutelata e difesa!&#8221;, conclude il Segretario Generale. </p>
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		<title>Sanità, Report Agenas: su 63 previste solo 2 Case di Comunità attivate in Calabria con il Pnrr</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A meno di un anno dal traguardo fissato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, delle 1.723 Case di Comunità (CdC) programmate dalle Regioni e delle 1.038 richieste dal target europeo rivisto, solo 660 risultano attivate con almeno un servizio. Ma quelle realmente complete, con tutti i servizi previsti e la presenza stabile di medici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A meno di un anno dal traguardo fissato dal <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong>, delle 1.723 Case di Comunità (CdC) programmate dalle Regioni e delle 1.038 richieste dal target europeo rivisto, <strong>solo 660</strong> risultano attivate con almeno un servizio. Ma quelle realmente complete, con tutti i servizi previsti e la presenza stabile di medici e infermieri, sono <strong>appena 46</strong>, meno del 3% del totale. È quanto emerge dal nuovo <strong>Report Agenas</strong> (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali) sui risultati del monitoraggio Dm 77/2022 relativo al primo semestre 2025.</p>
<p>Il divario territoriale resta profondo. Abruzzo, Basilicata, Campania e la provincia autonoma di Bolzano non hanno ancora attivato alcuna struttura. La Puglia è ferma a una sola Casa di Comunità su 123 programmate, l<strong>a Calabria a due su 63</strong>, la Sicilia a 9 su 161. In molte di queste regioni mancano perfino i servizi considerati obbligatori nelle CdC “hub”: diagnostica di base, continuità assistenziale, punti prelievo, équipe multiprofessionali e integrazione socio-sanitaria. Sul fronte opposto, la Valle d’Aosta ha attivato tutte le 4 CdC programmate, il Friuli Venezia Giulia 30 su 32, il Veneto 63 su 99. Tra le grandi regioni spiccano Lombardia (142 strutture attive su 204), Emilia-Romagna (140 su 187) e Toscana (70 su 157). Ma anche in questi casi le strutture pienamente operative sono poche: 12 in Lombardia, 8 in Emilia-Romagna, 7 in Toscana e 5 nel Lazio.</p>
<p><strong>Il nodo principale resta quello del personale</strong>. Secondo il Dm 77/2022, le CdC “hub” devono garantire la presenza medica 24 ore su 24 per 7 giorni a settimana e quella infermieristica per almeno 12 ore al giorno. Oggi, però, nove regioni non hanno neppure una struttura che rispetti questi standard, con ricadute evidenti sulla qualità e l’accessibilità delle cure sul territorio. Il report fotografa ritardi anche sugli Ospedali di Comunità: 153 attivati su 592 previsti (circa uno su quattro), con forti differenze tra Nord e Sud. Va meglio sul fronte delle Centrali operative territoriali (Cot), considerate il “cervello” dell’assistenza territoriale, con 638 strutture già pienamente funzionanti su 651 programmate.<br />
(<em>Fonte: sanita33.it</em>)</p>
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		<title>Pnrr e coesione, l&#8217;appello di Ance Calabria: &#8220;Più flessibilità per non perdere risorse al Sud&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2025 13:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria tra le regioni protagoniste della riunione straordinaria convocata oggi a Palermo, nella sede dell&#8217;Ance a Palazzo De Seta, per discutere del futuro delle opere finanziate con il Pnrr nel Mezzogiorno. L&#8217;incontro, che ha visto riuniti i presidenti delle associazioni territoriali meridionali, ha avuto al centro un tema strategico: i ritardi che rischiano di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Calabria tra le regioni protagoniste della riunione straordinaria convocata oggi a Palermo, nella sede dell&#8217;Ance a Palazzo De Seta, per discutere del futuro delle opere finanziate con il Pnrr nel Mezzogiorno. L&#8217;incontro, che ha visto riuniti i presidenti delle associazioni territoriali meridionali, ha avuto al centro un tema strategico: i ritardi che rischiano di compromettere la spesa delle risorse europee, soprattutto per i progetti più complessi. La delegazione calabrese era composta da: Giovan Battista Perciaccante vice presidente nazionale con delega al Mezzogiorno; Roberto Rugna, presidente regionale di Ance Calabria; Michele Laganà, presidente Ance Reggio Calabria; Herbert Catalano, vicepresidente Ance Reggio Calabria; Giuseppe Sammarco, presidente Ance Crotone; Luigi Leone, direttore generale di Ance Calabria.</p>
<p>A centrare l&#8217;attenzione sulla problematica è stato Giovan Battista Perciaccante, presidente del Comitato Mezzogiorno e Isole di Ance. «Le imprese sono pronte a garantire il massimo impegno per accelerare la realizzazione delle opere Pnrr nel Mezzogiorno, dove si registra un ritardo rispetto al resto del Paese soprattutto per quelle più grandi. Ma per non rischiare di perdere le risorse bisogna necessariamente sfruttare la flessibilità concessa dall&#8217;Europa», ha detto. Secondo le stime dell&#8217;Ance, un quarto dei fondi Pnrr destinati alle opere pubbliche è stato speso nel Sud. Una percentuale che, seppur significativa, non basta a tranquillizzare le associazioni di categoria, preoccupate per il rischio di perdere risorse decisive per la crescita e la competitività di un&#8217;area strategica del Mediterraneo. «Un rischio che – ha sottolineato Perciaccante – non possiamo permetterci di correre, anche in vista delle altre opportunità derivanti dalla revisione di medio termine dei Fondi strutturali 2021-2027 approvata dall&#8217;Ue e dal nuovo Bilancio europeo, quadro finanziario pluriennale 2028-2034». La strada da seguire, per il presidente del Comitato Mezzogiorno e Isole, è già tracciata: «È strategico seguire la direzione indicata dall&#8217;Unione europea, con la costituzione di strumenti finanziari ad hoc che consentano di impiegare le somme Pnrr non spese anche dopo il 2026. Questi strumenti potrebbero rappresentare anche una leva importante per stanziare risorse verso obiettivi di grande rilevanza sociale, come la casa accessibile e l&#8217;adattamento climatico».</p>
<p>Da Palermo è arrivata anche la conferma della massima disponibilità da parte delle imprese del Sud. «L&#8217;Ance e tutte le associazioni territoriali del Mezzogiorno – ha concluso Perciaccante – sono pronte a fare la propria parte affinché tali priorità trovino il giusto riconoscimento e spazio all&#8217;interno delle programmazioni regionali di spesa dei fondi europei». Il presidente regionale di Ance Calabria, Roberto Rugna, sottolinea come la recente revisione della Politica di coesione, approvata dal Parlamento europeo e ormai legge, possa segnare un punto di svolta anche per la Calabria.<br />
«La nuova impostazione – evidenzia Rugna – rappresenta un&#8217;occasione importante per la Regione, che ha già manifestato apertura in questa direzione e avviato alcuni atti concreti, di rivedere la propria programmazione con il contributo delle parti sociali. Ci sono ambiti che riteniamo prioritari e che meritano di essere al centro delle scelte future: dall&#8217;edilizia residenziale accessibile all&#8217;housing sociale, dalla rigenerazione urbana alle misure di adattamento climatico, senza dimenticare l&#8217;emergenza idrica».<br />
Secondo Rugna, la riforma consente di rimodulare almeno il 10% dei programmi regionali su queste priorità, con vantaggi significativi: accesso a maggiori prefinanziamenti, ulteriori incentivi e tempi più ampi per completare gli interventi. «È una strada maestra – conclude – che può trasformarsi in un&#8217;opportunità concreta per dare risposte ai bisogni reali dei cittadini e allo sviluppo sostenibile dei territori».</p>
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		<title>Cancellata dal Pnrr l’alta velocità in Calabria- Ecco il documento integrale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cancellata-dal-pnrr-lalta-velocita-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 09:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi di fattibilità da completare, progetti che restano lontani dalla fase esecutiva, tracciati ancora da scegliere e finanziamenti (già previsti) dirottati altrove. Sulla travagliata vicenda dell’alta velocità che dovrebbe collegare Salerno con Reggio Calabria piove una nuova tegola a complicare il futuro della mobilità ferroviaria del meridione. Una tegola dal peso di 9,4 miliardi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Studi di fattibilità da completare, progetti che restano lontani dalla fase esecutiva, tracciati ancora da scegliere e finanziamenti (già previsti) dirottati altrove. Sulla travagliata vicenda dell’alta velocità che dovrebbe collegare Salerno con Reggio Calabria piove una nuova tegola a complicare il futuro della mobilità ferroviaria del meridione. Una tegola dal peso di 9,4 miliardi di euro, tanti come quelli revocati dai progetti strategici e prioritari previsti dai fondi Pnrr-Pnc originariamente destinati alla modernizzazione del tracciato e ora definanziati in seguito alla rimodulazione dei costi illustrata nei giorni scorsi alla commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici di Montecitorio.<br />
È IL RAPPORTO INTERMEDIO sulle infrastrutture curato dal Cresme (Centro ricerche economiche sociologiche di mercato nell’edilizia), dall’Autorità anti corruzione e dall’Ufficio studi della Camera a fare chiarezza sui finanziamenti che riguardano i circa 400 chilometri di sede ferroviaria che dovrebbero modernizzare i trasporti verso la punta dello Stivale e che si dovrebbero affiancare ai lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto, l’opera ormai diventata cavallo di battaglia del ministro alle infrastrutture Salvini e sulla cui fattibilità è arrivato il parere del Cipes. Degli oltre 11 miliardi di fondi revocati (nel mucchio sono finiti anche i lavori per la seconda fase sulla linea ferrata Palermo – Catania e quelli per il nodo Bari – Bari nord) la quasi totalità riguarda la Calabria, da sempre Cenerentola infrastrutturale d’Italia. «Alcuni lotti della fase prioritaria della nuova linea ferroviaria Alta velocità Salerno – Reggio Calabria – si legge sul documento presentato mercoledì alla Camera – ai quali erano stati assegnati 9,4 miliardi di fondi Pnc (i fondi complementari che attingono a risorse nazionali e sono stati stanziati per integrare il Pnnr), ma che in base all’aggiornamento 2024 al contratto di programma 2002-2026 non risultano confermati» (leggere a pag.5 del repporto). Il rapporto accenna poi genericamente al fatto che «l’opera risulta ora finanziata con latri capitoli di bilancio» senza però specificare a quali capitoli di bilancio si riferisca.</p>
<p>UNA MAZZATA finanziaria che arriva a completare il quadro già traballante dello stato di avanzamento dei lavori previsti dal Piano di ripresa e resilienza che in Calabria è fermo a un disarmante 15% del totale e che ha fatto andare su tutte le furie partiti di opposizione e sindacati. «Il governo Meloni ha inferto un colpo durissimo alla Calabria e all’intero Mezzogiorno – attacca il senatore Nicola Irto a capo del Pd Calabrese – Cinico e baro, l’esecutivo di centrodestra continua a considerare il Sud un puro serbatoio di voti. È uno scippo vergognoso – continuano i dem calabresi – che smaschera l’ipocrisia della destra al governo e l’assordante silenzio del presidente Occhiuto. Questo fatto gravissimo rende ancora più folle e insensato il progetto del Ponte sullo Stretto».<br />
UN TAGLIO di finanziamenti drammatico, che fa il paio con la partita di giro che ha stornato 3,5 miliardi di euro dei fondi di coesione sociale previsti per l’adeguamento delle infrastrutture in Calabria e Sicilia e dirottati nei mesi scorsi per rimpolpare i fondi previsti per la realizzazione del collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto e su cui è intervenuto anche il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà durante il consiglio comunale di ieri: «Una strategia ormai chiara quella del governo – ha detto – che, con la complicità di un governo regionale incapace di difendere gli interessi dei calabresi, vuole recidere con un colpo di mano le prospettive di crescita della nostra regione. Questo governo è una sciagura per il Sud e per la Calabria».</p>
<p>A GETTARE ACQUA SUL FUOCO di una polemica che complica il quadro idilliaco tratteggiato dal Presidente Occhiuto nei suoi reel quotidiani sullo stato delle cose in Calabria, ci ha provato l’assessora regionale ai Lavori pubblici Stefania Caracciolo: «In realtà l’operazione che viene fatta dal Mit è quella con cui, con l’avvicinarsi della data di scadenza del Pnrr, si provvede a coprire gli interventi con altri fondi per la quota parte di quelle somme che si ipotizza non spendere entro il termine. Ad oggi, quindi, nessun intervento risulta definanziato ma quelli finanziati con il Pnrr hanno solo mutato le percentuali di fondi Pnrr e di fondi statali».<br />
Preoccupazione sul taglio dei fondi già stanziati arriva poi dalla Cgil regionale che, attraverso il suo segretario Luigi Veraldi, ricorda i continui allarmi lanciati dal sindacato: «Sono mesi che denunciamo il taglio dei lavori sull’alta velocità che in questo momento resta poco più che una chimera. Viene da sorridere però a pensare che la notizia della revoca dei fondi arrivi proprio alla vigilia degli stati generali di Forza Italia per il Mezzogiorno che prendono il via oggi a Reggio: non c’è che dire, proprio un bel biglietto da visita».<br />
(<em>Fonte ilmanifesto.it</em>)</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/08/Rapporto_Infrastrutture_Intermedio_Pnrr.pdf">Rapporto_Infrastrutture_Intermedio_Pnrr</a></p>
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