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	<title>perizia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Oct 2025 09:18:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cosenza, Gup: perizia psichiatrica per Rosa Vespa. Rapì neonata di un giorno in clinica privata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 09:18:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, sarà sottoposta a perizia psichiatrica. Lo ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza, Letizia Benigno. I periti sono Michele Di Nunzio (psichiatra, psicoterapeuta, specialista in Criminologia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, sarà sottoposta a perizia psichiatrica. Lo ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza, Letizia Benigno. I periti sono Michele Di Nunzio (<em>psichiatra, psicoterapeuta, specialista in Criminologia Clinica e Psichiatria Forense</em>), Gabriella Bolzoni (<em>psicologa e criminologa</em>) e Roberta Costantini (<em>psicoterapeuta e psicologa giuridica</em>).</p>
<p>I legali della famiglia della neonata hanno chiesto di poter estendere il quesito anche alla valutazione delle condotte tenute dall’unica imputata prima e dopo il rapimento. Richiesta accolta dal Gup. </p>
<p>Le operazioni peritali si svolgono nell’abitazione dell’imputata, che in questo momento si trova ai domiciliari. La nomina del Gup è giunta nel giudizio abbreviato condizionato proprio alla perizia psichiatrica cui si è sottoposta la donna.</p>
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		<title>Cosenza, Gip dispone perizia psichiatrica per Rosa Vespa, a gennaio rapì neonata da clinica privata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 08:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, al termine dell&#8217;udienza che si è svolta oggi, ha deciso che Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, si sottoporrà al giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, al termine dell&#8217;udienza che si è svolta oggi, ha deciso che  Rosa Vespa, la 51enne che la sera del 21 gennaio gennaio scorso rapì una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, si sottoporrà al giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il prossimo 27 ottobre è fissata l’udienza per l’affidamento dell’incarico al perito. La famiglia della madre della piccola, compresi i nonni sia paterni che materni, si sono costituiti parte civile.</p>
<p>Rosa Vespa è accusata di sottrazione di minore con l&#8217;aggravante di aver agito in un luogo sensibile. «Il giudice ha accolto la nostra richiesta anche in considerazione del fatto che agli atti sono presenti due consulenze diametralmente opposte» ha detto Teresa Gallucci, legale di Rosa Vespa. Al momento la donna resta agli arresti domiciliari. La donna si era fatta accompagnare dal marito Moses Omogo, di 43 anni &#8211; la cui posizione è stata stralciata e presumibilmente verrà archiviata &#8211; per andare a prendere in clinica «Ansel», il bambino che aveva detto di avere partorito alcuni giorni prima.</p>
<p>La donna &#8211; hanno ricostruito poi gli investigatori della Squadra mobile cosentina &#8211; aveva simulato una gravidanza per nove mesi, agevolata anche dalla sua corporature robusta. Poi era andata a &#8220;partorire&#8221; da sola adducendo al marito ed ai familiari tutta una serie di scuse per non far vedere loro il nascituro. Tutti &#8211; è stata la ricostruzione degli investigatori &#8211; le avevano creduto in buona fede, anche Omogo che, infatti, era stato subito scarcerato dopo l’interrogatorio di garanzia seguito all’arresto in flagranza insieme alla moglie. Quella sera, spacciandosi per infermiera, aveva prelevato la piccola Sofia che era insieme alla mamma e alla nonna. Il sistema di videosorveglianza interna aveva comunque ripreso marito e moglie che poi si erano allontanati a bordo dell’auto intestata a Omogo. Gli agenti della Mobile giunsero in poco tempo all’abitazione della coppia trovando i due intenti a festeggiare con parenti e amici l’ingresso in casa di &#8220;Ansel&#8221; con la Sofia che era stata vestita con una tutina azzurra. La piccola tornò quindi tra le braccia dei genitori dopo tre ore di ansia.</p>
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		<title>Lasciò morire di stenti la figlia di 18 mesi, la perizia: Alessia Pifferi &#8220;Capace di intendere e volere&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/alessia-pifferi-la-perizia-capace-di-intendere-volere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 13:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alessia Pifferi, (la donna 41enne di origine crotonese condannata in primo grado all&#8217;ergastolo dalla Corte di Assise di Milano), era pienamente capace di intendere e di volere quando nel luglio 2022 ha abbandonato in casa da sola per sei giorni la figlia Diana di appena 18 mesi, lasciandola morire di stenti. Lo ha confermato la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alessia Pifferi, (<em>la donna 41enne di origine crotonese condannata in primo grado all&#8217;ergastolo dalla Corte di Assise di Milano</em>), era pienamente capace di intendere e di volere quando nel luglio 2022 ha abbandonato in casa da sola per sei giorni la figlia Diana di appena 18 mesi, lasciandola morire di stenti. Lo ha confermato la perizia psichiatrica disposta dalla corte d&#8217;Assise d&#8217;appello di Milano, che ha incaricato per l&#8217;accertamento lo psichiatra Giacomo Francesco Filippini, la neuropsicologa Nadia Bolognini e il neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni. La perizia, depositata ieri, &#8220;dice chiaramente che Alessia Pifferi è soltanto affetta da un disturbo del neuro-sviluppo, classificabile come immaturità affettiva. Sostanzialmente una sorta di poca empatia a livello affettivo da adulta&#8221;, spiega l&#8217;avvocato di parte civile Emanuele De Mitri.</p>
<p>&#8220;Tale disturbo, se così può essere chiamato anche se non lo è &#8211; prosegue l&#8217;avvocato &#8211; non è invalidante e soprattutto non ha in alcun modo avuto influenza invalidante sul funzionamento psicosociale di Alessia Pifferi. Tale condizione non è tale da aver compromesso la capacità di intendere e di volere, neppure scemandola per tutto il tempo di durata della condotta di reato&#8221;. In sostanza &#8211; sintetizza l&#8217;avvocato &#8211; &#8220;la perizia dice che Alessia Pifferi non è affetta da alcun disturbo talmente grave da poter in qualche modo incidere sulla capacità di intendere e di volere e non scemandola neppure parzialmente. Tale capacità è stata riscontrata dai periti sia dal 14 luglio al 22 luglio 2022, nel lasso di tempo in cui è morta Diana e anche in tutti i weekend precedenti in cui Alessia Pifferi ha abbandonato la figlia&#8221;. Da una prima lettura della perizia depositata ieri &#8211; precisa il legale che assiste mamma e sorella dell&#8217;imputata, rispettivamente nonna e zia della bimba morta di stenti &#8211; &#8220;si evince che non c&#8217;è stato nessun comportamento o nessun evento in età infantile che abbia potuto incidere sul comportamento futuro&#8221; di Alessia Pifferi.</p>
<p>Intanto, l&#8217;11 settembre si torna davanti al gup per il procedimento, un filone bis del caso, a carico dell&#8217;avvocata Pontenani, di quattro psicologhe e di Marco Garbarini, psichiatra e consulente della difesa, su una presunta attività di &#8220;manipolazione&#8221; per aiutare Pifferi ad ottenere la perizia in primo grado e su un ipotizzato tentativo di indirizzare l&#8217;esito verso un &#8220;vizio parziale di mente&#8221;.</p>
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		<title>Lamezia, perito tribunale accerta il vizio di mente di Francesco Di Cello quando sparò al figlio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-perito-tribunale-accerta-il-vizio-di-mente-di-francesco-di-cello-quando-sparo-al-figlio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 16:13:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso, dinanzi al Gip del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, l’incidente probatorio volto ad accertare la capacità di intendere e di volere di Francesco Di Cello, 64 anni, reo confesso della morte del figlio Bruno di 30 anni, avvenuta lo scorso mese di maggio nella zona della &#8220;Marinella&#8221;. Secondo quanto si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso, dinanzi al Gip del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, l’incidente probatorio volto ad accertare la capacità di intendere e di volere di Francesco Di Cello, 64 anni, reo confesso della morte del figlio Bruno di 30 anni, avvenuta lo scorso mese di maggio nella zona della &#8220;Marinella&#8221;. Secondo quanto si apprende il professore Stefano Ferracuti ha depositato ed illustrato la perizia psichiatrico forense con la quale ha accertato la sussistenza di un vizio di mente al momento del fatto, tale da grandemente scemare la consapevolezza e volontarietà del tragico evento.</p>
<p>Il Perito, sollecitato dalle domande del Giudice e dei legali di Francesco Di Cello, avvocati Giuseppe Spinelli e Renzo Andricciola, ha ben descritto il contesto costrittivo che ha cagionato il patologico e fatale senso di inevitabilità e di ultima spiaggia, nel quale la sofferenza psichiatrica dell’indagato si è manifestata, tracciando la causalità dell’evento nella malattia psichica, motivata ed innescata dagli impellenti problemi che il nucleo familiare stava subendo.</p>
<p>Come si ricorderà Francesco Di Cello, ha immediatamente ammesso tutte le sue responsabilità, ovvero di aver ucciso il figlio con un colpo di pistola esploso in viso, al termine di una giornata densa di tensione e liti all’interno della famiglia. Un gesto drammatico e maturato in un contesto di disperazione compromesso da diversi anni per via a causa di contrasti legati allo stile di vita del trentenne e delle sue ripetute richieste di denaro nei confronti dei familiari e che tempo fa hanno portato anche a carico della vittima a una condanna per estorsione verso i genitori.</p>
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		<item>
		<title>Lamezia, omicidio Bruno Di Cello: Gip dispone perizia psichiatrica per il padre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-bruno-di-cello-gip-dispone-perizia-psichiatrica-per-il-padre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 19:13:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, in accoglimento della richiesta della locale Procura, ha deciso di sottoporre a perizia psichiatrica Francesco Di Cello, l&#8217;uomo di 64 anni che la mattina del 2 maggio scorso uccise il figlio Bruno di 36 anni. Al termine dell&#8217;incidente probatorio è stata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, in accoglimento della richiesta della locale Procura, ha deciso di sottoporre a perizia psichiatrica Francesco Di Cello, l&#8217;uomo di 64 anni che la mattina del 2 maggio scorso uccise il figlio Bruno di 36 anni. Al termine dell&#8217;incidente probatorio è stata disposto la nomina dell&#8217;esperto di psichiatria, Stefano Ferracuti, perché valuti la capacità di intendere e di volere dell&#8217;uomo al momento dell&#8217;omicidio, oltre alla capacità di affrontare coscientemente il giudizio.</p>
<p>I difensori, del sessantaquattrenne Renzo Andricciola e Giuseppe Spinelli hanno nominato un proprio consulente di parte, Gregorio Cerminara. Il giudice ha fissato l&#8217;udienza il 22 luglio. Ferracuti, entro il 15 luglio dovrà depositare l&#8217;elaborato peritale. Francesco Di Cello, che già nelle prime ore del delitto e successivamente davanti al gip nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia, aveva ammesso tutte le sue responsabilità, si trova rinchiuso nel carcere di Catanzaro. La morte di Bruno Di Cello fu causata da un colpo di pistola esploso in viso al termine di una giornata intensa di tensione e liti all&#8217;interno della famiglia. </p>
<p>Una situazione maturata a causa di continui litigi in un contesto di disperazione e di forte tensione domestica, di contrasti legati allo stile di vita della vittima e alle ripetute richieste di denaro avanzate nei confronti dei familiari.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="hCEUcx5RCN"><p><a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-richieste-di-soldi-e-liti-ecco-perche-francesco-di-cello-ha-ucciso-il-figlio-con-un-colpo-di-pistola/">Lamezia, richieste di soldi e liti: ecco perchè Francesco Di Cello ha ucciso il figlio con un colpo di pistola</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Lamezia, richieste di soldi e liti: ecco perchè Francesco Di Cello ha ucciso il figlio con un colpo di pistola&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/lamezia-richieste-di-soldi-e-liti-ecco-perche-francesco-di-cello-ha-ucciso-il-figlio-con-un-colpo-di-pistola/embed/#?secret=dCJf5VPP5S#?secret=hCEUcx5RCN" data-secret="hCEUcx5RCN" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-bruno-di-cello-gip-dispone-perizia-psichiatrica-per-il-padre/">Lamezia, omicidio Bruno Di Cello: Gip dispone perizia psichiatrica per il padre</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Neonata rapita a Cosenza, la Procura dispone la perizia psichiatrica su Rosa Vespa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-neonata-rapita-a-cosenza-la-procura-dispone-la-perizia-psichiatrica-su-rosa-vespa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 07:00:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rosa Vespa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura di Cosenza ha disposto una perizia psichiatrica su Rosa Vespa. La 52enne cosentina è in carcere dallo scorso gennaio perché accusata di aver rapito una neonata di appena un giorno, nella clinica &#8220;Sacro Cuore&#8221; di Cosenza. I magistrati vogliono accertare se la donna, che per nove mesi ha finto una gravidanza e poi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-neonata-rapita-a-cosenza-la-procura-dispone-la-perizia-psichiatrica-su-rosa-vespa/">VIDEO-Neonata rapita a Cosenza, la Procura dispone la perizia psichiatrica su Rosa Vespa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-308271-1" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Cosenza-neonata-rapita-blitz-Polizia.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Cosenza-neonata-rapita-blitz-Polizia.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/Cosenza-neonata-rapita-blitz-Polizia.mp4</a></video></div>
<p>La Procura di Cosenza ha disposto una perizia psichiatrica su Rosa Vespa. La 52enne cosentina è in carcere dallo scorso gennaio perché accusata di aver rapito una neonata di appena un giorno, nella clinica &#8220;Sacro Cuore&#8221; di Cosenza. I magistrati vogliono accertare se la donna, che per nove mesi ha finto una gravidanza e poi un parto, al momento del rapimento era capace di intendere e di volere. </p>
<p>La sera dello scorso 21 gennaio Rosa Vespa e il marito Acqua Omogo Chiediebere Moses furono trovati in casa con la piccola Sofia vestita da maschietto. Inizialmente fu arrestato anche il marito, poi scarcerato dal Gip. Il 43enne nigeriano si è sempre professato innocente dicendo che la moglie ha fatto tutto da sola. </p>
<p>Gli inquirenti devono accertare se la 52enne ha potuto avere qualche complice. La donna ha finto per nove mesi di essere incinta, ha finto di aver partorito lo scorso 8 gennaio e di aver dato alla luce un maschietto di nome Ansel, che non è mai stato concepito e mai nato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-neonata-rapita-a-cosenza-la-procura-dispone-la-perizia-psichiatrica-su-rosa-vespa/">VIDEO-Neonata rapita a Cosenza, la Procura dispone la perizia psichiatrica su Rosa Vespa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Milano, la Corte d&#8217;assise di appello ha disposto una nuova perizia per Alessia Pifferi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/milano-la-corte-dassise-di-appello-ha-disposto-una-nuova-perizia-per-alessia-pifferi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 09:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Pifferi]]></category>
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		<category><![CDATA[Corte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Milano ha disposto una nuova perizia per Alessia Pifferi, la 38enne di origine calabrese condannata in primo grado all&#8217;ergastolo per la morte della figlia Diana, abbandonata per sei giorni e lasciata morire di stenti a soli 18 mesi nell&#8217;estate 2022. La Corte ha accolto la richiesta della difesa. &#8220;Il compendio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Milano ha disposto una nuova perizia per Alessia Pifferi, la 38enne di origine calabrese condannata in primo grado all&#8217;ergastolo per la morte della figlia Diana, abbandonata per sei giorni e lasciata morire di stenti a soli 18 mesi nell&#8217;estate 2022. La Corte ha accolto la richiesta della difesa. &#8220;Il compendio probatorio è incompleto e lacunoso, oltre che a tratti contraddittorio&#8221;, spiegano i giudici d&#8217;Appello nelle loro motivazioni, dunque è &#8220;necessario e imprescindibile l’uso di esperti&#8221; per una nuova perizia. Nella perizia disposta dal tribunale l&#8217;imputata era stata riconosciuta capace di intendere e di volere. Nel dispositivo, letto in aula dalla Corte, si evidenzia come &#8220;test somministrati o somministrabili potrebbero assumere un particolare rilievo sull’imputabilità o sulla condotta dell’imputata&#8221;. L&#8217;incarico ai periti scelti dalle parti ci sarà nell&#8217;udienza fissata per il 28 febbraio prossimo.</p>
<p>La decisione della Corte d&#8217;assise d&#8217;appello è motivata dall&#8217;essere di fronte a un &#8220;compendio probatorio incompleto e lacunoso, oltre che a tratti contraddittorio&#8221;, per cui è &#8220;necessario e imprescindibile l&#8217;uso di esperti&#8221; per una nuova perizia. I giudici d&#8217;Appello snocciolano i contrasti che emergono dai documenti: dalla relazione stilata dalle psicologhe del carcere di San Vittore &#8220;dove emerge un quoziente intellettivo di 40, alla consulenza della difesa&#8221; che invece mostra un &#8220;disturbo cognitivo&#8221; con la conseguenza di veder &#8220;gravemente diminuita la capacità di comprendere&#8221; fino alla consulenza del pubblico ministero e alla perizia d&#8217;ufficio in cui si parla di &#8220;piena capacità di intendere e di volere&#8221;. Una &#8220;distonia&#8221; che la corte d&#8217;appello ora vuole risolvere con una nuova perizia collegiale. Il prossimo 28 febbraio, in aula, ci sarà il giuramento dei periti.</p>
<p>E&#8217; impassibile Alessia Pifferi quando ascolta la decisione dei giudici. &#8220;Lei non è pazza, ma ha un disturbo cognitivo che potrebbe aver determinato la morte di Diana. Se fossi la famiglia, invece, che chiedere di chiudere presto questo processo, vorrei sapere se ho una sorella o una figlia assassina oppure lei è solo una donna con problemi&#8221;, le parole pronunciata dall&#8217;avvocata Pontenani in aula. Viviana, la sorella di Alessia Pifferi, continua a credere che sia solo un disegno difensivo, così come la pubblica accusa che esce &#8216;sconfitta&#8217; (per ora) dal confronto. Per quasi due ore l&#8217;avvocato generale Lucilla Tontodonati aveva sostenuto che &#8220;non c&#8217;è nessun elemento che possa far pensare a una incapacità. Se l&#8217;uomo della strada può pensarlo per l&#8217;efferatezza del fatto, incomprensibile per il comune sentire &#8211; aver abbandonato la figlia per giorni -, non ogni delitto efferato si spiega con l&#8217;incapacità di intendere e volere. Non vi è alcuna necessità di effettuare una nuova perizia, ne abbiamo una che già risponde a ogni obiezione che è stata fatta&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="6PM9ejT0tl"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/">Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/embed/#?secret=vtZxRWNlVe#?secret=6PM9ejT0tl" data-secret="6PM9ejT0tl" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Omicidio dottoressa Romeo: Indagini tra pista lavorativa e privata, ma ancora non c&#8217;è un movente</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omicidio-dottoressa-romeo-indagini-tra-pista-lavorativa-e-privata-ma-ancora-non-ce-un-movente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 14:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura di Palmi vuole vederci chiaro sulla dinamica dell&#8217;agguato in cui, sabato mattina, a Santa Cristina d&#8217;Aspromonte, è stata uccisa la dottoressa della guardia medica Francesca Romeo mentre era in auto con il marito Antonio Napoli, medico psichiatra, rimasto ferito di striscio a un braccio. Il procuratore Emanuele Crescenti, l&#8217;aggiunto Santo Melidona e il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura di Palmi vuole vederci chiaro sulla dinamica dell&#8217;agguato in cui, sabato mattina, a Santa Cristina d&#8217;Aspromonte, è stata uccisa la dottoressa della guardia medica Francesca Romeo mentre era in auto con il marito Antonio Napoli, medico psichiatra, rimasto ferito di striscio a un braccio. Il procuratore Emanuele Crescenti, l&#8217;aggiunto Santo Melidona e il pm Elio Romano, hanno chiesto alla Squadra mobile di Reggio Calabria e alla Scientifica una dettagliata ricostruzione balistica per capire la traiettoria dei colpi esplosi dal sicario.  Il primo è stato frontale e, dopo aver attraversato il parabrezza, non ha colpito nessuno e si è conficcato nel cofano. Il secondo, a pallettoni, stando ai primi rilievi, è stato sparato dal lato guida e, dopo aver sfiorato il braccio di Napoli, ha colpito la donna uccidendola.</p>
<p>Il secondo colpo farebbe pensare che l&#8217;obiettivo fosse l&#8217;uomo ma, al momento, secondo gli inquirenti, ci sono troppe variabili per averne la certezza. A partire dall&#8217;auto in movimento e dalla decisione presa da chi ha sparato di spostarsi sulla destra e non sulla sinistra dove avrebbe avuto, se fosse stata lei il bersaglio, maggiore probabilità di uccidere Romeo. Occorre capire se questa è stata una scelta voluta dell&#8217;assassino o dettata dalle circostanze. Nel primo caso l&#8217;obiettivo sarebbe stato senza dubbio il marito che, nel secondo caso, invece, per il sicario potrebbe essere stato indifferente uccidere uno dei due coniugi o entrambi. Questo, però, cambierebbe lo scenario sul movente che, per ora, non è chiaro. Avvalorerebbe quello legato alla vita privata piuttosto che lavorativa. Su questo fronte, tutte le ipotesi sono in piedi.</p>
<p>Gli investigatori della Squadra mobile stanno continuando a scavare a 360 gradi non sottovalutando nulla. Non essendo ancora emersi, e in attesa di capire se ci sono realmente stati, problemi legati alla professione della vittima, gli inquirenti stanno verificando alcune voci che circolano a Seminara secondo cui i due coniugi potrebbero avere avuto discussioni legate a terreni di famiglia. Si tratta, però, al momento solo di voci su fatti datati e sui quali fino ad oggi non ci sono elementi di connessione col delitto.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Fece morire di stenti la figlia Diana di 18 mesi: Alessia Pifferi sarà sottoposta a perizia psichiatrica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fece-morire-di-stenti-la-figlia-diana-di-18-mesi-alessia-pifferi-sara-sottoposta-a-perizia-psichiatrica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 14:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Diana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giudici di Milano hanno stabilito che è &#8220;necessario&#8221; eseguire una perizia nei confronti di Alessia Pifferi, in carcere per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di soli 18 mesi, per accertare &#8220;la sussistenza al momento del fatto della capacità di intendere e volere&#8221; oltre al &#8220;quadro di pericolosità sociale&#8221;. L&#8217;incarico, a cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I giudici di Milano hanno stabilito che è &#8220;necessario&#8221; eseguire una perizia nei confronti di Alessia Pifferi, in carcere per aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di soli 18 mesi, per accertare &#8220;la sussistenza al momento del fatto della capacità di intendere e volere&#8221; oltre al &#8220;quadro di pericolosità sociale&#8221;. L&#8217;incarico, a cui si era opposta la procura di Milano e la parte civile, è stato conferito al professore Elvezio Pirfo, medico specializzato in psichiatria. La decisione della corte, presieduta dal giudice di Milano Ilio Mannucci Pacini, arriva dopo la scelta di non ascoltare i consulenti della procura, ma di conferire a un perito &#8211; l&#8217;udienza per l&#8217;incarico è fissata per il 13 novembre prossimo &#8211; il conferimento di un accertamento che possa far luce sulla capacità dell&#8217;imputata. Per il pm Francesco De Tommasi, che nel suo intervento si è opposto più volte alla perizia psichiatrica, Alessia Pifferi &#8220;entra in carcere senza pregressi psichiatrici, entra a San Vittore dopo essersi sottoposta a interrogatorio&#8221; e nel ricostruire quanto accaduto il 20 luglio 2022 &#8220;segue un ordine logico e cronologico, insomma non emerge nessuna problematica. Per diversi mesi la Pifferi è una persona che sta benissimo, ha la piena capacità di esporre i fatti, di relazionarsi, è lucida non ha nessun tipo di problemi&#8221;, poi il test Wais (per valutare l&#8217;intelligenza negli adulti, la difficoltà di apprendimento, il deterioramento cognitivo e il quoziente intellettivo) fatto dai medici all&#8217;interno del carcere &#8216;trasforma&#8217; il quadro.</p>
<p>&#8220;E&#8217; un metodo anomalo&#8221;, che poco dice da solo, ma che soprattutto per il pm &#8220;fuoriesce dalle competenze della struttura psichiatrica del carcere&#8221;. La pubblica accusa non contesta solo il metodo, ma anche l&#8217;oggetto dell&#8217;accertamento che ha come effetto &#8220;quello di manipolare il cervello della Pifferi rendendo oggi impossibile ripetere un accertamento di questo tipo&#8221;. De Tommasi contesta che l&#8217;imputata abbia un Qi di 40 &#8211; &#8220;non sarebbe stata in grado di dire nulla, di relazionarsi, di fornire delle risposte che nella loro assurdità sono risposte chiare&#8221; &#8211; e rigetta l&#8217;idea di una perizia che dovrebbe fondarsi su una documentazione che non riconosce. &#8220;Gli esiti non sono assolutamente credibili, non ci sto a essere preso in giro sotto questo profilo. Riteniamo assolutamente inutile una perizia sulla capacità cognitiva e non necessaria una perizia sull’imputabilità perché non c’è nessun tipo di elemento che possa mettere in discussione la capacita dell’imputata di rendersi conto di quello che stava facendo&#8221; conclude De Tommasi che chiede di escludere i documenti degli psicologi del carcere.<br />
Un no alla perizia condiviso dall&#8217;avvocato di parte civile, Emanuele Di Mitri che ricorda l&#8217;assenza di pregresse patologie psichiatriche e la piena capacità della donna alla sbarra. &#8220;L&#8217;infanzia infelice non elide il confine tra giusto e sbagliato, la Pifferi sapeva quello che stava facendo, che il digiuno prolungato della sua bambina ne avrebbe determinato la morte&#8221;, spiega in aula. &#8220;Sono desolata da questo terrore per l&#8217;espletamento di una perizia &#8211; sottolinea il difensore Alessia Pontenani -, il test non si può falsare e non capisco se il pm sta insinuando che abbiano manipolato la testa dell&#8217;imputata. E&#8217; stata depositata tutta la documentazione medica del carcere, li c&#8217;è tutto e non c&#8217;è nessuna strategia processuale&#8221; conclude la legale.</p>
<p><strong>Il pm: &#8220;Una presa in giro&#8221;</strong><br />
&#8220;Non ci sto ad essere preso in giro, Alessia Pifferi non ha alcun problema mentale e ha avuto un atteggiamento scellerato nei confronti della figlia&#8221;. Il pm di Milano Francesco De Tommasi, rappresentante dell&#8217;accusa insieme alla collega Rosaria Stagnaro, rigetta i presupposti con cui i medici del carcere di San Vittore arrivano alla conclusione, insieme ai consulenti della difesa, che Alessia Pifferi necessiti di una perizia psichiatrica.<br />
Per il pm siamo di fronte &#8220;all&#8217;assenza a oggi di basi tecnico scientifiche che giustifichino un accertamento sotto il profilo delle capacità mentali&#8221; e l&#8217;utilizzo del test di Wais non risponde alla prassi abitualmente in uso in questi casi, spiega citando il proprio consulente, il professor Marco Lagazzi. &#8220;Non si può non essere perplessi per l’attuazione di un test che non ha nulla a che fare con la gestione penitenziaria, ma è utile per la difesa penale, e per una intensiva rilettura del caso fatta con l’imputata di un così grave reato. L&#8217;impressione che si trae da tutto questo &#8211; si legge nella relazione del consulente depositata alle parti processuali &#8211; è che ciò renda tra l’altro ormai inutile qualsiasi esame peritale, perché valuterebbe non i vissuti della persona, ma ciò che la stessa ha riferito di avere appreso e discusso nel lavoro con le psicologhe, unitamente al suo deresponsabilizzante convincimento di essere lei stessa una bambina&#8221;.<br />
L&#8217;effetto, oltre a quello di &#8216;manipolare&#8217; la mente dell&#8217;imputata, è che le responsabilità &#8220;scivolano verso altri e la persona diviene non solo &#8216;innocente&#8217; ma anche rivendicatrice, e la povera bambina, esattamente come nella mente della persona, resta esclusa dalla elaborazione, ancora una volta messa da parte&#8221;. Conclusioni che non hanno convinto la corte che ha deciso di disporre la perizia psichiatrica (chiesta dalla difesa e a cui si era opposta anche la parte civile) per accertare &#8220;la sussistenza al momento del fatto della capacità di intendere e volere&#8221; della Pifferi oltre al &#8220;quadro di pericolosità sociale&#8221;. L&#8217;incarico è stato conferito al professore Elvezio Pirfo, medico specializzato in psichiatria.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="WnjiM8hoyW"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/">Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/embed/#?secret=jvSUhuB0fU#?secret=WnjiM8hoyW" data-secret="WnjiM8hoyW" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/fece-morire-di-stenti-la-figlia-diana-di-18-mesi-alessia-pifferi-sara-sottoposta-a-perizia-psichiatrica/">Fece morire di stenti la figlia Diana di 18 mesi: Alessia Pifferi sarà sottoposta a perizia psichiatrica</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, dalla perizia di parte di Sara Pedri: Questa volta non ce la farò</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-dalla-perizia-di-parte-di-sara-pedri-questa-volta-non-ce-la-faro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 15:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologa]]></category>
		<category><![CDATA[perizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sara Pedri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono un morto che cammina. Questa volta non ce la farò, scriveva verso la fine”. Sono parole drammatiche quelle che Sara Pedri, la ginecologa dell&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento, scomparsa lo scorso 4 marzo, scriveva negli ultimi tempi prima di sparire nel nulla. La sua auto è stata ritrovata vicino al ponte di Santa Giustina, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Sono un morto che cammina. Questa volta non ce la farò, scriveva verso la fine”. Sono parole drammatiche quelle che Sara Pedri, la ginecologa dell&#8217;ospedale Santa Chiara di Trento, scomparsa lo scorso 4 marzo, scriveva negli ultimi tempi prima di sparire nel nulla. La sua auto è stata ritrovata vicino al ponte di Santa Giustina, il luogo che compare nell’ultima ricerca su internet fatta dalla dottoressa la mattina della sua scomparsa. Un luogo tragicamente noto per i suicidi.</p>
<p>&#8220;Sono un morto che cammina, questa volta non ce la farò”, scriveva Sara. E ancora, nell’ultimo messaggio al padre: “Vi chiedo scusa per la delusione che vi ho procurato”. Sono alcuni dei messaggi contenuti nella perizia di 119 pagine depositata in tribunale a Trento dall&#8217;avvocato della famiglia Pedri, Nicodemo Gentile. Si tratta della perizia di parte che ricostruisce le condizioni psicologiche della giovane dottoressa prima della sua scomparsa.<br />
Secondo la consulente Sara “si è ritrovata come un agnello in mezzo ai lupi, ed ha finito per essere sbranata dalla violenza di chi si è avventato contro di lei. E’ stata vittima infatti di Mobbing, nella sua variante del Quick Mobbing, ovvero di comportamenti vessatori frequenti e costanti, posti in essere con lo scopo (quand’anche inconsapevole) e l’effetto di violare la sua dignità di donna e lavoratrice, e di creare, intorno a lei, un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante ed offensivo, che ha minato, data l’eccezionalità e la violenza della portata, il suo equilibrio in poco più di 3 mesi, generando in lei un vero e proprio disturbo: Disturbo Post Traumatico da Stress, con sintomi ricorrenti riconducibili anche al criterio della Depersonalizzazione”</p>
<p>Sulla vicenda di Sara Pedri la Procura di Trento ha aperto un&#8217;indagine a carico dell&#8217;ex primario di ginecologia del Santa Chiara, Saverio Tateo, che nel frattempo è stato licenziato dall&#8217;Azienda sanitaria dopo il pronunciamento di una commissione interna, e a carico della vice di Tateo, Liliana Mereu, che è stata trasferita ad altro incarico. Il 7 febbraio 2022 è in programma a Trento la prima udienza con l&#8217;incidente probatorio e l&#8217;ascolto di alcuni testimoni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/umiliata-per-i-suoi-studi-a-catanzaro-dalla-perizia-di-parte-di-sara-pedri-questa-volta-non-ce-la-faro/">Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, dalla perizia di parte di Sara Pedri: Questa volta non ce la farò</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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