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	<title>Neonati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Reggio Calabria, uccide gemelli appena partoriti: ragazza risponde al Gip, ora perizie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 14:09:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ha risposto alle domande del Gip, nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia durato circa un&#8217;ora e mezza la giovane di 25 anni finita ai domiciliari la settimana scorsa con l&#8217;accusa di avere soffocato, nel luglio 2024, dei due gemelli appena partoriti. Stando alla ricostruzione della Procura, diretta da Giuseppe Borrelli, e della squadra mobile, l&#8217;arrestata li [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha risposto alle domande del Gip, nel corso dell&#8217;interrogatorio di garanzia durato circa un&#8217;ora e mezza la giovane di 25 anni finita ai domiciliari la settimana scorsa con l&#8217;accusa di avere soffocato, nel luglio 2024, dei due gemelli appena partoriti. Stando alla ricostruzione della Procura, diretta da Giuseppe Borrelli, e della squadra mobile, l&#8217;arrestata li ha soffocati e nascosti in un armadio prima di andare in ospedale a causa di un&#8217;emorragia post partum. Qualche giorno dopo, i due corpi sono stati poi trovati dalla madre della ragazza che ha avvertito la polizia e fatto partire l&#8217;inchiesta.</p>
<p>Accompagnata dagli avvocati Carlo Morace e Giuseppina Quattrone, l&#8217;indagata si è presentata al Cedir dove &#8211; hanno riferito i legali &#8211; ha risposto a tutte le domande poste dal gip Claudio Treglia e dal pm Chiara Greco che ha coordinato le indagini. Al termine dell&#8217;interrogatorio, i legali hanno evidenziato che &#8220;la Procura della Repubblica ha adottato massime cautele per evitare diffusione di notizie e la divulgazione dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare come previsto dalla legge. Questo è interesse della difesa, di tutelare in questo momento la serenità della ragazza che ha enormi fragilità&#8221;.</p>
<p>&#8220;La ragazza &#8211; hanno affermato i suoi difensori &#8211; ha risposto a tutte le domande che le sono state poste dal giudice, dal pubblico mistero e dagli avvocati sulle cause del decesso dei feti che sono stati rinvenuti, sulla ricostruzione dei fatti, sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto. Adesso si faranno le perizie anche da parte della difesa in prospettiva del processo&#8221;. La ragazza è indagata anche per l&#8217;omicidio di un altro figlio che avrebbe ucciso appena nato nel 2022. Ricerche del corpicino sono state condotte nel giardino dell&#8217;abitazione dove la ragazza vive con i genitori ma, a quanto si è appreso, senza esito.</p>
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		<title>Quando il silenzio diventa ombra: la morte dei neonati a Reggio e il vuoto affettivo&#8230;di Fulvio Scarpino*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 13:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 9 e il 10 ottobre 2025, a Reggio Calabria, una giovane è stata posta ai domiciliari con l&#8217;accusa di aver ucciso due neonati partoriti in casa nel luglio 2024; dalle indagini è emersa anche l&#8217;ipotesi di un terzo infanticidio avvenuto nel 2022. I corpi dei bimbi del 2024 furono ritrovati in un&#8217;abitazione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra il 9 e il 10 ottobre 2025, a Reggio Calabria, una giovane è stata posta ai domiciliari con l&#8217;accusa di aver ucciso due neonati partoriti in casa nel luglio 2024; dalle indagini è emersa anche l&#8217;ipotesi di un terzo infanticidio avvenuto nel 2022. I corpi dei bimbi del 2024 furono ritrovati in un&#8217;abitazione della frazione Pellaro; è indagato anche il compagno. Sono fatti in corso di accertamento, affidati all&#8217;Autorità giudiziaria.<br />
Non basta dire &#8220;tragedia&#8221;: occorre chiedersi cosa non ha funzionato prima del fatto. La prospettiva clinico-educativa ci ricorda che la genitorialità non nasce automaticamente dal parto: è un processo affettivo che chiede riconoscimento, rete, presa in carico. Quando l&#8217;alfabeto emotivo manca—quando vergogna, solitudine e negazione divorano la realtà—la mente può smarrirsi fino a esiti estremi. È qui che la comunità educante fallisce: se l&#8217;educazione affettiva non precede (e nutre) quella digitale e informativa, restiamo senza strumenti per nominare il dolore, chiedere aiuto, tollerare il conflitto, dare un nome alla paura.<br />
Questa è la zona d&#8217;ombra che la cronaca ci mette davanti: non un mostro improvviso, ma una sottrazione lenta di legami. Non bastano norme e sanzioni; servono legami protettivi, percorsi precoci di alfabetizzazione emotiva, orientamento nei servizi, ascolto non giudicante. La tecnologia, da sola, non salva né rovina: amplifica ciò che siamo. Per questo la prevenzione vera comincia molto prima delle piattaforme—nel lessico dell&#8217;empatia, nel riconoscere i segnali, nel rendere accessibile la richiesta d&#8217;aiuto.</p>
<p>Da questa convinzione nasce il percorso del Corecom Calabria: un lavoro che ha scelto di partire dal cuore (affetti, emozioni, relazioni) per arrivare alla mente (regole, competenze, scelte online). Con il Premio &#8220;Lucia Abiuso&#8221; abbiamo coinvolto studenti nella creazione di cortometraggi su cyberbullismo e uso responsabile della rete, con votazioni aperte sui social: la cittadinanza digitale praticata, non predicata.<br />
Nel 2025 è stato presentato e avviato Corecom Academy in Tour, progetto pilota che integra educazione affettiva ed educazione digitale, nato da accordi istituzionali e pensato per scuole, famiglie e territori: workshop, &#8220;patentino digitale&#8221;, prevenzione dei reati online, alfabetizzazione emotiva come premessa della competenza in rete. È un&#8217;iniziativa riconosciuta come progetto pilota nazionale da testate e atti ufficiali, con protocolli formalizzati.<br />
Cosa significa, concretamente<br />
Prima il cuore, poi la rete. Ogni modulo formativo inizia da emozioni, empatia, gestione del conflitto; dopo arrivano privacy, reputazione, sicurezza.<br />
Rete dei servizi. Scuola, parrocchie, consultori, terzo settore e forze dell&#8217;ordine: canali d&#8217;accesso chiari per mamme e papà soli, per adolescenti che temono il giudizio.<br />
Parola ai ragazzi. Narrazione, video, peer-to-peer: i giovani non come &#8220;utenti da correggere&#8221;, ma come soggetti che insegnano ad adulti spesso smarriti.<br />
Indicatori pubblici. Non solo eventi: monitoraggio di partecipazione, benessere percepito, segnalazioni prese in carico, ricadute sulle condotte online.</p>
<p>I fatti di Reggio Calabria non chiedono clamore, ma cura: formazione affettiva precoce, accompagnamento psicopedagogico, alleanze educative stabili. La giustizia farà il suo corso; alla comunità spetta impedire che il vuoto si ripeta. È questo il senso della nostra rotta: una Calabria che, prima di insegnare le regole del web, restituisce parole ai sentimenti, dignità al dolore, prossimità alle fragilità.<br />
Perché nessun algoritmo potrà mai sostituire una mano che ti riconosce, una voce che ti chiama per nome, una comunità che non ti lascia solo.</em><br />
<strong>*Presidente del Co.Re.Com. Calabria</strong><br />
                                                                                                                             </p>
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		<title>Reggio Calabria, dopo la scoperta del duplice infanticidio si cercano i resti di un terzo neonato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-dopo-la-scoperta-del-duplice-infanticidio-si-cercano-i-resti-di-un-terzo-neonato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2025 14:24:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono le indagini a Reggio Calabria dopo l&#8217;arresto di una giovane donna di 25 anni accusata di aver ucciso, soffocandoli, i suoi due bambini appena nati, di occultamento dei loro corpi nonché di soppressione di cadavere in relazione a un ulteriore bambino o bambina partorito tre anni fa. Un peso nelle indagini della Squadra mobile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono le indagini a Reggio Calabria dopo l&#8217;arresto di una giovane donna di 25 anni accusata di aver ucciso, soffocandoli, i suoi due bambini appena nati, di occultamento dei loro corpi nonché di soppressione di cadavere in relazione a un ulteriore bambino o bambina partorito tre anni fa. Un peso nelle indagini della Squadra mobile reggina, che hanno portato poi all’arresto, lo ha avuto anche l’analisi dei messaggi scambiati nel corso degli anni tra la donna ed il fidanzato.</p>
<p>Tra l’altro è emerso come la giovane coppia avesse già vissuto proprio una identica situazione nell’anno 2022, “con forti disaccordi tra i due circa il fatto di tenere o meno il figlio” – evidenziano gli inquirenti – fino al mese di agosto, data in cui la donna avrebbe partorito e soppresso il corpo del neonato appena partorito. E proprio il ritrovamento dei resti di quest&#8217;ultimo neonato sta impegnando gli inquirenti. Tutta la zona intorno all&#8217;abitazione della giovane a Pellaro viene battuta palmo a palmo anche con l&#8217;utilizzo di un georadar oltre che dei cani molecolari che, spesso, consentono di conseguire i risultati sperati. Nuove perquisizioni sono state effettuate nelle abitazioni dei soggetti attenzionati.</p>
<p>Intanto, nei giorni scorsi, nei confronti della 25enne il Gip di Reggio Calabria ha emesso un&#8217;ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico su richiesta della Procura. Le indagini sono iniziate nel luglio dello scorso anno, quando i genitori della donna hanno trovato, in un armadio di casa in località Pellaro, i corpicini dei due neonati avvolti in una coperta.</p>
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		<title>Orrore a Reggio Calabria, giovane arrestata per avere ucciso i figli appena partoriti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/orrore-a-reggio-calabria-giovane-arrestata-per-avere-ucciso-i-figli-appena-partoriti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 12:35:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con accusa terribile, una giovane è stata arrestata stamani dalla Squadra mobile di Reggio Calabria perché accusata di avere ucciso, soffocandoli, i suoi due bambini appena partoriti, di occultamento dei loro corpi nonché di soppressione di cadavere in relazione a un ulteriore bambino o bambina partorito tre anni fa. Nei confronti della donna, il gip [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con accusa terribile, una giovane è stata arrestata stamani dalla Squadra mobile di Reggio Calabria perché accusata di avere ucciso, soffocandoli, i suoi due bambini appena partoriti, di occultamento dei loro corpi nonché di soppressione di cadavere in relazione a un ulteriore bambino o bambina partorito tre anni fa.<br />
Nei confronti della donna, il gip ha emesso un&#8217;ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico su richiesta della locale Procura. Le indagini sono iniziate nel luglio dello scorso anno, quando i genitori della giovane hanno trovato, in un armadio di casa in località Pellaro, i corpicini dei due neonati avvolti in una coperta. La ragazza, che ha 25 anni, era già indagata dal momento del ritrovamento dei corpicini, scoperti dalla madre in un armadio della loro abitazione a causa del cattivo odore.</p>
<p>La donna avvertì subito la polizia facendo scattare le indagini avviate dalla Procura e condotte dalla Squadra mobile che si sono sviluppate partendo dalla visione dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Da ciò, gli investigatori hanno accertato che la ragazza era sola sola all&#8217;interno dell&#8217;abitazione tra le 19 e le 20.30 dell&#8217;8 luglio 2024, presunto orario del parto e della morte dei bambini. Altri elementi, per l&#8217;accusa, sono emersi dagli accertamenti di natura biologica effettuati anche sul materiale organico sequestrato nel Policlinico di Messina dove la ragazza era stata sottoposta ad intervento di raschiamento. Accertamenti che avrebbero confermato che i due neonati erano figli dell&#8217;indagata, nati vivi e che la morte era stata causata da soffocamento.</p>
<p>Dal racconto dei familiari, ritenuto all&#8217;oscuro di quanto è accaduto nell&#8217;abitazione, è emerso anche che la ragazza era stata ricoverata al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria poco tempo prima del ritrovamento dei neonati, a causa di una forte emorragia. La giovane aveva lamentato soltanto un generico malessere fisico, negando categoricamente di essere mai stata incinta.</p>
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		<title>Due neonati guariti da una rara malformazione intestinale al “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/due-neonati-guariti-da-una-rara-malformazione-intestinale-al-pugliese-ciaccio-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 08:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hanno soltanto pochi giorni di vita, ma hanno già affrontato e vinto una battaglia che metterebbe a dura prova anche i più forti. Due neonati, colpiti da una rarissima forma di malformazione intestinale, l’atresia digiunale di tipo IIIb – nota anche come “apple- peel” per la particolare conformazione dell’intestino che ricorda la buccia di una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno soltanto pochi giorni di vita, ma hanno già affrontato e vinto una battaglia che metterebbe a dura prova anche i più forti. Due neonati, colpiti da una rarissima forma di malformazione intestinale, l’atresia digiunale di tipo IIIb – nota anche come “apple- peel” per la particolare conformazione dell’intestino che ricorda la buccia di una mela – sono stati salvati grazie a due delicati interventi chirurgici eseguiti presso l’ospedale “Pugliese- Ciaccio” di Catanzaro. I piccoli pazienti, operati a distanza di soli quattro giorni l’uno dall’altro, hanno superato con successo le operazioni effettuate a poche ore dalla nascita e oggi, finalmente, possono tornare a casa con le loro famiglie. Un traguardo che ha emozionato profondamente non solo i genitori, ma anche tutto il personale medico e infermieristico coinvolto.</p>
<p>«La paura più grande è ormai alle spalle. Il regalo più bello è poter tornare a casa con nostro figlio», racconta, con la voce spezzata dall’emozione, la madre trentenne di uno dei neonati. «Trascorreremo i prossimi giorni in famiglia, tra gli abbracci dei parenti che non vedevano l’ora di conoscerlo. La speranza non ci ha mai abbandonati, anche se eravamo consapevoli dei rischi».<br />
Il primo dei due neonati, nato prematuro alla 35ª settimana di gestazione, presentava la forma più complessa della patologia, che comporta un’interruzione anomala dell’intestino tenue e una fragilità estrema dell’apparato digerente, incompatibile con la vita senza un intervento immediato. La malformazione era stata sospettata già nel secondo trimestre di gravidanza, quando la madre, residente in un piccolo centro della provincia di Reggio Calabria, era stata indirizzata ai reparti specialistici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro. Presso l’ambulatorio di Gravidanza a Rischio (GAR), la donna è stata seguita con attenzione dai reparti di Ostetricia e Ginecologia diretti dal professor Zullo (per la parte universitaria) e dal dottor Pullano (per la parte ospedaliera). Dopo il peggioramento della situazione clinica nelle ultime settimane di gestazione, il parto è stato eseguito d’urgenza con taglio cesareo presso l’ospedale di Locri. Da lì, è partita l’immediata attivazione della rete ospedaliera e del team multidisciplinare della Neonatologia e della Chirurgia Pediatrica dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio”.<br />
Trasferito tempestivamente a Catanzaro, il neonato è stato stabilizzato e sottoposto a intervento chirurgico lo scorso 13 maggio. Dopo un periodo di degenza presso la Terapia Intensiva Neonatale, diretta dal dottor Giovanni Sica, il piccolo è stato dimesso in buone condizioni cliniche.</p>
<p>«L’intervento è stato correttivo e il piccolo potrà avere una vita pressoché normale», spiegano i medici. A sottolineare l’importanza della diagnosi precoce è stato anche il dottor Giuseppe Raiola, Direttore del Dipartimento Materno-Infantile dell’AOU “Renato Dulbecco”: «È possibile identificare precocemente e gestire queste complesse patologie materno-fetali in modo adeguato e competente».<br />
«Oggi, questi due neonati rappresentano una doppia storia a lieto fine – ha proseguito Raiola – due vite che hanno avuto un inizio in salita, ma che, grazie all’efficienza della rete ospedaliera e all’impegno di medici e infermieri, possono ora guardare con speranza al futuro».<br />
Il dottor Raiola ha anche ricordato il ruolo cruciale dell’anestesista nella gestione intraoperatoria di questi delicatissimi casi: «Garantire sicurezza, efficacia e comfort è fondamentale in procedure così complesse».<br />
Concorde anche la dottoressa Simona Carbone, Commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco”, che ha ribadito: «È essenziale riconoscere in tempo queste malformazioni durante la gravidanza. Solo così si può programmare il parto in strutture attrezzate e con equipe specializzate in grado di affrontare tempestivamente tutte le fasi: dal parto, all’intervento chirurgico, fino alla gestione post-operatoria».<br />
Due piccoli guerrieri, due famiglie che tornano a sperare, e una sanità che – quando ben organizzata e competente – può davvero fare la differenza.<br />
(<em>c.s.</em>)</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-324205" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Medici-300x178.jpg" alt="" width="646" height="383" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Medici-300x178.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Medici-768x457.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Medici-707x420.jpg 707w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Medici-696x414.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Medici.jpg 900w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
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		<item>
		<title>Stop in Calabria e Sud a vaccino contro bronchiolite neonati: Ministero Salute fa marcia indietro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2024 16:18:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministero della Salute ha fatto marcia indietro sulla decisione iniziale riguardo alla somministrazione gratuita del vaccino contro la bronchiolite per i neonati nelle regioni sotto piano di rientro sanitario come la Calabria. Dopo una circolare del 18 settembre che escludeva tali regioni dalla somministrazione senza costi dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab, oggi è arrivata una nuova [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero della Salute ha fatto marcia indietro sulla decisione iniziale riguardo alla somministrazione gratuita del vaccino contro la bronchiolite per i neonati nelle regioni sotto piano di rientro sanitario come la <strong>Calabria</strong>. Dopo una circolare del 18 settembre che escludeva tali regioni dalla somministrazione senza costi dell’anticorpo monoclonale <strong>Nirsevimab</strong>, <strong>oggi è arrivata una nuova comunicazione </strong>che ribalta questa posizione. Grazie a un’interlocuzione avviata con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), il trattamento sarà garantito a tutti i neonati a carico del Servizio Sanitario Nazionale, <strong>senza differenze territoriali</strong>.</p>
<p>Prima della retromarcia, la circolare ministeriale aveva escluso <strong>le regioni del Sud</strong> – Molise, Lazio, Abruzzo, Campania, <strong>Calabria</strong> e Sicilia – dalla possibilità di somministrare gratuitamente il Nirsevimab, definito anche vaccino anti-bronchiolite. Queste regioni, <strong>in piano di rientro</strong>, non avrebbero potuto garantire la terapia senza risorse aggiuntive, rendendo di fatto impossibile la copertura sanitaria gratuita per migliaia di neonati. Al contrario, le regioni del Centro-Nord, non vincolate dal piano di rientro, avrebbero potuto procedere alla somministrazione con fondi propri.</p>
<p>L’allarme era stato sollevato da molti esperti, tra cui Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, che aveva dichiarato: “Non si possono discriminare i neonati in base alla regione in cui vengono al mondo. La salute è un diritto costituzionale, e temo che con la devoluzione si accentueranno sempre di più queste disparità.”</p>
<p>Il Nirsevimab-Beyfortus è un anticorpo monoclonale utilizzato per prevenire le infezioni da virus respiratorio sinciziale (VRS) nei neonati, un virus che può causare gravi forme di bronchiolite. Il farmaco, classificato come classe C, non è incluso nel Piano Nazionale Vaccini e si configura come una prestazione extra-Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), rendendo più complessa la sua inclusione nelle regioni con vincoli di bilancio. In Puglia, una legge regionale prevede comunque la somministrazione gratuita del trattamento, sebbene fino a oggi non fosse stata rispettata dal Governo nazionale.</p>
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		<title>Covid Calabria, due neonati positivi di 9 e 15 giorni ricoverati al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 12:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano ad arrivare notizie poco rassicuranti sulla circolazione del virus e, in particolare, su nuovi casi di neonati positivi al covid per i quali si rende necessario il ricovero in ospedale. Secondo quanto si è appreso, infatti, nella giornata di ieri un bimbo di soli 9 giorni di Polistena e, questa mattina, uno di 15 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano ad arrivare notizie poco rassicuranti sulla circolazione del virus e, in particolare, su nuovi casi di neonati positivi al covid per i quali si rende necessario il ricovero in ospedale. Secondo quanto si è appreso, infatti, nella giornata di ieri un bimbo di soli 9 giorni di Polistena e, questa mattina, uno di 15 giorni sono stati ricoverati presso il reparto di Neonatologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.</p>
<p>Come ha spiegato ai colleghi di &#8216;CityNow&#8217;, la dott.ssa Isabella Mondello, primario del reparto di Neonatologia: &#8220;Il bimbo arrivato ieri era un po&#8217; torpido, sonnolente e in difficoltà con l&#8217;alimentazione. Per questo motivo, adesso, si trova in infusione con flebo. Il secondo è arrivato questa mattina con febbre, sintomo che non può essere ignorato in un bambino di pochi giorni positivo al Covid. Un terzo, invece, è stato dimesso domenica. Presentava crisi di apnea e per questo siamo intervenuti con una ventilazione non invasiva&#8221;.<br />
Da quanto si apprende, il contagio è avvenuto tramite il contatto con i genitori, anche loro positivi. </p>
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		<title>Covid Calabria, due neonati di sei otto mesi ricoverati a Vibo e Catanzaro: Sono stati contagiati dai familiari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Dec 2021 14:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono anche due neonati, uno di sei e l’altro di otto mesi, tra i bambini finiti in ospedale dopo essere stati contagiati da familiari risultati positivi in provincia di Vibo Valentia. Per uno di loro, in condizioni più preoccupanti, si è anche reso necessario il trasferimento nell’ospedale di Catanzaro; l’altro, invece, è stato ricoverato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anche due neonati, uno di sei e l’altro di otto mesi, tra i bambini finiti in ospedale dopo essere stati contagiati da familiari risultati positivi in provincia di Vibo Valentia. Per uno di loro, in condizioni più preoccupanti, si è anche reso necessario il trasferimento nell’ospedale di Catanzaro; l’altro, invece, è stato ricoverato nell’ospedale &#8216;Jazzolino&#8217; di Vibo Valentia. Non si ferma in provincia la corsa del Covid: i contagiati attivi sono al momento 720, con 65 nuovi positivi nella giornata di ieri. Sempre nel Vibonese sono iniziate stamane, al centro commerciale Vibo Center, le operazioni di vaccinazione dei piccoli di età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Le attività si svolgono all’interno della struttura nei locali in cui in precedenza c’era un negozio di sport. </p>
<p><em>(Ansa)<br />
(immagine di archivio)</em></p>
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		<title>Per i bimbi nati al Sud +50% rischio morte nel primo anno vita</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/per-i-bimbi-nati-al-sud-50-rischio-morte-nel-primo-anno-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 11:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un bambino residente nel Mezzogiorno ha un rischio del 50% in più di morire nel primo anno di vita rispetto ad uno che nasce nelle regioni del Nord. Tanto che, solo nel 2018, se il Mezzogiorno avesse avuto lo stesso tasso di mortalità infantile delle regioni del nord, sarebbero sopravvissuti 200 bambini. A mettere in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un bambino residente nel Mezzogiorno ha un rischio del 50% in più di morire nel primo anno di vita rispetto ad uno che nasce nelle regioni del Nord. Tanto che, solo nel 2018, se il Mezzogiorno avesse avuto lo stesso tasso di mortalità infantile delle regioni del nord, sarebbero sopravvissuti 200 bambini.</p>
<p>A mettere in luce le profonde disparità è uno studio in pubblicazione sulla rivista Pediatria, presentato in conferenza stampa della Società Italiana di Pediatria (Sip).</p>
<p>In base agli ultimi dati Istat disponibili, nel periodo 2006-2018 si è verificata una progressiva diminuzione della mortalità neonatale (nei primi 28 giorni di vita) e infantile (nel primo anno di vita), che hanno portato l&#8217;Italia a raggiungere tra i più bassi del mondo. In particolare, nel 2018 si sono avuti 1266 decessi nel primo anno di vita e la mortalità neonatale è stata del 2,01 per 1000 nati vivi. Si continua però ad osservare un&#8217;ampia variazione territoriale. Nel Mezzogiorno dove si sono avuti il 35,7% di tutti i nati, i decessi neonatali e infantili sono stati rispettivamente il 48% e il 45% rispetto a quelli avvenuti in Italia. La Sicilia, la Calabria e la Campania sono state quelle con i tassi più elevati. Inoltre, le differenze diventano ancora più evidenti per i figli di genitori stranieri che risiedono al Sud (+100%).</p>
<p>&#8220;L&#8217;idea che nascere in un particolare territorio possa offrire una minore probabilità di cura e di sopravvivenza non è accettabile&#8221;, ha commentato la presidente Sip Annamaria Staiano. &#8220;Serve sinergia per invertire questi trend allarmanti e la Sip sta già mettendo in campo iniziative per intervenire in modo proattivo su un modello assistenziale così a rischio di disuguaglianze,&#8221; ha concluso Giovanni Corsello, ordinario di Pediatria all&#8217;Università di Palermo ed Editor in Chief di Italian Journal of Pediatrics.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Girifalco, piantumati gli alberi della vita per i primi nati. Iniziativa aperta a tutti i genitori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 08:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
		<category><![CDATA[Girifalco]]></category>
		<category><![CDATA[Neonati]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Girifalco (CZ) &#8211; La primavera a Girifalco si colora di rosa ed azzurro con la piantumazione dei primi tre alberi della vita. Vito, Paolo e Charlotte sono, infatti, i primi nati i cui genitori hanno aderito all’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, “L’Albero della Vita”. Gli alberi, che portano i nomi dei bambini, sono stati piantati stamattina: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Girifalco (CZ) &#8211; La primavera a Girifalco si colora di rosa ed azzurro con la piantumazione dei primi tre alberi della vita. Vito, Paolo e Charlotte sono, infatti, i primi nati i cui genitori hanno aderito all’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, “L’Albero della Vita”.<br />
Gli alberi, che portano i nomi dei bambini, sono stati piantati stamattina: una data scelta non a caso, visto che (nonostante le condizioni meteo) il calendario segna oggi l’inizio della primavera. La piantumazione è avvenuta nell&#8217;area verde adiacente la chiesetta dell&#8217;Annunziata. L’amministrazione comunale ha inteso ringraziare i genitori, le famiglie dei bambini, Giuseppe Rosanò per le riprese, il maresciallo Giovanni Cante per la presenza e Salvatore Scicchitano che si è occupato della piantumazione degli alberi.<br />
L’iniziativa, ratificata all’unanimità dal Consiglio Comunale, è destinata a tutti i bambini nati o adottati da genitori residenti nel comune di Girifalco. Per aderire sarà sufficiente che il genitore/tutore compili un apposito modulo all’Ufficio Anagrafe al momento della registrazione, per l’appunto, anagrafica del proprio bambino.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/albero-vita-2.jpg"><img decoding="async" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/albero-vita-2-300x211.jpg" alt="Girifalco" width="300" height="211" class="alignnone size-medium wp-image-148880" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/albero-vita-2-300x211.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/albero-vita-2-696x489.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/albero-vita-2-598x420.jpg 598w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/albero-vita-2-100x70.jpg 100w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/albero-vita-2.jpg 718w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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