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	<title>mamme Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Mar 2025 20:14:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Chiusura punto nascita della clinica &#8216;Sacro Cuore&#8217; a Cosenza, insorgono le mamme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/chiusura-punto-nascita-della-clinica-sacro-cuore-a-cosenza-insorgono-le-mamme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2025 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: &#8220;Da pochi giorni si è diffusa nuovamente la voce della chiusura del punto nascita presso la clinica &#8216;Sacro Cuore&#8217; di Cosenza. Non è stato dato neanche il tempo di meditare sul da farsi che, improvvisamente, oggi viene diffusa dai canali social del gruppo IGreco Ospedali riuniti, una notizia: apre il reparto di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:<br />
<em>&#8220;Da pochi giorni si è diffusa nuovamente la voce della chiusura del punto nascita presso la clinica &#8216;Sacro Cuore&#8217; di Cosenza. Non è stato dato neanche il tempo di meditare sul da farsi che, improvvisamente, oggi viene diffusa dai canali social del gruppo IGreco Ospedali riuniti, una notizia: apre il reparto di urologia. Wow, che bella notizia! Verrebbe da dire. Eppure basta porsi una domanda per capire che questa notizia va a discapito di tante mamme che, come le scriventi, l&#8217;anno scorso sono scese in piazza per protestare contro la prevista chiusura del punto nascita. Solo un anno fa, gli stessi vertici che oggi esultano per l&#8217;apertura del reparto di urologia, l&#8217;anno scorso &#8220;brindavano&#8221; per l&#8217;evitata chiusura del reparto di ostetricia.</p>
<p>Allora ci si chiede: com&#8217;è possibile questo &#8220;cambio di rotta&#8221;? Non importa più a nessuno che le future mamme di Cosenza e provincia, che solo un anno fa facevano sentire la propria voce ed esprimevano il sacrosanto diritto di scelta del luogo del parto, non potranno più esercitare il citato diritto? Non importa più a nessuno che le future mamme, che inevitabilmente convergeranno verso l&#8217;Ospedale dell&#8217;Annunziata, non trovando posto, dovranno recarsi a Paola, o Cetraro o Castrovillari per poter ricevere le opportune cure? Perchè dopo la notizia della mancata chiusura del punto nascita della Clinica Sacro Cuore (così si è espresso Giancarlo Greco dopo l&#8217;incontro tra la proprietà e il Sub commissario alla sanità della Regione Calabria, Esposito), il dm 14.3.2024 n.69 non è stato mai revocato dal Presidente della Regione Calabria? Forse era già in accordo che bisognava proseguire per qualche mese per poi comunque chiudere?</p>
<p>Si ricorda che sempre Giancarlo Greco nell&#8217;annunciare la mancata chiusura del punto nascita, l&#8217;anno scorso, così si esprimeva: &#8220;Vorrei dare una buona notizia alle future mamme dell&#8217;area urbana di Cosenza e del suo immediato retaggio. Il punto nascita Sacro Cuore di Cosenza resterà aperto contrariamente a quanto inizialmente previsto dal riordino della rete ospedaliera&#8221;, e ancora &#8220;È una buona soluzione per tutta l&#8217;utenza preoccupata, le mamme &#8211; continua Giancarlo Greco &#8211; noi, del resto, ci siamo sempre resi disponibili nel continuare a fornire apporto in ausilio alla Ostetricia e Ginecologia degli ospedali della provincia di Cosenza, spesso purtroppo in affanno nell&#8217;erogazione neonatale. Sono numeri importanti quelli storicizzati dalla clinica Sacro Cuore che ora potranno restare a disposizione delle future mamme, le quali hanno sensibilizzato e combattuto per raggiungere questo risultato&#8221;.<br />
Ora invece tramite i canali social la proprietà sostiene il riordino della rete ospedaliera operata dal DCA 69/2014. Lasciamo le conclusioni a chi legge&#8221;.</em></p>
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		<title>A Cosenza inaugurata in ospedale la &#8216;Culla per la vita&#8217;, è rivolta alle mamme in difficoltà</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/a-cosenza-inaugurata-in-ospedale-la-culla-per-la-vita-e-rivolta-alle-mamme-in-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 08:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA['Culla per la vita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;interno dell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza è stata inaugurata a Cosenza la &#8216;culla per la vita&#8216;, rivolta alle mamme in difficoltà. E&#8217; la prima in Calabria ed è concepita per consentire di affidare il neonato alle cure del personale sanitario, nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza del bambino. &#8220;Si tratta di una novità che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;interno dell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza è stata inaugurata a Cosenza la &#8216;<strong>culla per la vita</strong>&#8216;, rivolta alle mamme in difficoltà. E&#8217; la prima in Calabria ed è concepita per consentire di affidare il neonato alle cure del personale sanitario, nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza del bambino. &#8220;Si tratta di una novità che testimonia &#8211; ha affermato il direttore generale Vitaliano De Salazar &#8211; l&#8217;attenzione della sanità pubblica verso le aree del disagio e verso l&#8217;adozione di percorsi risolutivi rispetto alle esigenze anche di carattere sociale. Tutto il personale ha sostenuto con entusiasmo questa iniziativa&#8221;.</p>
<p>L&#8217;accesso ai locali della Culla per la Vita non è inquadrato da alcun dispositivo di videosorveglianza e avviene nella massima sicurezza. &#8220;Basta premere un pulsante per entrare. Solo chiudendosi la porta alle spalle &#8211; ha spiegato Gianfranco Scarpelli, direttore del dipartimento materno-infantile &#8211; è possibile, attraverso un secondo pulsante, azionare il dispositivo di apertura della serrandina che protegge la termoculla, perennemente riscaldata. Un gruppo elettrogeno dedicato garantisce la continuità di funzionamento di tutti i dispositivi. Dopo il deposito del neonato o della neonata &#8211; ha detto ancora Scarpelli &#8211; scatta un&#8217;allerta alla terapia intensiva neonatale, al centralino dell&#8217;ospedale ed alla sala operativa del servizio di vigilanza. Immediatamente un medico e un infermiere raggiungono i locali e, attraverso una seconda termoculla da trasporto, nel giro di pochi minuti conducono il piccolo in reparto. </p>
<p>Ricordo a tutti che comunque è possibile partorire in sicurezza in ospedale chiedendo poi di non essere nominata, una procedura che tutela sia l&#8217;anonimato della mamma garantendole comunque sicurezza, che il benessere del nascituro&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Maxi rissa tra mamme dopo discussione sulla chat della scuola, denunciate 7 donne</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/maxi-rissa-tra-mamme-dopo-discussione-sulla-chat-della-scuola-denunciate-7-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 08:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Dalla discussione sul &#34;gruppo whatsapp delle mamme&#34; alla rissa in strada davanti ad un asilo: 7 donne denunciate per rissa dai Carabinieri. È accaduto a Napoli, nel quartiere Scampia. Tutto sarebbe nato in seguito ad una discussione in chat sul gruppo whatsapp di una classe d’asilo di una scuola di Scampia. L’istituto offre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Dalla discussione sul &quot;gruppo whatsapp delle mamme&quot; alla rissa in strada davanti ad un asilo: 7 donne denunciate per rissa dai Carabinieri. È accaduto a Napoli, nel quartiere Scampia. Tutto sarebbe nato in seguito ad una discussione in chat sul gruppo whatsapp di una classe d’asilo di una scuola di Scampia. L’istituto offre settimanalmente la possibilità a due genitori di partecipare alle attività della scuola, per monitorare e seguire l’andamento dei propri figli e assicurarsi che le promesse didattiche siano rispettate. La partecipazione è su turni, due genitori alla volta, da concordare per ogni classe tra gli interessati. Secondo quanto emerso, una delle mamme avrebbe deciso arbitrariamente di modificare il giorno di visita. Senza considerare le sovrapposizioni e senza chiedere un parere agli altri genitori. La decisione, comunicata sul gruppo whatsapp, diventa oggetto di discussioni e insulti. Il giorno successivo, la questione viene affrontata all’esterno della scuola. A iniziare due mamme, poi supportate da altre. Dopo qualche secondo di zuffa il conto arriverà a 7. Le donne infuriate si prendono a botte senza esclusione di colpi. Qualcuno avvisa i carabinieri della stazione di Scampia, la cui sede è esattamente di fronte alla scuola. Le donne si disperdono ma le indagini non si fermano. Quella violenta rissa è stata immortalata dalle telecamere di un&#039;attività commerciale. Le immagini sono chiare e permettono dopo qualche giorno di identificare le donne coinvolte. Saranno tutte denunciate per rissa. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Padova, Sì da tribunale a validità atto di nascita con due mamme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/padova-si-da-tribunale-a-validita-atto-di-nascita-con-due-mamme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 10:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il tribunale di Padova riconosce la validità dell&#8217;atto di nascita con il nome anche della madre non biologica. Sono stati, infatti, riconosciuti come inammissibili i ricorsi del pubblico ministero che ne chiedeva la cancellazione. Secondo il tribunale per contestare l&#8217;iscrizione dell&#8217;ufficiale di stato civile occorre fare ricorso alle diverse e ben più articolate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il tribunale di Padova riconosce la validità dell&#8217;atto di nascita con il nome anche della madre non biologica. Sono stati, infatti, riconosciuti come inammissibili i ricorsi del pubblico ministero che ne chiedeva la cancellazione. Secondo il tribunale per contestare l&#8217;iscrizione dell&#8217;ufficiale di stato civile occorre fare ricorso alle diverse e ben più articolate azioni di status (azioni con rito ordinario). Il Tribunale ha altresì affermato la piena legittimazione del sindaco del Comune di Padova, quale ufficiale di governo, a partecipare a detti giudizi, in concorrenza con il ministero dell&#8217;Interno, e la facoltà del Comune di avvalersi dell&#8217;Avvocatura Civica per la rappresentanza in giudizio. “Un passo avanti importante per le bambine e i bambini e per le loro mamme, oggi vince l’amore e l’interesse primario delle piccole e dei piccoli&#8221; ha detto il sindaco di Padova Sergio Giordani. &#8220;Ho sempre ritenuto di agire secondo coscienza e secondo i principi della Costituzione. Sono padre e nonno oltre che Sindaco e per me era impossibile immaginare che ci fossero bambini di serie A e bambini di serie B&#8221;. &#8220;Nessuno scontro con la Procura, che ringrazio. Ora spero che il Parlamento prenda atto con urgenza che esiste un grave vuoto normativo e legiferi per tutelare queste famiglie &#8211; aggiunge &#8211; Un abbraccio a tutte le mamme per questo significativo pronunciamento, ho conosciuto le loro storie da vicino e ribadisco che il tema è solo di amore, buon senso e diritti per questi minori che diversamente sarebbero esposti a inaccettabili discriminazioni. Infine, un grande grazie alla nostra avvocatura civica del Comune di Padova, per il professionale lavoro e a tutti i dirigenti competenti”.</p>
<p>&#8220;Da Padova arriva una bella notizia: sono inammissibili i ricorsi della Procura contro più di trenta atti di nascita di bambine e bambini con due mamme&#8221; dice in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein. &#8220;Ancora una volta, la tutela delle bambine e dei bambini di famiglie omogenitoriali passa per un tribunale, che conferma l’operato di un Sindaco coraggioso e capace di ascoltare la loro domanda di riconoscimento e giustizia&#8221;. &#8220;Sulla politica e sul Parlamento &#8211; continua Schlein &#8211; grava una responsabilità importante: rispondere al monito formulato dalla Corte costituzionale fin dal 2021 e approvare una legge che riconosca pari dignità a tutte le famiglie.</p>
<p>Il Partito democratico ha già depositato un disegno di legge che va in questa direzione, così come molte delle altre forze di opposizione. Cosa ha da dire il governo di Giorgia Meloni? Continuerà a fare muro o ci lascerà portare l’Italia in linea con gli altri paesi dell’Unione europea?&#8221;. &#8220;Non possono continuare a ignorare e calpestare la dignità e i diritti di centinaia di bambine e bambini chiudendo gli occhi di fronte alla pluralità di modelli familiari che sono presenti nel nostro Paese&#8221;, conclude la segretaria del Pd.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Ordinanza&#8221; ironica (?) del sindaco di San Pietro a Maida: Divieto utilizzo gruppo mamme di whatsapp</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ordinanza-ironica-del-sindaco-di-san-pietro-a-maida-divieto-utilizzo-gruppo-mamme-di-whatsapp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 11:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San Pietro a Maida (CZ) &#8211; Iniziativa originale e provocatoria del sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà, che ha provveduto a firmare una pseudo ordinanza per vietare i &#8220;gruppi delle mamme&#8221; su WhatsApp. Ecco in versione integrale l&#8217;ironico testo: &#8220;In questi giorni siamo tutti in fermento per l’inizio del nuovo anno scolastico. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>San Pietro a Maida (CZ) &#8211; Iniziativa originale e provocatoria del sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà, che ha provveduto a firmare una pseudo ordinanza per vietare i &#8220;gruppi delle mamme&#8221; su WhatsApp.<br />
Ecco in versione integrale l&#8217;ironico testo: &#8220;<em>In questi giorni siamo tutti in fermento per l’inizio del nuovo anno scolastico. Le nuove generazioni sono la speranza per il nostro futuro, per questo stiamo lavorando  premurosamente, affinché tutto sia pronto, per il fatidico primo giorno tra i banchi. Nel frattempo ripropongo un’ordinanza, che visti i tempi, considero sempre valida&#8221;.</p>
<p>&#8220;Considerato, che la grande maggioranza di cittadini è in possesso di uno o più smartphone e che l’applicazione Whatsapp è  nstallata sulla maggior parte degli smartphone in possesso dei cittadini;<br />
Considerato, che la piattaforma Whatsapp può essere usata come uno strumento valido di comunicazione e scambio di messaggi e/o documenti soprattutto mediante lo strumento dei gruppi;<br />
Constatato, altresì, che la gran parte dei genitori, in genere le mamme (<em>alle quali spesso si aggiungono nonne e zie e maestre</em>), ne fa un uso frequente, quotidiano e talvolta sconsiderato, soprattutto per comunicazioni riguardanti la scuola;<br />
Preso atto, purtroppo che la gran parte dei messaggi scambiati in questi cosiddetti “gruppi mamme”, consiste in pettegolezzi, fake news, allarmismi, preoccupazioni eccessive, (<em>dal graffio sottocutaneo alla tinta della copertina del quaderno, dalla pasta stracotta della Mensa alle presunte temperature glaciali in classe, fino ad arrivare al terrapiattismo o a continue varianti del COVID</em>);<br />
Tenuto conto, che la possibile incertezza in materia di prevenzione sanitaria, di cui alla circolare del Ministero della salute dell’11 agosto 2023, potrebbe causare una esplosione di messaggi ed esternazioni in grado di confondere ancora di più la cittadinanza provocando dannose schizofrenie generali;<br />
Constatato, purtroppo che, immancabilmente, immutatamente, eternamente la responsabilità viene imputata al sottoscritto (<em>“La colpa è sempre del Sindaco”</em>)</p>
<p>Al fine di preservare la salute mentale degli studenti, del personale docente, dei genitori, costretti a sopportare le peggiori schizofrenie, e comunque della cittadinanza tutta, nonché del Sindaco stesso.<br />
Ordina<br />
1. Il divieto di utilizzo degli attuali gruppi medesimi, nonché il divieto assoluto di creare nuovi cosiddetti “gruppi mamme” o analoghi<br />
2. La violazione della presente ordinanza sarà punita con la sospensione dell’account Whatsapp fino al termine dell’anno scolastico<br />
Informa<br />
Che avverso il presente provvedimento NON E’ ammesso ricorso al T.A.R., perché contrariamente a quanto pensino le mamme, il Sindaco HA SEMPRE RAGIONE&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ordinanza-ironica-del-sindaco-di-san-pietro-a-maida-divieto-utilizzo-gruppo-mamme-di-whatsapp/">&#8220;Ordinanza&#8221; ironica (?) del sindaco di San Pietro a Maida: Divieto utilizzo gruppo mamme di whatsapp</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Protesta mamme davanti a Provveditorato Cosenza: costituire prima classe Ipsia a Longobucco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/protesta-mamme-davanti-a-provveditorato-cosenza-costituire-prima-classe-ipsia-a-longobucco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 09:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[classe. Ipsia]]></category>
		<category><![CDATA[Longobucco]]></category>
		<category><![CDATA[mamme]]></category>
		<category><![CDATA[prima]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Provveditorato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=215296</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una decina di donne, madri di studenti di Longobucco, hanno manifestato stamane davanti alla sede del provveditorato provinciale di Cosenza per chiedere il ritiro della decisione di non costituire la prima classe dell&#8217;Ipsia di Longobucco. Accanto alle donne c&#8217;era anche Giovanni Pirillo, sindaco della cittadina che rischia un inasrimento delle condizioni di isolamento dopo il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/protesta-mamme-davanti-a-provveditorato-cosenza-costituire-prima-classe-ipsia-a-longobucco/">Protesta mamme davanti a Provveditorato Cosenza: costituire prima classe Ipsia a Longobucco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una decina di donne, madri di studenti di Longobucco, hanno manifestato stamane davanti alla sede del provveditorato provinciale di Cosenza per chiedere il ritiro della decisione di non costituire la prima classe dell&#8217;Ipsia di Longobucco. Accanto alle donne c&#8217;era anche Giovanni Pirillo, sindaco della cittadina che rischia un inasrimento delle condizioni di isolamento dopo il crollo del viadotto &#8220;Ortiano 2&#8221;, lungo la strada statale 177 Dir. &#8220;Si tratta di una scelta scellerata &#8211; ha sostenuto il sindaco &#8211; perché significa non dare la possibilità a dodici ragazzini, tra cui due disabili, di frequentare la scuola ma di essere costretti a trasferirsi a Rossano o a Cosenza. Questo significa svegliarsi alle 5 del mattino per essere in classe alle 8. I genitori mi hanno comunicato che se la classe non sarà costituita se ne andranno, cioè 12 famiglie lasceranno il paese. Al danno si aggiunge la beffa&#8221;.</p>
<p>Le mamme chiedono che ai propri figli sia garantito il diritto allo studio e &#8220;l&#8217;intervento di tutte le istituzioni per evitare questa situazione&#8221;. &#8220;Mentre eravamo qui &#8211; ha poi aggiunto il sindaco Pirillo &#8211; in attesa di avere risposte qualcuno dall&#8217;interno ci ha lanciato addosso un uovo. Come si può pensare un gesto simile, un atto grave contro delle mamme che si battono per tutelare il futuro dei loro figli, ragazzini di 14 anni&#8221;.</p>
<p>Secondo quanto riferito da sindaco, sono state inviate più richieste di confronto ma dal Provveditorato nessuna risposta, &#8220;forse un incontro giovedì prossimo &#8211; ha concluso il primo cittadino &#8211; ma non saremo più dieci persone, verrà tutto il paese a protestare&#8221;. (<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Scontro sulle scuole, Antonella Mangano contro i cyberbulli: fuori dalle MaCs a colpi di ban</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 16:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[cyberbullismo]]></category>
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		<category><![CDATA[mamme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le MaCs affilano le armi contro l’odio in rete. Nella girandola di “apri le scuole-chiudi le scuole” dell’accanito Nino Spirlì, in Calabria l’ultima frontiera degli hater è diventata la lapidazione (virtuale ma ferocissima) dei genitori a favore della didattica in presenza, con il culmine dei promotori dei famigerati ricorsi al Tar – quelli (e soprattutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le MaCs affilano le armi contro l’odio in rete. Nella girandola di “apri le scuole-chiudi le scuole” dell’accanito Nino Spirlì, <strong>in Calabria l’ultima frontiera degli hater è diventata la lapidazione (virtuale ma ferocissima) dei genitori a favore della didattica in presenza, con il culmine dei promotori dei famigerati ricorsi al Tar – quelli (e soprattutto quelle) sono il Demonio. Fioccano commenti sessisti, offese e insulti che rasentano le minacce, e lo storico gruppo di mamme cosentine ha deciso di andare pesante di ban</strong>. Non è che per colpa della Dad, le MaCs ora si sciolgono? Antonella Mangano, fondatrice e admin (insieme ad Anna Femia e Laura Nucci) di Mamme a Cosenza sorride serafica: «In due giorni abbiamo eliminato con gioia un centinaio di persone, e ne andiamo fiere perché certe cose su questa pagina non le vogliamo vedere. Siamo quasi 22.000 e so che ci sono tante mele marce, ma noi restiamo per la parte sana, quella è meravigliosa».<br />
Era il 2014, Antonella era appena diventata mamma di Mia e in piena crisi post partum si confidava con l’amica e collega di puerperio Anna, anche lei travolta dallo stupendo choc imposto ad ogni donna dalla vita in simbiosi con un neonato. Da quella chat tra le due nasce l’idea di creare un gruppo su Facebook, che si riempie subito a ritmo serrato. Erano gli albori del trend delle mamme blogger, per la Calabria una novità assoluta.<br />
<strong>Oggi le MaCs hanno la stessa età di Mia, sei anni e mezzo, e nel frattempo sono diventate una community dove ci si scambia consigli sulle feste di compleanno o il modo più efficace di debellare un’invasione di formiche ma anche si condividono belle notizie e si chiede una preghiera per un momento difficile.</strong> Le abbiamo viste in manifestazioni, raduni ed eventi di beneficenza, eleggere una Miss MaCs non bambolona clonata ma nonna felice, creare gadget e persino una linea di gioielli. La cifra del gruppo è (o dovrebbe essere) la libertà di parlare di tutto, comprese le battute piccanti sull’attore figo – quando il sesso fa capolino nei post, se qualcuna grida allo scandalo, si fricasse.<br />
Il salto di qualità per le MaCs arriva con l’idea degli sconti con i negozi convenzionati della città dei Bruzi. Da lì il gruppo ne ha fatta di strada, e la &#8220;spertazza&#8221; Antonella si è accorta presto che tra i membri si celano molte infiltrate: «Non sono davvero tutte mamme, noi admin lo sappiamo. Ci sono quelle che si iscrivono per spiare la suocera e controllare le amiche del marito. O semplicemente per esserci, perché MaCs ormai è diventato una moda. E poi siamo un formidabile veicolo di informazioni. Molti mariti chiedono alle mogli di chiedere su MaCs se una notizia è vera».<br />
Scagionate dal pregiudizio di frivolezza, le mamme cosentine si sono imbrigliate pure in qualche spiacevole magagna. <strong>Sono lontani i tempi lievi del tormentone estivo “che tempo fa a Paola?” lanciato come passaparola prima di mettersi in macchina sulla Crocetta per portare i bambini in spiaggia. </strong><strong>«Quanto mi mancano oggi quei sondaggi sul mare – dice Antonella. Ora l&#8217;umore è diverso. Da un anno le admin sono state costrette ad attivare l’approvazione preventiva dei post. Erano i giorni del primo lockdown, e dopo l’identificazione di una persona positiva al Covid, sul gruppo si era scatenata la gogna, massacrando l’uomo come untore</strong>. «Ci è dispiaciuto dover mettere questo paletto, ma è stato necessario», continua Antonella. Adesso è ancora più determinata sulla questione scuola: «Io sono per la presenza in classe, la mia idea l’ho espressa pubblicamente. Mia figlia è in prima elementare e vedo che inizia a considerare la scuola come opinabile. <strong>Il Covid è pericoloso ma lo è anche l’abbrutimento dei bambini chiusi in casa. Sulla loro pelle si sta giocando una guerra politica. Ma io rispetto le opinioni di chi vuole la Dad, una mia carissima amica la pensa così e ne discutiamo tranquillamente senza attaccarci a vicenda. Certi toni aggressivi sono inaccettabili e li elimineremo sempre dal gruppo</strong>, tra l’altro litigando così daremmo un pessimo esempio ai nostri figli».<br />
Il battage sul paradossale tira e molla tra Spirlì e il Tar ha dato un gran daffare alla Mangano, letteralmente bombardata di messaggi e richieste di intervento: «MaCs per me è una passione. Ho un carattere vulcanico, e poiché ci metto la faccia, a Cosenza sono diventata un personaggio di spicco. Sulla scuola ognuno vuole portarmi dalla sua parte. In realtà è un’inculata pazzesca! Mi scrivono a tutte le ore anche quando sono al lavoro…  vaglielo a spiegare. Se non rispondo si offendono, mi accusano di fare solo parole».<br />
Critica d’arte laureata, 47 anni, di mestiere copyrwriter e social media, orgogliosa mamma innamorata della sua Mia e del marito (il Milanese, protagonista di post sentimental-sessuali commentatissimi dalle MaCs), della sua personalità prorompente la Mangano ha preso il pacchetto completo. Strali delle altre femmine compresi. «Amo le donne e le sostengo da sempre, sogno una rete di donne per le donne. Non sono quella che ha solo amici maschi, ma nemmeno approvo tutto ciò che una donna fa solo per solidarietà di genere. Da ragazza quando ero single ero guardata con diffidenza, ero una rivale. Oggi forse qualche volta lo faccio anch’io… prima ero io la majorette, ora sono diventata la mamma della majorette. Ma non ho mai usato parole sessiste verso un’altra donna e pretendo di essere trattata nello stesso modo».<br />
<strong>Invece sul web le è capitato di essere nel mirino di un’odiatrice seriale. </strong>Sui social è un attimo suscitare gelosie e credere che qualcuno stia rubando la scena. Un follower in più è terreno di conquista, l&#8217;alto gradimento provoca ire furibonde. Usando profili fake ma sulle bacheche di altri gruppi pubblici, la leonessa da tastiera spara insulti su Antonella e la sua famiglia. In molte le avevano suggerito di zittire l’incauta a suon di paliate, ma la Mangano rifiuta la violenza. <strong>Teresa Gallucci, avvocato e lei pure Macs, ha preso in mano la situazione diffidando e poi denunciando per diffamazione la bulla, già condannata due volte. Il prossimo passo, quando la vicenda giudiziaria sarà conclusa, è avviare una campagna di informazione per insegnare come difendersi dagli attacchi in rete.</strong> Dove a temere le conseguenze non sono solo i cyberbulli ma anche i gregari che lasciano like sotto i post incriminati.  «Con la mia legale – racconta Antonella Mangano &#8211; siamo state subito in sintonia, tra donne forti ci si riconosce, ci si piace. Teresa è una delle tante professioniste del nostro gruppo, donne fantastiche, preparate, in gamba, ma che non hanno timidezza nel confrontarsi con le altre magari sul primo dentino caduto al figlio».<br />
E’ l’anima delle MaCs. Il conforto, l’empatia. Il tema più forte è la maternità. Voluta, attesa, negata. Antonella ha una storia sofferta, coronata dal lieto fine della nascita di Mia: «Mi sento un po’ l’angelo custode di queste donne. Io dico sempre che diventi mamma la prima volta che speri che non ti arrivi il ciclo. Provo un’incredibile felicità quando qualcuna mi ringrazia perché un consiglio ha funzionato, perché l’ho aiutata a superare un momento di disperazione e poi il figlio è arrivato. Chi l’ha vissuto sa quanto sia importante  questa vicinanza».<br />
<strong>A chi l’accusa di essere troppo “pancina” la Mangano risponde: </strong><strong>«Sì, pancina ma anche donna cazzuta. Si può essere entrambe. Avere una figlia mi ha cambiata.</strong> Ero una ragazza in carriera, viziata, sempre con la valigia e in tacco 12, ho persino lasciato un fidanzato quasi sull’altare. Ogni donna è libera di fare le sue scelte, ma credo che solo una madre conosca la straordinaria esperienza di legare la sua vita a un altro essere umano, che dipende totalmente da te. Quando ti accade, non puoi più vivere in una dimensione individuale e soltanto le mamme possono capirlo».<br />
A proposito di donne toste, sul caso scuola Antonella Mangano non starà zitta. Altro che frecciate sul web, <strong>lei sta pensando di chiamare il presidente Spirlì ai danni e lanciare una class action per risarcire le lacune di apprendimento causate negli scolari dal balletto di ordinanze</strong>. MaCs, grande cuore e, quando serve, pugno di ferro.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Chiara Ferragni e Alice Campello: consensi e critiche per esposizione mediatica dei figli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2020 13:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Campello]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Ferragni]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[mamme]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ecografia con la prima immagine del feto mostrata dal fratellino, la clip dell’annunciazione alla famiglia riunita (il mezzo scelto è un balletto del Tik Tok…) e persino la diretta del test di gravidanza che ha rivelato il prossimo lieto evento. Chiara Ferragni, coerente alla sua filosofia di condivisione totale, anche per il secondo figlio è più social che mai. Saggia nell’attendere il canonico terzo mese prima di dare il grande annuncio, l’influencer è finalmente pronta a propinarci una gestazione in rete minuto per minuto. </p>
<p>Dopo la notizia, dai suoi follower arriva una pioggia di cuori, auguri e messaggi solo carini, che ci stanno tutti &#8211; sebbene l’esposizione mediatica del primogenito Leo (pure lui protagonista su Instagram già ancora nel pancione materno) fosse già stata contestata per il marketing occulto che ha circondato ogni uscita pubblica del pupo. Giusto o sbagliato? L’epoca social ha reso labile questo confine scavando fossati tra la libertà personale e la tutela dei minori. Una cosa è certa, adesso ci tocca un lungo bis con il nuovo erede dei Ferragnez, ma Chiara non è l’unica mamma social di questi giorni. Ha infatti partorito con dovizia di testimonianze fotografiche e video anche Alice Campello, moglie del bomber Alvaro Morata e neomamma del loro terzo figlio dopo i gemellini Alessandro e Leonardo.<br />
Ma, al di là di ogni giudizio, se per le superwebstar Chiara e Alice questa è routine del tutto ordinaria, l’effetto emulazione sta contagiando molte prezzemoline dei social, per lo più provenienti dalla corte di Maria De Filippi. Da Sara Affi Fella, fresca di maternità insieme al compagno calciatore Francesco Fedato, a Lara Zorzetto, ex concorrente di Temptation Island, mammina felice di Leonardo (nome evidentemente in voga tra gli influencer). Proprio Lara, che gli appassionati del reality delle corna ricorderanno per il tormentone “lo smonto come un mobile dell’Ikea”, dedicato al fidanzato traditore Michael De Giorgio, è bersagliata dagli hater per le modalità con cui sta raccontando su Ig la sua esperienza di madre. Già durante la gravidanza, la nuova fiamma dell’ex aveva insinuato che Lara avesse programmato un figlio con il compagno Mattia Monaci solo per farsi pubblicità e tenere acceso l’interesse del web quando la fama di Temptation aveva iniziato a sbiadire. </p>
<p>A sorpresa però l’infamone Michael si era discostato da queste accuse e cavallerescamente aveva reagito interrompendo la nuova relazione. Secondo gli odiatori, però, il profilo di Monaci è perfetto per una costruzione ad hoc del colpo di fulmine con progetti familiari: il tatuato giovanotto è un illustre sconosciuto, calabrese d’origine ma residente a Milano, il cui unico legame con lo showbitz è vendere arredamento trash per trasmissioni come Uomini e Donne e affini (sono suoi i famosi scranni dei tronisti, su uno dei quali, galeotto, sedeva appunto Lara). Lo shitstorming contro la bionda fustigatrice di uomini stronzi si è fatto poi più furioso dopo la nascita di Leo, rimasto in incubatrice per una settimana prima di tornare a casa con mamma e papà. Da quel momento infatti, i novelli genitori si sono scatenati nella cronaca giornaliera del lattante, ovviamente corredando ogni scatto di pubblicità di prodotti per puerpere e neonati. Non solo. Lara è stata criticata anche per qualche lunga seduta dal parrucchiere, rea di aver sottratto al figlio le ore dedicata alla bellezza. Insomma, il pregiudizio della mamma che dev’essere immolata al servizio della famiglia 24h, magari sfoggiando un look da casalinga sciatta per avvalorare il sacrificio, è duro a morire persino sui social – e nonostante l’età anagrafica molto giovane dei follower di Lara. Pronta la replica di Monaci: «Quando lei è fuori, il bambino lo tengo io, sono il padre e sono capace di occuparmi di tutte le esigenze del bambino». Definitivo. Leoni da tastiera colpiti e affondati. </p>
<p><em>Isabella Marchiolo</em></p>
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