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	<title>Limbadi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 May 2025 14:20:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ricordata Maria Chindamo davanti al cancello della sua azienda agricola a Limbadi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricordata-maria-chindamo-davanti-al-cancello-della-sua-azienda-agricola-a-limbadi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 14:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tempo era solo un cancello, immerso tra gli ulivi della campagna calabrese. Oggi è diventato un luogo della memoria ma anche di resistenza. È qui, in contrada Montalto a Limbadi, che Maria Chindamo fu rapita il 6 maggio 2016. Da allora, nessuno ha più avuto sue notizie. Nove anni dopo, quello stesso cancello arrugginito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo era solo un cancello, immerso tra gli ulivi della campagna calabrese. Oggi è diventato un luogo della memoria ma anche di resistenza. È qui, in contrada Montalto a Limbadi, che <strong>Maria Chindamo </strong>fu rapita il 6 maggio 2016. Da allora, nessuno ha più avuto sue notizie. Nove anni dopo, quello stesso cancello arrugginito si apre idealmente alla speranza: studenti, istituzioni, magistrati, testimoni di giustizia, forze dell&#8217;ordine e cittadini si sono riuniti in un abbraccio collettivo che non chiede soltanto verità, ma afferma con coraggio che lo Stato c&#8217;è, e continuerà a esserci. A presenziare alla cerimonia il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo, la sottosegretaria all&#8217;Interno Wanda Ferro, i figli di Maria, il fratello Vincenzo Chindamo, il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Pietropaolo, l&#8217;assessore regionale Maria Stefania Caracciolo, il vescovo Attilio Nostro, il prefetto di Vibo Valentia Aurora Colosimo.Tra i presenti il cantautore Dario Brunori, impegnato nell&#8217;associazione &#8220;Uno Nessuno 100mila&#8221;. In mezzo alla pioggia e agli applausi, è stato inaugurato un monumento simbolico: una spirale in ferro, colorata e dinamica, realizzata dall&#8217;artista Luigi Camarilla.</p>
<p>Il procuratore di Vibo ha letto il messaggio inviato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. &#8220;Questa giornata &#8211; ha scritto il guardasigilli &#8211; rappresenta l&#8217;affermazione della presenza dello Stato in un territorio dove la &#8216;ndrangheta per anni ha dettato legge&#8221;. &#8220;Conosco bene &#8211; ha poi aggiunto Falvo &#8211; questo cancello e queste terre. Abbiamo ascoltato collaboratori che hanno parlato del caso di Maria, abbiamo istruito il processo, oggi in Corte d&#8217;Assise a Catanzaro. Anni fa era impossibile anche solo nominare certi nomi. Oggi invece lo Stato è qui, e il cambiamento è visibile&#8221;. Parlando dei figli della donna ha detto di averli incontrati più volte: &#8220;crescono con l&#8217;amore di chi è loro vicino. Maria è il simbolo di chi ha dato la vita per resistere alla criminalità organizzata&#8221;.</p>
<p>&#8220;I testimoni di giustizia &#8211; ha sostenuto Wanda Ferro, sottosegretario all&#8217;Interno &#8211; sono il cuore pulsante del nostro coraggio. Come diceva Sant&#8217;Agostino, la speranza ha due figli: lo sdegno per le ingiustizie e il coraggio per cambiarle. Vincenzo Chindamo ha saputo trasformare il dolore in speranza. Lo Stato non lo ha mai dimenticato, e oggi è qui per dire che continuerà a esserci&#8221;. &#8220;Volevano spaventarci &#8211; ha detto il fratello di Maria, Vincenzo &#8211; dividerci, seminare terrore. Invece oggi io vedo il senso dello Stato, lo vedo negli studenti, nei magistrati, nei cittadini. Abbiamo detto: basta paura. Controlliamo noi questa terra. E oggi, insieme, ci siamo riusciti&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-312481" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2-300x142.jpg" alt="" width="649" height="307" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2-300x142.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/Chindamo-Limbadi-2.jpg 696w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></p>
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		<title>Limbadi, inaugurata Caserma Carabinieri, Piantedosi: bene confiscato a &#8216;ndrangheta simbolo di riscatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 18:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ogni bene confiscato che torna a vivere è un simbolo di riscatto, un esempio concreto di come la legalità abbia avuto l&#8217;ultima parola sul crimine organizzato&#8221;. Parole del ministro dell&#8217;interno Matteo Piantedosi che ha partecipato oggi, a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, alla presenza delle massime autorità locali, alla cerimonia per l’inaugurazione della nuova [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ogni bene confiscato che torna a vivere è un simbolo di riscatto, un esempio concreto di come la legalità abbia avuto l&#8217;ultima parola sul crimine organizzato&#8221;. Parole del ministro dell&#8217;interno Matteo Piantedosi che ha partecipato oggi, a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, alla presenza delle massime autorità locali, alla cerimonia per l’inaugurazione della nuova caserma dei Carabinieri, realizzata in un immobile confiscato alla criminalità organizzata.<br />
&#8220;C&#8217;è un impegno corale di questo Governo &#8211; ha aggiunto &#8211; sul tema del contrasto alla criminalità organizzata. Basti pensare che da due anni e mezzo a questa parte sono stati arrestati 95 latitanti di cui 29 appartenenti proprio alla &#8216;ndrangheta. Numerose sono state le operazioni di polizia. Sono stati sequestrati alle mafie beni per circa 3 miliardi di euro, di cui oltre 700 milioni alla &#8216;ndrangheta, Sono inoltre stati confiscati beni per un valore di oltre 2 miliardi e 200 milioni di euro di cui 680 milioni della &#8216;ndrangheta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Riappropriarsi di ciò che le consorterie hanno sottratto con la violenza e l&#8217;intimidazione, anche ambigua e silenziosa &#8211; ha aggiunto il ministro &#8211; rappresenta una straordinaria opportunità per la rinascita dei territori e delle comunità dove sono collocati. Oggi lo Stato, con questa cerimonia, festeggia il risultato in un&#8217;importante battaglia dimostrando ancora una volta che la lotta alla criminalità organizzata rappresenta un&#8217;assoluta priorità per tutti noi, e ciò anche con una strategia che intende valorizzare proprio i beni confiscati, impiegandoli in nuovi progetti a favore dei beni comuni. La nuova sede della stazione dei Carabinieri attesta e conferma l&#8217;attenzione di tutte le istituzioni coinvolte in un progetto comune nei confronti delle politiche di sicurezza che sicuramente passano anche attraverso strutture idonee e risorse a disposizione degli stessi operatori. Il governo è consapevole che un territorio in mano alla mafia non è libero, i suoi cittadini non sono liberi perché le loro scelte sono sempre influenzate da forme di condizionamento sia esso palese o subdolo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le mafie &#8211; ha detto Piantedosi &#8211; impoveriscono i territori e i paesi in cui operano e a trarne beneficio economico sono solo quei pochi coinvolti nel circuito criminale che prosperano e si arricchiscono a discapito della collettività. La risposta passa anche attraverso presidi di sicurezza che contribuiscano ad accrescere nei cittadini la forza di contrastare ogni forma di condizionamento&#8221;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-306608" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/caserma_dei_carbinieri_limbadi-300x145.png" alt="" width="650" height="314" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/caserma_dei_carbinieri_limbadi-300x145.png 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/caserma_dei_carbinieri_limbadi-768x372.png 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/caserma_dei_carbinieri_limbadi-866x420.png 866w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/caserma_dei_carbinieri_limbadi-696x337.png 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/04/caserma_dei_carbinieri_limbadi.png 885w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
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		<title>Percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza: 17 indagati a Limbadi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/percepivano-indebitamente-il-reddito-di-cittadinanza-17-indagati-a-limbadi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 12:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non cala l’attenzione dei Carabinieri e della Procura di Vibo Valentia nel contrastare le truffe perpetrate ai danni dello Stato nonché tutte quelle condotte che, a vario titolo, finiscono col danneggiare l’Erario. I Carabinieri della Stazione di Limbadi, coordinati dalla locale Procura della Repubblica di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, hanno dato esecuzione ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non cala l’attenzione dei Carabinieri e della Procura di Vibo Valentia nel contrastare le truffe perpetrate ai danni dello Stato nonché tutte quelle condotte che, a vario titolo, finiscono col danneggiare l’Erario. I Carabinieri della Stazione di Limbadi, coordinati dalla locale Procura della Repubblica di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, hanno dato esecuzione ad un provvedimento del Giudice per le indagini preliminari con il quale veniva disposto il sequestro preventivo di beni per 285.000 euro nei confronti di 17 soggetti, che dai primi accertamenti avrebbero percepito indebitamente il reddito di cittadinanza.</p>
<p>Clamoroso è il caso di alcuni beneficiari che avrebbero fittiziamente indicato il proprio domicilio in stabili palesemente non abitabili ovvero in assenza di forniture di energia elettrica o addirittura privi di infissi, il tutto al solo fine di vedere riconosciuta l’erogazione del sussidio. L’attività odierna, finalizzata a congelare beni che gli indagati avrebbero potuto potenzialmente distrarre dal proprio patrimonio una volta venuti a conoscenza dell’indagine, ha permesso ai militari di porre sotto sequestro più di 65 conti correnti, 6 immobili, un terreno nonché 3 autovetture.</p>
<p>Tutti i presunti responsabili saranno ora chiamati a chiarire la propria posizione e a rispondere di truffa aggravata e falsità ideologia in atti pubblici.</p>
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		<title>Limbadi, Questura dice NO a concerto cantante neomelodico Andrea Zeta figlio boss &#8216;Cosa nostra&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/limbadi-questura-dice-no-a-concerto-cantante-neomelodico-andrea-zeta-figlio-boss-cosa-nostra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 14:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Questura di Vibo Valentia, con una nota, ha invitato il sindaco di Limbadi Pantaleone Mercuri a sospendere l’autorizzazione al concerto del cantante neomelodico di origini sicule Filippo Zuccaro (in arte Andrea Zeta), che avrebbe dovuto svolgersi nella frazione San Nicola de Legistis domenica prossima. Il cantante è figlio del boss ergastolano di Cosa Nostra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Questura di Vibo Valentia, con una nota, ha invitato il sindaco di Limbadi Pantaleone Mercuri a sospendere l’autorizzazione al concerto del cantante neomelodico di origini sicule Filippo Zuccaro (<em>in arte Andrea Zeta</em>), che avrebbe dovuto svolgersi nella frazione San Nicola de Legistis domenica prossima. Il cantante è figlio del boss ergastolano di Cosa Nostra Maurizio Zuccaro, di recente condannato a vent’anni nell’ambito dell&#8217;”Operazione Zeta”, nonché cognato di Vincenzo Santapaola e nipote del capomafia di Catania Nitto Santapaola.</p>
<p>Lo spettacolo doveva essere l’attrazione dei festeggiamenti civili per la Madonna del Rosario. La richiesta della Questura, inoltrata anche al parroco don Michele Arena, prende le mosse dalle “gravi vicende pregiudizievoli a carico dell’artista e dei suoi più stretti familiari, considerati elementi di spicco della mafia catanese”.<br />
Sarebbe, quindi, possibile, secondo la Questura, che l’esibizione “possa richiamare la partecipazione di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata, con possibili conseguenze pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza”.</p>
<p>Un provvedimento analogo è stato preso nello scorso mese di giugno dalla Questura di Cosenza che ha vietato l&#8217;esibizione del cantante in occasione della festa di San Giovanni Battista a Mirto Crosia (CS).</p>
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		<title>Scomparso a Limbadi un anziano di 80 anni, nessuna traccia da mercoledì sera</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scomparso-a-limbadi-un-anziano-di-80-anni-nessuna-traccia-da-mercoledi-sera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 19:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Limbadi (VV) &#8211; Si vivono ore di apprensione nel Vibonese a causa della scomparsa di Nicola Schimio, un signore di circa 80 anni di Badia, che è uscito ieri di casa e ancora non ha fatto ritorno. &#8220;Pare &#8211; fanno sapere dal Comune di Limbadi -che l&#8217;ultimo luogo dove è stato avvistato sia la salita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Limbadi (VV) &#8211;  Si vivono ore di apprensione nel Vibonese a causa della scomparsa di Nicola Schimio, un signore di circa 80 anni di Badia, che è uscito ieri di casa e ancora non ha fatto ritorno. </p>
<p>&#8220;Pare &#8211; fanno sapere dal Comune di Limbadi -che l&#8217;ultimo luogo dove è stato avvistato sia la salita del vecchio campetto di calcio a 5 a Badia. Oggi, sotto il coordinamento dei vigili del fuoco sono state avviate le ricerche, ma purtroppo ancora senza alcun esito. Domani mattina alle ore 07.00 inizierà un&#8217;altra fase di ricerca con la speranza di poter trovare il caro Nicola&#8221;. </p>
<p>&#8220;Chiunque volesse partecipare alle ricerche per dare una mano può presentarsi a Badia, via Nuova 35. Ricordiamoci che la comunità si rafforza nei momenti di bisogno. Questo è il momento di dare in proprio contributo e il proprio aiuto. Vi ringraziamo tutti fin d&#8217;ora dell&#8217;eventuale disponibilità&#8221;- sottolineano dal Comune. </p>
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		<item>
		<title>Limbadi, 36 studenti internazionali partecipano ad una settimana di incontri con focus sulle eco-mafie</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/limbadi-36-studenti-internazionali-partecipano-ad-una-settimana-di-incontri-con-focus-sulle-eco-mafie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2022 16:13:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si concluderà il prossimo giovedì 19 maggio a Limbadi (VV) la settimana di incontri con il focus sulle eco-mafie ospitata nella sede di UniRiMi per 36 studenti provenienti da Turchia, Olanda, Romania, Cipro, Grecia, Croazia e Italia nell’ambito del progetto Erasmus+, finanziato dall’Unione Europea attraverso l’Agenzia Nazionale per i Giovani e realizzato dall&#8217;Associazione San Benedetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si concluderà il prossimo giovedì 19 maggio a Limbadi (VV) la settimana di incontri con il focus sulle eco-mafie ospitata nella sede di UniRiMi per 36 studenti provenienti da Turchia, Olanda, Romania, Cipro, Grecia, Croazia e Italia nell’ambito del progetto Erasmus+, finanziato dall’Unione Europea attraverso l’Agenzia Nazionale per i Giovani e realizzato dall&#8217;Associazione San Benedetto Abate. Le attività, iniziate lo scorso 12 maggio e ospitate nella struttura di UniRiMi &#8211; Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno Rossella Casini, hanno coinvolto i partecipanti in una densa settimana di confronti, tavole rotonde e talk con un focus dedicato alle eco-mafie. </p>
<p>I ragazzi, di età compresa tra i 19 e i 32 anni, non hanno potuto solo approfondire le tematiche oggetto della settimana di incontri, svoltasi proprio in un bene confiscato alla criminalità organizzata, ma anche conoscere il territorio del vibonese che li ha accolti. Infatti, nella giornata di, lunedì 16 maggio, le attività si sono svolte in forma “diffusa” e itinerante per la provincia di Vibo Valentia: i giovani ospiti, accompagnati dal referente provinciale di Libera, Giuseppe Borrello, hanno visitato i comuni di Nicotera, Tropea, Pizzo e Vibo Valentia per apprezzare le peculiarità di un territorio che non si sta solamente distinguendo per le sue bellezze naturalistiche e la sua offerta culturale ma che vuole far parlare di sé anche per il suo forte impegno nel contrasto verso la ‘ndrangheta. Accolti nella casa comunale di Vibo Valentia dal Vicesindaco Domenico Primerano e dall’Assessore per le politiche giovanili, lo sport e il turismo Michele Falduto, gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli amministratori locali sui temi di mafia e legalità.</p>
<p>Iniziative di questo profilo vogliono evidenziare la tangibile ricaduta positiva che questi progetti possono avere sul territorio, non solo in termini riabilitativi perché portavoce di una narrazione virtuosa fatta di resistenza, accoglienza e libertà, ma anche più direttamente per la creazione di nuove opportunità a favore delle attività locali con le risorse già presenti a disposizione della comunità. </p>
<p>Il progetto che sta per concludersi a Limbadi non assolve soltanto a un compito formativo nei confronti delle nuove generazioni europee ed extraeuropee ma vuole offrire un’esperienza di resilienza che questi giovani ragazzi possano portare con loro oltre confine, con la speranza di costruire finalmente la vera Europa dei Popoli.</p>
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		<title>Campi di &#8220;E!State Liberi!&#8221; nel Vibonese, un bilancio più che positivo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/campi-di-estate-liberi-nel-vibonese-un-bilancio-piu-che-positivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 16:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
		<category><![CDATA[confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[E!State Liberi!]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Limbadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sono da poco conclusi i primi campi di &#8220;E!State Liberi!&#8221; nella provincia di Vibo Valentia, nei beni confiscati alla ‘ndrangheta a Limbadi e gestiti dall’Associazione San Benedetto Abate. I campi di impegno e formazione sui beni confiscati sono un progetto finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono da poco conclusi i primi campi di &#8220;E!State Liberi!&#8221; nella provincia di Vibo Valentia, nei beni confiscati alla ‘ndrangheta a Limbadi e gestiti dall’Associazione San Benedetto Abate. I campi di impegno e formazione sui beni confiscati sono un progetto finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, nonché alla formazione dei partecipanti sui temi dell&#8217;antimafia sociale e alla conoscenza dei territori coinvolti, attraverso specifici momenti di impegno concreto anche di prossimità  in collaborazione con gli attori sociali della rete di Libera. </p>
<p>Due settimane intense &#8211; sottolinea il Coordinamento di Libera Vibo Valentia- &#8220;nelle quali abbiamo alternato momenti di lavoro per la manutenzione delle strutture gestite dall’Associazione San Benedetto Abate e momenti di formazione attraverso le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti della ‘ndrangheta, di testimoni di giustizia, delle Istituzioni e di chi, in questa terra, ha deciso di lottare e creare spazi di libertà e lavoro.<br />
Il bilancio finale è più che positivo perché i nostri campisti e le nostre campiste sono tornati a casa con un’idea diversa della nostra regione e della nostra provincia, hanno avuto modo di constatare che pur vivendo contesti in cui la subcultura mafiosa ha trovato humus fertile, a questa si contrappone con più forza, la cultura della solidarietà, dell’accoglienza e della disponibilità. Hanno avuto modo di rimanere estasiati dalle nostre bellezze mozzafiato e dai gusti forti dei nostri prodotti tipici ma hanno potuto riscontrare, anche, la bellezza di un impegno costante che si fa concretezza e speranza. Obbiettivo del nostro campo era quello di contronarrare la nostra terra, di raccontare ciò che le cronache non raccontato, di vincere gli stereotipi e gli stigmi attraverso un punto d’osservazione diverso: c’è la ‘ndrangheta e la corruzione ma c’è chi lotta per rivendicare un presente e un futuro libero&#8221;. </p>
<p>&#8220;Tutto ciò è stato reso possibile, anche, grazie al contributo delle aziende locali, in parte, coinvolte attraverso il coordinamento della sezione Agroalimentare di Confindustria Vibo Valentia. Un supporto importante è stato anche quello di diverse amministrazioni comunali: in primis l’amministrazione di Limbadi ma fondamentali sono state anche quelle di Vibo Valentia, Rombiolo e Briatico-evidenzia Libera Vibo Valentia. Un’esperienza che ha lasciato il segno nel cuore e nelle coscienze di chi da Carpi o da Reggio Emilia ha raggiunto il nostro sud ma anche per le nostre comunità e la nostra gente che li hanno accolti. La Calabria, Vibo Valentia, non è solo ‘ndrangheta, c’è molto molto di più e dobbiamo lottare insieme per far emergere il bello che anni di violenze, soprusi, corruzioni e ingiustizie hanno relegato al silenzio. L’appuntamento è per il prossimo anno con la speranza di raccontare una vera storia di rinascita e resistenza&#8221;.</p>
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		<title>Cade da un’impalcatura: muore 72enne nel Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cade-da-unimpalcatura-muore-72enne-nel-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 07:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[impalcatura]]></category>
		<category><![CDATA[Limbadi]]></category>
		<category><![CDATA[Mandaradoni]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 72 anni, Francesco D’Alessandro, ha perso la vita nella giornata di ieri a seguito di un grave incidente avvenuto a Mandaradoni di Limbadi (VV). Secondo le prime ricostruzioni sarebbe caduto al suolo dopo essere precipitato da un’impalcatura. L&#8217;uomo stava eseguendo alcuni lavori nella sua proprietà.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 72 anni, Francesco D’Alessandro, ha perso la vita nella giornata di ieri a seguito di un grave incidente avvenuto a <strong>Mandaradoni di Limbadi</strong> (VV).<br />
Secondo le prime ricostruzioni sarebbe caduto al suolo dopo essere<strong> precipitato da un’impalcatura</strong>. L&#8217;uomo stava eseguendo alcuni lavori nella sua proprietà.</p>
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		<title>Processo a mandanti ed esecutori dell&#8217;omicidio Vinci, la straziante deposizione in aula di mamma Rosaria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-a-mandanti-ed-esecutori-dellomicidio-vinci-la-straziante-deposizione-in-aula-di-mamma-rosaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 09:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[clan Mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[Limbadi]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio vinci]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[rosaria scarpulla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro – A distanza di 12 anni dall’efferato delitto, sembra non trovare pace la famiglia di Matteo Vinci, ucciso quasi tredici anni da a Limbadi, nel Vibonese. &#8220;Ci hanno tormentato fino a ieri. Ma io ci sarò sempre e sarò la voce di Matteo&#8221;. Lo ha detto Rosaria Scarpulla, mamma di Matteo Vinci, il 42enne [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro – A distanza di 12 anni dall’efferato delitto, sembra non trovare pace la famiglia di Matteo Vinci, ucciso quasi tredici anni da a Limbadi, nel Vibonese.<br />
&#8220;Ci hanno tormentato fino a ieri. Ma io ci sarò sempre e sarò la voce di Matteo&#8221;.<br />
Lo ha detto Rosaria Scarpulla, mamma di Matteo Vinci, il 42enne biologo ucciso con un&#8217;autobomba  il 9 aprile 2018 a Limbadi.<br />
La donna ha deposto nell&#8217;aula della Corte d&#8217;assise a Catanzaro rispondendo alle domande del pm della Dda di Catanzaro Andrea Buzzelli, e dei difensori dei quattro imputati: Domenico Di Grillo, di 72 anni; la moglie, Rosaria Mancuso (64); il genero, Vito Barbara (29) e la figlia Lucia (30).<br />
Rosaria Scarpulla ha raccontato di quelle che ha chiamato spesso le &#8220;vessazioni&#8221; subite dai Mancuso che, secondo l&#8217;accusa, miravano a impossessarsi di terreni della famiglia Vinci: recinzioni buttate giù col trattore, cartucce di fucile e proiettili allineati su un muretto, liquami sversati sul terreno, i cagnolini trovati morti appesi alla porta, le ingiurie.<br />
&#8220;Io l&#8217;ho sempre affrontata Rosaria Mancuso&#8221;, detta &#8216;Mbrogghia perché figlia di Ciccio Mancuso alias &#8216;Mbrogghia.<br />
La donna, tra l&#8217;altro, ha raccontato dell&#8217;aggressione subita dal marito Francesco Vinci subita nel 2017.<br />
&#8220;Sul posto trovo mio marito come un fantasma &#8211; ha detto &#8211; pieno di sangue. &#8216;Sara mi hanno<br />
aggredito&#8217;, mi dice. Nel viaggio in macchina fino al Pronto soccorso di Nicotera ha cominciato a vomitare. Io gli chiedevo chi era stato. Barbara lo aveva colpito col tridente in testa, Domenico Di Grillo lo aveva colpito con un&#8217;ascia sul volto. E Rosaria Mancuso incitava: &#8216;Ammazzatelo&#8217;. Mio marito non ha raccontato che lo hanno minacciato con una pistola. Quello lo ha raccontato dopo al medico&#8221;.<br />
Il 9 aprile del 2018, ha ricordato Scarpulla, Matteo e il padre erano andati in campagna a portare da mangiare ai gatti.<br />
Quindi la telefonata nel corso della quale, in mezzo al rumore, sente la voce del marito che le dice: &#8220;Sara corri, è scoppiata la macchina&#8221;.<br />
&#8220;Sono uscita di casa &#8211; ha detto la donna &#8211; lasciando tutto aperto. Sono arrivata a piedi. Cercavo di andare verso la macchina ma i carabinieri mi fermavano, mi dicevano &#8216;non c&#8217;è nessuno nella macchina&#8217;&#8221;. L&#8217;auto è esplosa, ha detto ancora, a poca distanza dalla masseria dei Mancuso.<br />
Dopo la morte di Matteo, Rosaria Scarpulla aveva ricevuto la visita di Silvana Mancuso, nipote di Luigi Mancuso. &#8220;Mi disse &#8216;Io e la mia famiglia ci dissociamo, altrimenti non lo avremmo permesso. Vorrebbe venire una persona a darle le condoglianze.<br />
Lei l&#8217;accetta?'&#8221;. Si trattava di Luigi Mancuso, il boss al vertice della famiglia di &#8216;ndrangheta.<br />
Il processo Rinascita-Scott lo indica come al vertice del Crimine nella provincia di Vibo Valentia. La Scarpulla accetta la visita. Il boss le chiede perché non si erano mai rivolti a lui. &#8220;Perché<br />
 vrei dovuto chiamare te?&#8221;, ha detto di avere risposto la donna.<br />
&#8220;Gli chiesi &#8216;Tu quello che hai detto lo puoi dimostrare? Vieni alla fiaccolata per Matteo'&#8221;.<br />
 E anche oggi, nonostante gli arresti e il clamore mediatico sulla vicenda, Rosaria Scarpulla ha detto che &#8220;Rosina Di Grillo ci ha tormentato fino a ieri”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/processo-a-mandanti-ed-esecutori-dellomicidio-vinci-la-straziante-deposizione-in-aula-di-mamma-rosaria/">Processo a mandanti ed esecutori dell&#8217;omicidio Vinci, la straziante deposizione in aula di mamma Rosaria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Morte Vinci, preso chi mise la bomba</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morte-vinci-preso-chi-mise-la-bomba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2020 08:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Limbadi]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Vinci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È in corso dalle prime ore del mattino, nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria, un&#8217;operazione dei carabinieri, denominata &#8220;Demetra 2&#8221;, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia e del Reparto Crimini Violenti del ROS di Roma, coordinate dal Sostituto Procuratore Andrea Mancuso, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È in corso dalle prime ore del mattino, nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria, un&#8217;operazione dei carabinieri, denominata &#8220;Demetra 2&#8221;, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. </p>
<p>Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia e del Reparto Crimini Violenti del ROS di Roma, coordinate dal Sostituto Procuratore Andrea Mancuso, hanno consentito di individuare le due persone che hanno fabbricato e materialmente posizionato l&#8217;ordigno che il 19 aprile del 2018 ha provocato la morte del caporalmaggiore Matteo Vinci ed il grave ferimento del padre Francesco Antonio. </p>
<p>&#8220;L&#8217;articolato provvedimento cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su conforme richiesta della Procura antimafia diretta dal dott. Nicola Gratteri &#8211; é detto in una nota stampa dei carabinieri &#8211; è stato eseguito a carico di 7 persone, gravemente indiziate, a vario titolo, oltre che dei reati di omicidio e tentato omicidio, anche di danneggiamento, porto di esplosivi, tentata estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Già erano stati assicurati alla giustizia, a solo un paio di mesi dall&#8217;esplosione, i mandanti dell&#8217;omicidio, appartenenti alla potente famiglia Mancuso. </p>
<p>L&#8217;efferato crimine è maturato in un più ampio disegno estorsivo, posto in essere dai Mancuso, finalizzato all&#8217;illecita acquisizione di terreni, alla quale si sarebbe opposta la famiglia Vinci. La mano degli esecutori, invece, sarebbe stata armata dalla necessità di saldare un debito contratto nei traffici di droga&#8221;. </p>
<p>Ulteriori dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa che il Procuratore Gratteri terrà insieme agli investigatori alle 10.30 nella sede del Comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia. </p>
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