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	<title>infermiere Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Jun 2025 09:22:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sposato (Opi Cosenza): medico (recidivo) pronto soccorso ospedale Acri tenta di aggredire infermiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 08:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cosenza, a tutela della dignità e dell&#8217;incolumità dei propri iscritti, condanna con assoluta fermezza il gravissimo episodio verificatosi presso il Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Acri, in cui un dirigente medico, già noto per analoghi comportamenti pregressi, ha aggredito verbalmente e tentato di aggredire fisicamente un Infermiere regolarmente iscritto a questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cosenza, a tutela della dignità e dell&#8217;incolumità dei propri iscritti, condanna con assoluta fermezza il gravissimo episodio verificatosi presso il Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale di Acri, in cui un dirigente medico, già noto per analoghi comportamenti pregressi, ha aggredito verbalmente e tentato di aggredire fisicamente un Infermiere regolarmente iscritto a questo Ordine&#8221;.  Lo scrive Fausto sposato, presidente OPI Cosenza che aggiunge &#8220;L&#8217;episodio, di eccezionale gravità, avvenuto anche alla presenza di pazienti, è stato evitato solo grazie all&#8217;intervento di altri operatori sanitari. Lo stesso è stato oggetto di denuncia all&#8217;Autorità giudiziaria e di formale segnalazione al rischio clinico aziendale, e impone una presa di posizione immediata e inequivocabile da parte della Direzione dell&#8217;ASP e delle autorità competenti&#8221;. </p>
<p>&#8220;Alla luce della reiterazione dei comportamenti del soggetto in questione &#8211; specifica Sposato -si intima formalmente di fornire, con la massima urgenza e per iscritto, i seguenti chiarimenti:<br />
Se il Dirigente Medico autore dell&#8217;aggressione è stato formalmente segnalato all&#8217;Ufficio Procedimenti Disciplinari. In caso affermativo, si chiede di conoscere il numero di protocollo e lo stato del procedimento. In caso contrario, si richiede di giustificare l&#8217;omissione, indicando le ragioni per cui un simile comportamento non sia stato ritenuto meritevole di attivazione disciplinare.<br />
Se la Direzione ritiene che l&#8217;episodio sia compatibile con la permanenza in servizio, a contatto con colleghi e utenza, del soggetto coinvolto. In caso affermativo, si chiede di conoscere le valutazioni effettuate sotto il profilo della sicurezza dei lavoratori e dei pazienti.<br />
Se sono state adottate a seguito della segnalazione formale e della denuncia presentata misure aziendali. In caso affermativo si richiede elenco dettagliato degli atti adottati, incluse eventuali misure cautelari interne, trasferimenti, provvedimenti di sorveglianza sanitaria, o altro.<br />
Se è confermata l&#8217;applicazione uniforme del regolamento disciplinare e del codice di comportamento a tutte le categorie di dipendenti dell&#8217;ASP, senza eccezioni.<br />
Si richiede di escludere espressamente l&#8217;esistenza di prassi discriminatorie o di forme di &#8220;protezione&#8221; nei confronti di talune figure dirigenziali, che risultano – nei fatti – immuni da responsabilità anche in presenza di condotte gravi.<br />
A fronte della politica dichiarata di &#8220;tolleranza zero&#8221; verso ogni forma di violenza, l&#8217;inerzia nell&#8217;assumere provvedimenti nei confronti di chi ha aggredito un Infermiere nel luogo di lavoro rappresenta un fatto inaccettabile e un precedente pericolosissimo.<br />
Per questo ed altri motivi riteniamo che l&#8217;episodio non può e non deve restare impunito&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo Ordine Professionale &#8211; sottolinea Sposato &#8211; non tollererà omissioni o ritardi e pretendiamo l&#8217;attivazione immediata di tutti i protocolli previsti, la piena applicazione del codice disciplinare e l&#8217;adozione di ogni misura a garanzia della sicurezza e dignità dei nostri iscritti. Ribadiamo che la tutela dell&#8217;integrità fisica, psicologica e professionale degli infermieri iscritti a quest&#8217;Ordine è un obbligo giuridico e morale dell&#8217;Azienda Sanitaria, e ogni ulteriore inazione sarà interpretata come grave omissione con conseguenze che saranno segnalate nelle sedi opportune, comprese le autorità competenti per la sicurezza del lavoro. Episodi del genere oltre che ledere la dignità dei professionisti, mettono in serio pericolo la credibilità della stessa azienda e non sono garanti del benessere organizzativo e lavorativo. Per tutto quanto sopra si invitano tutti gli infermieri iscritti a denunciare con tempestività ogni episodio di violenza, intimidazione o sopraffazione – verbale o fisica – ai danni della propria persona, sia all&#8217;Ordine sia alle autorità competenti, al fine di contrastare una deriva sempre più intollerabile nei luoghi di lavoro. Per quanto sopra si richiede riscontro formale, dettagliato e scritto nel più breve tempo possibile. In difetto, l&#8217;Ordine adotterà tutte le misure previste dal proprio statuto e dalla normativa vigente per la tutela dei propri iscritti&#8221;- conclude Fausto Sposato. </p>
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		<item>
		<title>Lamezia, aggredisce due medici e due infermiere in pronto soccorso: arrestato un 24enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 12:20:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella serata di venerdì 25 aprile, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme, hanno arrestato in flagranza di reato un 24enne gambiano, responsabile di una violenta aggressione nei confronti di due medici e due infermieri del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero cittadino “Giovanni Paolo II”. I militari della Sezione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella serata di venerdì 25 aprile, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme, hanno arrestato in flagranza di reato un 24enne gambiano, responsabile di una violenta aggressione nei confronti di due medici e due infermieri del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero cittadino “Giovanni Paolo II”. I militari della Sezione Radiomobile, alle ore 19.15 circa, nel corso del servizio perlustrativo, sono intervenuti all’interno del nosocomio su richiesta pervenuta al “112NUE” da un medico del pronto soccorso, in quanto veniva segnalato un uomo in stato di forte agitazione correlato ad uno stato di alterazione psico-fisica. Giunti presso l’unità operativa dell’ospedale lametino, i militari potevano constatare che il soggetto, un gambiano di 24 anni, regolare sul territorio nazionale, continuava a manifestare animatamente la propria intolleranza alle prestazioni sanitarie lui somministrate, conseguenti al suo “ricovero” avvenuto nel pomeriggio della stessa giornata quando era stato trasportato in pronto soccorso perché vagava nel centro storico cittadino in stato confusionale. </p>
<p>Nonostante i militari dell’Arma tentassero pazientemente di riportare lo straniero alla calma, lo stesso provava in più riprese di entrare in aree riservate del Pronto Soccorso, scagliandosi improvvisamente contro due medici ivi presenti, che colpiva violentemente con calci e pugni. Nella colluttazione rimanevano coinvolti anche due infermieri che tentavano invano di bloccare lo straniero e, solo grazie allo slancio dei Carabinieri della Sezione Radiomobile del NOR di Lamezia Terme che prontamente immobilizzavano l’esagitato, sono state evitate ulteriori conseguenze, tanto per la sicurezza del personale sanitario, quanto a tutela dello stesso straniero. </p>
<p>In applicazione delle nuove norme introdotte dai recenti interventi legislativi, volti ad arginare il dilagante fenomeno delle aggressioni a personale medico/infermieristico nelle strutture sanitarie, al termine dei dovuti accertamenti, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato il 24enne gambiano per lesioni in danno di esercenti le professioni sanitarie.  I medici e gli infermieri aggrediti sono stati sottoposti a cure sanitarie nel medesimo pronto soccorso dove sono state diagnosticate a loro carico lesioni con prognosi tra i 15 ed i 3 giorni. Nella mattinata di oggi l’arresto è stato convalidato dal giudice del Tribunale di Lamezia Terme su richiesta del Magistrato del Pubblico Ministero della locale Procura della Repubblica.</p>
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		<title>&#8220;Mi licenzio dal Pronto soccorso di Bologna&#8221;: a 35 anni l&#8217;infermiere torna a Reggio Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2025 07:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amo il mio lavoro da infermiere di Pronto soccorso, ma mi licenzio. E non sono l’unico: negli ultimi tre mesi altri sei infermieri se ne sono andati». Pavels Krilovs, nato in Lettonia 35 anni fa ma cresciuto a Reggio Calabria dall’età di 11 anni, ha lavorato per cinque anni al Ps dell’ospedale Sant’Orsola. Prima era [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Amo il mio lavoro da infermiere di Pronto soccorso, ma mi licenzio. E non sono l’unico: negli ultimi tre mesi altri sei infermieri se ne sono andati». <strong>Pavels Krilovs</strong>, nato in Lettonia 35 anni fa ma <strong>cresciuto a Reggio Calabria</strong> dall’età di 11 anni, ha lavorato per cinque anni al Ps dell’ospedale Sant’Orsola. Prima era stato tre anni in un Ps del Friuli. Lunedì 31 marzo è stato il suo ultimo giorno di lavoro per il Policlinico. Sarà ufficialmente fuori servizio dal 17 aprile. <strong>Tornerà a vivere (e a lavorare) a Reggio Calabria</strong>. Nella sua decisione hanno pesato, in ordine: il costo della casa, uno stipendio non commisurato alle responsabilità (e al costo della vita), i carichi di lavoro, le ripetute e crescenti aggressioni subite dalla sua categoria che, di fatto, è la prima linea in un Pronto soccorso. Pavels, lei è uno dei tanti (tantissimi) infermieri che stanno lasciando un lavoro sicuro. Una «fuga» che inizia a diventare preoccupante. «Lascio innanzitutto perché non è più garantito il diritto all’abitazione a Bologna. Io guadagno quasi 2mila euro, ma una città che ti porta via quasi 1.000 euro se vuoi andare a vivere da solo non è più sostenibile. E non ritengo dignitoso, a 35, 40, 45 o più anni condividere ancora l’appartamento con qualcuno».<br />
<strong>Cosa che lei sta facendo?</strong><br />
Ho 35 anni e ho una stanza singola in un appartamento con altri tre colleghi infermieri. Bologna e le grandi città ci stanno privando del diritto primario di una casa. Ma le persone che guadagnano di meno come fanno? Io l’avevo scelta questa città, 8 anni fa sono andato via, ma nel 2020, con la seconda ondata del Covid ho voluto rientrare a lavorare qui perché il Policlinico è un buon posto di lavoro».</p>
<p><strong>Un buon posto che non basta a farla restare, però.</strong><br />
«Se devo sbattermi così tanto qui, ma non posso nemmeno permettermi una casa da solo, che senso ha? Torno a Reggio Calabria dove ho già un appartamento e la vita è sostenibile. Ho diversi amici colleghi con figli che si trasferiscono qui per fare gli infermieri e poi se ne vanno via perché non arrivano a fine mese o mettono tutto lo stipendio per sopravvivere. E poi ce ne sono altri che vincono i concorsi, provano a trasferirsi, ma non trovano casa e rinunciano al posto».<br />
<strong>Quanto ha pesato la pressione del Pronto soccorso nella sua scelta?</strong><br />
«Io amo molto il mio lavoro, lo scelsi anche perché c’era tanto lavoro, quando iniziai a studiare. Poi dell’emergenza mi sono proprio innamorato. Ma qualunque ospedale grande non guadagna con l’emergenza, l’emergenza ha solo dei costi. E le aziende tagliano. I professionisti che scelgono l’emergenza restano nei Ps per passione, ma io guadagno lo stesso stipendio di un collega in laboratorio o in reparto. In Ps si sta 12 ore in piedi e bisogna restare attenti e vigili da quando entri a quando esci. Non puoi mai mollare, non sai mai cosa ti arriva. In triage siamo noi infermieri a prenderci la responsabilità di assegnare codici e tempi di attesa ai pazienti, abbiamo a che fare con i farmaci salvavita. Ma tutto questo non viene premiato o incentivato economicamente, nessuno lo riconosce. Quindi non ci si stupisca se ci si licenzia o si va nel privato».</p>
<p><strong>Parliamo dell’esodo nel privato. È lì che andrà anche lei?</strong><br />
«Sì, andrò nel privato a Reggio Calabria. Il privato della frustrazione della mia categoria si è accorto benissimo e un infermiere lo paga anche 30 euro all’ora. I professionisti che lavorano nel pubblico non hanno più la mira del posto fisso, se ne vanno via in massa. Se il posto pubblico in una città come Bologna, per esempio, non consente nemmeno più di pagare l’affitto, che ci si resta a fare?».<br />
<strong>E poi ci sono le aggressioni che ormai nei Ps sono all’ordine del giorno&#8230;</strong><br />
«Ogni giorno si subiscono aggressioni verbali e, quando sono solo verbali, va già bene. Non parlo di offese generiche o insulti, parlo anche di minacce di morte, minacce di accoltellamento, gente che sputa, che morde, che può usare i nostri strumenti di lavoro potenzialmente come armi. Arrivano in Ps agitati, strafatti, alterati: bisogna gestirli e contenerli, lavorare diventa difficile. Per non parlare di quanto è difficile per le mie colleghe donne. Sono stato spesso a disagio, in parte spaventato».<br />
<strong>Quindi alla fine è stato facile scegliere di andarsene?</strong><br />
«Assolutamente no. Mi sono preso un paio di mesi per decidere. Ho riempito fogli su fogli con i pro e con i contro. Ho scritto per settimane facendo lunghissime liste. Bologna aveva comunque più pro di Reggio Calabria, se devo dire il vero, ma alla fine è stato necessario forzare questo cambiamento. Finalmente lavorerò retribuito meglio e avrò una casa mia nella città dove sono arrivato da ragazzino e dove sono cresciuto».<br />
<em>(Fonte: corrioere.it</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità: nei Pronto Soccorso calabresi un infermiere darà informazioni ai familiari dei pazienti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-nei-pronto-soccorso-calabresi-un-infermiere-dara-informazioni-ai-familiari-dei-pazienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2025 13:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha preso il via in Calabria &#8211; negli ospedali hub di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza &#8211; un nuovo servizio sanitario relativo alla introduzione del &#8220;Caring Nurse&#8221;, una figura dedicata alla comunicazione e alla relazione tra l&#8217;ospedale, il paziente e i familiari, nel momento più critico, quello dell&#8217;accoglienza e relazione con l&#8217;utenza nei Pronto Soccorso. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha preso il via in Calabria &#8211; negli ospedali hub di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza &#8211; un nuovo servizio sanitario relativo alla introduzione del &#8220;Caring Nurse&#8221;, una figura dedicata alla comunicazione e alla relazione tra l&#8217;ospedale, il paziente e i familiari, nel momento più critico, quello dell&#8217;accoglienza e relazione con l&#8217;utenza nei Pronto Soccorso. Un servizio attraverso il quale i parenti possono ricevere direttamente tutte le informazioni circa lo stato di salute dell&#8217;assistito e il numero di telefono a cui possono chiamare una volta fuori dall&#8217;azienda ospedaliera.</p>
<p>Il &#8220;Caring Nurse&#8221; fungerà da punto di raccordo con l&#8217;utenza che &#8211; troppo spesso &#8211; in un&#8217;area di emergenza viene a mancare.<br />
L&#8217;obiettivo è quello di una comunicazione efficace, tenendo i parenti sempre informati sullo stato di salute dei pazienti.<br />
Inoltre sarà chiesto agli utenti del servizio di rispondere ad un questionario di gradimento da cui ricevere importanti indicazioni sull&#8217;attività. </p>
<p>&#8220;Buon lavoro &#8211; ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto &#8211; agli infermieri che da poche settimane sono impegnati in un nuovo progetto della Regione Calabria per dare notizie ai parenti dei pazienti all&#8217;interno dei Pronto soccorso.<br />
È un progetto che è già partito nei tre ospedali hub di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza, ma che nelle prossime settimane sarà esteso a tutti i pronto soccorso di tutti gli ospedali della Calabria&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lamezia, aggressione verbale ad infermiere del Pronto soccorso: fermato un uomo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-aggressione-verbale-ad-infermiere-del-pronto-soccorso-fermato-un-uomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 14:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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		<category><![CDATA[pronto soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[Verbale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo è stato fermato e portato al commissariato di polizia dopo un&#8217;aggressione verbale ad un infermiere del Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Lamezia Terme. L&#8217;uomo si è presentato e pretendeva che sua moglie venisse ricevuta subito, pur senza alcun codice emergenziale assegnato, e non vedendo accolta la sua richiesta ha reagito aggredendo verbalmente l&#8217;infermiere. Ci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo è stato fermato e portato al commissariato di polizia dopo un&#8217;aggressione verbale ad un infermiere del Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Lamezia Terme. L&#8217;uomo si è presentato e pretendeva che sua moglie venisse ricevuta subito, pur senza alcun codice emergenziale assegnato, e non vedendo accolta la sua richiesta ha reagito aggredendo verbalmente l&#8217;infermiere. </p>
<p>Ci sono stati momenti di concitazione tra i presenti per il timore che potesse accadere qualcosa di più grave, ma l&#8217;intervento di un agente in servizio al posto fisso di Polizia ha scongiurato ogni rischio.</p>
<p>Sul posto sono poi intervenute tre volanti che hanno portato via l&#8217;uomo.<br />
<em>(Ansa</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Infermiere dell’ospedale di Cosenza trovato morto in corsia: i familiari presentano esposto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/infermiere-dellospedale-di-cosenza-trovato-morto-in-corsia-i-familiari-presentano-esposto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2024 08:51:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un infermiere di Cosenza è stato trovato senza vita in un corridoio dell’ospedale. La vittima, M.T. di 53 anni lavorava nel reparto di Chirurgia vascolare dell’Annunziata ma si trovava in ospedale perché doveva fare fisioterapia quando all’improvviso si è sentito male nel corridoio del reparto di riabilitazione. Immediati i soccorsi. Dopo il primo tentativo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un infermiere di Cosenza è stato trovato senza vita in un corridoio dell’ospedale. La vittima, M.T. di 53 anni lavorava nel reparto di Chirurgia vascolare dell’Annunziata ma si trovava in ospedale perché doveva fare fisioterapia quando all’improvviso si è sentito male nel corridoio del reparto di riabilitazione. Immediati i soccorsi.</p>
<p>Dopo il primo tentativo di rianimazione sul posto il 53enne è stato trasferito in pronto soccorso dove i sanitari hanno provato in tutti i modi di strapparlo alla morte. Ogni tentativo, però, è risultato vano. </p>
<p>La famiglia ha presentato un esposto ai carabinieri per cercare di fare chiarezza sulle cause del decesso e ha chiesto che venga disposta l’autopsia. Del caso si sta occupando la Procura di Cosenza.</p>
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		<title>In Calabria cade il vincolo di esclusività degli infermieri, Opi Catanzaro soddisfatta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 07:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanna Cavaliere]]></category>
		<category><![CDATA[infermiere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Una notizia che ci riempie di orgoglio e con la quale, siamo convinti, si apre una nuova stagione per la nostra professionalità e la nostra incidenza sul territorio». Giovanna Cavaliere, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catanzaro (Opi) esprime soddisfazione per il venire meno anche in Calabria, almeno fino a dicembre 2025, del cosiddetto “vincolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Una notizia che ci riempie di orgoglio e con la quale, siamo convinti, si apre una nuova stagione per la nostra professionalità e la nostra incidenza sul territorio». Giovanna Cavaliere, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catanzaro (Opi) esprime soddisfazione per il venire meno anche in Calabria, almeno fino a dicembre 2025, del cosiddetto “vincolo di esclusività” a carico degli infermieri. Tradotto: anche gli infermieri calabresi dipendenti potranno esercitare la libera professione oltre l’orario lavorativo istituzionale presso altri enti del Servizio Sanitario Regionale, strutture private (anche) accreditate o anche in favore di singoli utenti. Un punto d’arrivo che segue il via libera contenuto nella legge 26 maggio 2023, di conversione del decreto legge n. 34 dello stesso anno, nella quale erano confluite le indicazioni fornite dalla Conferenza delle Regioni. </p>
<p>Alle parole della legge stanno seguendo i fatti: sono già diversi i Regolamenti attuativi della procedura di rilascio delle autorizzazioni adottati, o in via di attuazione, dalle Asp (in quella di Catanzaro è già in vigore) o da altre Aziende del territorio regionale. «Siamo di fronte – aggiungono dall’ Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catanzaro – a un passo gigantesco per l’idea di assistenza che si apre al territorio. Anche grazie all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, saranno notevoli i benefici di cui si avvantaggeranno le cure a domicilio e il comparto sanitario nel suo complesso considerato.  A trarne i maggiori benefici, com’è facile intuire, le categorie svantaggiate, che potranno godere di un servizio aggiuntivo, eliminando il difficile, e spesso “chilometrico”, impegno di spostarsi per raggiungere ospedali e ambulatori».<br />
L’Ordine degli Infermieri di Catanzaro, inoltre, esprime un plauso al consigliere regionale Antonello Talerico per avere seguito e monitorato con dovuta compiutezza l’intera vicenda e con il quale l’Ordine, attraverso la presidente Cavaliere, si è più volte positivamente interfacciato su problemi e questioni di primo rilievo, tra cui, ovviamente, il vincolo di esclusività.<br />
All’indirizzo del consigliere Talerico numerosi sono stati, infatti, i solleciti con cui la presidente Cavaliere ha chiesto con ripetizione delucidazioni  oltre che interventi decisi e concludenti per risolvere definitivamente e positivamente la vicenda.<br />
«Un sincero grazie glielo dobbiamo –  evidenzia ancora l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Catanzaro &#8211;  sia per la determinazione, sia per la incisività con cui ha preso a cuore la problematica, dimostrando di essere politico che su questioni di rilevanza particolare agisce indipendentemente dagli steccati ideologici e di appartenenza. </p>
<p>A lui, dunque, ma anche al commissario dell’Asp di Catanzaro Antonio  Battistini, che ha impresso sin dall’inizio un cambio di passo al divenire della soluzione, il merito di aver guardato oltre con un occhio particolarmente attento ai fabbisogni dei pazienti calabresi e compreso che su certe materie non si può e non si deve perdere tempo». Poi la chiosa con «l’auspicio che altri seguano il suo esempio in modo da imprimere la definitiva e positiva accelerata della sanità calabrese». </p>
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		<title>Minacce di morte e schiaffi a un infermiere dell&#8217;ospedale di Vibo: arrestato Michele Lo Bianco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 16:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[infermiere]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Lo Bianco]]></category>
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		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora un’aggressione ai danni dei sanitari dell’ospedale di Vibo Valentia. Protagonista negativo della vicenda il 49enne Michele Lo Bianco, detto “Satizzu”, già condannato a 5 anni al termine del processo di primo grado &#8216;Rinascita-Scott&#8217;, per concorso in estorsione alla ditta impegnata nei lavori di completamento del nuovo Tribunale di Vibo. A seguito di una discussione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un’aggressione ai danni dei sanitari dell’ospedale di Vibo Valentia. Protagonista negativo della vicenda il 49enne Michele Lo Bianco, detto “Satizzu”, già condannato a 5 anni al termine del processo di primo grado &#8216;Rinascita-Scott&#8217;, per concorso in estorsione alla ditta impegnata nei lavori di completamento del nuovo Tribunale di Vibo.</p>
<p>A seguito di una discussione con un infermiere dello &#8216;Jazzolino&#8217;- nella serata di eri &#8211; Lo Bianco lo avrebbe preso a schiaffi  all&#8217;interno della struttura minacciando poi di spararlo. Durante le fasi concitate dell&#8217;aggressione è stata avvertita la polizia che, una volta intervenuta, ha provveduto all&#8217;arresto di Lo Bianco, ristretto ai domiciliari in attesa di essere processato per direttissima.</p>
<p>E&#8217; il terzo episodio di aggressione ai sanitari nel Vibonese nell’arco di pochi giorni dopo gli episodi avvenuti a Soriano e nella città capoluogo di provincia.</p>
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		<title>Catanzaro, resta in carcere l&#8217;infermiere di 44 anni accusato di molestie su due pazienti oncologici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Oct 2023 15:34:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Il Gip del Tribunale di Catanzaro ha deciso che D.S. di 44 anni, l’infermiere accusato delle presunte molestie ai danni di due pazienti oncologici ricoverati all’ospedale “De Lellis-Ciaccio”, dovrà restare in carcere. La decisione è arrivata al termine dell&#8217;interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto lo stesso indagato. Accompagnato dal legale difensore, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Il Gip del Tribunale di Catanzaro ha deciso che D.S. di 44 anni, l’infermiere accusato delle presunte molestie ai danni di due pazienti oncologici ricoverati all’ospedale “De Lellis-Ciaccio”, dovrà restare in carcere. La decisione è arrivata al termine dell&#8217;interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto lo stesso indagato.</p>
<p>Accompagnato dal legale difensore, l’avvocato Pietro Pitari, rispondendo alle domande del Gip, ha fornito la sua versione sui gravi fatti che gli vengono contestati. L’infermiere ha negato di aver mai molestato i due pazienti mentre si sottoponevano alla chemioterapia e ha sostenuto al contrario di aver operato sempre con la massima professionalità. </p>
<p>Nei prossimi giorni l’avvocato Pitari presenterà ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione del suo assistito. Nei confronti del 44enne il Gip del Tribunale di Catanzaro ha disposto il 28 settembre scorso il carcere ritenendo le condotte ipotizzate di &#8220;rilevante e agghiacciante gravità&#8221;.</p>
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		<title>VIDEO-Violenze sessuali presso il presidio Ospedaliero “De Lellis” di Catanzaro: Arrestato infermiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 14:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA['Ospedale “Renato Dulbecco”]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-219391-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/GdF-Catanzaro-calabrianews.it_.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/GdF-Catanzaro-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/09/GdF-Catanzaro-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, al termine di un’indagine coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica del capoluogo, ha eseguito nella mattinata odierna un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, a carico di un infermiere in servizio presso la principale struttura ospedaliera della città, per il reato di violenza sessuale perpetrato nei confronti di numerosi di pazienti oncologici.</p>
<p>Nel corso delle indagini, svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Catanzaro, sono state sentite diverse testimonianze che hanno confermato la sussistenza dei comportamenti dell’indagato, che avrebbe abusato delle condizioni fisiche e psichiche dei pazienti, affetti da gravi malattie oncologiche, costringendoli a subire atti sessuali contro la loro volontà, nello svolgimento del proprio servizio. Numerosi sono stati gli episodi che si sarebbero consumati nell’arco di circa un anno dentro le mura del presidio ospedaliero “DE LELLIS” – CIACCIO di Catanzaro: infatti le risultanze investigative emerse, allo stato, hanno consentito di delineare un composito quadro contraddistinto da svariati episodi lesivi della sfera personale altrui.</p>
<p>Si evidenzia che il procedimento penale è nella fase di indagini preliminari e che, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/violenze-sessuali-presso-il-presidio-ospedaliero-de-lellis-di-catanzaro-arrestato-infermiere/">VIDEO-Violenze sessuali presso il presidio Ospedaliero “De Lellis” di Catanzaro: Arrestato infermiere</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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