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	<title>indagine Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2026 07:59:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Indagine &#8220;Jonny&#8221;, in carcere un altro esponente della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:59:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un altro esponente vicino alla “cosca Arena”, condannato nell’ambito dell’inchiesta Jonny, è stato tradotto nel carcere di Catanzaro dove dovrà scontare il residuo di pena di anni uno e mesi uno di reclusione. Si tratta di L.N. 39enne, già detenuto e poi liberato per decorrenza termine cautelare. Anche il padre e il fratello erano stati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro esponente vicino alla “cosca Arena”, condannato nell’ambito dell’inchiesta Jonny, è stato tradotto nel carcere di Catanzaro dove dovrà scontare il residuo di pena di anni uno e mesi uno di reclusione. Si tratta di L.N. 39enne, già detenuto e poi liberato per decorrenza termine cautelare. Anche il padre e il fratello erano stati indagati nell’ambito della medesima inchiesta.</p>
<p>L&#8217;operazione &#8220;Jonny&#8221;, scattata nel maggio 2017 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro sotto la guida di Nicola Gratteri, è una delle più imponenti inchieste giudiziarie contro la &#8216;ndrangheta calabrese. L&#8217;indagine ha svelato il capillare controllo del territorio e gli affari illeciti della cosca Arena di Isola di Capo Rizzuto. L&#8217;elemento centrale dell&#8217;indagine ha riguardato la sistematica distrazione di fondi pubblici destinati alla gestione del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Isola di Capo Rizzuto. Dei circa 103 milioni di euro stanziati dallo Stato tra il 2006 e il 2015, <strong>oltre 36 milioni di euro sono finiti nelle casse del clan Arena</strong>. Il sistema si basava sul subappalto della ristorazione e dei servizi a società fittizie o controllate dalla cosca, a fronte di servizi spesso pessimi forniti ai migranti.</p>
<p>Tra i principali arrestati figuravano <strong>Leonardo Sacco,</strong> noto imprenditore, allora governatore della Fraternita della Misericordia, e il parroco di Isola di Capo Rizzuto Edoardo Scordio, ritenuti gli intermediari decisivi per consentire al clan di infiltrarsi nella gestione dei fondi per l&#8217;accoglienza. L&#8217;inchiesta ha documentato come la cosca avesse imposto il proprio monopolio anche nel settore delle scommesse online e delle slot machine tra Crotone e provincia, generando profitti milionari.</p>
<p>Il clan controllava capillarmente il tessuto economico locale tramite estorsioni a commercianti e villaggi turistici, imponendo forniture e aziende &#8220;amiche&#8221;. L&#8217;operazione condotta da Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza ha portato a <strong>110 arresti</strong> e al <strong>sequestro di beni per oltre 84 milioni di euro</strong>.</p>
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		<title>Amianto non bonificato, indagati il sindaco di Cotronei (attuale presidente provincia) e il predecessore</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/amianto-non-bonificato-indagati-il-sindaco-di-cotronei-attuale-presidente-provincia-il-predecessore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 10:47:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;ipotesi di accusa di mancata bonifica di amianto, la Procura della Repubblica di Crotone ha indagato il sndaco in carica di Cotronei ed attuale presidente della Provina di Crotone, Antonio Ammirati, e il suo predecessore, l&#8217;ex primo cittadino Nicola Belcastro. I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno notificato l&#8217;avviso di conclusione delle indagini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;ipotesi di accusa di mancata bonifica di amianto, la Procura della Repubblica di Crotone ha indagato il sndaco in carica di Cotronei ed attuale presidente della Provina di Crotone, Antonio Ammirati, e il suo predecessore, l&#8217;ex primo cittadino Nicola Belcastro. I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno notificato l&#8217;avviso di conclusione delle indagini, firmato dal pm Umberto Iurlaro, ipotizzando per i due il reato di omissione di atti d&#8217;ufficio.</p>
<p>Al centro dell&#8217;inchiesta vi è la mancata esecuzione dei provvedimenti di ripristino ambientale in un&#8217;area contaminata da amianto.  Secondo il quadro accusatorio ricostruito dalla Procura guidata da Domenico Guarascio, i due esponenti politici non avrebbero dato seguito alle procedure d&#8217;urgenza previste a tutela della salute e dell&#8217;igiene pubblica, omettendo di far rispettare specifiche ordinanze sindacali emesse nel 2015 e nel 2020. Le presunte mancanze riguardano le rispettive finestre temporali di mandato: fino all&#8217;ottobre del 2021 per la giunta Belcastro, dall&#8217;ottobre 2021 in poi per l&#8217;amministrazione Ammirati.  L&#8217;indagine coinvolge anche una terza persona, Gennaro Sorgente, legale rappresentante della società &#8220;Agri Fung&#8221;, proprietaria del terreno di 12.000 metri quadrati situato a ridosso del centro abitato. L&#8217;uomo deve rispondere di reato ambientale continuato per l&#8217;abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi, oltre alla mancata ottemperanza a due ordinanze comunali emanate per la rimozione e il corretto smaltimento dei materiali. All&#8217;interno del sito, secondo i rilievi eseguiti dai carabinieri, giacevano incontrollati, ed esposti all&#8217;usura degli agenti atmosferici, sette bancali di lastre in eternit e cinque sacchi industriali colmi di frammenti di materiale tossico.</p>
<p>Questa prolungata esposizione agli agenti atmosferici, secondo la Procura, avrebbe generato un rischio concreto di dispersione di fibre pericolose nel suolo, nell&#8217;aria e nell&#8217;acqua, arrivando a minacciare anche il perimetro della vicina Zona di Protezione Speciale &#8220;Marchesato e Fiume Neto&#8221;.  Le posizioni di tutti gli indagati, che nei prossimi giorni avranno la facoltà di depositare memorie difensive, saranno vagliate con attenzione nelle successive fasi del procedimento penale. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.</p>
<p>«Il sindaco di Cotronei, Antonio Ammirati, è sereno, sicuro della propria condotta legittima quanto scrupolosa, pronto come sempre a collaborare con l&#8217;Autorità giudiziaria e fiducioso che la magistratura possa presto riconoscere la correttezza assoluta e costante del proprio operato». Lo si legge in una nota dell&#8217;Ufficio stampa del Comune di Cotronei, relativa a recenti notizie circa l&#8217;inchiesta, coordinata dalla Procura di Crotone, sulla mancata bonifica di un&#8217;ex fungaia locale. «Secondo il sindaco di Cotronei, è fondamentale – prosegue la nota dello stesso Ufficio stampa – che la magistratura accerti i fatti e le eventuali responsabilità, sia nell&#8217;interesse della comunità, sia per una migliore tutela dell&#8217;ambiente. Presto il sindaco fornirà agli inquirenti tutti gli atti utili a documentare le iniziative assunte per la necessaria valutazione del problema e la conseguente richiesta di un finanziamento pubblico con cui pagare la bonifica del terreno interessato. Tali documenti dimostrano che il sindaco ha operato nella legalità e per l&#8217;interesse generale, senza alcun comportamento di tipo omissivo». «Purtroppo, tutti i Comuni – precisa l&#8217;Ufficio stampa del Comune di Cotronei – devono fare i conti con le progressive diminuzioni dei trasferimenti statali e quindi hanno bisogno di reperire altrove le risorse per interventi molto costosi come una bonifica ambientale. È una situazione paradossale sempre più frequente: per via delle risapute ristrettezze dei bilanci comunali, i sindaci devono fronteggiare senza risorse congrue problemi ambientali spesso causati da privati. Nel caso specifico, la bonifica ha un costo di mezzo milione di euro. Per un Comune di 5mila abitanti come Cotronei, si tratta di una somma molto importante, che doveva in questo caso essere per forza reperita presso altro ente pubblico o in alternativa tramite un mutuo, che tuttavia – conclude l&#8217;Ufficio stampa –<span class="gmail-Apple-converted-space"> </span>avrebbe comportato un indebitamento dell&#8217;Ente comunale impattante sulle tasche dei cittadini per responsabilità di privati».</p>
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		<item>
		<title>Danneggiata linea ferroviaria, tagliati cavi nel cosentino e crotonese: Indagine della Procura di Paola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/danneggiata-linea-ferroviaria-tagliati-cavi-nel-cosentino-e-crotonese-indagine-della-procura-di-paola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla direttrice Battipaglia-Paola è ripresa la circolazione dei treni dopo il blocco causato dal taglio di alcuni cavi. La sospensione sulle linee Salerno-Paola, Catanzaro Lido-Taranto, Sibari-Paola e Cosenza-Paola era stata causata da danni all&#8217;infrastruttura (tagliati i cavi) provocati da ignoti.  Le zone interessate hanno riguardato sia la linea Tirrenica che la linea Jonica: precisamente tra San Lucido e Longobardi (205+400) e tra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla direttrice Battipaglia-Paola è ripresa la circolazione dei treni dopo il blocco causato dal taglio di alcuni cavi. La sospensione sulle linee <strong>Salerno-Paola</strong>, <strong>Catanzaro Lido-Taranto</strong>, <strong>Sibari-Paola</strong> e <strong>Cosenza-Paola</strong> era stata causata da danni all&#8217;infrastruttura (<strong>tagliati i cavi</strong>) provocati da ignoti.  Le zone interessate hanno riguardato sia la linea Tirrenica che la linea Jonica: precisamente <strong>tra San Lucido e Longobardi (205+400) e tra Cutro e Isola di Capo Rizzuto (km 424+400 e 248+786)</strong>. Pian piano &#8211; si apprende da Rfi &#8211; si sta procedendo a smaltire la circolazione anche attraversando la sostituzione delle tratte interessate con l&#8217;utilizzo del servizio autobus.</p>
<p>Ci sarebbe il furto di cavi della fibra ottica nei pressi di San Lucido, nella zona del Tirreno cosentino, tra le cause che hanno provocato l&#8217;interruzione della circolazione ferroviaria in Calabria e che ora è in graduale ripresa. Il furto dei cavi ha provocato problemi di comunicazione e successivamente è scattata la sospensione della circolazione ferroviaria. Al momento il transito dei treni in Calabria sta riprendendo gradualmente.  Sono due i punti nel crotonese dove sono stati danneggiati i cavi che hanno provocato l&#8217;interruzione della linea ferroviaria in Calabria. Attualmente la circolazione dei treni è ripresa sia sulla linea tirrenica che su quella jonica. I tecnici di Rete ferroviaria italiana hanno ripristinato la linea e dalle 8,25 la circolazione dei treni è tornata normale. Nell&#8217;area del crotonese la manomissione è avvenuta in due luoghi distinti: il primo a circa 500 metri dalla stazione di Isola Capo Rizzuto e il secondo in prossimità dell&#8217;ingresso della galleria di Cutro.</p>
<p>In ciascun sito sono stati eseguiti quattro tagli netti che hanno tranciato sia le linee di fibra ottica che quelle di rame. È stato accertato che entrambe le zone sono sprovviste di impianti di videosorveglianza. Sull&#8217;accaduto sono in corso le indagini della Polizia Ferroviaria.  La Procura della Repubblica di Paola ha avviato una indagine sul danneggiamento della linea ferroviaria. Sebbene la prima ipotesi investigativa propenda per un tentato furto di rame fallito, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Tra gli scenari al vaglio vi è anche l&#8217;ipotesi di un vero e proprio atto di sabotaggio: i sistemi di sicurezza di Rfi hanno infatti registrato il blocco immediato della circolazione in contemporanea su ambedue le tratte poco dopo l&#8217;1:00 del mattino del 9 luglio.</p>
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		<item>
		<title>Rimborsi &#8220;auto blu&#8221;, la Procura di Roma chiude l’indagine su Occhiuto per truffa aggravata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rimborsi-auto-blu-la-procura-di-roma-chiude-lindagine-su-occhiuto-per-truffa-aggravata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 18:30:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura di Roma ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto indagato per truffa. Si tratta dell’inchiesta che riguarda l’auto blu del governatore calabrese. Secondo l’accusa, Occhiuto deve rispondere del doppio pagamento ricevuto per sostenere i costi dell’auto blu a noleggio. L’indagine sulle auto usate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura di Roma ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto indagato per truffa. Si tratta dell’inchiesta che riguarda l’auto blu del governatore calabrese. Secondo l’accusa, Occhiuto deve rispondere del doppio pagamento ricevuto per sostenere i costi dell’auto blu a noleggio. L’indagine sulle auto usate dal presidente Occhiuto è passata dalla Procura di Catanzaro a quella di Roma perchè &#8220;il reato si compierebbe nel momento e nel luogo dell’incasso.</p>
<p>I bonifici dei rimborsi, infatti, sono stati incassati presso l’agenzia di Roma dove il presidente della Regione ha il suo conto&#8221;. Il governatore è accusato di &#8220;truffa per i rimborsi di 3.800 euro al mese percepiti dalla Regione per l’automobile usata per l’esercizio delle sue funzioni nonostante già fruisse di un’altra auto pagata sempre dalla Regione&#8221;. Il presidente Occhiuto è difeso dagli avvocati Nicola Carratelli del Foro di Cosenza e dell’avvocato Mario Figliolia del Foro di Roma.</p>
<p>La chiusura delle indagini costituisce il passaggio che precede una possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Spetterà ora ai magistrati valutare gli eventuali sviluppi del procedimento.</p>
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		<item>
		<title>Ponte sullo Stretto: inchiesta anche sul livello politico, Procura Catanzaro apre altri filoni indagine</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-inchiesta-anche-sul-livello-politico-procura-catanzaro-apre-altri-filoni-indagine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 18:20:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si scava nei rapporti. Nei telefoni sequestrati. Nella rete di contatti che Vincenzo Virgiglio e soprattutto Giacomo Francesco Saccomanno – ex responsabile della Lega Salvini in Calabria e fino al 29 aprile scorso consigliere di amministrazione della Stretto di Messina spa – avrebbero tenuto dentro e attorno alla partita del Ponte sullo Stretto. Una partita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">Si scava nei rapporti. Nei telefoni sequestrati. Nella rete di contatti che <strong>Vincenzo Virgiglio</strong> e soprattutto <strong>Giacomo Francesco Saccomanno</strong> – ex responsabile della Lega Salvini in Calabria e fino al 29 aprile scorso consigliere di amministrazione della Stretto di Messina spa – avrebbero tenuto dentro e attorno alla partita del <strong>Ponte sullo Stretto</strong>. Una partita da 13,5 miliardi, che corre dalla società concessionaria alla capofila del consorzio Webuild/Eurolink e arriva fino alla politica. È lì che i magistrati cercano il secondo livello dell’inchiesta: le relazioni societarie, gli agganci al Parlamento, i possibili intermediari. Perché, negli atti, non si esclude che le «promesse di utilità» rivolte all’ex giudice contabile <strong>Tommaso Miele</strong> siano arrivate «da parte di terzi di cui Virgiglio e Saccomanno si facevano portavoce». Non solo. A quanto risulta, la <strong>Procura di Catanzaro</strong> starebbe ancora lavorando su altri filoni, diversi da quelli trasmessi per competenza ai pm di Roma.</p>
<div class="asubtitle">
<h2 id="U07176242811ZLd">Il filone dei pm di Roma</h2>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">L’inchiesta capitolina è affidata ai magistrati Francesco Gualtieri e Fabrizio Tucci, che coordinano gli accertamenti dei carabinieri del Ros. Virgiglio, Saccomanno e Miele rispondono di <strong>corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio</strong>. L’indagine è ancora in una fase preliminare, ma negli atti gli investigatori fissano un primo punto: «<em>Vincenzo Virgiglio, di concerto con Giacomo Francesco Saccomanno, è riuscito ad avvicinare il presidente aggiunto della Corte dei Conti, Miele, per influire sull’andamento del controllo di legittimità in corso della Corte dei Conti, sugli atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato relativi al progetto Ponte sullo Stretto, per acquisire informazioni riservate sull’andamento dell’istruttoria</em>». Il tentativo, però, non avrebbe prodotto l’esito sperato. Il 29 ottobre scorso i giudici contabili bloccheranno il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, già approvato dal Cipess. Eppure, secondo gli atti, Miele avrebbe continuato a svolgere la sua funzione in favore di Virgiglio e Saccomanno. È qui che, nella lettura degli investigatori, si saldano i due piani dell’inchiesta: le informazioni riservate sull’iter del Ponte e la ricerca di una nuova collocazione per Miele dopo l’uscita dalla magistratura contabile.</p>
<div class="acor arec" data-mrf-recirculation="Consigliati per te Inline">
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<div class="col-md-6">
<article class="aprev aprev--acor aprev--acor-small">
<div class="aprev-main"><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Il concerto di Natale a Montecitorio</span></div>
</article>
</div>
</div>
</div>
<p class="atext" data-mrf-recirculation="Article links">L’indagine ora punta sul circuito più sensibile, quello politico che affiora dai documenti finora depositati. Ci sono contatti incrociati con esponenti leghisti. E c’è il rapporto con il sindaco di un Comune del Veronese, dal quale arriva una <em>«immediata disponibilità»”</em>. Una disponibilità concreta: la «<em>garanzia di accompagnarlo a parlare con esponenti politici in occasione del Concerto di Natale del 20 dicembre 2025 a Montecitorio</em>». L’obiettivo, secondo gli atti, era ottenere un «endorsment» per l’incarico al quale Miele puntava una volta lasciata la magistratura contabile per raggiunti limiti di età: una posizione all’Antitrust. Ma il fascicolo non si ferma a Miele. Gli atti svelano anche un tentativo di avvicinare almeno altri due magistrati della Corte dei Conti. L’obiettivo, secondo la ricostruzione, era di dotarsi di altre due «<em>talpe</em>» nel collegio chiamato a occuparsi dei controlli di legittimità sull’iter di approvazione della delibera Cipess. Inviti e offerte sarebbero arrivati nell’ottobre scorso. Senza risultato: i due magistrati avvicinati non risposero alle sollecitazioni.</p>
<p>(Fonte: ilsole24ore.com)</p>
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		<title>Indagine corruzione Ponte Stretto, Conte: inchiesta Roma dimostra ennesimo fallimento Meloni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagine-corruzione-ponte-stretto-conte-inchiesta-roma-dimostra-ennesimo-fallimento-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:47:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L’ennesimo fallimento del governo Meloni non ne azzeccano una recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo servono per le famiglie e per la sanità per le imprese per i nostri giovani. Questa è l’urgenza del paese”. Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte commentando l’indagine della procura di Roma dopo l’inchiesta della Procura di Roma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>L’ennesimo fallimento del governo Meloni non ne azzeccano una recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo servono per le famiglie e per la sanità per le imprese per i nostri giovani. Questa è l’urgenza del paese”.</em> Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte commentando l’indagine della procura di Roma dopo l’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito del presunto interessamento di alcuni soggetti affinché la Corte dei conti approvasse il progetto definitivo del <strong>Ponte sullo Stretto-</strong></p>
<p>Spiega l’ex premier: “<em>L’inchiesta della procura di Roma sul ponte sullo stretto conferma che non solo il progetto era fallato, non solo </em>c<em>’è stata una forzatura addirittura contro la Corte dei Conti, ma adesso si scopre anche l’ombra della corruzione su questo progetto”.</em></p>
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		<title>Indagine corruzione Ponte Stretto, Ciucci: Sorpresi, la società Stretto di Messina totalmente estranea ai fatti&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la societa&#8217; e&#8217; totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilita&#8217; a collaborare con le Autorita&#8217; inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto&#8217;. Lo afferma Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8216;Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la societa&#8217; e&#8217; totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilita&#8217; a collaborare con le Autorita&#8217; inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto&#8217;</em>. Lo afferma Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, in relazione all&#8217;indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell&#8217;ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.</p>
<p>&#8220;<em>La società &#8211; ha dichiarato Ciucci &#8211; prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei Conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal dl &#8216;Commissari&#8217; dell&#8217;11 marzo 2026&#8243;</em>.</p>
<p>La risposta di Ciucci arriva dopo la notizia dell&#8217;indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell&#8217;ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, in base a quanto emerge da una nota diffusa dall&#8217;ufficio giudiziario.</p>
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		<title>La Finanza negli uffici Asp e di strutture convenzionate crotonesi: indagine su fondi Pnrr</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-finanza-negli-uffici-asp-e-di-strutture-convenzionate-crotonesi-indagine-su-fondi-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:51:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento senza indagati, sulle gestione dei fondi del Pnrr destinati all’assistenza domiciliare integrata nel territorio provinciale. A tal fine la Guardia di Finanza, su delega del procuratore Domenico Guarascio, nelle scorse ore, ha eseguito una vasta serie di acquisizioni documentali presso gli uffici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un <strong>fascicolo d’indagine</strong>, al momento senza indagati, sulle gestione dei f<strong>ondi del Pnrr</strong> destinati all’assistenza domiciliare integrata nel territorio provinciale. A tal fine la Guardia di Finanza, su delega del procuratore Domenico Guarascio, nelle scorse ore, ha eseguito una vasta serie di acquisizioni documentali presso gli uffici dell’<strong>Azienda sanitaria provinciale</strong> e alcune strutture private convenzionate con sedi <strong>a Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cotronei</strong>.</p>
<p>Obiettivo è quello di verificare la puntuale correttezza delle prestazioni erogate e dei rimborsi riconosciuti, accertando la congruità e la legittimità delle spese sanitarie nonché il corretto utilizzo dei fondi del Pnrr.  <strong>Al centro dell&#8217;indagine vi è il filone della sanità territoriale.</strong> L&#8217;attività in particolare riguarda la gestione e l&#8217;erogazione del servizio di Assistenza domiciliare integrata (Adi). L&#8217;approfondimento richiesto dalla magistratura crotonese si concentra sulla reale destinazione delle ingenti risorse finanziarie assegnate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L&#8217;obiettivo degli inquirenti è fare piena luce sui meccanismi di acquisto delle prestazioni di assistenza territoriale sociosanitaria affidate al privato accreditato, un comparto nel quale risultano assegnati all&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Crotone <strong>oltre 35 milioni di euro per il triennio compreso tra il 2022 e il 2024.</strong></p>
<p>La Procura intende accertare se i fondi europei destinati alla cura domiciliare dei soggetti più vulnerabili <strong>siano stati impiegati nella massima trasparenza</strong> e regolarità, escludendo eventuali anomalie o sproporzioni tra le prestazioni effettivamente erogate ai malati e i <strong>rimborsi economici riconosciuti</strong> dalla sanità pubblica alle strutture private.</p>
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		<title>VIDEO-False residenze e finti lavori per stranieri: chiuse a Lamezia indagini per 61 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 07:15:11 +0000</pubDate>
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<p>Con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dai finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme ed a firma del Procuratore facente funzioni della Procura della Repubblica di Lamezia Terme, è stata comunicata a 61 persone la conclusione delle indagini, poiché si sarebbero rese responsabili, in concorso fra loro, di violazione delle norme contenute nel testo unico dell’immigrazione; nel dettaglio, le stesse sarebbero risultate indagate all’esito delle investigazioni condotte dalle Fiamme Gialle lametine per le fattispecie di favoreggiamento all&#8217;immigrazione clandestina, falso ideologico in atto pubblico, truffa, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, indebita percezione di indennità del reddito di cittadinanza e di erogazioni a danno dello Stato.</p>
<p>I gestori dell’illecito sistema &#8211; avvalendosi anche della complicità “abituale” di un pubblico ufficiale, che avrebbe fatto false attestazioni nei verbali di accertamento di residenza al fine di far conseguire agli stranieri l’iscrizione nei registri della popolazione residente del Comune di Lamezia Terme &#8211; avrebbero prodotto false comunicazioni di assunzione, nonché falsi contratti di locazione, poi registrati presso i competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate, allo scopo di favorire l’illecita permanenza nel territorio dello Stato italiano e, talora, garantire il rinnovo del permesso di soggiorno di numerosi cittadini di origine extracomunitaria. Risulterebbero coinvolti altresì un altro dipendente pubblico per una sola vicenda di falso in verbale di accertamento di residenza; nonché altro Pubblico Ufficiale per rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alle attività che la GDF aveva compiuto presso il suo Ufficio per esigenze investigative relative al presente procedimento. Altri indagati si sarebbero prodigati sempre per documentare fittizie assunzioni di lavoratori domestici ed organizzare finti matrimoni tra cittadini italiani, a volte anche ultrasettantenni, con giovani donne di nazionalità magrebina.</p>
<p>Le investigazioni hanno consentito di individuare, altresì, un patronato di Lamezia Terme gestito da soggetti, i quali, pur risultando formalmente disoccupati e percettori del reddito di cittadinanza, avrebbero tratto illeciti guadagni costituiti, nella gran parte, da corrispettivi richiesti a cittadini extracomunitari per curare le pratiche di assunzione fittizia. A 55 soggetti, a seguito delle false comunicazioni prodotte con riferimento allo stato di risiedere in Italia da almeno dieci anni, è stato revocato il beneficio del reddito di cittadinanza. Dei 61 indagati, 47 sono cittadini extracomunitari e i restanti 14 sono di nazionalità italiana.</p>
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		<title>VIDEO-Corruzione in appalti pubblici: indagato anche ex vicepresidente provincia Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-corruzione-appalti-pubblici-indagato-anche-ex-vicepresidente-provincia-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:16:19 +0000</pubDate>
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<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone – impegnati con un dispositivo operativo composto da 80 militari – su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina di oggi, n.16 perquisizioni, anche informatiche, presso enti locali, segnatamente la Provincia e il Comune di Crotone, studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private e notificato 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. Le fiamme gialli crotonesi hanno scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreché nelle casse dei soggetti affidatari. Tra le persone indagate figurano dunque funzionari pubblici e professionisti che agivano da anni, in associazione tra loro, con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici.</p>
<p>I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico. L&#8217;indagine riguarda Fabio Manica (47 anni), Giacomo Combariati (41), Luca Bisceglia (51), Rosaria Luchetta (47), Alessandro Vallone (44), Vicky Ingarozza (42), Francesco Manica (50), Luca Vincenzo Mancuso (45), Andrea Esposito (46), Gaetano Caccia (49), Domenico Zizza (61), Francesco Mario Benincasa (60), Raffaele Cavallaro (59), Giuseppe Marinello (47), Adriano Astorino (48), Antonio Otranto (55), Michele Scappatura (56), Bina Fusaro (40), Caterina Scavo (30), Salvatore Valente (43).</p>
<p>Al centro dell&#8217;inchiesta &#8211; denominata &#8220;Teorema&#8221; &#8211; condotta dai finanzieri del gruppo di Crotone-Nucleo Mobile, figura <strong>Fabio Manica</strong>, consigliere comunale di Forza Italia, già vicepresidente della Provincia di Crotone nonché presidente facente funzione fino a pochi giorni fa prima dello svolgimento delle elezioni del nuovo presidente.<br />
Per Manica e altri quattro indagati per corruzione, la Procura aveva chiesto misure cautelari restrittive, ma il Gip ha disposto al momento la notifica di inviti a rendere interrogatorio preventivo prima di decidere sulle misure cautelari.<br />
Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono gravissime e vanno dalla “corruzione” al “falso ideologico in atto pubblico”, dalla “frode nelle pubbliche forniture” alla “truffa aggravata ai danni dello Stato”. I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza avente ad oggetto cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli.</p>
<p>Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze. L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura di Crotone, diretta da Domenico Guarascio, nel contrasto alla corruzione a tutela della legalità nella pubblica amministrazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-corruzione-appalti-pubblici-indagato-anche-ex-vicepresidente-provincia-crotone/">VIDEO-Corruzione in appalti pubblici: indagato anche ex vicepresidente provincia Crotone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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