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	<title>indagati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Jul 2026 16:05:44 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Giudizio immediato per 5 indagati nell&#8217;inchiesta &#8220;Teorema&#8221; su appalti e tangenti alla provincia di Crotone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 13:39:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ravvisando l’evidenza della prova, ha decretato il giudizio immediato per cinque dei soggetti coinvolti nell’attività investigativa denominata “Teorema”, l’indagine condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone su una presunta associazione a delinquere che, negli anni 2022-2025, avrebbe lucrato a colpi di tangenti sugli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ravvisando l’evidenza della prova, ha decretato il giudizio immediato per cinque dei soggetti coinvolti nell’attività investigativa denominata “Teorema”, l’indagine condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone su una presunta associazione a delinquere che, negli anni 2022-2025, avrebbe lucrato a colpi di tangenti sugli appalti della Provincia, ma anche dei Comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina. La decisione in accoglimento della richiesta avanzata  il 3 luglio dal procuratore Domenico Guarascio e dalla sostituta Rosaria Multari.</p>
<p>Dovranno, quindi, affrontare il dibattimento giudiziario:<strong> Fabio Manica</strong>, 47enne ex vicepresidente della Provincia ed ex consigliere comunale di Crotone (<em>attualmente agli arresti domiciliari</em>);<strong> Giacomo Combariati</strong>, imprenditore di 42 anni (<em>anche lui ai domiciliari</em>); <strong>Luca Bisceglia</strong>, ingegnere 52enne, e sua moglie <strong>Rosaria Luchetta</strong>, architetta di 47 anni (<em>entrambi ai domiciliari</em>); e <strong>Francesco Manica</strong>, avvocato 50enne e fratello di Fabio (<em>destinatario di divieto di dimora nel Crotonese</em>). Associazione a delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, truffa e frode nelle pubbliche forniture: sono questi i reati contestati a vario titolo ai cinque accusati.</p>
<p>Adesso gli imputati hanno quindici giorni di tempo per decidere se essere giudicati col rito abbreviato (<em>che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena</em>) oppure se patteggiare.</p>
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		<title>Tentato omicidio e spaccio di droga a Crotone: indagate nove persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tentato-omicidio-spaccio-di-droga-a-crotone-indagate-nove-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 09:12:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, a seguito di una complessa attività di indagine, ha effettuato su delega della Procura della Repubblica di Crotone, la notifica dell’avviso conclusioni indagini nei confronti di 9 soggetti indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto illegale di armi da fuoco, favoreggiamento personale e detenzione ai fini di spaccio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia di Stato, a seguito di una complessa attività di indagine, ha effettuato su delega della Procura della Repubblica di Crotone, la notifica dell’avviso conclusioni indagini nei confronti di 9 soggetti indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, porto illegale di armi da fuoco, favoreggiamento personale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’odierno provvedimento trae origine da una precedente attività di polizia giudiziaria eseguita dalla Polizia di Stato nel gennaio di quest’anno, allorquando erano stati tratti in arresto due giovani crotonesi, a seguito di emissione da parte del GIP del Tribunale di Crotone di ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone, poiché gravemente indiziati del reato di tentato omicidio posto in essere nel mese di novembre scorso nei confronti di un giovane di origini salernitane.</p>
<p>Nello specifico, il provvedimento cautelare scaturiva a seguito dell’attività di indagine espletata dalla Squadra Mobile con il coordinamento della Procura della Repubblica diretta dal Dr Domenico Guarascio, effettuata successivamente al grave fatto delittuoso avvenuto la sera del 8 novembre scorso in località Farina di Crotone dove un pregiudicato di origini salernitane, giunto in città con un carico di stupefacenti del tipo hashish per un quantitativo di oltre 3 chili e mezzo suddivisi in panetti, veniva attinto da numerosi colpi di pistola calibro 7,65. Altresì, ad alcuni soggetti è stato contestato il reato di favoreggiamento personale in quanto, nel corso delle indagini, hanno tentato di eludere le investigazioni favorendo gli autori del tentato omicidio.</p>
<p>Il prosieguo dell’attività di indagine, effettuata sia con metodi tradizionali che con attività di carattere tecnico, ha consentito di accertare come alcuni dei soggetti indagati fossero dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio di Crotone. In particolare, dall’attività espletata è emerso che gli odierni indagati si prodigavano a spacciare ad altrettanti assuntori sostanza stupefacente di varia tipologia quali hashish, marijuana e cocaina, provvedendo a consegnare le medesime sostanze previo appuntamento telefonico. Detta attività si inquadra in una più ampia e complessa attività messa in campo dalla Questura di Crotone diretta dal Dr Renato Panvino nel contrastare le piazze di spaccio ed il traffico degli stupefacenti, business principale delle organizzazioni mafiose.</p>
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		<title>VIDEO-Fondi sottratti al Comune di Vazzano, sequestro preventivo di 462mila euro a 11 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 18:15:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-383792-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/06/DownloadFile.mp4</a></video></div>
<p>Nelle prime ore della mattina di mercoledì 10 giugno un dispositivo composta dal personale dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha eseguito un “<em>sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente</em>”, dell’ammontare di circa € 462.460, nei confronti di 11 persone, le quali, dal 2015-2024, si sono appropriate di somme sottratte a un ente pubblico locale del vibonese. Il provvedimento scaturisce da una segnalazione presentata nell’ottobre 2024 presso una Stazione Carabinieri da parte di alcuni amministratori dell’ente relativa a delle incongruenze tra i destinatari dei pagamenti effettuati dall’ente e gli effettivi beneficiari. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, prontamente informata dagli operanti, ha in prima battuta disposto immediati sequestri preventivi per l’ammontare di oltre € 200.000 nei confronti degli indagati iniziali e ampliato il ventaglio delle forze in campo interessando il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.</p>
<p>La Guardia di Finanza ha provveduto, per il periodo 2015-2025, all’analitica disamina della contabilità dell’Ente Pubblico, individuando oltre 228 mandati di pagamento illeciti. Sulla base di quanto accertato dagli investigatori delle Fiamme Gialle, il principale indagato risponde del delitto di peculato per essersi appropriato di ulteriori somme per € 179.002,17 in via autonoma ed in concorso con altri 10 indagati per complessivi € 283.458. Le indagini hanno, quindi, evidenziato un quadro della situazione ancor più torbido, disvelando l’esistenza di un articolato meccanismo attraverso il quale, ingenti somme di denaro, quantificate in ulteriori € 462.460, appartenenti ad un comune delle serre vibonesi, venivano drenate in favore di un ex dipendente, di soggetti privati imprenditori, associazioni ed enti con esso concorrenti. Il sistema vedeva, quale principale protagonista, il responsabile dell’area “affari generali” dell’Ente Pubblico, in quiescenza dal gennaio 2022 e, successivamente, collaboratore della medesima area fino all’ottobre del 2024, il quale, in ragione dell’incarico ricoperto, gestiva in via diretta i pagamenti dell’ente Pubblico, disponendo della smart card rilasciata dal tesoriere comunale e curando personalmente l’iter delle procedure di liquidazione e pagamento, risultando di fatto, negli anni, l’unico dipendente comunale in grado di operare sui sistemi contabili. In particolare, l’indagato avrebbe proceduto alla distrazione di risorse dell’Ente mediante la liquidazione di<br />
falsi mandati di pagamento in favore di terzi (sia essi professionisti, imprenditori, rappresentanti di enti o associazioni) privi di qualsiasi titolo creditorio (totale assenza di documentazione giustificativa). Nei casi in cui il denaro confluiva direttamente nella disponibilità dell’indagato, i soggetti terzi sono risultati estranei alle indagini. In altre ipotesi, le investigazioni hanno permesso di contestare la fattispecie di concorso nel delitto di peculato unitamente al citato ex dipendente.</p>
<p>Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, all’esito delle indagini ha disposto il sequestro di liquidità e in via alternativa per equivalente sui beni nella disponibilità di tutti gli 11 indagati. Nello specifico, sono stati sequestrati i conti correnti, gli immobili ed altri beni mobili registrati in pregiudizio degli indagati, per l’intero ammontare indicato nel provvedimento giudiziario. Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio di legalità nel territorio vibonese, assicurato dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia a tutela della<br />
Pubblica Amministrazione &#8211; in stretta sinergia con le forze polizia.</p>
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		<item>
		<title>Ponte Messina, inchiesta pm Roma per corruzione: 3 indagati, c&#8217;è anche ex presidente aggiunto Corte Conti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-messina-inchiesta-pm-roma-per-corruzione-3-indagati-anche-ex-presidente-aggiunto-corte-conti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre persone sono indagate dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L&#8217;ufficio del pubblico ministero ha delegato i Carabinieri all&#8217;esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico dell’ex presidente aggiunto della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre persone sono indagate dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L&#8217;ufficio del pubblico ministero ha delegato i Carabinieri all&#8217;esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico dell<strong>’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele</strong>, in pensione dal febbraio scorso, <strong>Vincenzo Virgiglio</strong>, 65 anni, <strong>imprenditore </strong>di <strong>Reggio Calabria, </strong>residente a Roma, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell&#8217;associazione &#8220;<strong>Accademia Calabria</strong>&#8221; e <strong>Giacomo Francesco Saccomanno</strong>, 71 anni, già componente del cda della società Stretto di Messina Spa ed ex c<strong>ommissario Lega in Calabria.</strong></p>
<p>Le indagini, come si spiega in una nota della procura di Roma, hanno documentato le condotte dei tre &#8211; indagati, in concorso tra loro, per corruzione per l&#8217;esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d&#8217;ufficio &#8211; tese a condizionare l&#8217;esame di legittimità della Corte dei Conti sull&#8217;approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell&#8217;opera pubblica &#8216;Ponte sullo Stretto di Messina&#8217;. L&#8217;avvocato e l&#8217;imprenditore, al fine di condizionare l’esame della Corte dei Conti in favore della società &#8216;Stretto di Messina Spa&#8217;, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell&#8217;esigenza citata. I due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell&#8217;opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, dal canto suo, secondo l’accusa, avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull&#8217;andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa.  Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell&#8217;interesse della &#8216;Stretto di Messina Spa&#8217;, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l&#8217;interesse a diventare Presidente dell&#8217;Antitrust o di una società partecipata. Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate.</p>
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		<title>Crotone, inchiesta &#8220;Teorema&#8221;: arrestati ex vicepresidente Provincia Fabio Manica e altri 3 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito delle indagini inerenti l&#8217;operazione &#8220;Teorema&#8221; sugli appalti alla provincia di Crotone, nella mattinata di oggi 17 aprile, il Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale pitagorico, Assunta Palumbo, ha firmato l’ordinanza di custodia in carcere per Fabio Manica (nella foto), ex vicepresidente della Provincia di Crotone di Forza Italia, con competenze su edilizia scolastica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Nell&#8217;ambito delle indagini inerenti l&#8217;operazione &#8220;<em>Teorema</em>&#8221; sugli appalti alla provincia di Crotone, nella mattinata di oggi 17 aprile, il Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale pitagorico<strong>, </strong>Assunta Palumbo, ha firmato l’ordinanza di custodia in carcere per <strong>Fabio Manica</strong><em> (nella foto)</em>, ex vicepresidente della Provincia di Crotone di Forza Italia, con competenze su edilizia scolastica e Stazione unica appaltante. Medesimo trasferimento in carcere anche per <strong>Giacomo Combariati</strong>. Mentre nei confronti di <strong>Luca Bisceglia</strong> e sua moglie <strong>Rosaria Luchetta</strong> sono stati disposti gli arresti domiciliari. Invece, il divieto di dimora nel Crotonese è arrivato per l&#8217;avvocato <strong>Francesco Manica</strong>, fratello di Fabio.</p>
<p>Fabio Manica e Giacomo Combariati, nello specifico, sono accusati di associazione a delinquere e corruzione e ritenuti responsabili di una lunga serie di capi d’imputazione. Per Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta vige l’obbligo di non allontanarsi dal domicilio e il divieto assoluto di comunicazione con persone esterne, anche tramite mezzi telefonici o telematici.</p>
<p>Come si ricorderà l&#8217;indagine della Procura, che ha avuto una prima conclusione lo scorso 31 marzo anche con il sequestro preventivo dei beni, vede coinvolte <strong>20 persone</strong> accusate di far parte di una presunta associazione a delinquere che avrebbe lucrato a colpi di tangenti sugli appalti della Provincia, ma anche dei Comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina. Il procuratore <strong>Domenico Guarascio</strong> e la sua sostituta<strong> Rosaria Multaria</strong> avevano chiesto misure ancora più restrittive per alcuni degli indagati. Secondo quanto si apprende le diverse misure cautelari si sono rese necessarie per l<strong>’</strong>accertata sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e del rischio di reiterazione del reato.</p>
</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/crotone-inchiesta-teorema-arrestati-ex-vicepresidente-provincia-fabio-manica-e-altri-3-indagati/">Crotone, inchiesta &#8220;Teorema&#8221;: arrestati ex vicepresidente Provincia Fabio Manica e altri 3 indagati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Truffa sanità, GdiF Lamezia sequestra tre società: 10 indagati tra medici e imprenditori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-truffa-sanita-gdif-lamezia-sequestra-tre-societa-10-indagati-tra-medici-e-imprenditori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 07:11:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme- con il coordinamento della Procura diretta dal facente funzioni Vincenzo Quaranta &#8211; hanno portato  a termine un sequestro preventivo d&#8217;urgenza del valore di 2,4 milioni di euro,  sottoponendo a vincolo le strutture aziendali e operative di tre aziende. Le società sequestrate sono: &#8220;Acustica Lamezia&#8220;, &#8220;Otoacustica Sud srl&#8220;, &#8220;Sordità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F718685021234855%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>I finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme- con il coordinamento della Procura diretta dal facente funzioni Vincenzo Quaranta &#8211; hanno portato  a termine un sequestro preventivo d&#8217;urgenza del valore di 2,4 milioni di euro,  sottoponendo a vincolo le strutture aziendali e operative di tre aziende. Le società sequestrate sono: &#8220;<em>Acustica Lamezia</em>&#8220;, &#8220;<em>Otoacustica Sud srl</em>&#8220;, &#8220;<em>Sordità di Antonio Ferragina &amp; co</em>&#8220;. Secondo quanto emerso dalle indagini fin qui condotte, le stesse sarebbero state strumentali a un programma delittuoso finalizzato alla realizzazione di una frode ai danni del Servizio sanitario nazionale. La Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ritenendo sussistente il concreto e attuale pericolo che la libera disponibilità delle società potesse favorire la commissione di ulteriori reati della stessa specie, ha adottato il provvedimento con l’obiettivo di interrompere senza ritardo un sistema di “complicità”. Un meccanismo che, secondo l’ipotesi investigativa e nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza, sarebbe stato messo in piedi dai gestori delle ditte coinvolte con la collaborazione di tre dirigenti medici in servizio presso la Struttura operativa complessa di Otorinolaringoiatria e Patologia cervicofacciale dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, oggi Azienda universitario-ospedaliera “Renato Dulbecco”, e, fino all’ottobre 2024, anche con un dirigente medico del Distretto sanitario di Lamezia Terme, addetto ai controlli delle pratiche e al rilascio delle autorizzazioni.</p>
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<div id="google_ads_iframe_/89174202/420x200-01_0__container__">Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, i dirigenti medici avrebbero direttamente falsificato documentazione sanitaria — impegnative per visite ed esami specialistici, esami audiometrici, prescrizioni e collaudi di protesi — necessaria per ottenere la fornitura di ausili a carico dell’Asp di Catanzaro, oppure avrebbero consentito ai gestori delle ditte di predisporla a loro nome. In relazione alle circa 2.900 pratiche esaminate, non risulterebbe traccia degli accessi degli intestatari presso la struttura (prenotazioni e registrazioni al Cup), e anche nei casi in cui i pazienti sarebbero stati accompagnati in gruppo, non emergerebbero riscontri documentali. I reati ipotizzati — che sarebbero stati commessi anche in forma organizzata — sono falso in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dell’Azienda sanitaria. Dieci le persone coinvolte, a vario titolo, nelle indagini condotte dalle Fiamme gialle lametine, che avrebbero accertato un sistema illecito finalizzato a ottenere indebiti rimborsi per l’acquisto di protesi acustiche. Nel dettaglio, sarebbe stato ricostruito un iter procedimentale in cui gli indagati avrebbero redatto documentazione medica facendo risultare falsamente che alcuni soggetti — talvolta del tutto ignari o non bisognosi di ausili — fossero stati sottoposti a visita otorinolaringoiatrica e ad esame audiometrico, anche al fine di ottenere o aggravare il riconoscimento dell’invalidità civile. Risulterebbe inoltre falsa la documentazione relativa al collaudo delle protesi acustiche fornite dalle ditte coinvolte. Allo stato delle indagini, sono circa 2.900 le pratiche che presentano evidenti irregolarità.</div>
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</div>
<p data-start="3085" data-end="3710" data-is-last-node="" data-is-only-node="">È emerso inoltre un caso che ha destato particolare allarme tra gli investigatori: un paziente, al quale erano stati prescritti e forniti ausili acustici facendo risultare falsamente l’intero iter diagnostico presso l’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, recatosi di recente in un’altra struttura ospedaliera del capoluogo, ha appreso di non avere alcun problema uditivo e ha ricevuto indicazione di non utilizzare le protesi, in quanto potenzialmente dannose. Diversi pazienti hanno inoltre riferito di non aver tratto alcun beneficio dall’utilizzo degli ausili o di non averli utilizzati a causa dei fastidi riscontrati.</p>
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		<title>Save the Children: in Calabria incidenza tra le più alte di minori indagati per mafia, 0,07 per mille</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 11:23:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[incidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal rapporto &#8216;(Dis)armati. Un&#8217;indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realta&#8221;, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS, in Calabria, tra il 2014 e il 2024, è aumentata l&#8217;incidenza di minori segnalati per il reato di lesioni personali (+0,84 ogni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal rapporto &#8216;(Dis)armati. Un&#8217;indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realta&#8221;, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS, in Calabria, tra il 2014 e il 2024, è aumentata l&#8217;incidenza di minori segnalati per il reato di lesioni personali (+0,84 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) mentre è diminuita per il reato di associazione per delinquere (-0,3 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) ed estorsione (-0,13 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni).</p>
<p>Nella regione l&#8217;incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per omicidio è dello 0,04 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni e per associazione mafiosa dello 0,07 per mille abitanti 14-17enni, tra i più alti in Italia. A Reggio aumentano i minori segnalati per lesioni personali (25 nel 2024, 10 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) e rapine (16 nel 2024, 11 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) mentre calano i reati di minaccia (11 nel 2024, erano 19 nel 2014) e associazione per delinquere (6 nel 2024, 1 nel primo semestre 2025, erano 10 nel 2014), invariato il porto d&#8217;armi (7 nel 2024, come nel 2014, 2 nel primo semestre 2025).</p>
<p id="ob">&#8220;<em>L&#8217;Italia &#8211; evidenzia il rapporto &#8211; è uno dei Paesi con il tasso di criminalità minorile tra i più bassi in Europa, ma aumentano i minori denunciati o arrestati per reati violenti, come rapina, lesioni personali e rissa e, in alcuni territori, associazione mafiosa&#8221;</em>. La violenza giovanile, &#8220;<em>tra fragilità e vuoti relazionali ed educativi &#8211; </em>sottolinea Save the children <em>&#8211; interroga con urgenza il mondo adulto. La risposta non può essere solo punitiva: occorre potenziare i percorsi educativi e di responsabilizzazione, di recupero e per benessere psicofisico dei minori, e rafforzare i presidi di ascolto e l&#8217;educazione alla nonviolenza&#8221;.</em></p>
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		<title>VIDEO-Lamezia, conclusa &#8220;Operazione Pullo&#8221; per contrasto traffico e spaccio di droga: 21 soggetti coinvolti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-lamezia-conclusa-operazione-pullo-per-contrasto-traffico-e-spaccio-di-droga-21-soggetti-coinvolti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 08:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nella giornata di ieri, personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme, della Polizia Ferroviaria di Lamezia Terme &#8211; Compartimento Polizia Ferroviaria di Reggio Calabria, della Squadra Mobile di Catanzaro, delle Unità Cinofile antidroga di Vibo Valentia, Reggio Calabria e Palermo, con il supporto delle pattuglie del R.P.C.C. di Vibo Valentia, Cosenza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 352px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-369831-2" width="352" height="198" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Lamezia-op-Pullo.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Lamezia-op-Pullo.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Lamezia-op-Pullo.mp4</a></video></div>
<p>Nella giornata di ieri, personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme, della Polizia Ferroviaria di Lamezia Terme &#8211; Compartimento Polizia Ferroviaria di Reggio Calabria, della Squadra Mobile di Catanzaro, delle Unità Cinofile antidroga di Vibo Valentia, Reggio Calabria e Palermo, con il supporto delle pattuglie del R.P.C.C. di Vibo Valentia, Cosenza e Siderno e il Commissariato PS di Bovalino (RC), ha notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell&#8217;art. 415-bis c.p.p. nei confronti di 21 soggetti, allo stato indagati, a firma del Procuratore della Repubblica facente funzioni di Lamezia Terme. Gli stessi sono ritenuti &#8211; in ipotesi accusatoria e nel rispetto della presunzione di innocenza che vige sino ad accertamento nel merito irrevocabile &#8211; indiziati di essere coinvolti, a vario titolo, in attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di detenzione di armi comuni e munizionamento.</p>
<p>Le indagini, svolte nel 2021 dagli investigatori della Sezione Investigativa del Commissariato di P.S. di Lamezia Terme, sono state sviluppate mediante attività tecnica, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché attraverso sequestri di sostanze stupefacenti del tipo eroina, cocaina, hashish e marijuana, oltre a numerosi riscontri investigativi sul territorio. L&#8217;attività ha preso avvio anche grazie ad attività info-investigativa che ha consentito di individuare i principali canali di approvvigionamento, distribuzione e spaccio, successivamente verificati tramite mirati servizi di appostamento condotti con modalità discrete. Le investigazioni si sono svolte in un contesto criminale particolarmente complesso, caratterizzato da una radicata presenza di attività illecite e di soggetti ben noti per le loro negative personalità.</p>
<p>L&#8217;attività investigativa, condotta con professionalità, competenza e senso del dovere, è stata finalizzata alla ricostruzione dell&#8217;intera filiera del traffico ed ha consentito di delineare l&#8217;operatività di una rete di soggetti dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti nell&#8217;intera area lametina, con epicentro nel territorio di Lamezia Terme, in particolare nella zona di Sant&#8217;Eufemia, ove sarebbe stato individuato anche un punto di smistamento per gli spacciatori. L&#8217;attività di spaccio, secondo quanto emerso dalle indagini, si sarebbe inoltre svolta nei quartieri di Nicastro e Sambiase, nonché nei comuni limitrofi di Falerna, Gizzeria, Curinga e Nocera Terinese. Tale circostanza è stata documentata anche mediante sistemi di videosorveglianza, con il supporto del personale delle Volanti del locale Commissariato e del R.P.C.C. di Vibo Valentia. Secondo quanto ricostruito, sempre in ipotesi accusatoria, i soggetti indagati sarebbero stati in grado di approvvigionarsi rapidamente di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina ed eroina provenienti anche da soggetti operanti nell&#8217;area della Locride (Reggio Calabria), nonché marijuana reperita nel comprensorio lametino. Per il traffico di tali quantitativi, gli indagati avrebbero utilizzato locali e ambienti appositamente selezionati al fine di eludere eventuali attività di intercettazione o monitoraggio.</p>
<p>Nel corso delle attività investigative è emersa in capo ad alcuni indagati anche la disponibilità di armi. Le investigazioni hanno documentato un articolato sistema di distribuzione sul territorio, con compiti differenziati tra i soggetti coinvolti: dalla gestione dei rapporti con i fornitori alla custodia e all&#8217;occultamento dello stupefacente, fino allo spaccio al dettaglio. In particolare, è stata accertata &#8211; allo stato delle indagini &#8211; la disponibilità di terreni agricoli in località &#8220;Pullo&#8221;, utilizzati anche come base logistica per l&#8217;occultamento della sostanza stupefacente mediante interramento in contenitori idonei. In tale ambito è stato sequestrato circa un chilogrammo di marijuana suddiviso in sei buste in cellophane (di cui una contenente circa 500 grammi e cinque contenenti complessivamente 49 ovuli del restante quantitativo), circa 100 grammi di eroina già suddivisa in otto involucri e ulteriori 9 grammi di hashish già dosati.</p>
<p>È stata altresì accertata l&#8217;esistenza di una piantagione di marijuana in località Caria, nel territorio di Lamezia Terme, oggetto di rinvenimento e sequestro nel mese di agosto 2021. Ad alcuni degli indagati è stata contestata, in ipotesi accusatoria, l&#8217;aggravante di cui all&#8217;art. 80, comma 2, del D.P.R. 309/1990, che prevede un aumento di pena qualora i fatti riguardino ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.  In chiave parallela, nella giornata di ieri sono state eseguite anche perquisizioni personali e locali, delegate sempre dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, che hanno condotto all&#8217;arresto in flagranza di uno degli indagati e il deferimento a piede libero di altri, per detenzione di sostanze stupefacenti. Con tale operazione, che segue altre due recenti indagini conclusesi con avvisi di conclusione indagini, si conferma la massima attenzione da parte della Polizia di Stato operante sul locale territorio e della Procura della Repubblica di Lamezia, in relazione al dilagante e preoccupante fenomeno della gestione illecita di stupefacenti, che ha fatto ancora una volta registrare l&#8217;esistenza di affari di significativa rilevanza economica.</p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, festa elettorale non autorizzata in teatro confiscato a cosca: due indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-festa-elettorale-non-autorizzata-in-teatro-confiscato-a-cosca-due-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[elettorale]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (ex art. 415-bis c.p.p.) nei confronti del co-gestore del bene pubblico “Sala Multimediale Cinema-Teatro Eraclea”, già sequestrato nel procedimento n. 4456/2013 RGNR della DDA di Catanzaro, cosiddetto “Jonny”, sito nel Comune di Isola di Capo Rizzuto, nonché nei confronti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (ex art. 415-bis c.p.p.) nei confronti del co-gestore del bene pubblico “Sala Multimediale Cinema-Teatro Eraclea”, già sequestrato nel procedimento n. 4456/2013 RGNR della DDA di Catanzaro, cosiddetto “Jonny”, sito nel Comune di Isola di Capo Rizzuto, nonché nei confronti di un componente del comitato elettorale “Vittimberga Sindaco”.</p>
<p>L’attività investigativa, condotta con tempestività e rigore dai militari della Tenenza dei Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, sotto la direzione del Procuratore Capo Domenico Guarascio, ha riguardato l’impiego improprio e senza autorizzazione dei locali della Sala Multimediale Cinema-Teatro Eraclea per festeggiamenti privati legati alla vittoria elettorale del sindaco Maria Grazia Vittimberga.</p>
<p>I destinatari del provvedimento sono stati individuati in un co-gestore del bene sequestrato che, in qualità di incaricato di pubblico servizio, avrebbe distolto il bene dalle finalità prescritte dall’autorità giudiziaria, nonché in un promotore del comitato elettorale “Vittimberga Sindaco”, che avrebbe omesso di comunicare al Questore la riunione in luogo aperto al pubblico. I reati contestati, a vario titolo, includono il peculato (art. 314 c.p.) e la violazione delle norme contenute nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (art. 18 R.D. n. 773 del 18 giugno 1934).</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Castrovillari, lesioni personali aggravate da uso armi: sei persone indagate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/castrovillari-lesioni-personali-aggravate-da-uso-armi-sei-persone-indagate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 11:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[aggravate]]></category>
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		<category><![CDATA[lesioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari ha emesso l&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sei cittadini stranieri presunti responsabili del delitto di lesioni personali volontarie aggravate dall&#8217;uso di armi, commesso in concorso e con l&#8217;aggravante del numero di persone coinvolte. A loro carico è stato inoltre contestato il danneggiamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari ha emesso l&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sei cittadini stranieri presunti responsabili del delitto di lesioni personali volontarie aggravate dall&#8217;uso di armi, commesso in concorso e con l&#8217;aggravante del numero di persone coinvolte. A loro carico è stato inoltre contestato il danneggiamento seguito da incendio di un&#8217;autovettura di proprietà di un altro connazionale. Fatti che destarono particolare allarme sociale e che per giorni furono oggetto delle cronache locali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le indagini condotte dalla Polizia di Stato del Commissariato P. S. di Corigliano-Rossano e coordinate dall&#8217;Autorità Giudiziaria procedente sopra indicata, avrebbero consentito di identificare un gruppo di cittadini stranieri dimoranti nel territorio, i quali, nel mese di gennaio scorso, a seguito di divergenze sorte all&#8217;interno della numerosa comunità presente nel centro cittadino, davano vita a una vera e propria &#8220;guerriglia urbana&#8221;, aggredendo alcuni loro connazionali nel centro abitato. Gli aggressori erano armati di bastoni e di armi bianche artigianalmente modificate per aumentarne la capacità offensiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;attività investigativa ha permesso di acquisire elementi utili alle indagini, anche grazie all&#8217;escussione delle persone offese e mediante l&#8217;acquisizione ed analisi delle immagini delle telecamere cittadine e di alcuni esercizi commerciali, individuando e denunciando a piede libero i presunti responsabili delle condotte delittuose. Due di loro sarebbero coinvolti anche nel danneggiamento mediante incendio dell&#8217;autovettura di un loro connazionale, avvenuto nei mesi precedenti. La Procura della Repubblica di Castrovillari e la Polizia di Stato continuano nell&#8217;istituzionale impegno nel contrasto di ogni forma di violenza e nella tutela della sicurezza pubblica, assicurando costante attenzione alle dinamiche che interessano il territorio e le comunità presenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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