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	<title>Gup Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 14:49:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>NOMI-Illeciti in laboratori Università di Catanzaro: tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 14:49:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni. Questo l&#8217;esito del processo con rito abbreviato che si è svolto davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, in relazione all&#8217;inchiesta denominata &#8220;Grecale&#8221; che contempla illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (detti stabulari), all&#8217;interno dell&#8217;Università Magna Graecia, nei quali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni. Questo l&#8217;esito del processo con rito abbreviato che si è svolto davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, in relazione all&#8217;inchiesta denominata &#8220;Grecale&#8221; che contempla illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (<em>detti stabulari</em>), all&#8217;interno dell&#8217;Università Magna Graecia, nei quali venivano fatte sperimentazioni per progetti di ricerca.</p>
<p>Il Gup ha condannato Giuseppe Caparello, direttore del dipartimento di Prevenzione dell&#8217;Asp veterinaria di Catanzaro, a 4 anni e 8 mesi di reclusione escludendo nei suoi confronti il reato di associazione per delinquere; Maria Caparello, figlia del direttore, accusata di corruzione perché ritenuta responsabile di essere stata ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie al rapporto corruttivo tra il padre e l&#8217;ex rettore, a 4 anni; Emilio Russo, sperimentatore e supervisore delle sperimentazioni, a 9 mesi e 10 giorni. Antonio Leo, sperimentatore, ha patteggiato un anno, 11 mesi e 10 giorni.</p>
<p>In sede di repliche stamani, il pm Saverio Sapia ha chiesto l&#8217;assoluzione di Pierfrancesco Tassone (<em>responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabular</em>i), assolto anche dal Gup. Il giudice ha, inoltre, assolto Luciano Conforto (<em>veterinario Asp addetto alle ispezioni negli stabulari</em>); Luca Gallelli (<em>membro della commissione di concorso per l&#8217;ammissione alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica</em>); Vincenzo Mollace (<em>professore universitario, responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari incriminati</em>); Domenico Voci (<em>veterinario dell&#8217;Asp addetto ai controlli negli stabulari</em>); Vincenzo Musolino, Daniele Torella (<em>responsabile scientifico di un progetto di ricerca</em>).</p>
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		<title>Alleanza cosa nostra, &#8216;ndrangheta e camorra in Lombardia&#8217;: 62 condanne e 45 a processo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 09:46:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare di Milano Emanuele Mancini ha condannato 62 degli 80 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell’ambito procedimento Hydra sul cosiddetto “Sistema mafioso lombardo” che vedrebbe l’esistenza di un’alleanza in provincia di Milano e Varese tra esponenti al Nord di ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra. L’accusa di associazione di stampo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare di Milano Emanuele Mancini ha condannato 62 degli 80 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell’ambito procedimento Hydra sul cosiddetto “Sistema mafioso lombardo” che vedrebbe l’esistenza di un’alleanza in provincia di Milano e Varese tra esponenti al Nord di ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra. L’accusa di associazione di stampo mafioso è stata riconosciuta per tutti i 24 anni imputati a cui era contestata dalla Dda milanese e dai carabinieri del Nucleo investigativo, ad eccezione di Antonio Romeo. </p>
<p>Tra i condannati ci sono i presunti capi Filippo Crea (14 anni), Giuseppe Fidanzati (14 anni), Massimo Rosi (16 anni) Bernardo Pace (14 anni e 4 mesi), Domenico Pace (11 anni e 4 mesi), Michele Pace (12 anni), Giacomo Cristello (11 anni) e Giovanni Abilone (13 anni). Diciotto le assoluzioni complete. Per quanto riguarda l’udienza preliminare 45 imputati sono stati rinviati a giudizio mentre 11 sono stati prosciolti. Il dibattimento inizierà il prossimo 19 marzo davanti all’ottava sezione penale del tribunale di Milano. </p>
<p>Dieci i patteggiamenti accolti con pene fino a 3 anni e 8 mesi.  Il giudice ha anche ordinato la confisca di circa 225 milioni di euro equivalenti ai sequestri disposti dal gip Tommaso Perna e quella ulteriore del presunto credito d’Iva imposta falso pari a 218 milioni di euro detenuto da due degli imputati. In totale sono 145 imputati. Riconosciuti anche provvisionali risarcimenti per le parti civili: Regione Lombardia, i comuni di Milano e Varese, la Città metropolitana e le associazioni Libera e Wikimafia. </p>
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		<item>
		<title>Strage di Cutro, processo alle divise: Gup Crotone ammette superstiti, familiari vittime ed ong</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-di-cutro-processo-alle-divise-gup-crotone-ammette-superstiti-familiari-vittime-ed-ong/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 13:12:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, questa mattina ha ammesso 88 parti civili (su 113) nel processo sui presunti mancati soccorsi all&#8217;imbarcazione il cui naufragio a Steccato di Cutro è costato la vita a 94 persone tra cui 35 minori con un numero imprecisato di dispersi. Sono 25, infatti, le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, questa mattina ha ammesso 88 parti civili (su 113)<br />
nel processo sui presunti mancati soccorsi all&#8217;imbarcazione il cui naufragio a Steccato di Cutro è costato la vita a 94 persone tra cui 35 minori con un numero imprecisato di dispersi. Sono 25, infatti, le parti civili non ammesse dal gup che stamane ha sciolto la riserva sulle eccezioni presentate dai difensori dei quattro militari della Guardia di finanza e dei due della Guardia Costiera accusati dalla procura della Repubblica di Crotone di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Lo scorso 26 maggio i difensori degli imputati avevano chiesto l&#8217;esclusione di 27 tra associazioni, partiti ed enti &#8211; ritenendo infondate le richieste &#8211; e di 67 persone tra superstiti e vittime della strage sia per questioni formali nella presentazione della costituzione di parte civile che per la mancata verifica di rapporti di parentela. Il gup, rigettando le eccezioni della difesa, ha ammesso come parte civile tutti i superstiti ed i familiari delle vittime del naufragio sostenendo che le contestazioni della difesa &#8220;attengono al merito&#8221; e che &#8220;l&#8217;effettiva sussistenza e consistenza potrà e dovrà essere dimostrata nel corso del processo&#8221;.</p>
<p>Ammessa la costituzione di parte civile per le principali Ong: Handrbreit &#8211; Nautical Safety solutions GGMBHm, Emergency, Sea Whatch, Sos Mediterranee Italia, Mediterranea Saving Humans, Sos Humanity poiché, ha scritto il gup, &#8220;si occupano di soccorsi in mare, perseguendo quale primario obiettivo, nel quale sono immedesimate, la tutela della vita e l&#8217;incolumità individuale&#8221;. Tra le richieste non ammesse, invece, ci sono quelle presentate dai due pakistani, Hasab Hussein e Khalid Arslan che sono stati condannati perché riconosciuti colpevoli di essere tra gli scafisti del caicco naufragato.</p>
<p>Tra gli altri il gup ha rigettato la costituzione di parte civile della Regione Calabria (per la quale era stata comunque chiesta la revoca dalla stessa parte) e, tra le altre, quelle di Rifondazione Comunista, Arci nazionale, Mem.Med. Associazione per gli Studi Giuridici sull&#8217;Immigrazione, Melting Pot, Cittadinanza attiva e dell&#8217;associazione Sabir che è stata in prima linea nell&#8217;assistenza ai superstiti ed alle famiglie delle vittime in occasione del naufragio. L&#8217;udienza preliminare proseguirà il 9 giugno prossimo. Non è certo che la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per i militari sia presa in quella data.</p>
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		<item>
		<title>Strage di Cutro, Gup di Crotone decide su ammissione richieste parte civile contro militari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strage-di-cutro-gup-di-crotone-decide-su-ammissione-richieste-parte-civile-contro-militari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 21:30:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di martedì 27 maggio il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, comunicherà l&#8217;ammissione delle richieste di parti civili al processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love il cui naufragio, avvenuto a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, causò la morte di 94 persone, tra cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di martedì 27 maggio il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, comunicherà l&#8217;ammissione delle richieste di parti civili al processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love il cui naufragio, avvenuto a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, causò la morte di 94 persone, tra cui 35 minori, e un numero imprecisato di dispersi. La Regione Calabria, intanto, così come aveva annunciato, ha ritirato la propria richiesta.Il gup deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di quattro militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera. Si tratta di Giuseppe Grillo, capo turno della sala operativa del Comando provinciale della Guardia di Finanza e del Reparto operativo aeronavale (Roan) di Vibo Valentia; Alberto Lippolis, comandante del Roan di Vibo Valentia; Antonino Lopresti, ufficiale in comando tattico e controllo tattico al Roan di Vibo Valentia; Nicolino Vardaro, comandante del gruppo aeronavale di Taranto; Francesca Perfido, ufficiale di ispezione presso l&#8217;Italian Maritime Rescue Coordination Center (Imrcc) di Roma; Nicola Nania, ufficiale di ispezione al Centro secondario del Soccorso marittimo (V Mrsc) di Reggio Calabria. La Procura della Repubblica di Crotone contesta agli imputati i reati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, evidenziando una serie di negligenze e sottovalutazioni nelle operazioni di soccorso.</p>
<p>Nella scorsa udienza, svolta il 12 maggio, erano state depositate 113 richieste di costituzione di parte civile, provenienti principalmente da familiari delle vittime e dai superstiti della strage, ma anche da numerose associazioni e da partiti politici.<br />
Tra le parti civili c&#8217;era anche quella della Regione Calabria che, però, stamattina è stata ritirata su disposizione della Giunta regionale che nelle scorse settimane aveva specificato di costituirsi solo contro gli scafisti. L&#8217;udienza preliminare è stata caratterizzata dalle eccezioni degli avvocati degli imputati per chiedere l&#8217;estromissione dalle parti civili di gran parte delle associazioni in quanto non hanno un interesse diretto nella vicenda. Inoltre, è stato chiesto anche di estromettere alcuni familiari delle vittime poiché non sarebbe provato il rapporto di parentela.</p>
<p>Gli avvocati delle parti civili hanno ribattuto citando diverse sentenze che riconoscono il diritto alla costituzione di parte civile e rimandano la questione della verifica delle parentele al giudice dell&#8217;eventuale processo. Tra le associazioni e organizzazioni non governative che hanno chiesto di costituirsi parte civile figurano Arci, Codacons, Emergency, SOS Humanity, Sea Watch, Luis Michel, SOS Mediterranee Italia, Mediterranea, l&#8217;Associazione per gli Studi Giuridici sull&#8217;Immigrazione (ASGI), Rifondazione Comunista.</p>
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		<item>
		<title>Bimbo calabrese morto a due anni al &#8220;Bambino Gesù&#8221;: chiesto processo per cinque medici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bimbo-calabrese-morto-a-due-anni-al-bambino-gesu-chiesto-processo-per-cinque-medici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2025 07:30:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dovranno comparire davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Roma il prossimo 26 marzo i cinque medici dell’ospedale &#8216;Bambino Gesù&#8217; accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di un bimbo di due anni Giacomo Francesco Saccomnanno, deceduto il 3 gennaio del 2019 e a cui, secondo l’accusa, era stato impiantato in modo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dovranno comparire davanti al Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Roma il prossimo 26 marzo <strong>i cinque medici</strong> dell’ospedale &#8216;Bambino Gesù&#8217; accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di un bimbo di due anni <strong>Giacomo Francesco Saccomnanno</strong>, deceduto il 3 gennaio del 2019 e a cui, secondo l’accusa, era stato <strong>impiantato in modo errato un pacemaker</strong>. Sul caso era stata aperta una prima inchiesta poi archiviata e successivamente, sulla base di ulteriori elementi portati all’attenzione dei magistrati di piazzale Clodio è stato aperto un nuovo fascicolo nei confronti dei medici. Ora per loro la <strong>procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio</strong>.</p>
<p>Il piccolo, nato a<strong> Rosarno</strong> (Reggio Calabria) e affetto dalla nascita da una grave patologia cardiaca, era stato sottoposto a un intervento al centro cardiologico pediatrico Mediterraneo dell&#8217;ospedale Bambino Gesù del San Vincenzo di Taormina. Il bimbo mentre si trovava in Calabria era stato trasferito poi a Roma, dove è deceduto.</p>
<p><strong>Secondo l’accusa </strong>formulata dalla procura i medici dell’ospedale romano intervennero con &#8220;<strong>macroscopico ritardo</strong>&#8220;, e vennero &#8220;mal posizionate le cannule arteriosa e venosa a sinistra del collo al paziente” che versava in “<strong>arresto cardiocircolatorio prolungato</strong>”. Da parte dei medici indagati, secondo la procura, ci fu &#8220;negligenza, imprudenza e imperizia&#8221;. Nel procedimento i genitori del bimbo si costituiranno parte civile assistiti, dagli avvocati Jacopo Macrì e Domenico Naccari.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Processo con rito abbreviato &#8216;Reset&#8217;, Gup Castrovillari: 83 condanne e 36 assoluzioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-con-rito-abbreviato-reset-gup-castrovillari-83-condanne-e-36-assoluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 17:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine di due ore di camera di consiglio il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Castrovillari, Fabiana Giacchetti, ha emesso la sentenza nell&#8217;ambito del processo con rito abbreviato denominato &#8216;Reset&#8217;, istruito dalla Dda di Catanzaro contro la ‘ndrangheta confederata di Cosenza. Ottantatré condanne a pene variabili dai due ai 20 anni di reclusione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine di due ore di camera di consiglio il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Castrovillari, Fabiana Giacchetti, ha emesso la sentenza nell&#8217;ambito del processo con rito abbreviato denominato &#8216;Reset&#8217;, istruito dalla Dda di Catanzaro contro la ‘ndrangheta confederata di Cosenza. Ottantatré condanne a pene variabili dai due ai 20 anni di reclusione e 36 assoluzioni.</p>
<p>Tra gli assolti c’è l’assessore in carica alla Polizia municipale e Manutenzione del Comune di Cosenza, Francesco De Cicco. All’epoca dei fatti, nel 2022, era assessore alla manutenzione e al decoro urbano. Nei suo confronti i pm Corrado Cubellotti e Vito Valerio avevano invocato quattro anni e dieci mesi di reclusione. Nel corso dell’operazione Reset, il primo settembre 2022, il gip dispose i domiciliari per De Cicco perché accusato di associazione finalizzata al gioco d’azzardo aggravata dalle finalità mafiose.<br />
L’assessore, poi sospeso, tornò in libertà il sette aprile 2023 dopo la sentenza della Cassazione che aveva annullato l’ordinanza con cui il Tribunale della Libertà aveva confermato la misura cautelare disponendo l’obbligo di dimora.</p>
<p>Tra i condannati ci sono i vertici della consorteria come Marco Abbruzzese (20 anni di reclusione), Antonio Abbruzzese, di 40 anni (20 anni di reclusione), Antonio Abruzzese alias Strusciatappine (14 anni e un mese), Luigi Abbruzzese (20 anni), Fiore Bevilacqua alias “Mano Mozza” (19 anni). Sono tutti appartenenti al clan degli Zingari. Condannati anche vecchi boss di calibro, oggi ergastolani, come Gianfranco Ruà (13 anni e 8 mesi) e Gianfranco Bruni (11 anni).</p>
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		<title>Omicidio di Francesco Prisco nel cosentino, Gup di Paola condanna i tre imputati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 16:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
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		<category><![CDATA[Gup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La gup del tribunale di Paola Roberta Carotenuto, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato i tre imputati per l&#8217;omicidio di Francesco Prisco (nella foto), ucciso a febbraio 2023 a Tortora. In particolare, la gup ha applicato la pena di 15 anni di reclusione per Angelo Lentini, di 42 anni, di Praia a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La gup del tribunale di Paola Roberta Carotenuto, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato i tre imputati per l&#8217;omicidio di <strong>Francesco Prisco</strong> (<em>nella foto</em>), ucciso a febbraio 2023 a Tortora. In particolare, la gup ha applicato la pena di 15 anni di reclusione per <strong>Angelo Lentini</strong>, di 42 anni, di Praia a Mare, ritenuto l&#8217;esecutore materiale del delitto, e per <strong>Jonathan Russo</strong> (39), di Praia a Mare, mentre <strong>Michele Tufano</strong> (39), di Napoli ma residente a Tortora, è stato condannato a 16 anni di reclusione in considerazione della recidiva. Per i tre imputati, nell&#8217;udienza di martedì scorso, il pm aveva formulato richieste di pena superiori: 20 anni per Lentini e Tufano, 18 anni per Russo.</p>
<p>La giudice si è riservata di depositare entro 90 giorni le motivazioni della sentenza, all&#8217;esito delle quali i legali valuteranno la possibilità o meno di ricorrere ed ha disposto la liquidazione del risarcimento del danno in favore dei genitori di Francesco Prisco. <strong>Prisco</strong>, 32enne all&#8217;epoca dei fatti, era stato ferito da <strong>colpi di arma da fuoco nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 febbraio 2023</strong>, nei pressi della sua abitazione in via Ruggiero Pucci a Marina di Tortora. L&#8217;uomo era stato trasportato in condizioni gravi all&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza, dove è poi <strong>deceduto nella notte tra domenica 26 e lunedì 27 febbraio 2023</strong> a causa delle gravi ferite riportate nell&#8217;agguato.</p>
<p>Il 16 marzo successivo, i carabinieri della Compagnia di Scalea avevano arrestato i tre imputati. Stando a quanto emerso dalle indagini <strong>era stato lo stesso Prisco, nel corso dei primi soccorsi ricevuti, a fare i nomi degli autori dell&#8217;agguato e a indicare con precisione ai carabinieri chi dei tre gli aveva sparato con un fucile.</strong> L&#8217;arma non è stata ritrovata.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>&#8220;Era pronto a ucciderlo&#8221;: le motivazioni della condanna a 20 anni per l&#8217;aggressore di Davide Ferrerio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2023 13:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ferrerio]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicolò Passalacqua]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nicolò Passalacqua (<em>fotino in alto</em>) massacrò Davide Ferrerio, quell’11 agosto di un anno fa, ben sapendo quello che faceva. &#8220;La sua condotta era finalizzata a cagionare indifferentemente lesioni gravissime o la morte&#8221;. Scrive così il giudice dell’udienza preliminare di Crotone Elvezia Cordasco nel motivare la sentenza con cui il 21 aprile scorso ha condannato a 20 anni e quattro mesi, in abbreviato, il ventiduenne accusato del tentato omicidio di Davide, 21 anni, il bolognese assalito per uno scambio di persona a Crotone e da allora in coma irreversibile.</p>
<p>La gup, nel formulare la condanna, ha tenuto conto della condotta dell’imputato non solo al momento del fatto – &#8220;già nervoso per altri motivi scaricava l’ira su Ferrerio, che colto di sorpresa non poteva difendersi, poi lasciatolo esanime al suolo andava via con fare soddisfatto e glorioso –, ma pure dopo. Specialmente considerando il suo &#8220;pentimento, se tale può essere definito&#8221;, che risulta &#8220;derivato solo dal fatto che Ferrerio non fosse colui che stava inviando i messaggi alla Perugino, ma un soggetto che non c’entrava nulla&#8221; e non per la condotta vera e propria. Martina Perugino, oggi diciottenne, è la giovane per cui Passalacqua aveva &#8220;una cotta&#8221;: fu per &#8220;difenderne il possesso&#8221; che aggredì Davide, scambiandolo per l’ignoto interlocutore che da qualche tempo le scriveva tramite un account Instagram falso. Per &#8220;punire&#8221; questo sconosciuto quella sera il gruppo composto da Passalacqua e Perugino, dalla madre di lei Anna e dal compagno di questa Andrej Gaju (Martina è stata condannata dal tribunale dei minori, per i due adulti è in corso il processo per concorso anomalo in tentato omicidio) e altri, aveva deciso di organizzare una &#8220;spedizione&#8221;. Il reale interlocutore, si scoprì poi, era il trentenne Alessandro Curto, che scrisse il famigerato messaggio &#8220;ho la camicia bianca&#8221; depistando Passalacqua che si scagliò contro Davide, che per puro caso indossava quel capo. Il suo messaggio arrivò 13 secondi dopo la comparsa del bolognese sulla strada, secondo le telecamere.</p>
<p>&#8220;Sono molto dispiaciuto di questa vicenda, non volevo, mi reputo una vittima – disse Passalacqua in aula –, sono stato giostrato, hanno fatto andare di mezzo un ragazzo che non c’entrava. Alla fine non è stato un bel gesto, mi ha macchiato. Davide sta lottando tra la vita e la morte e non sa il motivo&#8230; Se potessi dare la mia vita gliela darei&#8221;. Ma il giudice, nient’affatto persuasa da questo pentimento, nota come al momento dei fatti lui fosse &#8220;pienamente convinto di aggredire l’ignoto interlocutore, per punirlo e vendicare l’affronto subito in amore&#8221;, tant’è che prima di sapere dello scambio di persona il suo unico rammarico era di averla aggredita davanti all’amata e sua madre. Evidenti poi, per il gup, l’aggravante dei motivi abietti e futili del gesto: &#8220;una reazione sproporzionata al desiderio di difendere ’cioè che è suo’ (la ragazza), un sentimento di possesso ben lontano dalla gelosia&#8221;.<br />
(<em>Fonte: ilrestodelcarlino.it</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="l4dRSDncql"><p><a href="https://www.calabrianews.it/pestaggio-di-davide-ferrerio-a-crotone-gup-condanna-nicolo-passalacqua-a-20-anni-e-4-mesi-di-reclusione/">Pestaggio di Davide Ferrerio a Crotone, Gup condanna Nicolò Passalacqua a 20 anni e 4 mesi di reclusione</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Pestaggio di Davide Ferrerio a Crotone, Gup condanna Nicolò Passalacqua a 20 anni e 4 mesi di reclusione&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/pestaggio-di-davide-ferrerio-a-crotone-gup-condanna-nicolo-passalacqua-a-20-anni-e-4-mesi-di-reclusione/embed/#?secret=XTn5DpknXk#?secret=l4dRSDncql" data-secret="l4dRSDncql" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/era-pronto-a-ucciderlo-le-motivazioni-della-condanna-a-20-anni-per-laggressore-di-davide-ferrerio/">&#8220;Era pronto a ucciderlo&#8221;: le motivazioni della condanna a 20 anni per l&#8217;aggressore di Davide Ferrerio</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Reggio Calabria, processo di &#8216;ndrangheta &#8220;Epicentro&#8221;: Gup emette 53 sentenze di condanna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 12:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Cinquantatré condanne e 5 assoluzioni: è la sentenza emessa dopo 4 giorni di camera di consiglio dal Gup di Reggio Calabria nel processo in abbreviato &#8220;Epicentro&#8221;. Tra gli imputati ci sono presunti boss e gregari delle principali famiglie mafiose della città per i quali il procuratore Giovanni Bombardieri e i pm della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Cinquantatré condanne e 5 assoluzioni: è la sentenza emessa dopo 4 giorni di camera di consiglio dal Gup di Reggio Calabria nel processo in abbreviato &#8220;Epicentro&#8221;. Tra gli imputati ci sono presunti boss e gregari delle principali famiglie mafiose della città per i quali il procuratore Giovanni Bombardieri e i pm della Dda Stefano Musolino, Walter Ignazitto, Nicola De Caria e Giovanni Calamita avevano chiesto quasi 800 anni di carcere.</p>
<p>Associazione mafiosa, estorsioni e danneggiamenti le principali accuse contestate a esponenti delle cosche De Stefano-Tegano-Molinetti, Libri, Condello, Barreca, Rugolino, Ficara, Latella e Zito-Bertuca.<br />
La pena più pesante, 23 anni di carcere, è stata inflitta a Domenico Calabrò, ritenuto il principale consigliere del boss ergastolano Filippo Barreca. Quest&#8217;ultimo è stato condannato a 20 anni così come Demetrio Condello, Carmine De Stefano, Orazio De Stefano, Antonio Libri e Luigi Molinetti detto &#8220;la Belva&#8221;.</p>
<p>Condannati anche Donatello Canzonieri (19 anni e 8 mesi), Giandomenico Condello (18 anni e 10 mesi), Giorgino De Stefano detto &#8220;Malefix&#8221; (12 anni e 8 mesi), Paolo Rosario De Stefano (14 anni), Edoardo Mangiola (18 anni), Alfonso Molinetti di 65 anni (12 anni e 2 mesi), Antonino Monorchio (16 anni e 8 mesi), Carmine Polimeni (16 anni) e Domenico Tegano (18 anni). Sono stati assolti Demetrio Gattuso, Luana Barreca, Giuseppe Campolo, Antonio Cappelleri e Maria Modafferi.</p>
<p>Nato da tre inchieste, &#8220;Malefix&#8221;, &#8220;Metameria&#8221; e &#8220;Nuovo corso&#8221;, il maxi-processo &#8220;Epicentro&#8221; è la prosecuzione dei processi &#8220;Olimpia&#8221; e &#8220;Meta&#8221;. Dalle indagini è emersa una &#8216;ndrangheta &#8220;destefanocentrica&#8221;. La cosca di Archi per la Dda è &#8220;la più potente e autorevole, quella di fronte alla quale tutti alla fine fanno un passo indietro&#8221;. Stando ai pm a Reggio si è concretizzata &#8220;la definitiva ed unitaria sinergia tra famiglie mafiose a prescindere dalle contrapposizioni e dalle divisioni del passato&#8221;. In 2 memorie depositate si legge che &#8220;gli imputati hanno scientemente alimentato il perverso circuito mafioso che da decenni funesta il territorio reggino, soffocato dal clima di omertà e reticenza e limitato nella crescita economica per effetto del sistematico ricorso alla pratica del racket&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Tamponi agli &#8216;amici&#8217;: Procura Paola chiede processo per ex direttore sanitario spoke Paola-Cetraro e altri 3 indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tamponi-agli-amici-procura-paola-chiede-processo-per-ex-direttore-sanitario-spoke-paola-cetraro-e-altri-3-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 15:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Gup]]></category>
		<category><![CDATA[Paola-Cetraro]]></category>
		<category><![CDATA[rinvio giudizio. Cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[tamponi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Peculato, truffa, falso e turbativa d’asta. Sono queste le ipotesi di reato che hanno portato il sostituto procuratore di Paola (CS), Teresa Valeria Grieco, in qualità di pm a chiedere il rinvio a giudizio per l&#8217;ex direttore sanitario dello spoke Paola-Cetraro, Vincenzo Cesareo, per Salvatore Pace, Nicola Lucieri e Franco Tripicchio. Tutti coinvolti nell&#8217;inchiesta della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Peculato, truffa, falso e turbativa d’asta. Sono queste le ipotesi di reato che hanno portato il sostituto procuratore di Paola (CS), Teresa Valeria Grieco, in qualità di pm a chiedere il rinvio a giudizio per l&#8217;ex direttore sanitario dello spoke Paola-Cetraro, Vincenzo Cesareo, per Salvatore Pace, Nicola Lucieri e Franco Tripicchio. Tutti coinvolti nell&#8217;inchiesta della Procura di Paola che ipotizza anche presunti favoritismi sui tamponi e vaccini anti Covid. </p>
<p>La richiesta del pm è arrivata, nelle scorse ore, durante lo svolgimento dell’udienza preliminare davanti al Gup al quale, invece, i legali degli indagati, hanno chiesto il proscioglimento con la motivazione che &#8220;il fatto non costituisce reato, essendo intervenuti numerosi provvedimenti del commissario che esortavano alla vaccinazione&#8221;. Al termine di una breve camera di consiglio, il Gup ha emesso un &#8220;provvedimento interlocutorio&#8221; nel quale ha chiesto al pubblico ministero di modificare alcuni capi di imputazione. L’udienza, quindi, è stata aggiornata al prossimo 8 marzo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/tamponi-agli-amici-procura-paola-chiede-processo-per-ex-direttore-sanitario-spoke-paola-cetraro-e-altri-3-indagati/">Tamponi agli &#8216;amici&#8217;: Procura Paola chiede processo per ex direttore sanitario spoke Paola-Cetraro e altri 3 indagati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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