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	<title>grandi Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Nov 2025 17:51:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Grandi opere: in Calabria mancano 5mila lavoratori di manodopera specializzata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandi-opere-in-calabria-mancano-5mila-lavoratori-di-manodopera-specializzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con la sottoscrizione dei protocolli di legalità avvenuta nei giorni scorsi presso le Prefetture di Catanzaro e Cosenza, relativi all’ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, si apre una fase cruciale per lo sviluppo della Calabria. L’avvio dei nuovi grandi cantieri infrastrutturali rappresenta un’opportunità senza precedenti per rilanciare il settore delle costruzioni, creare occupazione stabile e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con la sottoscrizione dei protocolli di legalità avvenuta nei giorni scorsi presso le Prefetture di Catanzaro e Cosenza, relativi all’ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, si apre una fase cruciale per lo sviluppo della Calabria. L’avvio dei nuovi grandi cantieri infrastrutturali rappresenta un’opportunità senza precedenti per rilanciare il settore delle costruzioni, creare occupazione stabile e portare innovazione nei processi produttivi&#8221;. Parole di Simone Celebre, segretario generale Fillea Cgil Calabria.<br />
&#8220;La nostra regione- aggiunge &#8211; si prepara a diventare un vero e proprio laboratorio nazionale per l’edilizia. Sono già in fase di completamento i lavori del Terzo Megalotto della SS106 nell’Alto Ionio cosentino, tra Sibari e Roseto Capo Spulico, con un avanzamento del 76%. Entro fine anno sarà consegnato il primo lotto funzionale di 18 chilometri. Nel 2026 partiranno inoltre i lavori per il lotto Corigliano-Rossano, il raddoppio della Galleria Santomarco e i nuovi tratti della SS106 tra Catanzaro e Crotone.<br />
Grandi player nazionali e internazionali già presenti o in arrivo in Calabria: Webuild, Consorzio Eteria, De Sanctis, INC, Pizzarotti, Salc, Sposato Costruzioni, Medil e altri ancora. Una concentrazione di imprese e know-how mai vista prima operare contemporaneamente nella nostra terra. Ma questa grande occasione, che potrebbe garantire occupazione a circa 5.000 lavoratori, si scontra con un dato preoccupante: la mancanza di manodopera qualificata. Nei prossimi mesi serviranno operai specializzati, tecnici, ingegneri, saldatori, muratori, manovali, carpentieri, escavatoristi. E la Calabria non può permettersi di perdere questo treno per carenza di forza lavoro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per questo è necessario, e lo ribadiamo con forza, &#8211; dice Celebre &#8211; un piano straordinario di formazione regionale senza precedenti, da avviare in tempi strettissimi e con l’ausilio delle scuole di formazione del settore edile, cioè quelli che fanno la vera formazione in edilizia. Un investimento che sia destinato alla formazione di disoccupati e non solo, per attrarre giovani nel settore, professionalizzare le nuove generazioni e garantire qualità del lavoro, sicurezza, diritti e dignità&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Fillea CGIL Calabria chiede un’assunzione di responsabilità collettiva: istituzioni, imprese, enti bilaterali dell’edilizia e parti sociali devono agire subito, insieme, per formare le maestranze del futuro e scongiurare il rischio di cantieri rallentati o fermi. La Calabria può diventare un modello di sviluppo. Ma solo se saprà costruire davvero il proprio futuro, mettendo le persone al centro, non solo le opere. Un’Italia che costruisce, che investe e che finalmente guarda al Sud come motore di crescita, e non più come frontiera da sorvegliare&#8221;- conclude il segretario generale Fillea Cgil Calabria..</p>
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		<title>Allarme da relazione Dia: cresce interesse &#8216;ndrangheta per controllo grandi opere, sanità e rifiuti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/allarme-da-relazione-dia-cresce-interesse-ndrangheta-per-controllo-grandi-opere-sanita-e-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 14:43:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata resa nota e presentata oggi nella sede della Stampa estera la Relazione sull&#8217;attività svolta dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) nel 2024. Le cosche &#8211; tra l&#8217;altro si legge &#8211; avrebbero evidenziato un crescente interesse nel controllo delle grandi opere pubbliche e nella gestione delle risorse economiche degli enti locali, come nel caso delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata resa nota e presentata oggi nella sede della Stampa estera la Relazione sull&#8217;attività svolta dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) nel 2024. Le cosche &#8211; tra l&#8217;altro si legge &#8211; avrebbero evidenziato un crescente interesse nel controllo delle grandi opere pubbliche e nella gestione delle risorse economiche degli enti locali, come nel caso delle aziende ospedaliere o dei servizi di raccolta rifiuti&#8221;. La &#8216;ndrangheta &#8211; viene sottolineato &#8211; è un fenomeno di portata internazionale che, tuttavia, continua a mantenere le sue radici nella provincia di Reggio Calabria, fonte di legittimazione di tutte le decisioni strategiche. La &#8216;ndrangheta, come ormai noto, è un fenomeno di portata internazionale che, tuttavia, continua a mantenere le sue radici nella provincia di Reggio Calabria, fonte di legittimazione di tutte le decisioni strategiche&#8221;.</p>
<p>&#8220;La delocalizzazione delle proprie attività criminali tramite centri decisionali fuori Regione &#8211; sottolinea la Dia &#8211; risponde, infatti, ad una regia collegata al territorio d&#8217;origine da cui promana il beneplacito alla conclusione di affari e alla stipula di nuove alleanze senza mai rinunciare al ricorso all&#8217;uso della violenza, soprattutto nei territori di origine, ove nel corso del 2024 si è registrato un numero rilevante di atti intimidatori, diretti contro amministratori o rappresentanti di enti locali, membri delle Forze dell&#8217;ordine, giornalisti e imprenditori&#8221;. La Calabria, si afferma nella relazione, &#8220;continua a rappresentare un terreno fertile per le organizzazioni mafiose che, approfittando delle difficoltà eco- nomiche e delle vulnerabilità strutturali, riescono a infiltrarsi nei settori produttivi legali.</p>
<p>L&#8217;analisi delle attività di contrasto, sul piano preventivo e repressivo, poste in essere dalle Istituzioni hanno documentato numerosi tentativi di infiltrazione e condizionamenti nei settori legati agli appalti pubblici, alla grande distribuzione organizzata e al comparto agricolo. Le cosche avrebbero evidenziato, in particolare, un crescente interesse nel controllo delle grandi opere pubbliche e nella gestione delle risorse economiche degli Enti locali, come nel caso delle aziende ospedaliere o dei servizi di raccolta rifiuti&#8221;.  La Calabria, inoltre, &#8220;è l&#8217;origine di una combinazione di simboli e tradizioni di primaria importanza, che cementificano il senso di appartenenza caratterizzante, anche fuori confine, l&#8217;impermeabilità delle cosche a condizionamenti esterni&#8221;.</p>
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		<title>Società Stretto di Messina: altezza ponte non è ostacolo per navigazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/societa-stretto-di-messina-altezza-ponte-non-e-ostacolo-per-navigazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 12:28:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La società Stretto di Messina &#8220;conferma quanto già comunicato: il franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è di 72 metri per una larghezza di 600 metri e si riduce a 65 metri, in presenza di condizioni eccezionali di traffico pesante stradale e ferroviario, assolutamente gestibile. Si tratta di un&#8217;altezza in linea o superiore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La società Stretto di Messina &#8220;conferma quanto già comunicato: il franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è di 72 metri per una larghezza di 600 metri e si riduce a 65 metri, in presenza di condizioni eccezionali di traffico pesante stradale e ferroviario, assolutamente gestibile. Si tratta di un&#8217;altezza in linea o superiore ai ponti esistenti sulla grandi vie di navigazione internazionali. Le oscillazioni delle navi di 5/10 metri a causa del moto ondoso, richiamate da &#8220;analisi indipendenti&#8221; e riportate dai media, non trovano alcun riscontro nella realtà dello Stretto di Messina. Onde di 9 metri si sono verificate solo in occasione del maremoto del 1908&#8243;.</p>
<p>Inoltre- si legge in una nota &#8211; &#8220;non si tiene conto della possibilità delle navi di ridurre l&#8217;altezza dell&#8217;imbarcazione: alberi e fumaioli reclinabili, stive di zavorra per raccogliere acqua di mare che abbassano la linea di galleggiamento. Operazioni che vengono compiute usualmente dalle grandi navi container che accedono al Mediterraneo passando per il canale di Suez sotto l&#8217;Al Salam Bridge, il cui franco navigabile è inferiore ai 72 metri che saranno disponibili sullo Stretto di Messina&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Ammiraglio Nunzio Martello, Coordinatore del Tavolo Tecnico per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Messina per la realizzazione del ponte, spiega al riguardo che: &#8220;Il tema del franco navigabile del ponte sullo Stretto di Messina è stato ampiamente analizzato attraverso un approfondito esame del traffico degli ultimi anni nello Stretto, suddiviso per le diverse imbarcazioni. Nessuna nave in transito nel 2023 sarebbe stata impossibilitata a passare con il ponte&#8221;.</p>
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		<title>Ad Stretto di Messina Ciucci rassicura: grandi navi possono transitare sotto il Ponte</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ad-stretto-di-messina-ciucci-rassicura-grandi-navi-possono-transitare-sotto-il-ponte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 06:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Ciucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fra le diverse critiche e perplessità intorno alla costruzione del Ponte sullo Stretto, in queste ore, sta emergendo il rischio che l&#8217;opera sia troppo bassa per consentire la navigazione di grandi navi e che, comunque, la sua prospettata realizzazione certamente implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione (si parla, ad esempio, di senso unico alternato), che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fra le diverse critiche e perplessità intorno alla costruzione del <strong>Ponte sullo Stretto</strong>, in queste ore, sta emergendo il rischio che l&#8217;opera <strong>sia troppo bassa per consentire la navigazione di grandi navi </strong>e che, comunque, la sua prospettata realizzazione certamente implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione (<em>si parla, ad esempio, di senso unico alternato</em>), che dovranno essere preventivamente concordate a livello internazionale, a norma della Convenzione Onu sul diritto del mare. Sulla questione è intervenuto con un colloquio con l&#8217;Ansa, l&#8217;amministratore delegato della Stretto di Messina, <strong>Pietro Ciucci</strong>, dopo che il presidente di <strong>Federlogistica, Luigi Merlo</strong>, ha ribadito ieri, lo aveva già detto a febbraio scorso, che <strong>65 metri di altezza sono troppo pochi per le grandi navi</strong>.</p>
<p>&#8220;Il <strong>franco navigabile</strong> del ponte sullo Stretto &#8211; ha detto Ciucci &#8211;  è di 72 metri per una larghezza di 600 metri e <strong>si riduce a 65 metri, solo in presenza di condizioni eccezionali</strong> di traffico pesante stradale e ferroviario. Questi parametri sono in linea con i ponti esistenti sulle grandi vie di navigazione internazionali, in coerenza con le procedure stabilite dalle norme Imo (<em>International Maritime Organization</em>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ricordo inoltre che sul tema della <strong>sicurezza della navigazione</strong> sia per la fase di costruzione che di esercizio del ponte, con particolare riferimento anche al franco navigabile, è stato istituito dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti uno specifico tavolo tecnico coordinato dall&#8217;Ammiraglio Nunzio Martello&#8221;, ha aggiunto Ciucci, spiegando che &#8220;la commissione ha già effettuato un <strong>esame approfondito</strong> del traffico degli ultimi anni nello Stretto, suddiviso per le diverse imbarcazioni, dal quale <strong>non emergono criticità</strong> legate al ponte&#8221;.</p>
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		<title>Munari: il Ponte sullo Stretto implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/munari-il-ponte-sullo-stretto-implichera-ulteriori-misure-restrittive-della-navigazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2024 06:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Munari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’attenzione mediatica relativa al ponte sullo Stretto di Messina si è molto concentrata sui costi, sull’impatto per la mobilità, sulla sicurezza intrinseca dell’opera. Meno attenzione sembra per ora essere stata posta sui profili “esterni” al ponte stesso, e cioè quelli relativi alla navigazione sullo Stretto a valle della sua prospettata realizzazione. Eppure, il tema della coesistenza tra ponte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“L’attenzione mediatica relativa al <strong>ponte sullo Stretto di Messina</strong> si è molto concentrata sui costi, sull’impatto per la mobilità, sulla sicurezza intrinseca dell’opera. Meno attenzione sembra per ora essere stata posta sui profili “esterni” al ponte stesso, e cioè quelli relativi alla navigazione sullo Stretto a valle della sua prospettata realizzazione. <strong>Eppure, il tema della coesistenza tra ponte e traffico marittimo appare cruciale, per diversi motivi</strong>”. Questo il punto di vista del professor <strong>Francesco Munari</strong>, <strong>ordinario di diritto dell’Unione Europea all’università di Genova, espresso in un commento sul <em>Sole24Ore</em>. </strong></p>
<p>Quali i punti finora non evidenziati dal dibattito pubblico? “Il primo – sostiene Munari – attiene al <strong>regime della navigazione</strong>. A quanto si sa, il progetto del ponte prevede un <strong>franco navigabile di 50 metri di altezza ai lati del ponte, e di 65 metri al centro</strong>. Già oggi la navigazione lungo lo Stretto è gestita con schemi di separazione del traffico, cioè lungo corsie di marcia che le navi debbono percorrere, e già oggi, a fronte di circa 13mila transiti all’anno di navi mercantili, sono diverse centinaia le navi con altezza superiore ai 50 metri che attraversano lo Stretto lungo la direttrice verticale. <strong>La costruzione del Ponte certamente implicherà ulteriori misure restrittive della navigazione</strong> (si parla, ad esempio, di senso unico alternato), che dovranno essere preventivamente concordate a livello internazionale, a norma della Convenzione Onu sul diritto del mare. <strong>In ogni caso, bene sarebbe valutare appieno le conseguenze di tali nuove misure anche sulle scelte di opportunità per una nave nel percorrere lo Stretto</strong>“.</p>
<div class="code-block code-block-1">
<p>Il secondo aspetto da valutare, secondo il docente, riguarda la compatibilità del progetto con gli aspetti ingegneristici di molte navi già in esercizio, secondo una tendenza ad aumentare le dimensioni e quindi la capacità di carico. “Considerata la costante crescita delle dimensioni delle navi, andrebbe forse meglio approfondita – scrive Munari – l’idea di realizzare un’infrastruttura secondo un progetto che, già oggi, impedirà a non poche navi la navigazione lungo lo Stretto. A questo proposito, non parrebbe persuasivo impostare come limite dell’air draught quello di 65 metri (sopra quel limite di altezza le navi sarebbero fisicamente impossibilitate a transitare sotto il Ponte), mentre da 50 a 65 metri il passaggio sarebbe consentito lungo una corsia centrale, che si stima essere larga circa 600 metri: <strong>incidenti gravi, come quello recentissimo della “Dali” a Baltimora, impongono di considerare il rischio che, in caso di avaria, navi più alte di 50 metri possano comunque deviare la propria rotta e colpire il Ponte”. </strong>“Non si tratta di ipotesi fantascientifiche alla “Godzilla”… Questi scenari – conclude Munari – vanno allora adeguatamente considerati, a conferma che, per progetti così ambiziosi, parrebbero sconsigliabili effetti annuncio o eccessive semplificazioni”.</p>
</div>
<div class="code-block code-block-2"></div>
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		<item>
		<title>I più grandi calciatori di origine calabrese: da Gattuso a Berardi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-piu-grandi-calciatori-di-origine-calabrese-da-gattuso-a-berardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 11:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Berardi]]></category>
		<category><![CDATA[calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Gattuso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria non è soltanto una Regione conosciuta per le sue splendide mete di villeggiatura ma anche per essere stata &#8211; ed essere ancora &#8211; una culla molto importante e accogliente in ambito calcistico. Questa regione infatti ha saputo crescere alcuni dei talenti più importanti delle ultime decadi in Italia, calciatori che hanno in qualche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/i-piu-grandi-calciatori-di-origine-calabrese-da-gattuso-a-berardi/">I più grandi calciatori di origine calabrese: da Gattuso a Berardi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Calabria non è soltanto una Regione conosciuta per le sue splendide mete di villeggiatura ma anche per essere stata &#8211; ed essere ancora &#8211; una culla molto importante e accogliente in ambito calcistico. Questa regione infatti ha saputo crescere alcuni dei talenti più importanti delle ultime decadi in Italia, calciatori che hanno in qualche maniera fatto la storia sui campi nostrani ed europei, in alcuni casi addirittura mondiali, contribuendo al raggiungimento di grandi obiettivi da parte delle loro squadre di appartenenza. Alcune di esse sono state in grado di rispettare pronostici importanti da parte dei bookmakers, le cui quote possono essere ospitate anche nelle piattaforme di <a href="https://casino.netbet.it/">casino online</a> che prevedono soprattutto giochi e slot. Altre, invece, si sono “accontentate” di avere questi calciatori in rosa per migliorare la propria percezione e credibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I migliori calciatori nati in Calabria</h2>
<p>Uno dei giocatori più emblematici in questo contesto è senza dubbio Gennaro Gattuso. Dopo aver tentato un&#8217;esperienza all&#8217;estero in giovane età, indossando la maglia dei Rangers, Gattuso ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nella storia del Milan, contribuendo a raggiungere risultati straordinari, tra cui la conquista di ben 2 Champions League. Nella Nazionale, &#8220;Ringhio&#8221; è ricordato per le sue gesta accanto ad altri eroi nel trionfo di Berlino nel 2006, sotto la guida di Marcello Lippi. Nonostante non fosse un centrocampista dotato di grande tecnica, Gattuso ha costantemente dimostrato di essere un elemento cruciale in campo, specialmente nella fase di recupero del pallone, oltre che un <a href="https://www.calabrianews.it/palanca-gattuso-specchio-della-calabria-orgogliosovero-e-sanguigno/">orgoglio per il popolo calabrese</a>. Attualmente ha una carriera di allenatore su buoni livelli ormai da anni. Tra le altre, è stato primo tecnico in carica sia con il Milan che con il Napoli.</p>
<p>Vincenzo Iaquinta è un altro calciatore in grado di alzare la Coppa del Mondo. Lui è cresciuto calcisticamente nella regione. Ha giocato per club come Udinese e Juventus, guadagnandosi la reputazione di attaccante di talento. La sua presenza nell&#8217;Under-21 italiana e nella Nazionale maggiore lo ha reso una figura rispettata nel calcio italiano. Iaquinta è stato uno dei protagonisti del Mondiale 2006, segnando anche il gol del 2-0 nella prima partita di fase a gironi contro il Ghana.</p>
<p>Il calciatore calabrese che attualmente brilla con maggior intensità è senza dubbio Domenico Berardi. Egli è diventato una vera e propria bandiera per il Sassuolo e ha recentemente festeggiato il titolo di Campione d&#8217;Europa con la Nazionale Italiana. Tuttavia, la sua carriera è stata segnata da momenti alti e bassi, come nel caso della mancata qualificazione dell&#8217;Italia ai Mondiali, un&#8217;amara delusione che si è ripetuta per la seconda volta consecutiva.</p>
<p>Altre due carriere molto rilevanti di calciatori calabresi sono certamente quelle di Stefano Fiore e Mark Iuliano. Fiore ha giocato per svariate importanti squadre quali Lazio, Fiorentina, Parma e Udinese (tra le altre) ed è stato anche vicecampione d’Europa nel 2000 con l’Italia, sconfitta in finale dalla Francia per via del golden gol di Trezeguet. Iuliano invece per anni è stato un prolifico difensore della Juventus, squadra con cui ha giocato (e vinto) nel periodo tra il 1996 e il 2005. Anche lui, come Fiore, ha solo sfiorato la vittoria dell’<a href="https://it.uefa.com/uefaeuro/history/seasons/2000/">Europeo del 2000</a>.</p>
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		<title>Occhiuto: In Calabria avremo legge per far formare e assumere da grandi aziende ex percettori Rdc</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2023 12:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[assunzione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nella mia Regione stiamo preparando una misura di legge, che si chiamerà ‘Costruisci Calabria’, nella quale investiremo 30 milioni di euro di risorse comunitarie sulle politiche attive del lavoro, per dare la possibilità ai grandi player come Webuild, Autostrade, Anas o Rfi di assumere ex percettori di reddito di cittadinanza e disoccupati calabresi, formandoli, ed evitando così che la formazione venga fatta da enti che in Calabria come in altre Regioni italiane non hanno mai formato un solo profilo utile al mercato del lavoro”.</p>
<p>Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo alla convention di Forza Italia in corso a Paestum.<br />
“Daremo anche le stesse risorse alle imprese che volessero formare i disoccupati calabresi per farli lavorare in smart working o coworking. Vogliamo dimostrare che spendendo le risorse per bene si può creare lavoro, anche al Sud”.</p>
<p><strong>Porti: Occhiuto, governo si svegli e agisca contro direttiva Ue che penalizza Gioia Tauro</strong><br />
”Vorrei sottolineare che il governo si sta facendo passare sotto il naso una cosa che può essere devastante per i porti italiani. Sveglia, esorto l’esecutivo a stare più attento”.<br />
&#8220;Noi siamo per un’Europa che fa il bene delle comunità degli Stati membri ma, sinceramente, questa Ue talvolta si comporta stupidamente. Ne è dimostrazione la direttiva europea, improntata a quell’ambientalismo fanatico e ideologico, che prevede che i terminalisti che oggi operano nei porti italiani o europei, debbano pagare molte più tasse perché inquinano.<br />
Succederà che questi terminalisti i container li andranno a scaricare nei porti del Nord Africa, e una realtà come Gioia Tauro, che è il primo porto di transhipment d’Italia con una percentuale pari al 65%, rischia di essere fortemente penalizzato.<br />
Anche in questo caso il governo deve essere conseguente con la scelta di fare il Ponte e intervenire anche sulle altre questioni connesse allo sviluppo di questa area.<br />
Come nel caso del rigassificatore. Ci sono presidenti di altre Regioni che non vogliono questo tipo di opere. Io, come il presidente Schifani, ad esempio stiamo realizzando i termovalorizzatori e chiediamo anche di fare i rigassificatori.<br />
Però al governo diciamo di essere un po’ più veloce, perché se vogliamo che il Mezzogiorno diventi l’hub anche energetico dell’Italia e dell’Europa bisogna essere conseguenti”, ha sottolineato il governatore Occhiuto.</p>
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