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	<title>giudizio Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Oct 2026 15:42:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Corruzione su appalti in sanità, chiesto il giudizio per 33 a Catanzaro: Udienza Gup il 21 dicembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:00:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rinvio a giudizio di 35 persone fisiche e due società è stato chiesto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro nell’ambito di un’inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, sul presunto condizionamento di appalti e gestione della sanità in Calabria. L’udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro è stata fissata per il 21 dicembre. Al centro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>Il rinvio a giudizio di <strong>35 persone fisiche</strong> e <strong>due società</strong> è stato chiesto dalla <strong>Procura della Repubblica di Catanzaro</strong> nell’ambito di un’inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, sul presunto condizionamento di appalti e gestione della sanità in <strong>Calabria</strong>. L’udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro è stata fissata per il <strong>21 dicembre</strong>. Al centro del procedimento ci sono nove gare d’appalto, per un valore complessivo superiore ai <strong>33 milioni di euro</strong>, bandite dalla Stazione unica appaltante della Regione Calabria, dall’Università Magna Graecia e dalle strutture ospedaliere di Catanzaro. A vario titolo vengono contestati, tra gli altri,<strong> i reati di corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistemi informatici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.</strong></p>
</div>
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<div data-type="_mgwidget" data-widget-id="2045767">Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni pubblici ufficiali avrebbero stretto accordi con rappresentanti di aziende fornitrici di beni e servizi sanitari per orientare l’esito delle procedure attraverso la predisposizione di bandi e capitolati ritenuti funzionali a favorire soggetti predeterminati. L’inchiesta riguarda anche presunte irregolarità in concorsi pubblici e nella ripartizione del fondo per gli incentivi alle funzioni tecniche, oltre all’ipotizzata indebita percezione dell’indennità di esclusività da parte di un medico-docente universitario.</div>
</div>
<div class="formatted-text">
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nell’ambito delle indagini erano state disposte misure cautelari personali nei confronti di 15 persone e un sequestro preventivo d’urgenza per circa 530 mila euro</strong>. Nel procedimento risultano persone offese lo Stato, l’Azienda ospedaliera autonoma Mater Domini, l’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e l’Università Magna Graecia.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Lamezia, Procura chiede rinvio a giudizio per due uomini accusati di usura ed estorsione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-procura-chiede-rinvio-a-giudizio-per-due-uomini-accusati-di-usura-ed-estorsione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 09:22:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Usura in concorso ed estorsione: con queste accuse la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, diretta dal Procuratore della Repubblica, Elio Romano, ha richiesto il rinvio a giudizio per due soggetti lametini, di 46 e 36 anni; i due indagati sono ora chiamati a rispondere delle rispettive condotte dinanzi al Giudice per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="299" data-end="692">Usura in concorso ed estorsione: con queste accuse la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, diretta dal Procuratore della Repubblica, Elio Romano, ha richiesto il rinvio a giudizio per due soggetti lametini, di 46 e 36 anni; i due indagati sono ora chiamati a rispondere delle rispettive condotte dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari. L’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme e delegata ai Carabinieri del locale Nucleo Operativo e Radiomobile, ha preso il via grazie al coraggio di un imprenditore locale che, trovatosi in un momento di forte difficoltà, si è rivolto inizialmente ai Carabinieri della Stazione di Lamezia Terme Sambiase, ove ha denunciato le vessazioni che stava subendo. Da qui il via alle indagini, espletate poi nella loro pienezza dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia CC di Lamezia Terme, su delega dell’autorità giudiziaria inquirente lametina.</p>
<p data-start="1280" data-end="1843">Secondo quanto ricostruito, la vittima, alla ricerca di liquidità per esigenze contingenti, si era rivolta a un conoscente. Quest’ultimo, agendo da intermediario, lo aveva messo in contatto con l’altro indagato che, tra dicembre 2024 e febbraio 2025, in tre distinte <em data-start="1547" data-end="1557">tranches</em>, aveva elargito all’imprenditore un prestito complessivo, in contanti, di 8.000 euro. L’accordo prevedeva la restituzione del capitale in un’unica soluzione, con l’applicazione di interessi di mora esorbitanti per ogni mese di ritardo, ampiamente oltre i limiti consentiti dalla legge. A causa dei tassi usurari applicati, ben presto, la vittima non era più riuscita a onorare i pagamenti alle scadenze pattuite. A fronte dei mancati pagamenti, le richieste di restituzione del debito – nel frattempo lievitato a dismisura per via degli interessi usurari – si trasformavano in vere e proprie richieste estorsive, caratterizzate da continue minacce rivolte non solo all’uomo, ma anche ai suoi familiari.</p>
<p data-start="2263" data-end="3044">A fronte di tale insostenibile situazione, la persona offesa decideva di affidarsi all’Arma. Le indagini, basate su accertamenti bancari, tecnici e sull’analisi di dati informatici e telematici, hanno confermato la sussistenza del debito, l’applicazione dei tassi illeciti e le dinamiche estorsive, poste in essere dagli indagati. I militari hanno accertato infatti che, a fronte del prestito iniziale di 8.000 euro, la vittima aveva già versato ben 20.000 euro tra febbraio e dicembre 2025, subendo l’imposizione di un tasso di interesse mensile compreso tra il 13% e il 16% (con un TAEG del 56%). Nonostante le ingenti somme già restituite, la persona offesa è stata persino costretta a noleggiare un’auto da consegnare al suo aguzzino, che riteneva il debito non ancora saldato. Concluse le indagini nel mese di giugno scorso con la notifica dei relativi avvisi, per i due uomini è stata ora formulata la richiesta di rinvio a giudizio ed è stata fissata l’Udienza Preliminare.</p>
<p data-start="3730" data-end="4315" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
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		<item>
		<title>Appalti in Regione: Gup manda a giudizio politici, dirigenti e professionisti del cosiddetto &#8220;sistema Pallaria&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/appalti-in-regione-gup-manda-a-giudizio-politici-dirigenti-e-professionisti-del-cosiddetto-sistema-pallaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:49:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>23 persone, tra politici, imprenditori, agenti delle forze dell’ordine e pubblici ufficiali andranno a processo il prossimo 10 novembre. Così ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Catanzaro, Lidia Gennaro, chiamata ad esprimersi su un presunto sistema di favori e corruzione in seno alla Regione Calabria. Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, Domenico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>23 persone, tra politici, imprenditori, agenti delle forze dell’ordine e pubblici ufficiali andranno a processo il prossimo 10 novembre. Così ha deciso il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Catanzaro, Lidia Gennaro, chiamata ad esprimersi su un presunto sistema di favori e corruzione in seno alla Regione Calabria. Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, Domenico Maria Pallaria, nella sua veste di dirigente generale ad interim del Dipartimento della Presidenza e dell’Unità Organizzativa Autonoma “Protezione Civile”, avrebbe favorito l’assunzione di Giovanna Belvedere presso l’Azienda Calabria Lavoro in cambio di prestazioni sessuali.</p>
<p>La procedura sarebbe stata completamente aggirata: nessun bando pubblico, nessuna verifica sulla possibilità di utilizzare personale interno e nessuna reale esigenza per quel tipo di figura tecnica. A sostenere l’operazione, secondo gli inquirenti, anche Giovanni Forciniti, all’epoca dirigente di Calabria Lavoro, che – su sollecitazione di Pallaria – avrebbe firmato un decreto contenente dichiarazioni false. Nel documento si attestava che l’ente non disponeva delle risorse umane necessarie e che la Belvedere risultava la candidata più idonea per ricoprire l’incarico. A Domenico Pallaria, inoltre, vengono anche contestati altri due episodi di presunta corruzione.</p>
<p>Ecco tutti gli indagati che vanno a processo:</p>
<p>Giovanna Belvedere, cl. 1967</p>
<p>Ercole D&#8217;Alessandro, cl. 1955</p>
<p>Luciano D&#8217;Alessandro, cl. 1976</p>
<p>Alfonso Dattolo, cl. 1964</p>
<p>Giovanni Forciniti, cl. 1964</p>
<p>Franco Albano Formoso, cl. 1969</p>
<p>Giada Fulini, cl. 1981</p>
<p>Odeta Hasaj, cl. 1967</p>
<p>Luigi Incarnato, cl. 1955</p>
<p>Gregorio Lillo Odoardi, cl. 1963</p>
<p>Matteo Magni, cl. 1982</p>
<p>Giovanni Marra, cl. 1978</p>
<p>Angelina Molinaro, cl. 1960</p>
<p>Antonio Nisticò, cl. 1975</p>
<p>Gerardo Mario Oliverio, cl. 1953</p>
<p>Domenico Maria Pallaria, cl. 1959</p>
<p>Cristian Pancotti, cl. 1969</p>
<p>Salvatore Rotundo, cl. 1971</p>
<p>Nazzareno Giuseppe Rudi, cl. 1970</p>
<p>Alessandro Rugolo, cl. 1978</p>
<p>Luigi Russo, cl. 1987</p>
<p>Francescantonio Stillitani, cl. 1953</p>
<p>Sergio Vittadello, cl. 1937.</p>
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		<item>
		<title>Neonato morto durante parto all&#8217;ospedale di Polistena: Procura chiede rinvio a giudizio per due ostetriche</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/neonato-morto-durante-parto-allospedale-di-polistena-procura-chiede-rinvio-a-giudizio-per-due-ostetriche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:22:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa con una doppia richiesta di rinvio a giudizio l&#8217;indagine per la morte del piccolo Matteo R., avvenuta due anni fa durante la nascita all&#8217;ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena. L&#8217;accusa, per due ostetriche del reparto di Ostetricia e ginecologia, è di cooperazione in omicidio colposo. &#8220;Avendo la responsabilità di monitorare mediante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Si è conclusa con una doppia richiesta di rinvio a giudizio l&#8217;indagine per la morte del piccolo Matteo R., avvenuta due anni fa durante la nascita all&#8217;ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena. L&#8217;accusa, per due ostetriche del reparto di Ostetricia e ginecologia, è di cooperazione in omicidio colposo. &#8220;<em>Avendo la responsabilità di monitorare mediante cardiotocografo l&#8217;evoluzione del travaglio &#8211; </em>si legge nella richiesta del Procuratore aggiunto Santo Melidona<em> &#8211; non riconoscevano chiari segni di sofferenza fetale e non richiedevano l&#8217;intervento del ginecologo in presenza di evidenti anomalie cardiotocografiche, per poi interrompere il tracciato cardiotocografico malgrado differente indicazione medica&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per ottenere giustizia e conoscere tutta la verità su quanto accaduto in quei tragici momenti, i genitori del piccolo Matteo, residenti a Taurianova, si sono affidati a Giesse risarcimento danni di Lamezia Terme, gruppo specializzato nel risarcimento di casi di malasanità. Decisiva, per la doppia richiesta di rinvio a giudizio è stata la perizia tecnica affidata dalla Procura a due consulenti molto esperti in materia, la professoressa Alfonsa Pizzo e il dottor Giovanni Andò. &#8220;<em>Qualora le ostetriche avessero osservato le prescrizioni delle Linee Guida, nonché le indicazioni del ginecologo, con elevato grado di probabilità prossimo alla certezza – </em>si legge tra le loro conclusioni <em>&#8211; sarebbe stato possibile procedere con un parto cesareo d&#8217;urgenza e ciò avrebbe permesso al feto di nascere vivo&#8221;</em>. &#8220;<em>Quella sera la mamma del piccolo Matteo lo aveva provato a chiedere più volte, tra crescente disperazione, il cesareo, ma purtroppo le era stato più volte negato – </em>sottolinea Mary Paolella, consulente di Giesse Lamezia Terme<em> – L&#8217;intero periodo della gravidanza era andato per il meglio, mamma e bimbo erano in ottime condizioni, si tratta di una tragedia inaccettabile, da cui entrambi i poveri genitori non si sono più ripresi&#8221;. </em></p>
<p style="font-weight: 400;">Per la stessa vicenda è in corso un supplemento di indagine anche nei confronti di un altro dei sanitari coinvolti, per il quale era stata inizialmente chiesta l&#8217;archiviazione.  <em>&#8220;Ritenendo che ci fossero elementi evidenti di colpa anche nei confronti di questa persona – </em>conclude Mary Paolella di Giesse<em> – tramite il nostro legale fiduciario è stata avanzata una richiesta di opposizione all&#8217;archiviazione che il Gip Francesca Mirabelli ha prontamente accolto, disponendo un supplemento di indagine. Attendiamo ora l&#8217;esito anche di questa ulteriore posizione&#8221;. </em>Il processo potrebbe prendere il via ad ottobre, solo per le ostetriche o anche, dunque, per un terzo sanitario presente quella sera in reparto.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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			</item>
		<item>
		<title>Giudizio immediato per 5 indagati nell&#8217;inchiesta &#8220;Teorema&#8221; su appalti e tangenti alla provincia di Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giudizio-immediato-per-5-indagati-nellinchiesta-teorema-su-appalti-e-tangenti-alla-provincia-di-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 13:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ravvisando l’evidenza della prova, ha decretato il giudizio immediato per cinque dei soggetti coinvolti nell’attività investigativa denominata “Teorema”, l’indagine condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone su una presunta associazione a delinquere che, negli anni 2022-2025, avrebbe lucrato a colpi di tangenti sugli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ravvisando l’evidenza della prova, ha decretato il giudizio immediato per cinque dei soggetti coinvolti nell’attività investigativa denominata “Teorema”, l’indagine condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Crotone su una presunta associazione a delinquere che, negli anni 2022-2025, avrebbe lucrato a colpi di tangenti sugli appalti della Provincia, ma anche dei Comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina. La decisione in accoglimento della richiesta avanzata  il 3 luglio dal procuratore Domenico Guarascio e dalla sostituta Rosaria Multari.</p>
<p>Dovranno, quindi, affrontare il dibattimento giudiziario:<strong> Fabio Manica</strong>, 47enne ex vicepresidente della Provincia ed ex consigliere comunale di Crotone (<em>attualmente agli arresti domiciliari</em>);<strong> Giacomo Combariati</strong>, imprenditore di 42 anni (<em>anche lui ai domiciliari</em>); <strong>Luca Bisceglia</strong>, ingegnere 52enne, e sua moglie <strong>Rosaria Luchetta</strong>, architetta di 47 anni (<em>entrambi ai domiciliari</em>); e <strong>Francesco Manica</strong>, avvocato 50enne e fratello di Fabio (<em>destinatario di divieto di dimora nel Crotonese</em>). Associazione a delinquere, corruzione, falso in atto pubblico, truffa e frode nelle pubbliche forniture: sono questi i reati contestati a vario titolo ai cinque accusati.</p>
<p>Adesso gli imputati hanno quindici giorni di tempo per decidere se essere giudicati col rito abbreviato (<em>che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena</em>) oppure se patteggiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/giudizio-immediato-per-5-indagati-nellinchiesta-teorema-su-appalti-e-tangenti-alla-provincia-di-crotone/">Giudizio immediato per 5 indagati nell&#8217;inchiesta &#8220;Teorema&#8221; su appalti e tangenti alla provincia di Crotone</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Presunti illeciti in impianto compostaggio: DDA chiede giudizio per 11 indagati, c&#8217;è anche Eugenio Guarascio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presunti-illeciti-in-impianto-compostaggio-dda-chiede-giudizio-per-11-indagati-ce-anche-eugenio-guarascio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 16:31:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per rispondere dell&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata a traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale, la Procura distrettuale di Catanzaro, competente per i reati sul traffico illecito di rifiuti, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 11 persone fisiche e tre società in merito a presunti illeciti compiuti nell&#8217;impianto di compostaggio Eco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per rispondere dell&#8217;accusa di associazione per delinquere finalizzata a traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale, la Procura distrettuale di Catanzaro, competente per i reati sul traffico illecito di rifiuti, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 11 persone fisiche e tre società in merito a presunti illeciti compiuti nell&#8217;impianto di compostaggio Eco Call di Vazzano, nel Vibonese. Gli imputati sono accusati  I reati si sarebbero protratti dal marzo 2021 fino al 13 marzo 2024, data in cui l&#8217;impianto è stato posto sequestro.</p>
<p id="ob">Nell&#8217;inchiesta, inizialmente coordinata dalla Procura di Vibo Valentia, sono coinvolti l&#8217;imprenditore e il patron del Cosenza Calcio, <strong>Eugenio Guarascio, di 72 anni, di Lamezia Terme,</strong> amministratore unico della 4El Group srl; sua sorella <strong>Ortenzia Guarascio</strong> (61), amministratore unico della Eco Call spa; <strong>Gianfranco Comito</strong> (68), di Vibo Valentia, in qualità di dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria; alcuni dipendenti della Eco Call; <strong>Vincenzo De Matteis</strong> (53), dipendente della Regione Calabria &#8211; Settore Ciclo Integrato dei Rifiuti e due funzionari Arpacal, <strong>Nicola Anselmo Ocello</strong> (59) e <strong>Dario Giuliano</strong> (60).</p>
<p> La richiesta di rinvio a giudizio &#8211; firmata dai sostituti procuratori Filomena Aliberti, Irene Crea e dal procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio &#8211; riguarda anche le società Eco Call spa, Ecoogia Oggi spa e 4El Group srl.  A vario titolo sono contestati agli imputati anche i reati di falso ideologico, rivelazione di segreti d&#8217;ufficio, getto pericoloso di cose. Secondo l&#8217;accusa l&#8217;impianto di Vazzano avrebbe dovuto produrre compost per l&#8217;agricoltura ma in realtà avrebbe avrebbe generato rifiuti inquinanti contenenti plastiche, vetri e altre sostanze che andavano ad inquinare irrimediabilmente i terreni agricoli. L&#8217;udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 6 novembre. Persona offesa è stata dichiarata il sindaco del Comune di Vazzano.</p>
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		<title>Indagini Dda di Catanzaro: cellulari in carcere, chiesto il rinvio a giudizio per 46 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:23:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372981-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale Catanzaro e Vibo Valentia della Guardia di Finanza, con la collaborazione del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, all’esito del procedimento penale avviato da questo Ufficio, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 46 soggetti, indiziati di associazione mafiosa, estorsione aggravata, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’attività svolta congiuntamente dal Nucleo P.E.F. – G.I.C.O. Catanzaro e dal Nucleo P.E.F. Vibo Valentia costituisce il prolungamento di ulteriori investigazioni, culminate nel mese di aprile 2025 con l’esecuzione di un’ordinanza in materia cautelare, che ha colpito complessivamente n. 10 soggetti intranei e/o contigui ad una ‘ndrina attiva a Tropea (VV) e territori limitrofi, dedita prevalentemente alle estorsioni nei confronti di numerosi imprenditori operanti lungo la costa tirrenica. Le indagini di polizia giudiziaria avevano consentito di accertare, altresì, come alcuni esponenti di rilievo del sodalizio, pur trovandosi ristretti in carcere, riuscissero a comunicare con l’esterno grazie all’indebito utilizzo di apparecchi telefonici.<br />
A seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro alla Corte di Cassazione, sono stati ripristinati 4 provvedimenti restrittivi della libertà personale nei confronti di altrettanti indagati, per i quali il Tribunale del Riesame, accogliendo le doglianze delle difese, aveva disposto l’annullamento del provvedimento dell’ordinanza in materia cautelare, eseguita nell’aprile 2025.</p>
<p>Nel corso delle ulteriori investigazioni, sviluppate a latere, sono stati monitorati svariati colloqui telefonici, effettuati mediante l’utilizzo di cellulari e Sim Card, da altri detenuti nelle sezioni di alta sicurezza delle carceri di Siracusa, Vibo Valentia, Secondigliano, Terni, Avellino, per mantenere i collegamenti con mafiosi liberi o ristretti in altri penitenziari, i quali utilizzavano apparecchi di comunicazione mobili, così agevolando, pertanto, l’attività delle cosche di appartenenza, nonché con i loro familiari. In alcuni casi sono emersi episodi delittuosi in danno di detenuti. Le attività hanno, altresì, riguardato indagati domiciliati in Guardavalle, Vibo Valentia, Torino, Moncalieri, Milano, Bologna, Terni, Alife, Vairano Patenora, Caianello, Pietrovairano, Trapani, Siracusa. Al termine delle indagini preliminari, è stata, infine, notificata la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro &#8211; in stretta sinergia con la Guardia di Finanza di Catanzaro e di Vibo Valentia- nel contrasto alla criminalità, anche di stampo mafioso.</p>
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		<title>Cosenza, morte Ilaria Mirabelli: rinviato a giudizio il 45enne Mario Molinari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-morte-ilaria-mirabelli-rinviato-a-giudizio-il-45enne-mario-molinari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 17:29:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A circa 15 mesi mesi di distanza dai fatti, è stato rinviato a giudizio Mario Molinari, 45 anni, accusato di omicidio stradale per la morte di Ilaria Mirabelli, di 39 anni, deceduta il 25 agosto del 2024 sulla strada per la Sila mentre era in auto con Molinari con il quale aveva una relazione da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A circa 15 mesi mesi di distanza dai fatti, è stato rinviato a giudizio Mario Molinari, 45 anni, accusato di omicidio stradale per la morte di Ilaria Mirabelli, di 39 anni, deceduta il 25 agosto del 2024 sulla strada per la Sila mentre era in auto con Molinari con il quale aveva una relazione da alcuni mesi. Il rinvio a giudizio disposto dal Giudice per l&#8217;udienza preliminare del tribunale di Cosenza è arrivato in accoglimento della specifica richiesta avanzata dai pm della Procura bruzia, Donatella Donato e Mariangela Farro. La prima udienza è stata fissata per febbraio 2026.</p>
<p>La vettura sulla quale la vittima viaggiava assieme al suo fidanzato è finita fuori strada e il corpo della giovane è stato trovato a 50 metri di distanza. Ma sin dal primo momento la dinamica dell’incidente stradale non ha convinto gli inquirenti che hanno avviato le indagini. La Procura aveva aperto un fascicolo inizialmente contro ignoti. Ma poi sul registro degli indagati è stato iscritto lo stesso Molinari. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti ulteriori accertamenti sulla Volkswagen Up sulla quale i due viaggiavano.</p>
<p>La famiglia della 39enne – molto conosciuta negli ambienti del Cosenza Calcio – da mesi chiedeva di fare luce sulla tragica morte di Ilaria. Subito dopo l’incidente lo stesso Molinari andò in ospedale perchè rimase ferito e come da prassi fu sottoposto a esami per valutare eventuale assunzione di alcol e droghe. I test diedero esito positivo.<br />
L’indagato è assistito dall’avvocato Nicola Rendace, mentre i familiari della vittima sono rappresentati dai legali Guido Siciliano, Salvatore Tropea e Mafalda Ferraro. </p>
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		<title>Botte e minacce all&#8217;ex compagna, chiesto rinvio a giudizio per il padre di Elisabetta Gregoraci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 13:45:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Presa a schiaffi e pugni, anche durante la gravidanza, spinta per terra, tirata dai capelli e sbattuta con la testa contro i fornelli della cucina, minacciata di morte con dei coltelli e pedinata ovunque. È la spirale di violenza cristallizzata nella denuncia fatta ai carabinieri da Rosita Gentile, 57enne di Torino, ma residente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Presa a schiaffi e pugni, anche durante la gravidanza, spinta per terra, tirata dai capelli e sbattuta con la testa contro i fornelli della cucina, minacciata di morte con dei coltelli e pedinata ovunque. È la spirale di violenza cristallizzata nella denuncia fatta ai carabinieri da Rosita Gentile, 57enne di Torino, ma residente a Soverato nel Catanzarese, nei confronti dell’ex compagno ed ex convivente Mario Gregoraci, 74 anni, padre della popolare showgirl.  Per l&#8217;uomo, indagato per maltrattamenti, atti persecutori e lesioni personali aggravate e attualmente sottoposto alla misura del divieto di dimora nei Comuni di Davoli e Soverato, il pubblico ministero della Procura di Catanzaro Graziella Viscomi &#8211; che nei suoi confronti aveva chiesto gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico &#8211; ha chiesto il rinvio a giudizio. L&#8217;udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Catanzaro è fissata alle 10 del 5 novembre prossimo.</p>
<p>Le violenza, stando al racconto della donna, sarebbe andata avanti per tutta la durata della convivenza, dal 2012 al 2021, protraendosi anche dopo la fine della relazione, fino al 2024, e anche davanti alla figlia, all’epoca dei fatti minorenne. Una serie di vessazioni quotidiane non soltanto fisiche, ma anche psicologiche: l’uomo, infatti – si legge negli atti d’indagine come la richiesta di rinvio a giudizio e la richiesta di applicazione della misura cautelare &#8211; soleva apostrofarla con epiteti offensivi, o con frasi come: “Sei la più schifosa delle donne”, “Non vali niente”, “Tu sei niente, meglio di te la trovo all’angolo di Copanello”, oppure minacciarla di morte: “Io non ho niente da perdere, non so quanti anni mi sono rimasti da vivere, ma a te ti ammazzo pure”, “Ti metto un coltello davanti e te lo faccio uscire di dietro”.  Botte e umiliazioni sarebbero andate avanti anche mentre Rosita era incinta: “Sentivo un click alla mandibola quando tirava queste sberle – ha raccontato la donna ai carabinieri -. Una volta non riuscivo a sentire per due giorni, lo confidai al mio medico curante, però lui mi disse di andare in ospedale e io non lo feci, primo perché non volevo fargli del male, volevo proteggerlo, poi perché mi vergognavo e poi non volevo che lo sapesse mia figlia. Poi, nel tentativo di fermarlo, quando aspettavo questo bambino, lui mi dette una spinta talmente forte, io cominciai a sanguinare, me lo sentivo, e andai a sbattere col fianco al bracciolo del divano. Io rimasi lì per terra, lui sbatté la porta e se ne andò”.  Proprio nei giorni scorsi, in un’intervista a Calabria 7, Rosita aveva ripercorso quei momenti di terrore, rivelando che l’ex compagno le disse che “me ne dovevo liberare, mi diceva se vuoi tenerlo me ne lavo le mani”.</p>
<p>A ciò si aggiungeva una gelosia morbosa e accecante, un controllo ossessivo delle sue abitudini e del suo modo di vestire, la minaccia di tagliarle la minigonna con le forbici e farla in mille pezzi se solo avesse osato indossarla, i pedinamenti sul lungomare e fino a sotto casa, gli escamotage più assurdi, come ad esempio legare con un filo da cucito le estremità del cancello per monitorare le uscite di casa e alludere, così, a ipotetici tradimenti. Comportamenti che, inizialmente, la donna avrebbe giustificato attribuendoli alle “provocazioni delle figlie” di Gregoraci, note donne dello spettacolo, le quali non accettavano la relazione tra lei e il padre, ma che poi ha avuto il coraggio di denunciare per porre fine allo stato di forte ansia e paura per la propria incolumità in cui era costretta a vivere da anni.<br />
&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Inchiesta &#8220;Artemis&#8221;, DDA Catanzaro: a giudizio 62 indagati. Udienza preliminare il 25 ottobre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-artemis-dda-catanzaro-a-giudizio-62-indagati-udienza-preliminare-il-25-ottobre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 13:19:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione a delinquere di stampo mafioso, spaccio di droga, estorsione, corruzione, falsa testimonianza, incendio doloso, ricettazione.So questi i diversi capi di imputazione di cui, a vario titolo, dovranno rispondere 62 indagati nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Artemis&#8221;, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e portata termine dai Carabinieri, che nel novembre 2024 ha portato all’arresto di 59 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione a delinquere di stampo mafioso, spaccio di droga, estorsione, corruzione, falsa testimonianza, incendio doloso, ricettazione.So questi i diversi capi di imputazione di cui, a vario titolo, dovranno rispondere 62 indagati nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta &#8220;Artemis&#8221;, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e portata termine dai Carabinieri, che nel novembre 2024 ha portato all’arresto di 59 persone per un totale di 86 indagati.</p>
<p>L&#8217;operazione consentì di sgominare una cosca operante nei territori del Lametino, Cortale, Maida, Jacurso e Maierato e che, secondo l’accusa, sarebbe stata collegata alle ‘ndrine attive nella provincia di Vibo Valentia e dedito a un fiorente traffico di stupefacenti.</p>
<p>Il sostituto procuratore Romano Gallo, infatti, dopo aver chiesto il rinvio a giudizio di 62 indagati ha anche stralciato la posizione di altri 19 soggetti. Il Gap del Tribunale di Catanzaro ha fissato l&#8217;udienza preliminare per il prossimo 25 ottobre.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/inchiesta-artemis-dda-catanzaro-a-giudizio-62-indagati-udienza-preliminare-il-25-ottobre/">Inchiesta &#8220;Artemis&#8221;, DDA Catanzaro: a giudizio 62 indagati. Udienza preliminare il 25 ottobre</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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