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	<title>giudici Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 18:33:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Inchiesta Ponte sullo Stretto, gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-ponte-sullo-stretto-gli-indagati-tentarono-di-corrompere-altri-giudici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
		<category><![CDATA[tentativo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti. Il meccanismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti.</p>
<p>Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti è lo stesso che, sempre secondo l&#8217;accusa, l&#8217;imprenditore Vincenzo Virgiglio e l&#8217;avvocato Giacomo Francesco Saccomanno avrebbero messo in campo con l&#8217;ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, anche lui indagato. A Miele sarebbe stato promesso sostegno per futuri incarichi in enti dopo il pensionamento, in cambio di una sua azione favorevole al progetto, con aggiornamenti sull&#8217;andamento della procedura davanti alla magistratura contabile e la rivelazione di informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi.</p>
<p>Ora il materiale sequestrato dai carabinieri del Ros nel corso delle perquisizioni eseguite a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone &#8211; dispositivi elettronici e documenti &#8211; sarà analizzato dagli investigatori e sottoposto ai pm della Procura di Roma. L&#8217;indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, procede per corruzione per l&#8217;esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d&#8217;ufficio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giudici Catanzaro, ha ragione Sos Humanity: “Guardia Costiera libica non legittima per ricerca e soccorso&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giudici-catanzaro-ha-ragione-sos-humanity-guardia-costiera-libica-non-legittima-per-ricerca-e-soccorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2025 13:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La Corte d’appello di Catanzaro ha respinto il ricorso del governo italiano contro una sentenza che aveva dichiarato illegittimo il fermo della nave di soccorso Humanity 1. In tale sentenza, il Tribunale civile di Crotone aveva dichiarato che il Centro di coordinamento del soccorso libico e la Guardia Costiera libica non possono essere considerati soggetti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La Corte d’appello di Catanzaro ha respinto il ricorso del governo italiano contro una sentenza che aveva dichiarato illegittimo il fermo della nave di soccorso Humanity 1. In tale sentenza, il Tribunale civile di Crotone aveva dichiarato che il Centro di coordinamento del soccorso libico e la Guardia Costiera libica non possono essere considerati soggetti legittimi per le operazioni di ricerca e soccorso”.</p>
<p>Lo afferma la ong Sos Humanity. “La decisione odierna segna una tappa importante, poiché il governo italiano ha nuovamente fallito in tribunale nel giustificare la detenzione illegittima di navi di soccorso non governative e la sua crudele cooperazione con la cosiddetta Guardia costiera libica, che viola sistematicamente i diritti umani dei migranti e dei rifugiati”, commenta Cristina Laura Cecchini, avvocata di Sos Humanity.</p>
<p>Si tratta, aggiunge, “di una vittoria significativa per Sos Humanity e per la flotta civile in generale, mentre il governo italiano deve rispondere dell’illegittimità della propria legislazione”.</p>
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		<item>
		<title>Processo morte Bergamini, Corte Assise: atti a pm, valutare posizione Roberto Internò cugino imputata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-morte-bergamini-corte-assise-atti-a-pm-valutare-posizione-roberto-interno-cugino-imputata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 12:42:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Internò]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sentenza della Corte d&#8217;assise di Cosenza che ieri ha condannato a 16 anni di reclusione Isabella Internò per l&#8217;omicidio dell&#8217;ex fidanzato Donato Denis Bergamini, morto il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico, non conclude la vicenda giudiziaria sul caso. I giudici, infatti, hanno anche deciso di trasmettere alla Procura della Repubblica di Castrovillari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza della Corte d&#8217;assise di Cosenza che ieri ha condannato a 16 anni di reclusione Isabella Internò per l&#8217;omicidio dell&#8217;ex fidanzato Donato Denis Bergamini, morto il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico, non conclude la vicenda giudiziaria sul caso.<br />
I giudici, infatti, hanno anche deciso di trasmettere alla Procura della Repubblica di Castrovillari gli atti relativi ad un cugino dell&#8217;imputata, Roberto Internò, &#8220;affinché valuti la posizione in relazione all&#8217;art.575 del codice penale&#8221;, l&#8217;omicidio.<br />
Roberto è il fratello di Dino Pippo, che è risultato essere stato indagato e poi archiviato in un filone parallelo di indagine della Procura di Castrovillari sulla morte di Bergamini.</p>
<p>Isabella Internò è stata condanna per omicidio in concorso e con la propria decisione la Corte d&#8217;assise sembra condividere questa prospettazione dell&#8217;accusa. Il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D&#8217;Alessio, nella requisitoria, aveva parlato di un delitto maturato in un &#8220;contesto patriarcale&#8221;, motivato dalla mancata celebrazione &#8220;di un matrimonio riparatore&#8221; che la ragazza &#8211; che all&#8217;epoca della morte di Bergamini aveva 20 anni &#8211; avrebbe desiderato nel 1987 dopo essere rimasta incinta del calciatore. &#8220;Internò &#8211; aveva aggiunto il magistrato &#8211; ha agito con volontà con persone in corso di identificazione. Isabella Internò ha tradito l&#8217;affetto che il ragazzo aveva per lei, ha esasperato lei il rapporto e pur di salvare l&#8217;onore non ha esitato ad agire come sappiamo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bergamini &#8211; aveva poi aggiunto il pm Luca Primicerio &#8211; pur volendo tenere il bambino, non avrebbe mai voluto sposarla a causa del suo carattere ossessivo&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Operazione “Maestrale”, la Dda di Catanzaro chiede: “Astensione dei giudici in processo a cosche”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-maestrale-la-dda-di-catanzaro-chiede-astensione-dei-giudici-in-processo-a-cosche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 15:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura antimafia di Catanzaro ha avanzato richiesta di astensione, già depositata in corte di Appello, dalla celebrazione del dibattimento nei confronti di due componenti del Tribunale collegiale che deve giudicare 188 persone imputate a vario titolo, nel processo “Maestrale”, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, droga ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura antimafia di Catanzaro ha avanzato richiesta di astensione, già depositata in corte di Appello, dalla celebrazione del dibattimento nei confronti di due componenti del Tribunale collegiale che deve giudicare 188 persone imputate a vario titolo, nel processo “Maestrale”, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, droga ed altro ancora. L’accusa, nelle persone del procuratore facente funzioni di Catanzaro Vincenzo Capomolla, e dei pm Annamaria Frustaci, Antonio De Bernardo e Irene Crea, ha avanzato la richiesta nei confronti della presidente Tiziana Macrì e della giudice a latere Giulia Conti per incompatibilità funzionale, in quanto la prima ha esercitato funzione di gip, in tutti e tre i tronconi autorizzando attività intercettiva, sulla posizione di Costantino Gaudioso, stralciata da &#8216;Rinascita-Scott&#8217; e riunita al procedimento attuale che è il frutto di tre inchieste condensate in una unica dalla Dda; poi su quella di Francesco La Rosa. </p>
<p>Incompatibilità da pregiudizio poi per Giulia Conti in ordine al giudizio espresso come componente del Collegio (insieme a Macrì) nei confronti di Zuliani e Francesco Barbieri, imputati sia a Catanzaro che a Vibo, e il cui processo nei confronti del primo si è concluso con una assoluzione, mentre il secondo è presente in nel procedimento “Maestrale”. Sulla richiesta di astensione, il Tribunale ha deciso di ritirarsi in camera di consiglio. La decisione è attesa in giornata. Alla richiesta della Dda si sono associate le parti civili e anche il difensore di Pantaleone Mancuso, l’avvocato Paride Scinica. Capomolla, inoltre, ha chiesto che almeno queste prime udienze, visto l’alto afflusso di persone, possano svolgersi nell’aula bunker di Lamezia Terme. </p>
<p>Richiesta che ha visto gli avvocati divisi tra favorevoli e contrari, con il Tribunale che, considerata la richiesta di astensione pendente, non ha potuto prendere una decisione al riguardo per il momento fino alla durata della camera di consiglio, rinviandola all’udienza del 20 marzo.</p>
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		<item>
		<title>Tar Lazio conferma: Via da Catanzaro i giudici Perri e Scuteri per le &#8220;frequentazioni&#8221; con Pittelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tar-lazio-conferma-via-da-catanzaro-i-giudici-perri-e-scuteri-per-le-frequentazioni-con-pittelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 12:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Csm]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Pittelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Tar Lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio superiore della magistratura ha condiviso la proposta della Commissione di trasferire i giudici della Corte d&#8217;Appello di Catanzaro, Giuseppe Perri e Pietro Scuteri per incompatibilità ambientale per &#8220;rapporti di non distaccata frequentazione&#8221; con l&#8217;avvocato Giancarlo Pittelli (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo &#8216;Rinascita Scott&#8217;) &#8220;sulla base di una valutazione non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio superiore della magistratura ha condiviso la proposta della Commissione di trasferire i giudici della Corte d&#8217;Appello di Catanzaro, <strong>Giuseppe Perri</strong> e <strong>Pietro Scuteri</strong> per incompatibilità ambientale per &#8220;rapporti di non distaccata frequentazione&#8221; con l&#8217;avvocato <strong>Giancarlo Pittelli</strong> (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo &#8216;Rinascita Scott&#8217;) &#8220;sulla base di una valutazione non apparentemente illogica ed immune da vizi, ampiamente suffragata dalle risultanze procedimentali richiamate nel provvedimento, di tal che tali censure devono essere disattese&#8221;; ma illegittimo è stato non aver tenuto contro della domanda di trasferimento volontario da parte degli stessi giudici. Così il Tar del Lazio in due identiche sentenze. </p>
<p>Secondo i giudici la delibera contestata &#8220;analizza dettagliatamente i fatti&#8221; con considerazioni che &#8220;sorreggono con ampia e compiuta motivazione l&#8217;accertamento dell&#8217;incompatibilità, e non presentano alcuna incongruenza o illogicità rispetto alle emergenze istruttorie&#8221;. Premettendo, poi, che le deliberazioni con le quali il Csm dispone il trasferimento dei magistrati per incompatibilità ambientale o funzionale &#8220;in quanto espressione di attività amministrativa ampiamente discrezionale, soggiacciono ad un sindacato giurisdizionale estrinseco, mai sostitutivo, nei limiti in cui siano ravvisabili palesi illogicità o manifesti travisamenti dei fatti&#8221;, i giudici hanno confermato che lo stesso Organo della magistratura &#8220;non deve provare che i fatti addebitati abbiano in concreto determinato un vulnus al prestigio dell&#8217;ordine giudiziario, quanto piuttosto deve verificare se essi siano idonei a mettere in pericolo il prestigio della funzione e cioè se essi possano veicolare nell&#8217;ambiente esterno una percezione sfavorevole circa l&#8217;indipendenza e l&#8217;obiettività del magistrato nella funzione giurisdizionale&#8221;. </p>
<p>Fondato è stato, invece, ritenuto il motivo di ricorso con il quale i ricorrenti hanno lamentato l&#8217;illegittimità della delibera nella parte in cui non ha tenuto conto della domanda di trasferimento volontario in altra sede al di fuori del distretto di Catanzaro; e tutto ciò in quanto il Csm &#8220;avrebbe dovuto tener conto dell&#8217;indicazione espressa dall&#8217;interessato per il trasferimento in una delle sedi ricomprese nel distretto di Reggio Calabria, inizialmente disattesa per effetto del parere negativo della Prima Commissione, dando luogo, eventualmente, al trasferimento a domanda in uno degli uffici richiesti&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mimmo Lucano: “Posso aver commesso errori ma ho sempre agito per i più deboli”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/mimmo-lucano-posso-aver-commesso-errori-ma-ho-sempre-agito-per-i-piu-deboli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 14:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[giudici]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Lucano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Come tutti gli esseri umani posso aver commesso degli errori ma ho sempre agito con l’obiettivo e la volontà di aiutare i più deboli e di contribuire all’accoglienza e all’integrazione di bambini, donne e uomini che fuggivano dalla fame, dalla guerra, dalle torture”. E&#8217; quanto si legge in una lettera che l’ex sindaco di Riace [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Come tutti gli esseri umani posso aver commesso degli errori ma ho sempre agito con l’obiettivo e la volontà di aiutare i più deboli e di contribuire all’accoglienza e all’integrazione di bambini, donne e uomini che fuggivano dalla fame, dalla guerra, dalle torture”. E&#8217; quanto si legge in una lettera che  l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano ha fatto consegnare dai suoi legali ai giudici della Corte d’appello di Reggio Calabria che lo stanno giudicando.</p>
<p>“Egregi Giudici – scrive Lucano – sono passati cinque anni da quando sono stato arrestato con l’accusa infamante di svolgere la mia attività di accoglienza e integrazione dei migranti per finalità di carriera politica e di lucro. Sono passati due anni da quando mi è stata inflitta la condanna in primo grado a una smisurata pena detentiva quale non tocca spesso ai peggiori criminali. È passato un anno da quando la Procura generale ha nuovamente richiesto la mia pesante condanna che descrive il sottoscritto come responsabile di gravi reati e addirittura di essere stato il capo di un’associazione a delinquere. Ebbene, nel confermare piena fiducia agli avvocati difensori che si occupano della mia sorte, condividendone le argomentazioni difensive, una sola cosa sento il bisogno di dichiarare a voi, rispettosamente, prima che vi riuniate in camera di consiglio”.</p>
<p>“Ho vissuto anni di grande amarezza e di sfiducia nella giustizia, – si legge nella lettera dell’ex sindaco – non solo e non tanto per la limitazione della libertà personale, quanto per l’ingiusta campagna di denigrazione che si è abbattuta sull’esperienza di ripopolamento del borgo vecchio di Riace aperto all’accoglienza dei migranti. Non appena è stato possibile, durante questi anni di iter processuale, ho continuato a dedicarmi a tempo pieno, da privato cittadino, alla riapertura e alla gestione del Villaggio globale di Riace che ha ospitato e continua ad ospitare bambini e persone con fragilità. Non si è interrotta, dunque, quella che considero la missione della mia vita, a prescindere da incarichi pubblici e finanziamenti statali. Altro che associazione a delinquere. Al termine di questo processo vi invito a visitare il Villaggio Globale di Riace, sarete i benvenuti”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/mimmo-lucano-posso-aver-commesso-errori-ma-ho-sempre-agito-per-i-piu-deboli/">Mimmo Lucano: “Posso aver commesso errori ma ho sempre agito per i più deboli”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vibo Valentia, &#8220;minacce forti&#8221; per i giudici Nasso e Di Mauro della sezione lavoro del tribunale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vibo-valentia-minacce-forti-per-i-giudici-nasso-e-di-mauro-della-sezione-lavoro-del-tribunale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 12:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Di Mauro]]></category>
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		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[Nasso]]></category>
		<category><![CDATA[sezione lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vibo Valentia &#8211; Un volantino, firmato da un sedicente gruppo “Unione per la legalità”, apparso nel nuovo Tribunale di Vibo Valentia riporta minacce pesanti per due giudici, entrambi in servizio nella Sezione Lavoro del locale palazzo di giustizia. Nel dettaglio si paventa, nei confronti dei magistrati Tiziana Di Mauro e Ilario Nasso la necessità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vibo Valentia &#8211; Un volantino, firmato da un sedicente gruppo “Unione per la legalità”, apparso nel nuovo Tribunale di Vibo Valentia riporta minacce pesanti per due giudici, entrambi in servizio nella Sezione Lavoro del locale palazzo di giustizia. </p>
<p>Nel dettaglio si paventa, nei confronti dei magistrati Tiziana Di Mauro e Ilario Nasso la necessità di usare le &#8220;maniere forti&#8221;.</p>
<p>A denunciare la vicenda sulla quale la Procura di Vibo ha aperto un fascicolo avviando indagini finalizzate a individuare l’autore del volantino, sono stati i diretti interessati ai quali, la giunta sezionale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) di Catanzaro, ha espresso &#8220;solidarietà e vicinanza in ordine al gravissimo ed inaudito documento elaborato dal sedicente gruppo “Unione per la legalità” stigmatizzando fermamente la gravità della condotta volta a minare la serenità e la sicurezza dei due magistrati della sezione Lavoro del Tribunale di Vibo Valentia. Simili vili gesti non piegano la magistratura ed il suo lavoro&#8221;.</p>
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		<title>Reggio Calabria, giudici popolari senza green pass e non fanno tampone: sostituti in Corte d&#8217;Assise</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-giudici-popolari-senza-green-pass-e-non-fanno-tampone-sostituti-in-corte-dassise/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 14:44:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[giudici]]></category>
		<category><![CDATA[green pass]]></category>
		<category><![CDATA[popolari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Non avevano il green-pass e non hanno dato la disponibilità a sottoporsi al tampone. Per questo motivo, il presidente della Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Reggio Calabria Bruno Muscolo ha sostituito due giudici popolari nel processo &#8220;&#8216;Ndrangheta stragista&#8221; che vede imputati il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone. I due [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Non avevano il green-pass e non hanno dato la disponibilità a sottoporsi al tampone. Per questo motivo, il presidente della Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Reggio Calabria Bruno Muscolo ha sostituito due giudici popolari nel processo &#8220;&#8216;Ndrangheta stragista&#8221; che vede imputati il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone.</p>
<p>I due sono stati condannati in primo grado all&#8217;ergastolo con l&#8217;accusa di essere i mandanti dell&#8217;agguato consumato il 18 gennaio 1994 quando furono uccisi i carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo sulla Salerno-Reggio Calabria all&#8217;altezza dello svincolo di Scilla.<br />
La sostituzione dei due giudici popolari è stata comunicata all&#8217;inizio dell&#8217;udienza di stamattina che è ancora in corso.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Camere Penali contro Gratteri che replica: Agito nel pieno rispetto delle norme processuali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/camere-penali-contro-gratteri-che-replica-agito-nel-pieno-rispetto-delle-norme-processuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 14:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Camere penali]]></category>
		<category><![CDATA[giudici]]></category>
		<category><![CDATA[Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[scarcerazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Sono a conoscenza della nota inoltrata dalle camere penali, ma ribadisco nuovamente, come fatto anche in passato, che il riferimento alle scarcerazioni e a quello che accadrà in futuro sta a significare che io e il mio ufficio siamo assolutamente convinti, sulla base delle indagini fatte, della bontà delle nostre richieste nel pieno rispetto delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Sono a conoscenza della nota inoltrata dalle camere penali, ma ribadisco nuovamente, come fatto anche in passato, che il riferimento alle scarcerazioni e a quello che accadrà in futuro sta a significare che io e il mio ufficio siamo assolutamente convinti, sulla base delle indagini fatte, della bontà delle nostre richieste nel pieno rispetto delle norme processuali ivi compreso il diritto all’impugnazione dei provvedimenti riconosciuto ad entrambe le parti processuali». Il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, in una nota all’Ansa, torna sulle polemiche scaturite dalla sua inchiesta “Basso profilo” – che ha determinato le dimissione del leader dell’idc Lorenzo Casa nel bel mezzo di una trattativa con le forze di governo per entrare in maggioranza – e sull’intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui il pm antimafia punta il dito contro quei «giudici» che «scarcerano nelle fasi successive» i suoi imputati.<br />
«La storia spiegherà anche queste situazioni», aveva detto Gratteri, lasciando intendere la possibilità di indagini a carico di altri magistrati. Parole che avevano scatenato la reazione piccata dell’Unione delle Camere penali, convinta che quell’intervista rappresentasse un attacco all’autonomia e all’indipendenza dei giudici. </p>
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