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	<title>francesco grandinetti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 11:09:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lamezia, una centralità che si continua a non voler vedere&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-una-centralita-che-si-continua-a-non-voler-vedere-di-francesco-grandinetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 11:09:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una domanda che da tempo mi pongo ed è perché ogni volta che si parla di Lamezia Terme le sue peculiarità positive e le sue potenzialità sembrano essere sistematicamente ridimensionate, confuse o addirittura negate? Lamezia è al centro della Calabria. Non è un&#8217;opinione, né una rivendicazione campanilistica, è un dato geografico. Una posizione che dovrebbe rappresentare un vantaggio per l&#8217;intera regione e che, invece, troppo spesso sembra non avere alcun peso quando si assumono le decisioni strategiche, anzi!.. È già successo con la sanità. L&#8217;ospedale di Lamezia, proprio per la sua posizione e per il bacino che potrebbe servire, avrebbe potuto e dovuto assumere il ruolo di Hub della Calabria. È successo con l&#8217;Università, altra grande occasione mancata. Oggi temo che lo stesso errore si stia ripetendo con l&#8217;aeroporto.</p>
<p>Scrivo queste considerazioni proprio mentre leggo sui giornali degli ulteriori investimenti milionari che la Regione Calabria si accingerebbe a realizzare sull&#8217;aeroporto di Reggio Calabria. E&#8217; superfluo rimarcare che non ho nulla contro Reggio, contro il suo aeroporto. Se la Regione Calabria è diventata improvvisamente un Eldorado, con un pozzo senza fondo di risorse da investire, ben vengano nuovi voli e nuovi investimenti a Reggio, a Crotone, e ovunque possano essere utili. Ma se, come credo, le risorse pubbliche non sono infinite, allora abbiamo il dovere di chiederci quale sia la strategia più utile per tutta la Calabria. Perché c&#8217;è una differenza sostanziale che troppo spesso viene ignorata.</p>
<p>Un turista che arriva da Berlino, Parigi, Londra o da qualsiasi altra città europea per visitare la Calabria, una volta atterrato dovrà comunque spostarsi per raggiungere Tropea, la Sila, Scilla, i Bronzi di Riace, i borghi, i musei, le coste e le altre destinazioni turistiche della regione. Per quel turista, mezz&#8217;ora in più o mezz&#8217;ora in meno di automobile difficilmente rappresenterà l&#8217;elemento decisivo nella scelta della destinazione. Per un calabrese, invece, cambia tutto. Per chi vive a Sibari, a Castrovillari, nel Pollino o nell&#8217;area nord del Cosentino, avere un grande aeroporto internazionale nel centro della regione significa risparmiare chilometri, tempo e denaro ogni volta che deve partire o rientrare. E se continuiamo a spostare il baricentro dei collegamenti sempre più a sud, rischiamo persino che per una parte della Calabria settentrionale diventi progressivamente più conveniente rivolgersi all&#8217;aeroporto di Salerno piuttosto che a uno scalo calabrese. Possibile che non ci si renda conto di questo paradosso?</p>
<p>Gli incentivi alle compagnie aeree possono certamente essere uno strumento di sviluppo. Ma come stiamo vedendo a Reggio, non appena finiscono terminano anche i voli. Se attraverso ingenti risorse pubbliche si incentivano nuove rotte, è abbastanza prevedibile che il numero dei passeggeri aumenti. Sarebbe come consentire l&#8217;ingresso gratuito in un cinema e poi meravigliarsi perché la sala si è riempita. La vera sfida non è soltanto riempire la sala. È avere buoni film, capaci di convincere le persone a comprare il biglietto e a tornare. Allo stesso modo, la vera sfida della Calabria dovrebbe essere rendere la regione attrattiva, accessibile e competitiva, utilizzando le risorse pubbliche secondo una strategia complessiva e non disperdendole in una competizione tra territori a seconda di dove si svolgano le prossime elezioni. Ecco perché credo sia necessario chiedere alla Regione quali siano i criteri con cui vengono distribuite queste risorse e quale sia, soprattutto, il progetto previsto per l&#8217;area centrale della Calabria con il suo aeroporto.</p>
<p>Bisognerebbe inoltre affrontare seriamente il tema dei ritorni economici sul territorio che ospita la principale infrastruttura aeroportuale regionale. Basti pensare alla cosiddetta &#8220;addizionale comunale&#8221; sui diritti d&#8217;imbarco. Un nome che potrebbe far pensare a un beneficio significativo per il Comune, mentre la realtà è ben diversa. Dal 2024, inoltre, negli aeroporti calabresi l&#8217;addizionale è stata abolita e sostituita da un meccanismo di ristoro a carico della Regione. Nel 2025, a fronte dei milioni di passeggeri che transitano dallo scalo lametino, al Comune di Lamezia Terme sono stati riconosciuti appena 106.690 euro tutto il resto in massima parte va all&#8217;INPS. Una cifra che, rapportata al ruolo e all&#8217;impatto di un&#8217;infrastruttura di queste dimensioni sul territorio, appare davvero modesta. Anche su questo bisognerebbe aprire una riflessione. Io dico che una parte più consistente della ricchezza generata dall&#8217;aeroporto dovrebbe rimanere alla città che lo ospita. È una questione che andrebbe affrontata anche a livello nazionale dai nostri parlamentari lametine che forse non sanno neanche cosa sia l&#8217;addizionale comunale, affinché una quota più significativa possa ritornare realmente alle comunità aeroportuali.</p>
<p>E ora mi sono scocciato di sentire che il mio ragionamento è un ragionamento campanilistico. Perché ogni volta che Lamezia rivendica qualcosa che nasce dalla sua posizione geografica e dalla sua funzione regionale si parla di campanilismo? La geografia non è campanilismo. Difendere la centralità dell&#8217;aeroporto di Lamezia non significa chiedere di chiudere o penalizzare Reggio Calabria o Crotone. Significa costruire un sistema aeroportuale nel quale ogni scalo abbia una propria funzione, ma nel quale il principale aeroporto centrale venga ulteriormente rafforzato e non progressivamente indebolito o ridimensionato. Abbiamo già visto cosa è accaduto con l&#8217;ospedale. Abbiamo già perso l&#8217;occasione dell&#8217;Università. Non vorrei che tra qualche anno ci ritrovassimo a dire la stessa cosa dell&#8217;aeroporto.</p>
<p><em>*già presidente PD Lamezia area L.A.M.E.T.I.A. enon solo</em></p>
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		<title>Lamezia, Francesco Grandinetti: Chi ha paura di AMA Calabria? E perché?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-francesco-grandinetti-chi-ha-paura-di-ama-calabria-e-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’interrogazione di Annita Vitale, Francesco Grandinetti torna sulla gestione del Teatro Grandinetti e chiede trasparenza sulle procedure adottate e non esclude il ricorso alla Procura in assenza di risposte. &#8220;L&#8217;interrogazione presentata dalla consigliera comunale Annita Vitale e le domande poste da decine e decine di associazioni culturali riguardano un fatto molto concreto. Riassumo: AMA [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’interrogazione di Annita Vitale, Francesco Grandinetti torna sulla gestione del Teatro Grandinetti e chiede trasparenza sulle procedure adottate e non esclude il ricorso alla Procura in assenza di risposte. <em>&#8220;L&#8217;interrogazione presentata dalla consigliera comunale Annita Vitale e le domande poste da decine e decine di associazioni culturali riguardano un fatto molto concreto. Riassumo: AMA Calabria ha concluso la gestione del Teatro Grandinetti il 7 maggio scorso. Da quella data fino alle prime settimane di giugno, il Teatro è tornato nella piena disponibilità del Comune di Lamezia Terme, al fine di procedere a un bando, come previsto dalla legge. La domanda è allora semplice: in quel periodo, chi ha incassato le somme richieste alle associazioni di danza, alle compagnie e alle altre realtà culturali che hanno utilizzato il Teatro? Chi ha emesso le fatture? E, soprattutto, a quale titolo?</em></p>
<p><em>Da quanto ci risulta, tali somme sarebbero state fatturate da AMA Calabria. Se ciò fosse confermato, è necessario sapere perché: con quale atto, con quale autorizzazione e in base a quale rapporto con il Comune, visto che la gestione era formalmente terminata. E non servono giustificazioni costruite a posteriori. La domanda è una sola: chi ha autorizzato che quelle somme venissero incassate da AMA Calabria? Non è una domanda polemica, anche se avrei ben donde per porla con maggiore durezza. È una domanda di trasparenza, posta nell&#8217;interesse delle associazioni — spesso piccole e con risorse economiche limitate — che pagano per poter offrire alla città saggi di danza, spettacoli, musica, iniziative rivolte ai bambini e attività culturali di ogni genere. A queste domande si aggiunge il tema delle reiterate proroghe e concessioni che, negli anni, hanno riguardato AMA Calabria. Anche su questo punto l&#8217;Amministrazione comunale deve fornire risposte chiare, complete e verificabili: non formule generiche, non ricostruzioni parziali, non risposte che rischiano di confondere invece di chiarire. Il sindaco Mario Murone, in Consiglio comunale, ha rassicurato affermando che si starebbe preparando un bando triennale aperto a tutti. Ma questa, francamente, non è ancora una rassicurazione: è la conferma che il problema esiste.</em></p>
<p><em>Mi sono recato dal sindaco più volte, ben prima della scadenza del contratto, per rappresentargli la situazione che si sarebbe inevitabilmente determinata se non si fossero stabilite regole precise per il nuovo affidamento del Teatro. In quelle occasioni ho anche segnalato ulteriori anomalie, sempre riguardanti il Teatro e AMA Calabria, che coinvolgevano la mia famiglia e che chiedevo fossero rettificate, evitando così di dover ricorrere al Tribunale e di esporre eventualmente il Comune a richieste di risarcimento. Ma, fino a oggi, non è arrivata alcuna risposta concreta. Dopo lustri di gestione affidata alla stessa realtà, un nuovo bando non può limitarsi a dichiararsi &#8220;aperto a tutti&#8221; se poi, nelle prequalifiche o nei requisiti di partecipazione, venissero inserite condizioni che, di fatto, favoriscano chi ha già gestito il Teatro. Per esempio, richiedere di aver amministrato un teatro pubblico negli ultimi anni o di aver curato una stagione teatrale recente potrebbe restringere il campo anziché allargarlo. La vera rassicurazione sarebbe un&#8217;altra: riportare realmente il Teatro Grandinetti nella disponibilità e nella responsabilità del Comune; affidare, con procedure trasparenti, la gestione tecnica a soggetti distinti dalle organizzazioni culturali; e programmare le attività insieme alle associazioni culturali di Lamezia Terme e del territorio.</em></p>
<p><em>Il Teatro deve essere una casa comune della cultura, non un luogo percepito come riservato a pochi. Le associazioni lametine devono poter proporre e realizzare le proprie attività in condizioni chiare, eque e accessibili, senza essere costrette a subire decisioni non spiegate. Per questo l&#8217;interrogazione della consigliera Annita Vitale è coraggiosa e necessaria. Le sue domande meritano risposte pubbliche e documentate. Personalmente, se tali risposte non dovessero arrivare, o se risultassero ancora una volta insufficienti, mi riservo di rivolgermi alla Procura della Repubblica affinché possa valutare se vi siano elementi meritevoli di approfondimento. Non per animosità verso qualcuno, ma perché sui beni pubblici, sulle procedure pubbliche e sul denaro delle associazioni non può esserci spazio per silenzi od omissioni. Il Teatro Grandinetti ha per me un significato profondo, personale e familiare. Proprio per questo non posso accettare che la sua gestione possa apparire, agli occhi dei cittadini, condizionata da equilibri di potere o affidata con modalità che non restituiscono l&#8217;idea di un luogo realmente pubblico. Lamezia Terme, dopo le importanti somme spese per acquistare il Teatro Grandinetti — e non certamente da me — merita uno spazio culturale aperto, trasparente e davvero al servizio della città. <strong>Ah, dimenticavo: io non ho paura, anzi si, ma ho il coraggio di affrontarla&#8221;</strong>.</em></p>
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		<title>Lamezia non può tacere davanti a certe derive&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-non-puo-tacere-davanti-a-certe-derive-di-francesco-grandinetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 12:07:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, anche a Lamezia Terme, esistono rappresentanti politici che si richiamano alle posizioni del generale Roberto Vannacci. Proprio per questo ritengo di non poter rimanere in silenzio davanti ad alcune dichiarazioni e ad alcuni comportamenti che stanno emergendo nel dibattito pubblico nazionale. Trovo grave che si possa arrivare a mettere in discussione persino l&#8217;esistenza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s3">Oggi, anche a Lamezia Terme, esistono rappresentanti politici che si richiamano alle posizioni del generale Roberto Vannacci. Proprio per questo ritengo di non poter rimanere in silenzio davanti ad alcune dichiarazioni e ad alcuni comportamenti che stanno emergendo nel dibattito pubblico nazionale. Trovo grave che si possa arrivare a mettere in discussione persino l&#8217;esistenza e la specificità del reato di femminicidio. In un Paese che continua a contare troppe donne vittime di violenza, minimizzare o relativizzare un fenomeno così drammatico significa non coglierne fino in fondo la portata sociale e culturale.</p>
<p>Allo stesso tempo, destano preoccupazione assemblee e manifestazioni nelle quali, senza particolari remore, si utilizzano linguaggi, simboli e riferimenti che richiamano stagioni della nostra storia che dovrebbero appartenere definitivamente al passato. Appunto  termini come &#8220;camerati&#8221;, saluti militari ostentati come simboli identitari e, in alcuni casi, persino richiami al saluto romano non possono passare inosservati. Essere antifascisti non è una questione ideologica. È una questione di rispetto verso la nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e fondata sui principi della democrazia, dell&#8217;uguaglianza, della libertà e del rispetto dei diritti umani. Per questo credo che non si possa restare indifferenti. Quando si mettono in discussione conquiste civili, quando si normalizzano linguaggi divisivi e discriminatori, quando si alimentano culture che anziché unire tendono a contrapporre, è dovere di chi crede nella democrazia prendere posizione.</p>
<p>Ritengo che il Consiglio Comunale di Lamezia Terme debba esprimere con chiarezza la propria distanza da dichiarazioni che rischiano di indebolire la cultura del rispetto e dell&#8217;uguaglianza. Non si tratta di censurare nessuno, ma di affermare con forza quali sono i valori sui quali si fonda la nostra convivenza civile. Invito pertanto tutte le forze democratiche, progressiste e moderate della città a prendere pubblicamente posizione. Non è il momento dei silenzi né delle ambiguità.<br />
Lamezia Terme è una città aperta, inclusiva, solidale. Una città che conosce il valore della libertà e della dignità delle persone. Per questo non può e non deve diventare un avamposto di culture politiche che riportano indietro l&#8217;orologio della storia.<br />
La difesa dei diritti, della parità tra uomini e donne, del rispetto delle differenze e dei principi costituzionali non appartiene a una parte politica, appartiene a tutti coloro che credono nella democrazia.<br />
Di fronte alle discriminazioni, all&#8217;intolleranza e ai tentativi di mettere in discussione conquiste civili e valori fondanti della nostra Repubblica, il silenzio non è neutralità, diventa complicità&#8221;.<br />
<em><strong>* Presidente  L.A.M.E.T.I.A. e non solo</strong></em></p>
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		<title>Il centro sinistra continua a perdere perché non si distingue chiaramente&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 14:37:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Legge elettorale e preferenze: il centrosinistra capisca perché continua a perdere. Se non ti distingui chiaramente la gente continuerà a scegliere chi ha più forza e potere.  Le ultime elezioni comunali in Calabria dovrebbero fare riflettere profondamente il centrosinistra. Continuare a perdere consenso non può essere considerato soltanto un problema di candidature o alleanze. Esiste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Legge elettorale e preferenze: il centrosinistra capisca perché continua a perdere. Se non ti distingui chiaramente la gente continuerà a scegliere chi ha più forza e potere.  <span class="s1">Le ultime elezioni comunali in Calabria dovrebbero fare riflettere profondamente il centrosinistra. Continuare a perdere consenso non può essere considerato soltanto un problema di candidature o alleanze. Esiste una distanza sempre più evidente tra politica e cittadini, e questa distanza cresce ogni volta che i partiti sembrano chiudersi dentro logiche autoreferenziali invece di combattere battaglie vere e comprensibili dalla gente. </span><span class="s1">Per questo ritengo che la discussione sulla nuova legge elettorale sia un passaggio fondamentale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si continua a parlare di premi di maggioranza, soglie, equilibri interni e strategie parlamentari, evitando però il vero nodo democratico: restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti attraverso le preferenze. </span><span class="s1">Sono contrario a qualsiasi riforma che continui a consentire alle segreterie dei partiti di nominare deputati e senatori. Gli eletti devono rispondere ai cittadini e ai territori, non ai capi corrente o ai dirigenti nazionali. </span><span class="s1">E forse molti partiti comprendono benissimo che con il ritorno delle preferenze diminuirebbe fortemente il loro potere interno, a vantaggio di chi lavora realmente tra la gente, ascolta i problemi quotidiani e costruisce consenso sul territorio. </span><span class="s1">È anche per questo che cresce l&#8217;astensionismo e al voto per convenienza personale. Se vogliamo non perdere anche alle elezioni nazionali dico che le persone sono stanche di votare candidati che spesso non conoscono, provenienti da territori lontani e totalmente assenti dalla vita reale delle comunità.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con le preferenze cambierebbe tutto. Gli eletti smetterebbero di vivere soltanto dentro i palazzi o nelle fotografie con i leader nazionali e tornerebbero a bussare alle porte, ad ascoltare i cittadini, a conquistarsi il consenso casa per casa. </span><span class="s1">Ed è proprio qui che il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di distinguersi davvero dal centrodestra. Non con flebili comunicati stampa o dichiarazioni di circostanza, ma con una battaglia concreta fatta di raccolte firme, banchetti nelle piazze, dibattiti pubblici e mobilitazione popolare. </span><span class="s1">Perché questa non sarebbe soltanto una riforma elettorale. Sarebbe una vera inversione di rotta: dal potere autoreferenziale dei partiti al ritorno del potere al popolo. </span><span class="s1">E forse proprio da qui potrebbe ripartire anche la credibilità di un centrosinistra che, se vuole tornare a vincere, deve ricominciare ad avere il coraggio di combattere battaglie chiare, popolari e profondamente democratiche.</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">*Presidente LAMETIA enonsolo</span></em></p>
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		<title>&#8220;Il passaparola può far volare Lamezia&#8230; o distruggerla&#8221;&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-passaparola-puo-far-volare-lamezia-o-distruggerla-di-francesco-grandinetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 07:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[francesco grandinetti]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono momenti nella vita di una città che sembrano piccoli segnali, quasi invisibili. Ma se li sai osservare bene, capisci che possono trasformarsi in qualcosa di enorme. E oggi, a Lamezia Terme, quei segnali ci sono tutti. Basta camminare per strada, fermarsi qualche minuto in centro, osservare le persone. Li riconosci subito. Hanno lo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-passaparola-puo-far-volare-lamezia-o-distruggerla-di-francesco-grandinetti/">&#8220;Il passaparola può far volare Lamezia&#8230; o distruggerla&#8221;&#8230;di Francesco Grandinetti*</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><em><span class="s2">Ci sono momenti nella vita di una città che sembrano piccoli segnali, quasi invisibili. Ma se li sai osservare bene, capisci che possono trasformarsi in qualcosa di enorme.<br />
E oggi, a Lamezia Terme, quei segnali ci sono tutti.<br />
Basta camminare per strada, fermarsi qualche minuto in centro, osservare le persone. Li riconosci subito. Hanno lo sguardo curioso e rilassato di chi è in vacanza. Indossano pantaloncini mentre noi ancora usciamo con il maglione. Camminano lentamente, si guardano intorno, cercano qualcosa da scoprire. Cercano autenticità. Cercano emozioni.<br />
Sono turisti.<br />
E forse, per la prima volta dopo tanti anni, la situazione tanto da me auspicata potrebbe davvero verificarsi, quella di avere una Lamezia Terme visitata, attraversata, vissuta da persone provenienti da altre città e da altri Paesi.<br />
Ma dobbiamo avere il coraggio di dirci una verità: la città, tecnicamente, non è ancora pronta.<br />
Non perché manchi la bellezza. Anzi.<br />
Lamezia è bellissima. Ha storia, panorami, tradizioni, castelli, mulini, racconti antichi, mare vicino, terme, cultura, cibo straordinario e soprattutto un&#8217;anima vera. Ma spesso il turista si ritrova spaesato.<br />
Dove si mangia la domenica a pranzo?<br />
Cosa si può visitare?<br />
Chi dà informazioni?<br />
Esiste un punto di riferimento?<br />
Dove si vive davvero la città?<br />
E allora il rischio diventa enorme.<br />
</span></em></p>
<p class="p1"><em><span class="s2">Perché oggi il turismo vive di passaparola. Vive di recensioni, di emozioni raccontate, di foto condivise, di piccoli dettagli. Una città può crescere grazie a un sorriso. Ma può anche essere distrutta da dieci feedback negativi.<br />
Ecco perché oggi non mi rivolgo al sindaco o agli assessori. Non perché non abbiano responsabilità, ma perché i tempi della burocrazia sono troppo lenti, complicati, spesso paralizzati. E questa occasione rischia di passare prima ancora che qualcuno riesca a organizzare un tavolo tecnico.<br />
Oggi mi rivolgo direttamente ai cittadini. Ai commercianti. Ai giovani. Ai lametini.<br />
Quando vedete uno straniero o un turista, sorridetegli.<br />
Non fate finta di niente.<br />
Chiedetegli se ha bisogno di aiuto. Offrite informazioni. Se avete dieci minuti liberi, accompagnatelo a vedere il castello anche solo da lontano, spiegategli dove sono i mulini, raccontategli la storia della città, indicategli un museo, una chiesa, un punto panoramico.<br />
Offritegli un caffè.<br />
Parlate con loro.<br />
Perché chi arriva in Calabria spesso non cerca soltanto monumenti. Cerca umanità. Cerca il calore che altrove non trova più.<br />
E attenzione a un altro errore gravissimo che è quello di pensare  che il turista sia qualcuno da &#8220;spennare&#8221;.<br />
Non aumentiamo i prezzi perché &#8220;tanto sono stranieri&#8221;. Facciamo l&#8217;esatto contrario. Se possibile, facciamogli perfino uno sconto inatteso. Oggi forse avremo un euro in meno. Ma domani potremmo avere una città piena di persone che ritornano, parlano bene di noi e portano ricchezza vera.<br />
Il turismo non si costruisce solo con gli aeroporti.<br />
Si costruisce con il comportamento quotidiano di un popolo.<br />
E allora facciamo attenzione anche alla spazzatura. Non lasciamola abbandonata. Difendiamo il decoro urbano come fosse il salotto di casa nostra. Non dico di farlo come Andrea&#8230;ma facciamolo. Perché chi arriva vede tutto. E giudica tutto.<br />
Ma soprattutto raccontiamo le nostre storie.<br />
Tiriamo fuori le leggende dei nostri nonni, i racconti antichi, i misteri della città, le tradizioni popolari. Facciamo vivere Lamezia attraverso le emozioni. Come ha fatto Stefano con la sua edicola e così come ha fatto Fabio con il &#8220;Mulino delle Fate&#8221;, trasformando un luogo in un racconto capace di incuriosire e affascinare.<br />
La vera forza del turismo moderno è l&#8217;esperienza. E noi abbiamo la fortuna di possedere storie vere, autentiche.<br />
E allora perché non creare anche gruppi spontanei di cittadini volontari?<br />
Persone che camminano per la città con un piccolo distintivo con scritto:<br />
&#8220;Guida Turistica Volontaria&#8221;.<br />
Sarebbe un gesto meraviglioso.<br />
Un modo per dire: &#8220;Benvenuti. Questa città è anche vostra.&#8221;<br />
Ma accanto all&#8217;impegno spontaneo dei cittadini, ci sono anche idee semplici che potrebbero essere realizzate rapidamente senza grandi costi.<br />
Perché, ad esempio, l&#8217;amministrazione comunale non potrebbe individuare alcuni bar, attività commerciali o punti strategici della città affidandogli ufficialmente il ruolo di &#8220;Punto Informazioni Turistiche&#8221;?<br />
Basterebbe una piccola targa riconoscibile all&#8217;esterno dei locali. Un simbolo semplice ma chiaro. Un turista vedrebbe subito dove entrare per chiedere informazioni, ricevere una mappa, sapere dove mangiare o cosa visitare.<br />
Sarebbe una rete diffusa di accoglienza, costruita direttamente dentro la città reale.<br />
E ancora.<br />
Perché non creare delle vere e proprie &#8220;zone franche turistiche&#8221; nei centri storici di Nicastro, Sambiase e in Piazza Italia?<br />
Zone vive, aperte, snelle, senza l&#8217;asfissia della burocrazia.<br />
Spazi dove poter concedere gratuitamente e con procedure semplicissime, l&#8217;occupazione del suolo pubblico per piccoli artigiani, artisti, espositori di antichità, curiosità locali, libri antichi, prodotti tipici, pittori, musicisti di strada e creativi.<br />
Perché il turismo ama la vita vera.<br />
Ama le piazze vissute.<br />
Ama trovare qualcosa che non si aspetta.<br />
Un turista che passeggia in un centro storico vivo, pieno di piccoli oggetti artigianali, racconti, musica e colori, non sta semplicemente visitando una città, la sta vivendo.<br />
E una città vissuta resta nel cuore.<br />
</span></em></p>
<p class="p1"><em><span class="s2">E mi rivolgo soprattutto ai giovani.<br />
Perché spesso l&#8217;entusiasmo che hanno loro manca a molti adulti e, purtroppo, anche a una parte di una politica diventata autoreferenziale, stanca, distante dalla realtà.<br />
I giovani e i pensionati che hanno più tempo invece possono cambiare davvero il volto di questa città.<br />
Con entusiasmo. Con creatività. Con orgoglio.<br />
Lamezia oggi ha davanti una possibilità concreta. Forse irripetibile.<br />
Non perdiamola per superficialità, per disorganizzazione o per pessimismo.<br />
Rimbocchiamoci le maniche tutti insieme.<br />
Perché una città che accoglie bene non regala soltanto una vacanza.<br />
Regala un ricordo.<br />
E i ricordi, quando sono belli, fanno ritornare le persone.</span></em></p>
<p>*Presidente &#8220;L.A.M.E.T.I.A. e non solo&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-passaparola-puo-far-volare-lamezia-o-distruggerla-di-francesco-grandinetti/">&#8220;Il passaparola può far volare Lamezia&#8230; o distruggerla&#8221;&#8230;di Francesco Grandinetti*</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Basta nominati, il popolo deve tornare a scegliere&#8230;di Francesco Grandinetti*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi della politica italiana non nasce soltanto dalla sfiducia nei partiti, ma soprattutto dalla sensazione, sempre più diffusa tra i cittadini, di non contare più nulla nelle scelte decisive del Paese. E tra queste, la più importante riguarda proprio la possibilità di scegliere chi deve rappresentarli in Parlamento. La proposta di nuova legge elettorale sostenuta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>La crisi della politica italiana non nasce soltanto dalla sfiducia nei partiti, ma soprattutto dalla sensazione, sempre più diffusa tra i cittadini, di non contare più nulla nelle scelte decisive del Paese. E tra queste, la più importante riguarda proprio la possibilità di scegliere chi deve rappresentarli in Parlamento. La proposta di nuova legge elettorale sostenuta dal governo di Giorgia Meloni rischia di aggravare ulteriormente questa distanza tra eletti ed elettori. Una legge che continua a privilegiare le segreterie politiche, trasformando deputati e senatori in nominati più che in rappresentanti del popolo. Ed è proprio qui il nodo centrale: senza preferenze, il cittadino perde il diritto reale di scegliere il proprio parlamentare. Per anni si è parlato di crisi dell&#8217;affluenza elettorale come se fosse una semplice forma di disinteresse. Ma la verità è un&#8217;altra è quella che  milioni di persone non vanno più a votare perché hanno capito che troppo spesso il loro voto non decide chi sarà eletto. Decidono le segreterie. Decidono gli equilibri interni dei partiti. Decidono i rapporti di forza nazionali. E il territorio resta senza voce. La reintroduzione delle preferenze rappresenterebbe invece una svolta democratica fondamentale. Significherebbe restituire dignità al voto popolare e responsabilità agli eletti. Un deputato scelto direttamente dai cittadini non può permettersi di ignorare il territorio, perché sa che la propria forza politica nasce dal consenso reale delle persone e non soltanto dalla fedeltà ai vertici del partito. </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Negli ultimi anni abbiamo assistito a scelte devastanti che hanno inciso profondamente sulla vita delle persone. Sanità sempre più lontana dai cittadini, ospedali in difficoltà, aumento delle povertà, territori abbandonati, ambiente sacrificato troppo spesso agli interessi economici e una crescente perdita di equilibrio sociale tra Nord e Sud del Paese. In questo quadro, la sciagurata prospettiva dell&#8217;autonomia differenziata rischia di aumentare ulteriormente le disuguaglianze, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. E viene spontanea una domanda: se fossero esistiti ancora veri parlamentari del territorio, scelti direttamente dal popolo attraverso le preferenze, molte di queste decisioni sarebbero passate con tanta facilità? Probabilmente no. Perché un deputato che deve rendere conto quotidianamente ai cittadini avrebbe avuto il dovere politico e morale di difendere la propria comunità, la sanità pubblica, l&#8217;ambiente, il lavoro e la dignità sociale del territorio che rappresenta. Oggi invece troppo spesso si assiste a parlamentari più preoccupati di compiacere le segreterie nazionali che di ascoltare i problemi reali delle persone. E questo ha creato una politica distante, autoreferenziale, incapace di percepire il disagio crescente che attraversa il Paese. Per questo rivolgo un appello sincero anche al mio Partito Democratico e a tutte le forze di centrosinistra.  Serve più chiarezza, più coraggio e più determinazione nel sostenere la reintroduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale. Non basta accennarlo timidamente o relegarlo a tema secondario. Deve diventare una battaglia centrale per restituire dignità alla democrazia italiana e ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni. </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio di scendere nelle piazze, nei consigli comunali, nei territori, raccogliendo firme e consenso popolare contro una legge elettorale che continua ad allontanare il popolo dalle istituzioni. Perché senza rappresentanza reale non può esistere vera partecipazione democratica. La politica ha bisogno di tornare tra la gente, nei quartieri, nelle comunità, nei luoghi del disagio e della speranza. Ha bisogno di ritrovare il rapporto umano con i cittadini. Ed è per questo che la battaglia per le preferenze non è una semplice questione tecnica o elettorale, è una battaglia di libertà democratica. Restituire ai cittadini il diritto di scegliere significa restituire credibilità alle istituzioni. Significa riportare partecipazione, passione e affluenza alle urne. Perché quando il popolo sente davvero di poter incidere, torna a credere nella politica. E una democrazia senza partecipazione è una democrazia sempre più fragile.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">*Presidente di &#8216;LAMETIAenonsolo&#8217;.</p>
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		<title>&#8220;Altro che risanamento, ora si dica tutta la verità. Serve unità per salvare Lamezia Terme&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 07:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Oggi assistiamo, soprattutto sui social, a una vera e propria gara su chi ha fatto di più per la città. C’è chi rivendica una buca sistemata in via dei Mille, chi due buche in Piazza d’Armi, chi denuncia da anni piccoli disservizi. Una rincorsa continua alla visibilità, fatta di frasi, slogan e autocelebrazione. Ma manca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Oggi assistiamo, soprattutto sui social, a una vera e propria gara su chi ha fatto di più per la città. C’è chi rivendica una buca sistemata in via dei Mille, chi due buche in Piazza d’Armi, chi denuncia da anni piccoli disservizi. Una rincorsa continua alla visibilità, fatta di frasi, slogan e autocelebrazione. Ma manca una cosa fondamentale, la verità. Nessuno – o quasi – parla di ciò che non è stato fatto. Nessuno affronta fino in fondo il nodo centrale che oggi blocca ogni prospettiva di sviluppo: il disastro finanziario del Comune di Lamezia Terme. </em><em>Di chi è la responsabilità? Perché non si ha il coraggio di dirlo chiaramente? Ricordo bene che l’attuale sindaco, Mario Murone, è arrivato alla guida della città in un momento in cui si raccontava che il Comune fosse risanato, che la precedente amministrazione guidata da Paolo Mascaro avesse rimesso in ordine i conti e che ci fossero risorse pronte per essere investite. Oggi, alla prova dei fatti, viene spontanea una domanda: era davvero così? Oppure era una narrazione che non corrispondeva alla realtà?&#8221;</em>&#8211; la riflessione arriva da Francesco Grandinetti, presidente di &#8220;LAMETIA enonsolo&#8221;.</p>
<p>&#8220;<em>Se le cose stanno diversamente – </em>e io credo che sia così specifica Grandinetti<em>– allora bisogna dirlo con chiarezza, senza ambiguità. Solo partendo dalla verità si può interrompere questo sterile ping-pong tra maggioranza e opposizione (e non solo!) e cominciare a lavorare insieme per salvare la città. Perché è questo il punto: Lamezia Terme non ha bisogno di Facebook o Instagram, soprattutto da parte di chi ha strumenti ben più concreti per incidere e cambiare le cose. Ha bisogno di visione, di determinazione, di unità. Siamo in una fase storica decisiva. Si parla di area centrale della Calabria, di una possibile “città dei due mari”, di un nuovo ruolo strategico per il territorio. In questo contesto, la compattezza bipartisan è fondamentale per affermare la centralità politica e geografica della nostra città, sia che si parli di una nuova provincia, di una nuova città, sia di un nuovo modello di sviluppo territoriale. Per questo oggi dico con chiarezza che il sindaco Murone va aiutato. Avrà davanti ancora quattro anni di governo e in questi quattro anni la città deve crescere. Non possiamo permetterci divisioni sterili o polemiche quotidiane. </em></p>
<p><em>Lo dice una persona iscritta al Partito Democratico profondamente convinto di un modello sociale diverso dai partiti che oggi governano. Lo dice una persona stanca ma non rassegnata, e soprattutto profondamente delusa da un dibattito pubblico ridotto troppo spesso a post inutili, lontani anni luce dai veri problemi e dalle vere opportunità della città. E le opportunità ci sono. </em><em>Cresce il turismo, aumentano gli investitori interessati al territorio, si discute a livello regionale di nuove prospettive strategiche dell&#8217;area. </em><em>È questo il momento di alzare lo sguardo. Per questo &#8211; </em>sottolinea Grandinetti<em> &#8211; rivolgo un invito sincero alle opposizioni, facciamo tesoro o se vogliamo prendiamo spunto da queste mie riflessioni. Abbiamo perso le elezioni, è un dato di fatto. Ma proprio per questo oggi serve un gesto di maturità politica: sedersi attorno a un tavolo e contribuire, insieme, alla programmazione dello sviluppo della città. Si parta dai temi fondamentali, come la sanità, e si costruisca una visione condivisa con Lamezia che dica la sua. Allo stesso tempo, chiedo al sindaco Mario Murone maggiore attenzione verso le proposte e le sensibilità delle opposizioni. Chieda collaborazione. Perché oggi più che mai serve mettere insieme competenze, idee, energie. Servono menti eccellenti. Serve unità. Serve coraggio. Perché Lamezia Terme non ha bisogno di polemiche di maniera, ha bisogno di futuro&#8221;</em>&#8211; conclude il presidente .di &#8220;LAMETIA enonsolo&#8221;.</p>
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		<title>Grandinetti (LAMETIA enonsolo): onorevole Furgiuele hai un grande privilegio, non sprecarlo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-lametia-enonsolo-onorevole-furgiuele-hai-un-grande-privilegio-non-sprecarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 09:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Remigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono momenti in cui una comunità deve scegliere se restare in silenzio o prendere posizione. E ci sono parole che, anche se pronunciate lontano da qui, ci riguardano da vicino. Il dibattito sulla cosiddetta &#8216;remigrazione non è una polemica romana né un esercizio ideologico. È una questione che parla del tipo di società che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">&#8220;<em>Ci sono momenti in cui una comunità deve scegliere se restare in silenzio o prendere posizione. </em></span><em><span class="s1">E ci sono parole che, anche se pronunciate lontano da qui, ci riguardano da vicino. </span>Il dibattito sulla cosiddetta &#8216;remigrazione non è una polemica romana né un esercizio ideologico. È una questione che parla del tipo di società che vogliamo costruire: aperta o chiusa, giusta o selettiva, umana o spaventata. La storia ci insegna quanto sia facile scivolare&#8221;</em>. E&#8217; quanto dichiara Francesco Grandinetti, presidente di <em>&#8220;LAMETIA enonsolo&#8221;</em>  in relazione alla conferenza <a style="color: #4db2ec; text-decoration-line: underline;" href="https://www.calabrianews.it/casapound-la-remigrazione-alla-camera-linvito-del-leghista-e-vannacciano-furgiuele/">“Remigrazione e riconquista”, </a> al centro delle polemiche, in programma nella sala stampa di Montecitorio venerdì 30 gennaio alle 11,30.</p>
<p class="p1"><em><span class="s1">&#8220;In pochi decenni si può passare dalla battaglia per i diritti civili di Martin Luther King, fondata sull&#8217;uguaglianza e sulla dignità, a una narrazione che divide il mondo in diritti dei neri contro diritti dei bianchi, delle donne contro quelli degli uomini, dei poveri contro quelli dei ricchi e viceversa- </span></em><span class="s1">sottolinea Grandinetti che dettaglia</span><em><span class="s1">: </span><span class="s1">Quando i diritti smettono di essere universali e diventano privilegi di qualcuno contro qualcun altro, la democrazia inizia a incrinarsi. Le derive populiste e identitarie, fino alle figure contemporanee come Donald Trump, non nascono dal nulla: crescono proprio su questa frattura. </span>L&#8217;apartheid, le segregazioni razziali, le discriminazioni di genere non sono incidenti della storia. Sono il risultato di un linguaggio che prima separa, poi gerarchizza, infine giustifica l&#8217;ingiustizia come &#8216;naturale&#8217; o &#8216;necessaria. Sempre così&#8221;.</em></p>
<p class="p2"><em>&#8220;LAMETIA nasce da un&#8217;idea semplice ma radicale: una città è tale solo se è umana, giusta, solidale. P<span class="s1">er questo &#8211; </span></em><span class="s1">rimarca Grandinetti</span><em><span class="s1"> &#8211; non possiamo accettare che, in nome dell&#8217;identità e delle tradizioni, si normalizzi un linguaggio che esclude. S</span>i parla spesso di tradizioni e si richiama quella cristiana come fondamento morale. Ma la tradizione cristiana, quella autentica, non parla di espulsione né di &#8216;remigrazione&#8217;. Parla di rispetto del prossimo, di accoglienza, di cura per chi soffre. Dimenticarlo significa tradire il senso stesso di quelle parole. LAMETIA parte da Lamezia Terme, dalla Calabria, da una terra che conosce bene cosa vuol dire partire, emigrare, cercare altrove dignità e futuro. Qui sappiamo che non tutti hanno il privilegio di passare la domenica in famiglia, con piatti appena sfornati e una tavola imbandita. Qui sappiamo cosa significa andarsene non per scelta, ma per necessità&#8221;.</em></p>
<p class="p2"><em>&#8220;E sappiamo anche un&#8217;altra cosa: che la libertà non ci è stata regalata. <span class="s1">Le lotte partigiane non sono state &#8216;lotte di comunisti mangiabambini&#8217;, come qualcuno ancora oggi prova a raccontare. Sono state lotte di uomini e donne che avevano capito cos&#8217;era la libertà, che avevano visto dove portavano l&#8217;obbedienza cieca, il culto dell&#8217;identità, la rinuncia ai diritti. Persone comuni che hanno scelto di non voltarsi dall&#8217;altra parte- </span></em><span class="s1">prosegue Grandinetti</span><em><span class="s1">. </span>La storia ci avverte sempre allo stesso modo: prima le parole, poi le leggi. Prima la paura, poi la repressione. Oggi sembrano solo dichiarazioni. Domani possono diventare apparati, milizie, regimi. Per questo non basta indignarsi davanti ai palazzi del potere. <span class="s1">Bisogna indignarsi ovunque: nei territori, nelle piazze, nelle associazioni, nella vita quotidiana. Senza paura. Senza nascondersi&#8221;.</span></em></p>
<p class="p2"><em>&#8220;Dopo secoli di conquiste ottenute con sacrifici, lotte e vittime, &#8211; </em>conclude il presidente di &#8216;LAMETIA enonsolo&#8217;<em> &#8211; non possiamo permettere che il nostro futuro venga affidato a chi non riconosce la dignità delle persone. <span class="s1">Difendere i diritti umani non è estremismo. </span><span class="s1">È memoria. </span><span class="s1">È responsabilità. </span><span class="s1">È libertà. </span>LAMETIA continuerà a farlo&#8221;.</em></p>
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		<title>Grandinetti: &#8220;Quando un&#8217;ambulanza arriva tardi, e per giunta senza medico la politica ha già fallito&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-quando-unambulanza-arriva-tardi-e-per-giunta-senza-medico-la-politica-ha-gia-fallito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 08:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Come LAMETIA Enonsolo, esprimo una condivisione piena e convinta dell’iniziativa promossa dall&#8217; ex Presidente del consiglio comunale Giancarlo Nicotera sul tema del servizio 118 e dell’emergenza-urgenza nel nostro territorio. Questa non è una battaglia ideologica. È una questione di diritti fondamentali&#8221;. E&#8217; quanto dichiara il presidente dell&#8217;Associazione, Francesco Grandinetti. &#8220;Il diritto alla salute &#8211; sottolinea [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/grandinetti-quando-unambulanza-arriva-tardi-e-per-giunta-senza-medico-la-politica-ha-gia-fallito/">Grandinetti: &#8220;Quando un&#8217;ambulanza arriva tardi, e per giunta senza medico la politica ha già fallito&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Come LAMETIA Enonsolo, esprimo una condivisione piena e convinta dell’iniziativa promossa dall&#8217; ex Presidente del consiglio comunale Giancarlo Nicotera sul tema del servizio 118 e dell’emergenza-urgenza nel nostro territorio. Questa non è una battaglia ideologica. È una questione di diritti fondamentali&#8221;</em>. E&#8217; quanto dichiara il presidente dell&#8217;Associazione, Francesco Grandinetti. <em>&#8220;Il diritto alla salute &#8211; </em>sottolinea<em> &#8211; non è un’opinione, non è una promessa elettorale, non è un terreno di scontro tra schieramenti. È un diritto costituzionale che, quando viene negato o indebolito, produce disuguaglianze, paura, sofferenza e sfiducia. Ed è proprio su questo terreno che si misura, oggi, la distanza sempre più profonda tra i cittadini e la politica. Negli ultimi anni la politica ha parlato troppo di sé stessa e sempre meno delle persone. Ha preferito spesso lo scontro sterile alle soluzioni, la polemica al merito, la propaganda alla responsabilità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una crisi di fiducia drammatica, un senso di abbandono diffuso, la percezione – purtroppo spesso fondata – che chi decide sia lontano dai problemi reali di chi vive i territori&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Quando un’ambulanza arriva in ritardo, quando un mezzo di soccorso è senza medico, quando un cittadino resta ore su una barella in un pronto soccorso sovraffollato, non c’è destra o sinistra che tenga. C’è solo una persona che soffre e uno Stato che, in quel momento, sta venendo meno al suo dovere&#8221;</em>. &#8211; sottolinea Grandinetti.</p>
<p><em>&#8220;Le parole del dottor Saverio Ferrari, delegate dello SMI, colgono nel segno: la difesa della salute pubblica non ha colore politico. Da anni, insieme a lui, abbiamo denunciato con serietà e coerenza le criticità strutturali del sistema dell’emergenza sanitaria. Oggi quelle denunce non possono più essere archiviate come allarmi ripetuti: sono la fotografia di una realtà che chiede risposte immediate.</em><br />
<em>L’iniziativa di Nicotera &#8211; </em>a parere di Grandinetti<em> &#8211; va letta esattamente in questa direzione: come un tentativo di riportare la politica dentro la vita concreta delle persone, sottraendola alle diatribe di maniera che non risolvono nulla e che, anzi, allontanano ulteriormente i cittadini dalle istituzioni.</em><br />
<em>Per questo riteniamo non solo giusta, ma necessaria la richiesta di un Consiglio comunale aperto sul tema del 118, allargato al funzionamento dei Pronto Soccorso, che oggi rappresentano uno dei punti di maggiore sofferenza del sistema sanitario. Luoghi in cui si concentrano fragilità, emergenze, disperazione, e che troppo spesso vengono lasciati soli, senza risorse e senza una visione&#8221;.</em></p>
<p>Il presidente dell&#8217;Associazione ricorda che &#8220;<em>La missione di LAMETIA Enonsolo è stare dalla parte dei diritti delle persone, sempre. Non dei diritti astratti, ma di quelli che incidono sulla qualità della vita, sulla sicurezza, sulla dignità umana. Il diritto alla salute è il primo banco di prova di una politica che voglia dirsi credibile. Difendere i diritti significa scegliere da che parte stare. Significa rifiutare l’indifferenza, rompere la rassegnazione collettiva, affermare che l’inefficienza non è un destino e che la sofferenza non può diventare normalità. Se la politica vuole riconquistare fiducia, deve tornare a fare questo: ascoltare, assumersi responsabilità, dare risposte.</em><br />
<em>Su questi temi non servono slogan, ma atti concreti e passare da questo argomento ai prossimi incominciando dalle disumane liste d&#8217;attesa. E su questi temi, LAMETIA Enonsolo c’è. Con chiarezza, dalla parte delle persone&#8230; di tutte&#8221;</em>&#8211; conclude Francesco Grandinetti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/grandinetti-quando-unambulanza-arriva-tardi-e-per-giunta-senza-medico-la-politica-ha-gia-fallito/">Grandinetti: &#8220;Quando un&#8217;ambulanza arriva tardi, e per giunta senza medico la politica ha già fallito&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>A difesa dei diritti delle persone e del territorio: nasce L.A.M.E.T.I.A enonsolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 08:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: La notizia dello spostamento della base Canadair da Lamezia Terme a Crotone non è soltanto una questione aeroportuale o logistica. È un segnale che interroga il ruolo, il peso e la capacità di tutela del nostro territorio. È anche uno dei fattori che ha accelerato un percorso che avevo già avviato da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo: </strong><span class="s1">La notizia dello spostamento della base Canadair da Lamezia Terme a Crotone non è soltanto una questione aeroportuale o logistica. È un segnale che interroga il ruolo, il peso e la capacità di tutela del nostro territorio. </span><span class="s1">È anche uno dei fattori che ha accelerato un percorso che avevo già avviato da tempo: la costituzione di un’associazione capace di difendere il territorio insieme ai diritti delle persone che lo abitano. </span><span class="s1">Da questa consapevolezza nasce<strong> L.A.M.E.T.I.A. <span class="Apple-converted-space">enonsolo  </span></strong><span class="Apple-converted-space">c</span><strong>he</strong> con i puntini inseriti dopo ogni lettera significa anche <strong>Libertà, Ambiente, Memoria, Emancipazione, Territorio, Inclusione, Antifascismo</strong>, un’associazione culturale, sociale e ambientale che prende forma a Lamezia Terme ma con una visione che va oltre i confini geografici della città.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La scelta di affiancare al nome la frase “<strong>enonsolo</strong>” non è casuale. Significa affermare (così come feci un tempo con <strong>Lameziaprovinciaenonsolo</strong>) che la difesa del territorio non può essere intesa in modo localistico o competitivo, ma come parte di una battaglia più ampia per la giustizia territoriale, l’equità, i diritti e la dignità delle persone. Quando un territorio viene indebolito, marginalizzato o privato di funzioni strategiche, a pagarne il prezzo sono sempre le comunità.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Il simbolo di L.A.M.E.T.I.A. è un albero con radici visibili, un unico tronco e una chioma composta da foglie diverse tra loro. </span></strong><span class="s1">Le radici rappresentano la memoria storica, i valori costituzionali e antifascisti e il legame con il territorio. </span><span class="s1">Il tronco unico è l’asse portante dell’impegno associativo: la tutela dell’ambiente, la difesa dei diritti e la giustizia sociale come parti inseparabili di uno stesso progetto. </span><span class="s1">Le foglie diverse raccontano il pluralismo delle persone, delle idee e delle sensibilità che possono crescere insieme, senza esclusioni né gerarchie.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L.A.M.E.T.I.A. nasce come <strong>spazio aperto di partecipazione, confronto e costruzione collettiva</strong>, rifiutando ogni forma di odio, discriminazione e autoritarismo. Si riconosce pienamente nei valori antifascisti e costituzionali, intesi non come bandiere da sventolare, ma come fondamento concreto dell’agire quotidiano. </span><span class="s1">Particolare attenzione sarà rivolta alle <strong>disuguaglianze sociali</strong>, spesso silenziose ma profonde, che attraversano i territori. Tra queste, una delle più gravi riguarda l’accesso ai diritti fondamentali, a partire dal diritto alla cura, che non può dipendere dal reddito, dal luogo in cui si vive o dalle condizioni personali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L.A.M.E.T.I.A. nasce perché credo che difendere il territorio significhi difendere le persone, e che senza diritti non esista sviluppo, così come senza cura dei luoghi non esista comunità. </span><span class="s1">Nei prossimi giorni saranno presentate le prime iniziative pubbliche.</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s2">Francesco Grandinetti</span></em></p>
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