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	<title>fiorello Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Rivoluzione a festival di Sanremo, trionfa il rock esplosivo dei Maneskin</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 01:49:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esplosivi Maneskin con &#8220;Zitti e buoni&#8221;, vincono il festival di Sanremo. Materiale atipico sul palco dell&#8217;Ariston &#8211; una rivoluzione, come comanda rock: sono stati bravi, belli, sexy e senza complessi nè obblighi di conformismo. All&#8217;annuncio il &#8220;dannato&#8221; Damiano non trattiene le lacrime: Covid o no, con i compagni sono baci, abbracci, sudore e la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli esplosivi Maneskin con &#8220;Zitti e buoni&#8221;, vincono il festival di Sanremo.</strong> Materiale atipico sul palco dell&#8217;Ariston &#8211; una rivoluzione, come comanda rock: sono stati bravi, belli, sexy e senza complessi nè obblighi di conformismo. All&#8217;annuncio il &#8220;dannato&#8221; Damiano non trattiene le lacrime: Covid o no, con i compagni sono baci, abbracci, sudore e la voce spezzata ma sempre potente del frontman. La canzone invita a non tacere e seguire la propria folla, un inno all&#8217;orgoglio di essere &#8220;diversi da loro&#8221;.<br />
<strong>Seconda la coppia Fedez-Francesca Michielin con &#8220;Chiamami per nome&#8221;</strong> e se la canzone non è niente di speciale, a loro favore ha giocato l&#8217;enorme popolarità e un savoir faire emotivo e quasi timido. Fedez, prossimo a diventare padre bis, è più maturo, serio e concentrato sulla musica: si è commosso, ha ammesso la mancanza della famiglia e questa tenerezza, tra tanti clowneschi istrioni e simili, è piaciuta. <strong>Ermal Meta è terzo con &#8220;Un milione di cose da dirti&#8221;.</strong> Il suo brano parla di un amore che &#8220;allunga la vita&#8221; e forse è proprio l&#8217;augurio giusto per siglare uno show voluto e portato avanti con le unghie e i denti per regalare agli italiani leggerezza e speranza. A lui anche il premio degli orchestrali per la miglior composizione musicale.<br />
<strong>Premio della critica Mia Martini a Willie Peyote per &#8220;Mai dire mai (la locura)&#8221;, quello della sala stampa al duo Colapesce Dimartino per &#8220;Musica leggerissima&#8221;. Madame vince per il miglior testo di &#8220;Voce&#8221;.</strong><br />
Il nome del vincitore dell&#8217;edizione numero 71 giunge con le ore piccole. Sanremo arranca recuperando qualche punto di share, ma all’avvio del gran finale è ormai chiaro che questa edizione è stata un flop. Lo certifica <strong>l’addio di Amadeus che nel pomeriggio aveva annunciato che l’anno prossimo all’Ariston non ci sarà. </strong>Insomma, basta fingere che vada tutto bene: l’ex dj finalmente ammette la debacle ma i media con lui e Fiore sono stati teneri. Il Covid ridimensiona i fallimenti, ancor di più se si tratta di uno spettacolo, a cui è mancato il calore del pubblico.<br />
In compenso, come Amadeus ripete con orgoglio dalla prima sera, è il Sanremo più social di sempre.  <strong>Materiale per i meme non manca, da Orietta Berti convinta che i Maneskin si chiamino Naziskin al calabrese Aiello, le cui nervose performance vengono paragonate a quelle di un urlatore da mercato. </strong>Come si dice in questi casi, è stata un&#8217;esperienza: per il cantante cosentino il festival finisce al 25esimo posto, il penultimo, e dedica la sua partecipazione &#8220;agli spostati come me, ai meridionali con il cuore grande e le spalle larghe&#8221;.<br />
Gli ospiti sono molto vintage, veri pezzi di storia della canzone italiana (e del festival) come Umberto Tozzi e <strong>Ornella Vanoni,</strong> che coraggiosamente prova ad emulare se stessa, ma l’età è una brutta bestia. Accompagnata da Francesco Gabbani, finché è stata sul palco abbiamo sperato in una sua irriverenza (impossibile dimenticare quella parolaccia urlata due anni fa in evidente stato confusionale, mentre si alzava la gonna fino agli slip per lamentare un malessere al ginocchio), invece niente. <strong>Revival di tipo diverso poi per la coppia di campioni composta dalla nuotatrice Federica Pellegrini e lo sciatore Alberto Tomba</strong>, che lanciano una novità, il sondaggio per scegliere il logo delle olimpiadi invernali del 2026, giudici assoluti gli italiani.<br />
<strong>Le primedonne dell’ultima serata sono le attrici Serena Rossi (conduttrice del nuovo show Rai “La canzone segreta”) e Tecla Insolia, protagonista della fiction su Nada. Ma soprattutto la giornalista Giovanna Botteri</strong> in tailleur pantalone con lustrini – chic e sobrio, il genere salvagente che blinda le signore che a vario titolo non hanno la figura o il mood per il lungo da gran sera. Con lei il festival prova a scrollarsi di dosso l’etichetta sessista ma è una toppa peggiore dello strappo. Non per la Botteri, bravissima nell’omaggio recitato a Lucio Dalla e poi a ricordare la sua cronaca del Covid da Wuhan, quando nessuno di noi immaginava cosa sarebbe accaduto iniziando come una scintilla cattiva da quella sconosciuta cittadina cinese. <strong>L’impressione è però che l’impeccabile professionalità della reporter sia stata usata per dare un contentino (mansplaining) alle donne.</strong> Peccato che più di qualcuna abbia sgamato l’ipocrisia. Perché Amadeus ha continuato a presentare come “bellissime” le cantanti e conduttrici, lasciando un passo indietro i loro curriculum, e la lunga astinenza cementata da lockdown, chiusure e distanziamento ha prodotto sui media i commenti più beceri della storia del festival. Roba come titoli sui capezzoli di Gaia svelati da un tessuto leggero e, in mancanza di Belen, la ricerca di farfalline negli spacchi inguinali dell’abito di Elodie. Il passaparola da osteria è “si è visto tutto”. Per questo, su un palco del genere ha sbagliato, e di grosso, Beatrice Venezi con quell’uscita del direttore d’orchestra.<br />
<strong>Alla fine la più acuta è stata Madame: compreso il mood, ha mandato a fuoco la fantasia dei guardoni che l’avevano ammirata nelle trasparenze di Dior, dichiarando a sorpresa di essere bisex.</strong> Cantando con un velo da sposa, la giovanissima rapper si merita un posto d’onore tra gli stravaganti della serata, insieme ai <strong>Coma Cose, che interpretano il loro brano &#8220;Fiamme negli occhi&#8221; accendendo un anello-candela indossato dalla ragazza</strong> e soffiando via il fuoco.<br />
In area pure <strong>i Maneskin (che poche ore dopo saranno incoronati vincitori del festival). Per loro, usciti dal giardino dell&#8217;Eden, tute attillate color carne con decorazioni di strass – e Damiano cede i fiori sanremesi al maestro dell’orchestra, un ideale segno di vicinanza ai lavoratori dello spettacolo.</strong><br />
Achille Lauro resta però irraggiungibile nella sua verve eccentrica e sotto la giacca da damerino svela le trafitture di rose conficcate nella carne, con tripudio splatter di sangue finto sul petto. La blasfemia, trend che era andato a segno nella prima puntata, torna trionfante: <strong>Lauro è un nuovo Messia vizioso e, stando alle parole dell&#8217;ultimo monologo, sembra essere all&#8217;Ariston per togliere i peccati del mondo</strong>. In lontananza si sentono echi di insulti, è lo shitstorming subito realmente dall&#8217;artista per la sua immagine &#8211; ogni offesa una spina di rosa. Amadeus lo richiama a presentare, insolitamente in abiti &#8220;borghesi&#8221; e spiega di aver portato al festival &#8220;un messaggio di libertà&#8221;.<br />
Di esibizioni circensi deve aver fatto indigestione <strong>Max Gazzé, che, dopo i costumi scenografici delle altre sere, spiazza gli spettatori arrivando senza barbetta e in completo serioso, occhiali compresi.</strong> Irriconoscibile, e da casa ci si chiede inquieti cosa sia successo. Al termine del brano &#8220;Il farmacista&#8221; la sorpresa: Gazzé apre la giacca e rivela la maglia di Superman. Il suo Clark Kent divenuto supereroe si lancia sulla platea delle poltrone rosse e, incontenibile, ruba la bacchetta al direttore d&#8217;orchestra per concludere la canzone.<br />
Mentre rintoccano le 2 e si sta compiendo il verdetto del televoto, in scena c&#8217;è il trio composto da Michele Zarrillo, Riccardo Fogli e Paolo Vallesi, che eseguono un medley d&#8217;annata. Vincitori già solo per aver resistito a oltre cinque ore di show &#8211; ma Sanremo è sempre Sanremo e tutti, che ci sia piaciuto o no, siamo rimasti lo stesso davanti alla tv, fino all&#8217;ultima nota.<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong><br />
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		<title>Sanremo, tra le canzoni irrompono il femminismo e la resilienza dei lavoratori dello spettacolo</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 01:15:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rinfrancati da un lieve rialzo degli ascolti (ma sempre in perdita sul 2020), la  quarta serata del festival è già in area otto marzo ed ecco che la polemica è servita. Pesantuccia. Amadeus ha la memoria corta: l’anno scorso aveva presentato la modella Sofia Novello come bellissima statuina “un passo indietro” del fidanzato campione Valentino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rinfrancati da un lieve rialzo degli ascolti (ma sempre in perdita sul 2020), la  quarta serata del festival è già in area otto marzo ed ecco che la polemica è servita.</strong> Pesantuccia. Amadeus ha la memoria corta: l’anno scorso aveva presentato la modella Sofia Novello come bellissima statuina “un passo indietro” del fidanzato campione Valentino Rossi e per poi farsi perdonare proponendo monologhi pseudo femministi (ma in uno dei due una Diletta Leotta oggettivamente ridicola che esaltava la bellezza naturale fu massacrata dagli haters). Adesso <strong>il conduttore torna alla carica introducendo la prima partner della puntata, la musicista Beatrice Venezi, appellata come direttore d’orchestra, al maschile</strong>. <strong>Amadeus si giustifica: “Non ho detto direttrice perché è lei che vuol essere chiamata così”</strong>. La bionda e flessuosa Venezi approva con un’argomentazione sconcertante: “E’ il nome di una professione ed è da sempre così, io sono fiera di questo titolo”. Insomma, poiché qui non si tratta di declinare per la prima volta al femminile termini acquisiti ma di usare un termine esistente, aspettiamoci ora che qualcuno al festival definisca Matilda De Angelis “attore”. Del resto, quali ulteriori commenti potrebbero esserci sul tema se ancora sul web si scatenano i pruriti dei voyeur per l’abito della cantante Gaia, dove si notano i segni dei capezzoli? Ovvero, nei secoli dei secoli il lavoro è maschio e l’avvenenza è femmina: bentornato Medioevo.<br />
Ma con il forfait coatto per l’altra regina della serata &#8211; Simona Ventura, contagiata dal virus- <strong>la padrona di casa all’Ariston è Barbara Palombelli</strong>. Per la giornalista il sessismo è ampiamente risarcito da una comica parodia della hit d’epoca “Siamo donne” con Amadeus e Fiorello imparruccati come le sorelle Bandiera al posto delle bonazze vintage Salerno-Squillo. Invece no, non basta. A Sanremo <strong>Palombelli è la star del tradizionale monologo impegnato.</strong> Il festival e le canzoni le offrono uno spunto per raccontare i cambiamenti del paese, da Celentano al suicidio di Luigi Tenco, da Gino Paoli a Gigliola Cinquetti. Ma è anche la sua storia: il padre l’avrebbe voluta dolce e garbata come la Cinquetti di “Non ho l’età”, lei era ribelle e amava le moto. La stima di quel padre l’ha conquistata lavorando. Prima del giornalismo si è industriata con mille mestieri e nel frattempo ha scoperto il femminismo. Oggi è il momento di passare il testimone. <strong>“Ragazze – dice la giornalista – non dovete mai arrendervi, bisogna continuare a ribellarsi. I diritti che avete voi li avete trovati già fatti, noi abbiamo dovuto costruirli. Ma non si deve mai smettere di lottare”. </strong>Stare zitte non serve comunque, “tanto non andremo mai bene, non piaceremo mai ai nostri padri, fratelli, mariti. Ci picchieranno, ci umilieranno, non saremo mai perfette per nessuno”. Ogni donna lo sa e si è riconosciuta. Le parole di Barbara fanno bene al cuore e soprattutto uniscono – ce n’è bisogno vitale, siamo atavicamente divise e competitive e ormai dovremmo aver imparato quanti danni faccia quest’autolesionistica sindrome del pollaio. Resta il fatto che, venendo da lei, è un femminismo all&#8217;acqua di rose &#8211; quindi bene ma non benissimo, e alle donne che lottano veramente il vaffa un po&#8217; parte.<br />
<strong>Lo show di Achille Lauro è un tripudio di eccessi.</strong> Nel solito prologo da guru trasgressivo, il verbo di Achille una cosa giusta la dice: “Dio benedica chissenefrega” – sì, lui lo pronuncia proprio così, la sora Lella sarebbe stata orgogliosa. Entra in scena nei panni di una lasciva sposa vestita di piume – ma sventola una bandiera tricolore. <strong>Nel catalogo di cliché provocatori (con Boss Doms baci in bocca e volgari flessioni ad altezza cavallo dei pantaloni dell’amico) il glam rock oggetto dell’esibizione, la “Me ne frego” ascoltata al festival dell’anno scorso, viene eclissato. </strong>La stessa citazione patriottica, affatto funzionale, pare messa lì a caso e subito termovalorizzata nel calderone di pose scandalose. <strong>Con Lauro duetta Fiorello, che ha preso gusto alle mise carnevalesche e partecipa al quadretto indossando un copricapo di spine</strong> sinceramente evocativo di un uccello del malaugurio: speriamo che non fosse una metafora dell’Italia. Ad Achille Lauro resterà almeno il merito di aver ristabilito una parità sessuale dell’ormone deliziando l’occhio delle (e dei) suoi fan quanto e più delle varie signore e signorine &#8220;acchiappa spettatori maschi&#8221;.<br />
Altro outfit quantomeno originale è quello del superospite Mahmoud, a metà tra un prete e un samurai, mentre è sempre elegantissimo (su questo non gli può dire nulla) Zlatan Ibrahimovic, nonostante la sua simpatia da esattore fiscale e l’insopportabile sigletta balcanica che lo accompagna.<br />
In tema di mascherate, Max Gazzé si trasforma in un Salvador Dalì pop con numero calcistico glitterato sul retro della giacca. E Aiello prova a puntare sull’effetto scenico con una maglia aperta sui fianchi e una specie di mantello di piume nero (anche qui viene un po’ l’istinto di fare scongiuri). Ma non tutti sono i Maneskin, sempre impeccabili a giocare con l’ambiguità, capeggiati dal dandy Damiano, capace di spargere erotismo ad ogni movenza. La stessa band guida decisamente pure il fronte del turpiloquio sdoganato: quest’anno le parolacce fioccano come non mai nei testi delle canzoni in gara. A calibrare ci pensano i romantici Fedez-Michielin con i microfoni legati da un nastro rosa (a proposito di microfoni, possibile che ogni sera se ne guasti uno?)<br />
Nella sezione <strong>giovani trionfa Gaudiano, che dedica il premio al padre scomparso e si commuove: </strong>“Lui è qui con me, adesso, io lo sento”. Dopo il terremoto del giudizio della sala stampa, che ha sparigliato tutte le carte, nella classifica definitiva della semifinale la situazione inizia a farsi seria. <strong>Sempre in testa alla top ten c&#8217;è Ermal Meta, seguono Willie Peyote, Arisa, Annalisa, Maneskin, Irama, la Rappresentante di lista, Colapesce e Dimartino, Malika Ayane e Noemi. </strong>Domani conosceremo il nome del vincitore del 71esimo festival di Sanremo.<br />
Defenestrato quell&#8217;obbrobrioso carrello stile ospedale, restano intatti i fiori simbolo di Sanremo. Il festival li regala agli artisti (stravolgendo le convenzioni molte donne li cedono ai partner di palcoscenico maschi) e loro ricambiano dedicando ai lavoratori dello spettacolo, nell&#8217;ora più dura, l&#8217;applauso ideale che il pubblico non può dare. <strong>La standing ovation all&#8217;unico lavoro che &#8220;dà luce a chi lo fa&#8221; saluta il monologo di Alessandra Amoroso con l&#8217;attrice Matilde Gioli</strong>: &#8220;In questo periodo ogni giorno abbiamo paura di non farcela, di non tornare ad avere la vita di prima, di perdere tutto quello per cui si era lottato, studiato, lavorato. Per questo noi come voi, vorremmo provare a tornare a sognare&#8221;. L&#8217;unica certezza di queste settimane durissime e incerte è che la musica riscalda l&#8217;anima ed è un bene essenziale. L&#8217;applauso solenne alla resiliente big family dello spettacolo ha in sè la silenziosa speranza che questo festival possa essere un talismano. Il Sanremo del nonostante, con le poltrone vuote, è il whatever it takes degli artisti.<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong><br />
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		<title>Sanremo, si tenta di far risalire gli ascolti con le cover ma poche emozioni nella noiosissima puntata-fiume</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 01:23:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il terzo giorno di festival, la Rai e Amadeus leccano le ferite degli ascolti in picchiata. Come nelle partite di calcio e nei risultati elettorali, si minimizza dichiarando soddisfazione, nonostante tutto – in fondo c’è il Covid, gli italiani sono depressi, eccetera, eccetera. Ma al secondo giro di flop viene da chiedersi se davvero, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il terzo giorno di festival, la Rai e Amadeus leccano le ferite degli ascolti in picchiata</strong>. Come nelle partite di calcio e nei risultati elettorali, si minimizza dichiarando soddisfazione, nonostante tutto – in fondo c’è il Covid, gli italiani sono depressi, eccetera, eccetera. Ma al secondo giro di flop viene da chiedersi se davvero, in un momento come questo, Sanremo (che evidentemente non sta tirando su il morale a molti), non sia accanimento terapeutico – un po’ come quelle riviste che giustificano pretestuosi nudi femminili in copertina perché “regalano bellezza”. Un’altra magagna arriva sul luogo che fu del red carpet: fuori dal teatro il cantante Piero Venery, fondatore della cover band The White Queen ed emulo di Freddy Mercury, fa l’istrione senza mascherina e viene arrestato: già noto per la trasgressione delle norme anti Covid, pare abbia risposto alla polizia: “Voi rappresentate la legge, io la leggenda”.<br />
<strong>All’Ariston ora l’auspicio è che vada meglio nella puntata delle cover, grande musica e performance spettacolari &#8211; almeno nelle intenzioni, perché le cinque ore e passa di ieri si rivelano invece di una noia mortale. </strong><br />
Prima della gara, ad iniziare però <strong>sono i Negramaro, che dedicano a Lucio Dalla la sua “4 marzo 1943”, che l’artista bolognese cantò a Sanremo proprio in questa data cinquant’anni fa, nel giorno del suo compleanno.</strong> Nella cover d’autore sono compresi i mitici occhiali rotondi di Lucio, indossati da Giuliano Sangiorgi.<br />
Sui duetti qualche appunto sparso: Fulminacci è in sintonia con l’ospite Roy Paci sull’Ombelico del mondo di Lorenzo Jovanotti, ma con quel brano giocano facile. Altra storia, sempre da Jova, “Ragazzo fortunato” nell’interpretazione sbagliatissima di Random con The Kolors. Altra stupenda canzone, “La fine” di Nesli (scritta per Tiziano Ferro), che l’autore presta a Fasma, è rovinata da un guasto ai microfoni – ma Amadeus allerta i tecnici e ne ammette una seconda esecuzione<strong>. I Pinguini Tattici Nucleari accompagnano Bugo sulle note di Battisti e nel finale il frontman Riccardo Zanotti grida un appassionato “Forza Bergamo” per la sua città assediata dal virus.</strong> Fedez e Francesca Michielin ballano soli con un medley sanremese forse troppo brutto per attirare un guest. Con Manuel Agnelli i Maneskin eseguono una rockettara “Amandoti”: per loro un outfit settecentesco con corsetti stringati e candide camicie dalle ampie maniche. <strong>Irama, concorrente in smart working, organizza un duetto a distanza su “Cyrano” con il cammeo della voce di Guccini.</strong> E’ piacevole il mash up di Ghemon con i Neri per Caso su brani ispirati al mondo femminile; frizzante e originale pure Madame che rifà con invidiabile fiato il pioneristico rap “Prisencolinensinainciusol” di Celentano. E c’è la Rettore, che gambe. Come nella canzone “Splendido splendente”, cantata in coppia con la Rappresentante di Lista, la levigata Donatella avrà firmato un assegno al chirurgo o un patto col diavolo? Il duetto più bello è con un cantautore di razza, Samuele Bersani, che offre la sua “Giudizi universali” a Willie Peyote; quanta abbondanza artistica poi nel tandem Max Gazzè-Daniele Silvestri. Ed è sempre una grande emozione, un salto al petto, sentire Tenco al festival: lo ha fatto la giovane Gaia cantando “Mi sono innamorato di te” con Lous and the Yazuka. Senza appello l’interpretazione di Battisti proposta dal duo Coma Cose che miagolano “Il mio canto libero” straziando i falsetti.<br />
<strong>L&#8217;ultimo ad esibirsi è Aiello, che sceglie l&#8217;omaggio a un altro calabrese, Rino Gaetano. La sua &#8220;Gianna&#8221; insieme a Vegas Jones non c&#8217;entra niente con l&#8217;immenso originale</strong>: un pasticcio di rap, sirene, urla e lamenti. Sacrilegio, in Calabria e non. Una performance sconclusionata che dà ad Aiello il colpo di grazia &#8211; è fuori per direttissima dall&#8217;area dei dieci finalisti.<br />
<strong>Ad affiancare i conduttori c’è l’indossatrice bresciana Vittoria Ceretti, 22 anni che sembrano dieci in più, elegante, splendida e davvero troppo pelle e ossa</strong> (ma la moda che affama le mannequin non era stata sconfessata dagli stilisti?). Fiorello con un eufemismo la definisce &#8220;magretta&#8221; ma la fanciulla ha la risposta pronta: &#8220;Qualche formetta ce l&#8217;ho&#8221;. Ma molto sulla fiducia, insomma. Amadeus la presenta come la top model più ricercata del momento però sui social è un rimpallo di “chi l’ha mai sentita”. Nei siparietti con Amadeus nessun accenno alla sua vita sentimentale (ma si sa che è fresca sposa del dj Matteo Milleri), un grande classico del cazzeggio di Sanremo – ricordiamo ancora, nel 2020, il tubare di Georgina e Cristiano Ronaldo tra palco e platea. Di coppie bellissime, in realtà, se ne sono viste pure in questi giorni, compreso Fedez che scambia messaggi teneri via Instagram con la moglie Chiara Ferragni rimasta a Milano, entrambi immalinconiti dalla lontananza. I must amorosi di questa edizione restano però gli occhi a cuoricino di Elodie quando parla di Marra e la chimica tra Francesca Barra e Claudio Santamaria.<br />
Mentre Ibrahimovic che tenta di fare lo spiritoso non si può reggere se non per amore milanista, <strong>Fiorello non si fa sfuggire una gag sulle dimissioni del segretario del Pd Nicola Zingarett</strong>i citando la sua stessa battuta sul leader politico e Barbara D’Urso, ritenuta eccessiva: “Eh, ma che esagerazione! Addirittura ha detto che si dimette perché si vergogna!” E fingendo che il passo indietro sia una replica alle gag festivaliere, continua: “Ha detto che si parla soltanto di poltrone. A noi! E di cosa dovremmo parlare qui?” Poi si fa rasare i baffetti perché turbato dalla presunta somiglianza con D’Alema (“me lo ha detto pure mia moglie, è vero!”). <strong>Ma Ibra non è l’unico campione della serata: c’è pure Sinisa Mihajlovic, che racconta la sua doppia battaglia contro la leucemia e il coronavirus</strong>.<br />
In questa serata <strong>la malattia calca spesso il palcoscenico</strong>, ma non è lei la protagonista, lo sono assolutamente gli uomini e le donne con il loro coraggio. Amadeus si prende un momento di serietà per augurare la riapertura dei teatri e delle attività commerciali bloccate dal Covid e annuncia l’attrice Antonella Ferrari, che mette in scena un monologo dissacrante sulla sua vita con la sclerosi multipla, per fare sberleffi al male.<br />
<strong>Puntuale ed inesorabile giunge il quadro di Achille Lauro, dio greco pop ricoperto di polvere dorata, in coppia con Emma Marrone per eseguire il brano “Penelope”.</strong> E finalmente guadagna lo scandalo: le lacrime di sangue che gli rigavano il viso nella prima serata, quella dell’ibrido Bowie-Renato Zero, sono state giudicate blasfeme da Famiglia Cristiana. Alle 2 la serata non è ancora finita e il brodo si allunga troppo peraltro scandendo una scaletta lentissima e senza brio &#8211; difficile riacchiappare l&#8217;audience così.<br />
Dopo il computo del voto dell&#8217;orchestra si svelano <strong>i magnifici dieci della nuova classifica: Ermal Meta, finora in testa in ogni giuria, e a seguire Annalisa, Willie Peyote, Arisa, Irama, Lo Stato sociale, Malika Ayane, Willie Peyote, Arisa, Extraliscio, Orietta Berti e Maneskin.</strong><br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Elodie incanta Sanremo, bella, brava e vera: &#8220;Oggi sono qui perché ho abbattuto un muro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2021 00:59:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elodie incanta Sanremo. Con la sua bellezza, il talento e soprattutto la forza di infrangere un tabù personale e parlare della sua adolescenza in una borgata romana difficile: &#8220;Sono qui perché ho abbattuto un muro, tutte le volte in cui sono riuscita ad abbatterne uno nella mia vita sono successe cose bellissime&#8221;. Tutto questo accadrà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Elodie incanta Sanremo. </strong>Con la sua bellezza, il talento e soprattutto la forza di infrangere un tabù personale e parlare della sua adolescenza in una borgata romana difficile: <strong>&#8220;Sono qui perché ho abbattuto un muro</strong>, tutte le volte in cui sono riuscita ad abbatterne uno nella mia vita sono successe cose bellissime&#8221;.</p>
<p>Tutto questo accadrà a fine serata &#8211; per il momento non spoileriamo.<strong> La puntata si era aperta con palloncini disegnati con occhi, bocche e baffi, sulle poltrone al posto degli spettatori. </strong>Ma poi un Fiorello sadico li fa fuori a colpi d’ago. Vero, è più poetica – e oggi doverosa, giusta – la lontananza. Le sedie rosse rimaste vacanti saranno poi coinvolte nel tormentone “su i braccioli-giù i braccioli”, sperando in ascolti più rosei della prima serata. Invece le schermaglie di Amadeus patato e Fiore <em>en travesti,</em> alla prova inaugurale non sono state all’altezza dell’anno scorso e non è tutta colpa del Covid. <strong>Lo showman siciliano però ci piace quando dedica belle parole agli adolescenti italiani che a breve torneranno in Dad</strong>, con l’augurio di recuperare tutto il tempo, gli amori, le risate e la spensieratezza della loro età in presenza. Mentre agli adulti raccomanda di vaccinarsi, “così questo incubo finirà”.<br />
In tema con il leitmotiv della stagione fiction Rai con i film su Nada e Renato Carosone, il secondo giorno a Sanremo è regno delle vecchie glorie. Canzoni eterne, finalmente si va sul sicuro. <strong>Gigliola Cinquetti, semplice e molto chic, la voce potente di Fausto Leali, la grinta di Marcella Bella.</strong><br />
Immancabile l’ospitata di<strong> Gigi D’Alessio, padrino d’eccezione di una band della scena urban partenopea. </strong>Tamarrissimi, li sfottono sui social, però come non volergli bene? Insieme cantano “Guagliune” ed è subito cuore di Napoli. “Grazie – dice Gigi &#8211; per aver dato la possibilità di esibirsi qui a questi ragazzi che non hanno nulla”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Superospite Laura Pausini, fresca di Golden Globe</strong>: per la sua fama pop Fiorello l&#8217;accosta a Freddy Mercury con un ardito mash-up. L’artista romagnola si presenta in una mise sbagliata e all’Ariston è in buona compagnia, ormai lo abbiamo capito. Per essere il festival dell’austerity e della necessaria sobrietà, le carnevalate vanno a un soldo: Laura in Valentino sembra piuttosto aver saccheggiato il guardaroba del mago Otelma, e dobbiamo commentare la sirenetta Orietta Berti, che sfoggia conchiglie di strass all’altezza dei seni o la clownesca Malika Ayane con i polsini da barboncino?</p>
<p><strong>Meno male che a illuminare il palco c’è la sfavillante Elodie. Fa la sua apparizione in lungo rosso fuoco alla Jessica Rabbit con vertiginoso spacco su gambe chilometriche, capelli scuri raccolti, trucco leggero. </strong>Classe e grazia innate, lei. Come la collega Matilda De Angelis, non sfoggia carne a buon mercato. Se l’anno scorso avevamo le curve lievitate di Georgina e Diletta, stavolta gli ultracorpi (tali, eccome) sono sussurrati – bellezza allo stato puro senza bisogno di effetti speciali. Lo richiede il momento che stiamo vivendo, per decoro, per etica. Gioia degli occhi ma nel rispetto di chi sta soffrendo.<br />
<strong>Elodie ovviamente canta pure e domina il palco da diva</strong>: un medley disco dove i suoi brani giocano con cultissimi refrain da Gianna Nannini, Raf, Carrà e Mahmoud. Con Fiorello poi duetta nel mitico “Vattene amore”, dedicata al fidanzato Marracash. Vestita da Versace e Giambattista Valli con cambi total red e un miniabito argento, peccato per quel corto di effetto a metà tra il Gabibbo e il Gianfranco D’Angelo Tenerone del Drive In (Valli). Poi un piccolo incidente: a ogni ragazza capita di perdere un orecchino, ma il suo, caduto sulla scalinata, è un Bulgari dal costo a parecchi zeri.<br />
<strong>Nella gara dei big giganteggia Lo Stato Sociale. Il loro brano “Combat Pop” (citazione dei Clash) è divertente, dissacrante e musicalmente perfetto.</strong> Achille Lauro levate, questo è esistenzialismo: “Volere sempre troppo, pagare sempre il doppio, godere la metà”. Nel 2019 arrivarono terzi, se stavolta non vincono è un sacrilegio.<br />
Sopra le righe anche gli <strong>Extraliscio con Davide Toffolo degli Allegri Ragazzi Morti</strong> nella sua lugubre maschera – la loro balera contemporanea è una sferzata di ritmo nel torpore del dopo mezzanotte. L&#8217;ex vincitore <strong>Ermal Meta regala una canzone d&#8217;amore ispirata e intensa.</strong> In generale il livello (<strong>Willie Peyote, Fulminacci</strong>) pare superiore e comunque più gradevole del gruppo della prima serata. <strong>Irama è salvato dagli altri concorrenti</strong>: all’unanimità accettano che il cantante, in quarantena per il contatto con un suo collaboratore positivo al Covid, resti in gara. La sua canzone viene proposta nella registrazione della prova generale. <strong>Bugo continua la lite a distanza con Morgan</strong>, che pubblica sui suoi social il testo della canzone incriminata della scorsa edizione.<br />
Il duo La Rappresentante di Lista calca il palcoscenico in fuxia acceso, aumentando la quota di stile queer al festival, con scorno di chi denuncia lo strapotere della lobby gay nella televisione italiana. E a proposito di ambiguità, ecco <strong>Achille Lauro</strong> (fa riflettere l’averlo posto in scaletta ben dopo Laura Pausini, che avrebbe dovuto essere il top della puntata). Oltre ogni iperbole scenica, impossibile non chiedersi perché pochi si accorgano di quanto sia privo di originalità. Lauro imita con la pretesa di innovare: forse la sua vera abilità è farsi parassita dell’ammirazione dei suoi fan, capaci di riempire il vuoto pneumatico con il loro consenso. Anche questa è una dote, va riconosciuto.<br />
Amadeus, consapevole della grande attesa, lo annuncia come “il nostro artista camaleontico”, autore di “quadri”. <strong>Lui arriva in tailleur a zampa color grigio perla, rosa all’occhiello e una lunga treccia rossa – poteva essere Rapunzel ma il trucco non lascia dubbi, è quello di Mina.</strong> Solito delirante monologo nonsense e involontariamente comico (“Dio benedica chi gode”), poi “Bam bam twist”:<strong> ad accompagnarlo i carismatici e innamoratissimi ballerini di twist Francesca Barra e Claudio Santamaria in un numero ispirato a Pulp Fiction. </strong>Finale con bacio hollywoodiano, loro sono congiunti e possono.<br />
A Sanremo 2021 l’ipersensibilità trabocca. Martedì abbiamo visto Aiello elettrico (l’ansia da palcoscenico lo ha precipitato all’ultimo posto della classifica provvisoria) e Fedez in lacrime con l’amica Michielin; ieri <strong>Alex Schwazer, l’atleta azzurro accusato di doping, </strong>ha promesso alla figlioletta di tornare più forte di prima alle Olimpiadi. Ma <strong>il momento più emozionante della seconda serata è il ricordo di Ennio Morricone: il figlio Andrea che dirige “Metti una sera a cena”,</strong> composto per il bellissimo film di Patroni Griffi. Con un pubblico vero sarebbe stata standing ovation, nei cuori di tutti è lo stesso, applausi interminabili per il maestro.<br />
Intanto Fiorello indossa la mascherina per sedere tra i palloncini in sicurezza. E quando l’ora si fa tarda e la resistenza dei telespettatori vacilla, Ibrahimovic, con la sua flemma, è quasi una cattiveria. Assente giustificato per la trasferta con il Milan, viene comunque propinato in collegamento – con la minaccia di tornare domani sera. <strong>Stavolta però il campione ha un pensiero importante, ricordando Davide Astori, </strong>scomparso nella data di oggi, tre anni fa.<br />
Ancora Elodie, e veniamo al suo momento di commozione. Se ci fossero dubbi sulla sua personalità, l’artista lo conferma vincendo la riservatezza e raccontando la sua storia. <strong>“Vengo da un quartiere popolare di Roma, ero demoralizzata e arrabbiata, non mi piaceva niente di me. </strong>Non ho preso il diploma, non ho la patente, a vent’anni avevo deciso di non cantare più. Se nasci in certi contesti devi faticare il doppio per avere quello che gli altri hanno senza fatica e diventa difficile focalizzare il tuo sogno, io lo avevo perso”. <strong>Ha la voce rotta dal pianto Elodie quando ringrazia il pianista Mauro Tre, che l’ha restituita alla musica facendole conoscere il jazz</strong>: “Tu mi hai dato un’opportunità, quella che tutti meritano, quella che io non mi ero data perché non mi sentivo mai all’altezza di niente”. Poi canta &#8220;Mai così&#8221; di Mina, occhi lucidi e brividi.<br />
<strong>Nella sezione giovani passano in semifinale il bravo Davide Shorty e Wrong on You</strong>. La <strong>classifica provvisoria dei big,</strong> aggiornata con il totale dei concorrenti, vede <strong>in testa Ermal Meta, seguito da Annalisa e, nonostante l&#8217;intoppo Covid, Irama.</strong> Aiello sempre ultimo &#8211; non lo aiutano nemmeno i peggiori piazzamenti della seconda serata. L’orchestra mugugna al posto del pubblico, i palloncini inermi non possono contestare. Chissà se con questo giudizio sarebbe stato d’accordo l’ologramma di Vincenzo Mollica, angelo custode del festival. Pure la sua è una mancanza, come il silenzio delle poltrone rosse che ogni sera ci ricorda tutto quello che abbiamo perduto.<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Sanremo dell&#8217;anno Covid, tra poltrone vuote, finti applausi, nostalgia e gag senza gioia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanremo-dellanno-covid-tra-poltrone-vuote-finti-applausi-nostalgia-e-gag-senza-gioia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 00:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La platea di poltrone vuote mette un bel po’ di tristezza come quei finti applausi registrati, gli orchestrali indossano le mascherine: a Sanremo l’ospite indesiderato è il virus. Il 71esimo festival si apre nell’Ariston orfano del pubblico, con Amadeus e Fiorello più affiatati che mai, tanto da abbandonarsi a baci e abbracci che sfidano il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La platea di poltrone vuote mette un bel po’ di tristezza come quei finti applausi registrati, gli orchestrali indossano le mascherine: a Sanremo l’ospite indesiderato è il virus. Il 71esimo festival si apre nell’Ariston orfano del pubblico, con <strong>Amadeus e Fiorello</strong> più affiatati che mai, tanto da abbandonarsi a baci e abbracci che sfidano il droplet. Ma gli sketch faticano, fanno cilecca – l’atmosfera di questi giorni stende inevitabilmente una patina opaca su ogni pretesa di allegria. Il massimo di Fiore, che esordisce in mantello di fiori con lo strascico e trucco dark (un’anticipazione dell’atteso Achille Lauro), è un conteggio degli spettatori assenti non a cranio ma a culi – per giustificare la parolaccia cita il sommo Dante. Della pandemia prova a farne una gag da ipocondriaco, ammonendo tutti dal toccare roba in giro. Ma è pia illusione<strong>: il Covid purtroppo ha già fatto la sua entreé contagiando un collaboratore di Irama e il cantante ieri non si è esibito aspettando il tampone che, se negativo, confermerà la sua partecipazione</strong> alla gara (in caso contrario sarà escluso).<br />
La prima serata vede la performance di quattro giovani (due già in semifinale, <strong>Folcast e Gaudiano</strong>) e 13 big. <strong>Momento nostalgia con il vincitore in carica, Diodato</strong>, che con i conduttori scatta una foto gemella della finale 2020 come se si potesse tornare indietro all’ultimo momento felice del paese, quando ancora nessuno sapeva che le prossime canzoni sarebbero state a distanza, dai balconi.</p>
<p style="text-align: center;">Le primedonne del festival al debutto ieri sono la splendida <strong>Matilda De Angelis </strong>(nel cast della serie “The Undoing”, e qui sui social si scatena l’ironia sulle forme dell’attrice, che nella fiction sembrava più prosperosa), peccato per gli abiti terribili, con lei giro Prada ha sbagliato tutto; e <strong>Alessia Bonari</strong>, l’infermiera del selfie con i segni della mascherina, bella con semplicità, adorabile nel suo candore. Ma anche due valletti-star come uno <strong>Zlatan Ibrahimovic</strong> stile bodyguard, tanto spettacolare sul campo da gioco quanto inutile sul palco.</p>
<p>Ospiti rigorosamente italiani per il divieto di circolazione internazionale (o forse perché sarebbero costati troppo). <strong>Loredana Berté</strong> con corona di farfalle in testa tipo ghirlande dei cinesi, grintosa come sempre, canta un proprio medley e il nuovo singolo “Figlia di”. Le gambe sono ancora all’altezza dei tempi d’oro, il viso un mascherone stuccato: lei non è una signora e se ne frega. Regina assoluta, osannata dal web, chapeau pure per il suo appello anti violenza: &#8220;Al mio schiaffo, denunciate&#8221;. Meravigliosa.<br />
In ordine sparso, solo qualche nota. Tra i big funzionano di <strong>Colapesce Dimartino</strong>, carino anche il balletto della pattinatrice. Il cosentino <strong>Aiello</strong> è troppo nervoso e canta a scatti, alla fine scarica la palpabile tensione con un sospiro. <strong>Fedez si concede un gossip d’ultima ora che manda in visibilio i follower, postando su Instagram un selfie di spalle dove sembrerebbe svelare l’iniziale del nome della figlia nascitura</strong> – poi sul palco con l’amica Francesca Michielin non è esaltante, ma insieme sono la classica coppia sanremese. Perfetto <strong>Max Gazzé, che gioca sul sicuro: gradevole e riconoscibilmente sua la canzone “Il farmacista”, scenografico il costume da scienziato quattrocentesco e le sagome di icone pop, con lui la Trifluoperazina Monstery Band.</strong><br />
C’è poi <strong>Noemi, raggiante e paillettata nella nuova taglia slim – ma a qualcuno non è piaciuta la sua celebrazione dei chili perduti su Vanity Fair</strong>, un passo indietro sulla strada del body positive contro i canoni imposti di bellezza femminili. <strong>Madame è a piedi nudi</strong>, lei pure tarantolata come Aiello con l’aggravante di riprese a palla che mettono a dura prova i già sfiniti telespettatori. E Fasma, con una canzone che è facile prevedere tormentone radiofonico già domani mattina.<br />
La parte più divertente del festival, da qualche anno, è il commento in tempo reale sui social. Tra le unghie da strega di Arisa e i monosillabi di Ibra, grande protagonista del cazzeggio su Facebook, come ovviamente è lui, <strong>Achille Lauro. Arriva citando David Bowie e Renato Zero, con una tutina luccicante, spalline enormi, parrucca blu e una larga corolla di piume di struzzo rosa</strong> – brandendo una lancia sormontata da un sacro cuore. Ma cosa s’è fumato, perché dopo la canzone toppare con quell’allucinato monologo da profeta senza capo né coda? Sarà pure “peccato e peccatore, sessualmente tutto e genericamente niente” ma con la parlata romana sembra l’hippy di Verdone. No, sul fronte sexy ambiguo il vincitore è un altro. Molto più magnetica la giacca di lustrini aperta sul petto del bistrato Damiano dei <strong>Maneskin, in gara con il bel brano arrabbiato “Zitti e buoni” – tante four letter words e puro fuoco rock.</strong><br />
A mezzanotte i tempi morti sono un’agonia – Matilda De Angelis attacca un infinito pippone scientifico-letterario sul bacio solo per augurarci di poter tornare presto a incollare labbra su labbra in libertà. Ma poi si fa perdonare duettando con Fiorello sull’indimenticabile “Ti lascerò”. Promossa, dai.<br />
All&#8217;1.30 la prima serata è andata. <strong>La classifica provvisoria della demo giuria premia gli artisti amati dai giovani: sul podio prima è Annalisa, poi Noemi e Fasma. </strong>Aiello ultimo, penalizzato dall&#8217;ansia da prestazione. Per il resto, i più bravi sono ai piani bassi, ma &#8220;voce di popolo voce di Dio&#8221;, direbbe il guru Achille Lauro.<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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