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	<title>film commission Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Oct 2021 09:57:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Studios a Lamezia Terme, Minoli: occasione di sviluppo per professionalità e territorio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/studios-a-lamezia-terme-minoli-occasione-di-sviluppo-per-professionalita-e-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2021 09:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[film commission]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Minoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme_]]></category>
		<category><![CDATA[Studios]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il mandato della compianta presidente Jole Santelli si sta realizzando. In un anno, la Fondazione Calabria Film Commission ha prodotto sei film su sei donne importanti della Calabria con giovani attrici di talento e registi calabresi ed ha iniziato l’iter per la realizzazione degli Studios&#8221;. Lo dichiara Giovanni Minoli commissario della Fondazione Calabria Film Commission. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il mandato della compianta presidente Jole Santelli si sta realizzando. In un anno, la Fondazione Calabria Film Commission ha prodotto sei film su sei donne importanti della Calabria con giovani attrici di talento e registi calabresi ed ha iniziato l’iter per la realizzazione degli Studios&#8221;. Lo dichiara Giovanni Minoli commissario della Fondazione Calabria Film Commission.</p>
<p>&#8220;Sulla linea del rilancio del Sud, descritto ed auspicato dal presidente del Consiglio dei Ministri, si sta realizzando qualcosa che, non solo porterà il nome della Calabria nel mondo- aggiunge- ma rappresenterà anche un’occasione di sviluppo per questo territorio ricco, in questo settore come in altri, di professionalità che hanno il diritto di essere valorizzate e che, grazie agli Studios, non avranno più il bisogno di abbandonare questa meravigliosa terra per cercare fortuna altrove, ma potranno dimostrare alla Calabria ed al mondo intero tutto il loro valore e la loro genialità”.</p>
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		<title>E&#8217; una buona notizia la nascita di una sorta di Cinecittà a Lamezia Terme</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/e-una-buona-notizia-nascita-di-una-sorta-di-cinecitta-a-lamezia-terme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2021 14:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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		<category><![CDATA[film commission]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Ruggero Pegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Ruggero Pegna* &#8220;Finalmente, quello che sembrava un sogno irrealizzabile sta per diventare realtà. La giunta regionale della Calabria ha approvato una variazione di bilancio per la realizzazione a Lamezia Terme di studi cinematografici, più correttamente per la “Produzione cinematografica e la serialità audiovisiva”. Insomma, quella che sta per nascere è una sorta di Cinecittà, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Ruggero Pegna*</em><em><br />
&#8220;Finalmente, quello che sembrava un sogno irrealizzabile sta per diventare realtà. La giunta regionale della Calabria ha approvato una variazione di bilancio per la realizzazione a Lamezia Terme di studi cinematografici, più correttamente per la “Produzione cinematografica e la serialità audiovisiva”. Insomma, quella che sta per nascere è una sorta di Cinecittà, forse ancora più idonea e adatta alle moderne esigenze del settore. Certamente, la posizione strategica la collegherà in tempi brevissimi con il mondo intero, poiché sarà collocata nei pressi dello svincolo dell’Aeroporto, al centro del nodo di comunicazione più importante della Calabria e del Meridione, servito anche da stazione ferroviaria centrale, tre uscite autostradali, superstrade e statali.<br />
Per un mondo in cui il tempo è denaro, Lamezia ha tutti i requisiti necessari allo scopo, presentandosi come un polo alternativo e meno congestionato di quelli del centro-nord, peraltro con caratteristiche climatiche straordinarie e location dalle bellezze mozzafiato a poca distanza, dal mare alla montagna, dai laghi dal paesaggio svizzero, a beni culturali e siti archeologici maestosi.<br />
Finalmente, con anni di ritardo, si punta a rispondere in modo serio, concreto e intelligente, alle potenzialità di una Regione unica per la varietà delle bellezze paesaggistiche, per l’immenso e inestimabile patrimonio storico e artistico. La storia vuole che il punto prescelto, come logica impone per centralità, sia proprio dove stava per nascere l’Università della Calabria e dove, invece, negli anni settanta veniva installata la Sir (Società Italiana Resine) di Nino Rovelli, l’allora terzo gruppo chimico italiano dopo Eni e Montedison. Con il suo gigantesco pontile per l’attracco di petroliere e strutture industriali laceranti, in un autentico giardino sul mare, la Sir violentò e ferì la bellezza del luogo ma anche le aspettative occupazionali di una terra abbandonata, i sogni di chi credeva in una rapido sviluppo della Calabria e in futuro economico contro natura.<br />
Un’opera illogica, inserita nel famoso pacchetto Colombo, dal nome del ministro dell’epoca, che aveva deciso di finanziare l’insensato complesso industriale. In uno dei posti più belli d’Europa, a pochi metri dal mare della costa tirrenica, tra le perle di Pizzo, Tropea, Capo Vaticano, da un lato, Gizzeria, Falerna, Amantea, dall’altro, una politica miope aveva creduto che lo sviluppo della Calabria dovesse passare da un ciclopico intervento invasivo e altamente inquinante, dall’impatto ambientale devastante, costato centinaia di miliardi e fallito dopo pochi anni. Già nel 1981 la Sir chiuse i battenti, lasciando alte percentuali di diossina e cicatrici indelebili, come il pontile, ora quasi tutto crollato, che era diventato il triste luogo per pescatori senza barca e pensatori solitari.<br />
Il paradosso vuole che, tutt’intorno all’ex Sir, il territorio sia stato poi protetto da vincoli paesaggistici, presentando anche tratti di pineta mediterranea sulla spiaggia, da cartoline uniche al mondo; ma, come se non bastasse, tra le aziende che sono subentrate nella riconversione dell’area, ancora ce ne sono alcune altrettanto inquinanti, come attestano la presenza di ferro, arsenico e manganese nelle acque adiacenti. Finalmente, però, dopo decenni di assurde decisioni e criminale abbandono, si comincia a intravedere quello che buon senso e lungimiranza avrebbero dovuto indicare da tempo. Per la regione che, in tanti, hanno definito la California italiana, bisognava puntare su centri per la Cultura, lo Spettacolo, il Turismo e, appunto, per la produzione cinematografica. Arrivati in aeroporto, in cinque minuti si è negli studi, poi si riparte per Roma o New York all’istante. Se è vero che lo spot di Muccino ha meritato giudizi severi, innanzitutto per i costi, commisurati a durata e qualità del prodotto, il concretizzarsi di questo progetto merita, senza alcun dubbio, il plauso incondizionato di tutti. Bene ha fatto Spirlì a dare seguito a un progetto che può cambiare la storia.<br />
Il futuro della Calabria può iniziare proprio da questa scelta straordinaria, trasformando una terra dal recente passato di totale degrado, ma dagli antichi splendori, in un set di “grande bellezza”, capace di dare occupazione a migliaia di persone, soprattutto giovani fermandone l’esodo, produrre ricadute su un indotto vastissimo, promuovere finalmente il turismo nel modo più efficace e naturale. Laddove la ‘ndrangheta ha distrutto perfino l’immagine e si sta già celebrando Rinascita Scott, il più grande processo alla mafia calabrese, come segni di un’attesa inversione del destino, sta per nascere una struttura che potrebbe far rivivere le storie di boss soltanto in film sul passato! E, come se non bastasse, in questi giorni un gruppo di miliardari del Bahrain ha presentato al Comune di Lamezia Terme un progetto turistico futuristico, con tanto di porto, campi da golf e ogni ben di Dio. Lo stesso Dio che, evidentemente, si è finalmente ricordato di aver creato un piccolo paradiso da queste parti, ricco di tutto, dalle acque termali al mare!&#8221;<br />
 <br />
<em>* Promoter e Consigliere comunale di Lamezia Terme</em></p>
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		<title>Al cinema il 27 marzo, Citrigno: &#8220;In Calabria i ristori ci stanno aiutando, ma la riapertura con quelle regole non è sostenibile&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/al-cinema-il-27-marzo-citrigno-in-calabria-i-ristori-ci-stanno-aiutando-ma-la-riapertura-con-quelle-regole-non-e-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2021 18:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno esatto senza il grande schermo, le luci del palcoscenico, il rosso dei sipari. Mentre si annuncia una terza, violentissima ondata della pandemia, artisti e maestranze dello spettacolo si appigliano alla promessa di Draghi di riaprire tutto dal 27 marzo. Partiamo da qui, da questo speranzoso post-it sul ritorno nelle sale, per parlare di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno esatto senza il grande schermo, le luci del palcoscenico, il rosso dei sipari. Mentre si annuncia una terza, violentissima ondata della pandemia, artisti e maestranze dello spettacolo si appigliano alla promessa di Draghi di riaprire tutto dal 27 marzo. Partiamo da qui, da questo speranzoso post-it sul ritorno nelle sale, per parlare di filiera, ristori e rilancio del settore <strong>con Giuseppe Citrigno, presidente uscente di Calabria Film Commission e presidente regionale di Anec oltre che della sezione cinema e spettacolo di Unindustria Calabria.</strong><br />
<strong>E’ un’ipotesi concreta la riapertura di cinema e teatri a fine marzo?</strong><br />
«Mi sembra una proposta quasi impossibile da realizzare sotto gli aspetti tecnico, commerciale e programmatico. Intanto per i tempi: il 27 marzo è troppo vicino per organizzarsi e inoltre non sembra far pensare a una remissione del virus. Poi, le condizioni imposte non sono realistiche. Franceschini è stato molto vicino al settore durante quest’emergenza, sia con i ristori che con questo tentativo di farci ripartire, io l’ho ringraziato e apprezzo questo sforzo, ma un conto era la proposta del ministro, altre le indicazioni del Cts, che invece non sono assolutamente sostenibili. Pensiamo ai cinema: chiusura alle 22 escludendo quindi una delle due fasce orarie serali, che sono le più frequentate dagli spettatori, e divieto di utilizzare più del 25% dei posti. Inoltre l’obbligo di tenere la mascherina per tutta la durata della proiezione scoraggia anche la sosta ai punti di vendita di snack o i bar presenti dentro i cinema. Un altro ostacolo è la possibilità di riaprire solo nelle zone gialle: con i numeri di contagio che vediamo in questi giorni è probabile che il mese di marzo riporterà molti territori in arancione o addirittura rosso. Nel caso del cinema, tra l’altro, i distributori faranno qualche conto in tasca e credo non faranno circuitare proprio ora e a macchia di leopardo i titoli più forti, perché li brucerebbero. Nelle sale arriverebbero soltanto film di richiamo minore”.<br />
<strong>Freaks Out di Mainetti, atteso fantasy storico girato nella nostra regione, lo vedremo nelle sale o in streaming?</strong><br />
«Il film è prontissimo, io ho visto il trailer e un’opera con quegli effetti merita la sala. In tanti stanno ragionando così e aspettano, anche Carlo Verdone e Nanni Moretti. A marzo è impensabile, ma per maggio-giugno i cinema potrebbero riaprire davvero. Certo se neanche allora si tornerà in sala, molti saranno costretti a scegliere di andare in streaming… di più non si può aspettare».<br />
<strong>I teatri sono messi anche peggio…</strong><br />
«Il teatro vive un dramma profondo con compagnie completamente ferme da un anno. Artisti e maestranze non ce le fanno più, spingono per riaprire a ogni costo – umanamente io li capisco. Però bisogna essere concreti: un conto è riaprire i teatri pubblici, lì diciamo che la spesa è coperta dall’ente. Massimo Piparo, direttore del Sistina, giustamente dice che non potrebbe onorare i cachet delle grandi produzioni. In un periodo come questo è impensabile aumentare il prezzo dei biglietti, tantomeno si può chiedere agli artisti di essere pagati a percentuale di incasso. A Cosenza il Rendano può riprendere con questi numeri si arriva a un massimo di 3500 euro di vendite a recita. Ma una compagnia da target del Rendano ha un costo più vicino ai 9000. Per questo non serve dire “apriamo e basta”. Meglio stabilire da adesso una data, anche lontana nel tempo, ma a quella data aprire senza limitazioni o per lo meno con limitazioni ragionevoli anche commercialmente, non certo quelle vigenti».<br />
<strong>Si potrebbe valutare una dimensione minimale. Scenografia essenziale, pochi attori e tecnologie all’osso. Teatro allo stato puro, senza effetti speciali.</strong><br />
«Effettivamente abbiamo visto proposte di questo genere con L’Altro Teatro, l’associazione che in questi anni ha curato il cartellone del Rendano. Alcuni attori stanno puntando su monologhi o duetti e con strutture tecniche ridotte al minimo, certo questa può essere una strada da percorrere fino a quando non si tornerà alla normalità, un compromesso per affrontare e contenere il rischio commerciale. Ma sarebbe, ovviamente, una soluzione di emergenza».<br />
<strong>La Film Commission calabrese commissariata da Giovanni Minoli ha licenziato il bando di finanziamento predisposto durante la precedente governance della Fondazione. Dopo una lunghissima gestazione, a causa dello stop imposto dal Covid. Direi che un bilancio su questo iter travagliato spetti, più che all’attuale Fc, a lei, Citrigno.</strong><br />
«Sì, il bando appena finanziato era stato pubblicato a maggio 2020 sotto la nostra gestione. Fu io stesso a chiederlo con forza a Jole Santelli perché eravamo in un momento durissimo, in pieno lockdown, e pensavo ci fosse bisogno di un segnale rivolto al settore. La presidente Santelli accolse subito la mia proposta e il bando è stato chiuso il 5 luglio, nel mio ultimo giorno alla guida della Film Commission.  Avevano partecipato ben 93 progetti giunti da tutta Italia, a dimostrazione che la nostra attività si era guadagnata una fama importante nell’ambiente. Quella stessa estate, mentre il bando era ormai affidato alla nuova film commission con il commissario Minoli, in Calabria sono arrivate le produzioni già finanziate nel 2019 e che erano state bloccate dalla pandemia: tra agosto e ottobre abbiamo avuto molti set importanti. Certamente il ritardo nel finanziamento del bando 2020 ci ha danneggiati. Per dirne una, grosse produzioni come Iervolino e Minerva Fiction, stanche di aspettare, si sono spostate in Puglia. In ogni caso, meglio tardi che mai: abbiamo lasciato un’eredità proficua ed è stata messa a frutto utilizzando quasi interamente i fondi a disposizione, sono rimasti pochi spiccioli. Adesso speriamo che i set possano partire al più presto».<br />
<strong>Non sono mancate le polemiche per alcune esclusioni illustri dal bando. Condivide i malumori di chi pensava di avere i numeri per ottenere il contributo?</strong><br />
«Anch’io ho notato progetti che mi sembrano validi, non capisco perché siano stati esclusi. Più che discuterne da fuori, credo che sia la commissione valutatrice a dover spiegare quali criteri sono stati considerati. Noi l’abbiamo sempre fatto, pensando che fosse utile spiegare dove c’era da correggere o migliorare. Soprattutto utile alle produzioni calabresi. Una film commission deve attirare grandi produzioni da fuori ma principalmente deve formare le nostre risorse e aiutarle a crescere – in questo senso spiegare dove si è sbagliato è importante, spero lo faccia anche la commissione che ha selezionato i vincitori del bando 2020».<br />
<strong>A proposito di Minoli, quando venne nominato lei si riservò di commentare solo dopo averlo visto al lavoro. Adesso, a quasi un anno dall’insediamento, vuole esprimere un’opinione?</strong><br />
«Abbiamo lasciato un grande patrimonio. Dal mio punto di vista, la strada è tracciata e porta alla creazione di una filiera di tutto il cinema calabrese, con progetti legati alla formazione delle maestranze, ad esempio con l’istituzione di una scuola di sceneggiatura e regia. Abbiamo seminato bene e ci sono tanti esempi che dimostrano che si deve continuare così. Abbiamo fatto esordire nel lungometraggio un regista calabrese come Alessandro Grande, che si è messo in luce al festival di Torino come unico italiano in concorso; abbiamo sostenuto produzioni come Indaco e Open Fields, che stanno lavorando molto e bene. Credo sarebbe sbagliato cambiare direzione e puntare sulla serialità: i numeri ci dicono che quello non è più un trend favorevole, oggi è il momento delle fiction distribuite da canali come Netflix o Sky, non delle serie sulla falsariga di “Un posto al sole”. Sarebbe uno spreco di soldi e senza ritorno per il territorio».<br />
<strong>Minoli, tra l’altro, è chiamato a gestire il limbo prima della nomina del nuovo presidente. Ha sentore di quando arriverà il bando?</strong><br />
«Al momento c’è un facente funzioni, Nino Spirlì, quindi non compete a lui. Ma il nuovo presidente della Regione dovrà occuparsi del bando per la presidenza della film commission tempestivamente, tra i suoi primi atti. Anche perché Minoli, in quanto commissario, può gestire soltanto l’esistente ma non introdurre novità. Il suo mandato scade il 31 luglio, subito dopo si dovrà intervenire con la nomina del presidente».<br />
<strong> Cosa ne pensa della querelle sul cortometraggio di Muccino e il rifiuto della Regione di pagare la cifra pattuita per mancato rispetto dell’esclusiva?</strong><br />
«Il cortometreggio non mi è piaciuto, conosco Muccino da anni e l’ho sempre sostenuto, è un regista che poteva e doveva realizzare un lavoro più accurato e legato al territorio da promuovere. Invece non è stato così e l’opera non vale assolutamente il cachet stabilito. Bisogna studiare tutte le sfaccettature contrattuali, se davvero il film non doveva essere diffuso Muccino non ha rispettato i patti ed è giusto non pagarlo. Anche perché la sua iniziativa, pur in poche ore, ha scatenato le polemiche danneggiando il film prima che venisse messo nel circuito pubblicitario. Credo che si possa trovare un accordo, ad esempio pagare una cifra forfettaria per coprire le spese e la gente che ha lavorato, ma non la somma inizialmente prevista. In compenso, Muccino può tenersi il suo corto, alla Calabria non serve anzi è controproducente e per alcuni versi offensivo. Con Unindustria abbiamo sostenuto il programma Freedom di Roberto Giacobbo con le puntate girate in Calabria &#8211; rispetto al lavoro di Muccino sono state molto più utili al territorio a fini culturali e turistici».<br />
<strong>La Regione ha però pensato a lavoratori ed esercenti dello spettacolo con un decreto ristori che assegna 10.000 euro a discoteche, cinema e teatri colpiti dalle chiusure.</strong><br />
«Tengo molto a ringraziare l’assessore Fausto Orsomarso per come si sta spendendo per il settore, sia con questo bando, che ci ha aiutati, ma anche con la disponibilità ad accogliere altre nostre istanze. Chiederemo ulteriori sostegni, ce n’è urgente esigenza, ma occorre essere compatti, elaborare una richiesta unica dell’intera filiera di teatro, cinema, spettacolo e audiovisivi. Il mio appello è quello di lavorare insieme per avere un documento condiviso da presentare».<br />
<strong>Difficile raggiungere l’unità d’intenti in un settore così litigioso e competitivo…</strong><br />
«E’ vero, lo è. Ma in un momento come questo siamo tutti nella stessa barca e dobbiamo superare certe posizioni separatiste, altrimenti non otterremo nulla».<br />
&nbsp;<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>L&#8217;amarezza di Ruggero Pegna, escluso dai finanziamenti di Calabria Film Commission</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamarezza-di-ruggero-pegna-escluso-dai-finanziamenti-di-film-commission-con-il-suo-film-su-natuzza-evolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 15:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[film commission]]></category>
		<category><![CDATA[Natuzza Evolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ruggero Pegna]]></category>
		<category><![CDATA[show net]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ruggero Pegna, storico promoter calabrese e socio fondatore di Assomusica, esprime amarezza per il mancato contributo al film “Fortunata di Dio, La storia di Natuzza Evolo” da parte della Calabria Film Commission, dopo che il progetto prodotto dalla sua Show Net s.r.l. aveva superato la verifica dei requisiti. “Ho appreso con rammarico &#8211; scrive Pegna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ruggero Pegna, storico promoter calabrese e socio fondatore di Assomusica, esprime amarezza per il mancato contributo al film “Fortunata di Dio, La storia di Natuzza Evolo” da parte della Calabria Film Commission</strong>, dopo che il progetto prodotto dalla sua Show Net s.r.l. aveva superato la verifica dei requisiti.<br />
“Ho appreso con rammarico &#8211; scrive Pegna in una nota &#8211; l’esclusione del progetto del film &#8216;Fortunata di Dio – La storia di Natuzza Evolo&#8217; dalla terna di film finanziati da un bando della Calabria Film Commission, dopo che lo stesso era entrato tra gli otto selezionati per il rispetto dei requisiti richiesti. Il dispiacere dipende, innanzitutto, dal fatto che <strong>non è un progetto commerciale ma nasce, come sanno molti, dalla mia devozione per mamma Natuzza, che ho conosciuto sin da bambino e a cui ho attribuito il &#8216;miracolo’ della mia guarigione da una leucemia mortale</strong>, predicendo finanche l’esistenza dell’unica donatrice al mondo compatibile con il mio midollo&#8221;. Il progetto, spiega il promoter, è stato pensato e scritto con il maestro Francesco Perri, direttore del Conservatorio di Cosenza, anche lui devoto di Natuzza (e autore dell’Opera su San Francesco di Paola prodotta dallo stesso Pegna), e affidato alla regia di Andrea Ortis. <strong>Il contributo richiesto era di duecentomila euro per un film di due ore, &#8220;importo irrisorio &#8211; precisa Ruggero Pegna &#8211; al cospetto dei quasi due milioni spesi dalla Regione per i quattro minuti dello spot di Muccino, peraltro senza bando</strong>. Evito ulteriori commenti nel merito, perché ogni calabrese può trarne le sue conclusioni, anche a riguardo della ricaduta di immagine e promozione che ne sarebbero derivate per la figura di Natuzza e perché realizzato da alcuni dei massimi esponenti della produzione culturale calabrese, diretti testimoni della sua vita&#8221;.<br />
E continua con una considerazione sulla nuova gestione della FC: &#8220;Questo ennesimo episodio di esterofilia di una certa nostra politica, che ha sostituito i vertici calabresi della Film Commission con una figura sicuramente di prestigio in campo giornalistico e dell’audiovisivo come Giovanni Minoli, ma che sin da subito ha dimostrato di non conoscere la realtà di questa regione, <strong>mi offre l’occasione per un giudizio complessivo, ad oggi estremamente negativo sull’operato dell’ ex presidente Santelli e del suo staff in campo culturale.</strong> Infatti, oltre allo spot di Muccino, fuori quantomeno da ogni criterio di analisi costi/prodotto, e al commissariamento della Film Commission, abbiamo assistito a situazioni inspiegabili, a cominciare dalla cancellazione della Legge Regionale n.13 per la parte storicamente riservata allo spettacolo finalizzato alla promozione turistica, principale risorsa per tanti operatori calabresi&#8221;.<br />
<strong>Pegna ricorda come per i “Grandi Eventi Storicizzati” è stato emanato a luglio un bando da trecentomila euro a festival che avrebbe dovuto proseguire quelli degli anni precedenti, &#8220;ma della graduatoria prevista per fine agosto, ad oggi, non se ne sa nulla</strong>, se non che sia stata sostituita la Commissione esaminatrice per irregolarità da loro stessi denunciate&#8221;. Peraltro, era una bando che la Presidente aveva deciso di seguire personalmente, &#8220;togliendolo dalle competenze dell’allora assessore Spirlì, a cui erano state lasciate briciole per gestire tutto l’Assessorato alla Cultura &#8211; una decisione, quella di dividere Cultura, Spettacolo e Grandi Eventi, nel concreto togliendo risorse alla Cultura &#8211; che aveva altresì prodotto, oltre a confusione, l’impossibilità di dare seguito a molti festival regionali, venendo a mancare il finanziamento di centodiecimila euro a base di tutti i precedenti bandi per eventi storicizzati del suo Assessorato&#8221;.<br />
Ad oggi, denuncia il promoter lametino già organizzatore di tanti eventi esclusivi in Calabria, <strong>mancando un coordinamento e le risorse molti festival rischiano di sparire. </strong> Conclude Ruggero Pegna: &#8220;Come già fatto sia da operatore, sia da rappresentante di Assomusica, insieme ad altri esponenti calabresi delle massime istituzioni di categoria, <strong>rinnovo l’appello al presidente Spirlì di aprire un tavolo urgente su questi temi,</strong> perché, come ha finanche ribadito il presidente Draghi, la cultura e lo spettacolo sono tra le prime vittime della pandemia e rappresentano l’anima e la storia del nostro Paese. Non è possibile abbandonare a se stessi quegli operatori hanno consentito e consentono alla Calabria, almeno in questo comparto, di essere competitiva a livello nazionale e internazionale.”.<br />
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