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	<title>figlia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 19:08:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Morte figlia Lea Garofalo, il compagno di Denise sarà ascoltato dagli inquirenti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morte-figlia-lea-garofalo-compagno-di-denise-sara-ascoltato-dagli-inquirenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 18:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Verrà ascoltato dagli inquirenti il compagno di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia che pagò con la vita la scelta di ribellarsi alla &#8216;ndrangheta, morta ieri mattina in ospedale a Roma dopo essersi lanciata domenica scorsa dal terzo piano della palazzina dove viveva ad Ariccia. L’uomo, che finora non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Verrà ascoltato dagli inquirenti il compagno di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia che pagò con la vita la scelta di ribellarsi alla &#8216;ndrangheta, morta ieri mattina in ospedale a Roma dopo essersi lanciata domenica scorsa dal terzo piano della palazzina dove viveva ad Ariccia.</p>
<p>L’uomo, che finora non è stato sentito perché sotto choc, sarebbe stato presente in casa al momento dei fatti e la sua testimonianza servirà per ricostruire le ultime ore di vita di Denise.  Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Carlo Villani con il pm Domenico Vicario, si procede al momento per istigazione al suicidio contro ignoti e oggi verrà eseguita l’autopsia sul corpo della donna morta a 35 anni, la stessa età della madre quando fu uccisa.</p>
<p>I magistrati, che hanno delegato le indagini ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, hanno anche sequestrato il cellulare che ora verrà analizzato.<br />
&#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo, si è tolta la vita a 35 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 16:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È morta suicida Denise, figlia di Lea Garofalo, la donna calabrese simbolo della scelta di libertà contro la ‘ndrangheta, testimone di giustizia, uccisa nel 2009 dall’ex compagno Carlo Cosco e il suo corpo bruciato e fatto a pezzi. Una scelta di libertà, una scelta di mamma. «Parlo per amore di mia figlia», spiegò Lea. E [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">È morta suicida Denise, figlia di Lea Garofalo, la donna calabrese simbolo della scelta di libertà contro la ‘ndrangheta, testimone di giustizia, uccisa nel 2009 dall’ex compagno Carlo Cosco e il suo corpo bruciato e fatto a pezzi. Una scelta di libertà, una scelta di mamma. «Parlo per amore di mia figlia», spiegò Lea. E con sua figlia finì sotto protezione. Ad aiutarla don Luigi Ciotti e tanti volontari di Libera, in particolare l’avvocato Enza Rando. Fu lei ad aprire il percorso del progetto “Liberi di scegliere”, da poco diventato finalmente legge. Ma Cosco la cercava per ucciderla. La convinse ad abbandonare la tutela e a raggiungerlo a Milano, dove assieme ad alcuni complici la uccise il 24 novembre 2009 e la fece fare a pezzi.</div>
<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">Solo alcuni anni più tardi vengono ritrovati alcuni resti, grazie alla collaborazione di uno dei responsabili, Carmine Venturino, fidanzato di Denise. Il 13 ottobre 2013 in piazza Beccaria a Milano i funerali con migliaia di persone, celebrati da don Luigi Ciotti. Denise segue la celebrazione nascosta, dietro a una finestra. Ma l’altoparlante porta la sua voce. «Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. Ma la vostra presenza è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e gli uomini che hanno rischiato e continuano a rischiare. Per me è un giorno molto difficile, ma la forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti».</div>
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</div>
</div>
<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">Denise è rimasta sotto protezione fino al 2018, ha cambiato nome, ha ottenuto un lavoro, vivendo in una località segreta, sempre seguita dal Servizio Centrale di Protezione della Polizia Criminale che non l’ha mai abbandonata e sempre aiutata e sostenuta da don Luigi e da Libera, anche nei momenti difficili di una vita spezzata, dove compare anche la droga e ricoveri, ma segnata anche da un figlio che ora ha quasi quattro anni. Nessuno conosce il suo viso, nessun evento pubblico. Solo poche interviste. Dalla sua bocca non escono parole di odio. «Mio padre uccise mia madre ma per lui provo solo pena, perché non ha capito cosa ha perso: una famiglia, una figlia, l’amore». Lei l’amore l’aveva trovato ma anche il compagno aveva gli stessi suoi problemi, e non le era di grande aiuto.</div>
<div data-role="paragraph"></div>
<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">Domenica il gesto estremo, quel volo da una finestra che ricorda quello di un’altra testimone di giustizia, Rita Atria, “la picciridda” come la chiamava Paolo Borsellino, suicida il 26 luglio 1992 ad appena 18 anni. Denise ne aveva 35, la stessa età della mamma Lea quando venne uccisa. Forse non solo una coincidenza. Denise non muore subito, ma dopo quattro giorni di agonia, questa mattina. In molti le sono stati vicini, pur non potendo essere accanto per motivi di riservatezza come la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, e l’amico don Luigi che con la preghiera l’ha accompagnata a rincontrare la mamma.</div>
<div data-role="paragraph"></div>
<div data-role="paragraph"><em>(avvenire.it)</em></div>
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		<item>
		<title>Madre allerta Carabinieri: &#8220;mia figlia vuole suicidarsi&#8221;, salvata una 22enne nel Cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/madre-allerta-carabinieri-mia-figlia-vuole-suicidarsi-salvata-una-22enne-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 17:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tempestiva segnalazione di una madre, unita alla professionalità dei carabinieri hanno scongiurato il gesto insano di una giovane a Rocca Imperiale (Cosenza). Durante un servizio perlustrativo tre carabinieri in servizio alla Stazione di Rocca Imperiale facente parte della compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, sono intervenuti sul lungomare aiutando una 22enne a desistere dal suo proposito. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La tempestiva segnalazione di una madre, unita alla professionalità dei carabinieri hanno scongiurato il gesto insano di una giovane a Rocca Imperiale (Cosenza). Durante un servizio perlustrativo tre carabinieri in servizio alla Stazione di Rocca Imperiale facente parte della compagnia di Cassano all&#8217;Ionio, sono intervenuti sul lungomare aiutando una 22enne a desistere dal suo proposito.</p>
<p>La ragazza ha inviato un messaggio whatsapp alla madre, manifestando le sue intenzioni.La donna, compresa la gravità della situazione, ha immediatamente allertato il Nue 112. La Centrale operativa del Reparto territoriale dei Carabinieri di Corigliano-Rossano ha quindi inviato una pattuglia sul posto dove si è recata anche la comandante della stazione libera dal servizio.</p>
<p>La marescialla ha individuato la giovane in evidente stato di agitazione e grazie a un approccio basato sull&#8217;empatia e sull&#8217;ascolto, è riuscita a stabilire un contatto con la ragazza, instaurando un rapporto di fiducia che l&#8217;ha fatta desistere. Dopo aver raccolto lo sfogo della giovane, la marescialla è riuscita a riportare la calma, affidando la studentessa alle cure dei familiari.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Bovalino, lettera di una madre: mia figlia vittima di bullismo a scuola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bovalino-lettera-di-una-madre-mia-figlia-vittima-di-bullismo-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:31:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò che fa più male è che, nonostante le numerose segnalazioni, nulla è stato fatto.<br />
Ho parlato con insegnanti, coordinatori, vicepreside. Ho chiesto incontri. Ogni volta mi è stato detto che “si sarebbe monitorata la situazione”, che “bisognava capire meglio”, che “sono cose che capitano tra ragazzi”. Ma intanto mia figlia tornava a casa in lacrime, sempre più chiusa, sempre più fragile.</p>
<p>Oggi, le stesse bambine che la bullizzano si sono informate se mia figlia avesse finalmente lasciato la scuola. Come se la sua assenza fosse una vittoria. Come se il loro comportamento avesse raggiunto lo scopo: farla sentire talmente sola da voler sparire.<br />
E io, come madre, mi interrogo. Non le ho mai insegnato a rispondere con la violenza. Le ho insegnato il rispetto, la gentilezza, la forza del dialogo. Forse è questo il mio fallimento? Averle trasmesso valori che in questo contesto sembrano renderla vulnerabile? Ma se fallimento significa non averle insegnato a odiare, allora rivendico con orgoglio il mio errore. Perché mia figlia non è come loro. E non lo sarà mai.</p>
<p>Questa non è solo una storia personale. È il riflesso di un sistema scolastico che troppo spesso minimizza, che non interviene con decisione, che lascia le vittime sole e i carnefici impuniti. A Bovalino, come in tante altre realtà, il bullismo viene ancora trattato come un fastidio da gestire, non come una violenza da combattere.<br />
Se non ci saranno risposte, mi rivolgerò alle autorità competenti. Ai carabinieri, alle testate giornalistiche, alle associazioni che difendono i diritti dei minori. Perché il silenzio non può essere la risposta al dolore di una bambina.<br />
Ogni giorno che passa senza interventi è un giorno in cui si legittima la violenza. Ed io, come madre, come cittadina, non posso permetterlo.<br />
<em>Antonella Italiano</em></p>
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		<item>
		<title>Catanzaro, tragico incidente della strada: muoiono padre di 35 e la figlia di soli 7 anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-tragico-incidente-della-strada-muoiono-padre-di-35-e-la-figlia-di-soli-7-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 17:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[morto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica funestata dalla morte di Emanuele Scafidi, di 35 anni, di professione pizzaiolo e della figlia di soli 7 anni a causa di un tragico incidente stradale verificatosi via Emilia, nella periferia Sud di Catanzaro. L&#8217;impatto mortale è avvenuto, intorno alle 18, tra una Golf su cui viaggiavano padre e figlia e una Panda con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-tragico-incidente-della-strada-muoiono-padre-di-35-e-la-figlia-di-soli-7-anni/">Catanzaro, tragico incidente della strada: muoiono padre di 35 e la figlia di soli 7 anni</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica funestata dalla morte di <strong>Emanuele Scafidi</strong>, di 35 anni, di professione pizzaiolo e della figlia di soli 7 anni a causa di un tragico incidente stradale verificatosi via Emilia, nella periferia Sud di Catanzaro.</p>
<p>L&#8217;impatto mortale è avvenuto, intorno alle 18, tra una Golf su cui viaggiavano padre e figlia e una Panda con a bordo due giovani.<br />
A seguito dell&#8217;impatto la Golf è uscita fuori strada e i due passeggeri sono stati sbalzati fuori dal mezzo.</p>
<p>I due ragazzi feriti sono stati trasportati all&#8217;ospedale &#8216;Pugliese&#8217; di Catanzaro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e i vigili urbani. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosenza, bimba nata tramite procreazione assistita riconosciuta figlia di entrambe le coniugi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-bimba-nata-tramite-procreazione-assistita-riconosciuta-figlia-di-entrambe-le-coniugi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 09:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bimba di due anni è la piccola cittadina di Cosenza ufficialmente riconosciuta come figlia di due donne legate da vincolo matrimoniale. Maria Ammirata e Melina Merli sono state unite in matrimonio il 20 agosto 2021 ad Altomonte (Cosenza). Oggi il sindaco di Cosenza Franz Caruso ha dato esecuzione alla recente sentenza della Consulta del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una bimba di due anni è la piccola cittadina di Cosenza ufficialmente riconosciuta come figlia di due donne legate da vincolo matrimoniale. Maria Ammirata e Melina Merli sono state unite in matrimonio il 20 agosto 2021 ad Altomonte (Cosenza). Oggi il sindaco di Cosenza Franz Caruso ha dato esecuzione alla recente sentenza della Consulta del 22 maggio scorso, la n.68, che ha dichiarato incostituzionale l&#8217;attuale normativa che impediva alla madre intenzionale &#8211; cioè la compagna della donna che ha partorito &#8211; di essere riconosciuta come madre del bambino, anche nei casi in cui entrambe le donne avevano espresso un consenso consapevole e condiviso al percorso di procreazione medicalmente assistita, sebbene effettuato all&#8217;estero.</p>
<p>Dunque, sull&#8217;atto di nascita della bimba è stata annotata quale madre intenzionale la signora Maria Ammirato, con il riconoscimento di ogni diritto in capo alla donna e alla bimba di due anni partorita da Melina. Il passo successivo che le due intraprenderanno, seguite dall&#8217;avvocata Mariafrancesca Colistra, sarà attribuire alla piccola anche il cognome della madre intenzionale dinanzi all&#8217;autorità giudiziaria.</p>
<p>&#8220;Lo stesso iter giuridico al momento è negato a coppie di uomini &#8211; hanno detto le due donne &#8211; quindi continueremo a batterci affinché a tutti i bimbi, come nostra figlia, vengano riconosciuti i loro diritti. Queste sono battaglie di legalità e civiltà che dobbiamo portare avanti tutti insieme&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Madre e figlia minorenne costrette a prostituirsi: nel Cosentino arrestati un uomo e la sua compagna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/madre-e-figlia-minorenne-costrette-a-prostituirsi-nel-cosentino-arrestati-un-uomo-e-la-sua-compagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2024 10:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[madre]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I carabinieri della Compagnia di Cosenza hanno arrestato, in esecuzione di un&#8217;ordinanza del Gip emessa su richiesta della Procura di Catanzaro, un uomo e la sua convivente con le accuse di induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Costringevano, infatti, una donna e sua figlia minorenne a prostituirsi anche sotto la minaccia di una pistola [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/madre-e-figlia-minorenne-costrette-a-prostituirsi-nel-cosentino-arrestati-un-uomo-e-la-sua-compagna/">Madre e figlia minorenne costrette a prostituirsi: nel Cosentino arrestati un uomo e la sua compagna</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri della Compagnia di Cosenza hanno arrestato, in esecuzione di un&#8217;ordinanza del Gip emessa su richiesta della Procura di Catanzaro, un uomo e la sua convivente con le accuse di induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Costringevano, infatti, una donna e sua figlia minorenne a prostituirsi anche sotto la minaccia di una pistola poi risultata una scacciacani.</p>
<p>L&#8217;uomo, cui è stato contestato anche il delitto di violenza sessuale ai danni della minore, è stato portato in carcere, mentre la sua convivente ai domiciliari. La donna, secondo l&#8217;accusa, lo coadiuvava fornendo alle vittime gli abiti ed indicando loro i comportamenti da assumere in occasione degli incontri con i clienti.</p>
<p>Le indagini sono partite dopo la denuncia delle vittime ai carabinieri di Castrolibero e si sono arricchite di elementi a riscontro, con il sequestro della pistola scacciacani usata per costringere le due donne a prostituirsi e a consegnare il denaro ottenuto. Elementi che avrebbero permesso agli investigatori di ottenere un quadro indiziario tale da portare all&#8217;arresto della coppia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/madre-e-figlia-minorenne-costrette-a-prostituirsi-nel-cosentino-arrestati-un-uomo-e-la-sua-compagna/">Madre e figlia minorenne costrette a prostituirsi: nel Cosentino arrestati un uomo e la sua compagna</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Gioia Tauro, papà di una 35enne su sedia a rotelle denuncia: &#8220;problemi per farmaci e materiale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 09:33:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Luccisano]]></category>
		<category><![CDATA[figlia]]></category>
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		<category><![CDATA[odissea]]></category>
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		<category><![CDATA[sedia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un&#8217;autentica odissea che si protrae da anni&#8221;. Così un pensionato, Domenico Luccisano, di Gioia Tauro, racconta all&#8217;ANSA la vicenda riguardante le difficoltà nel garantire assistenza alla figlia trentacinquenne, costretta su una sedia a rotelle. &#8220;Negli ultimi mesi Rita Erika, che oggi ha 35 anni e non ha mai deambulato &#8211; racconta Luccisano &#8211; ha sviluppato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un&#8217;autentica odissea che si protrae da anni&#8221;. Così un pensionato, Domenico Luccisano, di Gioia Tauro, racconta all&#8217;ANSA la vicenda riguardante le difficoltà nel garantire assistenza alla figlia trentacinquenne, costretta su una sedia a rotelle. &#8220;Negli ultimi mesi Rita Erika, che oggi ha 35 anni e non ha mai deambulato &#8211; racconta Luccisano &#8211; ha sviluppato una piaga da decubito che si è sempre più ingrandita. Oltre alle sofferenze fisiche, c&#8217;è il concreto rischio che la ferita, se non opportunamente curata, si infetti e degeneri in una pericolosa setticemia&#8221;. Per curare la ferita servono dispositivi e medicinali particolari, la cui fornitura viene autorizzata ogni due mesi da uno specialista dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale &#8220;Dopo questo passaggio, che mi costringe periodicamente a recarmi a Palmi &#8211; racconta Luccisano &#8211; devo raggiungere Taurianova per rivolgermi al servizio di Assistenza domiciliare integrata in modo da ricevere il materiale sanitario necessario, composto da guanti, garze, dispositivi medici ed un kit particolare. Ma fin dalla prima fornitura, quando ho dovuto attendere più di un mese per avere tutto, sono iniziati i problemi. E da allora, oltre alle lunghe attese, c&#8217;è sempre qualcosa che manca. E così sono costretto a provvedere di tasca mia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono davvero stufo, oltre che arrabbiato &#8211; dice ancora il pensionato &#8211; per questa situazione. Oltre a vivere una vicenda umanamente insopportabile, devo affrontare difficoltà enormi per ricevere adeguata assistenza dalle strutture sanitarie pubbliche. Il servizio di assistenza domiciliare integrata serve ben 33 comuni della Piana di Gioia Tauro e spesso le file per essere ricevuti sono interminabili. Il problema è che nessuno si lamenta e molta gente, di fronte ad una situazione così grave e difficile, sta zitta. Tutto questo però non è accettabile. Per questo ho deciso di protestare pubblicamente chiedendo un servizio ed un&#8217;assistenza più adeguati&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sabato scorso, per sicurezza &#8211; riferisce ancora il pensionato &#8211; sono stato costretto a portare mia figlia a Vibo Valentia, a parecchi chilometri di distanza, per farla visitare e medicare da un chirurgo. Spesso il personale dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale mi esprime il suo dispiacere per questa situazione. Ma il dispiacere non serve a risolvere i problemi&#8221;.<br />
&#8220;Sono nauseato &#8211; é lo sfogo conclusivo di Luccisano &#8211; perché so bene che ormai nella sanità ci sono problemi dappertutto, ma credo che qui in Calabria la situazione stia andando ben oltre il &#8216;terzo mondo'&#8221;.<br />
(<em>Giorgio Neri- Ansa</em>)</p>
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		<title>Morto l&#8217;uomo di 46 anni che si è gettato in un dirupo davanti alla figlia a Pizzo Calabro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morto-luomo-di-46-anni-che-si-e-gettato-in-un-dirupo-davanti-alla-figlia-a-pizzo-calabro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Aug 2024 23:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[decesso]]></category>
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		<category><![CDATA[uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; deceduto nel tardo pomeriggio l&#8217;uomo di 46 anni, originario di Francavilla Angitola, nel Vibonese, ma da anni residente a Roma, che ieri mattina si è lanciato in un dirupo dopo aver scavalcato l&#8217;inferriata nel parcheggio &#8220;Pitaro&#8221;, a Pizzo Calabro (VV). Inutili i tentativi dei medici di strappare la vittima alla morte. Era sposato e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; deceduto nel tardo pomeriggio l&#8217;uomo di 46 anni, originario di <strong>Francavilla Angitola</strong>, nel Vibonese, ma da anni residente a Roma, che ieri mattina si è lanciato in un dirupo dopo aver scavalcato l&#8217;inferriata nel parcheggio &#8220;Pitaro&#8221;, a Pizzo Calabro (VV). Inutili i tentativi dei medici di strappare la vittima alla morte. Era sposato e con una figlia di 7 anni. Non sono chiari i motivi del gesto.<br />
Recuperato dai vigili del fuoco, le condizioni dell&#8217;uomo sono apparse subito gravi dopo il suo arrivo in eliambulanza all&#8217;ospedale di Catanzaro. La moglie e la figlia hanno cercato di salvarlo provando ad aggrapparsi a lui, e così anche un ausiliare del traffico che si trovava in zona ed è stato attirato dalle urla della donna.</p>
<p>La famiglia era arrivata da Roma in Calabria per trascorrere qualche giorno di vacanza a cavallo di Ferragosto. (<em>Ansa</em>)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="paZJHsqiRr"><p><a href="https://www.calabrianews.it/si-getta-in-un-dirupo-davanti-alla-figlia-di-7-anni-grave-bambina-e-madre-hanno-tentato-di-fermarlo/">Si getta in un dirupo davanti alla figlia di 7 anni, grave: Bambina e madre hanno tentato di fermarlo</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Si getta in un dirupo davanti alla figlia di 7 anni, grave: Bambina e madre hanno tentato di fermarlo&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/si-getta-in-un-dirupo-davanti-alla-figlia-di-7-anni-grave-bambina-e-madre-hanno-tentato-di-fermarlo/embed/#?secret=PSsF39d1rp#?secret=paZJHsqiRr" data-secret="paZJHsqiRr" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/morto-luomo-di-46-anni-che-si-e-gettato-in-un-dirupo-davanti-alla-figlia-a-pizzo-calabro/">Morto l&#8217;uomo di 46 anni che si è gettato in un dirupo davanti alla figlia a Pizzo Calabro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Cerca di accoltellare fidanzato 16enne della figlia: arrestata nel Cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cerca-di-accoltellare-fidanzato-16enne-della-figlia-arrestata-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2024 13:10:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[arrestata]]></category>
		<category><![CDATA[coltello]]></category>
		<category><![CDATA[figlia]]></category>
		<category><![CDATA[lauropoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una donna di 36 anni è stata arrestato per aver aggredito con un coltello il fidanzato della figlia sedicenne nella frazione di Lauropoli, nel Cosentino. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Cassano allo Ionio, la madre della ragazza ha cercato di sferrare un fendente alla gola del minore, dopo una lite per futili motivi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cerca-di-accoltellare-fidanzato-16enne-della-figlia-arrestata-nel-cosentino/">Cerca di accoltellare fidanzato 16enne della figlia: arrestata nel Cosentino</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una donna di 36 anni è stata arrestato per aver aggredito con un coltello il fidanzato della figlia sedicenne nella frazione di Lauropoli, nel Cosentino. </p>
<p>Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Cassano allo Ionio, la madre della ragazza ha cercato di sferrare un fendente alla gola del minore, dopo una lite per futili motivi, cominciata con minacce verbali rivolte al sedicenne mentre la donna si trovava sul balcone della sua abitazione in via Matera. </p>
<p>Poi la 36enne ha raggiunto il ragazzo in strada, armata con un coltello da cucina. I carabinieri, sono arrivati ​​sul posto per sedare il litigio segnalato nel frattempo, sono riusciti a bloccarla. Ora la donna è agli arresti domiciliari. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cerca-di-accoltellare-fidanzato-16enne-della-figlia-arrestata-nel-cosentino/">Cerca di accoltellare fidanzato 16enne della figlia: arrestata nel Cosentino</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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