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	<title>fibromialgia Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 17 Dec 2024 14:51:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Consulta: Ambulatori di fibromialgia Calabria sono legittimi, No a presìdi cura dell’elettrosensibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 14:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte costituzionale, con la sentenza n. 201 del 2024 pubblicata oggi, ha riconosciuto che non sono incostituzionali le previsioni contenute nell’art. 1, commi 1 e 2, della legge della Regione Calabria n. 8 del 2024 (Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità e istituzione dei relativi registri regionali), volte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte costituzionale, con la sentenza n. 201 del 2024 pubblicata oggi, ha riconosciuto che non sono incostituzionali le previsioni contenute nell’art. 1, commi 1 e 2, della legge della Regione Calabria n. 8 del 2024 <em>(Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità e istituzione dei relativi registri regionali</em>), volte a promuovere l’istituzione, a livello sia ospedaliero che territoriale, di ambulatori, anche multidisciplinari, dedicati all’attività gratuita di screening, trattamento e gestione degli esiti della fibromialgia. La Corte – rende noto un comunicato della Consulta – ha precisato che la realizzazione di tali prestazioni, pur non ricomprese fra i livelli essenziali delle prestazioni (LEA), non contrasta con il divieto di spese non obbligatorie, della legge n. 311 del 2004, gravante sulle regioni, come la Calabria, sottoposte a piano di rientro dal disavanzo sanitario. E ciò in quanto esse sono attuate dalla Regione senza “oneri di spesa a carico del bilancio regionale”, in forza (ed entro i limiti) delle risorse di uno specifico fondo statale istituito nel 2021 e “finalizzato allo studio, alla diagnosi e alla cura della fibromialgia”. Tali risorse sono state poi ripartite fra le regioni con lo specifico compito di individuare “sul proprio territorio uno o più centri specializzati, idonei alla diagnosi e alla cura della fibromialgia” e il legislatore calabrese non ha fatto altro che perseguire tale obiettivo.</p>
<p>Le medesime disposizioni regionali sono state, invece, dichiarate incostituzionali, nella parte in cui estendono la previsione dell’istituzione, nel territorio regionale, di ambulatori per diagnosi, trattamento e cura dell’elettrosensibilità, sindrome distinta dalla fibromialgia, peraltro finora neppure riconosciuta quale patologia dagli organismi internazionali e interni di ricerca medica. Le prestazioni inerenti a tale sindrome, in quanto non riconducibili al fondo specificamente riferito alla sola fibromialgia, né ai LEA sono, infatti, tali da generare un incremento della spesa sanitaria regionale incompatibile con il divieto di spese non obbligatorie. La Corte ha, tuttavia, espresso l’auspicio che, a livello statale, si porti al più presto a conclusione, secondo le procedure e le modalità previste e in linea con le indicazioni del progresso scientifico e medico, l’aggiornamento dei LEA, la cui individuazione è ferma al d.P.C.m. 12 gennaio 2017. In assenza di tale aggiornamento, i cittadini residenti in regioni sottoposte a piano di rientro dal disavanzo sanitario si trovano, infatti, nell’impossibilità di usufruire di prestazioni divenute essenziali alla luce di sopravvenute evidenze scientifiche.</p>
<p>Sono state, infine, ritenute non fondate le censure relative alle previsioni della medesima legge regionale inerenti alle attività di collaborazione presso gli ambulatori multidisciplinari, nonché, più in generale, di supporto e aiuto ai pazienti, per le quali è espressamente indicato il coinvolgimento solo di associazioni di volontariato e di altre associazioni. Al riguardo, la Corte ha affermato che il richiamo operato dal legislatore regionale solo ad alcuni tipi di enti del terzo settore (ETS), peraltro in maniera poco accurata e disomogenea, non ha un significato preclusivo, bensì meramente esemplificativo. Alla luce di una lettura sistematica dell’intera legge, nonché dai lavori preparatori della stessa, risulta chiaro che il legislatore calabrese ha inteso, all’opposto, riferirsi a tutto il “complesso e variegato arcipelago” dei soggetti di diritto privato che “esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”.</p>
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		<title>Il Governo su proposta di Calderoli impugna leggi regionali Calabria su fibromialgia e registro tumori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-governo-su-proposta-di-calderoli-impugna-leggi-regionali-calabria-su-fibromialgia-e-registro-tumori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 07:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Calderoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato sedici leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di impugnare: -la legge della Regione Calabria n. 8 del 14/03/2024, recante “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato sedici leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di impugnare:</p>
<p>-la legge della Regione Calabria n. 8 del 14/03/2024, recante “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità e istituzione dei relativi registri regionali&#8221;, in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di ordinamento civile e coordinamento della finanza pubblica, violano gli articoli 3, 117, secondo comma, lettera l), e terzo comma, della Costituzione, nonché l’articolo 81 relativamente alla copertura finanziaria;</p>
<p>-la legge della Regione Calabria n. 9 del 14/03/2024, recante “Modifica ed integrazione della legge regionale 12 febbraio 2016, n. 2 (Istituzione del registro tumori di popolazione della Regione Calabria)&#8221;, in quanto talune disposizioni ponendosi in contrasto con la normativa statale relativa ai poteri sostitutivi in materia sanitaria, violano l&#8217;articolo 120, secondo comma, della Costituzione.</p>
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		<title>Cannabis per lenire i dolori della fibromialgia, nuova udienza a Paola del processo per il 25enne Cristian Filippo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cannabis-per-lenire-i-dolori-della-fibromialgia-nuova-udienza-a-paola-del-processo-per-il-25enne-cristian-filippo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 18:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Filippo]]></category>
		<category><![CDATA[fibromialgia]]></category>
		<category><![CDATA[Paola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Terza udienza, oggi al Tribunale di Paola, del processo che vede imputato Cristian Filippo, venticinquenne affetto da fibromialgia, accusato di aver coltivato due piante di cannabis che utilizzava per lenire i dolori causati dalla sua malattia. La giudice Carla D’Acunzo ha sentito il maresciallo dei carabinieri Fabio Attanasio, che aveva operato la perquisizione, e la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Terza udienza, oggi al Tribunale di Paola, del processo che vede imputato Cristian Filippo, venticinquenne affetto da fibromialgia, accusato di aver coltivato due piante di cannabis che utilizzava per lenire i dolori causati dalla sua malattia. La giudice Carla D’Acunzo ha sentito il maresciallo dei carabinieri Fabio Attanasio, che aveva operato la perquisizione, e la dottoressa Mary Angela Siciliano, medico curante del giovane seguito dall’associazione Meglio Legale che gli offre assistenza legale tramite l’avvocato Gianmichele Bosco, del Foro di Catanzaro, e dall’Associazione Luca Coscioni. </p>
<p>La nuova udienza del processo è stata fissata al prossimo 22 settembre 2022. Essendo riuscito a trovare benessere grazie all’utilizzo della pianta, Cristian Filippo aveva iniziato una piccola coltivazione domestica dal momento che non riusciva a recepire la medicina tramite il Sistema Sanitario Regionale perché la Calabria, è una delle tre regioni italiane (insieme a Molise e Valle D’Aosta) a non avere un decreto che recepisca le direttive del Ministero della Salute che prevedono la possibilità di curarsi con questo tipo di terapia.</p>
<p>“Rifarei le stesse cose – ha detto il giovane – sono nella stessa condizione del 2019: ancora senza una terapia ufficiale. Il tempo è scaduto, non possiamo più aspettare. Non posso mettere in stand-by il dolore e aspettare che il Parlamento decida”.</p>
<p>“Oggi abbiamo sentito il carabiniere – ha detto l’avv. Bosco – che ha fatto la perquisizione a seguito della quella Cristian Filippo ha avuto i domiciliari. Ora siamo alle fasi conclusive di questo processo. Come teste a discarico abbiamo udito la dottoressa Siciliano che ha in cura Cristian e che ci ha spiegato in maniera chiarissima la necessità del paziente”.<br />
“Non si parla solo di giustizia per Cristian – ha sostenuto Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio legale e componente del Comitato Cannabis Legale – ma il fatto che in una regione come la Calabria tribunali e forze dell’ordine siano impegnate a perseguire un paziente invece che la ‘ndrangheta è un problema per tutti”. Fuori dal Tribunale di Paola c’erano anche associazioni del territorio come Arci Cosenza e Filorosso ’95. Presente anche il consigliere regionale calabrese Ferdinando Laghi del Gruppo de Magistris presidente.</p>
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		<title>Calabria: Cristian arrestato per la cura con la cannabis</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/calabria-cristian-arrestato-per-la-cura-con-la-cannabis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 08:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis medica]]></category>
		<category><![CDATA[cristian]]></category>
		<category><![CDATA[fibromialgia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A scrivere di lui è Roberto Saviano, direttamente sulle pagine del Corriere della Sera: Accade che ci sia un rimedio efficace per mitigare i dolori lancinanti che la fibromialgia genera e che questo rimedio sia una terapia a base di cannabis. La fibromialgia ti dà un dolore lancinante quando ti muovi, è come se ogni volta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A scrivere di lui è <strong>Roberto Saviano</strong>, direttamente sulle pagine del Corriere della Sera: <em>Accade che ci sia un rimedio efficace per mitigare i dolori lancinanti che la fibromialgia genera e che questo rimedio sia una terapia a base di cannabis. <strong>La fibromialgia ti dà un dolore lancinante quando ti muovi</strong>, è come se ogni volta i tendini stessero per spezzarsi il tuo corpo ti diventa nemico per trovare pace dovresti uscire dai muscoli che vestono le tue ossa. L’insonnia e gli stati d’ansia sono continui. <strong>Prescrivere la cannabis medica in Italia è assolutamente legale da ben 14 anni</strong>, ma rintracciarla in Calabria è pressoché impossibile. Si tratta, infatti, di una delle tre Regioni (insieme a Molise e Valle d’Aosta) a non aver approvato un<strong> provvedimento per erogarla a carico del servizio sanitario regionale</strong>, per cui le due o tre farmacie che la forniscono lo fanno a costi che la gran parte dei pazienti non può affrontare. <strong>Cristian Filippo ha 24 anni</strong> e soffre di fibromialgia <strong>vive a Paola</strong> un comune in provincia di Cosenza, i dolori sono fortissimi, non danno tregua quando decide di coltivare due piante di cannabis per poter accedere a un consumo sicuro e non dover rivolgersi al mercato clandestino gestito dai narcos calabresi.</em></p>
<p><em>Accade che il 6 giugno 2019 i <strong>carabinieri di Paola sentono un fortissimo odore di marjuana</strong> uscire dalla casa di Cristian, citofonano e senza nessuna forma di ostruzionismo sono stati fatti entrare. Nell’abitazione hanno trovato due piantine di canapa e strumenti rudimentali, per coltivare la cannabis, conservare le piante essiccate e pesare il prodotto per controllare le assunzioni che deve prendere (per mitigare il dolore) in preciso dosaggio. I carabinieri iniziano a ipotizzare che il ragazzo coltivasse cannabis per venderla e così <strong>arriva l’accusa di spaccio</strong>. Cristian Filippo è stato imputato di aver «illecitamente coltivato e detenuto una sostanza stupefacente per cessione a terzi o comunque per un uso non esclusivamente personale». <strong>Arrestato all’inizio di giugno 2019</strong>, Filippo è stato costretto ai domiciliari per un mese. Dopo i domiciliari, per il giovane è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Paola, lo scorso 10 giugno 2021 si è tenuta la prima udienza dibattimentale, ma il processo è stato rinviato a marzo 2022. Può davvero accadere che in una regione dove il traffico di cannabis sia una delle arterie di guadagno più prolifiche della ndrangheta un ragazzo che rifiuta di finanziare il narcotraffico e coltiva due piantine per curare la propria gravissima patologia venga arrestato e rischi<strong> sino a 6 anni di carcere</strong>? Se Cristian avesse comprato l’erba da un pusher non sarebbe finito nelle mani di una giustizia che pare proprio aver sbagliato il suo bersaglio. Difficilmente se ne sarebbero accorti. E se pure fosse accaduto — come accade a circa 50 mila persone ogni anno di essere fermato dopo aver comprato erba o hashish — avrebbe rischiato una multa, al massimo il ritiro del passaporto o della patente, avrebbe rischiato di affrontare un percorso ai servizi per le tossicodipendenze, ma non avrebbe di certo rischiato il carcere.</em></p>
<p><em><strong>Qui è il paradosso</strong>, accade che il mercato mafioso lo avrebbe messo al riparo dall’arresto che provando a tradurre la dinamica è come se lo Stato tutelasse il mercato mafioso, dicendo: fuma pure, l’importante è che tu ti rifornisca solo dallo spacciatore perché se coltivi finisci in carcere. Quello che è accaduto a Cristian Filippo è davvero paradossale in una narcoterra: la Calabria. Secondo l’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia la ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale leader in Italia e in Europa nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Negli ultimi anni l’organizzazione criminale calabrese si è specializzata, anche grazie all’ottimo clima, nella coltivazione di cannabis: un terzo della cannabis «made in Italy» è prodotta proprio in Calabria. Sarebbe stato facilissimo per Cristian trovare la via illegale per procurarsi cannabis ma dopo la diagnosi del suo male e la prescrizione medica lui avrebbe diritto alla cannabis terapeutica legale, ma chiedete ai malati oncologici, chiedete a tutti coloro che soffrono di sclerosi multipla, di SLA, di dolori neuropatici, di glaucoma se, dopo 14 anni da una legge che la consente, riescono trovarla.</em></p>
<p><em><strong>Le difficoltà</strong> di questo stallo derivano innanzitutto dalla scarsa produzione nazionale: affidata a un unico ente,<strong>lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, raggiunge circa 240 kg annui.</strong> Una quantità irrisoria ben lontana dai 2000 kg stimati per il fabbisogno del nostro paese.<strong> Il resto viene importata, soprattutto da Canada e Olanda</strong>. Ma questo ha dei costi, richiede tempo, e se qualcosa va storto — come spesso accade — bisogna aspettare. E aspettare vuol dire tenersi i propri dolori. Così facendo lo Stato costringe i malati a due strade o rifornirsi dai pusher o coltivare in proprio. La relazione tecnica — <strong>condotta dal Lass di Vibo Valentia</strong> — ha dato prova che la sostanza rinvenuta a casa del ragazzo, ha riscontrato una media di principio attivo che varia dallo 0,32 allo 2,38, per un totale di 45,3 dosi medie ricavabili. Per la malattia che affligge il giovane, solitamente viene prescritto un grammo al giorno di cannabis medica, il quantitativo rinvenuto nella sua abitazione gli sarebbe quindi bastato per poco più di un mese di terapia. </em></p>
<p><em><strong>La storia di Cristian</strong>, oggi assistito dall’associazione Meglio Legale, così come la storia di Walter De Benedetto — malato di artrite reumatoide finito a processo per aver coltivato le sue piante di cannabis e infine assolto dal tribunale di Arezzo — così come le storie di troppi altri malati finiti a processo, o lasciati soffrire dimostrano che nel nostro paese la guerra alla droga punta ai deboli, ai disperati, ai malati. Non è una guerra contro il narcotraffico ma contro gli studenti nelle scuole, gli imprenditori della cannabis light, i semplici consumatori. È una guerra alle persone tossicodipendenti, che in carcere sono una su quattro e appunto, a chi ha patologie che la cannabis riuscirebbe a mitigare. Aprire un dibattito serio e responsabile sul tema della legalizzazione della cannabis serve, perciò, anche a far cadere un tabù che finora è costato a moltissimi cittadini, mentre ha fatto soltanto guadagnare soldi e potere alle mafie.</em></p>
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