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	<title>Fava Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Mar 2026 19:32:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Scilla, inaugurata la nuova caserma dei Carabinieri: è intitolata agli appuntati Fava e Garofalo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:09:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla presenza del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e del Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Divisione Riccardo Sciuto, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione e intitolazione della nuova sede della Stazione Carabinieri di Scilla (RC). L’evento, che giunge al termine di un percorso che ha consentito di offrire alla comunità un simbolo tangibile della legalità e un presidio fondamentale per la sicurezza del territorio, è stato scandito da momenti solenni alla presenza di uno schieramento in armi composto dalla Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”, da un picchetto d’onore, da rappresentanze dei Comandanti delle Stazioni Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dai militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria” nonché dai labari delle Associazioni combattentistiche e d’Arma. La caserma dell’Arma è intitolata agli Appuntanti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, insigniti della Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria, per i fatti occorsi il 18 gennaio 1994 nei pressi dello svincolo autostradale di Scilla, quando nel corso di un servizio esterno furono attinti da numerosi colpi d’arma da fuoco da parte di malviventi.</p>
<p>Il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Divisione Riccardo Sciuto, nel prendere la parola ha sottolineato il valore strategico della nuova sede della Stazione Carabinieri, evidenziandone la modernità, l’efficienza e la collocazione centrale, elementi pensati per rafforzare ulteriormente la capacità operativa del reparto e garantire una presenza dello Stato sempre più visibile e prossima ai cittadini. Il Generale ha rimarcato come la struttura, dotata di ambienti più funzionali e adeguati alle esigenze di servizio, rappresenti non solo un significativo miglioramento logistico, ma anche un simbolo concreto dell’impegno dell’Arma quale presidio di legalità e tutela della sicurezza pubblica che contribuisce a consolidare il rapporto di fiducia con la comunità. Rivolgendosi poi ai militari in servizio, il Generale Sciuto ha richiamato i valori fondanti dell’Istituzione, esortandoli a essere ogni giorno interpreti autentici del ruolo dell’Arma, punto di riferimento per i cittadini. Nel concludere il proprio intervento, il Generale ha voluto rivolgere un pensiero particolarmente sentito alle signore Antonia Anile e Patrizia Scano, vedove dei militari caduti, e ai figli Ivana e Valerio Fava, nonché Guglielmo e Andrea Garofalo, testimoniando loro la vicinanza e la riconoscenza dell’Arma per il sacrificio e i valori che continuano a rappresentare.</p>
<p>La cerimonia ha raggiunto il suo momento più toccante con la scopertura della targa di intitolazione della nuova caserma agli Appuntanti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, militari a cui è stata conferita la Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria. Con l’inaugurazione odierna, l’Arma dei Carabinieri rinnova il proprio impegno quotidiano sul territorio, al fianco dei cittadini e a tutela del bene comune e delle comunità.</p>
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		<title>Nel 32° anniversario dell&#8217;eccidio ricordati gli Appuntati Antonino Fava e Vincenzo Garofalo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, alla presenza del Gen. D. Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria” e le autorità civili, militari e giudiziarie assieme ai familiari delle vittime, hanno ricordato, nel 32° anniversario di quell’evento, gli Appuntati Scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, caduti in un vile attentato.</p>
<p>La commemorazione ha avuto inizio a Palmi, presso la Chiesa di San Rocco, con la messa in suffragio dei militari caduti, officiata dal S.E.R. Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina &#8211; Palmi, per poi proseguire, con una deposizione di una corona d’alloro, presso l’area di sosta dell’autostrada prima dell’uscita di Scilla, ove fu perpetrato l’attentato e dove oggi si trova il monumento alla memoria dei 2 Carabinieri. I militari e i familiari non hanno mancato, anche quest’anno, di far sentire la loro presenza, a testimonianza dell’inscindibile vincolo che lega nel tempo i militari in servizio, i commilitoni caduti nell’adempimento del dovere e le famiglie che hanno perso i loro cari.</p>
<p>Nella notte del 18 gennaio 1994, durante un servizio esterno, in prossimità del km 420 della A-2 Salerno – Reggio Calabria, gli Appuntati Scelti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, effettivi all’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Palmi, insospettiti da un’auto, si avvicinarono per effettuare un controllo. Fu allora che dalla vettura vennero sparati numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dei militari che furono feriti mortalmente. Le successive indagini consentirono di ricondurre l’agguato a una strategia criminale, propria delle cosche di ‘ndrangheta calabrese e di mafia siciliana, che negli anni ’90 fu particolarmente aggressiva nei confronti delle Istituzioni e dei loro rappresentanti.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta stragista, Cassazione annulla con rinvio ergastolo per boss Graviano e Filippone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-stragista-cassazione-annulla-con-rinvio-ergastolo-per-boss-graviano-e-filippone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 11:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Annullata e rinviata. Processo da rifare. In aula il presidente Pierpaolo Di Stefano ha letto il dispositivo con il quale è stata in parte annullata la sentenza di secondo grado del processo &#8216;Ndrangheta stragista&#8217; del 23 marzo 2023 che aveva condannato all’ergastolo il boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano, e il mammasantissima di Melicucco, Rocco Santo Filippone, ritenuto espressione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Annullata e rinviata. Processo da rifare. In aula il presidente <strong>Pierpaolo Di Stefano</strong> ha letto il dispositivo con il quale è stata in parte annullata la sentenza di secondo grado del processo &#8216;Ndrangheta stragista&#8217; del 23 marzo 2023 che aveva condannato all’ergastolo il boss di Brancaccio, <strong>Giuseppe Graviano</strong>, e il mammasantissima di Melicucco, <strong>Rocco Santo Filippone</strong>, ritenuto espressione della cosca Piromalli di Gioia Tauro.<br />
Gli ermellini hanno quindi dato ragione agli avvocati <strong>Guido Contestabile</strong> e <strong>Salvatore Staiano</strong>, difensori di <strong>Filippone</strong>, e agli avvocati <strong>Giuseppe Aloisio</strong> e <strong>Federico Vianelli</strong>, che hanno assistito Graviano. Respinte tutte le richieste dal sostituto procuratore generale <strong>Antonio Balsamo</strong> e sconfessate le ricostruzioni della procura generale e dalla Dda di Reggio Calabria, guidate rispettivamente da <strong>Gerardo Dominijanni </strong>e al tempo da <strong>Giovanni Bombardieri</strong> (oggi procuratore capo di Torino), e sposato le risultanze dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto facente funzioni <strong>Giuseppe Lombardo</strong> che, assieme all’aggiunto <strong>Walter Ignazitto</strong>, ha rappresentato l’accusa anche nel processo di secondo grado. L&#8217;episodio criminoso del processo, ricordiamo, fu l’attentato consumato il 18 gennaio 1994 sull’autostrada, all’altezza dello svincolo di Scilla, dove furono trucidati i carabinieri <strong>Antonino Fava</strong> e <strong>Vincenzo Garofalo</strong>. Questo attentato, per i giudici di primo e di secondo grado, rientra nelle cosiddette “stragi continentali” che hanno insanguinato l’Italia all’inizio degli anni Novanta. Lo scopo di ‘Ndrangheta e Cosa nostra, secondo i giudici di merito, era quello di colpire al cuore il Paese e le istituzioni per costringerli a trattare. Per farlo era necessario esercitare “una pressione sempre più asfissiante e ad ampio raggio nei confronti dello Stato, in vista del raggiungimento degli obiettivi inerenti all’eliminazione del regime previsto dal 41 bis dell’ordinamento penitenziario e la modifica della legislazione sui pentiti”. Prima di questo agguato a Reggio Calabria ci furono altri due attentati ai danni dei carabinieri. Per la Suprema corte, però, le cose stanno diversamente. In base al dispositivo di sentenza che <em>ANTIMAFIADuemila</em> ha potuto visionare, Filippone e Graviano non sarebbero i mandanti e gli istigatori (in concorso fra loro e con <strong>Calabrò Giuseppe</strong> e <strong>Villani Consolato</strong>) degli omicidi dei carabinieri <strong>Fava Antonino</strong> e <strong>Garofalo Giuseppe</strong> (18 gennaio 1994), <strong>Pasqua Vincenzo</strong> e <strong>Ricciardo Silvio</strong> (2 dicembre 1993);<strong> Bartolomeo Musicò</strong> e <strong>Salvatore Serra</strong> (1° febbraio 1994).<br />
Sei militari dell’Arma morti. E perché?</p>
<p>Per i giudici di merito la finalità era “‘piegare’ lo Stato alle richieste di attenuazione e/o eliminazione del carcere duro per mafiosi e ‘ndranghetisti ed alla revisione della legislazione sui collaboratori di giustizia, che rappresentavano entrambi aspetti di particolare rigore per i criminali interessati, impeditivi della realizzazione dei propri interessi”. Per la cassazione invece sono sciocchezze. Non c’è nessun disegno più ampio, nessuna finalità di eversione, nessuna finalità di agevolare le attività di Cosa nostra e della ‘Ndrangheta. La Cassazione ha riconosciuto solo il reato contestato di associazione mafiosa nei confronti di Rocco Santo Filippone: cioè hanno ammesso che si tratta di un boss di ‘Ndrangheta ed è per questo che la condanna a 18 anni ora è definitiva. Certamente occorrerà aspettare di leggere le motivazioni della sentenza per capire il ragionamento che ha portato i giudici della Cassazione ad annullare la sentenza impugnata. In aula l’avvocato <strong>Antonio Ingroia</strong>, legale dei familiari dei carabinieri Fava e Garofalo, il quale aveva ribadito che la sentenza di secondo grado della Corte d’Appello di Reggio Calabria del 23 marzo 2023 <em>era una sentenza</em><em> “storica perché per la prima volta due capi di organizzazioni storiche vengono individuati come capi di una strategia stragista</em>” finalizzata a “<em>destabilizzare lo Stato</em>”.<br />
Lo stesso sostituto procuratore generale della cassazione <strong>Antonio Balsamo </strong>aveva ribadito con forza il coinvolgimento della criminalità organizzata in quella strategia di attacco alle istituzioni assieme a “<em>settori deviati dei servizi segreti e centri di potere economico e politico che si sono trovati uniti da una stretta convergenza di interessi. Questa convergenza si è tradotta in un progetto eversivo, attuato attraverso una fredda pianificazione e l&#8217;assassinio di numerosi fedeli servitori dello Stato. Un esempio emblematico di tale contesto è rappresentato dall&#8217;Italia, dove l&#8217;Arma dei Carabinieri è stata coinvolta in azioni che riflettono il sacrificio e l&#8217;impegno contro queste dinamiche destabilizzanti”,</em> aveva detto Balsamo. La strategia sarebbe servita, come recita la sentenza di secondo grado, a “sostituire la vecchia classe dirigente” della Democrazia cristiana che per Riina e Graviano, “non aveva soddisfatto i loro ‘desiderata’” e sarebbe stata sostituita con il partito di <strong>Silvio Berlusconi</strong>: “Con tutta evidenza – avevano scritto i giudici di Reggio Calabria – Cosa Nostra e la ‘Ndrangheta si interessarono al nuovo partito di Forza Italia”. Con alcuni esponenti azzurri, infatti, “i siciliani avevano avviato contatti, tant’è che le stragi cessarono nel corso dell’anno 1994, sussistendo l’aspettativa che il nuovo soggetto politico avrebbe ‘aiutato’ le organizzazioni criminali che l’avevano elettoralmente sostenuto”.</p>
<p>Balsamo aveva dichiarato nella giornata di ieri di ritenere “<em>manifestamente <i>infondati</i>”</em> tutti i motivi di ricorso presentati dagli avvocati degli imputati, in particolare nella parte in cui i legali ribadiscono la non utilizzabilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia in quanto, secondo i legali, sarebbero state rese oltre il termine massimo dei 180 giorni.<br />
Il sostituto pg Balsamo ha richiamato la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e della nostra Corte Costituzionale, in particolare ha richiamato una sentenza della Corte U.E, la 24116 del 2024 (e quindi valida su tutto il territorio dell’Unione) che di fatto rende quelle dichiarazioni pienamente utilizzabili. &#8220;La Corte di Strasburgo &#8211; si legge nella nota di oltre 113 pagine del sostituto pg &#8211; ha altresì sottolineato che la collaborazione dei &#8216;pentiti&#8217; è &#8216;un’arma importantissima nell’ambito della lotta delle autorità italiane contro la mafia’ (sentenza del 6 aprile 2000, Labita contro Italia) ed ha, in molteplici pronunce, evidenziato gli obblighi positivi di tutela penale imposti a carico degli Stati con riferimento a diritti fondamentali come la vita, l’integrità psicofisica, la libertà individuale&#8221;. Inoltre “i collaboratori di giustizia sono stati sottoposti a un contraddittorio pieno, che ha permesso alla difesa di utilizzare l’intero complesso delle dichiarazioni precedenti, offrendo così la migliore garanzia di serietà e accuratezza nella valutazione. In merito, richiamo quanto già espresso nella memoria difensiva, che a sua volta fa riferimento alle indicazioni contenute nelle sentenze di secondo e primo grado, rispettivamente con riferimento ai collaboratori Spatuzza e Villani, e al ruolo del Lo Giudice”. &#8220;La attendibilità e la credibilità intrinseca delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia <strong>Spatuzza Gaspare</strong>, <strong>Villani Consolato</strong> e <strong>Lo Giudice Antonino </strong>sono state approfonditamente valutate dai giudici di merito secondo tutti i parametri richiesti dalla giurisprudenza di legittimità ed anche con riferimento alle ragioni che hanno determinato la &#8220;tardività&#8221; del loro contributo probatorio&#8221; si legge nella nota. Poteva essere una svolta nella ricostruzione della storia del nostro paese. Ma, ancora una volta, la Cassazione ha preferito stendere il velo dell’annullamento.<br />
(<em>Fonte: antimafiaduemila.com</em>)</p>
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		<title>Ventotto anni fa l&#8217;agguato sulla Salerno-Reggio Calabria contro i carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ventotto-anni-fa-lagguato-sulla-salerno-reggio-calabria-contro-i-carabinieri-antonino-fava-e-vincenzo-garofalo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 15:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 18 gennaio 1994, a Scilla, sull&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria, furono uccisi gli appuntati dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, rispettivamente di 37 e 34 anni, colpiti da numerosi proiettili d&#8217;arma da fuoco. Le indagini hanno poi portato a ricondurre l&#8217;agguato all&#8217;interno della strategia stragista condotta da Cosa nostra contro lo Stato con l&#8217;aiuto della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 gennaio 1994, a Scilla, sull&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria, furono uccisi gli appuntati dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, rispettivamente di 37 e 34 anni, colpiti da numerosi proiettili d&#8217;arma da fuoco. Le indagini hanno poi portato a ricondurre l&#8217;agguato all&#8217;interno della strategia stragista condotta da Cosa nostra contro lo Stato con l&#8217;aiuto della &#8216;ndrangheta.</p>
<p>Stamani, nel 28mo anniversario di quell&#8217;evento, nel tratto autostradale della A-2 Salerno-Reggio Calabria, al km 420, poco prima dell&#8217;uscita per Scilla, dove è stato realizzato un monumento a ricordo dei due carabinieri della Compagnia di Palmi, alla presenza del Comandante provinciale di Reggio Calabria, col. Marco Guerrini, e dei familiari delle vittime, le vittime sono state ricordate nel corso di una cerimonia.<br />
&#8220;Nonostante la situazione attuale, dovuta al Covid-19 &#8211; è scritto in una nota dell&#8217;Arma &#8211; i militari e i familiari, anche quest&#8217;anno, non potevano mancare di far sentire la loro presenza, a testimonianza dell&#8217;inscindibile vincolo che lega nel tempo i militari in servizio, i commilitoni caduti nell&#8217;adempimento del dovere e le famiglie che hanno perso i loro cari&#8221;.<br />
Fava e Garofalo sono decorati con la medaglia d&#8217;Oro al Valor Militare, con la motivazione: &#8220;Capo equipaggio / Conduttore di autoradio di nucleo radiomobile in area ad elevata densità mafiosa, nel corso di predisposto servizio di controllo del territorio, intimava in movimento l&#8217;alt ad autovettura sospetta.<br />
Fatto segno a reiterata azione di fuoco da parte dei malviventi che non arrestavano la marcia, li affrontava con insigne coraggio e grande determinazione replicando con l&#8217;arma in dotazione finché, colpito in più parti del corpo, si accasciava esanime. Le successive indagini consentivano di arrestare gli autori, identificati in cinque pericolosi pregiudicati appartenenti ad agguerrita organizzazione criminosa, e di recuperare le armi e l&#8217;autovettura di illecita provenienza utilizzate dai malfattori. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all&#8217;estremo sacrificio&#8221;. </p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ventotto-anni-fa-lagguato-sulla-salerno-reggio-calabria-contro-i-carabinieri-antonino-fava-e-vincenzo-garofalo/">Ventotto anni fa l&#8217;agguato sulla Salerno-Reggio Calabria contro i carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Ricordato omicidio appuntati Fava e Garofalo: iniziativa in occasione 27°anniversario</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ricordato-omicidio-appuntati-fava-e-garofalo-iniziativa-in-occasione-27anniversario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:22:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Fava]]></category>
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		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; &#8220;Il 18 gennaio 1994, a Scilla, sull&#8217;autostrada SA-RC, si immolarono sull&#8217;altare del dovere gli appuntati dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, rispettivamente di 37 e 34 anni&#8221;. Lo riferisce, in un comunicato, il Comando provinciale di Reggio Calabria dei carabinieri. &#8220;I due militari &#8211; si aggiunge nella nota &#8211; furono vilmente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; &#8220;Il 18 gennaio 1994, a Scilla, sull&#8217;autostrada SA-RC, si immolarono sull&#8217;altare del dovere gli appuntati dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, rispettivamente di 37 e 34 anni&#8221;. Lo riferisce, in un comunicato, il Comando provinciale di Reggio Calabria dei carabinieri.<br />
&#8220;I due militari &#8211; si aggiunge nella nota &#8211; furono vilmente sopraffatti da reiterate azioni di fuoco, durante il controllo di una vettura sospetta. Per il loro altissimo senso del dovere, un esempio da ricordare ancora oggi, sono stati decorati con la medaglia d&#8217;oro al Valor militare. Le successive indagini hanno consentito di arrestare gli autori del duplice omicidio, identificati in cinque pericolosi pregiudicati appartenenti ad agguerrita organizzazione criminosa, e di recuperare le armi e l&#8217;autovettura di illecita provenienza utilizzate dai malfattori. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all&#8217;estremo sacrificio&#8221;.<br />
&#8220;Questa mattina &#8211; conclude il comunicato &#8211; l&#8217;Arma dei Carabinieri, nel rispetto delle norme di contenimento epidemiologico, a 27 anni dall&#8217;evento, ha onorato con una sobria cerimonia il sacrificio dei due caduti&#8221;.</p>
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