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	<title>decreto Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Reggio Calabria, primo arresto dei Carabinieri dopo il nuovo decreto sicurezza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-primo-arresto-dei-carabinieri-dopo-il-nuovo-decreto-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche a Reggio Calabria si registrano i primi effetti delle nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica (introdotte con il Decreto-Legge n. 23 del 24 febbraio 2026), che ha previsto, tra le varie misure, l’introduzione del reato di “fuga pericolosa” per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine mettendo a rischio l’incolumità altrui. È [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a Reggio Calabria si registrano i primi effetti delle nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica (<em>introdotte con il Decreto-Legge n. 23 del 24 febbraio 2026</em>), che ha previsto, tra le varie misure, l’introduzione del reato di “<strong>fuga pericolosa</strong>” per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine mettendo a rischio l’incolumità altrui. È quanto accaduto nel centro cittadino, durante un servizio di controllo del territorio svolto dai militari della Sezione Radiomobile. Un giovane, alla guida di una motocicletta, non si è fermato all’intimazione dei Carabinieri, dandosi a una fuga precipitosa nel tentativo di sottrarsi al controllo. Ne è scaturito un inseguimento, nel corso del quale il ragazzo, per guadagnarsi la fuga, ha effettuato manovre pericolose, zigzagando tra le numerose autovetture e i motoveicoli presenti sulla carreggiata.</p>
<p>Grazie al sangue freddo, alla prontezza operativa e alla professionalità dei militari intervenuti, il fuggitivo è stato costantemente seguito, mantenendo al contempo un’adeguata distanza di sicurezza per garantire l’incolumità pubblica. L’inseguimento si è concluso poco dopo, quando il giovane è stato bloccato e tratto in arresto. I successivi accertamenti hanno permesso di verificare che il conducente era alla guida con patente sospesa e che il veicolo risultava privo di copertura assicurativa.</p>
<p>L’episodio rappresenta una delle prime applicazioni concrete della nuova fattispecie di reato introdotta dal recente decreto e conferma, ancora una volta, l’efficacia dell’azione dei Carabinieri nel controllo del territorio e nella tutela della sicurezza dei cittadini.</p>
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		<title>Caro gasolio, autotrasporto in affanno: Confartigianato Calabria, bene decreto ma non basta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caro-gasolio-autotrasporto-in-affanno-confartigianato-calabria-bene-decreto-ma-non-basta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caro carburanti continua a mettere in seria difficoltà il mondo dell&#8217;autotrasporto. Un&#8217;emergenza che coinvolge anche la Calabria, dove molte imprese stanno affrontando una fase di forte sofferenza a causa dell&#8217;aumento dei costi del gasolio. Confartigianato Calabria, attraverso Confartigianato Trasporti, torna a richiamare l&#8217;attenzione sulla situazione del comparto alla luce del decreto approvato dal Consiglio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il caro carburanti continua a mettere in seria difficoltà il mondo dell&#8217;autotrasporto. Un&#8217;emergenza che coinvolge anche la Calabria, dove molte imprese stanno affrontando una fase di forte sofferenza a causa dell&#8217;aumento dei costi del gasolio. Confartigianato Calabria, attraverso Confartigianato Trasporti, torna a richiamare l&#8217;attenzione sulla situazione del comparto alla luce del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri per contrastare gli effetti delle tensioni geopolitiche sui prezzi dei carburanti. Il provvedimento recepisce diverse indicazioni avanzate dalla categoria e prevede una riduzione temporanea delle accise per 20 giorni, con un taglio di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e di 12 centesimi sul GPL. Accanto a questo, vengono rafforzate le misure di controllo contro possibili fenomeni speculativi lungo la filiera, con il rafforzamento del monitoraggio da parte del Garante per i prezzi e l&#8217;attivazione di verifiche sulle anomalie.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inserita nel decreto anche la richiesta di un credito d&#8217;imposta destinato al settore dell&#8217;autotrasporto, con uno stanziamento fino a 100 milioni di euro per compensare, almeno in parte, l&#8217;incremento dei costi sostenuti dalle imprese nei mesi più critici. Un pacchetto di misure che Confartigianato giudica positivamente perché rappresenta un primo segnale concreto di attenzione verso il comparto e recepisce alcune delle richieste avanzate nel corso del confronto con il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi. Tuttavia, la situazione resta estremamente critica. Il prezzo del carburante continua a mantenersi su livelli elevati, spesso oltre i 2 euro al litro, mettendo sotto pressione soprattutto le piccole e medie imprese che non riescono a trasferire i maggiori costi sui committenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">&#8220;<em>Il decreto va nella direzione giusta – </em>evidenzia Confartigianato Calabria <em>– ma non è sufficiente. La riduzione delle accise limitata a soli 20 giorni rischia di avere un effetto troppo breve rispetto a una crisi iniziata da alcune settimane e di cui purtroppo ancora non si conosce la durata, che continua a incidere pesantemente sui bilanci delle aziende</em>. <em>Anche sul fronte dell&#8217;energia e del gas si sono registrati nel mese di marzo importanti aumenti come sul fronte delle materie prime. Per questo Confartigianato ribadisce la necessità di interventi più strutturali e duraturi. Servono risposte rapide ma soprattutto stabili nel tempo, per evitare che l&#8217;attuale situazione di affanno si trasformi in una crisi più profonda</em>&#8220;. Confartigianato Calabria conferma quindi l&#8217;impegno attraverso la propria confederazione a proseguire il confronto con il Governo affinché le misure adottate possano essere rafforzate e rese più efficaci, nella consapevolezza che la tenuta del comparto è fondamentale per garantire la continuità del sistema produttivo e dei servizi.</p>
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		<title>La Cineteca della Calabria riconosciuta come Istituto culturale nazionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-cineteca-della-calabria-riconosciuta-come-istituto-culturale-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 07:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cineteca]]></category>
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		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha firmato un decreto con cui la Cineteca della Calabria diventa Istituto culturale italiano. Il riconoscimento è riservato agli enti che prestano servizi di rilevanza nazionale in campo culturale, che promuovono e svolgono attività di ricerca, di organizzazione culturale, di produzione editoriale e multimediale a carattere scientifico. Costituita nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha firmato un decreto con cui la Cineteca della Calabria diventa Istituto culturale italiano. Il riconoscimento è riservato agli enti che prestano servizi di rilevanza nazionale in campo culturale, che promuovono e svolgono attività di ricerca, di organizzazione culturale, di produzione editoriale e multimediale a carattere scientifico.</p>
<p>Costituita nel 1998, da un gruppo di studiosi provenienti da diverse province della Calabria, la cineteca ha iniziato ristampando e digitalizzando i prestigiosi corti-documentari di Vittorio de Seta girati tra Calabria, Sicilia e Sardegna tra il 1954 e il 1955, che ancora oggi vengono utilizzati per i progetti di alfabetizzazione al cinema promossi dal ministero dell&#8217;Istruzione.Nell&#8217;archivio sono custoditi numerosi film e documentari come i lavori di Mario Carbone, Gianni Amelio, Luigi di Gianni, Silvestro Prestifilippo, Elio Ruffo, Mario Gallo e tanti altri, tutti girati in Calabria, che costituiscono un grande patrimonio scientifico e culturale.</p>
<p>A questo lavoro di ricerca e conservazione vanno aggiunte, tra le varie attività, le pubblicazioni che vengono presentate nei più importanti festival di settore, come il Salone internazionale del libro di Torino, i festival cinematografici e gli Istituti di cultura italiani nel mondo.</p>
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		<item>
		<title>Dal governo ok al decreto sul Ponte dello Stretto, la regia al Mit e nessun paletto alla Corte dei Conti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dal-governo-ok-al-decreto-sul-ponte-dello-stretto-la-regia-al-mit-e-nessun-paletto-alla-corte-dei-conti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 13:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per superare i rilievi della Corte dei Conti sull&#8217;opera che dovrebbe collegare Calabria e Sicilia, sotto la regia del Mit, nelle scorse ore, è arri via libera del consiglio dei ministri al decreto per il Ponte sullo Stretto.  Non ci sono paletti alla magistratura contabile, scartata l&#8217;ipotesi di un commissario straordinario. Il Mit invierà alla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per superare i rilievi della Corte dei Conti sull&#8217;opera che dovrebbe collegare Calabria e Sicilia, sotto la regia del Mit, nelle scorse ore, è arri via libera del consiglio dei ministri al <strong>decreto per il Ponte sullo Stretto.</strong>  Non ci sono paletti alla magistratura contabile, scartata l&#8217;ipotesi di un commissario straordinario. Il Mit invierà alla Corte dei Conti l&#8217;accordo di programma per il controllo di legittimità e, insieme alle altre amministrazioni coinvolte, curerà gli adempimenti necessari per arrivare a una nuova delibera del Cipess, attraverso l&#8217;aggiornamento del piano economico-finanziario della Stretto di Messina, il parere dell&#8217;Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe di pedaggio (Art) e di quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Il ministero si impegna poi a completare gli adempimenti previsti dalla Direttiva Habitat 92/43/Ce, con due atti distinti: una ricognizione delle valutazioni ambientali da parte del ministero dell&#8217;Ambiente e un provvedimento dello stesso Mit sugli effetti dell&#8217;opera su salute e sicurezza pubblica. E sempre il dicastero guidato da Matteo Salvini curerà la preparazione della documentazione necessaria al dialogo con la Commissione europea, finalizzato a verificare la &#8220;piena compatibilità&#8221; del progetto con le norme dell&#8217;Ue. L&#8217;amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi, viene nominato Commissario straordinario per le opere ferroviarie a terra in Sicilia e Calabria.</p>
<p>&#8220;<em>Oggi si è definito ulteriormente l&#8217;iter approvativo del Ponte sullo Stretto in conformità ai rilievi della Corte</em>&#8220;, sottolinea il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sulla stessa linea l&#8217;amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. <em>&#8220;Il contenuto del decreto conferma la volontà del governo di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, ponendo l&#8217;obiettivo primario di conformarsi ai rilievi della Corte dei conti sulla delibera Cipess e sul terzo atto aggiuntivo alla convenzione&#8221;</em>, spiega l&#8217;.ad che aggiunge  <em>&#8220;In questo quadro confermo che la società Stretto di Messina continuerà nel suo costante impegno per completare la procedura approvativa e per avviare al più presto la fase realizzativa del progetto&#8221;</em>.</p>
<p>Il decreto, però, accende subito lo scontro politico. <em>&#8220;Con l&#8217;approvazione del decreto, Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, limitando il parere alla sola relazione della società che ha progettato l&#8217;opera. Siamo alle solite furbizie</em>&#8220;, attacca il portavoce di Avs, Angelo Bonelli. Duro anche il leader M5s Giuseppe Conte secondo il quale: <em>&#8220;hanno deciso di andare avanti con lo scempio del progetto fallito del Ponte sullo Stretto</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Firmato il decreto per il nuovo Campus dell&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/firmato-il-decreto-per-il-nuovo-campus-delluniversita-mediterranea-di-reggio-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 10:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[campus]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto, sostenuto dal MUR e dal MEF con un investimento di 4 milioni di euro, darà vita al primo vero campus della città, moderno, inclusivo e aperto al mondo. È stato firmato dal Ministro dell&#8217;Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, insieme al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il decreto che definisce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto, sostenuto dal MUR e dal MEF con un investimento di 4 milioni di euro, darà vita al primo vero campus della città, moderno, inclusivo e aperto al mondo. È stato firmato dal Ministro dell&#8217;Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, insieme al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il decreto che definisce le modalità di attuazione e i termini di realizzazione del progetto &#8220;Campus universitario del Mediterraneo&#8221; dell&#8217;Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. Il provvedimento, previsto dalla Legge di Bilancio 2025-2027, assegna all&#8217;Ateneo 4 milioni di euro &#8211; 1 milione per il 2025, 2 milioni per il 2026 e 1 milione per il 2027 &#8211; per investimenti destinati all&#8217;acquisizione e alla ristrutturazione di immobili da adibire alla realizzazione del nuovo Campus.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è stata resa possibile &#8211; si legge in una nota dell&#8217;UniRc &#8211; da un emendamento alla Legge di Bilancio 2025, presentato dall&#8217;onorevole Francesco Cannizzaro, che ha consentito di destinare le risorse necessarie alla realizzazione del progetto. Il decreto, ora sottoposto al controllo preventivo della Corte dei conti, disciplina le modalità di presentazione del programma di interventi da parte dell&#8217;Ateneo e i relativi tempi di attuazione. L&#8217;Università dovrà presentare un programma di acquisizione e ristrutturazione degli immobili, corredato da un progetto di fattibilità tecnico-economica e da un cronoprogramma degli interventi. La valutazione di congruità e funzionalità sarà affidata a una Commissione nominata dal Segretario generale del MUR. Il progetto darà vita al primo vero campus universitario di Reggio Calabria, concepito come luogo di scambio interdisciplinare e multifunzionale tra studenti, docenti, ricercatori e cittadini, con edifici accademici, spazi di studio, ricerca e socialità, impianti sportivi, biblioteche e aree verdi. Un ambiente moderno, inclusivo e sostenibile con alloggi universitari destinati a studenti meritevoli italiani e stranieri, con particolare attenzione a coloro che provengono dal bacino del Mediterraneo e da aree colpite da crisi umanitarie.</p>
<p>&#8220;Il Campus universitario del Mediterraneo &#8211; dichiara il Ministro dell&#8217;Università e della ricerca, Anna Maria Bernini &#8211; è un progetto che racchiude una visione: trasformare Reggio Calabria in un luogo di incontro e di conoscenza che guarda al futuro e al mondo. Un campus moderno, aperto e accogliente, dove studenti italiani e stranieri potranno condividere percorsi di formazione e di vita, con una particolare attenzione a chi proviene dal bacino del Mediterraneo e da aree segnate da crisi umanitarie. È un segnale concreto dell&#8217;impegno del Governo e del Ministero per rafforzare le università del Mezzogiorno e per costruire, attraverso l&#8217;istruzione e la ricerca, un ponte stabile di cooperazione e di pace tra i popoli&#8221;.<br />
Con questa misura, il Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca conferma il proprio impegno per la valorizzazione del sistema universitario del Mezzogiorno e per la proiezione internazionale dell&#8217;Ateneo reggino, rafforzando la vocazione dell&#8217;Italia come ponte culturale e formativo tra Europa e Mediterraneo.<br />
Il rettore dell&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria Giuseppe Zimbalatti esprime la sua soddisfazione per il decreto che definisce le modalità di attuazione e i termini di realizzazione del progetto &#8220;Campus universitario del Mediterraneo&#8221; dell&#8217;Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.<br />
Nell&#8217;esprimere il proprio ringraziamento al Ministro dell&#8217;Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini e all&#8217;onorevole Francesco Cannizzaro per il fattivo impegno nell&#8217;affiancare e sostenere il processo di crescita dell&#8217;Ateneo reggino e del territorio in generale, nell&#8217;ottica di una Reggio Calabria &#8220;città universitaria, sempre più attrattiva per tutta l&#8217;area del Mediterraneo&#8221;.<br />
Il Rettore Zimbalatti conclude: &#8220;il gioco di squadra istituzionale si è dimostrato ancora una volta arma vincente per affrontare le importanti sfide che gli obiettivi di crescita e di sviluppo dell&#8217;Università Mediterranea, mettendo nelle migliori condizioni la nostra comunità accademica di traguardare gli obiettivi di eccellenza con una concreta prospettiva di raggiungerli&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/firmato-il-decreto-per-il-nuovo-campus-delluniversita-mediterranea-di-reggio-calabria/">Firmato il decreto per il nuovo Campus dell&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Consiglio di Stato sospende decreto Occhiuto di revoca accreditamento del Sant&#8217;Anna Hospital</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/consiglio-di-stato-sospende-decreto-occhiuto-di-revoca-accreditamento-del-santanna-hospital/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 06:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[accreditamento]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Stato]]></category>
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		<category><![CDATA[revoca]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Anna Hospital]]></category>
		<category><![CDATA[sospensione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La notizia che il Consiglio di Stato, su ricorso degli avvocati Francesco Pitaro e Bernardo Giorgio Mattarella, ha sospeso il decreto del commissario e presidente Occhiuto che revocava l&#8217;accreditamento del S. Anna Hospital di Catanzaro, conferma gli inquietanti scenari già sollevati sulla vicenda e sul ruolo parziale giocato dallo stesso Occhiuto&#8221;. E&#8217; quanto si legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/consiglio-di-stato-sospende-decreto-occhiuto-di-revoca-accreditamento-del-santanna-hospital/">Consiglio di Stato sospende decreto Occhiuto di revoca accreditamento del Sant&#8217;Anna Hospital</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La notizia che il Consiglio di Stato, su ricorso degli avvocati Francesco Pitaro e Bernardo Giorgio Mattarella, ha sospeso il  decreto del commissario e presidente Occhiuto che revocava l&#8217;accreditamento del S. Anna Hospital di Catanzaro, conferma gli inquietanti scenari già sollevati sulla vicenda e sul ruolo parziale giocato dallo stesso Occhiuto&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota del consigliere comunale, Vincenzo Capellupo secondo il quale &#8221; Prima Occhiuto revoca l&#8217;accreditamento con un colpo di mano senza ascoltare le forze sociali e il Consiglio comunale del Capoluogo; dopo, sempre Occhiuto, con l&#8217;ennesimo atto commissariale sposta i posti letto della cardiochirurgia del S. Anna nella sua Cosenza. </p>
<p>Un piano, dall&#8217;esclusiva logica elettorale, chiaro a tutti, che nessun beneficio porta ai malati calabresi e che mira a concentrare, insieme a tutte le altre azioni messe in campo da Occhiuto, tutte le possibili risorse sanitarie e universitarie calabresi nella sua Cosenza. Con questo approccio sbilanciato, non solo si sono minate competenze e professionalità costruite a Catanzaro in decenni di lavoro, ma si rischia di aprire la porta a ulteriori danni, anche erariali, che potrebbero ricadere su tutti i calabresi. I costi di una gestione errata e ideologica della sanità pubblica non possono essere pagati dalla collettività.</p>
<p>Ed allora tornano le domande che ho più volte posto attraverso i media: Occhiuto poteva agire diversamente nell&#8217;interesse della Calabria? Occhiuto poteva essere consigliato diversamente dai suoi silenti amici catanzaresi? Quanto devono ancora arretrare il Capoluogo di Regione e la sanità calabrese prima che qualcuno dei suoi amici catanzaresi trovi il coraggio di alzare la voce?&#8221;- conclude Vincenzo Capellupo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/consiglio-di-stato-sospende-decreto-occhiuto-di-revoca-accreditamento-del-santanna-hospital/">Consiglio di Stato sospende decreto Occhiuto di revoca accreditamento del Sant&#8217;Anna Hospital</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Inchieste, frodi e truffe, anche in Calabria false assunzioni dei migranti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchieste-frodi-e-truffe-anche-in-calabria-false-assunzioni-dei-migranti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 07:40:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inchieste, arresti, frodi e truffe. Il sistema delle false assunzioni dei migranti eludendo il decreto flussi sembra essere radicato in quella parte dell’imprenditoria troppo spesso collusa o facente parte proprio del sistema criminale. E così, in Puglia, in Campania, in Calabria ma anche al Nord, si moltiplicano i fascicoli d’indagine sulle frodi che consentono ai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Inchieste, arresti, frodi e truffe. Il sistema delle false assunzioni dei migranti<strong> eludendo il decreto flussi</strong> sembra essere radicato in quella parte dell’imprenditoria troppo spesso collusa o facente parte proprio del sistema criminale. E così, in Puglia, in Campania, in <strong>Calabria</strong> ma anche al Nord, si moltiplicano i fascicoli d’indagine sulle frodi che consentono ai datori di lavoro di incassare illecitamente sulla pelle di migranti con il sogno di ottenere un permesso di soggiorno.</p>
<p>Si tratta di numeri abnormi che da tempo portano investigatori e inquirenti, soprattutto del Sud Italia – dalla Puglia alla <strong>Calabria</strong> – a guidare operazioni e indagini nei confronti di datori di lavoro fin troppo zelanti nel promettere regolarizzazioni di lavoratori extracomunitari, senza però mai completare le richieste. Solo qualche mese fa, in Salento, carabinieri e Guardia di Finanza hanno arrestato tre imprenditori con l’accusa di aver favorito l’immigrazione clandestina di 900 migranti sfruttando lo stesso modus operandi. Denaro che consentiva loro di chiedere al ministero dell’Interno il “modello informatico” attestante l’assunzione dei migranti.</p>
<p>Un’attività che aveva fruttato profitti per oltre 1,3 milioni di euro. Ma non sembrano essere casi isolati, piuttosto una pratica ormai collaudata da anni con la quale imprenditori senza scrupoli tentano di arricchirsi sulle spalle dei migranti. Episodi registrati anche in <strong>Calabria</strong>, in particolare nella <strong>piana di Sibari</strong>. Ai migranti venivano <strong>chiesti 6.000 euro</strong>, tramite un mediatore, per ottenere la promessa di un posto di lavoro e, quindi, la possibilità di restare in Italia.</p>
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		<title>Nuovo ospedale hub di Cosenza, sindaco Caruso: &#8220;Ulteriore studio di fattibilità? Un altro stop”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nuovo-ospedale-hub-di-cosenza-sindaco-caruso-ulteriore-studio-di-fattibilita-un-altro-stop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 14:29:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Più che un altro step per la realizzazione del nuovo ospedale a Cosenza, il decreto dipartimentale della Regione per un ulteriore studio di fattibilità è, di fatto, un altro stop al percorso di una effettiva e rapida costruzione dell&#8217;opera&#8221;. Lo afferma il sindaco Franz Caruso a seguito del decreto dipartimentale con cui la Regione Calabria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Più che un altro step per la realizzazione del nuovo ospedale a Cosenza, il decreto dipartimentale della Regione per un ulteriore studio di fattibilità è, di fatto, un altro stop al percorso di una effettiva e rapida costruzione dell&#8217;opera&#8221;. Lo afferma il sindaco Franz Caruso a seguito del decreto dipartimentale con cui la Regione Calabria ha approvato il quadro economico relativo ai &#8220;Servizi tecnici per la redazione del documento di fattibilità delle alternative progettuali&#8221; per il nuovo ospedale di Cosenza, con una spesa prevista di ben 136mila euro.</p>
<p>&#8220;Non ce ne era francamente proprio bisogno di questa ulteriore spesa – prosegue Franz Caruso &#8211;  né di rimandare ad un nuovo studio la decisione di dove realizzare il nuovo presidio ospedaliero. Lo studio di fattibilità precedente, del 2017, già costato ai calabresi oltre 650 mila euro, ha indicato il sito di Vagliolise su cui si è espresso favorevolmente anche il Consiglio Comunale di Cosenza nel giugno 2022 e che, per quanto mi riguarda, rimane il sito più valido. Una scelta, quella di Vagliolise che Roberto Occhiuto, però, ha messo in discussione senza alcuna valida motivazione, probabilmente seguendo semplicemente le orme e le indicazioni del fratello Mario. E&#8217; stato, quindi, riavvolto il nastro di tutte le procedure già completate e messo in stand by anche il finanziamento  dell&#8217;Inaildi 349 milioni di euro per la realizzazione del nuovo Hub e 45 milioni destinati alla trasformazione dell&#8217;ospedale &#8220;Annunziata&#8221; in cittadella della Salute. La ripartenza dallo studio di fattibilità, dunque, rinvia e non procede alla realizzazione del nuovo ospedale HUB di Cosenza, di cui si parla da 40 anni e di cui, stante così le cose, si continua solo a parlare, facendo annunci, peraltro, anche abbastanza bizzarri&#8221;.</p>
<p>&#8220;Detto ciò – conclude Franz Caruso &#8211; ribadisco, comunque, la mia opinione a beneficio della collettività pubblica: Occhiuto lo faccia dove vuole, ma lo faccia. Aggiungo, però, anche una esortazione ormai di fondamentale importanza: non si lasci degradare ulteriormente l&#8217;attuale hub dell&#8217;Annunziata, già totalmente inadeguato a rispondere con efficacia ai bisogni dei cittadini/utenti. Il Sindaco non è il responsabile della sanità della città, ma della salute dei suoi cittadini. Rispetto a questa responsabilità non girerò mai la testa da un&#8217;altra parte e mi porrò sempre  il problema di cosa fare per tutelare fino in fondo i nostri concittadini e tutti quanti noi, avendo un sistema sanitario inefficiente e una struttura ospedaliera assolutamente carente che non garantisce un minimo di assistenza sanitaria&#8221;.</p>
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		<title>&#8216;Salva casa&#8217; domani in Consiglio dei ministri: ecco i provvedimenti nella bozza del decreto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/salva-casa-domani-in-cdm-ecco-la-bozza-del-decreto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 15:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Domani in Consiglio dei ministri arriva il decreto casa, cosiddetto &#8216;salva casa&#8217;, fortemente voluto dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. La bozza del dl, che l&#8217;Adnkronos ha potuto visionare, si compone di tre articoli.  Il primo apporta &#8220;modifiche al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 &#8211; Testo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Domani in Consiglio dei ministri arriva il decreto casa, cosiddetto &#8216;salva casa&#8217;, fortemente voluto dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. La bozza del dl, che l&#8217;Adnkronos ha potuto visionare, si compone di tre articoli.  Il primo apporta &#8220;modifiche al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 &#8211; Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia&#8221;; il secondo articolo del decreto introduce disposizioni circa le &#8220;strutture amovibili realizzate durante l&#8217;emergenza sanitaria da Covid-19&#8221;; il terzo articolo reca &#8220;disposizioni di coordinamento e entrata in vigore&#8221;. Le misure introdotte dal dl casa, che sarà esaminato domani in Cdm, sono &#8220;finalizzate a rimuovere quegli ostacoli &#8211; ricorrenti nella prassi &#8211; che determinano lo stallo delle compravendite a causa di irregolarità formali&#8221;, si legge nella relazione illustrativa della bozza del decreto, che l&#8217;Adnkronos ha potuto visionare. Appare quindi &#8220;concreta e attuale la necessità di rimuovere situazioni di incertezza giuridica in merito allo stato di legittimità degli immobili con riferimento alle cosiddette &#8216;lievi difformità&#8217; e di garantire il legittimo affidamento dei privati proprietari di immobili rispetto a difformità edilizie a vario titolo tollerate dall&#8217;ordinamento, che, tuttavia, non consentono di dimostrare lo stato legittimo dell&#8217;immobile&#8221;, si legge ancora nella relazione. Il primo articolo del decreto casa introduce, tra le altre cose, norme per includere una &#8220;nuova fattispecie di intervento di edilizia libera, recependo l&#8217;orientamento giurisprudenziale prevalente in materia&#8221;. Si tratta in particolare &#8220;di opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola con telo retrattile anche impermeabile, tende a pergola con elementi di protezione solare mobili o regolabili, e che sia addossata o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all&#8217;estensione dell&#8217;opera&#8221;, è scritto nella relazione illustrativa della bozza del decreto. La disposizione precisa che &#8220;le opere in oggetto non possono determinare la creazione di un organismo edilizio rilevante e, comunque, di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici, devono avere caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l&#8217;impatto visivo e l&#8217;ingombro apparente e devono armonizzarsi alle preesistenti linee architettoniche&#8221;.</p>
<p>Tra le misure introdotte dal primo articolo del decreto casa ci sono alcune modifiche all&#8217;articolo 6, comma 1, del Tue (il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) &#8220;finalizzate ad ampliare le categorie di interventi che possono essere eseguiti in edilizia libera, ovverosia quegli interventi che non richiedono alcun titolo abilitativo, né permesso e/o comunicazione, in quanto non eccessivamente impattanti&#8221;, si legge nella relazione illustrativa. Si tratta &#8220;a titolo esemplificativo, di interventi di manutenzione ordinaria, di installazione di pompe di calore &lt; 12 kw, di rimozione di barriere architettoniche e di installazione di vetrate panoramiche amovibili (Vepa) installate su logge e balconi&#8221;, è scritto sempre nella relazione. Inoltre viene chiarito che &#8220;tra gli interventi di edilizia libera rientrino anche la realizzazione e installazione di vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti (Vepa) dirette ad assolvere a funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, riduzione delle dispersioni termiche, parziale impermeabilizzazione dalle acque meteoriche non solo dei balconi o di logge ma anche di porticati rientranti all&#8217;interno dell&#8217;edificio&#8221;. Nel primo articolo del decreto casa vengono inoltre introdotte modifiche &#8220;in materia di tolleranze costruttive ed esecutive&#8221;. Il dl prevede dunque che &#8220;in relazione agli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, le tolleranze costruttive sono riparametrate in misura inversamente proporzionale alla superficie utile&#8221;. Pertanto, &#8220;minore è la superficie utile maggiore è il limite consentito percentualmente&#8221;. Nel merito, si stabiliscono &#8220;diversi valori in relazione alle tolleranze entro le quali ritenere per legge che il mancato rispetto dell&#8217;altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisca violazione edilizia&#8221;. Tale previsione &#8220;si rende necessaria &#8211; viene spiegato &#8211; perché consente di tenere conto, nell&#8217;ambito della definizione della tolleranza, di discostamenti minimi rispetto alle caratteristiche costruttive previste nei titoli abilitativi che, se considerate su superficie di modesta entità, possono impattare, seppur minime, per più del 2 per cento del totale&#8221;.</p>
<p>Pertanto, la disposizione prevede che, &#8220;in relazione ai predetti interventi realizzati entro il citato termine, il mancato rispetto dell&#8217;altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituiscono violazione edilizia se contenuto entro i seguenti limiti: a) del 2 per cento delle misure previste dal titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile superiore ai 500 metri quadrati; b) del 3 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile compresa tra i 300 e i 500 metri quadrati; c) del 4 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile compresa tra i 100 e i 300 metri quadrati; d) del 5 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo per le unità immobiliari con superficie utile inferiore ai 100 metri quadrati&#8221;. Prorogata l&#8217;installazione delle strutture sanitarie amovibili realizzate durante l&#8217;emergenza Covid, in presenza di &#8220;comprovate e obiettive&#8221; esigenze di necessità: è quanto prevede il secondo articolo della bozza. &#8220;Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell&#8217;attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all&#8217;efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, le strutture amovibili realizzate per finalità sanitarie, assistenziali, educative durante lo stato di emergenza nazionale dichiarato in conseguenza del rischio sanitario connesso all&#8217;insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili Covid-19 e mantenute in esercizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione possono rimanere installate in deroga al vincolo temporale di cui all&#8217;articolo 6, comma 1, lettera e-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in presenza di comprovate e obiettive esigenze idonee a dimostrarne la perdurante necessità&#8221;, si legge. &#8212;politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Giro di vite sui presunti fenomeni soprannaturali: decide solo il Papa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vaticano-giro-di-vite-sui-presunti-fenomeni-soprannaturali-decide-solo-il-papa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 07:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[decreto]]></category>
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		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Giro di vite del Vaticano sui presunti fenomeni soprannaturali. Il Dicastero per la Dottrina della Fede con un documento approvato dal Papa &#8211; che entrerà in vigore domenica prossima, 19 maggio, festa di Pentecoste &#8211; ha messo nero su bianco le nuove norme spiegando che solo il Papa può autorizzare, &#8220;in via del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/vaticano-giro-di-vite-sui-presunti-fenomeni-soprannaturali-decide-solo-il-papa/">Giro di vite sui presunti fenomeni soprannaturali: decide solo il Papa</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211;<br />
Giro di vite del Vaticano sui presunti fenomeni soprannaturali. Il Dicastero per la Dottrina della Fede con un documento approvato dal Papa &#8211; che entrerà in vigore domenica prossima, 19 maggio, festa di Pentecoste &#8211; ha messo nero su bianco le nuove norme spiegando che solo il Papa può autorizzare, &#8220;in via del tutto eccezionale, ad intraprendere una procedura di un’eventuale dichiarazione di soprannaturalità degli eventi&#8221;. Sono tanti gli episodi di presunti fenomeni soprannaturali, amplificati dall&#8217;avvento dei social. Per citarne alcuni: quello che risale al 1995 della Madonnina di Civitavecchia che lacrimava, evento a cui non è mai stato dato un riconoscimento ufficiale, per arrivare al caso più attuale delle presunte apparizioni della Madonna a Trevignano Romano: un caso su cui si è pronunciato il vescovo di Civita Castellana, Marco Salvi, parlando di “falsità, spergiuri, testimonianze non concordanti”.  Dal nulla osta al giudizio negativo. Sono sei i diversi voti per discernere i casi contenuti nel documento del Dicastero per la Dottrina della Fede approvato dal Papa sui presunti fenomeni soprannaturali. Di norma, né il vescovo né la Santa Sede si pronunceranno per definire la natura soprannaturale del fenomeno, limitandosi ad autorizzare e promuovere devozione e pellegrinaggi.  Nel dettaglio, saranno possibili pronunciamenti più rapidi nel rispetto della devozione popolare e, di norma, non si impegnerà più l’autorità della Chiesa nel definire ufficialmente la soprannaturalità di un fenomeno che potrebbe richiedere molto tempo per essere approfonditamente studiato. L’altra novità è rappresentata dal coinvolgimento più esplicito del Dicastero per la Dottrina della Fede che dovrà approvare la decisione finale del vescovo e avrà la facoltà di intervenire motu proprio in qualunque momento. Prima l&#8217;intervento dell&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio rimaneva dietro le quinte.</p>
<p>A motivare ora questo coinvolgimento diretto del Dicastero, c’è anche la difficoltà nel circoscrivere a livello locale fenomeni che in qualche caso raggiungono dimensioni nazionali e persino mondiali, &#8220;per cui una decisione relativa ad una diocesi ha delle conseguenze anche altrove&#8221;. &#8220;All’origine del documento &#8211; sintetizzano i media vaticani &#8211; c’è la lunga esperienza dell’ultimo secolo, con casi in cui il vescovo locale (o i vescovi di una regione) hanno in tempi rapidissimi dichiarato la soprannaturalità, poi il Sant’Uffizio si è espresso diversamente. Oppure casi in cui un vescovo si è espresso in un modo, il suo successore in modo opposto (sullo stesso fenomeno). Ci sono poi i tempi lunghi, necessari per valutare tutti gli elementi per arrivare a una decisione sulla soprannaturalità o la non soprannaturalità dei fenomeni. Tempi che a volte contrastano con l’urgenza di dare risposte pastorali per il bene dei fedeli&#8221;.Il Dicastero ha iniziato nel 2019 a revisionare le norme e si è arrivati al testo attuale approvato dal Papa lo scorso 4 maggio.  Secondo le nuove norme, la Chiesa potrà discernere: &#8220;Se sia possibile scorgere nei fenomeni di presunta origine soprannaturale la presenza dei segni di un’azione divina; se negli eventuali scritti o messaggi di coloro che sono coinvolti nei presunti fenomeni in parola non vi sia nulla che contrasti con la fede e i buoni costumi; se sia lecito apprezzarne i frutti spirituali, o risulti necessario purificarli da elementi problematici o mettere in guardia i fedeli dai pericoli che ne derivano; e sia consigliabile una loro valorizzazione pastorale da parte dell’autorità ecclesiastica competente&#8221;. Inoltre, &#8220;in via ordinaria, non si dovrà prevedere un riconoscimento positivo da parte dell’autorità ecclesiastica circa l’origine divina di presunti fenomeni soprannaturali&#8221;. Di norma, pertanto &#8220;né il Vescovo diocesano, né le Conferenze episcopali, né il Dicastero dichiareranno che i fenomeni sono di origine soprannaturale, e solo il Santo Padre può autorizzare una procedura in tal senso&#8221;. Vengono quindi indicate le procedure da mettere in atto: spetta al vescovo esaminare i casi e sottoporlo al Dicastero per l’approvazione. Al vescovo è chiesto di astenersi dal fare pubbliche dichiarazioni relative all’autenticità o soprannaturalità, e anche di vigilare affinché non vi sia confusione e non si alimenti il sensazionalismo. Nel caso gli elementi raccolti sembrino &#8220;sufficienti&#8221;, il vescovo costituirà una commissione d’indagine annoverando tra i suoi membri almeno un teologo, un canonista e un perito scelto in base alla natura del fenomeno. Tra i criteri positivi, &#8220;la credibilità e buona fama delle persone che affermano di essere destinatarie di eventi soprannaturali o di essere direttamente coinvolte in tali fatti, così come dei testimoni ascoltati&#8230; l’ortodossia dottrinale del fenomeno e dell’eventuale messaggio ad esso connesso, il carattere imprevedibile del fenomeno da cui appare chiaramente che non sia frutto dell’iniziativa delle persone coinvolte, i frutti di vita cristiana&#8221;.  Tra i criteri negativi, la &#8220;presenza di un errore manifesto circa il fatto, eventuali errori dottrinali, uno spirito settario che genera divisione nel tessuto ecclesiale, una ricerca evidente di lucro, potere, fama, notorietà sociale, interesse personale collegata strettamente al fatto, atti gravemente immorali, alterazioni psichiche o tendenze psicopatiche nel soggetto, che possano aver esercitato un’influenza sul presunto fatto soprannaturale, oppure psicosi, isteria collettiva o altri elementi riconducibili a un orizzonte patologico&#8221;.</p>
<p>Infine &#8220;è da considerarsi di particolare gravità morale l’uso di esperienze soprannaturali asserite o di elementi mistici riconosciuti come mezzo o pretesto per esercitare un dominio sulle persone o compiere degli abusi&#8221;. Qualunque sia la determinazione finale approvata, il vescovo &#8220;ha il dovere di continuare a vigilare sul fenomeno e sulle persone coinvolte&#8221;. Nella sua introduzione, il card. Victor Manuel Fernandez, prefetto dell&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio, spiega che le nuove norme &#8220;non vogliono essere necessariamente un controllo né, ancor meno, un tentativo di spegnere lo Spirito&#8221;. Ma &#8220;bisogna riconoscere che in alcuni casi di eventi di presunta origine soprannaturale si rilevano delle criticità molto serie a danno dei fedeli e in questi casi la Chiesa deve agire con tutta la sua sollecitudine pastorale. Mi riferisco, ad esempio, a un uso di simili fenomeni per trarre &#8216;lucro, potere, fama, notorietà sociale, interesse personale&#8217;, che può arrivare persino alla possibilità di compiere atti gravemente immorali o addirittura &#8216;come mezzo o pretesto per esercitare un dominio sulle persone o compiere degli abusi&#8217;. Non si deve ignorare neppure, in occasione di simili eventi &#8211; sottolinea Fernandez &#8211; la possibilità di errori dottrinali, di indebiti riduzionismi nella proposta del messaggio del Vangelo, la diffusione di uno spirito settario. Da ultimo, esiste pure la possibilità che i fedeli siano trascinati dietro a un evento, attribuito ad un’iniziativa divina, ma che è soltanto frutto della fantasia, del desiderio di novità, della mitomania o della tendenza alla falsificazione di qualcuno&#8221;.  Fernandez dice che &#8220;nel suo discernimento in questo ambito, la Chiesa ha bisogno di procedure chiare. Le Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni che si applicavano fino ad oggi erano state approvate da San Paolo VI nel 1978, più di quarant’anni fa, in forma riservata e furono pubblicate ufficialmente solo 33 anni dopo, nel 2011&#8221;. Ora si stabilisce una procedura nuova rispetto al passato &#8220;ma anche più ricca, con sei possibili conclusioni prudenziali che possano orientare il lavoro pastorale intorno agli eventi di presunta origine soprannaturale. La proposta di queste sei determinazioni finali permette al Dicastero e ai Vescovi di gestire in modo adeguato le problematiche di casi molto diversi tra loro dei quali si ha conoscenza&#8221;.  &#8220;Tra queste possibili conclusioni &#8211; prosegue Fernandez &#8211; non si include di norma una dichiarazione circa la soprannaturalità del fenomeno oggetto di discernimento, cioè la possibilità di affermare con certezza morale che esso proviene da una decisione di Dio che l’ha voluto in modo diretto. Invece, la concessione di un Nihil obstat indica semplicemente, come già spiegava Papa Benedetto XVI, che riguardo a quel fenomeno i fedeli &#8216;sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione&#8217;. Non trattandosi di una dichiarazione sulla soprannaturalità dei fatti, diventa ancora più chiaro, come diceva pure Papa Benedetto XVI, che è solo un aiuto &#8216;del quale non è obbligatorio fare uso&#8217;. D’altra parte questo intervento lascia naturalmente aperta la possibilità che, prestando attenzione allo sviluppo della devozione, in futuro possa esserci bisogno di un intervento diverso&#8221;. Tale dichiarazione di “soprannaturalità” viene, di norma, sostituita o da un Nihil obstat, che autorizza un lavoro pastorale positivo, o da un’altra determinazione adatta alla situazione concreta. Le procedure, previste dalle nuove Norme, con la proposta di sei possibili decisioni prudenziali, permettono di giungere in un tempo più ragionevole a una decisione che aiuti il Vescovo a gestire la situazione relativa a eventi di presunta origine soprannaturale, prima che essi acquistino dimensioni molto problematiche, senza un necessario discernimento ecclesiale&#8221;. &#8220;Tuttavia, rimane ferma la possibilità che il Santo Padre intervenga autorizzando, in via del tutto eccezionale, ad intraprendere una procedura al riguardo di un’eventuale dichiarazione di soprannaturalità degli eventi: si tratta, infatti, di un’eccezione, che di fatto è avvenuta negli ultimi secoli solo in pochissimi casi&#8221;. Resta &#8220;ferma la possibilità di una dichiarazione di &#8216;non soprannaturalità&#8217;, solo quando emergono segni oggettivi e chiaramente indicativi di una manipolazione presente alla base del fenomeno, ad esempio quando un presunto veggente dichiara di aver mentito, o quando le prove indicano che il sangue di un crocifisso appartiene al presunto veggente&#8221;. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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