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	<title>ddl zan Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Nov 2021 16:15:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ddl Zan, Spirlì: &#8220;Da omosessuale dico stop è vittoria di civiltà, parole non devono far paura&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 17:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ddl zan]]></category>
		<category><![CDATA[frocio]]></category>
		<category><![CDATA[Nino Spirlì]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La sconfitta del ddl Zan è una vittoria di civiltà, contro una legge che il signor Zan tentava di far approvare a suo imperituro ricordo, uno che voleva passare alla storia per una norma con il suo nome, nulla di più&#8221;. Intervistato dall&#8217;AdnKronos, l&#8217;ex governatore della Calabria, il leghista Antonino Spirlì, detto Nino, è molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La sconfitta del ddl Zan è una vittoria di civiltà, contro una legge che il signor Zan tentava di far approvare a suo imperituro ricordo, uno che voleva passare alla storia per una norma con il suo nome, nulla di più&#8221;. Intervistato dall&#8217;AdnKronos, l&#8217;ex governatore della Calabria, il leghista Antonino Spirlì, detto Nino, è molto soddisfatto per lo stop alla legge Zan, con la tagliola scattata in Senato mercoledì scorso. Il fedelissimo di Salvini in Calabria non ha mai nascosto la sua avversione &#8211; da omosessuale dichiarato &#8211; alla &#8216;lobby frocia&#8217;, &#8220;a cui avrei dovuto appartenere io, la lobby che ti impedisce di chiamare le cose con il loro nome, di dire &#8216;ricchione&#8217; e &#8216;negro'&#8221;, come affermò dal palco leghista di Catania, nell&#8217;ottobre del 2020, scatenando una bufera.</p>
<p>&#8220;Io &#8211; aveva aggiunto dalla Pontida del Sud &#8211; utilizzerò queste parole fino all&#8217;ultimo dei miei giorni, come il termine &#8216;frocio&#8217;. Cosa fanno: mi tagliano la lingua?&#8221;. E ora gongola: &#8220;Gli italiani hanno scelto di non tagliare la lingua agli italiani, le parole fanno male come una lama quando sono lame, non in quanto parole&#8221;. &#8220;Io &#8211; rivendica il 59enne ex berlusconiano, Reggino di Taurianova &#8211; posso continuare a usare termini come &#8216;frocio&#8217; e &#8216;ricchione&#8217;, me lo dice ora pure il Parlamento e il popolo, rappresentato da chi ha votato no a questa legge&#8221;. &#8220;Erano loro che volevano creare un ghetto sociale per gli omosessuali &#8211; accusa &#8211; un recinto molto più volgare della parola &#8216;ricchione'&#8221;. &#8220;Il no al ddl Zan è stato votato anche dal centrosinistra, non è un sordo no del centrodestra, siamo di fronte a una scelta condivisa dal popolo italiano&#8221;, assicura Spirlì. &#8220;Il Parlamento &#8211; sottolinea &#8211; mi dice che le parole non devono far paura&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci sono dei modi di dire che possono sembrare violenti &#8211; argomenta il successore alla &#8216;Cittadella&#8217; di Jole Santelli &#8211; ma in realtà non lo sono. Ad esempio, a Roma &#8216;li mortacci&#8217; è un intercalare frequente, un mezzo respiro tra una frase e l&#8217;altra, ma nessuno si permette di offendere i defunti dell&#8217;altra persona&#8221;. Quelle parole, dice riferendosi a &#8216;frocio&#8217;, &#8216;ricchione&#8217;, &#8216;negro&#8217;, &#8220;sono una spontaneità che se prese nella giusta misura non offendono nessuno, altrimenti dovremmo tacere sempre e non è possibile&#8221;.<br />
Gli omosessuali devono coltivare di più i rapporti con chi omosessuale non è&#8221;, avverte Spirlì. &#8220;La paura e la preoccupazione e la distanza devono essere colmate, dobbiamo essere tutti quanti in santa pace, così come si è&#8221;. La parola &#8216;frocio&#8217; allora non è una offesa? &#8220;Io mi sento offeso a essere messo in una categoria, i ghetti sociali sono quelli che allontanano, se creiamo &#8216;specialità&#8217; allontaniamo gli uomini dagli uomini, e questo non può funzionare&#8221;, conclude il leghista calabrese. </p>
<p><em>Francesco Saita<br />
(Adnkronos)</em></p>
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		<item>
		<title>Ddl Zan: Maggioranza non trova convergenza su provvedimento, tavolo aggiornato a martedì 6</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ddl-zan-maggioranza-non-trova-convergenza-su-provvedimento-tavolo-aggiornato-a-martedi-6/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 14:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Zan]]></category>
		<category><![CDATA[base]]></category>
		<category><![CDATA[ddl zan]]></category>
		<category><![CDATA[testo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confermato il ddl Zan come testo base in commissione Giustizia per il provvedimento contro l&#8217;omotransfobia. Respinta la proposta di Lega e Forza Italia di unificarlo al testo Ronzulli. Pd e M5s puntano a portarlo in Aula nella settimana del 13 luglio e ad approvarlo così come uscito dalla Camera. Il tavolo di maggioranza convocato oggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Confermato il ddl Zan come testo base in commissione Giustizia per il provvedimento contro l&#8217;omotransfobia. Respinta la proposta di Lega e Forza Italia di unificarlo al testo Ronzulli.</p>
<p>Pd e M5s puntano a portarlo in Aula nella settimana del 13 luglio e ad approvarlo così come uscito dalla Camera.<br />
Il tavolo di maggioranza convocato oggi si aggiornerà martedì alle 11 prima della convocazione dell&#8217;Aula del Senato che voterà sulla caledarizzazione del ddl. Entro venerdì prossimo i senatori potranno presentare le proposte di modifica al testo e il presidente Andrea Ostellari tenterà di farne una sintesi.</p>
<p>(<em>Ansa)</em><br />
(<em>nella foto Alessandro Zan</em>)</p>
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		<item>
		<title>Respinto l&#8217;odg del consigliere-pastore, l&#8217;assemblea è &#8220;fortemente a favore della legge&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/respinto-lodg-del-consigliere-pastore-lassemblea-e-fortemente-a-favore-della-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2021 14:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[ddl zan]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ripepi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massimo Ripepi sconfitto sul ddl Zan rimedia una sonora bastonatura con l’approvazione di una proposta del centrosinistra che senza mezzi termini schiera il consiglio “fortemente a favore della legge”. Due correnti opposte sui diritti sociali si sono espresse oggi nel consiglio comunale di Reggio. Da una parte l’annunciato odg di Ripepi contro il ddl Zan [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Massimo Ripepi sconfitto sul ddl Zan rimedia una sonora bastonatura con l’approvazione di una proposta del centrosinistra che senza mezzi termini schiera il consiglio “fortemente a favore della legge”</strong>.</p>
<p>Due correnti opposte sui diritti sociali si sono espresse oggi nel consiglio comunale di Reggio. <strong>Da una parte l’annunciato odg di Ripepi contro il ddl Zan (bocciato dall’assemblea), dall’altra la mozione sul bilancio di genere proposta da Angela Martino</strong> e approvata dalla maggioranza (pure con il voto degli esponenti di minoranza Saverio Pazzano e Filomena Iatì, ma l’astensione del centrodestra).</p>
<p>Una bella notizia, la seconda. <strong>L’amministrazione reggina ha infatti aperto la strada all’adozione di uno strumento già in uso in molti comuni italiani con l’obiettivo di contrastare le discriminazioni sessiste.</strong> Si tratta di una rilettura dei bilanci pianificando e le risorse in base al principio di pari opportunità per tutti ed in tutti gli ambiti della società. La mozione nasce da un complesso lavoro di analisi e Martino ha sottolineato il contributo delle assessore Giuggi Palmenta e Irene Calabrò, della consigliera metropolitana di parità Paola Carbone e del dirigente Paolo Consiglio – oltre a ringraziare il presidente della commissione bilancio Armando Neri per la disponibilità a dedicare sei sedute all’argomento.</p>
<p><strong>Si partirà con una revisione dei documenti di rendicontazione</strong>. «Ogni voce di bilancio – ha dichiarato Angela Martino &#8211; non è neutra rispetto all’impatto che ha su ciascuno di noi. <strong>Abbiamo perso milioni di posti lavoro ed il 90% del dato riguarda donne. Bisogna fare un passo in avanti in termini di innovazione dei nostri documenti di bilancio</strong>».</p>
<p>Chi non ha votato lo avrà fatto per un’idiosincrasia al termine “genere”? Il timore che il cambiamento incida sulle spese è sfatato dalla stessa Martino: «<strong>L’adozione del bilancio di genere non ha mai rappresentato un aumento sulle spese, ma efficienta la spesa stessa. Al pari del piano di zona per il welfare o del bilancio sociale, questa è una vicenda politica non di parte, piuttosto può essere accolta all’unanimità</strong> perché riguarderà la struttura del bilancio e le scelte che siamo chiamati a fare come consiglieri comunali».</p>
<p>Ma il momento più caldo e politicamente forte dell’assemblea comunale è stato <strong>la proposta del consigliere Ripepi per una presa di posizione sul ddl Zan con l’espressione ufficiale di un parere negativo</strong>, proposta nettamente respinta. Della legge che istituirà specifici reati di omotransfobia il comune si è occupato con una serie di audizioni di associazioni (favorevoli e non al ddl) in commissione pari opportunità. Ripepi chiedeva però un allineamento preciso sui scudi contro la legge. <strong>Lo slogan del suo intervento, diffuso con clamore sui social da ieri, è la citazione biblica “più Gesù Cristo, meno Mammona”, esibita anche in consiglio su una maglietta.</strong> Mancano soltanto le fiamme della Geenna per i sostenitori di Zan, insomma. <strong>Le argomentazioni di Ripepi sono quelle note del fronte anti-Zan</strong>, che contestano il pericolo per la libertà di opinione e si oppongono all’istituzione di una giornata contro l’omotransfobia e alle attività di promozione di una cultura rispettosa dell’identità gender nelle scuole.</p>
<p>Dell’argomento si è discusso con ben tre votazioni in chiusura di un lunghissimo consiglio occupato da varie e complesse determinazioni amministrative, tanto che Ripepi aveva chiesto di mettere in testa il punto o rinviarlo. <strong>«Non mi sembra – ha commentato il consigliere – un tema da affrontare dopo ore e tutti stremati, ma noto che ormai siamo al declino totale della politica</strong>». L’interminabile disamina di Ripepi sul testo del ddl Zan è interrotta quando l’oratore si infervora nel suo ruolo di pastore della comunità cristiana Pace, uscendo fuori tema nel citare la vicenda delle accuse ricevute da una donna vittima di violenza. <strong>Additando come simili a «farisei» i colleghi e lanciando anatemi («dovete provarlo quello che successo a me, sbattuto sui giornali, e alla mia comunità di professionisti e seguaci di Cristo discriminati e offesi»), a Ripepi viene tolta la parola dal presidente dell’assemblea. </strong></p>
<p>Odg di senso contrario è stato presentato dall’ex assessore <strong>Giuseppe Marino per il centrosinistra: sì al ddl Zan </strong>ritenendo «importante riformare il nostro ordinamento per rafforzare la tutela della persona con l’estensione dei delitti contro l’eguaglianza anche alle condotte discriminatorie fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità». <strong>Nel documento del centrosinistra si rilancia anche l’attività dell’Osservatorio comunale per le Pari Opportunità e contro ogni forma di discriminazione</strong>.</p>
<p>Va invece dritto al bersaglio con la consueta passione politica <strong>Saverio Pazzano, che ribatte però con una risoluzione</strong> (atto quindi rivolto all’esterno, a differenza di quelli di Marino e Ripepi, odg interni) a sostegno totale della legge. <strong>Ma il voto alla sua iniziativa è disastroso, così come è totale debacle per Massimo Ripepi con 17 no e 4 sì. Unica proposta ad essere approvata è l&#8217;odg di Marino con 18 voti favorevoli.</strong> Ha vinto Mammona, avrà pensato amaramente &#8220;papà&#8221; Ripepi.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spirlì ancora contro Ddl Zan: nasconde censure e gravissimi pericoli per la libertà</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/spirli-ancora-contro-ddl-zan-nasconde-censure-e-gravissimi-pericoli-per-la-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2021 16:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ddl zan]]></category>
		<category><![CDATA[gay pride]]></category>
		<category><![CDATA[La Zanzara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Omofobia in Italia? Ma no, riguarda altri paesi. L’Italia non è un Paese omofobo, i paesi omofobi sono quelli dove ti tagliano la testa se sei omosessuale, come l’Iran dove vengono impiccati. Gli omosessuali italiani non lo dicono questo, che nei paesi musulmani vengono ammazzati i gay. E invece la sinistra e gli omosessuali italiani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Omofobia in Italia? Ma no, riguarda altri paesi. L’Italia non è un Paese omofobo, i paesi omofobi sono quelli dove ti tagliano la testa se sei omosessuale, come l’Iran dove vengono impiccati. Gli omosessuali italiani non lo dicono questo, che nei paesi musulmani vengono ammazzati i gay. E invece la sinistra e gli omosessuali italiani scelgono di stare dalla parte di Hamas, dove gli islamici ammazzano i gay”. A dirlo il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì a La Zanzara su Radio 24.</p>
<p>“Le associazioni gay? Non servono a niente – ha aggiunto – solo a fare soldi. E questa legge serve a rafforzare l’associazionismo multicolore. Gli omosessuali possono avere la giornata dell’orgoglio dove possono offendere chiunque, sopra i carri c’è gente travestita da prete o da suora col culo di fuori. Loro possono offendere la religione…Devono starsene a casa e vivere l’omosessualità come le persone serene, a casa, in silenzio e a farsi le proprie cose in tranquillità.</p>
<p>L’omosessuale non è un essere speciale, è un essere normale come tutti gli altri, appartiene all’umanità. Il Gay Pride mi ha sempre fatto schifo, una carnevalata inutile che non è mai servita a niente e a nessuno. Se dovessi avere un figlio omosessuale e lo vedessi su un carro del Gay Pride lo prenderei a calci nel culo con gli anfibi e lo accompagnerei a casa e gli spiegherei cosa significa essere omosessuali con dignità, senza bisogna di diventare un deficiente su un carro”.</p>
<p>“Chi difende la legge Zan – ha detto ancora Spirlì – vuole fare passare gli altri per pazzi, invece dietro le parole nasconde tutta una serie di censure e gravissimi pericoli per la libertà, se passasse tapperebbe la bocca a tutti. Voglio vivere senza categorie e voglio poter dire che la famiglia è fatta da una madre, da un padre e dai figli. Appena lo dici, e non aggiungi che ci sono anche le famiglie omosessuali corri un pericolo. Due gay fanno una coppia di persone che si vogliono bene, ma non sono famiglia. Se passasse la legge Zan per queste cose che ho detto potrei essere querelato”.</p>
<p>(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Ddl Zan, in Commissione 170 ammessi in audizione: c&#8217;è anche Nino Spirlì</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ddl-zan-in-commissione-170-ammessi-in-audizione-ce-anche-nino-spirli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 16:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[audizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione]]></category>
		<category><![CDATA[ddl zan]]></category>
		<category><![CDATA[omotransfobia]]></category>
		<category><![CDATA[spirlì]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 170 le audizioni &#8216;ammesse&#8217; sul disegno di legge contro l&#8217;omotransfobia, che è all&#8217;esame della commissione Giustizia del Senato. A presentare il calendario completo è stato il presidente della commissione, il leghista Andrea Ostellari (che è anche relatore del provvedimento), dopo aver accorpato alcune richieste anche per evitare sovrapposizioni. Inizialmente quelle proposte erano oltre 200, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ddl-zan-in-commissione-170-ammessi-in-audizione-ce-anche-nino-spirli/">Ddl Zan, in Commissione 170 ammessi in audizione: c&#8217;è anche Nino Spirlì</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 170 le audizioni &#8216;ammesse&#8217; sul disegno di legge contro l&#8217;omotransfobia, che è all&#8217;esame della commissione Giustizia del Senato. A presentare il calendario completo è stato il presidente della commissione, il leghista Andrea Ostellari (che è anche relatore del provvedimento), dopo aver accorpato alcune richieste anche per evitare sovrapposizioni.</p>
<p>Inizialmente quelle proposte erano oltre 200, più della metà della Lega. Ostellari avrebbe proposto che si svolgano un giorno a settimana, indicativamente ogni martedì: immaginando una media di una decina di audizioni a giornata, servirebbero almeno 4 mesi per concludere il ciclo. </p>
<p>Tra le 170 audizioni ammesse ci sono nomi di giuristi, procuratori, avvocati, esponenti di chiese e movimenti di varie religioni, psicologi e psicoterapeuti, rappresentanti del mondo omosessuale, femministe, giornalisti. Per il mondo religioso si va da monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei a Riccardo di Segni dell&#8217;Unione delle comunità ebraiche in Italia, da Yassine Baradai, segretario nazionale dell&#8217;Unione delle comunità islamiche in Italia ad Alessandro Dini Ciacci, responsabile della chiesa dei mormoni. Altri previsti nel calendario sono Mauro Coruzzi in arte Platinette, <strong>il presidente facente funzioni della Calabria, Nino Spirlì</strong>, Rossana Dettori della segreteria nazionale della Cgil, Massimo Gandolfini del Family day, Cristina Gramolini di Arcilesbica, l&#8217;ex presidente di Arcigay nazionale Aurelio Mancuso, l&#8217;ex pm Carlo Nordio. Per l&#8217;Unione nazionale delle donne italiane sono previste la presidente Vittoria Tola e Pina Nuzzo, poi le femministe Monica Sargentini Ricci e Marina Terragni e il filosofo Stefano Zecchi.</p>
<p>&#8220;Chi ha paura del confronto? Noi no, e siamo pronti a discutere con lealtà di ddl Zan e della proposta del centrodestra, per tutelare tutte le vittime di discriminazioni e violenza. Giovedì iniziamo con le prime audizioni, che saranno 170 in tutto. Senza confronto non c&#8217;è democrazia&#8221;. Lo scrive su Facebook il leghista <strong>Andrea Ostellari</strong>, presidente della commissione Giustizia del Senato e relatore del disegno di legge Zan.</p>
<p>&#8220;Le 170 audizioni disposte da Ostellari sul Ddl Zan non sono un approfondimento, sono una provocazione intollerabile. Non amo il muro contro muro, ma qui siamo alla presa in giro&#8221;. Lo scrive il deputato del Pd <strong>Filippo Sensi</strong> su Twitter.<br />
&#8220;È chiaro che si tratta di puro boicottaggio. La Lega propone 170 audizioni in Commissione sul ddl Zan solo per allungare i tempi. Una provocazione irricevibile. Ora i gruppi favorevoli si accordino per portare in aula il ddl già approvato alla Camera&#8221;. Lo afferma<strong> Laura Boldrini</strong>, deputata del PD.</p>
<p>&#8220;Per il M5s chiedere di esaminare il ddl Zan in Aula non e&#8217; piu&#8217; un&#8217;ipotesi da valutare ma una cosa da fare. E&#8217; da un mese che abbiamo le firme pronte. Ho aspettato gli altri partiti di centrosinistra, adesso basta e attiviamo l&#8217;articolo 77 del regolamento del Senato. Ognuno si prenda le proprie responsabilità, non a parole. Ho raccolto l&#8217;adesione di Leu, spero vogliano firmare anche i colleghi del Pd, su Italia viva non saprei. Potremmo fare la richiesta già oggi&#8221;. Così la senatrice del M5s, <strong>Alessandra Maiorino</strong> sul ddl contro l&#8217;omotransfobia.</p>
<p>I vescovi italiani chiedono di evitare &#8220;forzature&#8221; con il disegno di legge Zan contro l&#8217;omofobia. &#8220;Ribadiamo come ci sia ancora tempo per un dialogo aperto per arrivare a una soluzione priva di ambiguità e di forzature legislative&#8221;, ha detto il Presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale. Gualtiero Bassetti, aprendo i lavori all&#8217;Assemblea generale in corso a Roma.</p>
<p>(<em>fonte Ansa</em>)</p>
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		<title>Da Fedez a Pietro Grasso, indignazione per il nuovo stop al ddl Zan sui reati di omotransfobia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 17:14:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eco di reazioni indignate dopo l&#8217;ennesimo stop al Senato per il ddl Zan sul riconoscimento dell&#8217;omotransfobia come reato. La Lega sta facendo ostruzionismo per impedire la calendarizzazione del disegno di legge nella commissione giustizia, chiesta da Pd, M5s, Italia Viva, Gruppo misto e Autonomie. Già approvato alla Camera lo scorso 4 novembre, il ddl è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eco di reazioni indignate dopo l&#8217;ennesimo stop al Senato per il ddl Zan sul riconoscimento dell&#8217;omotransfobia come reato.</strong> La Lega sta facendo ostruzionismo per impedire la calendarizzazione del disegno di legge nella commissione giustizia, chiesta da Pd, M5s, Italia Viva, Gruppo misto e Autonomie. Già approvato alla Camera lo scorso 4 novembre, il ddl è vicino alla conclusione dell&#8217;iter ma oggi Matteo Salvini ha scatenato nuove polemiche ammonendo sul rischio che una discussione che trova i senatori discordi possa creare divisioni in un momento così delicato per il Paese.<br />
<strong>Mentre i sostenitori del testo dichiarano che andranno avanti, a favore del ddl sono scesi in campo personaggi dello spettacolo come Elodie e Fedez.</strong> La cantante ha commentato con sconcerto: &#8220;Siete indegni, questa gente non dovrebbe stare in parlamento&#8221;. In un videomessaggio social, il rapper si è rivolto invece al nemico numero uno del mondo Lgbt, il senatore Simone Pillon (e non per la prima volta), ricordando come una tutela statale contro l&#8217;omotransfobia sia &#8220;priorità per difendere la libertà di tutti i cittadini&#8221; e spiegando che suo figlio gioca con le bambole e va bene così: &#8220;Non desta alcun tipo di turbamento in me, e non desterebbe alcun tipo di turbamento in me nemmeno su un giorno dovesse avvertire l’esigenza di truccarsi, di mettersi il rossetto, di mettersi lo smalto o una gonna, perché mio figlio ha il diritto di esprimersi come meglio crede&#8221;.<br />
E&#8217; proprio questa, la terribile ideologia gender, a spaventare familisti e oppositori del ddl Zan. <strong>Dal 2018, anno di presentazione del progetto di legge, una serrata propaganda psicologica a colpi di bufale e mostri immaginari</strong> racconta di scenari dove l&#8217;educazione sessuale a scuola instillerà nei bambini una sorta di omosessualità indotta e si rischierà la galera rivolgendo la parola a un gay (ovvero, dicono i detrattori, non avremo più libertà di espressione). In realtà la legge proposta da Alessandro Zan, che riunisce anche i testi presentati nel tempo da Laura Boldrini e Ivan Scalfarotto, prevede una clausola precisa sul punto: “<strong>Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte</strong>, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”. <strong>Infatti ad essere sanzionabili con reclusione fino a 4 anni e multe fino a 6000 euro saranno non una legittima opinione su omo e transessualità (ancorché civile e non aggressiva) ma atti di discriminazione o violenze</strong> (compiuti o istigati) fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”, con le aggravanti della finalità discriminatoria e d&#8217;odio. Pure la grande paura delle fantomatiche lezioni di orientamento sessuale nelle scuole è un altro fake. <strong>La legge prevede infatti che nell&#8217;offerta formativa scolastica siano previsti programmi di sensibilizzazione per educare al rispetto e prevenire la violenza &#8211; non certo per plagiare i bambini ad identificarsi in un sesso diverso, che intanto è un&#8217;autentica assurdità e inoltre in quel caso rappresenterebbe un altro reato. </strong><br />
Due mancate convocazioni della commissione e l&#8217;idea di indicare come relatore proprio Pillon sono le strategie utilizzate dalla Lega per far arenare la legge Zan. Un tira e molla che non potrà durare a lungo. In una lettera formale condivisa dai capigruppo Pd, M5s, Iv e Autonomie in Commissione Giustizia,<strong> Pietro Grasso (LeU) ha invitato il presidente leghista della commissione, Andrea Ostellari a convocare l&#8217;Ufficio di presidenza, ribadendo che &#8216;&#8221;sui diritti non si arretra di un millimetro&#8221;.</strong><br />
<strong>Sulla vicenda è intervenuta Mirella Giuffré, presidente Agedo (associazione genitori, parenti e amici di persone omosessuali) di Reggio Calabria.</strong> In una nota, scrive: &#8220;Vi sentiamo spesso in ogni occasione parlare con molta enfasi di figli e famiglie da difendere e tutelare ma quando siamo al dunque ci sembrate contraddittori. Le nostre sono famiglie e loro sono figli nostri e vostri non marziani o forse non siamo degni della vostra attenzione perché imperfetti? E’ ora di finirla e di essere conseguenti con quello che dite. La legge sul contrasto alla omo-lesbo-bi-transfobia é in dirittura d’arrivo e a vostro parere non é degna nemmeno di essere messa a calendario dei lavori e siete disponibili a fare le barricate contro. Ma i media pieni tutti i giorni di episodi di aggressioni e insulti, in nome di una supposta morale, li vedete o no? Perché la normalità e la naturalezza nostra e delle nostre figlie e figli vi disturba così tanto? Forse le nostre famiglie valgono meno delle altre?  Perché ignorare che tutti i paesi europei più avanzati hanno norme ben più progredite senza che a nessuno sia impedito di esprimere le proprie idee? Avete una occasione storica per tutelare anche noi. Non sprecatela&#8221;.<br />
<strong>Nella città dello Stretto lo scontro tra i familisti e i sostenitori dei diritti Lgbt è da tempo molto acceso.</strong> La vicenda più clamorosa riguardò l&#8217;istituzione del registro delle unioni civili, approvato nel 2015 durante una seduta di consiglio comunale che vide la <strong>strenua opposizione del consigliere di Forza Italia Massimo Ripepi, già padre spirituale della chiesa cristiana di Catona (comunità recentemente al centro della cronaca per un caso di violenza su minore che ha coinvolto alcuni fedeli).</strong> Lo stesso Ripepi, per contrastare l&#8217;approvazione del registro, aveva in precedenza presentato una mozione intitolata &#8220;Iniziative per la tutela della famiglia naturale&#8221;, sui cui contenuti, durante un dibattito pubblico, si era espresso criticamente il movimento cittadino femminista Collettiva AutonoMia, che fa parte della rete nazionale &#8220;Non una di meno&#8221;.<strong> Nei mesi successivi Luciana Bova Vespro, fondatrice di Collettiva AutonoMia, fu bersagliata di insulti (anche attraverso pagine social create appositamente)</strong>, ad opera di un componente della chiesa di Catona, poi denunciato per diffamazione. Il relativo processo è iniziato lo scorso gennaio e &#8211; senza entrare nel merito giudiziario &#8211; l&#8217;odio manifestato verso le posizioni antiomofobe dell&#8217;attivista (da sempre vicina anche alla lotta della comunità reggina Lgbt) appare confinante con la sfera di applicazione della futura legge Zan.<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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