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	<title>DDA Catanzaro Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Apr 2026 16:23:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Indagini Dda di Catanzaro: cellulari in carcere, chiesto il rinvio a giudizio per 46 persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 16:23:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale Catanzaro e Vibo Valentia della Guardia di Finanza, con la collaborazione del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, all’esito del procedimento penale avviato da questo Ufficio, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 46 soggetti, indiziati di associazione mafiosa, estorsione aggravata, accesso indebito a dispositivi idonei [&#8230;]</p>
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<p>I militari del Comando Provinciale Catanzaro e Vibo Valentia della Guardia di Finanza, con la collaborazione del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata, all’esito del procedimento penale avviato da questo Ufficio, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 46 soggetti, indiziati di associazione mafiosa, estorsione aggravata, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’attività svolta congiuntamente dal Nucleo P.E.F. – G.I.C.O. Catanzaro e dal Nucleo P.E.F. Vibo Valentia costituisce il prolungamento di ulteriori investigazioni, culminate nel mese di aprile 2025 con l’esecuzione di un’ordinanza in materia cautelare, che ha colpito complessivamente n. 10 soggetti intranei e/o contigui ad una ‘ndrina attiva a Tropea (VV) e territori limitrofi, dedita prevalentemente alle estorsioni nei confronti di numerosi imprenditori operanti lungo la costa tirrenica. Le indagini di polizia giudiziaria avevano consentito di accertare, altresì, come alcuni esponenti di rilievo del sodalizio, pur trovandosi ristretti in carcere, riuscissero a comunicare con l’esterno grazie all’indebito utilizzo di apparecchi telefonici.<br />
A seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro alla Corte di Cassazione, sono stati ripristinati 4 provvedimenti restrittivi della libertà personale nei confronti di altrettanti indagati, per i quali il Tribunale del Riesame, accogliendo le doglianze delle difese, aveva disposto l’annullamento del provvedimento dell’ordinanza in materia cautelare, eseguita nell’aprile 2025.</p>
<p>Nel corso delle ulteriori investigazioni, sviluppate a latere, sono stati monitorati svariati colloqui telefonici, effettuati mediante l’utilizzo di cellulari e Sim Card, da altri detenuti nelle sezioni di alta sicurezza delle carceri di Siracusa, Vibo Valentia, Secondigliano, Terni, Avellino, per mantenere i collegamenti con mafiosi liberi o ristretti in altri penitenziari, i quali utilizzavano apparecchi di comunicazione mobili, così agevolando, pertanto, l’attività delle cosche di appartenenza, nonché con i loro familiari. In alcuni casi sono emersi episodi delittuosi in danno di detenuti. Le attività hanno, altresì, riguardato indagati domiciliati in Guardavalle, Vibo Valentia, Torino, Moncalieri, Milano, Bologna, Terni, Alife, Vairano Patenora, Caianello, Pietrovairano, Trapani, Siracusa. Al termine delle indagini preliminari, è stata, infine, notificata la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>Gli esiti dell’odierna attività d’indagine costituiscono una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro &#8211; in stretta sinergia con la Guardia di Finanza di Catanzaro e di Vibo Valentia- nel contrasto alla criminalità, anche di stampo mafioso.</p>
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		<title>Intesa prefetti-Dda Catanzaro contro infiltrazioni &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/intesa-prefetti-dda-catanzaro-contro-infiltrazioni-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 17:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prefetti di Catanzaro Enrico Ricci, Cosenza Rosa Maria Padovano, Crotone Franca Ferraro e Vibo Valentia Paolo Giovanni Grieco, competenti per territorio nell&#8217;ambito del Distretto giudiziario di Catanzaro ed il procuratore della Repubblica facente funzioni di Catanzaro Vincenzo Capomolla hanno sottoscritto un accordo di collaborazione. L&#8217;accordo è espressione delle intese tra ministero dell&#8217;Interno e Procura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I prefetti di Catanzaro Enrico Ricci, Cosenza Rosa Maria Padovano, Crotone Franca Ferraro e Vibo Valentia Paolo Giovanni Grieco, competenti per territorio nell&#8217;ambito del Distretto giudiziario di Catanzaro ed il procuratore della Repubblica facente funzioni di Catanzaro Vincenzo Capomolla hanno sottoscritto un accordo di collaborazione. L&#8217;accordo è espressione delle intese tra ministero dell&#8217;Interno e Procura nazionale antimafia, nell&#8217;ottica del potenziamento dell&#8217;azione istruttoria dei Gruppi interforze antimafia e prevede uno stabile modello di collaborazione tra gli Uffici giudiziari e le Prefetture visto anche la contiguità con le competenze attribuite ai prefetti nell&#8217;attività di prevenzione delle infiltrazioni della &#8216;ndrangheta attraverso le certificazioni antimafia e il versante investigativo proprio della magistratura.</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha spiegato Ricci nel corso della sottoscrizione &#8211; di un rapporto che c&#8217;è sempre stato tra le Prefetture e la Direzione distrettuale antimafia, soprattutto in questa terra. Il protocollo formalizza la collaborazione e ci consentirà di lavorare meglio.<br />
Attraverso uno scambio di informazioni che già avviene, nel rispetto assoluto dei ruoli di ognuno, in particolar modo nel rispetto del segreto istruttorio e che ci consentirà di avere un quadro più esauriente della situazione che andremo a verificare nell&#8217;attività di prevenzione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si definisce &#8211; ha sottolineato Capomolla &#8211; un modello stabile di collaborazione, con l&#8217;auspicio di accrescere l&#8217;azione di prevenzione, tanto quella amministrativa delle Prefetture, quanto quella di competenza della Direzione distrettuale antimafia con lo scopo di contrastare la capacità di infiltrazione della criminalità organizzata rispetto al tessuto economico, di intercettare flussi finanziari pubblici e di insinuarsi nella realizzazione di opere pubbliche in modo da contenere il tentativo di contaminazione del tessuto economico&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Processo &#8216;Maestrale&#8217; contro cosche vibonesi, Pm Dda Catanzaro chiedono 86 condanne-NOMI</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/processo-maestrale-contro-cosche-vibonesi-pm-dda-catanzaro-chiedono-86-condanne-nomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 16:59:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Dda di Catanzaro ha invocato 86 condanne – con pene comprese tra l’ergastolo e i due anni di reclusione per un totale di quasi 900 anni -, quattro assoluzioni e un non doversi procedere nei confronti dei 91 imputati nel processo con rito abbreviato denominato Maestrale, istruito contro le cosche del Vibonese ei loro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/processo-maestrale-contro-cosche-vibonesi-pm-dda-catanzaro-chiedono-86-condanne-nomi/">Processo &#8216;Maestrale&#8217; contro cosche vibonesi, Pm Dda Catanzaro chiedono 86 condanne-NOMI</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Dda di Catanzaro ha invocato 86 condanne – con pene comprese tra l’ergastolo e i due anni di reclusione per un totale di quasi 900 anni -, quattro assoluzioni e un non doversi procedere nei confronti dei 91 imputati nel <strong>processo</strong> con rito abbreviato denominato <strong>Maestrale</strong>, istruito contro le cosche del Vibonese ei loro presunti sodali. </p>
<p>In particolare, i pubblici ministri <strong>Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci, Antonio Buzzelli e Irene Crea</strong> hanno chiesto, davanti al gup Pietro Agosteo, l’ergastolo nei confronti di <strong>Domenico Polito</strong>, alias “Ciota”, di 50 anni, accusato di associazione mafiosa, quale elemento di spicco della ‘ndrangheta vibonese, inserito ai vertici della “provincia” criminale, quattro casi di estorsione, reati in materia di armi e, soprattutto, perché considerato tra gli ideatori, anche con un ruolo operativo, dell’omicidio di Angelo Antonio Corigliano, ucciso a Mileto il 19 agosto 2013 per vendicare l’uccisione di Giuseppe Mesiano.</p>
<p>Per questo delitto la Dda ha chiesto 30 anni di reclusione anche per <strong>Antonio Massimiliano Varone</strong>, alias “U cagnolu” accusato di avere presidiato i luoghi scelti per consumare l’agguato. Per quanto riguarda gli altri imputati, la Dda ha chiesto 6 anni di reclusione per l’ex direttore generale del dipartimento Turismo della Regione Calabria, <strong>Pasquale Anastasi</strong> (accusato di traffico di influenze illecite aggravato dalla mafiosità); 6 anni per l’ex presidente della Provincia di Vibo <strong>Andrea Niglia</strong> (accusato di truffa aggravata dalle finalità mafiose); 6 anni per il sindacalista <strong>Gianfranco La Torre</strong> (accusato di tentata estorsione aggravata); 8 anni per l’avvocato del foro di Vibo, <strong>Giacomo Franzoni</strong> (accusato di tentata estorsione aggravata) e l’avvocato del foro di Vibo <strong>Francesco Sabatino</strong> (accusato di uso di atto falso aggravato dal metodo mafioso).<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<item>
		<title>Operazione “Maestrale”, la Dda di Catanzaro chiede: “Astensione dei giudici in processo a cosche”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-maestrale-la-dda-di-catanzaro-chiede-astensione-dei-giudici-in-processo-a-cosche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 15:00:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura antimafia di Catanzaro ha avanzato richiesta di astensione, già depositata in corte di Appello, dalla celebrazione del dibattimento nei confronti di due componenti del Tribunale collegiale che deve giudicare 188 persone imputate a vario titolo, nel processo “Maestrale”, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, droga ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura antimafia di Catanzaro ha avanzato richiesta di astensione, già depositata in corte di Appello, dalla celebrazione del dibattimento nei confronti di due componenti del Tribunale collegiale che deve giudicare 188 persone imputate a vario titolo, nel processo “Maestrale”, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, droga ed altro ancora. L’accusa, nelle persone del procuratore facente funzioni di Catanzaro Vincenzo Capomolla, e dei pm Annamaria Frustaci, Antonio De Bernardo e Irene Crea, ha avanzato la richiesta nei confronti della presidente Tiziana Macrì e della giudice a latere Giulia Conti per incompatibilità funzionale, in quanto la prima ha esercitato funzione di gip, in tutti e tre i tronconi autorizzando attività intercettiva, sulla posizione di Costantino Gaudioso, stralciata da &#8216;Rinascita-Scott&#8217; e riunita al procedimento attuale che è il frutto di tre inchieste condensate in una unica dalla Dda; poi su quella di Francesco La Rosa. </p>
<p>Incompatibilità da pregiudizio poi per Giulia Conti in ordine al giudizio espresso come componente del Collegio (insieme a Macrì) nei confronti di Zuliani e Francesco Barbieri, imputati sia a Catanzaro che a Vibo, e il cui processo nei confronti del primo si è concluso con una assoluzione, mentre il secondo è presente in nel procedimento “Maestrale”. Sulla richiesta di astensione, il Tribunale ha deciso di ritirarsi in camera di consiglio. La decisione è attesa in giornata. Alla richiesta della Dda si sono associate le parti civili e anche il difensore di Pantaleone Mancuso, l’avvocato Paride Scinica. Capomolla, inoltre, ha chiesto che almeno queste prime udienze, visto l’alto afflusso di persone, possano svolgersi nell’aula bunker di Lamezia Terme. </p>
<p>Richiesta che ha visto gli avvocati divisi tra favorevoli e contrari, con il Tribunale che, considerata la richiesta di astensione pendente, non ha potuto prendere una decisione al riguardo per il momento fino alla durata della camera di consiglio, rinviandola all’udienza del 20 marzo.</p>
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		<item>
		<title>Operazione &#8216;Scirocco&#8217;, Legambiente: Ci costituiremo parte civile nel procedimento avviato da DDA</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-scirocco-legambiente-ci-costituiremo-parte-civile-nel-procedimento-avviato-da-dda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 14:50:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;operazione Scirocco con l&#8217;indagine portata a termine dai Carabinieri del Comando Tutela Ambientale e Sicurezza energetica e del Cufaa in Calabria, nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente &#8211; conferma quanto sia importante la nostra attività di monitoraggio sui territori che portiamo avanti ogni anno sia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;operazione Scirocco con l&#8217;indagine portata a termine dai Carabinieri del Comando Tutela Ambientale e Sicurezza energetica e del Cufaa in Calabria, nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente &#8211; conferma quanto sia importante la nostra attività di monitoraggio sui territori che portiamo avanti ogni anno sia con Goletta Verde, la nostra storica campagna estiva con la quale monitoriamo lo stato di salute del mare e delle coste denunciando il problema cronico della maladepurazione, sia con il report di denuncia Mare Monstrum. In particolare, l&#8217;analisi da parte delle forze dell&#8217;ordine con i nostri dati ha permesso di svelare fenomeni criminali assai diffusi legati sia alla maladepurazione sia ai traffici che agli smaltimenti illegali dei fanghi di depurazione. Ci costituiremo parte civile nel procedimento aperto dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro per chiedere che venga fatta ecogiustizia in nome del popolo inquinato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Da anni – aggiunge Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – denunciamo il fenomeno della maladepurazione in Calabria che, soprattutto in alcune zone, per come messo in luce dai monitoraggi di Goletta verde, presenta problemi ricorrenti ed irrisolti con aree fortemente e costantemente inquinate. Il nostro territorio, soprattutto costiero è purtroppo interessato da fenomeni illegali sempre più diffusi come ha evidenziato anche la nuova operazione Scirocco. L&#8217;auspicio è che la Calabria possa, finalmente, accelerare il passo per superare le problematiche connesse alla mala depurazione con attività di prevenzione e contrasto delle illegalità sempre più incisive tutelando il mare e gli ecosistemi, l&#8217;ambiente e la salute dei cittadini oltre che l&#8217;economia regionale. Il futuro della nostra bellissima regione è strettamente e necessariamente connesso alla salvaguardia ambientale&#8221;.</p>
<p>Legambiente ricorda che stando al suo ultimo report Mare Monstrum tra le regioni a tradizionale presenza mafiosa, nel 2022 la Calabria con 1.490 reati si trova al quinto posto in classifica per illeciti lungo le coste e il mare. A livello nazionale l&#8217;associazione ambientalista ricorda che l&#8217;Italia sino ad oggi ha incontrato serie difficoltà nell&#8217;adempiere i propri obblighi ai sensi della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. ll tasso di conformità in Italia è pari al 56%, al di sotto della media UE del 76%. Gli scarichi di acque reflue urbane contribuiscono in modo significativo a una qualità dell&#8217;acqua non buona nel 45,8% dei corpi idrici superficiali (tra fiumi, laghi, transizione e costieri).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-scirocco-legambiente-ci-costituiremo-parte-civile-nel-procedimento-avviato-da-dda/">Operazione &#8216;Scirocco&#8217;, Legambiente: Ci costituiremo parte civile nel procedimento avviato da DDA</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO- Catanzaro, traffico di armi e droga: fermo per 20 indagati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-traffico-di-armi-e-droga-fermo-per-20-indagati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 08:27:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[DDA Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[traffico armi e droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alle prime ore della giornata odierna, la Polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale– Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 20 indagati, sulla base della ritenuta sussistenza, da parte dell’Ufficio di Procura, del pericolo di fuga e di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-catanzaro-traffico-di-armi-e-droga-fermo-per-20-indagati/">VIDEO- Catanzaro, traffico di armi e droga: fermo per 20 indagati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle prime ore della giornata odierna, la Polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale– Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 20 indagati, sulla base della ritenuta sussistenza, da parte dell’Ufficio di Procura, del pericolo di fuga e di gravi indizi in ordine ai delitti, a vario titolo ipotizzati, nei loro confronti, rispettivamente, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione finalizzata al traffico di armi con l’aggravante mafiosa, nonché per i delitti di porto e detenzione illegale di armi da fuoco, in materia di stupefacenti ed altri gravi reati.</p>
<p>Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate è attualmente nella fase delle indagini preliminari e gli elementi a sostegno del provvedimento di fermo dovranno essere sottoposti tempestivamente al vaglio del giudice per le indagini preliminari.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-230568-2" width="696" height="391" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/blitz-DDA-Catanzaro.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/blitz-DDA-Catanzaro.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/01/blitz-DDA-Catanzaro.mp4</a></video></div>
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		<title>“Rinascita-Scott 3-Assocompari”: la Dda di Catanzaro chiede rinvio a giudizio per 25 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 14:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[“Rinascita-Scott 3-Assocompari”]]></category>
		<category><![CDATA[25]]></category>
		<category><![CDATA[chiesto]]></category>
		<category><![CDATA[DDA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[indagati]]></category>
		<category><![CDATA[rinvio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà il 14 dicembre prossimo l&#8217;udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro per 25 indagati coinvolti nell’operazione antimafia denominata “Rinascita Scott 3-Assocompari”, scattata nel gennaio scorso contro il clan Bonavota di Sant’Onofrio, nel Vibonese. La DDA di Catanzaro, infatti, a richiesto il loro rinvio a giudizio. L’indagine – corroborata da intercettazioni e da diversi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà il 14 dicembre prossimo l&#8217;udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro per 25 indagati coinvolti nell’operazione antimafia denominata “Rinascita Scott 3-Assocompari”, scattata nel gennaio scorso contro il clan Bonavota di Sant’Onofrio, nel Vibonese. La DDA di Catanzaro, infatti, a richiesto il loro rinvio a giudizio.</p>
<p>L’indagine – corroborata da intercettazioni e da diversi collaboratori di giustizia – avrebbe documentato l’appartenenza al clan di Sant’Onofrio di quattro soggetti uno dei quali, per agevolare le attivita’ di riciclaggio in favore della cosca, avrebbe costituito una serie di societa’ di diritto italiano, ungherese e cipriota, fittiziamente intestate a terzi soggetti. Sono state anche ricostruite le dinamiche sottese ad una truffa, consumata nel 2017, ai danni di investitori dell’Oman che avevano versato la somma di un milione di euro dietro la promessa di ottenere il 30% delle quote di una societa’ cui era riconducibile un compendio immobiliare a Budapest. Nel corso dell’operazione e’ stato anche eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e societa’ per un valore di 3 milioni di euro. </p>
<p>L’indagine – sviluppata in un articolato contesto di cooperazione internazionale di polizia giudiziaria con autorita’ ungheresi, cipriote, francesi, danesi e britanniche, con il coordinamento di Eurojust – si e’ avvalsa della collaborazione dell’Unita’ di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia.</p>
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		<title>Gratteri invita i calabresi a non temere futuro: &#8220;Dda Catanzaro va avanti, è una grande squadra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 15:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[DDA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[proseguiranno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Calabresi non abbiate paura del futuro. Andando via io l&#8217;attività della Procura antimafia di Catanzaro prosegue. Le indagini non si fermeranno, c&#8217;è una squadra che continuerà il lavoro. Non finisce nulla se vado via io. Sarebbe stolto chi resta a dirigere, a tirare remi in barca e non occuparsi del destino investigativo di tre quarti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Calabresi non abbiate paura del futuro. Andando via io l&#8217;attività della Procura antimafia di Catanzaro prosegue. Le indagini non si fermeranno, c&#8217;è una squadra che continuerà il lavoro. Non finisce nulla se vado via io. Sarebbe stolto chi resta a dirigere, a tirare remi in barca e non occuparsi del destino investigativo di tre quarti della Calabria&#8221;. Lo ha detto il neo-procuratore di Napoli Nicola Gratteri intervenendo a Crotone all&#8217;inaugurazione della biblioteca della legalità &#8220;Dodò Gabriele&#8221; nella sede della Confcommercio.</p>
<p>&#8220;Abbiamo mangiato pane e veleno in questi anni &#8211; ha detto Gratteri &#8211; hanno cercato di indebolirci, soprattutto colpendo me perché avevano nella loro testa che mettendo fuori gioco me si fermava la Procura. Invece la Procura di Catanzaro è una grande squadra ed i calunniatori hanno perso tempo. L&#8217;opinione pubblica ha capito chi ha lavorato in buona fede e chi ha cercato di mettere lo sgambetto&#8221;. Nel corso dell&#8217;incontro con gli studenti di Crotone al teatro Apollo, Gratteri ha ribadito i principi del suo lavoro: &#8220;Noi non abbiamo solo costruito una Procura fisica ristrutturando l&#8217;ex ospedale militare, ma abbiamo creato un metodo, una mentalità di lavoro: una grande squadra. Abbiamo fatto degli innesti tra i giovani magistrati, ai quali ho cointestato indagini importanti, e quelli più anziani facendo loro sentire l&#8217;odore della Dda. Al mio posto ci sarà per questo periodo il collega Capomolla a cui si potrà andare a denunciare. Il valore aggiunto della procura di Catanzaro è aver messo nella testa della gente che si può cambiare. Dalla provincia di Crotone sono venuti imprenditori a denunciare mafiosi e possono continuare a farlo con le forze dell&#8217;ordine ed i magistrati. Abbiamo liberato molti spazi che sta a voi ragazzi occupare&#8221;.</p>
<p>Sul suo futuro alla guida della Procura di Napoli, Gratteri ha puntualizzato: &#8220;Io sono allenato a sfide a fare cose nuove. A Catanzaro in sette anni ho sempre cercato di migliorare. Non mi preoccupano le lettere che arrivano da Napoli, è problema di altri. Il senso ed i limiti della paura li ho superati nel 1989. Ho ascoltato intercettazioni dove parlavano di come ammazzarmi, non mi preoccupa certamente un documento o lettera&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Revisore dei conti della Regione Toscana indagato dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta Alibante</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/revisore-dei-conti-della-regione-toscana-indagato-dalla-dda-di-catanzaro-nellambito-dellinchiesta-alibante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 10:35:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[DDA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta alibante]]></category>
		<category><![CDATA[Revisore dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivano le dichiarazioni del Presidente dell’assemblea regionale toscana Antonio Mazzeo in merito alla nomina dei componenti il collegio dei revisori della Regione Toscana dove figura un commercialista indagato dalla Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta Alibante sull’ndrangheta:  è una “nomina di carattere esclusivamente tecnico e non politico”. “In relazione alla nomina del collegio dei revisori della Regione Toscana si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivano le dichiarazioni del Presidente dell’assemblea regionale toscana Antonio Mazzeo in merito alla nomina dei componenti il collegio dei revisori della Regione Toscana dove figura un commercialista indagato dalla Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta Alibante sull’ndrangheta:  è una “nomina di carattere esclusivamente tecnico e non politico”.</p>
<p>“In relazione alla nomina del collegio dei revisori della Regione Toscana si precisa che la stessa è avvenuta secondo quanto stabilito dalla legge 40/2012 – spiega nella nota diffusa dal consiglio regionale toscana -l’avviso pubblico per la formazione dell’elenco dei candidati alla nomina si è chiuso in data 23 settembre e gli uffici del consiglio regionale hanno quindi proceduto all’istruttoria per la verifica dei requisiti e di eventuali incompatibilità ai sensi della legge regionale 5/2008. A seguito di tale verifica 5 nominativi sono stati esclusi per assenza di requisiti e 68 sono risultati idonei”.</p>
<p>Di questi nella seduta del 6 dicembre “sono stati estratti a sorte andando a compilare una graduatoria dalla quale i primi tre estratti sono stati nominati revisori”. “Non si tratta in alcun modo di una nomina di carattere politico ma di un procedimento di natura del tutto tecnica di fronte al quale la politica non ha, né può avere, alcun elemento di discrezionalità se non procedere a un sorteggio pubblico. Tutti i passaggi si sono svolti in modo assolutamente trasparente coinvolgendo come da regolamento l’intero Consiglio fino al sorteggio avvenuto in aula e, come sempre accade a fronte di ogni nomina, a seguito di approfondite istruttorie da parte degli uffici competenti. In ogni caso, per scrupolo e per garantire ancora di più la massima tutela dell’ente, ho già chiesto che venga fatta una ulteriore verifica tecnica per ribadire l’assoluta correttezza di una nomina che, ripeto, non ha alcun carattere di natura politica”.</p>
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		<title>La Dda chiede inasprimento della pena per Francesco Talarico</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-dda-chiede-inasprimento-della-pena-per-francesco-talarico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 09:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[DDA Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Talarico]]></category>
		<category><![CDATA[inasprimento della pena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro: la richiesta in Cassazione è che venga applicato un trattamento sanzionatorio più severo della pena inflitta all’ex assessore regionale Francesco Talarico, condannato a 5 anni in abbreviato per il reato di scambio elettorale politico-mafioso, e ad Antonino Pirrello, titolare di un’impresa di pulizie con commesse in enti pubblici, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro: la richiesta in Cassazione è che venga applicato un trattamento sanzionatorio più severo della pena inflitta all’ex assessore regionale<strong> Francesco Talarico</strong>, condannato a 5 anni in abbreviato per il reato di scambio elettorale politico-mafioso, e ad Antonino Pirrello, titolare di un’impresa di pulizie con commesse in enti pubblici, condannato a 4 anni di reclusione perché avrebbe concorso nel reato con Talarico grazie ai pacchetti di voti di cui disponeva. A questo si aggiunge anche appello contro l’assoluzione del notaio Rocco Guglielmo. Quest&#8217;ultimo era stato assolto dall’accusa di varie ipotesi di falso ideologico perché avrebbe erogato illecitamente atti pubblici.</p>
<p>Secondo l&#8217;accusa, la condanna a 5 anni di reclusione per Talarico sarebbe stata applicata seguendo una versione del reato di scambio elettorale politico mafioso non aggiornata: fino agli anni scorsi la pena per questo tipo di reato prevedeva dai 4 ai 10 anni di reclusione. La norma subì un cambiamento  nel mese di agosto del 2017 passando da 6 a 12 anni di reclusione. Secondo il gup, visto che «fatti contestati riguardano il periodo che va dal giugno 2017 al marzo 2018» bisognava applicare il vecchio trattamento sanzionatorio.</p>
<p>Di diverso avviso la Dda di Catanzaro che chiede che venga applicato il nuovo trattamento sanzionatorio previsto dalla versione aggiornata. Sarà dunque la Cassazione a stabilire se la pena andrà inasprita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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