Tag: Crotone

  • Opere pubbliche e affidamenti, Gdf in uffici Provincia e nei Comuni di Crotone e Cirò Marina

    Opere pubbliche e affidamenti, Gdf in uffici Provincia e nei Comuni di Crotone e Cirò Marina

    Una serie di opere pubbliche e affidamenti disposti negli ultimi anni dalla Provincia di Crotone e dai Comuni di Crotone e Cirò Marina sono finiti all’attenzione della Procura della Repubblica di Crotone. Questa mattinata, su delega della magistratura inquirente, militari della Guardia di finanza hanno proceduto all’acquisizione di documenti e atti amministrativi presso le sedi degli enti coinvolti. L’attività ispettiva, che non ipotizza ancora alcun tipo di reato, riguarda determine dirigenziali relative ad affidamenti e incarichi per servizi tecnici, di progettazione, architettura e ingegneria.

    Per quanto concerne il Comune di Crotone, i finanzieri hanno acquisito le determine relative all’assegnazione dei lavori per la riqualificazione dell’ex piscina Coni, comprese le attivita’ di progettazione connesse; alcuni atti riguardanti affidamenti all’azienda di smaltimento rifiuti “Salvaguardia Ambientale”; determine del 2023 inerenti incarichi e affidamenti per servizi tecnici e di progettazione.

    Per la Provincia di Crotone l’attenzione si è concentrata su determine del 2023 relative ad affidamenti e incarichi per servizi tecnici di progettazione, architettura e ingegneria. Nel caso del Comune di Ciro’ Marina, l’acquisizione ha riguardato affidamenti e incarichi per servizi tecnici di progettazione e architettura risalenti al secondo semestre del 2022. L’iniziativa rientra in un piu’ ampio filone d’indagine volto a verificare la regolarita’ delle procedure amministrative e il rispetto delle normative in materia di appalti pubblici.

  • Crotone, violazioni ‘Codice rosso’: una denuncia e un divieto avvicinamento eseguiti dai Carabinieri

    Crotone, violazioni ‘Codice rosso’: una denuncia e un divieto avvicinamento eseguiti dai Carabinieri

    Come noto, i reati riconducibili al “codice rosso” sono purtroppo una realtà quotidiana sul territorio, difficile da fermare e contrastare. Così come è elevata l’incidenza di questi comportamenti, rimane quotidiano e assiduo l’impegno delle Forze dell’Ordine nel frenare e individuare le situazioni anche solo di pericolo in ambito familiare e non solo. Solo negli ultimi giorni, infatti, i Carabinieri della Compagnia di Crotone hanno denunciato una persona ed eseguito un provvedimento nei confronti di un altro soggetto.

    Nel primo caso, l’impulso è stato dato da una donna che ha denunciato una situazione di maltrattamenti psicologici e anche fisici che subiva da circa un mese; nell’immediatezza, la denunciante è stata collocata presso una struttura protetta, in modo da poterle assicurare subito una maggiore sicurezza e serenità. Il provvedimento cautelare è invece un divieto di avvicinamento con applicazione del “braccialetto elettronico” che è stato eseguito in un centro della provincia dalla locale Stazione; gli accertamenti effettuati dai militari hanno ricostruito i comportamenti persecutori, consistiti soprattutto in messaggi e appostamenti, messi in atto dall’uomo nei confronti di una donna con la quale voleva intraprendere una relazione, contro la sua volontà.

    Per ciascuno dei reati riconducibili al “codice rosso” vi è la massima attenzione da parte della Procura della Repubblica guidata dal dott. Domenico Guarascio, che imprime impulso e supporta quotidianamente l’attività delle Forze di Polizia.

  • Crotone, incidente fra 4 auto in galleria sulla SS107: tre feriti estratti dalle lamiere

    Crotone, incidente fra 4 auto in galleria sulla SS107: tre feriti estratti dalle lamiere

    Un grave incidente stradale, nel tardo pomeriggio di domenica, ha paralizzato la circolazione sulla Strada Statale 107, all’altezza della galleria ‘Scanna Giudei’. Intorno alle 18:00, quattro autovetture sono rimaste coinvolte in uno scontro che ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi. Le squadre dei Vigili del Fuoco, provenienti dal distaccamenti di San Giovanni in Fiore ed dal comando di Crotone, sono giunte rapidamente sul luogo dell’incidente. Con un’operazione complessa, hanno estratto due dei tre feriti dalle lamiere delle vetture, affidandoli poi alle cure del personale del 118, prontamente intervenuto sul posto.

    Per permettere le operazioni di soccorso in sicurezza e i successivi rilievi del caso, la SS 107 è rimasta chiusa al traffico per circa due ore, causando notevoli disagi alla circolazione. Sul luogo dell’incidente erano presenti anche i Carabinieri e la Polizia, che hanno gestito la viabilità e avviato le indagini per ricostruire la dinamica esatta dell’accaduto.

    La circolazione è stata ripristinata solo dopo che i mezzi coinvolti sono stati rimossi e la carreggiata è stata messa in sicurezza.

  • Cadavere recuperato in mare nel Crotonese: è del terzo diportista di Taranto scomparso il 29 giugno

    Cadavere recuperato in mare nel Crotonese: è del terzo diportista di Taranto scomparso il 29 giugno

    E’ di Pasquale Donnaloia, 67 anni, il corpo recuperato in mare dalla Guardia Costiera questa mattina, sabato 19 luglio, nel Crotonese. La conferma arriva dal riconoscimento da parte della famiglia. Il cadavere dell’uomo, scomparso il 29 giugno scorso nel Golfo di Taranto, è stato avvistato lungo le coste della Calabria.

    Dopo una prima comparazione di video e foto inviate alla Capitaneria di Porto di Taranto, con il materiale già acquisito (che ha portato a una prima identificazione), il comandante Rosario Meo e ha allertato i familiari di Pasquale Donnaloia, partiti immediatamente con una motovedetta in direzione Crotone per il riconoscimento ufficiale in obitorio.

    Il ritrovamento del corpo di Pasquale Donnaloia segue quello del fratello Claudio, 73 anni, e di Domenico Lanzolla, di 60. Il primo corpo ritrovato dalla Guardia Costiera di Taranto è stato quello di Claudio Donnaloia. E nello stesso punto è stato rinvenuto anche un secondo corpo, ovvero quello di Lanzolla, due giorni dopo. Le ricerche si concentrano adesso su Antonio Dell’Amura, 60 anni, ultimo dei quattro diportisti coinvolti nella tragica uscita in barca ancora disperso.

  • Crotone, appicca fiamme a sterpaglie vicino abitazione: denunciato per incendio doloso

    Crotone, appicca fiamme a sterpaglie vicino abitazione: denunciato per incendio doloso

    I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Crotone hanno identificato e denunciato un uomo ritenuto responsabile di aver appiccato un incendio in un’area di sterpaglie in prossimità di un’abitazione nel territorio comunale. L’episodio si inserisce in un contesto di particolare attenzione al contrasto dei reati ambientali, specialmente in un periodo dell’anno in cui il rischio di incendi è elevato a causa delle alte temperature e della siccità. L’intervento dei militari è scattato a seguito di una tempestiva segnalazione pervenuta al numero di emergenza 112 da parte di un cittadino, che ha notato l’uomo mentre si allontanava dalla zona interessata dalle fiamme. Giunti immediatamente sul posto, i Carabinieri hanno trovato l’incendio già estinto grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, ma hanno subito avviato le ricerche per individuare il presunto responsabile.

    Grazie alla descrizione fornita dal testimone e alla rapidità delle operazioni, i militari sono riusciti a rintracciare un individuo di Crotone nelle immediate vicinanze del luogo in cui si era sviluppato il rogo. Le successive verifiche hanno portato a identificare l’uomo come il sospettato e, al termine degli accertamenti, lo stesso è stato formalmente deferito all’autorità giudiziaria competente.
    L’operazione si inserisce all’interno di un più ampio piano di contrasto alla criminalità ambientale promosso dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, con il coordinamento della Procura della Repubblica guidata dal Procuratore Domenico Guarascio.

    Tale attività testimonia l’impegno costante delle forze dell’ordine e delle istituzioni nel tutelare il patrimonio ambientale e naturalistico del territorio crotonese, spesso minacciato da atti illeciti che mettono a rischio la sicurezza pubblica e l’ecosistema locale.

  • Crotone, Squadra mobile blocca corriere della droga: arrestato con 2,5 chili di hascisc

    Crotone, Squadra mobile blocca corriere della droga: arrestato con 2,5 chili di hascisc

    Nell’ambito dei servizi predisposti dal Questore della provincia di Crotone Renato Panvino, finalizzati alla prevenzione ed al contrasto dei reati in materia di sostanze stupefacenti, gli agenti della Squadra Mobile intercettavano un soggetto che destava sospetto in quanto viaggiava a bordo di un’autovettura ad egli non riconducibile perché intestata ad una società di noleggio.
    Gli agenti, insospettiti dal transito veloce dell’auto, decidevano di raggiungerla inseguendola per qualche chilometro e controllare l’individuo che era a bordo. Durante il controllo lo stesso manifestava un particolare stato di agitazione, pertanto veniva accompagnato presso la Questura al fine di effettuare ulteriori accertamenti.

    Nel corso della perquisizione l’attenzione degli agenti veniva riposta su numerosi pacchi di contraccettivi ben sigillati posti all’interno dell’abitacolo, pertanto, ritenuto che il soggetto non fosse un agente di commercio o un informatore scientifico, veniva ispezionato il contenuto che invece è risultato essere sostanza stupefacente del tipo hashish.
    Successivamente, nel corso dell’attività di perquisizione presso l’abitazione del soggetto è stata rinvenuta n. 1 pistola marca Beretta calibro 9X21 e n. 50 cartucce del medesimo calibro, ritirate in via cautelare. La sostanza sequestrata dagli agenti della Squadra Mobile dal peso complessivo di grammi 2593,3 sarebbe stata certamente smerciata nei luoghi della movida ed avrebbe fruttato all’incirca 30.000 euro.

    L’operazione di polizia rientra in quel disegno tracciato dal Procuratore della Repubblica dott. Domenico Guarascio in sinergia con gli uomini della Squadra Mobile della Questura pitagorica volta a scardinare le consorterie criminali che riforniscono i canali operativi per poi spacciare la droga nei luoghi frequentati dalla movida crotonese.
    Il soggetto arrestato V.S., 41 anni, in passato aveva svolto la professione di guardia giurata, dopo le formalità di rito è stato associato presso la casa circondariale di Crotone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

  • All’Asp di Crotone a beve in funzione il primo sistema con bracciali antiaggressione in Calabria

    All’Asp di Crotone a beve in funzione il primo sistema con bracciali antiaggressione in Calabria

    L’Azienda sanitaria provinciale di Crotone è la prima in Calabria ad aver adottato un innovativo sistema antiaggressione dedicato alla tutela di medici, infermieri e operatori del Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio”. Il progetto aziendale nasce dalla forte volontà della direzione strategica di garantire soluzioni concrete e rapide in risposta all’aumento degli episodi di violenza nei confronti del personale sanitario. Il sistema comprende una centrale locale per la gestione degli allarmi, bracciali da polso con copertura in radiofrequenza criptografata, riproduttori vocali per la diffusione dell’allarme, un radiocomando, un tablet dedicato al posto di Polizia interna e un’infrastruttura informatica integrata nella rete LAN aziendale.

    Il dispositivo consente di lanciare un allarme immediato semplicemente premendo un pulsante sul bracciale, attivando un segnale che raggiunge direttamente la Polizia interna e diffonde un messaggio audio in diversi punti del Pronto Soccorso. La copertura del sistema arriva fino a 500 metri in campo libero, permettendo agli organi di vigilanza di agire immediatamente anche in situazioni critiche.

    “Questo intervento rappresenta un segnale concreto di attenzione verso la sicurezza di chi ogni giorno garantisce assistenza e cure in prima linea – dichiara il Commissario straordinario dell’Asp di Crotone, Monica Calamai –. Garantire ambienti di lavoro più sicuri significa proteggere la dignità e la serenità del personale sanitario, ma anche migliorare la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini. È nostra ferma volontà fare in modo che questo modello possa essere esteso ad altri reparti strategici e diventare un riferimento per l’intero sistema sanitario regionale”.
    È in corso la definizione degli accordi con gli organi di vigilanza preposti per rendere pienamente operativo il sistema. A breve è prevista anche la consegna ufficiale dei dispositivi al personale in servizio.

  • Area marina protetta di Capo Rizzuto: sequestrati 3.500 metri quadrati in località Cicala a Crotone

    Area marina protetta di Capo Rizzuto: sequestrati 3.500 metri quadrati in località Cicala a Crotone

    I militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Crotone, hanno sottoposto a sequestro un intero tratto di costa e di scarpata sul mare pari a circa 3.500 metri quadrati della zona costiera in località Cicala del Comune di Crotone nel perimetro dell’Area marina protetta di Capo Rizzuto. L’area sequestrata, nel dettaglio, ricadente parte in Zona ‘A’ di riserva integrale e parte in Zona ‘B’ dell’Area marina protetta (Amp) di Capo Rizzuto, è stata soggetta a lavori  consistiti in movimentazione del terreno, riprofilatura e rimodellamento del versante e della scarpata oltre al posizionamento di numerosi massi in pietra arenaria e realizzazione di una strada sterrata di accesso al mare. E tutti realizzati senza alcuna autorizzazione rilasciata dai numerosi Enti preposti alla tutela del sito protetto.

    Inoltre, agli accertamenti eseguiti è stato verificato che l’area interessata dai lavori, oltre a ricadere nell’Amp, è soggetta a vincoli paesaggistici e ricade in Zona speciale di conservazione (Zsc) – Zona di protezione speciale (Zps). Tutta l’area dove sono stati eseguiti i lavori, in considerazione delle violazioni accertate, è stata posta sotto sequestro a disposizione dell’Autorità giudiziaria con contestuale deferimento del proprietario del terreno e del committente dei lavori per diverse ipotesi di reato sia ambientali che edilizie.

    Anche l’ultimo sequestro eseguito nella Riserva marina rientra nelle attività condotte dalla Capitaneria di porto – Guardia costiera di Crotone in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio poiché rientrano tra gli obiettivi prioritari indicati dall’Autorità giudiziaria finalizzati a tutelare l’ambiente ed il territorio e di contrasto a tutte quelle attività illecite in grado di arrecarvi nocumento.

  • Assenteismo all’ARSAC di Crotone: sospesi 20 dipendenti pubblici

    Assenteismo all’ARSAC di Crotone: sospesi 20 dipendenti pubblici

    I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, oggi, hanno dato esecuzione al provvedimento interdittivo della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica, nei confronti di venti pubblici impiegati, in servizio presso la sede di Crotone dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo Agricolo della Calabria (A.R.S.A.C.) e già coinvolti in un dilagante fenomeno di assenteismo, per responsabilità in ordine ai reati di truffa aggravata continuata in danno del citato Ente Pubblico e di falsa attestazione in servizio. Le articolate indagini, condotte a partire dal novembre 2024, hanno dato conto dell’esistenza, all’interno del citato Ente Pubblico, di un perdurante e consolidato meccanismo illecito di astensione sistematica dal luogo di lavoro, fondato su timbrature multiple effettuate da un singolo dipendente in favore di colleghi assenti e sullo scambio dei badge aziendali per simulare la presenza in servizio e celare assenze ingiustificate (arrivi ritardati, uscite anticipate o comunque allontanamenti non autorizzati durante l’orario di lavoro), che ha visto coinvolta la quasi totalità del personale in organico.

    Al fine di interrompere tali condotte, la Procura della Repubblica di Crotone aveva già emesso un’informazione di garanzia ed un provvedimento di sequestro preventivo delle indebite retribuzioni erogate dalla Regione Calabria, a carico dei venti dipendenti pubblici indagati, a cui le Fiamme Gialle di Crotone hanno dato esecuzione lo scorso 19 giugno. L’odierno provvedimento cautelare, invece, è stato ritenuto necessario in quanto le condotte fraudolente delineate, poiché poste in essere con sistematicità e pervicacia, hanno reso concreto ed attuale il pericolo di reiterazione dei reati contestati, inscrivendo il modus operandi adottato in un grave contesto di malcostume condiviso che ha cagionato non soltanto un danno patrimoniale ma anche un pesante pregiudizio all’immagine dell’Amministrazione regionale.

    I provvedimenti cautelari personali, stimati dal Giudice adeguati per escludere ogni rischio di reiterazione, determineranno, per 5 degli indagati (ritenuti autori delle condotte più gravi), la sospensione dal servizio per la durata di sei mesi, mentre per tutti gli altri la sospensione per tre mesi. L’attività svolta dai finanzieri di Crotone, nel più ampio quadro delle priorità indicate dalla Procura della Repubblica di Crotone, comprova l’importanza di garantire un costante presidio idoneo a conseguire un effetto deterrente rispetto a condotte illecite che possano determinare ripercussioni negative sul bilancio dello Stato.

  • Crotone, aggressione del 14 giugno davanti a un locale: arrestati tre 19enni già conosciuti da Polizia

    Crotone, aggressione del 14 giugno davanti a un locale: arrestati tre 19enni già conosciuti da Polizia

    Nella giornata odierna, personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e della Squadra Mobile della Questura di Crotone hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di tre giovani crotonesi, P.F., S.A. e S.E., tutti di 19 anni, ritenuti responsabili della violenta aggressione ai danni di un ragazzo di 24 anni, avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 giugno scorso nel cuore della città. La brutale aggressione, avvenuta in una zona centrale molto frequentata dalla movida giovanile, aveva causato alla vittima gravi lesioni, giudicate guaribili con una prognosi di 30 giorni. I tre indagati, già noti alle forze dell’ordine per precedenti in materia di stupefacenti, avevano agito con una violenza spropositata, colpendo il giovane più volte fino a lasciarlo a terra privo di forze. Fin dalle prime ore successive alla vicenda i poliziotti della Questura di Crotone hanno avviato un’intensa e articolata attività investigativa sotto il coordinamento diretto della Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore Dott. Domenico Guarascio, che ha seguito costantemente gli sviluppi delle indagini, richiedendo aggiornamenti continui e fornendo precise direttive operative.

    L’accurato lavoro investigativo, condotto dall’Ufficio Prevenzione generale e Soccorso Pubblico con la collaborazione della Squadra Mobile e con il supporto tecnico della Polizia Scientifica, ha consentito di raccogliere elementi gravi, precisi e concordanti a carico degli indagati. Grazie agli elementi probatori acquisiti, la Procura della Repubblica di Crotone ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’emissione di una misura cautelare personale, ritenuta necessaria alla luce della gravità dei fatti, delle modalità dell’aggressione e della pericolosità sociale dei soggetti coinvolti.
    All’esito dei fatti e delle risultanze emerse, il Questore della Provincia di Crotone, Dott. Renato Panvino, ha disposto un rafforzamento dei servizi di controllo del territorio, in particolare nelle aree centrali e nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani durante le ore serali e notturne. Il dispositivo di prevenzione è stato potenziato con la presenza costante delle Volanti e delle unità investigative, al fine di contrastare ogni forma di illegalità e garantire la sicurezza dei cittadini.
    Oltre al provvedimento restrittivo notificato oggi, il Questore Panvino aveva disposto a meno di 48 ore dall’accaduto la chiusura del locale teatro dell’aggressione ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S. in quanto ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza pubblica. Contestualmente ha emesso nei confronti dei tre soggetti il Divieto di Accesso alle Aree Urbane, una misura di prevenzione personale che prevede il divieto di frequentare determinate zone della città.

    Successivamente, il 25 giugno scorso, la divisione polizia Anticrimine della locale Questura ha istruito e notificato tre provvedimenti di “avviso orale”, emessi dal Questore a carico dei tre soggetti ritenuti responsabili dell’aggressione. Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi e accertare se i soggetti coinvolti siano inseriti in contesti criminali legati alla movida giovanile. L’operazione odierna conferma il costante impegno della Polizia di Stato nel contrasto alla violenza giovanile e nella tutela della sicurezza dei cittadini, anche attraverso un’intensificazione dei controlli nelle aree frequentate dalla movida.