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	<title>Condanna Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Estradato latitante albanese condannato a 27 anni di carcere dopo indagine della Guardia di Finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:15:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, è rientrato in Italia, scortato da personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante albanese Smajlaj Fisnik, nei cui confronti era stato emesso un Mandato di Arresto Europeo conseguente ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere ottenuto dalla Procura della Repubblica di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-395013-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile-3.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile-3.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/DownloadFile-3.mp4</a></video></div>
<p>Nelle scorse ore, è rientrato in Italia, scortato da personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante albanese <strong>Smajlaj Fisnik</strong>, nei cui confronti era stato emesso un Mandato di Arresto Europeo conseguente ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere ottenuto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.<br />
Nello specifico, Smajlaj risultava coinvolto nel procedimento convenzionalmente denominato “<strong>GENTLEMAN II”</strong>, per la quale in data 02.05.2023, il G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, aveva disposto la custodia cautelare nei confronti di 25 persone fisiche (di cui nr. 19 con custodia in carcere, nr. 4 con custodia domiciliare e nr. 2 con obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria) nonché il sequestro preventivo dei beni agli stessi intestati e/o riconducibili, per un valore complessivo di circa 3,8 milioni di euro.<br />
Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, rappresentava l’epilogo di una complessa attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) della Guardia di Finanza e, a partire dal 2020, dalla Squadra Investigativa Comune (SIC) costituita con le Forze di polizia di Germania (Polizeipräsidium di Francoforte sul Meno) e Belgio (Polizia Giudiziaria Federale di Liegi), con il supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.) e di EUROPOL, con il coordinamento delle rispettive Autorità Giudiziarie e di EUROJUST (Agenzia dell&#8217;Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale), con i membri Italiano, Tedesco e Belga.</p>
<p>Gli esiti delle indagini di polizia giudiziaria, da cui sono scaturiti tutti i provvedimenti cautelari, avevano consentito di delineare la gravità indiziaria circa l’operatività di un’associazione, dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa in provincia di Cosenza (Cassano allo Jonio, Corigliano Calabro e la sibaritide), ramificata anche in Germania, attraverso l’organizzazione di importazioni di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina e hashish.<br />
In questa particolare operazione, Smajlaj Fisnik era stato deferito all’A.G. per violazioni all’art. 73 e 74 del D.P.R. 309/90, poiché riconosciuto quale fornitore di sostanza stupefacente del tipo eroina (per oltre 30 kg.) in favore della nota cosca ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio, ma all’atto dell’esecuzione del provvedimento restrittivo, si rendeva irreperibile. Pertanto venivano attivate le procedure necessarie a estendere le ricerche dello stesso anche in ambito internazionale. Inoltre, nel corso nelle investigazioni nonchè della procedura estradizionale è emerso che Smajlaj Fisnik, al fine di eludere i sistemi di identificazione, si era sottoposto nel 2021 a un intervento chirurgico di alterazione e inversione delle impronte digitali.</p>
<p>D’altra parte, già dai primi anni duemila, in pregresse indagini di polizia giudiziaria si era delineata la figura di Smajlaj Fisnik, quale broker di sostanze stupefacenti in favore di organizzazioni criminali siciliane e calabresi. In particolare, venne arrestato nel 2006 per tali reati ed espulso dal territorio nazionale nel 2008, continuando però a gestire dall’estero le consegne di stupefacente. Di fatto il suo nome appare in altri procedimenti della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro denominate “SKODER&#8221; e “GENTLEMAN” che lo inquadravano sempre come broker della droga rispettivamente della famiglia MAGLIARI, appartenente alla Locale di Altomonte (CS) e del clan degli ABBRUZZESE di Cassano allo Ionio (CS).<br />
Per tutte queste contestazioni veniva condannato in via definitiva e la Corte d’Appello di Catanzaro emetteva, in data 12 gennaio 2023, un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti per una pena complessiva di 27 anni e 6 mesi di reclusione.</p>
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		<title>Oliverio: Due sentenze penali mi assolvono ma vengo condannato per danno erariale e refusione spese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 18:36:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">&#8220;<em>Sono letteralmente allibito dalla lettura del provvedimento della (in)giustizia contabile, che ha condannato alla refusione delle spese legittimamente sostenute dalla Regione Calabria per la promozione della stessa nel contesto di un evento, il festival dei due Mondi di Spoleto, di portata, appunto, mondiale! Ben due sentenze del Giudice Penale mi hanno mandato assolto con la formula più ampia del non aver commesso il fatto, dopo aver valutato le condotte come &#8220;cristalline&#8221;, ineccepibili dal punto di vista formale e sostanziale. </em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><em>Due sentenze (in primo grado e in appello) chiare, esaustive, riepilogative di fatti, elementi, prove documentali di notevole incremento delle presenze turistiche negli anni successivi nella nostra Regione, passando da meno di 7 milioni a 9 milioni e 500 mila. Di tanto, ai sensi di legge e di giurisprudenza consolidate, avrebbe dovuto prender atto la giurisdizione contabile. </em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><em>Non è accettabile una sentenza che sembra voler sindacare nel merito le scelte politiche di sviluppo, ignorandone i benefici concreti per il territorio. Per queste ragioni, con la serenità di chi ha sempre operato nell&#8217;esclusivo interesse dei calabresi, annuncio che ricorrerò in Cassazione. La verità dei fatti, la cristallinità e legittimità del nostro operato, già nettamente acclarati dalle sentenze del Giudice Penale, meritano di essere riaffermate fino in fondo. L&#8217;evidente errore sarà portato all&#8217;attenzione della Suprema Corte di Cassazione che saprà, presto e bene, emendarlo&#8221;. </em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Mario Oliverio, già presidente della Giunta regionale (9 dicembre 2014/15 febbraio 2020)</div>
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		<title>Tancredi Antoniozzi, condannato a 6 anni e 4 mesi. E&#8217; il figlio del deputato cosentino di FDI Alfredo Antoniozzi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tancredi-antoniozzi-condannato-a-6-anni-e-4-mesi-e-il-figlio-del-deputato-cosentino-di-fdi-alfredo-antoniozzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:42:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Roma, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato a 6 anni e 4 mesi Tancredi Antoniozzi, 22 anni, figlio del deputato cosentino di Fratelli d&#8217;Italia e vicepresidente della Camera Alfredo Antoniozzi. Il giovane è stato riconosciuto colpevole di rapina aggravata e tentata estorsione ai danni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per l&#8217;udienza preliminare del Tribunale di Roma, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato a 6 anni e 4 mesi Tancredi Antoniozzi, 22 anni, figlio del deputato cosentino di Fratelli d&#8217;Italia e vicepresidente della Camera Alfredo Antoniozzi. Il giovane è stato riconosciuto colpevole di rapina aggravata e tentata estorsione ai danni di coetanei nel quartiere Parioli. Il rito abbreviato, un procedimento penale speciale, che prevede in caso di condanna, una riduzione della pena rinunciando al dibattimento. Secondo l&#8217;impianto accusatorio Antoniozzi jr faceva parte di una banda dedita alle rapine di Rolex di cui facevano parte altre tre persone.</p>
<p id="ob">Il giudice ha disposto una condanna a 5 anni e 8 mesi per David Cesarini e a 3 anni Manuel Fiorani mentre ha assolto Michael Giuliano con la formula &#8220;<em>per non aver commesso il fatto</em>&#8220;. La procura di Roma nei confronti di Tancredi Antoniozzi aveva chiesto una condanna a sei anni e mezzo di carcere. L&#8217;accusa nei suoi confronti è di aver rubato, a dicembre 2024, un Rolex a un ragazzo della sua età, che conosceva.</p>
<p>Qualche mese prima del fatto, Tancredi Antoniozzi e un suo amico coetaneo erano stati condannati a otto mesi di reclusione per resistenza e lesioni a due Carabinieri, colpevoli di averlo fermato mentre sfrecciava nel cuore di Roma a bordo del suo potente Range Rover. Prima le minacce con il classico &#8220;lei non sa chi sono io&#8221;<strong>, </strong>poi l’aggressione e la denuncia che portò al procedimento giudiziario e alla condanna.</p>
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		<title>&#8216;Siamo tutti Tocci&#8217;, sindaci del Cosentino in piazza dopo la condanna del primo cittadino di Civita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 16:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Più di ottanta, tra sindaci e amministratori della provincia di Cosenza, hanno partecipato a Civita alla manifestazione &#8216;Colpevole d&#8217;innocenza #SiamoTuttiTocci&#8217;, per esprimere solidarietà e vicinanza al sindaco di Civita, Alessandro Tocci, condannato in primo grado a 4 anni e un mese nel processo per l&#8217;inondazione nelle Gole del Raganello che provocò la morte di 10 [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di ottanta, tra sindaci e amministratori della provincia di Cosenza, hanno partecipato a Civita alla manifestazione &#8216;Colpevole d&#8217;innocenza #SiamoTuttiTocci&#8217;, per esprimere solidarietà e vicinanza al sindaco di Civita, Alessandro Tocci, condannato in primo grado a 4 anni e un mese nel processo per l&#8217;inondazione nelle Gole del Raganello che provocò la morte di 10 persone. Tra i presenti il presidente della Provincia di Cosenza nonché sindaco di Montalto; Biagio Faragalli, l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Gianluca Gallo; il sindaco di Cosenza, Franz Caruso; il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi; il sindaco di Cassano all&#8217;Ionio, Gianpaolo Iacobini.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo sentito la necessità, un obbligo morale, di stare vicino a un nostro collega. Riteniamo questa sentenza ingiusta, ancora non abbiamo letto le motivazioni. Siamo consapevoli del nostro ruolo, delle nostre responsabilità e siamo sicuri che il sindaco Tocci non ne abbia alcuna. È stata una tragedia e, ancora oggi, è una tragedia, una ferita aperta per tutta la comunità. Ci sono state delle vittime, quindi siamo assolutamente affranti per quello che è capitato. Ma non è possibile individuare un capro espiatorio in questo modo, non è possibile riconoscere alcuna responsabilità a un amministratore perché semplicemente è piovuto. Questa è la verità</em>&#8220;, ha affermato Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano, uno dei promotori dell&#8217;iniziativa. <em>&#8220;Un&#8217;allerta gialla, nessuna indicazione di pericolo in particolare che potesse suscitare un obbligo&#8221;, ha aggiunto, definendo &#8220;inaccettabile che ci siano delle norme che pongano quasi una responsabilità oggettiva in capo a noi sindaci</em>&#8220;.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;hashtag che abbiamo indicato #SiamotuttiTocci è per dimostrare &#8211; </em>ha spiegato Paolo Pappaterra, sindaco di Mormanno, anche lui tra i promotori dell&#8217;iniziativa<em> &#8211; che quello che è accaduto ad Alessandro può accadere a ciascuno di noi, a ogni sindaco d&#8217;Italia. Di fronte a eventi imprevedibili se il capro espiatorio viene sempre trovato nel sindaco della comunità amministrata, evidentemente, c&#8217;è qualcosa nel sistema legislativo che non funziona. Siamo qui &#8211; </em>ha proseguito Pappaterra<em> &#8211; per chiedere al legislatore delle modifiche e delle iniziative di legge che, in qualche modo, permettano ai sindaci di avere una posizione equilibrata. Non chiediamo né immunità, non chiediamo impunità, ma chiediamo semplicemente di poter amministrare con regole certe e chiare. Altrimenti il sindaco che deve essere, come dire, onnicomprensivo di ogni responsabilità crea un disagio fortissimo nel sistema democratico delle autonomie locali. E noi di fronte a questo non possiamo assolutamente far finta di nulla. Noi rispettiamo la magistratura sempre, rispettiamo le sentenze sempre, ma è un nostro diritto e anche, aggiungerei, anche un nostro dovere riflettere su quello che è accaduto ad Alessandro e che su quello che potrebbe accadere a ciascuno di noi</em>&#8220;, ha concluso Pappaterra.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-382087" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Civita-incontro-Sindaci.jpg" alt="" width="650" height="366" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Civita-incontro-Sindaci.jpg 700w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Civita-incontro-Sindaci-300x169.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/Civita-incontro-Sindaci-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/siamo-tutti-tocci-sindaci-del-cosentino-piazza-dopo-la-condanna-del-primo-cittadino-di-civita/">&#8216;Siamo tutti Tocci&#8217;, sindaci del Cosentino in piazza dopo la condanna del primo cittadino di Civita</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Zambrone, arrestato uomo condannato in via definitiva per violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/zambrone-arrestato-uomo-condannato-in-via-definitiva-per-violenza-sessuale-maltrattamenti-e-atti-persecutori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 16:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Zungri (VV) hanno dato esecuzione, nelle scorse ore, ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia. Il provvedimento ha riguardato un uomo, classe 1969, disoccupato, residente nel comune di Zambrone, condannato in via definitiva per reati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/zambrone-arrestato-uomo-condannato-in-via-definitiva-per-violenza-sessuale-maltrattamenti-e-atti-persecutori/">Zambrone, arrestato uomo condannato in via definitiva per violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Zungri (VV) hanno dato esecuzione, nelle scorse ore, ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia.</p>
<p>Il provvedimento ha riguardato un uomo, classe 1969, disoccupato, residente nel comune di Zambrone, condannato in via definitiva per reati commessi tra il 2017 e il 2021, riconducibili a episodi di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti contro familiari o conviventi, atti persecutori e danneggiamento seguito da incendio.</p>
<p>L’ordine di esecuzione è stato emesso a seguito del passaggio in giudicato della sentenza di condanna. La pena residua da espiare è pari ad anni 6, mesi 10 e giorni 3 di reclusione. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, come disposto dall’Autorità Giudiziaria procedente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/zambrone-arrestato-uomo-condannato-in-via-definitiva-per-violenza-sessuale-maltrattamenti-e-atti-persecutori/">Zambrone, arrestato uomo condannato in via definitiva per violenza sessuale, maltrattamenti e atti persecutori</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per la strage nelle gole del &#8220;Raganello&#8221; nel 2018 , condannati il sindaco di Civita e la guida turistica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/per-la-strage-nelle-gole-del-raganello-nel-2018-condannati-il-sindaco-di-civita-e-la-guida-turistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 15:13:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale di Castrovillari ha condannato ii sindaco di Civita (Cosenza) Alessandro Tocci a 4 anni ed un mese di reclusione per omicidio colposo plurimo e omissione di atti d&#8217;ufficio. La sentenza è stata emessa al termine del processo in relazione alla tragedia del 20 agosto 2018 quando una piena nelle gole del torrente &#8216;Raganello&#8216; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale di Castrovillari ha condannato ii sindaco di Civita (Cosenza) <strong>Alessandro Tocci</strong> a 4 anni ed un mese di reclusione per<strong> omicidio colposo plurimo e omissione di atti d&#8217;ufficio</strong>. La sentenza è stata emessa al termine del processo in relazione alla tragedia del 20 agosto 2018 quando una piena nelle gole del torrente &#8216;<strong>Raganello</strong>&#8216; provocò la morte di dieci persone, nove escursionisti e una guida, e 11 feriti.</p>
<p>Condannata anche la guida escursionistica <strong>Giovanni Vangieri</strong> a 3 anni e 5 mesi, mentre sono stati assolti gli altri imputati. La Procura aveva chiesto la condanna di Tocci a 9 anni e di Vangieri a 8. Assolti gli altri imputati.</p>
<p>Durante l’esondazione del Raganello hanno perso la vita <strong>Antonio De Rasis</strong>, 32 anni, di Cerchiara, guida esperta e volontario della Protezione Civile, <strong>Maria Immacolata Marrazzo</strong>, 43 anni, avvocata di Torre del Greco (Na); <strong>Carlo Maurici</strong>, 35 anni, e <strong>Valentina Venditti</strong>, 34, romani; <strong>Myriam Mezzolla</strong>, 27 anni, e <strong>Claudia Giampietro</strong>, 31, pugliesi, sorprese dal fiume mentre facevano rafting. Pugliese era anche <strong>Gianfranco Fumarola</strong>, 44 anni, agente di polizia penitenziaria. Di Qualiano, nel Napoletano, erano i coniugi <strong>Carmen Tammaro</strong>, 41 anni, e <strong>Antonio Santopaolo</strong>, 44. Le loro figlie di 10 e 12 anni sono fra i sopravvissuti. L’altra vittima fu <strong>Paola Romagnoli</strong>, ricercatrice bergamasca di 55 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Francesco Di Cello condannato a 12 anni per l&#8217;omicidio del figlio Bruno alla Marinella di Lamezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 15:48:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato condannato a 12 anni di reclusione Francesco Di Cello, 64 anni di Lamezia Terme, riconosciuto colpevole per l&#8217;omicidio del figlio Bruno Di cello, di 30 anni. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;assise di Catanzaro. Reo confesso, l&#8217;imputato si era costituito poco dopo aver esploso contro il figlio un colpo di pistola, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato condannato a 12 anni di reclusione Francesco Di Cello, 64 anni di Lamezia Terme, riconosciuto colpevole per l&#8217;omicidio del figlio Bruno Di cello, di 30 anni. La sentenza è stata emessa dalla Corte d&#8217;assise di Catanzaro. Reo confesso, l&#8217;imputato si era costituito poco dopo aver esploso contro il figlio un colpo di pistola, al termine di una lite il 2 maggio 2025 in località Marinella di Lamezia Terme. Di Cello è stato condannato anche per possesso di arma clandestina e ricettazione.</p>
<p>Nel corso della requisitoria il pm Gualberto Buccarelli ha ripercorso le tappe di una vita familiare travagliata fatta di anni di pressioni e richieste continue di denaro da parte del figlio il quale, dato il proprio comportamento, era stato anche condannato per estorsione. Al termine della camera di consiglio la Corte ha riconosciuto le attenuanti della seminfermità mentale di Francesco Di Cello prevalenti sull&#8217;aggravante dell&#8217;omicidio di un familiare e anche le attenuanti generiche.</p>
<p>La difesa, rappresentata dagli avvocati Renzo Andricciola e Pino Spinelli, ha insistito nel chiedere il riconoscimento dell&#8217;attenuante della provocazione.  Il movente dell’omicidio sarebbe da ricercare in esasperati dissidi familiari.</p>
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		<title>L’Ordine dei Medici condanna il rogo allo studio di Rosarno del dr. Ingegnere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lordine-dei-medici-condanna-il-rogo-allo-studio-di-rosarno-del-dr-ingegnere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Ingegnere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito del grave episodio verificatosi a Rosarno, dove ignoti hanno incendiato l&#8217;ingresso dell&#8217;ambulatorio del medico di base Aldo Ingegnere, interviene il vicepresidente dell&#8217;Ordine dei Medici, Vincenzo Nociti, esprimendo – a nome del Consiglio dell&#8217;Ordine – piena solidarietà e vicinanza al professionista colpito. &#8220;Si tratta di un gesto vile e inaccettabile – dichiara Nociti – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito del grave episodio verificatosi a Rosarno, dove ignoti hanno incendiato l&#8217;ingresso dell&#8217;ambulatorio del medico di base Aldo Ingegnere, interviene il vicepresidente dell&#8217;Ordine dei Medici, Vincenzo Nociti, esprimendo – a nome del Consiglio dell&#8217;Ordine – piena solidarietà e vicinanza al professionista colpito. &#8220;<em>Si tratta di un gesto vile e inaccettabile – </em>dichiara Nociti<em> – che colpisce non solo un medico stimato, ma l&#8217;intera comunità sanitaria. Il dottor Ingegnere rappresenta ogni giorno un punto di riferimento per i cittadini, e quanto accaduto ferisce profondamente tutti noi&#8221;</em>. Il vicepresidente sottolinea come i medici di base operino quotidianamente in condizioni sempre più complesse, spesso al limite delle possibilità operative: &#8220;<em>I medici di medicina generale lavorano con carichi assistenziali elevatissimi, tra burocrazia, carenza di risorse e continue limitazioni normative. Sono il primo presidio sanitario sul territorio, chiamati a rispondere ai bisogni dei pazienti con professionalità e senso del dovere, nonostante le difficoltà crescenti&#8221;</em>.</p>
<p>Un ruolo fondamentale, quello dei medici di famiglia, che si traduce in presenza costante, ascolto e assistenza, anche in contesti in cui il sistema sanitario mostra criticità evidenti: &#8220;<em>Spesso – </em>prosegue Nociti<em> – ci troviamo a dover gestire situazioni complesse con strumenti limitati, affrontando anche l&#8217;incomprensione di chi non conosce i vincoli e le responsabilità che regolano la nostra professione&#8221;</em>. Il Consiglio dell&#8217;Ordine dei Medici si unisce compatto nel condannare l&#8217;accaduto, ribadendo la necessità di tutelare la sicurezza dei professionisti sanitari e di rafforzare il rispetto nei confronti di chi opera quotidianamente al servizio della collettività.</p>
<p>Da qui anche un appello alla comunità: <em>&#8220;È necessario ristabilire un clima di rispetto e fiducia reciproca. Episodi come questo non devono e non possono trovare alcuna giustificazione. La violenza, in ogni forma, va condannata con fermezza&#8221;</em>.<br />
Infine, il messaggio diretto al collega colpito: &#8220;<em>Al dottor Ingegnere va il sostegno umano e professionale mio personale e dell&#8217;intero Consiglio dell&#8217;Ordine. Siamo certi che continuerà, come ha sempre fatto, a svolgere il proprio lavoro con dedizione e responsabilità, al servizio dei cittadini&#8221;.</em><br />
L&#8217;Ordine dei Medici rinnova quindi la propria vicinanza al professionista e, attraverso il suo Consiglio, ribadisce l&#8217;urgenza di difendere e valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale, presidio fondamentale per la tutela della salute pubblica.</p>
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		<title>Giuseppe Giorgi si è consegnato in carcere a Locri, era condannato per reati commessi in Belgio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/giuseppe-giorgi-si-e-consegnato-in-carcere-a-locri-era-condannato-per-reati-commessi-in-belgio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso con una consegna spontanea lo stato di irreperibilità di Giuseppe Giorgi, 50enne originario di San Luca (RC), latitante dallo scorso novembre 2025. L’uomo si è presentato nel corso della notte presso la Casa Circondariale di Locri, ponendo così fine alla propria fuga e avviando l’espiazione della pena. Il 50enne era destinatario di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso con una consegna spontanea lo stato di irreperibilità di <strong>Giuseppe Giorgi</strong>, 50enne originario di San Luca (RC), l<strong>atitante dallo scorso novembre 2025</strong>. L’uomo si è presentato nel corso della notte presso la Casa Circondariale di Locri, ponendo così fine alla propria fuga e avviando l’espiazione della pena. Il 50enne era destinatario di un provvedimento definitivo di condanna alla pena di 6 anni e 1 mese di reclusione, emesso dall’Autorità Giudiziaria a seguito della commissione di numerosi reati in territorio belga. Dopo essersi sottratto all’esecuzione della misura restrittiva, l’uomo si era reso irreperibile, dando inizio a un periodo di latitanza che ha richiesto un’intensa e articolata attività investigativa.</p>
<p>I Carabinieri della Compagnia di Bianco (RC), sotto il costante coordinamento della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, diretta da Gerardo Dominijanni, hanno avviato mirate attività di ricerca, sviluppando un quadro informativo sempre più dettagliato sugli eventuali spostamenti e sui contatti dell’uomo. Nel corso delle settimane, l’azione investigativa si è fatta via via più incisiva, attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, nonché un costante monitoraggio degli ambienti frequentati dal latitante e della sua rete relazionale. Tale pressione investigativa ha progressivamente ristretto gli spazi di movimento dell’uomo, rendendo sempre più difficile la prosecuzione della latitanza. Proprio in questo contesto, maturata la consapevolezza dell’inevitabilità della cattura, Giuseppe Giorgi ha deciso di consegnarsi spontaneamente alle autorità, presentandosi presso l’istituto penitenziario di Locri in piena notte, dove è stato preso in carico per l’esecuzione della pena definitiva.</p>
<p>L’episodio si inserisce in un più ampio quadro di attività di contrasto condotte dai Carabinieri della Locride nei confronti dei soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi. I risultati conseguiti confermano, ancora una volta, l’efficacia dell’azione dell’Arma dei Carabinieri e la capillare presenza sul territorio reggino, a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’esecuzione dei provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria, assicurando alla giustizia anche coloro che tentano di sottrarsi alle proprie responsabilità.</p>
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		<title>Meta e YouTube condannati nel processo a Los Angeles perché creano dipendenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/meta-e-youtube-condannati-nel-processo-a-los-angeles-perche-creano-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
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		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
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		<category><![CDATA[metà]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meta e YouTube condannati perché creano dipendenza. A Los Angeles il processo a carico dei due colossi si è chiuso con la sentenza di condanna. Le due compagnie dovranno versare un risarcimento di 3 milioni di dollari ad una giovane, che ha intentato la causa sostenendo di aver sviluppato dipendenza dalle piattaforme delle due aziende [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article"><b>Meta e YouTube condannati perché creano dipendenza</b>. A Los Angeles il processo a carico dei due colossi si è chiuso con la sentenza di condanna. Le due compagnie dovranno versare un risarcimento di 3 milioni di dollari ad una giovane, che ha intentato la causa sostenendo di aver sviluppato dipendenza dalle piattaforme delle due aziende fin da bambina. Il processo è durato un mese e nel corso delle udienze ha testimoniato anche il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg (<em>nella foto</em>).</p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article">Il processo di Los Angeles nasce dalla causa intentata da una giovane utente di Instagram e YouTube identificata con le iniziali KGM. La ragazza ha affermato di aver sofferto di ansia e depressione a causa dell&#8217;utilizzo dei social media durante l&#8217;infanzia. Nel corso del processo, riferisce il Washington Post, i riflettori sono stati accesi sulla progettazione e sulle finalità delle piattaforme: per l&#8217;accusa, Meta e YouTube sarebbero stati creati con funzionalità, come la possibilità di &#8216;<em>scrollare</em>&#8216; all&#8217;infinito, destinate a tenere gli utenti incollati allo schermo dello smartphone.<b> I colossi avrebbero adottato condotte negligenti senza avvertire adeguatamente gli utenti sui rischi relativi in particolare ai minori.</b></p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article">Il verdetto, senza precedenti, crea un precedente per migliaia di querelanti negli Stati Uniti che accusano le grandi piattaforme di essere responsabili di un’epidemia di dipendenza dai social network. Meta, la società madre di Instagram, e YouTube &#8211; che appartiene a Google &#8211; hanno mostrato &#8220;<em>negligenza</em>&#8221; nella progettazione dei loro social network e non hanno avvertito adeguatamente gli utenti dei rischi delle loro piattaforme per i minori. Meta è <em>&#8220;in disaccordo</em>&#8221; con la sentenza. &#8220;<em>Siamo rispettosamente in disaccordo con il verdetto e stiamo valutando le opzioni legali a nostra disposizione</em>&#8220;, ha spiegato un portavoce della compagnia.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
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