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	<title>compleanno Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 May 2025 15:23:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In ricordo di Filippo Ceravolo nel giorno del suo compleanno, vittima innocente di &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 07:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 4 maggio 2025 Filippo avrebbe compiuto 32 anni, purtroppo, però, quelle candeline non le spegnerà mai e continuerà ad avere 19 anni per sempre. La storia di Filippo Ceravolo è la storia di un giovane della nostra terra, un ragazzo solare, che, sebbene ancora così giovane, conosceva il valore e la dignità del lavoro. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 4 maggio 2025 Filippo avrebbe compiuto 32 anni, purtroppo, però, quelle candeline non le spegnerà mai e continuerà ad avere 19 anni per sempre. La storia di <strong>Filippo Ceravolo</strong> è la storia di un giovane della nostra terra, un ragazzo solare, che, sebbene ancora così giovane, conosceva il valore e la dignità del lavoro. Aveva una passione molto forte per il calcio, che lo aveva spinto a giocare nelle giovanili della squadra locale. Una passione che trovava sfogo soprattutto in una profonda fede calcistica, quella per la Juventus che condivideva con papà <strong>Martino</strong>. I due erano tifosi sfegatati. E poi c’era la sua fidanzata. Ecco, attorno a questi poli &#8211; il lavoro, la famiglia, gli affetti, il calcio &#8211; si dipanava, con semplicità, l’esistenza di questo bel ragazzo.</p>
<p>La sera del 25 ottobre 2012 Filippo aveva raggiungo Pizzoni per trascorrere qualche ora in compagnia della sua ragazza. Una serata tra amici, come ogni ragazzo e ogni ragazza della sua età. Il giorno dopo la sveglia era all’alba, perché avrebbe dovuto spostarsi a Reggio Calabria per lavoro, infatti, Filippo lavorava con suo padre in giro per la Calabria con il loro banco di dolciumi.<br />
Quella sera, però, Filippo non ritornerà a casa: la macchina non funziona e allora chiede un passaggio che gli costerà la vita.<br />
In quel momento, infatti, era in corso una guerra di ‘ndrangheta tra famiglie contrapposte e Filippo ne rimane vittima innocente. Sale a bordo della Fiat Punto di <strong>Domenico Tassone</strong> e occupa il posto passeggeri. I due si avviano ma sono gli ultimi chilometri di vita di Filippo. In pochi minuti si consuma la tragedia che sconvolge per sempre questa famiglia sorianese.<br />
A poca distanza dal paese, in zona Calvario, la macchina viene bloccata. È un inferno di fuoco. Qualcuno imbraccia un fucile caricato a pallettoni e spara senza pietà all’indirizzo di Filippo. Due proiettili lo raggiungono alla testa. Invece, il giovane alla guida rimane illeso. Per Filippo le ferite appaiono immediatamente gravissime. Morirà poche ore dopo in ospedale, tra la disperazione dei suoi genitori e delle sorelle. A soli 19 anni.</p>
<p>Quest’anno, in occasione del compleanno di questo giovane ragazzo della nostra terra, la famiglia insieme a quanti vorranno, ha deciso di portare <strong>un fiore nel cimitero di Soriano alle ore 16:00</strong>. Un fiore che possa essere simbolo di rinascita, di cambiamento, di corresponsabilità. Un gesto simbolico di chi ancora attende che venga fatta verità e giustizia. Un momento intimo che vuole diventare anche collettivo per ribadire che la memoria deve essere monito per le nostre coscienze e pungolo per le nostre scelte quotidiane, deve essere carne e sangue che possa produrre cambiamento. Ci ritroveremo per un abbraccio simbolico intorno a questa famiglia che, purtroppo, come molte altre, ha incontrato la violenza spietata della ‘ndrangheta, un modo per ribadire che la memoria di Filippo non è una vicenda privata ma è una storia che appartiene ad una intera comunità. Per Filippo, per tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta e per ciascuno di noi, affinché si possa vivere in luoghi liberi dalle mafie e da ogni potere violento, affinché, come ci insegna don Luigi Ciotti, ciascuno di noi sia ben consapevole che “la parte giusta non è un posto in cui stare, ma un orizzonte sempre da raggiungere”.<br />
(<em>Libera. Associazioni, nomi e numeri contro la Mafie</em>)</p>
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		<title>I Carabinieri festeggiano il 102° compleanno dell’Appuntato Pasquale Caiola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/i-carabinieri-festeggiano-il-102-compleanno-dellappuntato-pasquale-caiola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Riccardo Sciuto, accompagnato dal Comandante del Reparto Operativo di Catanzaro, Tenente Colonnello Giovanni Burgio, dal Tenente Andrea Flebus e dal Comandante della Stazione di Marcellinara, Maresciallo Capo Alberico Ingino, ha portato il caloroso e affettuoso abbraccio dell’Arma all’Appuntato Pasquale Caiola che, circondato dall’affetto della moglie, dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata <strong>Riccardo Sciuto</strong>, accompagnato dal Comandante del Reparto Operativo di Catanzaro, Tenente Colonnello <strong>Giovanni Burgio</strong>, dal Tenente <strong>Andrea Flebus</strong> e dal Comandante della Stazione di Marcellinara, Maresciallo Capo <strong>Alberico Ingino</strong>, ha portato il caloroso e affettuoso abbraccio dell’Arma all’Appuntato <strong>Pasquale Caiola</strong> che, circondato dall’affetto della moglie, dei figli e dei nipoti, <strong>ha festeggiato il traguardo dei 102 anni</strong>.</p>
<p>L’Appuntato Caiola, nato a <strong>Marcellinara (CZ)</strong> nel 1922, chiamato alle armi nel 1941, ha partecipato alla seconda guerra mondiale sul fronte jugoslavo, rimanendo mobilitato sino al termine del conflitto. Successivamente, ha prestato servizio alla Legione territoriale di Torino, al Battaglione Mobile di Milano Porta Magenta, alla Legione di Bari e alla Stazione di Decollatura (CZ), sino al congedo avvenuto nel 1969. Il suo senso del dovere e il suo coraggio gli hanno consentito di ricevere numerose decorazioni e riconoscimenti, tra cui, oltre alle campagne di guerra, anche la croce al “merito di guerra”.</p>
<p>Nel corso dell’incontro con i colleghi, il festeggiato, visibilmente emozionato e con grande lucidità, ha ripercorso vari episodi della sua carriera nell’Arma, ricordando particolarmente il servizio svolto a Milano nell’immediato dopoguerra. A cornice dell’evento, il Generale Sciuto ha consegnato all’Appuntato Caiola la lettera di auguri del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata<strong> Salvatore Luongo</strong> e una lucerna in cristallo che simboleggia il caratteristico cappello con il pennacchio dell’Uniforme storica dei Carabinieri.</p>
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		<item>
		<title>Oggi Ilaria Mirabelli avrebbe compiuto 39 anni, il dolcissimo ricordo di mamma Lidia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/oggi-ilaria-mirabelli-avrebbe-compiuto-39-anni-il-dolcissimo-ricordo-di-mamma-lidia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 15:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Adesso che non sei più con noi, saranno gli Angeli a festeggiare con te il tuo compleanno, a noi non resta che fare volare fin lassù i nostri più cari auguri a Te che hai lasciato nei nostri cuori un grande dolore e un grande vuoto, ma anche un gran ricordo ed esempio di amore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Adesso che non sei più con noi, saranno gli Angeli a festeggiare con te il tuo compleanno, a noi non resta che fare volare fin lassù i nostri più cari auguri a Te che hai lasciato nei nostri cuori un grande dolore e un grande vuoto, ma anche un gran ricordo ed esempio di amore e bontà&#8221;. Sono le parole della signora Lidia, mamma di Ilaria Mirabelli che avrebbe compiuto oggi 39 anni, deceduta in un incidente stradale in Sila alla fine dello scorso mese di agosto e con molte zone d&#8217;ombra ancora non chiarite definitivamente.</p>
<p>&#8220;La tua assenza ci fa star male, ma sappiamo che adesso sei in un posto migliore- prosegue mamma Lidia. Signore, mi rivolgo a Te, col cuore spezzato dal dolore e ti prego: metti i tuoi Angeli attorno ai nostri figli affinché non succeda più a nessuno ciò che è successo alla mia adorata Ilaria e proteggili da colui che è malvagio! Auguri figlia dolcissima, Auguri &#8220;Biancaneve di mamma&#8221; (era così che desideravi essere chiamata da me quando andavi a scuola e la mattina venivo a svegliarti). </p>
<p>Ancora Auguri dalla tua mamma, dalla tua amata famiglia e da tutte le persone che ci sono vicine e ti hanno voluto tanto bene. La tua cara mamma&#8221;.</p>
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		<title>Teresa Vaccaro e Silvio Trunzo festeggiano i loro 98 anni: E&#8217; festa a Nocera Terinese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/teresa-vaccaro-e-silvio-trunzo-festeggiano-i-loro-98-anni-e-festa-a-nocera-terinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Trunzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Teresa Vaccaro e Silvio Trunzo sono i protagonisti di una storia d’amore durata 79 anni. Una favola, che accenna ancora, nonostante il tempo, profondi ed essenziali elementi di continuità. Una relazione autentica e davvero singolare. La prima volta che i loro sguardi si sono incrociati risale ad un tempo lontano. Entrambi adolescenti. Il tempo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Teresa Vaccaro e Silvio Trunzo sono i protagonisti di una storia d’amore durata 79 anni. Una favola, che accenna ancora, nonostante il tempo, profondi ed essenziali elementi di continuità. Una relazione autentica e davvero singolare. La prima volta che i loro sguardi si sono incrociati risale ad un tempo lontano. Entrambi adolescenti. Il tempo di conoscersi un po’, e poi il coronamento del loro amore. Il matrimonio, nel 1945. Un anno dopo nasce il primo figlio. Poi altri dieci, di cui l’ultimo, una femmina, nel 1968. La loro storia d’amore contraddistinta da sacrifici, fatiche, impegni lavorativi, diventa sempre più solida. Le loro giornate sono scandite da oneri importanti e piuttosto impegnativi. Undici figli richiedono un certo zelo, ma questi giovani genitori, solerti e dignitosi, riescono a superare tutte le difficoltà e si dedicano alla cura e alla crescita dei propri figli con totale abnegazione. A sostenere questa giovane coppia, su cui gravano ingenti disagi, sono i figli più grandi, i quali, nonostante la tenerissima età, riescono ad aiutare i propri genitori, nella cura e nella gestione dei fratelli più piccoli. Una dimensione fiabesca e quasi surreale che racconta una vita fatta di stenti, di difficoltà, ma anche di grandi e semplicissime emozioni. </p>
<p>Giochi semplici a diretto contatto con la natura, cibo sano e genuino proveniente dai raccolti, e non solo. L’alimentazione base consta di carne, pane, latte, legumi, frutta, ortaggi, patate, grano e farina, ingredienti questi ultimi, grazie ai quali è possibile preparare svariate ricette. Alimenti semplici ed essenziali utili al nutrimento di undici, tenerissimi bambini. La tavola diventa momento di aggregazione, di piacere e di condivisione. Il tempo è prezioso. Sembra che scorra lentamente, ma si muove invece con una velocità impressionante. I due coniugi si guardano intorno. I loro bambini sono cresciuti. Iniziano a spiccare il volo. Si sposano. Dalle loro unioni nascono tanti bambini. Silvio e Teresa diventano nonni e vivono nuove emozioni. Oggi hanno esattamente 32 nipoti, 51 pronipoti e 3 trisnipoti. Una famiglia numerosissima. Teresa, moglie e madre esemplare, conosciuta per la sua vita semplice e straordinaria, oggi compie 98 anni. Silvio ne compirà 98 a gennaio. Due anziani meravigliosi. Vederli insieme nella loro casa, che è stata dimora di grandi emozioni, ma anche di sacrifici e di afflizioni, è un estremo piacere. Commuove vedere lui, in una fase un po’ particolare che accenna un declino cognitivo importante, e lei, ancora estremamente lucida e dinamica. Nei loro sguardi si coglie quel senso di beatitudine che ha guidato le loro vite, e che oggi li accompagna in un percorso esistenziale semplice e significativo. </p>
<p>Nella camera in cui trascorrono maggior parte del tempo, accompagnati dalla presenza dei loro cari, tante foto e tanti ricordi. La più importante ritrae l’immagine di uno dei loro figli, venuto a mancare in modo tragico nel 2004. Questo evento, inaspettato, ha trafitto il loro cuore e straziato la loro vita. Da quel momento tutto è cambiato. Entrambi hanno continuato ad essere presenti nella vita dei loro figli, dimostrando sempre una presenza discreta e amorevole, ma la serenità di un tempo ha lasciato spazio alla tristezza e ad un dolore struggente. In occasione del compleanno di Teresa, nonnina di altri tempi, vogliamo abbracciare lei e tutti gli anziani che hanno rappresentato, con onore e dignità, la famiglia di un tempo, quella in cui i ruoli erano rispettabilmente distinti, e la quotidianità era scandita da momenti semplici e significativi, in cui tutto aveva un senso. Un valore profondo, nobile e inestimabile.<br />
<em>Catia Pulice</em><br />
	.</p>
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		<title>Acquaformosa, &#8220;Zia&#8221; Savina Di Turi festeggia il primo secolo di vita</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/acquaformosa-zia-savina-di-turi-festeggia-il-primo-secolo-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2024 10:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA["Zia" Savina Di Turi festa]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La comunità di Acquaformosa (CS) festeggia un’altra centenaria. “Zia” Savina Di Turi ha tagliato il fatidico traguardo del primo secolo di vita. Un prestigioso traguardo festeggiato, nella sua perenne eleganza e visibilmente felice, circondata dall’affetto e dall’amore dei suoi cari. Ai festeggiamenti dei primi cent’anni di “zia” Savina ha partecipato anche il primo cittadino di Acquaformosa, Gennaro Capparelli, che, nel portare gli auguri dell’intera comunità del piccolo borgo italo – albanese, ha sottolineato come “zia” Savina ed è stata sempre e continua a essere un esempio per tutta la comunità di Acquaformosa.</p>
<p>A “zia” Savina Di Turi il primo cittadino ha consegnato una targa a ricordo porgendo i più sinceri e affettuosi auguri da parte dell&#8217;Amministrazione Comunale e di tutta la comunità. “Zia” Savina, terza di quattro figli, è rimasta, in tenera età, orfana di padre.</p>
<p>“Zia” Savina, a seguito della prematura dipartita del genitore, ancora adolescente, insieme alla mamma ha portato avanti l’esercizio commerciale di genere alimentari e il tabacchino di cui era titolare suo padre, diventando punto di riferimento per l’intera comunità di Acquaformosa per circa 80 anni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-239051" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Acquaformosa-foto-2-300x199.jpg" alt="" width="636" height="422" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Acquaformosa-foto-2-300x199.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Acquaformosa-foto-2-768x508.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Acquaformosa-foto-2-696x461.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Acquaformosa-foto-2-634x420.jpg 634w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Acquaformosa-foto-2.jpg 796w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></p>
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		<title>Nati il 29 febbraio, speciali o sfortunati? Ecco gli italiani famosi &#8216;orfani&#8217; di compleanno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nati-il-29-febbraio-speciali-o-sfortunati-ecco-gli-italiani-famosi-orfani-di-compleanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 11:51:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Alcuni si sentono &#8216;speciali&#8217;, quasi appartenenti a una élite, altri sfortunati per essere nati in anno &#8216;bisesto&#8217; che la superstizione vuole sia &#8216;funesto&#8217;, ma sono tanti gli &#8216;orfani di compleanno&#8217;, i nati il 29 febbraio, anche ribattezzati &#8216;leapers&#8217; perché nel mondo anglosassone l&#8217;anno bisestile viene chiamato leap year, anno del salto: le stime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Alcuni si sentono &#8216;speciali&#8217;, quasi appartenenti a una élite, altri sfortunati per essere nati in anno &#8216;bisesto&#8217; che la superstizione vuole sia &#8216;funesto&#8217;, ma sono tanti gli &#8216;orfani di compleanno&#8217;, i nati il 29 febbraio, anche ribattezzati &#8216;leapers&#8217; perché nel mondo anglosassone l&#8217;anno bisestile viene chiamato leap year, anno del salto: le stime parlano di 4-5 milioni di persone, nel mondo, che compiono gli anni in questo giorno. In Italia tra i nomi più famosi del passato si ricordano in particolare il compositore Gioachino Rossini, nato a Pesaro il 29 febbraio 1792, ma anche Papa Paolo III, nato nel 1468.</p>
<p>Diversi gli sportivi accomunati dal giorno di nascita; dal fantino italiano Mauro Matteucci, classe 1956, all&#8217;ex calciatrice Monica Placchi e all&#8217;ex calciatore Marco Sinigaglia, entrambi nati nel 1968, al pilota motociclistico Ivan Goi e all&#8217;ex tennista Andrea Stoppini, tutti e due classe 1980. E ancora, nel mondo dello spettacolo e della cultura: il danzatore e coreografo Giorgio Mancini, l&#8217;attrice e regista Antonella Ponziani, la giornalista Rai Elisabetta Caporale (tutti e tre classe 1964, compiono oggi 60 anni) e la showgirl, modella e attrice Sylvie Lubamba (1972).</p>
<p>Non sappiamo come ognuno dei leapers abbia deciso nella vita di festeggiare il proprio compleanno, ma se avesse voluto farlo solo quando il calendario segna 29 febbraio, Rossini oggi avrebbe appena 56 anni, come ironizza il Rossini Opera Festival di Pesaro che su Instagram scrive: &#8220;Tanti auguri Gioachino per i tuoi 56 anni! Ma come 56, non sono 232? Forse il maestro avrebbe apprezzato questa ironia sulla sua data di nascita, sicuramente gli sarebbe piaciuto invecchiare con questo ritmo più lento: compiendo gli anni solo ogni 4!&#8221;.  &#8212;culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Auguri alla nonnina di Calabria: Maria Rosa Tassone compie oggi 109 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 11:06:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[109 anni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Compie oggi i 109 anni Maria Rosa Tassone, la nonnina di Calabria. I suoi compleanni vengono scanditi dall&#8217;autorevole Blog inglese Gerontology. A raccontare la sua storia l&#8217;Associazione Giustitalia che si occupa, tra le altre cose, della tutela legale delle persone molto anziane. Nata il 25 gennaio 1915 a Spadola in Provincia di Vibo Valentia, solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Compie oggi i 109 anni Maria Rosa Tassone, la nonnina di Calabria. I suoi compleanni vengono scanditi dall&#8217;autorevole<em> Blog inglese Gerontology</em>. A raccontare la sua storia l&#8217;Associazione <em>Giustitalia</em> che si occupa, tra le altre cose, della tutela legale delle persone molto anziane. Nata il 25 gennaio 1915 a Spadola in Provincia di Vibo Valentia, solo un anno dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Nella sua lunga vita ha visto alternarsi il Regno d&#8217;Italia e poi la Prima e Seconda Repubblica, oltre 10 Papi, Re e Capi di Stato e di Governo. Scampata agli orrori delle due Guerre Mondiali, era sopravvissuta alla spagnola nel 1918 (quando aveva solo 3 anni), alla Sars nel 2004 ed al Covid nel corso degli ultimi anni.</p>
<p>Ha una famiglia molto numerosa che conta figli, nipoti e pronipoti per un totale di 26. Il segreto della sua longevità è una vita tranquilla, pasti leggeri accompagnati da un bicchiere di vino ogni tanto, mai una sigaretta in bocca e mai un eccesso di troppo.<br />
Nata il 25 gennaio 1915, è stata testimone di diverse fasi storiche, economiche e sociali tra cui le due guerre mondiali, il ventennio fascista, il passaggio dalla monarchia alla repubblica, la guerra fredda, la caduta del muro di Berlino, le crisi economiche e le diverse pandemie (Spagnola, Sars, Covid-19). Nella sua Spadola, meno di 800 abitanti in provincia di Vibo Valentia, è amata ed ammirata per la sua semplicità e per la sua socievolezza. Ama la tranquillità, le piace la pasta e fagioli, magari accompagnata da un buon bicchiere di vino, non si concede eccessi, non gradisce e ha mai gradito il fumo. </p>
<p>“Quello della signora Maria Rosa è un importante traguardo della donna, della sua famiglia, della Calabria e dell’Italia intera. Infatti – sostiene l’associazione Giustitalia – in un periodo storico nel quale le persone anziane vengono sempre più emarginate e malamente tutelate dallo Stato, ritornare al ‘passato’ quando ‘l’anziano di famiglia’ rappresentava un valore aggiunto per tutti, significa guardare al futuro con i valori custoditi dalla storia del nostro Paese. Il termometro della salute di uno Stato che si voglia definire evoluto e democratico – conclude l’associazione – è la tutela che appresta alle fasce più deboli e bisognose della sua popolazione e, innegabilmente, dopo la strage fatta dal Covid negli anni di pandemia, le persone anziane sono quelle che vanno maggiormente tutelate da tutti i punti di vista”.</p>
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		<title>Oggi Rino Gaetano avrebbe compiuto 73 anni. Talento, ironia e malinconia di un grande calabrese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2023 11:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 29 ottobre è un giorno importante per il mondo della musica. In questa giornata settantatrè anni fa nasceva Rino Gaetano, uno degli artisti più amati del cantautorato romano. La sua storia iniziava in una piccola casa di Crotone, in Calabria ma poi proseguiva tra le braccia di mamma Roma, la Capitale. È in questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 29 ottobre è un giorno importante per il mondo della musica. In questa giornata settantatrè anni fa nasceva <strong>Rino Gaetano</strong>, uno degli artisti più amati del cantautorato romano. La sua storia iniziava in una piccola casa di Crotone, in Calabria ma poi proseguiva tra le braccia di mamma Roma, la Capitale. È in questa città che nasceva la passione per la musica di Rino, o meglio di Salvatore. Il nome che tutti conosciamo in realtà è solo un nome d’arte, dato da Anna, la sorella dell’artista. Rino a casa era chiamato “Salvatorino” ma Anna amava sempre chiamarlo Rino, per questo motivo il nome divenne poi quello definitivo. La sua carriera inizia per i locali di Roma. È in questi posti che Rino si esibiva con una band chiamata Krounks. All’inizio eseguiva soltanto delle cover, ma il desiderio di Rino era diventare un cantautore. Era però una strada che si contrastava con i progetti che la famiglia aveva per lui. I genitori di Rino volevano assicurargli una strada sicura, per questo motivo lo avevano fatto diplomare in ragioneria per farlo poi lavorare in banca.<br />
Rino però aveva la musica nel cuore e decide comunque di intraprendere la carriera artistica. Solamente qualora avesse fallito come musicista, sarebbe diventato banchiere. Questo era il compromesso che aveva preso con il padre.</p>
<p><strong>Una carriera di successo</strong><br />
Rino quindi inizia la sua carriera da cantautore. Incide i suoi primi brani sotto il nome di Kammamuri’s, in onore di un personaggio del romanzo “I pirati della Malesia“. Il successo però non arriva subito, ma solo qualche anno dopo, nel 1975. È l’anno di “Il cielo è sempre più blu“, una canzone che dura otto minuti e che all’inizio veniva divisa in due parti.<br />
Oggi tutti la cantiamo alle feste, eppure questo brano non è così leggero come sembra. Rino infatti era così: univa melodie semplici e fresche a testi impegnati in cui sfogava la sua rabbia. “Il cielo è sempre più blu” era infatti una critica all’uomo e alle società, ma anche un invito ad andare avanti nonostante tutto.<br />
Rino però inizia ad avere una grande fama nel 1978, partecipando al Festival di Sanremo con “Gianna” un brano che gli assicura il terzo posto e che si rivela un successone. L’artista inizia ad essere conosciuto come “quello che canta Gianna” e la sua canzone viene trasmessa ovunque, dai bar di Roma alle discoteche. il brano diventa una hit che stravolge le classifiche musicali e che assicura un posto all’artista al Festivalbar.<br />
In quegli anni Rino inizia poi a collaborare con dei grandi nomi del mondo della musica, come il paroliere Mogol con il quale scrive delle canzoni; Anna Oxa ed il musicista Riccardo Cocciante con il quale scrive la romantica “A mano a mano“.</p>
<p><strong>Un uomo dall’aria malinconica senza peli sulla lingua</strong><br />
La morte di Rino arriva però come un fulmine a ciel sereno in un incidente d’auto sulla Via Nomentana che si rivela fatale. A soli 31 anni anni l’artista lasciava quindi un grande vuoto nella musica. La sua perdita però era stata come l’avverarsi di una profezia. Rino era morto esattamente come uno dei personaggi della canzone “La ballata di Renzo“, che l’artista aveva scritto nel 1971.<br />
Difficilmente troveremo qualcuno come lui, senza peli sulla lingua e con tante cose da dire, che si nascondeva dietro una tuba nera, una chitarra ed un sorriso malinconico. Rino infatti era questo. Un artista che aveva davvero qualcosa da raccontare, ma che non tutti erano in grado di capire. Un cantautore che con le sue canzoni è diventato un pilastro della musica italiana.</p>
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		<title>Umiliata per i suoi studi a Catanzaro, oggi Sara Pedri compie 34 anni. Scomparsa da marzo 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 12:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emanuela Pedri, sorella di Sara, la ginecologa forlivese svanita nel nulla due anni fa, non usa il condizionale ma l’indicativo presente: “Sara oggi compie 34 anni”. “È il suo compleanno e come ogni anno la festeggeremo”, spiega la sorella Emanuela, intervistata dal Corriere della Sera. Dal quattro marzo del 2021 di Sara Pedri non si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Emanuela Pedri, sorella di Sara, la ginecologa forlivese svanita nel nulla due anni fa, non usa il condizionale ma l’indicativo presente: “Sara oggi compie 34 anni”. “È il suo compleanno e come ogni anno la festeggeremo”, spiega la sorella Emanuela, intervistata dal Corriere della Sera. Dal quattro marzo del 2021 di Sara Pedri non si sa più nulla. E nemmeno il suo corpo è mai stato trovato. Ma da allora le ricerche non si sono mai fermate ma soprattutto la famiglia ha portato avanti una battaglia nel suo nome, quella contro il mobbing sul lavoro. La famiglia è convinta da tempo che Sara avrebbe pensato al gesto estremo perché vittima di un clima pesantissimo nel reparto in cui lavorava nell’Ospedale Santa Chiara di Trento.</p>
<p>La scomparsa di Sara scoperchiò un vero e proprio vaso di Pandora e portò numerosi dipendenti di quel reparto a denunciare tra le lacrime anni di vessazioni e mortificazioni nello stesso posto di lavoro di Sara. Si attende la decisione dei giudici sul rinvio a giudizio chiesto dal pm nell’ambito di un’inchiesta che ha spinto altri dipendenti dell’ospedale trentino a denunciare episodi di mobbing. Sara compare tra le parti di quel processo attraverso la voce della sua famiglia che vuole che quello che è successo a Sara non capiti più a nessuno. La loro è una campagna di civiltà e sensibilizzazione.</p>
<p>“C’è un’udienza preliminare è stata fissata nel mese di novembre – racconta Emanuela al Corriere – Non è un processo che comunque ci auguriamo cominci presto. La vicenda giudiziaria come è noto non riguarda solo Sara ma anche tante altre vittime, come lo è stata lei, di abusi e di mobbing in corsia. Questo è molto importante per noi: se anche vincessimo il processo Sara non tornerebbe qui con noi è importante fare giustizia per aiutare chi c’è ancora. Noi familiari abbiamo elaborato il lutto: ora la nostra è una battaglia ispirata dal senso civico. Purtroppo è brutto constatare che c’è sempre un evento infausto all’origine di un certo risveglio delle coscienze. È andata così. Vorremmo che la vicenda drammatica di Sara non equivalga ad un inutile sacrificio”.</p>
<p>E nel giorno del compleanno di Sara la famiglia la festeggia come ha sempre fatto senza perdere la speranza che prima o poi dal lago di Santa Giustina, dove si pensa che si possa essere gettata Sara, possa emergere il suo corpo. “Stiamo continuando a cercarla anche se siamo consapevoli che dopo due anni è difficile che di Sara sia rimasto qualcosa – continua la sorella – Il lago di Santa Giustina, il principale sito in cui le ricerche sono localizzate, è continuamente sotto i riflettori. Purtroppo lo è anche al di là di mia sorella. Ci sono stati incidenti, alcuni anche molto recenti e quindi persone disperse e poi ritrovate senza vita. Sappiamo quanta attenzione è riservata a quell’area non solo dalle persone deputate a compiere le ricerche ma anche degli abitanti e dei pescatori. Noi di solito ci riattiviamo e torniamo a sperare tra ottobre e novembre e tra marzo e aprile perché è più facile che in questi periodi riemerga qualcosa per quel che riguarda la morfologia del territorio”.</p>
<p>E racconta un fatto che sembra il simbolo della speranza. Quando a maggio la grave alluvione dell’Emilia Romagna ha allagato la regione, anche Forlì è stata fortemente colpita. Nella villa comunale della cittadina, la sua famiglia aveva piantato un grosso albero dalle foglie rosse, come i capelli di Sara, per ricordarla e dare coraggio a tutti. Emanuela pensava che le violente piogge lo avessero divelto e invece l’albero era ancora lì intatto. “Più mi avvicinavo più temevo che dell’albero non fosse rimasto più nulla. Ma è stata una bella sorpresa vedere che tutto era al suo posto”, ha detto.</p>
<p>Leggi anche:</p>
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		<title>Lamezia, vescovo: chi vive la fede e’ in cammino ed e’ un cammino sempre nuovo”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-vescovo-chi-vive-la-fede-e-in-cammino-ed-e-un-cammino-sempre-nuovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 08:39:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[omelia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Si dilati, carissimi fratelli e sorelle, sempre di piu’ il nostro cuore, esulti di gioia perche’ risplenda nella nostra povera umanita’ la mirabile luce di Cristo”. Questa la sollecitazione del vescovo, Giuseppe Schillaci, nel corso dell’omelia durante la concelebrazione eucaristica dell’Epifania, officiata in cattedrale la sera del sei gennaio scorso e durante [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Si dilati, carissimi fratelli e sorelle, sempre di piu’ il nostro cuore, esulti di gioia perche’ risplenda nella nostra povera umanita’ la mirabile luce di Cristo”. Questa la sollecitazione del vescovo, Giuseppe Schillaci, nel corso dell’omelia durante la concelebrazione eucaristica dell’Epifania, officiata in cattedrale la sera del sei gennaio scorso e durante a quale ha anche invitato i fedeli a rivedere “la nostra vita alla luce di questo dono, splendido, perche’ anche la nostra vita possa diventare e farsi dono dinanzi alla splendida luce”.<br />
Per il Pastore della Chiesa lametina, “il mistero dell’incarnazione che stiamo celebrando in questi giorni di Natale, che si chiuderanno domenica prossima con la festa del battesimo del Signore, ci consegna una grande verita’. Una verita’ che dobbiamo fare sempre piu’ nostra: il figlio di Dio con la sua incarnazione (sono parole del Concilio Vaticano II) si e’ unito in un certo modo ad ogni uomo. Basterebbe questo – ha proseguito &#8211; per contemplare il mistero dell’incarnazione che ci dice questa verita’. E, quindi, quando incontro ogni uomo devo pensare che incontro questo mistero. Gesu’, il messia, non e’ destinato solo al popolo di Israele, non e’ destinato solo ad alcuni o a pochi privilegiati, ma a tutti. Allora, in questa manifestazione del Signore contempliamola questa universalita’ e la contempliamo non nello spazio o nel lusso dei palazzi del potere ma nell’umilta’ e nella poverta’ di una mangiatoia”.<br />
E gli stessi magi che si mettono in cammino, “si mettono in ricerca di questa verita’” che e’ “una ricerca disinteressata, senza nessuno scopo particolare’’. Ma, mentre loro cercano, c’e’ “qualcuno che resta fermo: un re, un uomo che vive di potere che, pero’, ha paura. Perche’ Erode teme il Signore che viene – ha chiesto Schillaci &#8211; ? Teme perche’ c’e’ un altro re”.  C’e’ “un re altro, cioe’ un re che non e’ venuto per dominare per controllare, non e’ venuto per esercitare il potere sugli altri. E’ venuto, invece, a servire. E’ venuto semplicemente a salvare l’uomo dalla pretesa di cercare di esercitare qualsiasi forma di potere sull’altro, indicandoci questa strada che e’ la strada dell’umilta’, dell’obbedienza, dell’amore generoso, gratuito, disinteressato. La ricerca dei Magi e’ finalizzata a tutto questo: il loro cammino, la loro ricerca approda all’adorazione”.<br />
I magi, quindi, “riconoscono il Signore. E quando si riconosce il Signore – ha fatto notare il Vescovo &#8211; ci si prostra. Hanno portato dei doni dinanzi al dono per eccellenza ed il Signore non desidera altro: desidera il nostro desiderio. Il Signore ha sete di questa sete di Dio, questa sete di umanita’. Quella sete che non si estingue mai se non in lui. Nessuno puo’ pensare di sentirsi un arrivato nella fede. A volte – ha concluso il Vescovo &#8211; penso a noi sacerdoti, vescovi, siamo arrivati e, quindi, ci sediamo e non ci si muove piu’” mentre “chi vive la fede e’ in cammino sempre ed e’ un cammino sempre nuovo” e “chi crede e’ animato da questo grande desiderio: incontrare il Signore, incontrarlo sempre perche’ incontrare il Signore significa incontrare il significato profondo della propria vita” in quanto “quando si incontra il Signore siamo sempre chiamati a vita nuova”.</p>
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